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LUCI ED OMBRE DEL 1600 Il 1600 in Europa tra storia, religione, arte, teatro, scoperte scientifiche Autori : alunni della classe 2C Coordinatori : Prof.ssa.

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1 LUCI ED OMBRE DEL 1600 Il 1600 in Europa tra storia, religione, arte, teatro, scoperte scientifiche Autori : alunni della classe 2C Coordinatori : Prof.ssa Mosca Bruna Prof.ssa Passucci A. Sandra

2 Il 1600 è un secolo complesso e contraddittorio, aperto alla libertà della ricerca scientifica, ma ancora avvolto nella credenza della stregoneria. Luomo del 600 è ossessionato dalla paura delle comete e della fame ma anche dedito al lusso e allo spreco in economia. Nel 600 la crisi economica europea si fa più evidente: caduta demografica, discesa dei prezzi, guerre. Alcuni paesi perdono la precedente prosperità ( Spagna, Germania, Italia), altri registrano un grande progresso ( Inghilterra, Province Unite). In altri paesi (Olanda, Inghilterra) si affermano i borghesi. La popolazione in Francia, Inghilterra e Olanda aumenta consistentemente; nellEuropa centrale invece diminuisce. Le ragioni sono le guerre, le epidemie, landamento negativo della produzione agricola. In Spagna e in Italia centro meridionale avviene una rifeudalizzazione. La società europea, prima della rivoluzione industriale, è costituita in tre ordini: clero, nobiltà e terzo stato. Alla nobiltà antica, la nobiltà di spada, si affianca nel 600 una nobiltà nuova, la nobiltà di toga, che trae origine dai servizi al monarca. Il terzo stato è formato da gruppi sociali molto differenti tra loro: borghesi, intellettuali, contadini, salariati e poveri. Il 600 è il secolo della rivoluzione scientifica. Decadono le forme del sapere antico e medievale e il sapere magico astronomico alchemico. In questo panorama, così vasto e complesso, noi, alunni della 2° C, ci siamo avventurati con entusiasmo. E stato un lungo e impegnativo lavoro di ricerca, che abbiamo voluto sintetizzare in questo ipertesto. Vi proponiamo cinque percorsi, sicuramente non esaustivi ma, siamo sicuri, vi daranno una visione dinsieme di questo secolo così complesso.

3 PERCHE LIPERTESTO Ringraziamo il Dirigente scolastico, Prof.ssa Concetta Tenaglia, che ha consentito la realizzazione del progetto. Ringraziamo le nostre Docenti, Prof.ssa Bruna Mosca e Prof.ssa Sandra Passucci, che ci hanno coordinato durante le attività e che, soprattutto, hanno creduto nelle nostre capacità di affrontare un lavoro così lungo e complesso. Attualmente assistiamo ad una frammentazione e ad una dispersione delle conoscenze, questo fenomeno determina una specializzazione selvaggia e una suddivisione del sapere. Compito della scuola è quello di educare gli alunni a stabilire connessioni molteplici fra gli ambiti più diversi, in una prospettiva di tipo trasversale. La logica che presiede a questo processo non è di tipo lineare, ma di tipo reticolare. La scelta di un percorso trasversale è lo strumento più idoneo per sviluppare nellalunno lunitarietà del sapere. Lipertesto, come prodotto finale, è lattuazione concreta di questa metodologia didattica. PERCHE IL 1600 Il 1600 si colloca in una posizione centrale allinterno dei Programmi ministeriali per la classe II della Scuola secondaria di primo grado. Il secolo presenta aspetti contraddittori tra il rigido conformismo religioso, imposto dalla Controriforma, e lesigenza di una profonda trasformazione del pensiero scientifico filosofico. Cambia il modo di agire degli studiosi, i quali non si accontentano più di consultare i libri scritti dagli antichi per capire il mondo che li circonda, ma attraverso la sperimentazione diretta e la matematizzazione della realtà, fondano le basi del moderno pensiero scientifico.

4 RELIGIONE: Riforma e Controriforma Lutero ARTE Barocco -Pittura -Architettura -Scultura TEATRO: Shakespeare Calderon de la Barca Moliere Commedia dellArte Crisi Economica SCOPERTE IN MEDICINA FILOSOFIA Bruno Campanella Cartesio. Galilei Pascal PERSECUZIONI: Tribunale dellinquisizione Stregoneria Rivoluzioni e rivolte Lo Stato assoluto Alla Corte del Re Sole 1600 IL PENSIERO SCIENTIFICO Galilei Cartesio Pascal Torricelli Keplero Newton Cronologia delle invenzioni

5 IL PENSIERO SCIENTIFICO Nel 1600 si ha una ricchissima fioritura del pensiero scientifico che porta alla cosìdetta RIVOLUZIONE SCIENTIFICA.RIVOLUZIONE SCIENTIFICA. A questo secolo appartengono scienziati e studiosi che hanno segnato la storia del pensiero scientifico: Galilei, Cartesio, Pascal, Torricelli, Keplero, Newton e molti altri. Galilei Cartesio Pascal TorricellKeplero Newton Il 1600 è un secolo di importanti invenzioniinvenzioni p. 1/16

6 LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA ( SCIENZA E FILOSOFIA ) Tra Cinquecento e Seicento si assiste in Europa a un rapido progresso delle scienze, che investe non soltanto l'acquisizione di nuove conoscenze, ma soprattutto il metodo scientifico adottato. Da una scienza fortemente legata alla tradizione filosofica e teologica si passa alla formazione della scienza moderna, la quale progressivamente afferma la propria autonomia dalla filosofia e dalla teologia ed elabora procedure metodologiche che la caratterizzano in maniera specifica. A questa grande trasformazione, iniziata nel campo dell' astrologia, viene dato il nome di rivoluzione scientifica. Si tratta comunque di un' epoca della storia del pensiero in cui é difficile distinguere la dimensione scientifica da quella filosofica: filosofia e scienza si intrecciano, non é necessario essere filosofi per essere scienziati, ma riflettere sul valore della scienza è compito del filosofo e non dello scienziato. Per esempio, non rientrano nel campo filosofico i contributi scientifici di Galileo Galilei, ma la sua riflessione sul metodo sperimentale da lui adottato è sicuramente un ambito filosofico.metodo sperimentale (segue) p. 2/16

7 LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA ( MISURAZIONE DEI FENOMENI ) La rivoluzione scientifica del inizia con la rivoluzione astronomica e con Copernico, che ha effettuato un radicale cambiamento, sostenendo l' eliocentrismo a svantaggio del geocentrismo; ma l' aspetto più importante di questa rivoluzione astronomica é dato dalle conseguenze che essa ha avuto sul pensiero della gente, impaurita da queste novità: certo non si poteva rimanere indifferenti di fronte a tali innovazioni, che portavano alla perdita di ogni punto di riferimento; la Terra che era sempre stata ritenuta al centro dell' Universo, viene ora proclamata uno dei tanti pianeti e l' uomo non é più al centro del creato. Ma ciò che soprattutto distingue la scienza moderna dall'attività scientifica dell'Antichità e del Medioevo è il carattere quantitativo, cioè la misura della realtà fisica. L' intuizione che la quantificazione della realtà fisica fosse fondamentale l' avevano già avuta i pitagorici e Platone stesso, ma non avevano avuto successo proprio perchè privi di strumenti adatti alla misurazione. Con il metodo scientifico vero e proprio oltre a dire che la realtà é misurabile si arriva a misurarla quantitativamente. (segue) p. 3/16

8 LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA ( MATEMATICA E ESPERIMENTO ) Per questo nella nuova scienza diventa indispensabile l'uso della matematica. Nella scienza moderna la matematica, infatti, anche grazie agli sviluppi dell'algebra, diventa uno strumento per quantificare i fenomeni naturali. Come nella matematica le diverse proporzioni geometriche o le diverse operazioni aritmetiche e algebriche discendono le une dalle altre così in fisica la causa è connessa con l'effetto. Solo in questa maniera si può arrivare a leggi fisiche. Nella scienza moderna, la connessione tra la causa e l'effetto non viene tuttavia determinata soltanto attraverso la matematica, ma anche attraverso la verifica sperimentale. Con lintroduzione del metodo sperimentale di Galilei, dallosservazione dei fenomeni naturali si passa allesperimento, cioè la riproduzione artificiale di processi naturali. ( Per esempio se vedo cadere delle cose, attraverso la sola osservazione, posso dire che tendono ad aumentare di velocità man mano che precipitano, ma non posso dire di quanto aumenta la velocità in un determinato tempo. E chiaro che per poter quantificare sono necessari strumenti di indagine e di misurazione sempre più raffinati (ad es. orologi, cannocchiali, telescopi, barometri). (segue) p. 4/16

9 LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA ( SCIENZA E TECNICA ) Si stabilisce quindi una stretta connessione tra scienza e tecnica, sia nel senso che il progresso della scienza dipende sempre più dal progresso tecnologico che appronta gli strumenti necessari alla ricerca, sia nel senso che, all'inverso, un maggiore sviluppo tecnologico permette alla scienza di conseguire risultati più apprezzabili; lo si può vedere bene in Galileo: é solo grazie al telescopio che dimostra certe verità astronomiche, ma é solo grazie ad alcune conoscenze di ottica geometrica che riesce a costruire telescopi particolarmente raffinati. ( Fine ) p. 5/16

10 Galileo Galilei Galileo Galilei occupa un posto di primo piano nel mondo scientifico sia per le numerose scoperte, sia per aver rinnovato il metodo di lavoro degli scienziati. (Pisa ) Studiò letteratura e medicina, e si dedicò con passione agli studi matematici, tanto da diventare docente di Matematica allUniversità di Padova. Fu fisico, filosofo, astronomo e matematico, è considerato uno dei più grandi scienziati dell'epoca moderna. In campo astronomico giunse alle conclusioni di Keplero, ossia alla teoria eliocentrica. Per questo fu accusato di eresia dalla Chiesa, fu processato dal tribunale dellInquisizione e incarcerato. In seguito, ormai malato e quasi cieco, fu costretto allabiura per poter avere la possibilità di scontare la pena nella sua casa di Arcetri, dove si spense. La tomba di Galileo Galilei a Santa Croce a Firenze. Galileo davanti all'inquisizione di Cristiano Banti p. 6/16

11 Metodo sperimentale Introdotto da Galilei Attraverso questa metodologia la scienza acquista autonomia dalla filosofia La scienza cerca di conoscere la realtà ricorrendo a prove e verifiche Solo dopo molte prove la scienza può rivelare i suoi risultati Si articola in varie fasi. Si articola in varie fasi.fasi.fasi. p. 7/16

12 Il metodo sperimentale (FASI) Parte da un problema, da un quesito, da una situazione da risolvere, e poi procede secondo lo schema: osservazione misurazione Registrazione dei dati Formulazione di una teoria I risultati confermano lipotesi? Verifica sperimentale Formulazione di una nuova ipotesi Formulazione di unipotesi NO SI p. 8/16

13 Rene Descartes (Cartesio) (La Haye,Turenna Stoccolma 1650) Fu educato dai gesuiti nel collegio di La Flèche, dove approfondì, oltre ai classici, lo studio della matematica e della filosofia. In seguito studiò diritto presso l'università di Poitiers, la sua attenzione era tuttavia già rivolta ai problemi filosofici e matematici ai quali avrebbe dedicato tutta la vita. Tra il 1623 e il 1625 viaggiò in Italia; dal 1625 al 1628 visse in Francia. Si trasferì poi in Olanda, dove scrisse importanti trattati di filosofia e di matematica. Ammalatosi di polmonite, morì nel Filosofia : Cartesio tentò di applicare alla filosofia il metodo deduttivo della matematica. Riteneva che si può dubitare di tutto, tranne che della propria esistenza: "Cogito, ergo sum" ("Penso, dunque sono"). Matematica Cartesio elaborò le basi concettuali della geometria analitica; inoltre, introdusse l'uso delle ultime lettere dell'alfabeto per designare le incognite e delle prime lettere dell'alfabeto per designare i termini noti. Inventò anche il metodo degli indici (come x 2 ) per esprimere le potenze dei numeri. p. 9/16

14 Blaise Pascal (Clermont-Ferrand, 1623 _ Parigi, !662) Pascal perse la madre all'età di 3 anni. A causa di questo il padre magistrato e matematico, si occupò personalmente della sua educazione. Il giovane Blaise si rivelò assai precoce nello studio e nella comprensione della matematica e della fisica. Nel 1644, a soli 18 anni, costruì la sua prima macchina calcolatrice, la Pascalina.la Pascalina A seguito di un incidente avvenuto nel 1654, nel quale i cavalli finirono oltre il parapetto ma la carrozza si salvò miracolosamente, Pascal abbandonò definitivamente lo studio della matematica e della fisica per dedicarsi alla filosofia e alla teologia. Da quel momento, Pascal entrò a far parte della setta dei giansenisti. Morì il 19 agosto 1662, a soli trentanove anni. Le sue invenzioni comprendono la pressa idraulica e la siringa. Formulò il cosiddetto Principio di Pascal, secondo il quale la pressione esercitata in un punto qualunque di un liquido incomprimibile, si trasmette inalterata in tutti gli altri punti di tale liquido. Aneddoto: Un giorno, mentre frequentava ancora l'università, Pascal arrivò in ritardo ad una lezione e vide alla lavagna i testi di 3 problemi. Egli, ritenendo che si trattasse di esercizi da risolvere a casa li ricopiò senza però sapere che si trattava di 3 famosi dilemmi matematici considerati fino a quel momento "senza soluzione. Il giorno dopo, Pascal andò dal professore dicendogli: "Scusi professore, uno dei tre esercizi che ci ha assegnato ieri non mi è riuscito! p. 10/16

15 La Pascalina Per molto tempo è stata considerata la prima calcolatrice meccanica inventata, ed è stata il punto di riferimento per la realizzazione di molte calcolatrici successive. Della Pascalina furono costruiti una cinquantina di esemplari per operazioni sia in base decimale che nell'unità monetaria dell'epoca. In particolare, il primo esemplare fu costruito da Pascal per aiutare il padre, funzionario delle imposte, a gestire la propria contabilità e, quindi, lavorava in lire, formate da venti soldi, formati da dodici denari. La Pascalina era composta da una serie di ruote dentate indicanti le unità, le decine, le centinaia e così via, e ognuna era divisa in dieci settori, dallo 0 al 9. Nella versione finanziaria le prime ruote a destra avevano un numero di settori diverso. Le ultime macchine costruite ispirandosi alla Pascalina furono delle addizionatrici tascabili (circa 30x6x1,5 cm) molto diffuse nella prima metà del '900.. Negli anni '60 IBM fece realizzare per i propri ingegneri un'addizionatrice di plastica simile a queste ultime, ma che operava in base esadecimale. Questa permetteva di eseguire in modo semplice ed economico i calcoli necessari nella progettazione e programmazione dei moderni computer. La Pascalina è lantenata della moderna calcolatrice. Essa è stata inventata nel 1642 da Pascal ed è una macchina che permette di addizionare e sottrarre, tenendo però conto del riporto. p. 11/16

16 Evangelista Torricelli (Roma,1608 – Firenze, 1647) Era figlio di Gaspare Ruberti, ma assunse il cognome della madre. Frequentò la scuola dei Gesuiti e si dedicò agli studi di matematica. Le vicende del processo a Galileo indussero Torricelli a dedicarsi più alla matematica che allastronomia, nonostante fosse un abile costruttore di cannocchiali. Nel 1641 divenne assistente di Galileo e alla morte del maestro divenne professore di matematica presso lAccademia fiorentina. Oltre allattività di matematico e studioso di Geometria, egli si dedicò alla Fisica, studiando il moto dei gravi, dei fluidi e approfondendo lottica. Possedeva un laboratorio nel quale realizzava lenti e telescopi di sua fabbricazione. Inventò il barometro a mercurio. Torricelli morì a soli 39 anni.barometro a mercurio p. 12/16

17 JohannKepler (Weil der Stadt, 1571 – Regensburg, 1630 ) Studiò a Tubinga dove divenne un seguace di Copernico. Scelse lo studio della scienza ed insegnò Matematica a Graz (ma sembra che la matematica non fosse il suo forte: gli alunni disertavano le sue lezioni), Arrotondava i suoi guadagni, come quasi tutti gli astronomi dell'epoca, facendo oroscopi e predizioni (e poiché qualche predizione si avverava, venne preso in considerazione come buon astrologo). Nel 1602 si recò a Praga dove esercitò come matematico imperiale al servizio di Rodolfo II di Bohemia. Keplero è ricordato soprattutto per gli studi sul moto dei pianeti che descrisse attraverso tre leggi: 1) Le orbite dei pianeti sono delle ellissi di cui il Sole occupa uno dei due fuochi. 2) Le aree spazzate dal segmento che unisce un pianeta con il Sole (raggio vettore) sono proporzionali ai tempi impiegati a spazzarle. 3) I quadrati dei tempi T, impiegati dai pianeti a percorrere la loro orbita, sono direttamente proporzionali ai cubi dei semiassi maggiori delle ellissi descritte dai pianeti. p. 13/16

18 Isaac Newton ( – ) Newton nacque in una famiglia di allevatori. Suo padre morì tre mesi prima della sua nascita. Quando Newton aveva tre anni sua madre si risposò e lasciò il piccolo Isaac alle cure della nonna. In questi anni fu molto infelice: odiava il suo patrigno e sembra addirittura che una volta arrivasse persino a minacciare di incendiare la sua casa. Nel 1653, quando Isaac aveva 11 anni il patrigno morì lasciando un'eredità non indifferente con cui poté pagarsi l'istruzione. Nel 1659, la madre lo costrinse a abbandonare gli studi e lo richiamò a casa per accudire i campi ma si rivelò un pessimo agricoltore. Alla fine il suo maestro convinse sua madre a fargli proseguire gli studi a Cambridge. Poco dopo il College fu chiuso per via della peste e Newton approfittò di questa interruzione per proseguire gli studi matematici per conto suo. Divenne Professore di matematica nel Newton è stato un filosofo, matematico, fisico e alchimista. Si dedicò alla matematica pura (anche se essa gli serviva prevalentemente per risolvere problemi fisici) Una delle sue scoperte più importanti fu il Teorema binomiale,: una formula che consente di elevare a una qualsiasi potenza un binomio Tuttavia Newton in matematica è noto soprattutto per l'invenzione, del calcolo infinitesimale. In fisica perviene alle leggi del moto, alla legge di gravitazione universale. Newton compie l'unificazione tra la fisica galileiana e lastronomia di Keplero. Morì a Londra il 20 marzo 1727 all'età di 84 anni e fu sepolto nellAbbazia di Westmister p. 14/16

19 Tubo di Torricelli Stampa raffigurante E. Torricelli mentre esegue il suo esperimento Il tubo di Torricelli o barometro di Torricelli fu il primo strumento realizzato per misurare la pressione atmosferica. È costituito da un tubo di vetro, chiuso a un'estremità riempito di mercurio allo stato liquido, posto in una vaschetta, anch'essa contenente mercurio, in modo da creare un sistema di vasi comunicanti. L'esperimento Un tubo, lungo circa cm, della sezione di un cm 2 e sigillato a un'estremità, viene riempito di mercurio e posto, con l'apertura verso il basso tenuta chiusa, in una bacinella anch'essa piena di mercurio. Aprendo l'imboccatura inferiore del tubo, si crea un sistema di vasi comunicanti, per il quale la pressione del mercurio all'interno del tubo è uguale alla pressione esercitata dall'atmosfera sul mercurio contenuto nella vaschetta. (segue) p. 15/16

20 Schema del barometro di Torricelli Torricelli osservò che, a livello del mare, laltezza della colonnina di mercurio scendeva a 76 cm e concluse che la pressione atmosferica esercitata sulla vaschetta era equivalente al peso di una colonnina di mercurio alta 76 cm. Da questo esperimento e dal suo inventore prende nome ununità di misura della pressione, il torr, chiamato anche millimetro di mercurio La scelta del mercurio non fu casuale: questo materiale, infatti, ha anche allo stato liquido una densità notevole, tale da poter eguagliare la pressione atmosferica con una colonna alta soltanto 76 cm; ripetendo lo stesso esperimento con dellacqua, per esempio, sarebbe necessario un tubo lungo una decina di metri. (fine) p. 16/16

21 Molti furono i fattori che contribuirono allo sviluppo e ai progressi della scienza medica a partire dal 1600, come la nascita della stampa a caratteri mobili, con la conseguente diffusione di nuovi teatri medici, e come i periodi di peste, che in varie fasi flagellarono lEuropa dal 1570 al 1668, che diedero un rapido sviluppo a soluzioni che cercassero di limitare la diffusione di questa malattia, come luso della quarantena per le merci provenienti da altri continenti. Questo è ormai il periodo in cui luomo capisce che le vecchie credenze non valgono più, ed è invece lo sviluppo della scienza, delle prove pratiche in tutti i campi del sapere la via giusta in cui luomo deve indirizzare i propri sforzi. Nella medicina spetta a Leonardo da Vinci il merito di essersi liberato da ogni influenza della tradizione e di aver creato la prima immagine anatomica scientifica. Nel 600 iniziano anche quei fecondi studi di fisiologia che, porteranno W. Harvey alla conoscenza del preciso meccanismo della circolazione sanguigna. W. Harvey La scoperta del microscopio e lavvento del metodo sperimentale segnano linizio di un a nuova era per le scienze biologiche. Iniziano gli studi di microbiologia e di istologia ad opera di M. Malpighi.M. Malpighi Si delinea la tendenza di applicare alla medicina il metodo della scienza esatta (matematica). Notevoli progressi vengono compiuti in: - anatomia e in fisiologia (scoperta dei vasi chiliferi da parte di G. Aselli), - terapia (impiego della corteccia di china e della digitale), - igiene (perfezionamento delle disposizioni legislative per la profilassi delle malattie contagiose).Medicina p. 1/3

22 William Harvey ( ) Nato in Inghilterra, studiò Medicina alla Kings School Nato in Inghilterra, studiò Medicina alla Kings School di Canterbury. venne a perfezionare i suoi studi a Padova, dove si laureò in medicina. Nel 1600 venne a perfezionare i suoi studi a Padova, dove si laureò in medicina. Dopo la laurea in medicina (1602) rientrò in patria ed iniziò ad esercitare la professione. Nel 1604 sposò Elizabeth Browne, figlia del medico personale di Elisabetta I e Giacomo I. Fu eletto membro del Collegio dei medici di Londra (1607) e lavorò presso il St. Bartholomew's Hospital (1609). Nel 1618 venne ammesso a corte, diventando medico e amico di Carlo I. Intuì che il sangue scorre nel corpo umano con andamento circolatorio e che il cuore è il responsabile della spinta del sangue. Non riuscì però ad individuare il punto di unione tra le arterie e le vene. I sui studi furono completati da Marcello Malpighi Marcello MalpighiMarcello Malpighi p. 2/3

23 Marcello Malpighi ( ) Laureato in medicina allUniversità di Bologna, in Laureato in medicina allUniversità di Bologna, in giovane età fu chiamato alla cattedra universitaria di Pisa, dove maturò le sue idee sull'osservazione dei fenomeni viventi basandosi sulle leggi della fisica e della matematica. Completò le scoperte di Harvey sulla circolazione sanguigna, osservando direttamente al microscopio il passaggio del sangue nei capillari di una zampa di rana e, quindi, di come avveniva il passaggio dal sistema arterioso a quello venoso. Completò le scoperte di Harvey sulla circolazione sanguigna, dimostrando l'esistenza della rete di capillari.Delineò in maniera definitiva il ciclo della circolazione sanguigna osservando direttamente al microscopio il passaggio del sangue nei capillari di una zampa di rana e, quindi, di come avveniva il passaggio dal sistema arterioso a quello venoso. Nel 1663 individuò in un vaso sanguigno dei globuli che inizialmente interpretò come globuli di grasso e in seguito come uno dei costituenti del sangue, ossia i globuli rossi. Scoprì anche le papille della lingua, le ghiandole intestinali, gli alveoli polmonari e studiò la struttura microscopica della pelle, della milza e dei reni. Ancora oggi uno strato della pelle si chiama strato di Malpighi e nel rene ci sono la capsula di Malpighi e i corpuscoli di Malpighi p. 3/3

24 Invenzioni Orologio a pendolo (HUIGENS-1656) Pantografo (SCHEINER-1603) La siringa (PASCAL) Barometro (TORRICELLI-1643) Autopompa (VAN DER HEIDEN- 1675) Carrozzella per invalidi (FARFLER-1650) Pascalina (+ e -) (PASCAL-1642) Incubatrice (DREBBLE-1609) Microscopio (Galilei-1623 ) Regolo calcolatore (OUGHTRED-1622) Cannocchiale (GALILEI-1611) Telescopio a riflessione (NEUTON-1666) Calcolatrice (x e :) (LEIBNIZ-1693) Pentola a pressione (PAPIN-1679) p. 1/1

25 IL BAROCCO Il barocco è il termine utilizzato per indicare un movimento culturale costituito dalla letteratura, dalla filosofia, dall'arte e dalla musica barocca caratteristiche del periodo che inizia dalla fine del XVI secolo e finisce nella metà del XVIII. L'arte è un aspetto fondamentale nella cultura del Seicento, un'epoca che ama rappresentarsi e celebrarsi fastosamente. I maggiori committenti sono la Chiesa, i sovrani, i principi e le istituzioni civili, come pure la borghesia.. L'architettura barocca si esprime mediante la monumentalità delle forme. Molte città in questo periodo assumono una diversa fisionomia: i palazzi e le piazze vengono costruiti con un forte intento scenografico, mirando a destare nello spettatore stupore e ammirazione. In pittura abbiamo lo sviluppo dei generi: il ritratto, la natura morta, la pittura di religione e di storia. Nella musica il termine barocco è utilizzato per classificare la musica composta durante il periodo di diffusione del barocco nell'arte. ARCHITETTURA BAROCCA Maderno Maderno (Palazzo del Quirinale - Palazzo Barberini - Castel Gandolfo Palazzo pontificio)Palazzo del Quirinale - Palazzo Barberini - Castel Gandolfo Palazzo pontificio) Borromin i Borromin i (San Carlo alle quattro fontane - San Giovanni in Laterano - SantIvo della Sapienza) (San Carlo alle quattro fontane - San Giovanni in Laterano - SantIvo della Sapienza) PITTURA BAROCCA CaravaggioCaravaggio (Alcune opere)Alcune opere) SCULTURA BAROCCA Bernini Bernini (Alcune opere) (Alcune opere) p. 1/14

26 Architettura Barocca In architettura il gusto barocco si manifesta con la monumentalità delle costruzioni. Gli edifici dei nobili sono articolati in più corpi intorno ad un giardino adorno di giochi d'acqua, statue, viali e cascate. Per quanto riguarda le chiese, si prediligono la pianta centrale o a navata unica e coperture con grandiose cupole. La facciata ricoperta di sculture ha una funzione fortemente scenografica. Fra i maggiori architetti del periodo barocco vi fu Carlo Maderno che edificò il prolungamento della navata di San Pietro e completò la facciata che era stata cominciata da Bramante. Altro architetto di rilievo fu Borromini, tra le sue realizzazioni, splendido esempio del barocco italiano, ricordiamo la facciata di San Carlo alle Quattro Fontane a Roma, con il suo andamento concavo e convesso ripreso all'interno della chiesa. San Carlo alle Quattro Fontane p. 2/14

27 Maderno Carlo Maderno (Capolago, 1556 – Roma, 1629) di origini ticinesi operò a Roma. E famoso soprattutto perché autore della facciata della Basilica di San Pietro a Roma. Maderno cominciò la sua carriera nell'industria del marmo per poi trasferirsi a Roma. Del 1596 è la sua prima opera, la facciata della Chiesa di Santa Susanna, da molti considerata come il primo esempio del movimento Barocco. Questa facciata attrasse l'attenzione di Papa Paolo V che lo chiamò a partecipare alla costruzione della Basilica di San Pietro, modificando il progetto iniziale di Michelangelo. Il risultato è imponente e concepito per permettere al Papa di benedire dall'alto i fedeli. Tra gli altri suoi lavori si ricordano la cupola di SantAndrea della Valle (all'epoca la seconda cupola più alta di Roma dopo quella di San Pietro), Palazzo Barberini ed il Palazzo del Quirinale, tutti a Roma, ed il palazzo papale di Castel Gandolfo. Chiesa di Santa Susanna Cupola di SantAndrea della Valle p. 3/14

28 Palazzo del Quirinale Palazzo Barberini Castel Gandolfo Palazzo pontificio p. 4/14

29 Borromini Francesco Castelli più conosciuto come Borromini, nacque a Bissone, sul lago di Lugano nel Giovanissimo si trasferì a Milano per studiare "l'arte del costruire". Giunto poi a Roma collaborò con Maderno e Bernini in Palazzo Barberini. Alla morte di Maderno fu aiuto di Bernini nella costruzione del Baldacchino di San Pietro. Cominciò la sua attività autonomamente con la realizzazione della chiesa e del chiostro di San Carlo alle Quattro Fontane Tra il 1642 e il 1660 realizzò la chiesa di SantIvo alla Sapienza. L'interno è a pianta centrale formato da due triangoli equilateri che si intersecano. Nel 1646 ricevette da Papa Innocenzo X Pamphili l'incarico di trasformare la chiesa di San Giovanni in Laterano. Borromini conciliò l'esigenza di conservazione dell'antica basilica, con i problemi di carattere statico che si erano venuti a creare, inglobando coppie di colonne all'interno di ampi pilastri. Nel 1657 Innocenzo X decise di esonerare l'architetto dai suoi incarichi per i dissapori nati per la costruzione della chiesa di Sant'Agnese in piazza Navona. Da questo momento, cominciarono anni di crisi. Borromini morì suicida a Roma nel 1667, gettandosi contro una spada p. 5/14

30 San Carlo alle quattro fontane SantIvo della Sapienza San Giovanni in Laterano p. 6/14

31 Pittura Barocca Nella pittura barocca coesistono molte scuole, anche contrapposte le une alle altre. Vi è una linea che possiamo definire classicista, che teorizza il bello ideale e il "decoro", che ha nella scuola bolognese dei Carracci e, nei pittori che nel corso del seicento ne raccolgono l'eredità, i maggiori esponenti. Vi è una linea più realista, iniziata da Caravaggio il quale, pur non fondando una scuola, viene imitato e ripreso da generazioni di pittori. La chiesa fu la principale committente per le opere di pittura. L'obiettivo della pittura nelle chiese era quello di illustrare agli analfabeti gli episodi della Bibbia e della tradizione cristiana, ed anche di propagandare la religione cattolica, messa in discussione dalla Riforma. In questo periodo perciò si intensificano le rappresentazioni di scene sacre. I Palazzi e soprattutto le chiese furono decorati da immensi e grandiosi affreschi, che si avvicinano alla realtà grazie alla rappresentazione assolutamente naturale dei personaggi. Grande importanza fu data anche alla decorazione dei soffitti. p. 7/14

32 Caravaggio ( ) Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, operò a Roma, Napoli, Malta e in Sicilia fra il 1593 e il 1610, è considerato il primo grande esponente della scuola barocca e uno dei più celebrati pittori del mondo. A tredici anni, dimostrando un precoce talento pittorico, venne accolto nella bottega di Simone Peterzano, a Milano. L'apprendistato del giovane pittore si protrasse per circa quattro anni, Nel 1588 si trasferì a Venezia, per conoscere da vicino l'opera dei grandi maestri del colore, Giorgione, Tiziano e Tintoretto. Accusato di omicidio fuggì a Roma. I primi tempi furono duri e mortificanti, soprattutto per colpa del suo carattere spigoloso ed aggressivo, che non lo facilitava nel rapporto con gli altri. Nel primo periodo romano, Caravaggio si trovò costretto a fare copie di quadri sacri da utilizzare come pagamento per un alloggio modesto. Lavorò presso le botteghe di diversi artisti ma, spinto dalla voglia di affermazione decise così di mettersi in proprio. Durante questo periodo e per tutta la sua vita ebbe una condotta di vita piuttosto sregolata. I personaggi che posavano per i suoi dipinti venivano direttamente dalla strada, era gente umile che egli usava frequentare quotidianamente. Nel 1595 conobbe il suo primo protettore: il cardinal Del Monte, che, incantato dalla sua pittura, acquistò alcuni dei suoi quadri; il giovane lombardo entrò al suo servizio, rimanendovi per circa tre anni. La fama dell'artista cominciò a decollare all'interno dei più importanti salotti dell'alta nobiltà romana. Grazie alle commissioni e ai consigli dell'influente ed illuminato prelato, Caravaggio mutò il suo stile: abbandonando le tele di piccole dimensioni ed i singoli ritratti e cominciando a dedicarsi alla realizzazione di opere complesse con gruppi di più personaggi. Uno dei primi lavori di questo periodo è il Riposo durante la fuga in Egitto. (segue) p. 8/14

33 Nel giro di pochi anni la sua fama crebbe in maniera esponenziale, diventando un mito vivente per un'intera generazione di pittori che ne esaltavano lo stile e le tematiche. Nel 1599 Caravaggio, grazie all'aiuto del cardinal Del Monte, ricevette la prima commissione pubblica per due grandi tele da collocare all'interno della Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. I dipinti che Caravaggio doveva realizzare riguardavano degli episodi tratti dalla vita di San Matteo: la vocazione ed il martirio. Tale fu il successo di questi due dipinti che Caravaggio ebbe immediatamente altri importanti incarichi. Negli anni successivi fu accusato varie volte di violenza. Il fatto più grave però si svolse nel 1606: l'artista si sporcò di omicidio. Il verdetto del processo fu severissimo: Caravaggio venne condannato alla decapitazione, che poteva esser eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per la strada. In seguito alla condanna, la permanenza nella città eterna non era più possibile: ad aiutare Caravaggio a fuggire da Roma fu il principe Filippo Colonna. Seguirono anni di peripezie che lo videro a Napoli, a Malta, in Sicilia e di nuovo a Napoli. Proprio a Napoli gli fu inviata la notizia che Papa Paolo V stava preparando una revoca del bando. Da Napoli si mise in viaggio verso Porto Ercole ma, a Palo l'arrivo disatteso perché segreto causò il fermo dalla sorveglianza della costa per l'accertamento dell'identità. Quando lo liberarono, ormai in preda alla febbre per infezioni intestinali, fu lasciato alle cure della locale Confraternita che il 18 luglio 1610 certificò la morte avvenuta nel loro ospedale. Il giorno successivo, l'artista fu seppellito nella fossa comune ricavata nella spiaggia e riservata agli stranieri. Il condono papale fu spedito qualche giorno dopo a Napoli, alla Marchesa Costanza Colonna ma ormai era troppo tardi. Ricordiamo alcune opere: Cena in Emmaus, I bari, Bacchino malato (Fine) p. 9/14

34 Caravaggio introdusse nei suoi dipinti la realtà di tutti i giorni; anche quando dipingeva soggetti religiosi, egli cercava la verità rappresentando le figure di Cristo, della Madonna, degli apostoli, utilizzando come modello persone comuni, come quelle che si potevano incontrare a quel tempo per le strade, facendole emergere da una luce particolare. Riposo durante la fuga in Egitto Cena in Emmaus I bari Bacchino malato p. 10/14

35 La scultura barocca La scultura barocca arricchiva l'interno e l'esterno di edifici e chiese. Venivano usati numerosi tipi di materiale, accostati in maniera diversa per ottenere effetti policromi: marmi di diversi tipi, stucchi dorati, bronzi, e grandi specchiere. Il più importante scultore Barocco fu Gian Lorenzo Bernini abile nel lavorare il marmo conferendogli effetti di tensione drammatica e grande teatralità ottenuti attraverso i contrasti di chiaroscuro e l'illusione coloristica. Accanto alla grande produzione scultorea, da tenere in considerazione in questo periodo anche la produzione minore consistente in sculture per presepi in terracotta o legno e in statuette di porcellana p. 11/14

36 Bernini La più grande personalità della scultura barocca è Gian Lorenzo Bernini ( ), che fu anche grande architetto, scultore, pittore e scenografo. Nella prima fase stilistica, Bernini dimostra un interesse e un rispetto assoluto della scultura ellenistica e imita anche l'ultima fase della scultura di Michelangelo Buonarroti. Con i quattro gruppi borghesiani, (Enea e Anchise,Ratto di Proserpina, David, Apollo e Dafne) che lo tennero impegnato per cinque anni, Gian Lorenzo ottenne una fama immediata. Il Papa Urbano VIII lo incarica della costruzione del nuovo altare della Basilica di San Pietro ( ) Al 1640 risale la bellissima Fontana del Tritone, la prima delle sue fontane. Su incarico di Papa Innocenzo X inizia la decorazione (con marmi colorati e statue di putti) del braccio lungo della Basilica di San Pietro. Nel 1644 di realizza la Fontana dei quattro Fiumi a Piazza Navona, con al centro un obelisco su un basamento di travertino che imita gli scogli, le rocce, i palmizi e i muschi con le quattro statue allegoriche dei fiumi. Con l'elezione di Fabio Chigi, che sceglie il nome di Alessandro VII, nel 1655 inizia la costruzione del colonnato ellittico di Piazza San Pietro. Bernini è famoso anche per la Fontana della Barcaccia in Piazza do Spagna e la Fontana delle Api in Piazza Barberini. p. 12/14

37 Fontana del Tritone Fontana delle api Fontana dei quattro Fiumi a Piazza Navona Fontana della Barcaccia in Piazza do Spagna (Segue) p. 13/14

38 Basilica di San Pietro Il Baldacchino di San Pietro (Bernini) Piazza San Pietro: Il colonnato del Bernini p. 14/14

39 Religione Durante il corso del 500 l Europa fu sconvolta da due movimenti che segnarono una svolta decisiva per lEtà moderna: Riforma e Controriforma. In questo periodo, caratterizzato dalle lotte religiose, aumentarono i fenomeni di intolleranza nei confronti di eretici, streghe (in quanto legate a superstizioni popolari) ed infine ebrei. Le autorità religiose incrementarono il controllo dei comportamenti individuali e collettivi di quelle componenti della popolazione che si riteneva potessero rappresentare una minaccia (reale o presunta) per lordine sociale e religioso. La pressione sugli ebrei già a partire dal 1492, in Spagna, si era fatta più dura, ma questo evento non rappresentò che il punto di partenza di una vera e propria repressione della cultura ebraica. A seguito della loro espulsione dalla penisola iberica, il Papato assunse un atteggiamento sempre più intransigente nei loro confronti, arrivando a proporre una conversione di tutta la popolazione di origine ebraica. Riforma Riforma Controriforma Lutero Inquisizione Stregoneria p. 1/4

40 La riforma protestante Contro la crescente corruzione del clero si erano già levate voci isolate durante la lotta tra Impero e Papato. Alla fine del XIV secolo e all'inizio del XV, Wycliff in Inghilterra e Hus in Boemia ripresero e ampliarono la protesta. La Curia romana, tuttavia, non seppe comprendere la gravità della situazione e la corruzione continuò, finché agli inizi del XVI secolo una grande rivoluzione religiosa sorta in Germania e guidata da Martin Lutero non distrusse l'unita' del mondo cristiano. L'occasione fu la raccolta di denaro, in forma di vendita di indulgenze, lanciata da Leone X per la costruzione di San Pietro, che suscitò ovunque grandi resistenze e opposizioni. Contro questa iniziativa Lutero pubblicò le celebri 95 tesi, che contengono i cardini della sua dottrina. Le idee di Lutero si diffusero con impensata rapidità ed ebbero anche ripercussioni politiche e sociali, la più importante delle quali fu la rivolta dei contadini del Il grande movimento luterano, tra l'altro, portò i principi tedeschi contro l'imperatore Carlo V, che, con la pace di Augusta, riconosceva ufficialmente la nuova religione. Interprete originale del pensiero di Lutero fu Calvino, che da Ginevra diede vita a un movimento religioso, caratterizzato da una severa morale di vita, movimento che si diffuse specialmente in Svizzera, nei Paesi Bassi, in Scozia e in Francia. Un'altra importante rivoluzione religiosa, ispirata però dall'alto, e con caratteri quasi esclusivamente politici, avvenne in Inghilterra con Enrico VIII, che venuto in contrasto con il Papato, si nominò capo della nuova Chiesa inglese, detta Chiesa anglicana. p. 2/4

41 La Controriforma Alla riforma religiosa dilagante ormai in Europa la Chiesa cattolica oppose un largo movimento controriformistico, che portava in sé, oltre alla contestazione delle idee luterane, anche gli elementi di un profondo rinnovamento morale del clero e di una rigenerazione radicale della funzione sociale della Chiesa. Questa reazione del cattolicesimo, che ebbe come base i risultati di un grandioso Concilio iniziato a Trento nel 1545 e durato quasi vent'anni, raggiunse purtroppo, talvolta, attraverso i processi del tribunale d'Inquisizione, l'aspetto d'una vera persecuzione degli eretici o presunti tali (tra cui il filosofo Giordano Bruno e Galileo Galilei), così come nei paesi protestanti venivano perseguitati o esiliati cattolici e dissidenti. La tolleranza religiosa, che nel Cinquecento era l'aspirazione soltanto di piccole cerchie, sarà infatti una conquista di tempi più vicini a noi. La Controriforma esaltò i fini educativi e assistenziali degli ordini religiosi esistenti e promosse la creazione di nuovi ordini: tra questi la Compagnia di Gesù, che avrà fondamentale importanza nell'educazione e nelle missioni. p. 3/4

42 Martin Lutero ( ) Martin Lutero era un monaco tedesco, professore di teologia presso lUniversità di Wittemberg. Secondo Lutero la vita eterna non si poteva comperare. Il peccatore poteva acquistare la salvezza solo sperando nella pietà e nel perdono di Dio. Per andare in Paradiso, quindi, serviva solo una profonda Fede, senza di essa compiere opere buone sarebbe stato inutile. Le Sacre Scritture non parlavano di indulgenze, queste, dunque, erano solo invenzioni umane, ideate per ottenere denaro dai fedeli. Lidea di fondo di Lutero era che un cristiano doveva accettare come verità di fede soltanto ciò che era scritto nella Bibbia. Egli metteva in discussione lautorità della Chiesa e del Papa e affermava che ciascun credente poteva avere un rapporto personale con Dio, leggendo le Sacre Scritture e riflettendo secondo la propria coscienza. I fedeli quindi non avevano bisogno di affidarsi al clero. Lutero, per le sue idee, fu scomunicato dal Papa Leone X che lo dichiarò eretico e stabilì che il monaco venisse messo al bando e ordinò che tutti i suoi seguaci fossero perseguitati. La Chiesa si adoperò per colpire gli eretici. Nel 1542 Paolo III rafforzò il Tribunale dellInquisizione. p. 4/4

43 Le Persecuzioni IL TRIBUNALE DELLINQUISIZIONE LA STREGONERIA p. 1/3

44 Il Tribunale dellInquisizione Il Tribunale dellInquisizione nasce in epoca medioevale per condannare gli eretici. Esso aveva il compito di impedire la diffusione delle idee dei protestanti e di quelle che mettevano in dubbio il cattolicesimo. Le persone sospettate di eresia venivano arrestate, interrogate e torturate. Se erano riconosciute colpevoli potevano andare in contro a pene di diversa gravità: lobbligo di portare segni di riconoscimento nella vita di tutti i giorni, la confisca dei beni, la fustigazione, anni di carcere o la prigione a vita. Per coloro che rifiutavano di pentirsi e chiedere perdono la pena prevista era la morte sul rogo. Nel 1559 fu pubblicato il primo Indice dei libri proibiti, un elenco nel quale venivano indicate tutte le opere che contenevano idee contrarie alla dottrina cattolica. Furono sequestrate e bruciate anche opere letterarie e scientifiche. Galileo Galilei per la sua teoria eliocentrica fu accusato di eresia dalla Chiesa, fu processato dal Tribunale dellInquisizione e incarcerato. Molte donne furono accusate di stregoneria e condannate al rogo. Lintolleranza religiosa coinvolse anche gli ebrei. p. 2/3

45 La stregoneria Il fenomeno della caccia alle streghe, iniziato nel Medioevo, dilagò in Europa tra il XV e il XVII secolo. Le presunte streghe non erano altro che donne comuni con qualche vaga nozione di erboristeria che nella comunità avevano il ruolo di guaritrici: erano particolarmente esposte allaccusa le vedove, le donne sole, e le vecchie, ma soprattutto levatrici e bambinaie in quanto rappresentavano un notevole danno economico per i medici: per questo molti di loro erano tra i più zelanti collaboratori del Santo Uffizio e si specializzarono nel riconoscere il marchio del demonio sul corpo delle streghe sottoposte a tortura (stigma diaboli). Nel 1484 due monaci domenicani scrissero il Malleus Maleficarum ( il Martello delle Streghe), un vero e proprio manuale in cui si spiegano i malefici operati dalle streghe, i mezzi per riconoscerle, i sistemi per interrogarle e tutte le varie e crudeli torture per estorcerne le confessioni. p. 3/3

46 Il Teatro Pedro Calderón de la Barca William Shakespeare Moliere La Commedia dellArte p. 1/8

47 Pedro Calderón de la Barca (Madrid, 1600 – Madrid. 1681) Figlio di un cancelliere del Consiglio delle finanze, intraprese gli studi presso il collegio dei Gesuiti a Madrid per poi iscriversi all'Università di Salamanca dove visse acquisendo una salda formazione teologica. Venne accusato nel 1621 di aver ucciso un servo e per evitare la cattura si rifugiò presso l'ambasciatore di Germania. Nel 1626 si recò nuovamente a Madrid, ma tre anni dopo fu arrestato con l'accusa di aver attaccato un prete che dal pulpito l'aveva rimproverato perché era entrato in un convento di clausura per catturare un commediante che aveva ferito suo fratello. Nel 1636 fu nominato cavaliere dell'ordine di Santiago. Convisse per qualche tempo con una donna che gli diede un figlio. Nel 1645 divenne segretario del Duca dAlba, nel 1651 entrò nell'ordine di San Francesco e fu ordinato sacerdote. nel 1663 divenne cappellano maggiore del re e si trasferì a Madrid. Re Carlo II stabilì che il suo mantenimento fosse a carico della corte fino alla sua morte. Calderon compose più di centodieci lavori per il teatro. Le sue commedie si possono dividere in due gruppi. Al primo appartengono le commedie di cappa e spada ; al secondo appartengono quelle di carattere fantastico e quelle mitologiche. Lopera considerato il suo capolavoro è un dramma filosofico-teologico in tre atti, in versi, scritto nel 1635 dal titolo La vida es sueno (La vita è un sogno). Monumento a Calderón a Madrid p. 2/8

48 William Shakespeare (Stratford on Avon, 1564 – Stratford on Avon, 1616) Le notizie sulla sua vita sono poche e frammentarie. Documentata al giorno 26 aprile 1564 è la data di battesimo di William Shakespeare a Stratford on Avon, in Inghilterra, figlio di John Shakespeare, fabbricante di guanti, e di Mary Arden, entrambi provenienti da famiglie di piccoli proprietari terrieri; non è documentata la data di nascita che si suppone, comunque, sia avvenuta tre giorni prima. Probabilmente frequentò la scuola locale. Non ricevette un'educazione molto estesa, ma conosceva la logica, la grammatica, la retorica e soprattutto il latino. Non si può inoltre affermare con certezza che frequentò l'università. Quando nel 1576 la famiglia ebbe dei problemi economici, William non solo aiutò il padre nei suoi affari, ma si fece assumere anche come "assistant master" nella scuola locale. Dopo il suo matrimonio con Anne Hathaway,1582, poco si sa sulle attività di William Shakespeare, fino alla sua comparsa sulla scena letteraria inglese. Nel 1597 William comprò una casa con "two barns, two gardens, two orchards, with appurtenances, in Stradford-upon-Avon" ("due granai, due giardini, due frutteti, con annessi, in Stradford-upon-Avon"). Quest'acquisto testimonia il notevole guadagno che Shakespeare aveva ottenuto con la sua attività teatrale. Nel il 1598 Shakespeare divenne azionista (circa del 10%) della compagnia teatrale di cui faceva parte. Vari documenti che registrano affari legali e transazioni economiche mostrano che la ricchezza di Shakespeare si accrebbe di molto nei suoi anni londinesi. Le cose andarono abbastanza bene da permettergli di comprare una proprietà a Londra e un palazzo più grande a Stratford. Intorno al 1611 si ritirò nella sua città natale dove morì. Rimase sposato ad Anne fino alla morte. A proposito della sua morte Richard Davies scrisse: "He died a papist" (morì da cattolico), la frase potrebbe confermare la circostanza che egli fosse cattolico o indicare una sua successiva conversione al cattolicesimo. (segue) p. 3/8

49 Shakespeare è considerato uno dei più importanti drammaturghi di sempre. Delle sue opere ci sono pervenuti circa 38 testi teatrali, 154 sonetti e una serie di altri poemi. Benché fosse già molto popolare in vita, divenne incredibilmente famoso dopo la sua morte e i suoi lavori furono esaltati e celebrati da numerosi ed importanti personaggi dei secoli seguenti. È considerato uno dei pochi scrittori capaci di eccellere sia nelle tragedie sia nelle commedie, I SONETTI Scritti presumibilmente tra il 1593 e il 1595, i sonetti sono di una validità artistica tale che da soli basterebbero per assicurare a Shakespeare un posto rilevante nella storia della letteratura inglese. I sonetti, trasfigurando nel mezzo letterario gli stati d'animo dell'autore, rappresentano l'unica opera autobiografica di Shakespeare; l'intera raccolta è da considerarsi anche come libro filosofico colmo di implicazioni meditative. Le opere teatrali di Shakespeare costituiscono una parte fondamentale della letteratura occidentale, sono continuamente studiate e rappresentate in ogni parte del globo. Possiamo sommariamente così catalogarle: LE TRAGEDIE Macbeth, Re Lear, Amleto, Otello, Tito Andronico, Giulio Cesare, Antonio e Cleopatra, Coriolano, Troilo e Cressidda, Timone di Atene LE COMMEDIE Tutto è bene quel che finisce bene, La dodicesima notte, Come vi piace, Sogno di una notte di mezza estate, Molto rumore per nulla, Misura per misura, La tempesta, La bisbetica domata, il mercante di Venezia, Le allegre comari di Windsor, Pene damore perdute. I due gentiluomini di Verona, Pericle il Principe di Tiro, Cimbelino, Il racconto dinverno DRAMMI STORICI Riccardo III, Riccardo II, Enrico VI, Enrico V, Enrico IV, Enrico III, Re Giovanni p. 4/8

50 Moliere (Parigi, 1622-Parigi, 1673) Molière ( Pseudomino di Jean-Baptiste Poquelin fu drammaturgo e attore teatrale. Suo padre era un tappezziere, sua madre morì quando il figlio aveva solamente dieci anni. L'infanzia del piccolo fu segnata da lutti ed inquietudini, che spiegano solo in parte il fondo di tristezza del suo umore e la rarità dei ruoli materni nel suo teatro. Nella fanciullezza furono, invece, fondamentali la vivacità popolare, gli spettacoli teatrali con i quali da piccolo fu ogni giorno a contatto grazie alla passione che gli fu infusa dal nonno materno. Compì i suoi studi al College de Clermont, il migliore della capitale. Qui egli imparò la filosofia scolastica, il latino e la retorica. Ad un certo punto della sua vita iniziò una relazione con un'attrice rossa di capelli di quattro anni più anziana di lui, con già un figlio. Con l'aiuto di tale donna colta e capace di condurre con intelligenza i propri affari, organizzò una compagnia che servì a Molière per capire la propria vocazione di attore, ma il pubblico non rispose a dovere ed iniziarono ad accumularsi debiti sino all'arresto per insolvenza, quindi la compagnia si sciolse. Negli anni successivi, con i suoi compagni, lavorò come attore ambulante Nel 1650 Molière ottenne la direzione della troupe e la compagnia, ormai ben affermata, iniziò ad avere un pubblico regolare. Durante questo periodo conobbe bene l'ambiente della provincia, ma soprattutto imparò a fare l'attore ed a capire i gusti del pubblico e le sue reazioni. Iniziò a scrivere alcune farse e due commedie, ossia Lo Stordito ( L'Etourdi ) e Il dispetto damore. Recitò anche davanti al Re Luigi XIV il quale si entusiasmò con la farsa Il dottore amoroso ( Le Docteur amoureux ). Nel 1660 vi fu il gran successo di Sganarello o il cornuto immaginario. Nel frattempo il re fece assegnare alla compagnia la sala del Palais Royal, ed in giugno vi fu la presentazione de' La scuola dei mariti (École des maris ). In questa commedia attraverso le buffonerie, vennero presentati problemi scottanti come l'educazione dei figli e la libertà da concedere alle mogli. (segue) p. 5/8

51 In onore ad una festa offerta a Luigi XIV, in quindici giorni Molière scrisse e mise in scena la commedia Gli importuni ( Fâcheux ). In dicembre, venne rappresentata La scuola delle mogli ( École des femmes ) che superò in successo ed in valore tutte le commedie precedenti. Nel 1664 ci fu la prima rappresentazione de' Tartufo o limpostore Tra il 1667 e il1668, scrive Lavaro ( L'Avare ou l'École du mensonge ) che viene rappresentato per la prima volta a Parigi, al Palais-Royal il 9 settembre 1668 dalla "Troupe de Monsieur, frère unique du Roi" che era la compagnia di Molière stesso, che in quell'occasione recita la parte di Harpagon. Molière morì il 17 febbraio 1673 di tubercolosi mentre recitava Il malato immaginario, prima di morire aveva recitato a fatica, coprì la tosse - si dice - con una risata forzata, e morì tra le braccia di due suore che lo avevano accompagnato a casa. Da qui nasce la superstizione di non indossare il giallo in scena, in quanto egli indossava un abito dello stesso colore. Molière ricercò uno stile di scrittura e recitazione per niente legato alle convenzioni dell'epoca, ma proteso verso una naturalezza realistica, che descrivesse al meglio le situazioni e la psicologia dei personaggi. Molière fa una critica feroce della morale dell'epoca, l acuta osservazione della realtà fu per Molière fonte, spesso, di guai, specialmente quando i nobili, oggetto delle sue satire, si riconoscevano nei suoi personaggi. L'aspirazione di Molière, spesso costretto a scrivere commedie-balletto per compiacere ai gusti del re, fu quella di dedicarsi a sviluppare un nuovo tipo di commedia, che porterà in seguito alla nascita della commedia di costume moderna, ispirata agli accadimenti quotidiani, scritta in prosa e che obbedisca alla verosimiglianza. Molière può essere considerato a tutti gli effetti il precursore di quel rinnovamento teatrale che comincerà ad esprimersi compiutamente un secolo dopo, con Carlo Goldoni, fino a raggiungere la piena maturità nel teatro di Anton Cechov. Anche Dario Fo lo ha spesso indicato tra i suoi maestri e modelli. p. 6/8

52 La Filosofia GIORDANO BRUNO CARTESIO GALILEO GALILEI ISACCO NEWTON BLAISE PASCAL LA FILOSOFIA MODERNA

53 Giordano Bruno ( 1548 – 1600) Il 17 febbraio 1600, Giordano Bruno moriva bruciato vivo sul patibolo dellInquisizione romana. Per la prima volta la Chiesa cattolica romana eliminava fisicamente il partigiano di una teoria scientifica. Bruno aveva pronunciato questa teoria corredandola con unintuizione che doveva rovesciare la nostra visione del mondo: quella di un Universo infinito. L adesione al sistema di Copernico. Bruno costruì così un cosmologia dove luomo, in comunione con un dio immanente alla natura, è, forse, il vero centro divino. E per questo perse la vita. Il processo durerà ben otto anni. Giordano Bruno possedeva uno spirito scientifico, e fu soprattutto un metafisico notevole. Il primo a proporre un sistema coerente contrapponibile a quello di Aristotele. Ricordiamo che, secondo questultimo, la terra si trovava al centro di un universo chiuso. Bruno reinterpretò il sistema di Copernico. Mandò in frantumi la sfera immobile di stelle fisse che Copernico non aveva osato toccare. Tutto è movimento nellUniverso poiché tutto è animato, cioè dotato di unanima, poiché luniverso è emanazione di Dio. Un essere infinito soltanto può avere uno sviluppo infinito. LInfinito, secondo Bruno, poneva daltra parte un altro problema, altrettanto acuto. Essendo luniverso unemanazione di Dio, esso è di conseguenza lunico mediatore tra luomo e la divinità. Per Bruno, la vera eucaristia è la comunione con la Divinità (segue)

54 attraverso la contemplazione dellUniverso. Buon tecnico della memoria, Bruno fu soprattutto un teorico della menmotecnica e pubblicò ben cinque libri sullargomento. Per lui, la memoria faceva parte dellimmaginazione, e, esercitando questa facoltà, luomo, immagine di un mondo più grande di lui, poteva comprendere questo mondo ed entrare in comunione con la Divinità. Opere principali: De umbris idearum (1582); Sigillus sigillorum (1583); De linfinito, universo e mondi (1583, 1591); La cena de le ceneri (1583); De la causa, principio et uno (1584); Degli eroici furori (1585); De monade numero et figura (1591) De immenso et innumerabilibus ( 1591).

55 Cartesio e il metodo La finalità della filosofia di Cartesio è la ricerca della verità attraverso la filosofia, intesa come uno strumento di miglioramento della vita dell'uomo: perseguendo questa via il filosofo intende ricostruire l'edificio del sapere, fondare la Scienza. Cartesio ritiene che criterio basilare della verità sia l'evidenza. Pertanto, dacché la realtà tangibile può essere ingannevole in quanto soggetta alla percezione sensibile (dubbio metodico), l'unica certezza che resta all'uomo è che, per lo meno, dubitando, è sicuro di esistere. L'uomo riscopre la sua esistenza nell'esercizio del dubbio. Cogito ergo sum; dal momento che è propria della sua essenza la facoltà di dubitare, l'uomo esiste. Partendo dalla certezza di sé, Cartesio arriva, formulando tre prove ontologiche, alla certezza dell'esistenza di Dio. Dio, che nella concezione cartesiana è bene e pertanto non può ingannare la sua creazione (l'uomo), si rende garante del metodo, permettendo al filosofo di procedere alla creazione dell'edificio del sapere. Le maggiori critiche ricevute da Cartesio furono apportate da Pascal (che gli rimprovera di sfruttare Dio per dare un tocco al mondo) e da alcuni suoi avversatori contemporanei, che lo accusarono di essere caduto in una trappola solipsistica (assimilabile ad un circolo vizioso): Cartesio teorizza Dio per garantirsi quei criteri di verità che gli sono serviti a dimostrare l'esistenza di Dio.

56 Galileo Galilei Fede e scienza. Di fronte alle accuse di eresia mossegli dai domenicani, Galileo rispose nelle famose lettere teologiche che la Bibbia non ha nessuna competenza nelle questioni scientifiche, le quali devono essere risolte con dimostrazioni di tipo matematico. La filosofia che egli professava era il matematismo. Questa filosofia gli impedì di ammettere il carattere ipotetico della teoria copernicana, come gli aveva suggerito il cardinale Bellarmino. Nel Dialogo egli confuta la concezione antica della separazione tra cielo e terra e, soprattutto la concezione degli aristotelici a favore dellimmobilità della terra. Essi affermavano che se la terra si muovesse, noi dovremmo accorgercene. Galilei rispose che, in mancanza di punti di riferimento esterni alla Terra, noi non possiamo accorgerci del suo movimento. Con ciò egli scoprì la teoria del movimento, ossia il fatto che il movimento e la quiete di un corpo sono percettibili solo in relazione ad un altro corpo che si trovi in uno stato diverso, perché sono entrambi due stati perfettamente naturali.

57 Newton Isacco Il compimento della rivoluzione scientifica del seicento si ebbe con Newwton, il quale unificò i risultati raggiunti da Keplero e da Galilei, trovando ununica legge capace di spiegare i movimenti dei corpi celesti e terrestri. La scoperta più importante di Newton fu la legge di gravitazione universale. Grazie a questa scoperta egli unificava perfettamente cielo e terra, fisica celeste e terrestre, mostrando che essi sottostanno alle stesse leggi. Egli afferma lesistenza di un Dio creatore e signore delluniverso, il quale avrebbe creato le particelle di cui sono composti i corpi, vi avrebbe impresso il movimento e avrebbe formulato le leggi che lo regolano. La perfezione dellordine meccanico delluniverso sarebbe la prova che esso è lopera di un Essere intelligente e onnipotente quale Dio.

58 Pascal Blaise Oltre a coltivare studi di matematica, Pascal non trascurò lindagine sulla natura. Le due fonti a cui deve attingere la conoscenza della natura, secondo Pascal, sono lesperienza, cioè i sensi e il ragionamento, cioè la matematica. Egli si convinse dell'esistenza del vuoto, contro lopinione degli stessi cartesiani, secondo cui la natura proverebbe un autentico orrore del vuoto, orror vacui, riempiendo di una materia misteriosa tutti gli spazi lasciati liberi. Pascal affermò che tale materia non esiste, ma tutti i fenomeni sono effetti del peso e della pressione dellaria. Applicando la matematica alla fisica, scoprì nella natura, lesistenza dei due infiniti: infinitamente grande e linfinitamente piccolo. In matematica è sempre possibile aumentare le grandezze e dividerle. Luomo si trova in posizione intermedia tra i due mondi. Nel fatto di essere nulla di fronte alluniverso consiste la sua miseria, cioè la sua debolezza. In quanto dotato di pensiero luomo è incomparabilmente al di sopra di tutta la materia, in questo consiste la sua grandezza. ( Luomo è una canna che pensa). Lunica cosa che consola luomo è il divertimento, ma ciò è la sua più grande miseria. Pascal afferma, inoltre, che Dio è semplicemente autore di verità matematiche, trascendente ed impersonale, pertanto bisogna sostituirlo con il Dio di Gesù Cristo.

59 La filosofia moderna La novità della filosofia moderna consisterebbe in una diversa concezione del sapere. Una riflessione sullatto stesso con cui luomo conosce la realtà esterna, un mezzo per realizzare il dominio delluomo sulla natura. Essa acquista un fine pratico, costringe la natura ad obbedire alla volontà delluomo, a soddisfarne i desideri e a migliorarne la vita. Le ragioni di questo mutamento sono da ricercare: nellaffermazione della classe borghese, nelletica protestante, in particolare quella calvinista, nella rivoluzione scientifica.

60 LA CRISI ECONOMICA DEL SEICENTO Nei primi anni del 600 ebbe inizio in Europa una crisi economica che colpì le regioni mediterranee, causata da un insufficiente sviluppo dellagricoltura. Con la crisi economica i proprietari terrieri pretesero giornate gratuite di lavoro dai contadini. Le epidemie, le carestie, le guerre segnarono il 600, secolo di contrasti sociali, politici e culturali. La crisi economica in Spagna La crisi economica in SpagnaLa crisi economica in SpagnaLa crisi economica in Spagna La crisi economica in Russia La crisi economica in RussiaLa crisi economica in RussiaLa crisi economica in Russia La crisi economica in Inghilterra La crisi economica in InghilterraLa crisi economica in InghilterraLa crisi economica in Inghilterra La crisi economica in Olanda La crisi economica in OlandaLa crisi economica in OlandaLa crisi economica in Olanda La crisi economica in Francia La crisi economica in FranciaLa crisi economica in FranciaLa crisi economica in Francia L Italia L ItaliaL ItaliaL Italia

61 La Spagna La crisi in Spagna iniziò quando cominciarono a esaurirsi gli arrivi, dal Perù e dal Messico, dei metalli preziosi. Nel paese ci fu un espulsione di massa e la maggior parte erano agricoltori e artigiani, proprio per questo ci fu il decadimento delle coltivazioni irrigue che lasciarono il posto ai latifondi che non erano ben coltivati.

62 La Russia La vendita dei prodotti agricoli nei paesi colpiti dalla crisi, spinse la nobiltà russa a sfruttare ancora di più i contadini. Laffermarsi in Russia di un sistema simile al feudalesimo ritardò lo sviluppo delle imprese cittadine e concentrò la ricchezza nelle mani di unaristocrazia arrogante.

63 LInghilterra LInghilterra affrontò la crisi e la superò modernizzando lagricoltura, rilanciando lattività industriale e mercantile e costituendo un impero coloniale. La borghesia si occupò dellattività manifatturiera. La tessitura venne trasferita dalla città alla campagna, presso le famiglie contadine, alle quali mercanti-imprenditori fornivano i tessuti.

64 LOlanda La risposta migliore alla crisi del 600 fu fornita dallOlanda, dove si affermò unagricoltura moderna e razionale. Le industrie si svilupparono segnalandosi nella produzione delle ceramiche, nella lavorazione di diamanti e nellarte tipografica. Gli olandesi disponevano di una potente flotta mercantile; furono create le compagnie delle Indie Orientali e delle Indie Occidentali.

65 La Francia In Francia la crisi fu affrontata per iniziativa dello stato. Il governo facilitò il ricorso a prestiti bancari, bonificò terreni paludosi, aprì nuove strade e costruì ponti lungo i fiumi. Il governo promosse la creazione di manifatture tessili per sviluppare sia la produzione pregiata come le drapperie sia quelle di massa come le stoffe di lana.

66 LItalia Nel 1500 lItalia era un vero e proprio teatro di guerra, ma grazie alla conquista della Spagna sulla penisola ci fu un secolo di pace. Nel 1620 i segni della crisi economica divennero evidenti. La crisi investì anche le manifatture cittadine; nel seicento si scatenarono le carestie e la peste bubbonica La crisi investì anche le manifatture cittadine; nel seicento si scatenarono le carestie e la peste bubbonica Lo spostamento delle rotte mercantili e leccessivo peso fiscale imposto dai sovrani spagnoli segnarono la fine della supremazia economica dellItalia.

67 RIVOLUZIONI E RIVOLTE Nel XVII secolo le monarchie che reggono i più potenti stati europei devono affrontare rivoluzioni e rivolte. Per ciascuna di esse gli esiti di questi avvenimenti sono diversi. La causa scatenante delle rivolte è stato il tentativo della monarchia di rafforzare il proprio potere e, in particolare, di imporre nuove tasse ai sudditi per ricavare il denaro necessario a mantenere la corte, amministrare lo stato e finanziare le guerre. Hanno animato le ribellioni prima i nobili che fanno parte dei parlamenti, poi le casate aristocratiche più antiche. I primi hanno cercato di conquistare il diritto di confermare o respingere i provvedimenti fiscali varati dal Re, i secondi hanno provato a contrastare il potere del sovrano per difendere i propri privilegi. Prima rivoluzione inglese Prima rivoluzione inglesePrima rivoluzione inglesePrima rivoluzione inglese Seconda rivoluzione inglese Seconda rivoluzione inglese Seconda rivoluzione inglese Seconda rivoluzione inglese La Fronda in Francia La Fronda in Francia La Fronda in Francia La Fronda in Francia Le rivolte nei domini spagnoli Le rivolte nei domini spagnoli Le rivolte nei domini spagnoli Le rivolte nei domini spagnoli LItalia nel 600 LItalia nel 600 LItalia nel 600 LItalia nel 600

68 La prima rivoluzione inglese In Inghilterra, ai problemi religiosi si sommava lo scontento del Parlamento per il tentativo dei Sovrani di accrescere il proprio potere. Nel 1642 cominciò una guerra civile tra il Re, sostenuto da un esercito composto da alti aristocratici anglicani, e il Parlamento, in cui i soldati, in maggioranza puritani, erano guidati da Oliver Cromwell. Carlo I, sconfitto, fu decapitato nel 1649; il Parlamento proclamò la Repubblica. Nel 1653 Cromwell fu proclamato Lord protettore della Repubblica, sciolse il Parlamento e governò in modo autoritario OLIVER CROMWELL ( ) CARLO I STUART ( )

69 La seconda rivoluzione inglese Morto Cromwell salì al trono Carlo II che emanò l Habeas Corpus(1679) e si impegnò a considerare il Parlamento come portavoce del popolo inglese. Nel 1688, alla sua morte, sale al trono Giacomo II convertito al cattolicesimo. Egli cercò di governare senza il Parlamento. Gli inglesi giudicarono inaccettabile il comportamento del sovrano e lo cacciarono. Gli successe Gulielmo III d Orange. Questi giurò di rispettare la Bill of rights (Dichiarazione dei diritti 1689) che lo impegnava a garantire ai sudditi alcuni diritti fondamentali. il Parlamento assunse il potere di legiferare. Nacque in Inghilterra un sistema di governo che non aveva uguali in Europa.

70 La Fronda in Francia A partire dal 1648 si ribellarono contro la monarchia francese prima i parlamenti, che volevano acquisire il diritto di autorizzare le tasse volute dal Re, poi le casate aristocratiche, decise a mantenere un saldo controllo sui propri feudi, infine i contadini nelle campagne, che protestavano per le imposte e le dure condizioni di vita. L esercito del giovane Luigi XIV, in nome del quale governava il Cardinale Mazzarino, riuscì a riportare lordine nel 1653 e la monarchia, superate queste sfide divenne più forte. Giulio Mazzarino Primo dei sei figli ( ), Giulio nacque a Pescina, in seguito si stabilì a Roma e studiò presso il prestigioso Collegio Romano. Nel 1628 divenne maggiordomo della corte francese. Nel 1630 incontrò Luigi XIII, ricevendo dal sovrano grande stima: Mazzarino divenne così il padrino dei suoi figli, tra cui il delfino Luigi, occupandosi della loro educazione e istruzione. Nel 1639 Richelieu lo chiamò al suo diretto servizio in Francia. Dopo un breve soggiorno a Roma, tornò in Francia, dove Richelieu lo nominò suo segretario personale e lo indicò al re quale suo successore. Nel 1642 Richelieu morì e Mazzarino gli subentrò nella carica di primo ministro.

71 Le rivolte nei domini spagnoli Nel 1640 si ribellarono contro la corona spagnola la Catalogna e il Portogallo, mentre la prima tornò a far parte della Spagna nel 1652, nel 1668 il governo di Madrid dovette accettare lindipendenza del secondo. Nel 1647 scoppiarono insurrezioni popolari a Palermo e a Napoli. Fu il popolo a dare inizio alle rivolte. La furia dei napoletani esplose a causa di una nuova tassa sulla frutta. Il tumulto fu guidato da un pescivendolo, Tommaso Aniello, detto Masaniello. Furono incendiaste le case degli esattori delle tasse e il viceré fu costretto alla fuga. La rivolta si estese alle campagne, i contadini attaccarono le tenute dei baroni. Dopo solo dieci giorni Masaniello fu ucciso, ma la rivolta continuò. La ribellione fu soffocata dallintervento di una flotta spagnola. Da questi eventi lautorità degli Asburgo di Spagna uscì indebolita.

72 L Italia nel 600 Il 600 fu un periodo di difficoltà economica per lItalia.I traffici più ricchi si erano spostati sullAdriatico ed entrò in crisi la produzione di stoffe, che per secoli aveva fatto la ricchezza di Firenze, Milano e Venezia. Il Ducato di Milano si trovava sotto il controllo della Spagna, qui passavano le truppe mandate a combattere nellEuropa centrale. Lo Stato della Chiesa singrandì annettendo la città di Ferrara e il Ducato di Urbino, ma lautorità del Pontefice sugli altri stati europei era scemata. La Repubblica di Venezia, per secoli una potenza mercantile, non poteva più competere con le sue rivali europee. Il Ducato di Savoia, grazie ad una sapiente politica di alleanze, ora con i francesi, ora con gli spagnoli, riuscì ad ottenere il Monferrato, ma perse il Pinerolo passato alla Francia nel L influenza del dominio spagnolo fu avvertita in tutta la penisola, anche negli stati che non dipendevano dal governo di Madrid..

73 Lo Stato assoluto Tra il 1661 e il 1715, con Luigi XIV si affermò in Francia una monarchia assoluta. Il sovrano limitò il potere dei parlamenti; cercò di imporre leggi uniformi in tutta la Francia, suddividendone il territorio in trenta généralités, ciascuna affidata a un intendente. Allontanò gli aristocratici dalle cariche di governo, ma li legò a sé, costringendoli a vivere nella reggia di Versailles. Luigi XIV colpì gli ugonotti revocando lEditto di Nantes(1685). Il ministro di Colbert, per favorire lo sviluppo economico della Francia, fece finanziare dal governo alcune manifatture, regolò le attività commerciali, potenziò la flotta mercantile incoraggiò la costruzione di strade, ponti e canali navigabili. Lesercito permanente francese divenne il più grande dEuropa; era composto da volontari, mercenari stranieri, vagabondi arruolati a forza, ma anche soldati sorteggiati in ogni parrocchia. I costi enormi delle continue guerre furono sopportati in special modo dai contadini, gravati da tasse sempre più pesanti tra cui il decimo e la capitazione. Le imposte riscosse dai funzionari permettevano di ampliare lesercito ed esso non serviva solo per la guerra, ma anche per tenere sotto controllo i sudditi e imporre loro il volere del re, se il caso anche con la violenza. (segue)

74 Lassolutismo in Europa Tra la metà del Seicento e la metà del Settecento lassolutismo francese fu un modello per molti sovrani europei. I sovrani prussiani crearono un esercito permanente e cercarono di restringere i privilegi dellaristocrazia. Una politica simile nei confronti dei nobili fu adottata in Russia da Pietro il Grande, che potenziò lesercito e la flotta, sostenne le manifatture e fece erigere una nuova capitale, San Pietroburgo (segue)

75 La Francia del Re Sole Luigi XIV, nato nel 1638, salì al trono nel 1643, alletà di cinque anni. Soltanto nel 1661, dopo la morte del cardinale Mazzarino, il primo ministro che lo affiancò in gioventù, iniziò ad occuparsi personalmente del regno. Volle che il potere di decidere il destino della Francia fosse tutto e soltanto nelle sue mani. Affidò le questioni più importanti : economia, finanze e guerra, a ministri abili ed esperti. Nominati dal sovrano, i ministri furono prevalentemente di origine borghese. La scelta di Luigi XIV è legata a un motivo preciso: egli ritenne infatti che tutti coloro che grazie a lui avevano fatto fortuna gli sarebbero stati fedeli. Ai nobili, invece, il sovrano assegnò compiti secondari, che conferirono loro onori e riconoscimenti,ma non poteri concreti. Deciso a imporre la supremazia della Francia su tutta Europa, condusse ripetutamente in guerra il paese (Guerra di Devoluzione, , Guerra contro lOlanda, , Guerra della Lega dAugusta, , Guerra di Successione Spagnola, ) Quando, nel 1715, Luigi XIV morì, la Francia era sfinita. I sudditi più umili erano esasperati. Gli aristocratici si sentirono sollevati. Il Re Sole, aveva favorito i mercanti ei proprietari di manifatture, ma aveva trascurato gli interessi dei grandi proprietari terrieri. ( Fine )

76 Alla corte del Re Sole Luigi XIV fece costruire a Versailles, un villaggio poco distante da Parigi, una reggia grandiosa. A corte ogni momento della giornata del Re (il risveglio,i pasti, gli impegni, gli svaghi) era come uno spettacolo e si svolgeva seguendo regole molto precise ( il cosiddetto cerimoniale di corte). Per gli aristocratici essere ammessi ad assistere a questi momenti era un onore ambito, poiché significava godere della considerazione del sovrano. Il Re utilizzava le feste, le gite e le passeggiate come mezzo per ricompensare o punire. In questo modo, infatti, egli alimentava invidie e gelosie, mettendo i nobili in competizione tra loro, allo scopo di conquistare la sua attenzione e i suoi favori. Essendo impegnati a lottare tra di loro, infatti, avrebbero evitato di complottare contro di lui. (segue )

77 Alla corte del Re Sole Luigi XIV ebbe molte amanti, alcune delle quali esercitarono un grande ascendente sugli intrighi politici ma anche sulla cultura del loro tempo, tra cui Francoise Athenais de Rochechouart de Montermart, marchesa di Montespan e Francoise dAubignè marchesa di Maintenon che aveva lavorato presso di lui come governante, e che il re sposò in segreto dopo la morte della regina, nel A Versailles fece allestire scale segrete per raggiungere più facilmente le sue amiche. Queste relazioni, che irritavano fortemente il partito dei devoti e moralisti di corte ebbero fine solo dopo il matrimonio con Madame de Maintenon. Francoise Athenais marchesa di Montespan Francoise dAubignè marchesa di Maintenon (segue)

78 Il Re Sole: Curiosità Il Re Sole era primo cugino di sua moglie Maria Teresa sia dalla parte di madre che dalla parte di padre. Infatti i nonni del Re Sole: Enrico IV di Francia e Maria de' Medici, Filippo III di Spagna e Margherita d'Asburgo sono anche nonni della regina Maria Teresa. Forse questa parentela così stretta è stata una delle cause della morte precoce dei loro figli. La lunghezza del piede reale di Luigi XIV rappresentò per secoli la più importante unità di misura della lunghezza chiamata per l'appunto "piede". La madre del Re, Anna dAustria, secondo indiscrezioni dell'epoca, si sposò in segreto, dopo la morte di Luigi XIII, con il cardinale Mazzarino, allora primo ministro, ma di questo non esiste alcuna prova storica: è molto probabile che si tratti di una leggenda. Il Re Sole, come tutti al suo tempo, non si lavava mai. Eccezionalmente, si fece un bagno completo, che i medici trascrissero tra gli atti reali. (fine)

79 LA COMMEDIA DELLARTE La Commedia dell'Arte rispetto a ciò che si crede, non è un genere di rappresentazione teatrale, ma una diversa modalità di produzione di spettacoli. La definizione di "arte", che in realtà significava "mestiere", veniva identificata anche con altri nomi: commedia all'improvviso, commedia a braccio o commedia degli Zanni. La prima volta che s'incontra la definizione di commedia dell'arte è nel 1750 nella commedia del teatro comico di Carlo Goldoni. L'autore veneziano parla di quegli attori che recitano "le commedie dell'arte" usando delle maschere e improvvisano le loro parti. La nascita dei teatri dette nuovo impulso all'arte dell'attore che da giocoliere di strada, saltatore di corda o buffone di corte che fosse cominciò a esibirsi in trame più complesse; per questo alcuni attori di strada cominciarono a strutturarsi in compagnie girovaghe: le "Fraternal Compagnie" dell'inizio si trasformarono in vere e proprie compagnie che partecipavano ai proventi di questa nuova industria. La recitazione assunse una nuova struttura e i testi da recitare si limitavano ad un canovaccio, dove veniva data una narrazione di massima indicativa di ciò che sarebbe successo sul palco. I testi che ci sono giunti in forma di canovacci sono numerosi e coprono l'arco di due secoli, da quelli di Flaminio Scala del Teatro delle favole rappresentative, pubblicato nel 1611 ma di qualche decennio precedente visto che la messinscena de La Pazzia d'Isabella (presente anche in Flaminio Scala) della Compagnia dei comici Gelosi è testimoniato dalle cronache dei festeggiamenti del matrimonio tra Ferdinando II de Medici e Cristina di Lorena del (segue) p. 7/8

80 Le scenografie erano molto semplici, con una piazza al centro del palcoscenico e due quinte praticabili sullo stile di quelle delle prime commedie del '500: alla metà del secolo vennero costruiti dei veri e propri spazi teatrali dedicati a questo genere teatrale. p. 8/8


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