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AUTONOMIA FINANZIARIA. LEGGE n°168 DEL 1989 AUTONOMIA DELLUNIVERSITA (Parte Normativa – Parte Finanziaria Contabile) Parte Normativa emanazione di: 1.

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1 AUTONOMIA FINANZIARIA

2 LEGGE n°168 DEL 1989 AUTONOMIA DELLUNIVERSITA (Parte Normativa – Parte Finanziaria Contabile) Parte Normativa emanazione di: 1. STATUTI: DELINEANO IL QUADRO ORGANIZZATIVO DELLENTE; 2. REGOLAMENTI: COSTITUISCONO UN LIVELLO NORMATIVO DI DETTAGLIO RISPETTO A QUELLO DI STATUTO. Parte Finanziaria-Contabile: 1. FORMAZIONE DEL BILANCIO AUTONOMAMENTE; ADOZIONE DI REGOLAMENTI PER LAMMINISTRAZIONE, LA FINANZA E LA CONTABILITA.

3 FFO (FONDO PER IL FIANZIAMETO ORDINARIO) HA ELIMINATO LA PRECEDENTE LOGICA DELLE ASSEGNAZIONI CON DESTINAZIONE VINCOLATA A FAVORE DI UN SISTEMA BUDGETARIO AUTONOMAMENTE FORMULATO DAI SINGOLI ATENEI; LA RIPARTIZIONE DEL FONDO UNICO TRA GLI ATENEI NON AVVIENE PIU SOLO IN BASE ALLA SPESA STORICA MA TENENDO CONTO ANCHE DI INDICATORI DI ATTIVITA SVOLTA; CONCEDENDO ELEVATI GRADI DI AUTONOMIA ALLE UNIVERSITA SUI MODI DI UTILIZZO DELLE RISORSE DEVOLUTE, INTRODUCENDO MAGGIORE RESPONSABILITA SUI RISULTATI. LAUTONOMIA FINANZIARIA Si è realizzata nel 1993 con la Legge n° 537 art. 5

4 FFO (FONDO PER IL FIANZIAMETO ORDINARIO) è diviso in tre quote: UNA QUOTA BASE (Criterio Storico 90%) ASSEGNATA SECONDO IL TRASFERIMENTO STORICO, DETERMINATO NEL 1994, SULLA BASE DEL CONSOLIDATO DEL 1993) UNA QUOTA DI RIEQUILIBRIO (7,5%) (GRADUALMENTE CRESCENTE E FINALIZZATA A RIDURRE PROGRESSIVAMENTE GLI SQUILIBRI STORICAMENTE DETERMINATISI NELLA ASSEGNAZIONE DI FONDI ED E DESTINATA NEL TEMPO AD ATTENUARE LEFFETTO DELLA SPESA STORICA) A SUA VOLTA COLLEGATA A DUE PARAMETRI: A) Domanda di formazione (70%); B) Risultati della Didattica (30%). UNA QUOTA DI INCENTIVAZIONE (2,5%) ( DESTINATA ALLA STIPULA DI ACCORDI DI PROGRAMMA TRA IL MINISTERO E LE UNIVERSITA ).

5 IL D.M. 28/07/2004 HA DEFINITO LA NUOVA STRUTTURA DEL MODELLO DI RIPARTIZIONE DE FFO- Proposta C.N.V.S.U.- 30% DOMANDA SODDISFATTA (MISURABILE IN TERMINI DI STUDENTI ISCRITTI.) 30% RISULTATI DI PROCESSI FORMATIVI ( MISURABILI ANNUALMENTE IN TERMINI DI CREDITI ACQUISITI.) 30% RISULTATI DELLE ATTIVITA DI RICERCA SCIENTIFICA 10% INCENTIVI SPECIFICI ( ES: MOBILITA DOCENTI, SOSTEGNO ALLA DISABILITA)

6 D.Lgs 29/93 ART. 3 Indirizzo politico-amministrativo Funzioni e responsabilità Ha introdotto la separazione tra: DIREZIONE POLITICA (ORGANI DI GOVERNO) DEFINISCONO GLI OBIETTIVI E I PROGRAMMI DA ATTUARE E VERIFICANO LA RISPONDENZA DEI RISULTATI; DIREZIONE AMMINISTRATIVA AI DIRIGENTI SPETTA LA GESTIONE FINANZIARIA, TECNICA E AMMINISTRATIVA. NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, SONO ISTITUITI SERVIZI DI CONTROLLO INTERNO O NUCLEI DI VALUTAZIONE, CON IL COMPITO DI VERIFICARE, MEDIANTE VALUTAZIONI COMPARATIVE DEI COSTI E DEI RENDIMENTI, LA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI, LA CORRETTA ED ECONOMICA GESTIONE DELLE RISORSE PUBBLICHE, LIMPARZIALITA E IL BUON ANDAMENTO DELLAZIONE AMMINISTRATIVA.

7 LEGGE 537/93 Nellambito universitario la legge 537 del 1993, ha apportato delle innovazioni introducendo l0bbligatorietà di tutti gli Atenei ad istituire Nuclei di valutazione interna Art. 5 NELLE UNIVERSITA, SONO ISTITUITI I NUCLEI DI VALUTAZIONE INTERNA CON IL COMPITO DI VERIFICARE, MEDIANTE ANALISI COMPARATIVE DEI COSTI E DEI RENDIMENTI, LA CORRETTA GESTIONE DELLE RISORSE PUBBLICHE, LA PRODUTTIVITA DELLA RICERCA E DELLA DIDATTICA, NONCHE LIMPARZIALITA E IL BUON ANDAMENTO DELLAZIONE AMMINISTRATIVA ….

8 IL NUCLEO DI VALUTAZIONE INTERNA HA, NELLE UNIVERSITA, TRE RUOLI FONDAMENTALI IN RIFERIMENTO ALLAUTONOMIA DELLISTITUZIONE E ALLA NATURA PUBBLICA DELLA MISSIONE E DEI FINANZIAMENTI : UN PRIMO RUOLO E QUELLO DI FORNIRE INFORMAZIONI, AI SOGGETTI INTERNI E AI REFERENTI SOCIALI. TALI INFORMAZIONI DEVONO ESSERE RILEVANTI AL FINE DI METTERE IN GRADO GLI UTENTI, IL PARLAMENTO, IL GOVERNO, LE AUTORITA LOCALI E LA SOCIETA CIVILE DI FORMULARE UN GIUDIZIO SULLATTIVITA SVOLTA NELLATENEO. UN SECONDO RUOLO E QUELLO DI FAR CONOSCERE, ALLINTERNO E ALLESTERNO, LATTIVITA DI VALUTAZIONE AI VARI LIVELLI DECISIONALI, AFFINCHE LAMMINISTRAZIONE CENTRALE, LE FACOLTA E I DIPARTIMENTI UTILIZZINO LE INFORMAZIONI PRODOTTE AI FINI DI UNA VALUTAZIONE DELLE LORO ATTIVITA. IL TERZO RUOLO E QUELLO DELLA VALUTAZIONE VERA E PROPRIA, CHE, A PARTIRE DALLE INFORMAZIONI E DALLE ATTIVITA DI VALUTAZIONE DELLE ALTRE STRUTTURE, DOVREBBE ESSERE IN GRADO DI VALUTARE LANDAMENTO DELLE ATTIVITA DELLE SINGOLE STRUTTURE E DELLATENEO NEL SUO COMPLESSO.

9 LEGGE N°370 DEL 19 OTTOBRE 1999 LA LEGGE 370 DEL1999 HA RIVISTO E COMPLETATO IL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEGLI ATENEI, STATALI E NON STATALI, PRECISANDO CARATTERISTICHE, FUNZIONI E RUOLI DEI NUCLEI DI VALUAZIONE. NUCLEI DI VALUTAZIONE INTERNA DATENEO. TRASFORMAZIONE DELLOSSERVATORIO PER LA VALUTAZIONE DEL SISTEMA UNIVERSITARIO IN COMITATO NAZIONALE PER LA VAUTAZIONE DEL SISTEMA UNIVARSITARIO. ( valutazione esterna - ruolo di natura politico strategica, organo di indirizzo di coordinamento e monitoraggio del sistema universitario)

10 In questo contesto dellAutonomia si inserisce il nuovo modello di governo delle Aziende Universitarie Responsabilità (accountability) Valutazione e Controllo Economicità (Efficienza ed Efficacia)

11 LECONOMICITA DELLA GESTIONE E SINTESI, COMBINAZIONE DELLEFFICIENZA-PRODUTTIVITA E DELLEFFICACIA DELLE OPERAZIONI CHE DANNO CONTENUTO ALLATTIVITA AZIENDALE E ATTRAVERSO I QUALI SI SODDISFANO I BISOGNI DEGLI INDIVIDUI. CONCETTI LEGATI ALLECONOMICITA SONO: AUTONOMIA E DURABILITA.(maggiori risultati e minori costi) RESPONSABILITA RAZIONALIZZAZIONE DEI PROCESSI DECISIONALI, CONNESSI ALLUSO DELLE RISORSE LIMITATE, A FRONTE DI PIU AMPI GRADI DI AUTONOMIA. LE UNIVERSITA SONO COMUNQUE CHIAMATE AD ASSICURARE ADEGUATI LIVELLI DI RESPONSABILITA, QUINDI CON AMPI SPAZI DI LIBERTA AMMINISTRATIVA E GESTIONALE SI CONTRAPPONE IL CONTROLLO SULLE MODALITA DI ESECUZIONE E GESTIONE DI TALE LIBERTA. VALUTAZIONE E CONTROLLO LO SCENARIO ISTITUZIONALE E POLITICO, IN CUI SI TROVANO AD OPERARE GLI ATENEI, HA ACUITO LA NECESSITA DI SVILUPPARE UNA CULTURA DELLA VALUTAZIONE E ADEGUATE METODOLOGIE DI ANALISI E CONTROLLO DELLATTIVITA UNIVERSITARIA, IN FUNZIONE DELLAMPIO GRADO DI AUTONOMIA LORO ATTRIBUITO, CONNESSA AL RAGGIUNGIMENTO DI COMPLESSIVE CONDIZIONI DI ECONOMICITA.

12 RUOLO DEL CONTO CONSUNTIVO TRADIZIONALMENTE LA DISCUSSIONE DEL CONTO CONSUNTIVO E STATA PER MOLTO TEMPO CONSIDERATA SOLO FORMALE, AVENDO IL CONSUNTIVO RILIEVO SOLO AI FINI DI SEMPLICE RISCONTRO CONTABILE, IN QUANTO LA SUA STRUTTURA E LE FUNZIONI TRADIZIONALI AD ESSO ATTRIBUITE RIFLETTONO UN CONTESTO IN CUI VI ERA UN GRADO BASSO DI AUTONOMIA DECISIONALE. NELL ULTIMO DECENNO, CHE SI E REALIZZATA LAUTONOMIA DELLE UNIVERSITA, E STATO VALORIZZATO TALE DOCUMENTO RICONOSCENDOGLI POTENZIALITA INFORMATIVE E DI SUPPORTO ALLE DECISIONI DI GOVERNO. IL RENDICONTO DUNQUE MISURA CIO CHE SI E FATTO, PER DARE PIENAMENTE CONTO DEL GRADO DI RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI E DELLA REALIZZAZIONE DEI PROGRAMMI, PRODUCENDO UNINFORMAZIONE CHE, NEL CONTEMPO, RIGUARDA LA REALIZZAZIONE DEGLI INDIRIZZI DI GOVERNO ED IL RISPETTO DEI PROGRAMMI E CHE RENDE TRASPARENTE LAMMINISTRAZIONE, NEL RISPETTO DEL PRINCIPIO DI ACCOUNTABILITY.(di supporto decisionale allorgano politico)

13 LEGGE N° 94 DEL 3 APRILE 1997 NORME DI CONTABILITA GENERALE DELLO STATO DISPONE CHE IL BILANCIO DELLO STATO SIA ARTICOLATO IN UNITA PREVISIONALE DI BASE LA RIFORMA DEL BILANCIO DELLO STATO RISPONDE A 5 ESIGENZE FONDAMENTALI: 1. RENDERE COMPRENSIBILE IL BILANCIO DELLO STATO, RIDUCENDO GLI ATTUALI CAPITOLI IN 500 UNITA PREVISIONALE DI BASE; 2. CONSENTIRE UN PROCESSO DI DECISIONE PARLAMENTARE PIU TRASPARENTE, MA ALLO STESSO TEMPO PIU EFFICACE DELLA DESTINAZIONE DELLE RISORSE; 3. DECIDERE EFFETTIVAMENTE LA SPESA IN FUNZIONE DELLEVOLUZIONE DEI BISOGNI E NON SULLA BASE DELLE SPESE PASSATE; 4. CONSENTIRE UN CONTROLLO PARLAMENTARE E AMMINISTRATIVO PIU EFFICACE CHIARENDO A TUTTI QUALI SONO I COSTI EFFETTIVI DEI SINGOLI SERVIZI CHE LAMMINISTRAZIONE FONISCE; 5. AUMENTARE RESPONSABILITA E AUTONOMIA GESTIONALE DEI DIRIGENTI PUBBLICI, DANDO GRAVITA AL DETTATO DEL DECRETO LEGISLATIVO N°29 DEL 93.

14 LEGGE N 59 DEL 1997 (BASSANINI) SANCIVA LINTRUDUZIONE DI UNA CONTABILITA ANALITICA PER CENTRI DI COSTO AL FINE DELLA GESTIONE E DELLA RENDICONTAZIONE. TALE LOGICA SI E TRADOTTA NEL D.Lgs N 279 DEL 07/10/1997. D.Lgs N 279 DEL 07/10/1997 – HA INTRODOTTO NELLAMBITO DELLA CONTABILITA PUBBLICA, CON VALENZA PER TUTTE LE AMMINISTRAZIONI, UN SISTEMA UNICO DI CONTABILITA ANALITICA PER CENTRI DI COSTO. SECONDO I NUOVI PRINCIPI INTRODOTTI, IL BILANCIO FINANZIARIO DI PREVISIONE E AFFIANCATO AD UN BADGET ECONOMICO. IL BILANCIO PREVISIONALE DI GESTIONE RILEVA LE RISORSE ACQUISIBILI E IL FABBISOGNO PREVISTO, IL BADGET DECISIONALE MISURA LUTILIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE, FINANZIARIE E STRUMENTALI.

15 D.LGS 286/99 AI SENSI DELLART. 4 DEL D.LSG. 286/99, E NECESSARIO COSTITUIRE GLI ORGANISMI INTERNI PREPOSTI ALLA PROGETTAZIONE E AL GOVERNO DEL CONTROLLO DI GESTIONE E INDIVIDUARE LE UNITA ORGANIZZATIVE A LIVELLO DELLE QUALI SI INTENDE MISURARE LEFFICACIA, LEFFICIENZA E LECONOMICITA DELLAZIONE AMMINISTRATIVA. QUINDI IL CONTROLLO DI GESTIONE E UN SITEMA DIREZIONALE CON CUI I MANAGER SI ACCERTANO CHE LA GESTIONE SI STIA SVOLGENDO IN CONDIZIONE DI EFFICIENZA E DI EFFICACIA TALI DA PERMETTERE IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBBIETTIVI DELLA GESTIONE STESSA, STABILITI IN SEDE DI PIANIFICAZIONE STRATEGICA.


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