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Gandhi riteneva fondamentale il fatto che gli indiani potessero decidere come governare il loro paese, perché la miseria nella quale si trovava dipendeva.

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Presentazione sul tema: "Gandhi riteneva fondamentale il fatto che gli indiani potessero decidere come governare il loro paese, perché la miseria nella quale si trovava dipendeva."— Transcript della presentazione:

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2 Gandhi riteneva fondamentale il fatto che gli indiani potessero decidere come governare il loro paese, perché la miseria nella quale si trovava dipendeva dallo sfruttamento delle risorse da parte dei colonizzatori britannici

3 Chi è davvero nobile, conosce tutti come uno solo e rende con gioia bene per male.

4 La mia non-cooperazione non nuoce a nessuno; è non-cooperazione con il male,… portato a sistema, non con chi fa il male Non cooperazione con il male

5 La disobbedienza civile è la violazione deliberata, non indiscriminata della legge in nome di uno scopo sociale vitale. Diventa non solo giustificabile ma anche necessaria quando sia in gioco un diritto umano fondamentale, e quando i canali legali siano inadeguati per la sua garanzia.

6 Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo

7 La felicità e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare ciò che riteniamo giusto e doveroso,non dal fare ciò che gli altri dicono e fanno.

8 Il giusto,dimostra, con la sua sfida non-violenta che la verità è qualcosa che sta molto al di sopra del suo interesse individuale, qualcosa di talmente grande e importante da spingerlo a mettere da parte listintiva paura della sofferenza e della morte.

9 Nel 19l2 Gandhi proclama l'hartal, uno sciopero generale con digiuno e preghiera.

10 Il 15 agosto 1947 lIndia conquista lindipendenza. Gandhi, però, vive questo momento con dolore, pregando e digiunando. Il subcontinente indiano è diviso in due stati, India e Pakistan, la cui creazione sancisce la separazione fra indù e musulmani e culmina in una violenta guerra civile che costa, alla fine del 1947, quasi un milione di morti e sei milioni di profughi.

11 …non cè liberazione per alcuno su questa terra, né per tutta la gente di questa terra, se non attraverso la verità e la non violenza, in ogni cammino della vita, senza eccezione.

12 Una celebre campagna di disobbedienza civile è la marcia del sale: nel 1930, per protestare contro una nuova tassa sul sale imposta dal governo inglese. Durante la sua marcia, un intero popolo si unì a lui: gli inglesi arrestarono ben 60mila indiani, ma poi dovettero arrendersi e trattare.

13 È più potente della più micidiale arma che l'ingegno umano possa inventare. Dobbiamo fare della verità e della non-violenza non materia di pratica individuale bensì di gruppi, di comunità, di Nazioni. Questo è comunque il mio sogno. Vivrò e morirò per tentare di realizzarlo.

14 Sono un incorreggibile ottimista. Il mio ottimismo si fonda sulla mia convinzione che ogni individuo ha infinite possibilità di sviluppare la nonviolenza. Più lindividuo la sviluppa, più essa si diffonderà come un contagio che a poco a poco contaminerà tutto il mondo.

15 La pace non si ottiene con un parziale adempimento delle condizioni,così come una combinazione chimica è impossibile senza losservanza completa delle condizioni necessarie per ottenerla

16 «Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia.»

17 A utore della non violenza, concepì un nuovo metodo di lotta basato sulla resistenza passiva, o sathiagraha (in sanscrito forza della verità), e sulla non cooperazione con le autorità.

18 "Satyagraha", ovvero la "forza della verità", che diverrà larma dei deboli; basata su idee che Gandhi enunciò in un solenne comizio tenuto il 1° Settembre 1906

19 il mio piu' intimo desiderio... e' di realizzare la fratellanza... tra tutti gli uomini, indu', musulmani, cristiani, parsi e ebrei Gandhi sognava la convivenza pacifica e rispettosa dei tantissimi gruppi etnici e delle diverse professioni religiose presenti in India. Queste erano delle ricchezze che dovevano convivere e non dividere politicamente la nazione

20 1) riconciliazione tra i vari gruppi religiosi indiani, specialmente tra indù e musulmani. 2) abolizione della intoccabilità. 3) lotta contro l'uso delle bevande alcoliche e delle droghe. 4) filatura e lavorazione casalinga del cotone,come espressione della dignità e importanza del lavoro manuale e valorizzazione del capitale umano. 5) promozione della piccola industria di villaggio. 6) nuovo metodo di educazione dei bambini alla nonviolenza. 7) educazione degli adulti. 8) parificazione dei due sessi. 9) miglioramento sia fisico che psichico dell'individuo. 10) propagazione della lingua nazionale. 11) promozione dell'uguaglianza economica.

21 La verità non è mai stata rivendicata con la violenza

22 Per Gandhi il comandamento induista dellahimsa (non-violenza) significava zelante attivismo, che egli dimostrò durante tutta la sua vita di servizio.


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