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DR.SSA GRAZIA GRAZZINI DR. RICCARDO GASPARI LA PREVENZIONE DEI TUMORI DEL COLON RETTO IL PERCORSO ORGANIZZATIVO.

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1 DR.SSA GRAZIA GRAZZINI DR. RICCARDO GASPARI LA PREVENZIONE DEI TUMORI DEL COLON RETTO IL PERCORSO ORGANIZZATIVO

2 Secondo il Piano Sanitario Nazionale: Screening mammografico Screening con Pap-test Screening con sangue occulto SONO LEA Livelli essenziali di assistenza !

3 RESIDENTI enni INVITO POSTALE LABORATORIO NEGATIVI POSITIVI RISPOSTA POSTALE COLONSCOPIA TOTALE O COLONSCOPIA PARZIALE + RX D.C. O + COLONOGRAFIA TC EVENTUALE TERAPIA E FOLLOW-UP CONSEGNA TEST 2 ANNI NEGATIVI SOF DOPO 5 ANNI DOPO 3 SE CON RX POSITIVI SCREENING DEL CARCINOMA COLORETTTALE PERCORSI ORGANIZZATIVI nella ASL 10 Firenze

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5 Zona del Mugello Attivo dal 1982 Esteso al 100% del territorio Zona Fiorentina Sud-Est Iniziato nel 2000 Esteso al 100% del territorio Zona Fiorentina Nord-Ovest Iniziato nel 2004 Esteso al 100% circa del territorio Obiettivo: estensione del programma al 100% dei residenti ( persone) Zona Firenze Iniziato nel 2005 Esteso al 85% circa del territorio SCREENING DEL CARCINOMA COLORETTTALE ASL 10 Firenze

6 Progetto Save Studio randomizzato di confronto tra: »FOBT su 3 passaggi »colonografia TC (CTC) »colonscopia come test di screening primari fiorentini coinvolti Modello organizzativo basato sulla telediagnosi Banca di campioni biologici di soggetti sottoposti a CTC e/o colonscopia

7 1 Campagna informativa 7 Risposta del test Invito Distribuzione del test Riconsegna del test Trasporto del test Lettura del test Approfondimenti/ Terapia/Follow-up Valutazione statistica PERCORSO ORGANIZZATIVO Screening colorettale

8 Nella città di Firenze le persone sono invitate a presentarsi nelle Farmacie per il ritiro; Nei Comuni limitrofi le persone sono invitate a presentarsi: o Presso i Distretti Sanitari o Presso le Associazioni di Volontariato SCREENING DEL CARCINOMA COLORETTTALE PERCORSI ORGANIZZATIVI nella ASL 10 Firenze DISTRIBUZIONE DEL KIT secondo calendari concordati con le strutture territoriali

9 IL PROGETTO HA PRESO LAVVIO DAL MESE DI GENNAIO 2010 PROGETTO FARMACIE CITTA DI FIRENZE I Farmacisti per lo screening

10 RICONSEGNA DEL TEST I test, in buste sigillate, possono essere riconsegnati dagli stessi utenti, deponendoli in appositi contenitori refrigerati In altri modelli la riconsegna è assistita da personale In Umbria la riconsegna è postale TRASPORTO AL LABORATORIO E preferibile che sia effettuato in contenitori refrigerati SCREENING DEL CARCINOMA COLORETTTALE PERCORSI ORGANIZZATIVI nella ASL 10 Firenze

11 LETTURA DEL TEST il test viene letto presso i laboratori aziendali individuati da ciascun programma di screening Metodica: agglutinazione al lattice Lettura automatizzata Controllo di qualità - Interno - Interlaboratorio (progetto VEQ GISCoR) PERCORSO ORGANIZZATIVO Screening colorettale

12 Invitati Screenati Adesione corretta (%)56,3 Test positivi (%)3,8 N. Carcinomi61 Adenomi avanzati379 Tasso diagnostico per k e/o adenoma avanzato 9,8 Valore Predittivo Positivo (%) Carcinomi4,6 Adenomi avanzato28,7 Risultati del programma di screening ASL 10 Firenze Anno 2009

13 Qualche riflessione sui modelli organizzativi ……

14 Nellambulatorio del Medico di MG Presso i Distretti Sanitari o Ospedali Presso Associazioni di Volontariato In Farmacia Per posta DISTRIBUZIONE DEL KIT Si cerca di facilitare laccesso (orario di consegna, sedi decentrate, possibilità di un punto informativo telefonico, etc.) PERCORSO ORGANIZZATIVO Screening colorettale

15 (1)Zambelli A. et al., Screening for colorectal cancer cancer in Cremona province: preliminary results Digestive and Liver Disease, 2004; 36(Suppl.2); 324 il coinvolgimento volontario del medico di medicina generale nellinvio della lettera, nella fornitura e nella restituzione del kit per il test sul Sangue occulto favorisce la compliance (1 ) Criticità grande impegno organizzativo e livelli di collaborazione dei medici che questo approccio comporta per garantire il LEA a tutti Punti di Forza DISTRIBUZIONE DEL KIT NELLAMBULATORIO DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE PERCORSO ORGANIZZATIVO Screening colorettale

16 istituzionalità delle sedi e degli operatori coinvolti Criticità diffusa carenza di risorse umane da dedicare al percorso Punti di Forza possibile utilizzo di procedure Informatizzate per una migliore organizzazione DISTRIBUZIONE DEL KIT PRESSO I DISTRETTI E GLI OSPEDALI maggiore rigidità organizzativa (appuntamenti prefissati, round su popolazioni congelate, concentrazione in un ristretto periodo di tempo del passaggio e quindi dei casi positivi) PERCORSO ORGANIZZATIVO Screening colorettale

17 in una situazione di carenza di risorse rappresenta spesso lunica modalità organizzativa che consente di garantire ai cittadini il loro LEA Punti di Forza ruolo determinante delle associazioni che vicariano, sebbene in sinergia con le Aziende Sanitarie, funzioni istituzionali grande valore sociale, partecipativo e comunicativo DISTRIBUZIONE DEL KIT PRESSO LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO (1) (1) PIANO REGIONALE DELLA PREVENZIONE : (…) il terzo settore è una risorsa della comunità toscana (…) ruolo strategico nella sinergia dei progetti per la promozione e protezione della salute (...) dallidea di servizio pubblico a quella di sistema dei servizi pubblici; PERCORSO ORGANIZZATIVO Screening colorettale

18 LIMPORTANZA DELLACCOGLIENZA...Di là cera una signora, per fortuna molto sorridente, …trattandosi di un esame delle feci… ed essendo io restio su ciò che riguarda i medici … aver trovato una persona con il sorriso, mi ha messo a mio agio, altrimenti mi sarei trovato in difficoltà ed imbarazzato dalla situazione… Percezione del rischio e qualità della comunicazione in un programma di screening...

19 in una situazione di carenza di risorse rappresenta spesso lunica modalità organizzativa che consente di garantire ai cittadini il loro LEA Criticità Punti di Forza evidenzia la fragilità dellistituzione nellofferta di un LEA ruolo determinante delle associazioni che vicariano, sebbene in sinergia, funzioni istituzionali grande valore sociale, partecipativo e comunicativo questo approccio non permette la consegna informatizzata DISTRIBUZIONE DEL KIT PRESSO LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO (1) PERCORSO ORGANIZZATIVO Screening colorettale maggiore rigidità organizzativa (appuntamenti prefissati, round su popolazioni congelate, concentrazione in un ristretto periodo di tempo del passaggio e quindi dei casi positivi)

20 distribuzione capillare sul territorio Criticità Punti di Forza libero accesso ed equità difficoltà a gestire in modo condiviso 117 farmacie (esperienza fiorentina) DISTRIBUZIONE DEL KIT PRESSO LE FARMACIE per motivi di carico di lavoro spesso il farmacista si limita alla sola consegna del kit PERCORSO ORGANIZZATIVO Screening colorettale

21 può rispondere a esigenze organizzative locali Criticità non sembra avere un significativo effetto sulladesione Punti di Forza (1)Segnan N. et al, Randomized trial of different screening strategies for colorectal cancer; patient Response and detection rates. JNCI, 2005; 97 (5); (2)Giorgi Rossi P. et al Direct mailing JMScreening 2011 DISTRIBUZIONE DEL KIT PER POSTA (1, 2) PERCORSO ORGANIZZATIVO Screening colorettale

22 Effettua la ripulitara degli elenchi forniti (…) dalla ASL e riconsegna i nominativi da sottoporre ad accertamento; Firma o dà il consenso implicito alla firma della lettera di invito (…); Effettua opera di counseling ai non responders (sia agli inviti che agli accertamenti di approfondimento diagnostico); Comunica al distretto, se a lui noti, i nominativi dei propri assistiti che hanno effettuato al di fuori della campagna di screening gli accertamenti per la prevenzione secondaria (…dei tumori della cervice e della mammella); Accordo Integrativo Regionale Accordo Quadro Aziendale per la Medicina Generale ANNO 2008 IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E LO SCREENING ONCOLOGICO

23 R accomandazione ad aderire allo screening: la raccomandazione del MMG è associata a maggiore partecipazione (allo screening del colon retto n.d.r.), in modo più significativo che negli altri screening ; in alcuni studi risulta che questo effetto è maggiore nelle classi sociali più basse Promozione della partecipazione e informazione mirata ai non rispondenti Consenso informato e counseling in tutte le fasi del programma Supporto al positivo LIVELLO DI QUALITA CHE IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE PUO APPORTARE AL PERCORSO IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E LO SCREENING ONCOLOGICO

24 NELLA ASL 10 FIRENZE La percentuale di persone che effettuano lapprofondimento diagnostico (colonscopia) sul totale di quelle risultate positive al test di screening è pari a c.a. l80 % I pazienti che risultano positivi al test hanno una probabilità del 30 – 35 % di essere portatori di un adenoma avanzato o cancro SUPPORTO AL PAZIENTE POSITIVO AL FOBT LIVELLO DI QUALITA CHE IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE PUO APPORTARE AL PERCORSO IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E LO SCREENING ONCOLOGICO

25 Il ruolo predominante del MMG non è lesecuzione di attività pratiche nellambito dello screening (spedire la lettera, consegnare il kit) ma supportare lassistito nel percorso sia come utente che come paziente con test positivo LIVELLO DI QUALITA CHE IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE PUO APPORTARE AL PERCORSO IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E LO SCREENING ONCOLOGICO

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27 … Non è accettabile valutare loperato del medico in base alla percentuale di soggetti inviati ai centri diagnostici: dovrebbe essere valutato in base al numero di persone a cui si fornisce uninformazione accurata, che si aiutano a prendere una decisione personale tenuto conto dei loro valori, e di cui si raccoglie infine la decisione stessa, prendendone atto come la migliore possibile per quella persona, magari classificandola come definitiva, rivedibile, ecc. Massimo Tombesi - Toscana Medica maggio 2007

28 Se paradossalmente il 100% degli invitati aderisse ad uno screening, il giudizio non potrebbe che essere negativo: vorrebbe dire che o si sono omesse informazioni o le persone sono state esposte ad una informazione non equilibrata. Massimo Tombesi - Toscana Medica maggio 2007

29 … Questo è il ruolo e la professionalità che la medicina generale può mettere a disposizione, se interessa, altrimenti si lasci tutto alla sanità pubblica. I medici di medicina generale non fanno i piazzisti di Screening … Massimo Tombesi - Toscana Medica maggio 2007

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