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Legge n. 15/2009 Decreto legislativo n. 150/2009 Mario Falanga Istituzioni di diritto pubblico 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga.

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1 Legge n. 15/2009 Decreto legislativo n. 150/2009 Mario Falanga Istituzioni di diritto pubblico 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

2 FINALITÀ DELLA LEGGE DELEGA n. 15/2009 IL GOVERNO È DELEGATO A EMANARE NORME PER – LOTTIMIZZAZIONE DEL LAVORO PUBBLICO – LEFFICIENZA E LA TRASPARENZA DELLE AA. PP. STRUMENTI – DE-CONTRATTUALIZZAZIONE – VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE – RAFFORZAMENTO DIRIGENZA PUBBLICA – PREMIALITÀ – SANZIONI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

3 Legge n. 15/2009 Art. 1 – Rilegificazione del lavoro pubblico Art. 2 – Delega al Governo in materia di riforma del lavoro pubblico dipendente Art. 3 – Contrattazione collettiva e integrativa e funzionalità delle amministrazioni pubbliche Art. 4 - Valutazione delle strutture e del personale delle aa. pp. Art. 5 - Merito e la premialità Art. 6 - Dirigenza pubblica Art. 7 - Sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici Art. 8 – Norma interpretativa in materia di vice-dirigenzaArt. 9 – Consiglio Nazionale delleconomia e del lavoro – CNEL Art. 10 – Efficienza dellazione amministrativa Art. 11 – Corte dei Conti Art. 12 – Monitoraggio della spesa per le prerogative sindacali nel settore pubblico Art. 13 – Semplificazione della legislazione 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

4 PUBBLICO IMPIEGO. EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA LEGGE n. 421/ ^ privatizzazione – Abbandono modello pubblicistico del rapporto di lavoro; superamento specialità pubblico impiego; estensione del codice civile e leggi sul lavoro al pubblico impiego – Creazione agenzia di rappresentanza pp.aa (ARAN) – Soggezione giudice ordinario – Separazione indirizzo politico e gestione amministrativa – Potere di de-legificazione dei contratti di lavoro D. LGS n. 29/1993, aggiornato nel D. LGS. n. 165/2001 (regolamento di applicazione) LEGGE n. 57/1997 – 2^ privatizzazione – Definitivo superamento specialità del pubblico impiego – Principio di risultato e principio di legalità – Decentramento amministrativo LEGGE n. 15/2009 – 3^ privatizzazione D. LGS. n. 150/2009 (regolamento di applicazione) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

5 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. LINEE EVOLUTIVE STABILIZZAZIONE DEI PRECARI E PRECARIZZAZIONE DEI DIRIGENTI I DIRIGENTI PIÙ ALTI IN GRADO SONO LEGATI ALLA DURATA DEI GOVERNI E GLI ALTRI HANNO INCARICHI RINNOVABILI LA RAGIONE DI QUESTO DUPLICE E OPPOSTO MOVIMENTO È IDENTICA: SOTTOPORRE LAMMINISTRAZIONE AL CONTROLLO POLITICO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

6 ART. 1 - Rilegificazione del lavoro pubblico DAL POTERE DI DELEGIFICAZIONE DEI CONTRASTTI COLLETTIVI … … ALLA RILEGIFICAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO NELLA P.A. RIPRISTINO DEL PRIMATO DELLA LEGGE SUL CONTRATTO COLLETTIVO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

7 ART. 2 - DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA DI RIFORMA DEL LAVORO PUBBLICO DIPENDENTE FINE RIFORMARE LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO OBIETTIVI -CONVERGENZA SOSTANZIALE TRA LAVORO PUBLBICO/LAVORO PRIVATO -MIGLIORAMENTO PROCEDURE CONTRATTAZIONE COLLETTIVA -INTRODUZIONE SISTEMI DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE -GARANZIA DI TRASPARENZA -VALORIZZAZIONE DEL MERITO E PREMIALITÀ -SISTEMA RIGOROSO DELLE RESPONSABILITÀ -CONCORSUALITÀ PER ACCESSO LAVORO E PROGRESSIONE DI CARRIERA -PROCEDURE CONCORSUALI SU BASE TERRITORIALE -VINCOLO PERMANENZA QUINQUENNALE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

8 Art. 3 – CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E INTEGRATIVA E FUNZIONALITÀ DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE FINE MODIFICARE LA DISCIPLINA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA NEL SETTORE PUBBLICO CRITERI E PRINCIPI -DEFINIZIONE AMBITI DELLA LEGGE E DELLA CONTRATTAZIONE -VINCOLI DELLA CONTRATTAZIONE -RIORDINO PROCEDURE DI CONTRATTAZIONE E RIFORMA ARAN -POTENZIAMENTO RAPPRESENTANZA DI REGIONI E ENTI LOCALI -RAFFORZAMENTO CONTROLLI SUI CONTRATTI INTEGRATIVI -CLAUSOLE DI NULLITÀ DEI CONTRATTI -COINCIDENZA DURATA GIURIDICA ED ECONOMICA DEL CONTRATTO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

9 Art. 4 - Valutazione delle strutture e del personale delle aa. pp. FINE MODIFICAZIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE MEDIANTE STANDARD QUALITATIVI ED ECONOMICI, VALORIZZAZIONE DEL RISULTATO, PREVISIONE DI MEZZI DI TUTELA GIURISDIZIONALE, ATTIVAZIONE CANALI DI COMUNICAZIONE PRINCIPI E CRITERI -INDIVIDUAZIONE SISTEMI DI VALUTAZIONE DELLE PP. AA. -PREDISPOSIZONE DI OBIETTIVI ANNUALI DA CONSEGUIRE -RIORDINO ORGANISMI DI CONTROLLO E DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE (VALUTARE TUTTO IL PERSONALE, VALUTARE I COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI DEL DIRIGENTE, AUTONOMIA E INDIPENDENZA DEL PROCESSO VALUTATIVO, ASSICURAZIONE DELLA PIENA AUTONOMIA DELLA VALUTAZIONE DEL DIRIGENTE) -ISTITUZIONE DI UN ORGANISMO CENTRALE PER INDIRIZZO E COORDINAMENTO -AZIONE IN GIUDIZIO DEGLI INTERESSATI -LA TRASPARENZA COME LEP -PRIMATO DELLA TRASPARENZA SULLA PRIVACY 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

10 ART. 5 - MERITO E LA PREMIALITÀ FINE INTRODUZIONE DI STRUMENTI DI VALORIZZAZIONE DEL MERITO E DEL METODO DI INCENTIVAZIONE DELLA PRODUTTIVITÀ SU BASE SELETTIVA E CONCORSUALE PRINCIPI E CRITERI -QUOTA DI RISORSE PER MERITO E PRODUTTIVITÀ -VALUTAZIONE POSITIVA TITOLO PER LA PROGRESSIONE IN CARRIERA E NEI CONCORSI RISERVATI -PROGRESSIONI ECONOMICHE SECONDO PRINCIPIO DI SELETTIVITÀ -PROGRESSIONI DI CARRIERA PER CONCORSO PUBBLICO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

11 ART. 6 - DIRIGENZA PUBBLICA FINE MODIFICARE LA DISCIPLINA DELLA DIRIGENZA PUBBLICA PER: A) REALIZZARE ADEGUATI LIVELLI DI PRODUTTIVITÀ; B) FAVORIRE RICONOSCIMENTO DI MERITI E DEMERITI; C) RAFFORZARE IL PRINCIPIO DI DISTINZIONE TRA LE FUNZIONI DI INDIRIZZO/CONTROLLO E DI GESTIONE. PRINCIPI E CRITERI a)PIENA AUTONOMIA E RESPONSABILITÀ DEL DIRIGENTE, QUALE DATORE DI LAVORO PUBBLICO CON COMPETENZA - NELLA INDIVIDUAZIONE DEI PROFILI PROFESSIONALI - NELLA VALUTAZIONE DEL PERSONALE E CONSEGUENTE RICONOSCIMENTO DEGLI INCENTIVI ALLA PRODUTTIVITÀ - NELLUTILIZZO DELLA MOBILITÀ INDIVIDUALE (art. 30 d. lgs. n. 165/2001) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

12 ART. 6 - DIRIGENZA PUBBLICA b) PREVISIONE DI UNA SPECIFICA IPOTESI DI RESPONSABILITÀ DEL DIRIGENTE, IN RELAZIONE AGLI EFFETTIVI POTERI DATORIALI, NEL CASO DI OMESSA VIGILANZA SULLA EFFETTIVA PRODUTTIVITÀ DELLE RISORSE UMANE ASSEGNATE E SULLEFFICIENZA DELLA RELATIVA STRUTTURA NONCHÉ, ALLESITO DELLACCERTAMENTO DELLA PREDETTA RESPONSABILITÀ, IL DIVIETO DI CORRISPONDERGLI IL TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO c) PREVEDERE LA DECADENZA DAL DIRITTO AL TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO NEI CONFRONTI DEL DIRIGENTE IL QUALE, SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, NON ABBIA AVVIATO IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI, NEI CASI IN CUI SAREBBE STATO DOVUTO d) LIMITARE LA RESPONSABILITÀ CIVILE DEI DIRIGENTI ALLE IPOTESI DI DOLO E DI COLPA GRAVE, IN RELAZIONE ALLA DECISIONE DI AVVIARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI APPARTENENZA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

13 ART. 6 - DIRIGENZA PUBBLICA e) PREVEDERE SANZIONI ADEGUATE PER LE CONDOTTE DEI DIRIGENTI I QUALI, PUR CONSAPEVOLI DI ATTI POSTI IN ESSERE DAI DIPENDENTI RILEVANTI AI FINI DELLA RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE, OMETTANO DI AVVIARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE ENTRO I TERMINI DI DECADENZA PREVISTI, OVVERO IN ORDINE A TALI ATTI RENDANO VALUTAZIONI IRRAGIONEVOLI O MANIFESTAMENTE INFONDATE f) PREVEDERE CHE LACCESSO ALLA PRIMA FASCIA DIRIGENZIALE AVVENGA MEDIANTE IL RICORSO A PROCEDURE SELETTIVE PUBBLICHE CONCORSUALI PER UNA PERCENTUALE DEI POSTI, ADOTTANDO LE NECESSARIE MISURE VOLTE A METTERE A REGIME IL NUOVO SISTEMA DI ACCESSO IN RACCORDO CON IL REGIME VIGENTE g) PREVEDERE, INOLTRE, CHE IL CONFERIMENTO DELLINCARICO DIRIGENZIALE GENERALE AI VINCITORI DELLE PROCEDURE SELETTIVE SIA SUBORDINATO AL COMPIMENTO DI UN PERIODO DI FORMAZIONE, NON INFERIORE A SEI MESI, PRESSO UFFICI AMMINISTRATIVI DI UNO STATO DELLUNIONE EUROPEA O DI UN ORGANISMO COMUNITARIO O INTERNAZIONALE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

14 ART. 6 - DIRIGENZA PUBBLICA h) RIDEFINIRE I CRITERI DI CONFERIMENTO, MUTAMENTO O REVOCA DEGLI INCARICHI DIRIGENZIALI, E RIDEFINIRE, ALTRESÌ, LA DISCIPLINA RELATIVA AL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI AI SOGGETTI ESTRANEI ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E AI DIRIGENTI NON APPARTENENTI AI RUOLI i) RIDEFINIRE E AMPLIARE, SENZA NUOVI O MAGGIORI ONERI PER LA FINANZA PUBBLICA, LE COMPETENZE E LA STRUTTURA DEL COMITATO DEI GARANTI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

15 ART. 6 - DIRIGENZA PUBBLICA l) VALORIZZARE LE ECCELLENZE NEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI FISSATI MEDIANTE EROGAZIONE MIRATA DEL TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO AD UN NUMERO LIMITATO DI DIRIGENTI NELLAMBITO DELLE SINGOLE STRUTTURE CUI PUÒ ESSERE ATTRIBUITA LA MISURA MASSIMA DEL TRATTAMENTO MEDESIMO IN BASE AI RISULTATI OTTENUTI NEL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE m) RIVEDERE LA DISCIPLINA DELLE INCOMPATIBILITÀ PER I DIRIGENTI PUBBLICI E RAFFORZARNE LAUTONOMIA RISPETTO ALLE ORGANIZZAZIONI RAPPRESENTATIVE DEI LAVORATORI E ALLAUTORITÀ POLITICA n) SEMPLIFICARE LA DISCIPLINA DELLA MOBILITÀ NAZIONALE E INTERNAZIONALE DEI DIRIGENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, AL FINE DI RENDERNE PIÙ AMPIA LAPPLICAZIONE E DI VALORIZZARE IL RELATIVO PERIODO LAVORATIVO AI FINI DEL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

16 ART. 6 - DIRIGENZA PUBBLICA o) PROMUOVERE LA MOBILITÀ PROFESSIONALE E INTERCOMPARTIMENTALE DEI DIRIGENTI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL PERSONALE DIRIGENZIALE APPARTENENTE A RUOLI CHE PRESENTANO SITUAZIONI DI ESUBERO p) PREVEDERE CHE, SENZA NUOVI O MAGGIORI ONERI PER LA FINANZA PUBBLICA, LA COMPONENTE DELLA RETRIBUZIONE LEGATA AL RISULTATO SIA FISSATA, NEL MEDIO PERIODO, PER I DIRIGENTI IN UNA MISURA NON INFERIORE AL 30 PER CENTO DELLA RETRIBUZIONE COMPLESSIVA, FATTA ECCEZIONE PER LA DIRIGENZA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE q) STABILIRE IL DIVIETO DI CORRISPONDERE LINDENNITÀ DI RISULTATO AI DIRIGENTI QUALORA LE AMMINISTRAZIONI DI APPARTENENZA, DECORSO IL PERIODO TRANSITORIO FISSATO DAI DECRETI LEGISLATIVI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO, NON ABBIANO PREDISPOSTO SISTEMI DI VALUTAZIONE DEI RISULTATI COERENTI CON I PRINCÌPI CONTENUTI NELLA PRESENTE LEGGE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

17 VALUTAZIONI sulla DIRIGENZA PUBBLICA NELLE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO IL RAFFORZAMENTO DEI POTERI DATORIALI DEL DIRIGENTE È FONDAMENTALE PER LA RIUSCITA DELLA RIFORMA PERCHÉ CONSENTE DI IMPUTARGLI LEVENTUALE FALLIMENTO DELLA RIFORMA (COME AVVIENE PER IL FALLIMENTO CIVILISTICO NEL SETTORE PRIVATO) IN GENERALE SI PUÒ RILEVARE -NON È MESSO IN DISCUSSIONE IL RUOLO FONDAMENTALE DEI DIRIGENTI -È ALLARGATO LAMBITO DELLE FUNZIONI REPRESSIVE -È AVVIATO LAMBITO DELLE FUNZIONI PREMIALI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

18 ART. 7 - SANZIONI DISCIPLINARI E RESPONSABILITÀ DEI DIPENDENTI PUBBLICI FINE MODIFICARE LA DISCIPLINA DELLE SANZIONI DISCIPLINARI E DELLA RESPONSABILITÀ DEI DIPENDENTI DELLE AA. PP. AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE MEDIANTE NORME INDEROGABILI (IMPERATIVE) PRINCÌPI E CRITERI - SEMPLIFICAZIONE DELLE FASI DEI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI - RAZIONALIZZAZIONE DEI TEMPI DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE IN MODO INDIPENDENTE DAL PROCEDIMENTO PèENALE - DEFINIZIONE DELLA TIPOLOGIA DELLE INFRAZIONI CHE, PER LA LORO GRAVITÀ, COMPORTANO LIRROGAZIONE DELLA SANZIONE DISCIPLINARE DEL LICENZIAMENTO - PREVISIONE DI MECCANISMI RIGOROSI PER LESERCIZIO DEI CONTROLLI MEDICI DURANTE IL PERIODO DI ASSENZA PER MALATTIA DEL DIPENDENTE - OBBLIGO DEL RISARCIMENTO DEL DANNO PATRIMONIALE E DEL DANNO ALLIMMAGINE SUBITO DALLAMMINISTRAZIONE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

19 ART. 7 - SANZIONI DISCIPLINARI E RESPONSABILITÀ DEI DIPENDENTI PUBBLICI - ILLECITO DISCIPLINARE IN RELAZIONE ALLA CONDOTTA COLPOSA DEL PUBBLICO DIPENDENTE CHE ABBIA DETERMINATO LA CONDANNA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE AL RISARCIMENTO DEI DANNI; - PREVISIONE PROCEDURE E MODALITÀ PER IL COLLOCAMENTO A DISPOSIZIONE ED IL LICENZIAMENTO DEL PERSONALE CHE ABBIA ARRECATO GRAVE DANNO AL NORMALE FUNZIONAMENTO DEGLI UFFICI DI APPARTENENZA PER INEFFICIENZA O INCOMPETENZA PROFESSIONALE - ILLECITO DISCIPLINARE NEI CONFRONTI DEI SOGGETTI RESPONSABILI, PER NEGLIGENZA, DEL MANCATO ESERCIZIO O DELLA DECADENZA DELLAZIONE DISCIPLINARE - RESPONSABILITÀ ERARIALE DEI DIRIGENTI PER MANCATA INDIVIDUAZIONE DELLE UNITÀ IN ESUBERO - AMPLIAMENTO DEI POTERI DISCIPLINARI ASSEGNATI AL DIRIGENTE PREVEDENDO, ALTRESÌ, LEROGAZIONE DI SANZIONI CONSERVATIVE QUALI, TRA LE ALTRE, LA MULTA O LA SOSPENSIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO - EQUIPOLLENZA TRA LA AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE ALLINGRESSO DELLA SEDE DI LAVORO E LA SUA PUBBLICAZIONE NEL SITO WEB DELLAMMINISTRAZIONE - ABOLIZIONE COLLEGI ARBITRALI DI DISCIPLINA - OBBLIGO DI CARTELLINO IDENTIFICATIVO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

20 ART. 8 – NORMA INTERPRETATIVA IN MATERIA DI VICE-DIRIGENZA LA VICEDIRIGENZA È DISCIPLINATA ESCLUSIVAMENTE AD OPERA E NELLAMBITO DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA NAZIONALE DEL COMPARTO di RIFERIMENTO, CHE HA FACOLTÀ DI INTRODURRE UNA SPECIFICA PREVISIONE COSTITUTIVA AL RIGUARDO. IL PERSONALE IN POSSESSO DEI REQUISITI PREVISTI DAL PREDETTO ARTICOLO PUÒ ESSERE DESTINATARIO DELLA DISCIPLINA DELLA VICEDIRIGENZA SOLTANTO A SEGUITO DELLAVVENUTA COSTITUZIONE DI QUESTULTIMA DA PARTE DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA NAZIONALE DEL COMPARTO DI RIFERIMENTO. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

21 MERITO E FIDUCIA IL MERITO È IMPORTANTE PER UNA MODERNA BUROCRAZIA COME PRESIDIO ALLACCESSO DEI MIGLIORI (SELEZIONE CONCORRENZIALE) E PER GLI SVILUPPI DI CARRIERA LA FIDUCIA REGGE I RAPPORTI GOVERNO- PARLAMENTO E NON È TRANSITABILE AL RAPPORTO GOVERNO-FUNZIONARI (SPOIL SYSTEM). I SINGOLI MINISTERI DISPONGONO DI ORGANI DI STAFF DI NOMINA FIDUCIARIA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

22 D. LGS. n. 150/2009 TITOLO I (art. 1) OGGETTO E LE FINALITÀ DEL DECRETO TITOLO II (art ) MISURAZIONE, VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE – DPCM DI APPLICAZIONE AL PERSONALE DOCENTE PER LIMITI E MODALITÀ (art. 74, comma 4) TITOLO III (artt ) VALORIZZAZIONE DEL MERITO E GLI STRUMENTI PER PREMIARLO – DPCM DI APPLICAZIONE AL PERSONALE DOCENTE PER LIMITI E MODALITÀ (art. 74, comma 4) TITOLO IV (artt ) INNOVAZIONI NEL D. LGS. n. 165/2001, RIGUARDO A – PRINCIPI GENERALI CON RIFERIMENTO ALLE SPECIFICHE DISCIPLINE DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA ALLA DIRIGENZA E DEI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI TITOLO V (art. 74) – AMBITO DI APPLICAZIONE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

23 D. LGS. 150/ PRIMI RILIEVI BENE LINTRODUZIONE DELLA VALUTAZIONE E DEL MERITO/PREMIO RIFORMA SENZA NUOVI O MAGGIORI ONERI PER LA FINZANZA PUBBLICA VISIONE OTTIMISTICO-ILLUMINISTA (PIANIFICAZIONE = RISULTATO) LOGICA ECONOMETRICA RIFORMA NON NEGOZIATA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

24 LGS 150/2009 LEGISLAZIONE ESCLUSIVA, PRINCIPI GENERALI, RISERVA DI LEGGE - TECNICA LEGISLATIVA. IL DECRETO INTERVIENE COME NOVELLA DEL DLGS. 165/01 E CON NUOVE NORME - LE DISPOSIZIONI DELEGATE RIENTRANO NELLA LEGISLAZIONE ESCLUSIVA DELLO STATO: GIURISDIZIONE, ORDINAMENTO CIVILE E PENALE, GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA, L.E.P. – contenuto essenziale dei diritti - (art. 117Cost., co. 2, lett. l) ed m): artt. 11; 28-30; 33-36; 54; 61; 62; 64-66; 68-69; 73 - NORME AFFERENTI ALLA RISERVA DI LEGGE (art. 96Cost): artt. 3-5; 7; 9; 15; 17; 18; 23; 24-27; 62 - LE NORME SUL CICLO DELLA PERFORMANCE, SISTEMI DI MISURAZIONE/VALUTAZIONE, DIRIGENZA SONO COMPRESE TRA I PRINCIPI GENERALI DELLORDINAMENTO (adeguamento di Regioni e Enti locali) - IMPERATIVITÀ INDEROGABILITÀ DI NORME E PRINCIPI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

25 CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E INTEGRATIVA (artt ) È CONSENTITA NEGLI ESCLUSIVI LIMITI PREVISTI DALLE NORME DI LEGGE LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E INTEGRATIVA MIRA A CONSEGUIRE – UNA MIGLIORE ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO – IL RISPETTO DELLA RIPARTIZIONE TRA MATERIE SOTTOPOSTE A LEGGE (ATTI ORGANIZZATIVI E AUTONOMA DETERMINAZIONE DEI DIRIGENTI) E QUELLE SOTTOPOSTE A CONTRATTAZIONE COLLETTIVA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

26 CONTRATTAZIONE COLLETTIVA MATERIE PROPRIE – DIRITTI E OBBLIGHI (DIRETTAMENTE PERTINENTI AL RAPPORTO DI LAVORO) – AMBITI, MATERIE, VINCOLI E LIMITI DEI CONTRATTI INTEGRATIVI – DURATA DELLE SESSIONI NEGOZIALI DECENTRATE – DURATA DEI CONTRATTI (GARANTENDO LA COINCIDENZA TRA DISCIPLINA GIURIDICA E DISCIPLINA ECONOMICA) – RIPARTIZIONE DELLE RISORSE PER LA CONTRATTAZIONE DECENTRATA TRA LE AMMINISTRAZIONI SULLA BASE DEL LIVELLO DI MERITO RAGGIUNTO – MODALITÀ, CRITERI E LIMITI PER LUTILIZZO DELLE RISORSE LEGATE ALLA PERFORMANCE INDIVIDUALE MATERIE CONSENTITE CON LIMITI DI LEGGE – SANZIONI DISCIPLINARI – VALUTAZIONE PRESTAZIONI PER TRATTAMENTO ACCESSORIO – MOBILITÀ E PROGRESSIONI ECONOMICHE E DI CARRIERA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

27 CONTRATTAZIONE COLLETTIVA MATERIE ESCLUSE – MATERIE RISERVATE ALLA LEGGE – ORGANIZZAZIONE UFFICI E ATTI DI AORGANIZZAZIONE, ALTA E BASSA – PREROGATIVE DIRIGENZIALI (GESTIONE DELLE RISORSE UMANE, DIREZIONE E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO, LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE, RUOLI E DOTAZIONI ORGANICHE, DISCIPLINA DELLE RESPONSABILITÀ E DELLE INCOMPATIBILITÀ, AUTONOMIA PROFESSIONALE IN AMBITO DIDATTICO E SCIENTIFICO) – CONFERIMENTO E REVOCA INCARICHI DIRIGENZIALI – RESPONSABILITÀ GIURIDICHE SULLE PROCEDURE AMMINISTRATIVE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

28 CONTROLLI SULLA CONTRATTAZIONE SI ATTUANO MEDIANTE IL MECCANISMO CIVILISTICO ex artt e 1419 CONSISTENTE NELLA SOSTITUZIONE AUTOMATICA DELLE CLAUSOLE NULLE Art Inserzione automatica di clausole. LE CLAUSOLE, I PREZZI DI BENI O DI SERVIZI, IMPOSTI DALLA LEGGE, SONO DI DIRITTO INSERITI NEL CONTRATTO, ANCHE IN SOSTITUZIONE DELLE CLAUSOLE DIFFORMI APPOSTE DALLE PARTI. Art Nullità parziale. Co. 2° - LA NULLITÀ DI SINGOLE CLAUSOLE NON IMPORTA LA NULLITÀ DEL CONTRATTO, QUANDO LE CLAUSOLE NULLE SONO SOSTITUITE DI DIRITTO DA NORME IMPERATIVE. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

29 COMPARTI ARAN E SINDACATI DEFINISCONO FINO A 4 COMPARTI DI CONTRATTAZIONE E LE AMMINISTRAZIONI CHE NE FANNO PARTE; ALLE AREE COSÌ DEFINITE CORRISPONDONO NON PIÙ 4 SEPARATE AREE PER LA DIRIGENZA COMPARTI DE JURE: 1. REGIONI E SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 2. ENTI LOCALI E CAMERE DI COMMERCIO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

30 COMPARTI ATTUALI Comparti Aree dirigenziali Aziende Ministeri Area I Regioni e autonomie localiArea II SanitàArea III AREA IV ScuolaArea V Agenzie fiscali Enti pubblici non economici Area VI RicercaArea VII UniversitàArea Presidenza del Consiglio dei ministriArea VIII Enti art. 70 Dlgs n. 165/2001 Accademie e conservatori(Fonte – Aran e Sole 24 ORE) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

31 POTERE DI INDIRIZZO NEI CONFRONTI DELLARAN È ESERCITATO DALLE PP.AA. ATTRAVERSO I COMITATI DI SETTORE PER LE AMMINISTRAZIONI STATALI OPERA COME COMITATO DI SETTORE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI TRAMITE IL MINISTRO DELLA P.A. PER IL SISTEMA SCOLASTICO, PER LA SALVAGUARDIA DELLA SPECIFICITÀ, GLI INDIRIZZI ALLARAN SONO EMANATI SENTITO IL MINISTRO DELLISTRUZIONE. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

32 TRATTAMENTO ECONOMICO IL TRATTAMENTO ECONOMICO FONDAMENTALE E ACCESSORIO È DEFINITO DAI CONTRATTI COLLETTIVI I CONTRATTI COLLETTIVI DEFINISCONO TRATTAMENTI ECONOMICI ACCESSORI COLLEGATI – ALLA PERFORMANCE INDIVIDUALE – ALLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA – ALLO SVOLGIMENTO DI ATTIVITÀ DISAGIATE O CHE RECANO DANNO ALLA SALUTE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

33 CONTRATTAZIONE COLLETTIVA INTEGRATIVA NON DEVE – ESSERE IN CONTRASTO CON I VINCOLI DEI CONTRATTI NAZIONALI – CONTENERE MATERIE NON ESPRESSAMENTE DELEGATE – COMPORTARE MAGGIORI ONERI DEVE ESSERE CORREDATA DA UNA RELAZIONE TECNICO-AMMINISTRATIVA ED UNA RELAZIONE ILLUSTRATIVA CERTIFICATE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

34 TITOLO II – MISURAZIONE VALUTAZIONE TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE (NON SI APPLICA AL PERSONALE DELLA SCUOLA) Approccio europeo ed internazionale Appare chiaro, anche nel linguaggio del decreto, lapproccio europeo ed internazionale. A titolo di esempio si considerino le seguenti riforme a livello internazionale: USA: Government Performance and Results Act (1993) Comprehensive Performance Assessment (Local Government Act 2003) France: Loi organique relative aux lois de finances LOLF (2001) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

35 ART. 3 – PRINCIPI GENERALI OGNI AMMINISTRAZIONE -MISURA E VALUTA LA PERFORMANCE -ADOTTA STRUMENTI DI COMUNICAZIONE CIRCA MISURAZIONI E VALUTAZIONI -ADOTTA STRUMENTI PER MISURARE, VALUTARE E PREMIARE LA PERFORMANCE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

36 NOZIONI PRELIMINARI PERFORMANCE La parola PERFORMANCE compare 98 volte nel d. lgs n. 150/2009 È un concetto complesso e multidimensionale La performance è il contributo (risultato considerato nella sua qualità) che un soggetto (sistema, organizzazione, unità organizzativa, team, singolo individuo) apporta attraverso la propria azione al raggiungimento delle finalità e degli obiettivi ed alla soddisfazione dei bisogni per i quali lorganizzazione è stata costituita. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

37 NOZIONI PRELIMINARI MISURARE Misurare: - determinare la misura e cioè il rapporto tra una grandezza ed unaltra ad essa omogenea, scelta convenzionalmente come unità. Riguarda elementi certi e oggettivi Misurare la performance significa fissare degli obiettivi stabilire delle grandezze, cioè degli indicatori che siano specchio fedele degli stessi rilevare sistematicamente (ad intervalli di tempo definiti) il valore degli indicatori Esempio di misurazione: costo di una risonanza magnetica 200; unità di misura 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

38 NOZIONI PRELIMINARI VALUTARE Valutare significa Assegnare un valore a qualcosa. Si basa su misurazione ma contiene elementi soggettivi di giudizio e apprezzamento (implica un sistema di valori, preferenze) Valutare le performance significa Interpretare il contributo (risultato e modalità di raggiungimento del risultato ottenuto) e argomentare quanto, come e perché tale contributo abbia inciso sul livello di raggiungimento delle finalità dellorganizzazione 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

39 IL PERFORMANCE MANAGEMENT INCLUDE IL PERFORMANCE MEASURMENT (INFORMAZIONE) RACCOLTA E ANALISI SISTEMICA DELLE INFORMAZIONI SU DETERMINATE TIPOLOGIE DI PERFORMANCE ANALISI COSTI-BENEFICI DEI SISTEMI DI MISURAZIONE DELLE PERFORMANCE. IL PERFORMANCE MANAGEMENT (AZIONE/GESTIONE) INCORPORARE E UTILIZZARE LINFORMAZIONE SULLE PERFORMANCE NEI PROCESSI DECISIONALI, DI COMUNICAZIONE CON GLI STAKEHOLDER E DI CONTROLLO. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

40 CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE (art. 4) 1.OBIETTIVI 2.ALLOCAZIONE RISORSE 3.MONITORAGGIO 4.MISURAZIONE E VALUTAZIONE PERFORMANCE ORGANIZZATIVA E INDIVIDUALE 5.SISTEMI PREMIANTI 6.RENDICONTAZIONE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

41 OBIETTIVI. Caratteristiche (art. 5) Gli obiettivi sono definiti dagli organi di indirizzo politico-amministrativo e sono a) rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della collettività, alla missione istituzionale, alle priorità politiche ed alle strategie dellamministrazione b) specifici e misurabili in termini concreti e chiari c) tali da determinare un significativo miglioramento della qualità dei servizi erogati e degli interventi d) riferibili ad un arco temporale determinato e) commisurati ai valori di riferimento derivanti da standard definiti a livello nazionale e internazionale, nonché da comparazioni con amministrazioni omologhe f) confrontabili con le tendenze della produttività dellamministrazione con riferimento, ove possibile, almeno al triennio precedente g) correlati alla quantità e alla qualità delle risorse disponibili. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

42 COMMENTO SE NON CI SONO OBIETTIVI CON CARATTERISTICHE METODOLOGICHE PRECISE (C.D. OBIETTIVI SMART) NON CI PUÒ ESSERE MISURAZIONE/VALUTAZIONE E TRASPARENZA LO STATO DELLARTE IN ITALIA SU QUESTO PUNTO È SCONFORTANTE. Qualche esempio: Si parla ancora di pianificazione strategica riferendola ad un arco temporale annuale (es. direttiva ministeriale), il che è una contraddizione logica (la strategia è sempre di medio-lungo periodo) Gli obiettivi strategici ed i connessi indicatori hanno gravi lacune metodologiche sia nel processo di definizione degli stessi sia nelle modalità di rappresentazione 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

43 MONITORAGGIO (art. 6) GLI ORGANI DI INDIRIZZO POLITICO - AMMINISTRATIVO – VERIFICANO LANDAMENTO DELLA PERFORMANCE – PROPONGONO INTERVENTI CORRETTIVI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

44 SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 7) DA DEFINIRE ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2010 LE PP. AA. ADOTTANO IL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFOMANCE (SMVP) IL SMVP INDIVIDUA: – FASI, TEMPI, MODALITÀ SOGGETTI E REPONSABILITÀ DEL PROCESSO DI MISURAZIONE/VALUTAZIONE – PROCEDURE DI CONCILIAZIONE – RACCORDO CON I SISTEMI DI CONTROLLO – RACCORDO COIN I DOCUMENTI DI PROGRAMMAZIONE FINANZIRARIA LA FUNZIONE DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE È SVOLTA DA – ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE – COMMISSIONE PER LA VALUTAZIONE, TRASPARENZA E INTEGRITÀ – DIRIGENTI DI CIASCUNA AMMINISTRAZIONE (1^ FASCIA) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

45 AMBITI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 8) IL SMVP MISURA – GRADO DI ATTUAZIONE PIANI E PROGRAMMI – GRADO DI SODDISFAZIONE DESTINATARI – SVILUPPO QUALI-QUANTIUTATIVO DELLE RELAZIONI CON I CITTADINI – EFFICIENZA USO RISORSE (CONTENIMENTO/RIDUZIONE) – QUALITÀ E QUANTITÀ PRESTAZIONI E SERVIZI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

46 AMBITI DI MISURAZIONE e VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE (art. 9) MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI COLLEGATA: -INDICATORI DI PERFORMANCE -RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI INDIVIDUALI -CONTRIBUTO ALLA PERFORMANCE DELLA STRUTTURA -CAPACITÀ DI VALUTARE I PROPRI COLLABORATORI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEL PERSONALE COLLEGATA: -OBIETTIVI INDIVIDUALI O DI GRUPPO -CONTRIBUTO ASSICURATO ALLA PERFORMANCE DELLUNITÀ ORGANIZZATIVA -COMPETENZE E COMPORTAMENTOI PROFESSIONALI E ORGANIZZATIVI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

47 VALUTAZIONE DEL DIRIGENTE DA PARTE DEL PROPRIO PERSONALE LORGANISMO INDIPENDENTE DI MISURAZIONE CON INDAGINE ANNUALE RILEVA IL BENESSERE ORGANIZZATIVO DELLAMMINISTRAZIONE LA CONDIVISIONE DEL SISTEMA VALUTATIVO E LA VALUTAZIONE DEL PROPRIO SUPERIORE GERARCHICO DA PARTE DEL PERSONALE DIPENDENTE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

48 PERFORMANCE ORGANIZZATIVA LA COMMISSIONE PER LA VALUTAZIONE REDIGE ANNUALMENTE UNA GRADUATORIA DI PERFORMANCE DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI E DEGLI ENTI PUBBLICI NAZIONALI LA GRADUATORIA È ORGANIZZATA SU TRE LIVELLI DI MERITO SULLA BASE DEI RISULTATI DI PERFORMANCE CONSEGUITI SCOPO DELLA GRADUATORIA È LA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE DESTINATE ALLA CONTRATTAZIONE DECENTRATA TRA I DIVERSI LIVELLI DI MERITO IN QUESTO MODO SI METTONO IN COMPETIZIONE LE AMMINISTRAZIONI FRA LORO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

49 PIANO DELLA PERFORMANCE E RELAZIONE SULLA PERFORMANCE (art. 10) SONO DOCUMENTI DI RAPPRESENTANZA DELLA PERFORMANCE LE PP. AA. LI REDIGONO ANNUALMENTE – ENTRO IL 31 GENNAIO IL PIANO DELLA PERFORMANCE TRIENNALE (indirizzi e obiettivi strategici, indicatori per la misurazione/valutazione della performance, obiettivi assegnati al personale dirigenziale) – ENTRO IL 30 GIUGNO LA RELAZIONE SULLA PERFORMANCE (risultati organizzativi e individuali raggiunti) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

50 TRASPARENZA (art. 11) TRASPARENZA – COME L.E.P. – COME ACCESSIBILITÀ TOTALE LE PP. AA. DANNO ATTUAZIONE ALLA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA PUBBLICANO SUL SITO ISTITUZIONALE – PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA – PIANO E RELAZIONE DI MISURAZIONE/VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE – CURRICULUM DIRIGENTI E RETRIBUZIONE – INCARICHI CONFERITI AI DIRIGENTIO PUBBLICI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

51 SOGGETTI DEL PROCESSO DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 12) COMMISSIONE PER LA VALUTAZIONE, TRASPARENZA E INTEGRITÀ DELLE PP.AA ORGANISMI INDIPENDENTI ORGANISMO DI INDIRIZZO POLITICO- AMMINISTRATIVO DIRIGENTI DI CIASCUNA AMMINISTRAZIONE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

52 COMMISSIONE PER LA VALUTAZIONE, LA TRASPARENZA E LINTEGRITÀ DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI (art. 4, co. 2 lett. f) legge n. 15/2009) È INDIPENDENTE NEL GIUDIZIO E NELLA VALUTAZIONE È ORGANO COLLEGIALE COORDINA, INDIRIZZA E SOVRINTENDE ALLE FUNZIONI DI VALUTAZIONE DEGLI ORGANISMI INDIPENDENTI FORNISCE SUPPORTO TECNICO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

53 COMPITI DELLA COMMISSIONE a)promuove sistemi e metodologie finalizzati al miglioramento della performance delle aa. pp. b)assicura la trasparenza dei risultati conseguiti; c) confronta le performance rispetto a standard ed esperienze, nazionali e internazionali; d) favorisce, nella pubblica amministrazione, la cultura della trasparenza anche attraverso strumenti di prevenzione e di lotta alla corruzione e) favorisce la cultura delle pari opportunità con relativi criteri e prassi applicative. f) fornisce supporto tecnico e metodologico allattuazione delle varie fasi del ciclo di gestione della performance; g) definisce la struttura e le modalità di redazione del Piano e della Relazione; h) verifica la corretta predisposizione del Piano e della Relazione sulla Performance delle amministrazioni centrali e, a campione, analizza quelli degli Enti territoriali, formulando osservazioni e specifici rilievi 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

54 COMPITI DELLA COMMISSIONE i ) definisce i parametri e i modelli di riferimento del Sistema di misurazione e valutazione della performance di cui allarticolo 7 in termini di efficienza e produttività; l) adotta le linee guida per la predisposizione dei Programma triennale per la trasparenza e lintegrità; m) adotta le linee guida per la definizione degli Strumenti per la qualità dei servizi pubblici; n) definisce i requisiti per la nomina dei componenti dellOrganismo indipendente di valutazione di cui allarticolo 14; o) promuove analisi comparate della performance delle aa. pp. sulla base di indicatori di andamento gestionale e la loro diffusione attraverso la pubblicazione nei siti istituzionali ed altre modalità ed iniziative ritenute utili; 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

55 COMPITI DELLA COMMISSIONE i) redige la graduatoria di performance delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali l) promuove iniziative di confronto con i cittadini, le imprese e le relative associazioni rappresentative; le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali; le associazioni rappresentative delle amministrazioni pubbliche; gli organismi di valutazione di cui allarticolo 14 e quelli di controllo interni ed esterni alle amministrazioni pubbliche; 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

56 COMPITI DELLA COMMISSIONE m) definisce un programma di sostegno a progetti innovativi e sperimentali, concernenti il miglioramento della performance attraverso le funzioni di misurazione, valutazione e controllo; n) predispone una relazione annuale sulla performance delle amministrazioni centrali e ne garantisce la diffusione attraverso la pubblicazione sul proprio sito istituzionale ed altre modalità ed iniziative ritenute utili o) sviluppa ed intrattiene rapporti di collaborazione con analoghe strutture a livello europeo ed internazionale p) realizza e gestisce, in collaborazione con il CNIPA il portale della trasparenza che contiene i piani e le relazioni di performance delle amministrazioni pubbliche. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

57 SEZIONE PER LINTEGRITÀ NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE Presso la Commissione è istituita la Sezione per lintegrità nelle amministrazioni pubbliche con la funzione di favorire, allinterno della amministrazioni pubbliche, la diffusione della legalità e della trasparenza e sviluppare interventi a favore della cultura dellintegrità. La Sezione promuove la trasparenza e lintegrità nelle amministrazioni pubbliche; a tale fine predispone le linee guida del Programma triennale per lintegrità e la trasparenza di cui articolo 11, ne verifica leffettiva adozione e vigila sul rispetto degli obblighi in materia di trasparenza da parte di ciascuna amministrazione. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

58 CULTURA DELLINTEGRITÀ SIGNIFICA – DIFFUSIONE DELLA LEGALITÀ E DELLA TRASPARENZA – ETICA PUBBLICA – COMPORTAMENTI ETICAMENTE IRREPRENSIBILI DEI DIPENDENTI DELLA P.A. – CONTRASTO E PREVENZIONE DEI COMPORTAMENTI ILLECITI – I CODICI DI CONDOTTA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

59 ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 14) OGNI AMMINISTRAZIONE SI DOTA ENTRO IL 30 APRILE 2010 DI UN ORGANISMO INDIPENDENTE ATTIVITÀ DELLORGANISMO INDIPENDENTE – Monitoraggio del funzionamento complessivo – Proposta della valutazione annuale – Garanzia della correttezza dei processi – Svolge indagini sul livello di benessere dellorganizzazione – Rileva la valutazione del proprio superiore gerarchico da parte del personale 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

60 RESPONSABILITÀ DELLORGANO INDIPENDENTE DI INDIRIZZO POLITICO-AMMINISTRATIVO (art. 15) L ORGANO INDIPENDENTE – EMANA LE DIRETTIVE / INDIRIZZI STRATEGICI – DEFINISCE IL PIANO E LA RELAZIONE DELLA PERFORMANCE – VERIFICA IL CONSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI – DEFINISCE IL PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E LINTEGRITÀ 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

61 RILIEVI SULLA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE SI È COSTRUITO UN SISTEMA COMPLESSO E DI COMPLESSA REGIA RISPONDE ALLIDEA DI COSTRUIRE UN SISTEMA DI VALUTAZIONE UNICO, CENTRALIZZATO, SOTTOMESSO ALLA POLITICA SCHIACCIAMENTO SULLA LOGICA ECONOMETRICA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

62 I RISULTATI DI UN RECENTE STUDIO EMPIRICO (Università di Tor Vergata – Roma) NELLA SOSTANZA LO STUDIO DIMOSTRA EMPIRICAMENTE CHE LORIENTAMENTO VERSO IL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE A LIVELLO DI SISTEMA PA È UN ELEMENTO CORRELATO – allefficacia della pubblica amministrazione e – di conseguenza – – alla competitività del sistema Paese LITALIA È IN NETTO RITARDO RISPETTO A QUESTO PROCESSO EVOLUTIVO. LINTRODUZIONE DEL CICLO DI GESTIONE DELLE PERFORMANCE PUÒ ESSERE DUNQUE UNA LEVA IMPORTANTE, MA MOLTO DIPENDERÀ DALLIMPLEMENTAZIONE CONCRETA DEL PRINCIPIO (F. Monteduro, Performance-based accountability ed efficacia della PA: prime evidenze empiriche di una comparazione internazionale, in Azienda Pubblica, n. 1, 2009) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

63 TITOLO III – MERITO E PREMI (NORME IMPERATIVE - NON SI APPLICANO AL PERSONALE DELLA SCUOLA) OGGETTO E FINALITÀ (art. 17) CRITERI E MODALITÀ PER LA VALORIZZAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 18) CRITERI PER LA DIFFERENZIAZIONE DELLE VALUTAZIONI (art. 19) IN CIASCUNA AMMINISTRAZIONE LORGANISMO INDIPENDENTE COMPILA UNA GRADUATORIA DELLE VALUTAZIONI INDIVIDUALI DEL PERSONALE DIRIGENZIALE (disitnto in 1^ e 2^ fascia) E DEL PERSONALE NON-DIRIGENZIALE IN CIASCUNA GRADUATORIA IL PERSONALE È DISTRIBUITO SU TRE FASCE DI MERITO (O DI LIVELLO DI PERFORMANCE) I FASCIA (ALTA) 25% DEL PERSONALE CUI VA IL 50% DELLE RISORSE DEL TRATTAMENTO ACCESSORIO II FASCIA (INTERMEDIA) 50% DEL PERSONALE CUI VA IL 50% DELLE RISORSE DEL TRATTAMENTO ACCESSORIO III FASCIA (BASSA) 25% DEL PERSONALE CUI NON VA 00% ALCUN TRATTAMENTO ACCESSORIO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

64 RILIEVI SULL art. 19 IL SISTEMA DELLE FASCE È GIÀ STATO COLLAUDATO E PUÒ FUNZIONARE LA DETERMINAZIONE DELLE PERCENTUALI DI COLORO CHE ANDRANNO IN FASCIA ALTA, MEDIA O BASSA SI PRESTA A DIVERSE CRITICHE: – A CHE SERVE LA PREDETERMINAZIONE DELLE PERCENTUALI SE A VALUTARE LA PERFORMANCE CÈ UN ARTICOLATO SISTEMA DI SOGGETTI CHE DOVRÀ OPERARE CON SERIETÀ E SERENITÀ? – NON SAREBBE STATO PIÙ UTILE PREVEDERE UN SISTEMA DI GRADUATORIE CUI RIFERIRE LE RISORSE DISPONIBILI SUDDIVISE IN TRE FASCE. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

65 STRUMENTI PREMIALI DEL MERITO E DELLA PROFESSIONALITÀ (art. 20) BONUS ANNUALE DELLE ECCELLENZE PREMIO ANNUALE PER L'INNOVAZIONE PROGRESSIONI ECONOMICHE PROGRESSIONI DI CARRIERA ATTRIBUZIONE DI INCARICHI E RESPONSABILITÀ ACCESSO A PERCORSI DI ALTA FORMAZIONE E DI CRESCITA PROFESSIONALE LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA DEFINISCE LE MODALITÀ ATTUATIVE DELLEROGAZIONE DEI PREMI, NEL RISPETTO DEL PRINCIPIO DI SELETTIVITÀ 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

66 TITOLO IV – CAPO V SANZIONI E RESPONSABILITÀ DEI DIPENDENTI PUBBLICI (artt ) DISPOSIZIONI INDEROGABILI FINE. AUMENTARE IL LIVELLO DI EFFICIENZA DEGLI UFFICI E CONTRASTARE SCARSA PRODUTTIVITÀ E ASSENTEISMO DE-CONTRATTUALIZZAZIONE DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE NUOVE DISPOSIZIONI -SEMPLIFICAZIONE PROCEDIMENTO DISCIPLINARE -RAZIONALIZZAZIONE E PERENTORIETÀ DEI TERMINI -ABOLIZIONE COLLEGI ARBITRALI -NUOVO RAPPORTO TRA PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E PROCEDIMENTO PENALE -DEFINIZIONE CATALOGO DI INFRAZIONI CAUSA DI LICENZIAMENTO -COMUNICAZIONE IN VIA PRIORITARIA PER POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA -DIRITTO DI ACCESSO SUGLI ATTI ISTRUTTORI -OBBLIGO DI COLLABORAZIONE IN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE -PROSECUZIONE DEL PROCEDIMENTO ANCHE NELLIPOTESI DI SOSPENSIONE CAUTELARE O DI LICENZIAMENTO -LE DISPOSIZIONI DI CUI AGLI ARTT. DA 55 A 55-OCTIES SONO INSERITE DI DIRITTO NEL CONTRATTI COLLETTIVI VIGENTI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

67 INFRAZIONI E CONCILIAZIONE (art. 55 d. lgs. 165/2001) FERME LE RESPONSABILITÀ CIVILE, AMMINISTRATIVA, PENALE E CONTABILE SI APPLICA LA DISCIPLINA DI CUI ALLart C.C. LA TIPOLOGIA DELLE INFRAZIONI STABILITA DAL CONTRATTO EQUIPOLLENZA PUBBLICAZIONE SITO WEB E INGRESSO DELLA SEDE DI SERVIZIO DEL CODICE DISCIPLINARE DIVIETO DI ISTITUIRE NUOVE PROCEDURE DI IMPUGNAZIONE DEI PROVVEDIMENTI SDISCIPLINARI NEI CONTRATTI COLLETTIVI IL CONTRATTO PUÒ DISCIPLIANRE PROCEDURE DI CONCILIAZIONE NON OBBLIGATORIA FUORI DEI CASI DI LICENZIAMENTO. LA SANZIONE CONCORDEMENTE DETERMINATA NON È IMPUGNABILE E NON PUÒ ESSERE DI SPECIE DIVERSA DA QUELLA PREVISTA DALLA LEGGE PER LINFRAZIONE PER LA QUALE SI PROCEDE. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

68 REPONSABILITÀ DISCIPLINARE SI HA RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE PER – INOSSERVAZA DEGLI OBBLIGHI CONTRATTUALMENTE ASSUNTI – E ORA ANCHE PER VIOLAZIONE DI SPECIFICI PRECETTI PREVISTI DALLE NUOVE DISPOSIZIONI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

69 IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE CAMBIA RADICALMENTE E SI ISPIRA ALLA SEMPLIFICAZIONE DELLINTERO ITER AL RAFFORZAMENTO DEL POTERE DEL DIRIGENTE AL POTENZIAMENTO DELLATTIVITÀ ISTRUTTORIA FASI DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE 1.CONTESTAZIONE DELLADDEBITO 2.ISTRUTTORIA DEL CONTRADDITTORIO 3.ADOZIONE DELLA SANZIONE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

70 PROCEDIMENTO DISCIPLINARE. LE SANZIONI – personale docente - RIMPROVERO VERBALE (sanzione minore); senza contestazione di addebito; Irrogante: Dirigente scolastico. Rimedio: Tentativo di conciliazione / Giudice ordinario) Art. 55-bis commi 1, d. lgs. 165/2001 AVVERTIMENTO SCRITTO (sanzione minore - richiamo scritto e motivato allosservanza dei propri doveri); contestazione addebito; irrogante: Dirigente scolastico. Rimedio: Tentativo di conciliazione / Giudice ordinario Art. 492 t.u. 297/1994 Richiamato dallart. 91/CCNL Scuola 2006/2009 CENSURA (sanzione minore - dichiarazione di biasimo scritta e motivata); contestazione addebito; irrogante: Dirigente scolastico. Rimedio: Tentativo di conciliazione / Giudice ordinario Art. 493 t.u. 297/1994 Art. 492 t.u. 297/1994 Richiamata dallart. 91/CCNL Scuola 2006/2009 SOSPENSIONE DALLINSEGNAMENTO fino a 10 giorni (sanzione minore – irrogante: Dirigente scolastico). contestazione addebito;Irrogante: Dirigente scolastico. Rimedio: Tentativo di conciliazione / Giudice ordinario Art. 55-bis, comma 1, d. lgs. n. 165/2001 SOSPENSIONE DALLINSEGNAMENTO da 10 giorni fino a 6 mesi (sanzione di maggiore gravità; contestazione addebito; irrogante: Ufficio Procedimenti disciplinari). Rimedio: Tentativo di conciliazione / Giudice ordinario Art. 55-bis commi 1 e 4 d. lgs. 165/2001; art. 496 t.u. 297/1994 LICENZIAMENTO (cessazione del rapporto di lavoro). Irrogante: Ufficio Procedimenti disciplinari Rimedio: Tentativo di conciliazione / Giudice ordinario Art. 55-quater d. lgs. 165/ /02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

71 PROCEDIMENTO DISCIPLINARE TERMINI PERENTORI SANZIONI DISCIPLINARI (sino a nuova contrattazione) Richiamate dallart. 88 del CCNL-Scuola RIMPROVERO VERBALE AVVERTIMENTO SCRITTO Contestazione scritta non oltre 20 giorni dalla notizia dellinfrazione; possibile rinvio del termine per grave impedimento Convocazione per contraddittorio e eventuale memoria difensiva entro 10 giorni Conclusione del procedimento entro 60 gg dalla data di contestazione Art. 55-bis d. lgs. 165/2001 CENSURA (O RIMPROVERO VERBALE) Idem Art. 493 Irrogante: Dirigente scolastico SOSPENSIONE DALLINSEGNAMENTO fino a 10 giorni Idem Art. 494 e 495 t.u. 297/1994 SOSPENSIONE DALLINSEGNAMENTO da 10 giorni fino a 6 mesi Termini raddoppiati Art. 55-bis commi 1 e 4 d. lgs. 165/2001; art. 496 t.u. 297/1994 LICENZIAMENTO Termini raddoppiati Art. 55-quater d. lgs. n. 165/ /02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

72 Personale ATA VALGONO LE NORME di cui – AGLI artt. 55 E SS. DEL D. LGS. n. 165/2001 e – ALLart. 93 DEL ccnl CHE PREVEDE: a) rimprovero verbale; b) rimprovero scritto; c) multa di importo variabile fino ad un massimo di quattro ore di retribuzione; d) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a dieci giorni; e) licenziamento con preavviso; (assorbito dalle nuove disposizioni) f) licenziamento senza preavviso (assorbito dalle nuove disposizioni). 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

73 INFRAZIONI DAL D. LGS. 159/2009 e altre fonti (docenti) INFRAZIONESANZIONENORMA Inosservanza della diligenzaSecondo la gravità 2 dellinfrazione Art e 2106 c.c.; art. 55, comma 2, d. lgs. n. 165/2001 Inosservanza obbligo di fedeltàSecondo la gravità dellinfrazione Art e 2106 c.c.; art. 55, comma 2, d. lgs. n. 165/2001 Condotte pregiudizievoli per lamm. ne – condanna dellamm. ne per danno causato dal dipendente per violazione di obblighi Sospensione da 3 gg. a 3 mesi senza retribuzione Art. 55-sexies, comma 1, d. lgs. n. 165/2001 Grave danno al normale funzionamento per inefficienza / incompetenza Collocato in disponibilità ( a seguito di procedimento disciplinare ) Art. 55-sexies, comma 2, d. lgs. n. 165/2001 Non collaborazione in un procedimento disciplinare se a conoscenza di elementi utili Sospensione dal servizio fino a 15 gg senza retribuzione Art. 55-bis, comma 7, d. lgs. n. 165/2001 False o reticenti dichiarazioni in un procedimento disciplinare Sospensione dal servizio fino a 15 gg senza retribuzione Art. 55bis, comma 7, d. lgs.n. 165/2001 Codice di comportamentoArt. 54, comma 3, d. lgs n. 165/2001; ccnl 2006/2009 Allegato n. 2 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

74 PROCEDIMENTO DISCIPLINARE E PROCEDIMENTO PENALE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE SI CONCLUDE ANCHE IN PENDENZA DEL PROCEDIMENTO PENALE IN PARTICOLARI CASI È AMMESSA LA SOSPENSIONE DEL PROCEDIMENBTO DISCIPLINARE SINO AL TERMINE DEL PROCEDIMENTO PENALE DIFFORMITÀ TRA SANZIONE DISCIPLINARE E SANZIONE PENALE – SENTENZA PENALE ASSOLUTORIA – IL DIPENDENTE PUÒ CHIEDERE LA RIAPERTURA DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE ENTRO 60 gg. CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO ENTRO 180 gg. Di conferma o di riforma della sanzione – SENTENZA PENALE DI CONDANNA – LAMMINISTRAZIONE RIPRENDE DUFFICIO IL PROCEDIMENTO ENTRO 60 GG. E LO CONCLUDE ENTRO 180 gg. (adeguamento alle risultanze penali) RIPRESA E RIAPERTURA SECONDO RITO (contestazione addebito, etc.) LA CANCELLERIA DEL GIUDICE COMUNICA IN VIA TELEMATICA DISPOSITIVO SENTENZA ENTRO 30 gg. O TESTO INTEGRALE SENTENZA SU RICHIESTA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

75 LICENZIAMENTO - Per giusta causa o per giustificato motivo LICENZIAMENTO DISCIPLINARE (art. 55-quater d. lgs. 165/2001, commi 1 e 2) 1.Falsa attestazione della presenza in servizio (lic. senza preavviso) 2.Assenza priva di giustificazione (4/6 gg nel biennio; 7 gg nel decennio) 3.Ingiustificato rifiuto trasferimento 4. Falsità documentali o dichiarative (lic. senza preavviso) 5.Reiterazione nellambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o comunque lesive dellonore e della dignità personale (lic. senza preavviso) 6.Condanna penale definitiva, con interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero estinzione, comunque denominata, del rapporto di Lavoro (lic. senza preavviso) 7.Prestazione lavorativa valutata insufficiente per reiterata violazione obblighi 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

76 FALSE ATTESTAZIONI E CERTIFICAZIONI CONSEGUENZE PER CERTIFCAZIONI FALSE O FALSAMENTE ATTESTANTI STATI DI MALATTIA – RECLUSIONE DA 1 A 5 ANNI E MULTA DA 400 A 1600 EURO (PER MEDICO E DIPENDENTE) – RADIAZIONE DALLALBO PER IL MEDICO – RISARCIMENTO DEL DANNO PATRIMONIALE, PARI ALLA RETRIBUZIONE INDEBITAMENTE PERCEPITA, PER IL DIPENDENTE – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE per falsità documentale o dichiarative = licenziamento senza preavviso 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

77 IMPUGNAZIONE DELLE SANZIONI DISCIPLINARI (art. 56 d. lgs. n. 165/2001) Dal 16 novembre 2009, LA SANZIONE DISCIPLINARE SI IMPUGNA DAVANTI AL G.O. (E NON PIÙ A COLLEGI ARBITRALI E ARBITRO UNICO) PREVIO ESPERIMENTO DEL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE NON PIÙ OBBLIGATORIO DA INSTAURARSI E CONCLUDERSI ENTRO UN TERMINE NON SUPERIORE A 30 GIORNI DALLA CONTESTAZIONE DELLADDEBITO E COMUNQUE PRIMA DELLIRROGAZIONE DELLA SANZIONE. I TERMINI DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARI RESTANO SOSPESI DALLA DATA DI APERTURA DELLA PROCEDURA CONCILIATIVA E RIPRENDONO A DECORRERE NEL CASO DI CONCLUSIONE CON ESITO NEGATIVO. IL CONTRATTO COLLETTIVO DEFINISCE GLI ATTI DELLA PROCEDURA CONCILIATIVA CHE NE DETERMINANO LINIZIO E LA CONCLUSIONE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

78 SOSPENSIONE CAUTELARE LA DISCIPLINA È RIMESSA ALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA NORME DI RIFERIMENTO – ATA. Art. 97 CCNL Scuola – DOCENTI. Art. 468 (sospensione dal servizio- incompatibilità ambientale)e 396, comma 2 lett. f del T.U. d. lgs. n. 297/1994 (provvedimenti resi necessari da inadempienze). Abrogata la norma specifica sulla sospensione cautelare art. 506 t.u. Lart. 68 del d. lgs. n. 150/2001 introduce una forma di sospensione cautelare in casi di pericolo per lincolumità del docente e degli altri. – DIRIGENTI. Art. 39 CCNL AREA V 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

79 PERMANENTE INIDONEITÀ PSICOFISICA (d. lgs. 165/2001, art. 55-octies) NEL CASO DI ACCERTATA PERMANENTE INIDONEITÀ PSICOFISICA AL SERVIZIO DEI DIPENDENTI L'AMMINISTRAZIONE PUÒ RISOLVERE IL RAPPORTO DI LAVORO. CON REGOLAMENTO SONO DISCIPLINATI LA PROCEDURA DA ADOTTARE PER LA VERIFICA DELL'IDONEITÀ DAL SERVIZIO LA POSSIBILITÀ PER L'AMMINISTRAZIONE, NEI CASI DI PERICOLO PER L'INCOLUMITÀ DEL DIPENDENTE INTERESSATO E DEGLI ALTRI DIPENDENTI E DEGLI UTENTI, DI ADOTTARE PROVVEDIMENTI DI SOSPENSIONE CAUTELARE DAL SERVIZIO, IN ATTESA DELL'EFFETTUAZIONE DELLA VISITA DI IDONEITÀ GLI EFFETTI SUL TRATTAMENTO GIURIDICO ED ECONOMICO DELLA SOSPENSION CAUTELARE LA POSSIBILITÀ, PER L'AMMINISTRAZIONE, DI RISOLVERE IL RAPPORTO DI LAVORO NEL CASO DI REITERATO RIFIUTO, DA PARTE DEL DIPENDENTE, DI SOTTOPORSI ALLA VISITA DI IDONEITÀ 17/02/2014 Materiale didattico a cura di M. Falanga

80 ABROGAZIONI T.U. d. lgs. n. 297/1994, artt – Censura e avvertimento – Sospensione – Ricorsi – Provvedimenti di riabilitazione – Sospensione cautelare – rinvio 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

81 RILIEVI SULLE SANZIONI IL FONDAMENTO DEL POTERE DISCIPLINARE IN CAPO AL DATORE DI LAVORO SI RINVIENE NELLart c.c. (richiamato dal d. lgs 150/09, art.68) – È così anche per il datore di lavoro pubblico? – Se sì, perché solo per alcune e non per tutte le sanzioni da irrogare? – Dirigente inquirente e irrogante? LE SANZIONI CONSEGUENTI A VALUTAZIONI DI CUI AL TITOLO II SONO APPLICABILI AL PERSONALE DELLA SCUOLA? O SI DOVRÀ ATTENDERE IL DPCM? Cfr. collocamento in disponibilità di cui allart. 55-sexies comma 2. LE NUOVE DISPOSIZIONI SULLE SANZIONI DISCIPLINARI SONO CONTENUTE NEL d. lgs. n. 165/2001; LE SANZIONI PREVISTE DAL t.u. d. lgs. n. 297/1994 (avvertimento scritto e censura) SONO DA INTENDERSI TACITAMENTE ABROGATE? Ovvero: LA PRIMA SANZIONE PER MANCANZE LIEVI PUÒ ESSERE LA SOSPENSIONE? La risposta è negativa LAUTONOMIA DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE RISPETTO AL PROCEDIMENTO PENALE È DI DUBBIA COSTITUZIONALITÀ OLTRE CHE VIOLAZIONE DELLA PAR CONDICIO (LAMMINISTRAZIONE IN POSIZIONE DI INGIUSTO VANTAGGIO) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

82 DIRIGENZA PUBBLICA. EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA D.P.R. n. 748/1972 – ISTITUTIVO DELLA DIRIGENZA PUBBLICA LEGGE DELEGA n. 421/1992 (prima privatizzazione del pubblico impiego) – ABBANDONO DEL MODELLO PUBBLICO – DIRIGENZA / AUTONOMI POTERI D. LGS. n. 29/1993 – AUTONOMIA GESTIONALE E OPERATIVA DEL DIRIGENTE – PRINCIPIO DI RESPONSABILITÀ DI RISULTATO – RELAZIONE NON DI TIPO GERARCHICO MA DI TIPO DIREZIONALE – DISTINZIONE POTERI DI INDIRIZZO POLITICO E POTERI GESTIONALI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

83 DIRIGENZA PUBBLICA. EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA LEGGE n. 59/1997 (Seconda privatizzazione del pubblico impiego) – CONFERIMENTO AI CAPI DISTITUTO DELLA QUALIFICA DIRIGENZIALE – AUTONOMIA E PERSONALITÀ GIURIDICA D. LGS. n. 59/1998 – DISCIPLINA DELLA DIRIGENZA SCOLASTICA D. LGS. n. 80/1998 – CONTRATTUALIZZZAZIONE ANCHE ALLA DIRIGENZA GENERALE – ARTICOLAZIONE DELLA DIRIGENZA IN DUE FASCE DEL RUOLO UNICO – MIGLIORE INDIVIDUAZIONE DELLA RESPOPSNABILITÀ DI RISULTATO – RIDEFINIZIONE PIÙ NETTA TRA I COMPITI DEGLI ORGANI POLITICI E QUELLI DELLA DIRIGENZA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

84 DIRIGENZA PUBBLICA. EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA LEGGE n. 145/2002 – SPOIL SYSTEM GENERALIZZATO CON ESCLUSIONE DELLA DIRIGENZA SCOLASTICA – Soppressione ruolo unico dirigenti – Durata triennale degli incarichi LEGGE n. 168/2005 – DURATA TRIENNALE DELLINCARICO DIRIGENZIALE LEGGE DELEGA n. 15/2009 (Terza privatizzazione) D. LGS. n. 150/ /02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

85 TITOLO IV - DIRIGENZA PUBBLICA (artt ) PRINCIPALI AREE DI INTERVENTO - AMPLIAMENTO COMPETENZE -RIORDINO DELLA DISICPLINA DEL CONFERIMENTO E DELLE REVOCA DEGLI INCARICHI -ACCESSO ALLA 1^ FASCIA -MOBILITÀ NAZIONALE E INTERNAZIONALE -NUOVE FORME DI RESPONSABILITÀ -COMITATO DEI GARANTI -TRATTAMENTO ACCESSORIO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

86 DIRIGENZA PUBBLICA OGGETTO, AMBITO DI APPLICAZIONE E FINALITÀ (art. 37) I DIRIGENTI GENERALI PROPONGONO I PROFILI PROFESSIONALI (art. 38) I DIRIGENTI EFFETTUANO LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE DEI PROPRI UFFICI (art. 39) INCARICHI DI FUNZIONI DIRIGENZIALI (artt. 40) RESPONSABILITÀ DIRIGENZIALE (art. 41) COMITATO DEI GARANTI (art. 42) MODIFICHE NORMATIVE (artt ) TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO (art. 45) ACCESSO ALLA QUALIFICA DI DIRIGENTE DELLA 1^ FASCIA (art. 47) MOBILITÀ INTERCOMPARTIMENTALE (art. 48) MOBILITÀ (art. 49) RESPONSABILITÀ PER DANNO ERARIALE (art. 50) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

87 VALUTAZIONE DEL PERSONALE I DIRIGENTI -EFFETTUANO LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE ASSEGNATO AI PROPRI UFFICI -CONCORRONO ALLINDIVIDUAZIONE DELLE RISORSE -CONCORRONO ALLINDIVIDUAZIONE DEI PROFILI PROFESSIONALI (art. 39 che novella lart. 17 del d. lgs. 165/2001) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

88 INCARICHI DI FUNZIONI DIRIGENZIALI LINCARICO SI CONFERISCE TENENDO CONTO – DELLE ATTITUDINI E CAPACITÀ PROFESSIONALI – DEI RISULTATI – DELLE COMPETENZE ORGANIZZATIVE – DELLE ESPERIENZE MATURATE LA NON-CONFERMA DELLINCARICO DIRIGENZIALE DEVE ESSERE IDONEAMENTE COMUNICATA AL DIRIGENTE STESSO TRASPARENZA SU NUMERO E TIPOLOGIA DI INCERICHI DIRIGENZIALI DISPONIBILITÀ E CRITERI DI ASSEGNAZIONE PROVVEDIMENTO DI CONFERIMENTO INCARICO DIRIGENZIALE CONTIENE: OGGETTO DELLINCARICO E OBIETTIVI DA CONSEGUIRE DURATA DELLINCARICO: NON MENO DI 3 E NON PIÙ I 5 ANNI DIRIGENTI NON TITOLARI DI UFFICI DIRIGENZIALI SVOLGONO ATTIVITÀ DI STUDIO, FUNZIONI ISPETTIVE, ISPEZIONE, CONSULENZA, RICERCA (art. 40 CHE NOVELLA LART. 19 DEL D. LGS. 165/2001) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

89 IL SISTEMA DELLE RESPONSABILITÀ I. DERIVANTI DA ORDINAMENTO GENERALE 1. PENALE 2. CIVILE (EXTRA-CONTRATTUALE) I. DERIVANTI DA ORDINAMENTI PARTICOLARI 3. AMMINISTRATIVA -DISCIPLINARE -PATRIMONIALE -CONTABILE 4. DIRIGENZIALE O DI RISULTATO I. RESPONSABILITÀ EXTRA-GIURIDICHE POLITICA ETICA INTELLETTUALE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

90 LA RESPONSABILITÀ DI RISULTATO È TIPICA DEI DIRIGENTI, PUBBLICI O PRIVATI È INERENTE AL MANCATO O INCOMPLETO RAGGIUNGIMENTO DEL RISULTATO NELLA CONDUZIONE DEL SISTEMA DI LAVORO (RESPOSANIBILTÀ MANAGERIALE) SI HA QUANDO «I RISULTATI COMPLESSIVI DELL'AZIONE DELL'UFFICIO» O DEL SERVIZIO DI CUI SI È RESPONSABILI NON SONO «CORRISPONDENTI, QUANTITATIVAMENTE E QUALITATIVAMENTE, ALLE RAGIONEVOLI ATTESE» (CONS. DI STATO) ATTIENE ALLA CAPACITÀ DI UNA POSITIVA AMMINISTRAZIONE ED È RIFERITA NON A SINGOLI ATTI, BENSÌ ALLATTIVITÀ DIRIGENZIALE UNITARIAMENTE CONSIDERATA (Sandulli) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

91 RESPONSABILITÀ DIRIGENZIALE IL MANCATO RAGGIUNGIMENTO DEI RISULTATI O LINOSSERVANZA DELLE DIRETTIVE COMPORTANO – IMPOSSIBILITÀ DI CONFERMA DELLINCARICO – LA REVOCA E LA MESSA A DISPOSIZIONE (CASI GRAVI) – OVVERO LA RECESSIONE DAL LAVORO (CASI GRAVI) LA COLPEVOLE VIOLAZIONE DEL DOVERE DI VIGILANZA SUL RISPETTO DEGLI STANDARD COMPORTA LA DECURTAZIONE DELLA RETRIBUZIONE DI RISULTATO RIMANE FERMA LA RESPONSABILITÀ DIRIGENZIALE (art. 41 CHE NOVELLA LART. 21 DEL D. LGS. 165/2001) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

92 RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE DEL DIRIGENTE IL MANCATO ESERCIZIO O LA DECADENZA DELLAZIONE DISCIPLINARE DOVUTA A - OMISSIONE - RITARDO INGIUSTIFICATO - VALUTAZIONI SULLA INSUSSISTENZA DELLILLECITO DISCIPLINARE IRRAGIONEVOLI O MANIFESTATAMENTE INFONDATE COMPORTA LA SOSPENSIONE DAL SERVIZIO SENZA RETRIBUZIONE SINO AD UN MAX DI 3 MESI (art. 55-sexies) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

93 RESPONSABILITÀ PER DANNO ERARIALE LA MANCATA INDIVIDUAZIONE DELLE ECCEDENZE DI UNITÀ DI PERSONALE È DANNO ERARIUALE PER IL DIRIGENTE RESPONSABILE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

94 RESPONSABILITÀ CIVILE LA RESPONSABILITÀ CIVILE, IN RELAZIONE AI PROFILI DI ILLICEITÀ NELLE DETERMINAZIONI RELATIVE AL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, È LIMITATA AI CASI DI DOLO E DI COLPA GRAVE (art. 55-sexies) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

95 RESPONSABILITÀ CIVILE ELEMENTI COSTITUTIVI – ESISTENZA DI UN DANNO PATRIMONIALE (PECUNIARIAMENTE APPREZZABILE) – ELEMENTO PSICOLOGICO (IL DOLO O LA COLPA DELLAUTORE DEL DANNO) – NESSO CAUSALE TRA COMPORTAMENTO DOLOSO/COLPOSO DEL SOGGETTO E IL DANNO ARRECATO) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

96 DOLO E COLPA DOLO – È LA VOLONTÀ COSCIENTE DI ARRECARE DANNO COLPA – MANCANZA DI DILIGENZA NELLADEMPIMENTO DEI PROPRI DOVERI SENZA LA VOLONTÀ DI NUOCERE – LIEVE – LIEVISSIMA – GRAVE 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

97 RESPONSABILITÀ PENALE La de-contrattualizzazione del procedimento disciplinare rende applicabile ai dirigenti le sanzioni penali nellipotesi di irrogazione di sanzioni illegittime Fattispecie penali - abuso dufficio - rifiuto datti di ufficio 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

98 TRATTAMENTO ECONOMICO IL TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO È CORRELATO ALLE RESPOSNABILITÀ ED AI RISULTATI CONSEGUITI IL TRATTAMENTO ACCESSORIO, COLLEGATO AI RISULTATI, DEVE COSTITUIRE ALMENO IL 30% DELLA RETRIBUZIONE COMPLESSIVA DEL DIRIGENTE (art. 45) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

99 ACCESSO QUALIFICA DI 1^ FASCIA PER IL 50% DEI POSTI CHE SI LIBERANO AVVIENE TRAMITE CONCORSO AL CONCORSO PARTECIPANO DIRIGENTI DI 2^ FASCIA CON 5 ANNI DI ANZIANITÀ NEI RUOLI DIRIGENZIALI PERIODO DI FORMAZIONE ALLESTERO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

100 MOBILITÀ INTERCOMPARTIMENTALE UN APPOSITO DECRETO DEFINISCE UNA TABELLA DI EQUIPARAZIONE FRA I LIVELLI DI INQUADRAMENTO PREVISTI DAI CONTRATTI COLLETTIVI (art. 48) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

101 TERRITORIALIZZAZIONE DELLE PROCEDURE CONCORSUALI PER LACCESSO AI PUBBLICI UFFICI SI FA RIFERIMENTO AL LUOGO DI RESIDENZA DEI CONCORRENTI QUANDO TALE REQUISITO SIA FUNZIONALE AL RISULTATO NON ALTRIMENTI RAGGIUNGIBILE (art. 51) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

102 CLASS ACTION (l. n. 15/2009, art. 4, comma 2, lett. L) 1)consentire la proposizione dellazione anche ad associazioni o comitati a tutela degli interessi dei propri associati; 2) devolvere il giudizio alla giurisdizione esclusiva e di merito del giudice amministrativo; 3) prevedere come condizione di ammissibilità che il ricorso sia preceduto da una diffida allamministrazione o al concessionario ad assumere, entro un termine fissato dai decreti legislativi, le iniziative utili alla soddisfazione degli interessati; in particolare, prevedere che, a seguito della diffida, si instauri un procedimento volto a responsabilizzare progressivamente il dirigente competente e, in relazione alla tipologia degli enti, lorgano di indirizzo, lorgano esecutivo o lorgano di vertice, a che le misure idonee siano assunte nel termine predetto; 4) prevedere che, allesito del giudizio, il giudice ordini allamministrazione o al concessionario di porre in essere le misure idonee a porre rimedio alle violazioni, alle omissioni o ai mancati adempimenti di cui allalinea della presente lettera e, nei casi di perdurante inadempimento, disponga la nomina di un commissario, con esclusione del risarcimento del danno, per il quale resta ferma la disciplina vigente 5) prevedere che la sentenza definitiva comporti lobbligo di attivare le procedure relative allaccertamento di eventuali responsabilità disciplinari o dirigenziali; 6) prevedere forme di idonea pubblicità del procedimento giurisdizionale e della sua conclusione; 7) prevedere strumenti e procedure idonei ad evitare che lazione di cui allalinea della presente lettera nei confronti dei concessionari di servizi pubblici possa essere proposta o proseguita, nel caso in cui unautorità indipendente o comunque un organismo con funzioni di vigilanza e controllo nel relativo settore abbia avviato sul medesimo oggetto il procedimento di propria competenza. 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

103 D.LGS. 198/2009 PROCEDURA Lesione diretta concreta e attuale per violazione di termini, violazione (carte servizi) di obblighi o di standard qualitativi ed economici definiti in conformitá alle disposizioni in materia di performance (art. 1) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

104 PROCEDURA DI RICORSO CONTRO LA P.A. Il ricorrente notifica preventivamente diffida p.a. entro 90 giorni La p.a. rimuove le violazioni lamentate Se le violazioni non sono superate é ammesso il ricorso entro un anno; in alternativa puó promuovere la risoluzione non giurisdizionale Il giudice accoglie la domanda se accerta la violazione La sentenza passata in giudicato é comunicata alla Commissione e all´Organismo, alla procura Corte dei Conti per profili di resposanbilitá erariale, agli organismi preposti all´avvio del giudizio disciplinare e a quelli deputati alla valutazione dei dirigenti coinvolti per l´eventuale adozione dei provvedimenti di competenza 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

105 PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO NOZIONI FUNZIONE AMMINISTRATIVA PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

106 PRINCIPI GIUSTO PROCEDIMENTO SEMPLIFICAZIONE REGOLE CONSEGUENTI ECONOMICITÁ, EFFICACIA, PUBBLICITÁ, TRASPARENZA IMPARZIALITÁ DIVIETO DI AGGRAVAMENTO OBBLIGO DI CONCLUSIONE DEL PROVVEDIMENTO OBBLIGO DI MOTIVAZIONE USO DELLA TELEMATICA NELL´AZIONE AMMNISTRATIVA 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

107 PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO. Livelli essenziali Attengono inoltre ai livelli essenziali delle prestazioni tutte le disposizioni giuridiche atte a: a) garantire la partecipazione dell'interessato al procedimento; b) individuarne un responsabile; c) concluderlo entro il termine prefissato; d) assicurare l'accesso alla documentazione amministrativa; e) rispettare la durata massima dei procedimenti (l. n. 69/2009, art. 10, comma 2-ter). 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

108 CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO Il termine é di 30 giorni L´amministrazione puó portarlo discrezionalmente a 90 o 180 per particolari necesitá (tranne che il termine non sia diversamente stabilito dalla norma) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

109 DANNO DA RITARDO NELLA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO La mancata emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della responsabilitá dirigenziale Il danno da ritardo (in conseguenza dell´inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione ) é risarcibile La controversia é attribuita alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

110 DIRITTO DI ACCESSO L´accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalitá di pubblico interesse, costituisce principio generale dell´attivitá amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l´imparzialitá e la trasparenza (l. n. 69/2009) 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

111 PROPOSTA FORMATIVA PER COLLEGI DOCENTI IN RETE I.MISURAZIONE, VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE II.MERITO E PREMI III.IL NUOVO SISTEMA DELLE SANZIONI DISCIPLINARI 17/02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga

112 Mario Falanga GIURISPRUDENZA SCOLASTICA: CASI PRATICI Edk, Rimini /02/2014Materiale didattico a cura di M. Falanga


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