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CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI Domande SIMULAZIONE COLLOQUIO.

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Presentazione sul tema: "CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI Domande SIMULAZIONE COLLOQUIO."— Transcript della presentazione:

1 CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI Domande SIMULAZIONE COLLOQUIO

2 LA PROVA ORALE DAL BANDO DI CONCORSO DD 13/07/2011 LA PROVA ORALE CONSISTE IN UN COLLOQUIO INTERDISCIPLINARE SULLE MATERIE INDICATE NEL BANDO IN RELAZIONE ALLE TEMATICHE DI CUI ALLART. 8 E ACCERTA LA PREPARAZIONE PROFESSIONALE DEL CANDIDATO ANCHE CON EVENTUALI RIFERIMENTI AI CONTENUTI DEGLI ELABORATI SCRITTI

3 LA PROVA ORALE LACCERTAMENTO DELLA PREPARAZIONE PROFESSIONALE DEL CANDIDATO PONE LACCENTO SULLE CONOSCENZE E LE COMPETENZE CORRELATE AL RUOLO PROFESSIONALE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO IL PROFILO PROFESSIONALE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO CONTIENE UNA MOLTEPLICITA DI ASPETTI CHE SONO RICONDUCIBILI A DIVERSE AREE TEMATICHE E CHE TUTTAVIA TROVA LA SUA COMPLETA DEFINIZIONE SOLO ATTRAVERSO LA RICOMPOSIZIONE DELLE STESSE IL COLLOQUIO RICHIEDERA PERTANTO CHE IL CANDIDATO SAPPIA ESPRIMERE, PER CIASCUNA RICHIESTA FORMULATA DALLA COMMISSIONE, GLI ASPETTI PIU SIGNIFICATIVI DELLA FUNZIONE DEL DIRIGENTE NEL CONTESTO SCOLASTICO E IN QUELLO TERRITORIALE SIA IN RELAZIONE AL QUADRO NORMATIVO SIA IN RELAZIONE ALLA CONDUZIONE DELLA SCUOLA AUTONOMA IN QUANTO ORGANIZZAZIONE COMPLESSA

4 AREA 1 LA UE, LE SUE POLITICHE E I SUOI PROGRAMMI IN MATERIA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE, I SISTEMI FORMATIVI E GLI ORDINAMENTI DEGLI STUDI IN ITALIA E NEI PAESI DELLA UE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL RAPPORTO TRA AUTONOMIE SCOLASTICHE E QUELLE TERRITORIALI E AI PROCESSI DI RIFORMA ORDINAMENTALI IN ATTO

5 AREA 2 GESTIONE DELLISTITUZIONE SCOLASTICA, PREDISPOSIZIONE E GESTIONE DEL PIANO DELLOFFERTA FORMATIVA NEL QUADRO DELLAUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E IN RAPPORTO ALLE ESIGENZE FORMATIVE DEL TERRITORIO

6 AREA 3 AREA GIURIDICO AMMINISTRATIVA FINANZIARIA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA GESTIONE INTEGRATA DEL PIANO DELLOFFERTA FORMATIVA E DEL PROGRAMMA ANNUALE

7 AREA 4 AREA SOCIO PSICO PEDAGOGICA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI PROCESSI DI APPRENDIMENTO, ALLA VALUTAZIONE DELLAPPRENDIMENTO E DELLISTITUZIONE SCOLASTICA, ALLA MOTIVAZIONE, ALLA DIFFICOLTA DI APPRENDIMENTO, ALLUSO DEI NUOVI LINGUAGGI MULTIMEDIALI NELLINSEGNAMENTO E ALLA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO OFFERTO DALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

8 AREA 5 AREA ORGANIZZATIVA, RELAZIONALE E COMUNICATIVA, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA INTEGRAZIONE INTERCULTURALE E ALLE VARIE MODALITA DI COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

9 AREA 6 MODALITA DI CONDUZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI COMPLESSE E GESTIONE DELLISTITUZIONE SCOLASTICA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE STRATEGIE DI DIREZIONE

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11 DOMANDA 1 PRESENTARE GLI ELEMENTI NODALI DELLA STRUTTURA E DELLIMPIANTO PEDAGOGICO DIDATTICO DEI NUOVI ORDINAMENTI DEL PRIMO E SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE E DEL REGOLAMENTO DI COORDINAMENTO DELLE NORME SULLA VALUTAZIONE, EVIDENZIANDO LA LORO COERENZA CON GLI INDIRIZZI EUROPEI IN TEMA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE

12 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 1 QUADRO NORMATIVO -RIFORMA MORATTI:LEGGE 53/2003, DLVO 59/2004, DLVO 226/2005 -RIFORMA FIORONI:LEGGE 40/2007, DM DEL 31/07/2007, LEGGE 296/2007 E DM 139/2007 -RIFORMA GELMINI :LEGGE 133/2008, LEGGE 169/2008, DPR 87/2009, DPR 122/2009, DPR 87, 88, 89 DEL 2010, DM 9/2010 RIFERIMENTI EUROPEI: LA STRATEGIA DI LISBONA, LAPPRENDIMENTO PER TUTTO LARCO DELLA VITA, LE COMPETENZE E LA LORO CERTIFICAZIONE, IL QUADRO EUROPEO DELLE QUALIFICHE.

13 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 1 LA STRUTTURA DEGLI ORDINAMENTI: SCUOLA DELLINFANZIA E DUE CICLI, PRIMO E SECONDO, ARTICOLATI, RISPETTIVAMENTE, IN SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO, SISTEMA DEI LICEI, DELLISTRUZIONE TECNICA E DELLISTRUZIONE PROFESSIONALE. ENTRAMBI I CICLI SONO ARTICOLATI IN PERIODI DIDATTICI, IL PRIMO HA LA DURATA DI ANNI,IL SECONDO DI 5 ANNI. IL PERIODO OBBLIGATORIO E DI 10 ANNI, DAI 6 AI 16 ANNI LA CERTIFICAZIONE DEI LIVELLI DI APPRENDIMENTO E DELLE COMPETENZE ACQUISITE DAGLI ALUNNI HA LUOGO AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA, AL TERMINE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO, AL TERMINE DEL PERIODO OBBLIGATORIO E AL TERMINE DEL SECONDO CICLO, CON FINI ORIENTATIVI, DI PASSAGGIO DA UN PERCORSO ALLALTRO, DI PROSECUZIONE DEGLI STUDI, DI INSERIMENTO DEL MONDO DEL LAVORO. GLI ESAMI SONO PREVISTI AL TERMINE DEL PRIMO CICLO E AL TERMINE DEL SECONDO CON LACQUISIZIONE DEL RELATIVO DIPLOMA

14 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 1 IMPIANTO PEDAGOGICO DIDATTICO: PRIMO CICLO: INDICAZIONI NAZIONALI, DA UN LATO, PER I PSP E, DALLALTRO, PER IL CURRICOLO (IN ATTESA DI ARMONIZZAZIONE), OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO, OBIETTIVI FORMATIVI, TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DI COMPETENZE DA UN LATO LE UNITA DI APPRENDIMENTO E IL PORTFOLIO DELLE COMPETENZE, DALLALTRO IL CURRICOLO CON I CAMPI DI ESPERIENZE PER LA SCUOLA DELLINFANZIA E LE DISCIPLINE AGGREGATE NELLE TRE AREE DEI LINGUAGGI, STORICO ANTROPOLOGICA, SCIENTIFICA BIENNIO OBBLIGATORIO SECONDO CICLO: ASSI CULTURALI, DEI LINGUAGGI, MATEMATICO, SCIENTIFICO TECNOLOGICO, STORICO SOCIALE (IN CONTINUITA CON IL PRIMO CICLO), DECLINAZIONE DELLE COMPETENZE IN USCITA SECONDO GLI ASSI E IN RELAZIONE AL PRIMO LIVELLO DEL EQF

15 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 1 SECONDO CICLO: PER IL SISTEMA DEI LICEI: LE SCUOLE AUTONOME COSTRUISCONO IL CURRICOLO IN RELAZIONE AL PECUP, AI RISULTATI DI APPRENDIMENTO AL TERMINE DI OGNI PERCORSO LICEALE, ALLE INDICAZIONI NAZIONALI DEGLI OSA PER OGNI DISCIPLINA NEL SISTEMA DELLISTRUZIONE TECNICA E DELLISTRUZIONE PROFESSIONALE: CURRICOLO FLESSIBILE NEL SECONDO BIENNIO E NELLULTIMO ANNO CON CURVATURA DELLA SPECIALIZZAZIONE PROFESSIONALE IN BASE A ELENCHI DI PROFILI PROFESSIONALI FISSATI CON LE REGIONI. RUOLO SURROGATORIO SVOLTO DALLISTRUZIONE PROFESSIONALE PER I CORSI DI FORMAZIONE FINALIZZATI ALLACQUISIZIONE DELLA QUALIFICA PROFESSIONALE. DECLINAZIONE DELLE COMPETENZE IN USCITA PER I DIVERSI PERCORSI, SUDDIVISE IN COMPETENZE TRASVERSALI E SPECIFICHE DELLINDIRIZZO I TRE SISTEMI SI CONCLUDONO CON LESAME DI STATO CHE E TITOLO DI ACCESSO PER IL PROSEGUIMENTO DEGLI STUDI ALLUNIVERSITA, NEGLI ITS E IFTS E PER LINSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO

16 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 1 LA VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI E DEL COMPORTAMENTO DEGLI ALUNNI: IL VALORE FORMATIVO DELLA VALUTAZIONE, IL RISPETTO DEI DIRITTI E DEI DOVERI. LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE, MODELLI MINISTERIALI ANCORA DA DEFINIRE A PARTE QUELLO RELATIVO AL TERMINE DEL BIENNIO OBBLIGATORIO NELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO COERENZA CON LE INDICAZIONI EUROPEE: IMPIANTO PEDAGOGICO FONDATO SULLE COMPETENZE E SUL CURRICOLO, ACQUISIZIONE DI CAPACITA DI AUTOFORMAZIONE PER TUTTO LARCO DELLA VITA, ACQUISIZIONE COMPETENZE CHIAVE DI CITTADIMANZA, COERENZA MODELLO CERTIFICATIVO OBBLIGO CON LEQF. ADESIONE AI PROGETTI EUROPEI DI LLP

17 DOMANDA 2 LA SCUOLA AUTONOMA PUO ESSERE RAPPRESENTATA, NELLA TEORIA DELLORGANIZZAZIONE, DA UNA STRUTTURA ORGANIZZATIVA COMPLESSA A LEGAMI DEBOLI (WEICK) FONDATA SUI MODELLI PROPOSTI DA MINTZBERG. LA DEBOLEZZA DEI LEGAMI TRA I DOCENTI COSTITUISCE DA UN LATO UN ELEMENTO DI CRITICITA PER LA COESIONE E LA STABILITA DELLORGANIZZAZIONE, DALLALTRO E UN PUNTO DI FORZA PER LA SUA FLESSIBILITA, CONDIZIONE NECESSARIA PER RECEPIRE GLI IMPULSI ALLE MODIFICHE E AL RINNOVAMENTO. CON QUALI STRATEGIE IL DS, PREDISPONENDO UN PIANO DI FORMAZIONE DEL PERSONALE DOCENTE, PUO AFFRONTARE LE CRITICITA DELLORGANIZZAZIONE SALVAGUARDANDO I SUOI PUNTI DI FORZA? LE AREE DELLA FORMAZIONE FANNO RIFERIMENTO A QUANTO PREVISTO DALLA DIRETTIVA EUROPEA SUGLI INDIRIZZI AI QUALI SI DEVE ISPIRARE LA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI. TALI INDIRIZZI SONO RINVENIBILI NEL DM CHE DISCIPLINA LA FORMAZIONE INIZIALE DEGLI INSEGNANTI?

18 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 2 QUADRO NORMATIVO: DPR 275/99, CCNL PERSONALE DOCENTE, DLVO 165/2001, DM 249/2010, EMANATO AI SENSI DELLA LEGGE 244/2007, ART.2, COMMA 416, DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DEL SETTEMBRE 2007 SULLA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI TEORIE ORGANIZZATIVE: UNA DEFINIZIONE DI ORGANIZZAZIONE INSIEME DI PERSONE E DI CONNESSE RISORSE CHE COOPERANO ALLINTERNO DI UN SISTEMA RELATIVAMENTE STABILE NEL TEMPO PER RAGGIUNGERE OBIETTIVI COMUNI I MODELLI DI MINTZBERG: BUROCRAZIA MECCANICA (CONFIGURAZIONE ORGANIZZATIVA BASATA SULLA STANDARDIZZAZIONE DEI PROCESSI LAVORATIVI, NEL CASO DELLA SCUOLA IL RISPETTO DELLE PROCEDURE E DELLE REGOLE) BUROCRAZIA PROFESSIONALE: NUCLEO OPERATIVO DELLORGANIZZAZIONE COSTITUITO DA PROFESSIONISITI, I DOCENTI NEL CASO SCOLASTICO, CHE POSSIEDONO IN MODO ESCLUSIVO LE COMPETENZE PROFESSIONALI E OPERANO CON VASTI MARGINI DI DISCREZIONALITA RISPETTO ALLAUTORITA AMMINISTRATIVA BUROCRATICA

19 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 2 LADHOCRAZIA FONDATA SU UN MODELLO NON GERARCHICO E INFORMALE NELLA QUALE IL NUCLEO DI SPECIALISTI COLLABORA CON IL VERTICE STRATEGICO NELLA RICERCA DI SOLUZIONI INNOVATIVE NEL CAMPO DI AZIONE DELLORGANIZZAZIONE USO DEL MODELLO IBRIDO CHE PREVEDE I TRE ASPETTI NELLE DIVERSE SITUAZIONI SCOLASTICHE I LEGAMI DEBOLI DI WEICK : LE NORME E LE DIRETTIVE SONO RESE INEFFICACI DALLA STRUTTURA SCOLASTICA NELLA QUALE I LEGAMI SONO ALLENTATI E LINTEGRAZIONE DI TUTTI GLI OPERATORI E FORTEMENTE CRITICA

20 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 2 LE CINQUE PARTI DELLORGANIZZAZIONE DI MINTZBERG: IL VERTICE STRATEGICO (DS) LA LINEA INTERMEDIA TRA VERTICE STRATEGICO E NUCLEO OPERATIVO (STAFF DS) IL NUCLEO OPERATIVO (I DOCENTI) TECNOSTRUTTURA (ADDETTI LABORATORI, SICUREZZA … ) STAFF DI SUPPORTO ( DSGA E PERSONALE ATA) INTERVENGONO NELLA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO DI FORMAZIONE, OGNUNO PER LA PARTE DI PRORIA COMPETENZA

21 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 2 DIRETTIVA EUROPEA FORMAZIONE DOCENTI: DIMENSIONE CULTURALE, PSICO PEDAGOGICA, METODOLOGICO, DIDATTICA, DELLA PRATICA RIFLESSIVA, RELAZIONALE E SOCIALE, ORGANIZZATIVA MODELLO FORMATIVO DEL DM 249/2010: DM 249/2010: Art. 2 Obiettivi della formazione iniziale degli insegnanti 1. La formazione iniziale degli insegnanti di cui all'articolo 1 e' finalizzata a qualificare e valorizzare la funzione docente attraverso l'acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e relazionali necessarie a far raggiungere agli allievi i risultati di apprendimento previsti dall'ordinamento vigente. 2. E' parte integrante della formazione iniziale dei docenti l'acquisizione delle competenze necessarie allo sviluppo e al sostegno dell'autonomia delle istituzioni scolastiche secondo i principi definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n Le competenze di cui ai commi 1 e 2 costituiscono il fondamento dell'unitarietà della funzione docente

22 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 2 Percorsi formativi 1. I percorsi formativi sono preordinati, per tutte le classi di abilitazione all'insegnamento, all'acquisizione delle competenze di cui all'articolo I percorsi formativi sono così articolati: a) per l'insegnamento nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, un corso di laurea magistrale quinquennale, a ciclo unico comprensivo di tirocinio da avviare a partire dal secondo anno di corso; b) per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, un corso di laurea magistrale biennale ed un successivo anno di tirocinio formativo attivo. 3. I percorsi formativi preordinati all'insegnamento delle discipline artistiche, musicali e coreutiche della scuola secondaria di primo grado e di secondo grado sono attivati dalle università e dagli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, nell'ambito dei quali si articolano nel corso di diploma accademico di II livello e nel successivo anno di tirocinio formativo attivo secondo quanto prescritto dal presente decreto.

23 SCHEDA RISPOSTA DOMANDA 2 PIANO DI FORMAZIONE CHE HA IL FINE DI RAFFORZARE ALCUNI LEGAMI TRA I DOCENTI: PER MIGLIORARE IL PROCESSO DI INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO, RAFFORZANDO IL SENSO DI APPARTENENZA E DEFINENDO UNA IDENTITA PROPRIA DELLORGANIZZAZIONE SCOLASTICA ATTRAVERSO LO SVILUPPO DI UN LAVORO COMUNE CHE DIVENGA PRASSI CONSOLIDATA E NON TEMPORANEA SCELTA DEL SETTORE DI FORMAZIONE DOPO LINDIVIDUAZIONE, IN BASE ALLUSO DI OPPORTUNI INDICATORI, DEI PUNTI DI MAGGIORE CRITICITA, AD ES. VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI, RELAZIONE E COMUNICAZIONE, PROGETTAZIONE EDUCATIVO DIDATTICA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO CON IL COINVOLGIMENTO DELLO STAFF, FS, RESPONSABILI DI DIPARTIMENTO.., APPROVAZIONE DA PARTE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI ORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA ATTORNO AL PIANO, REALIZZAZIONE, MONITORAGGIO DEI RISULTATI. DIFFUSIONE DI MATERIALI TRA I DOCENTI

24 DOMANDA 3 IL DIRIGENTE SCOLASTICO E SOLO LEADER O SOLO MANAGER OPPURE LA COMPLESSA ARTICOLAZIONE DELLE SUE COMPETENZE RICHIEDE CHE IN RELAZIONE ALLE DIVERSE ATTIVITA DELLA VITA SCOLASTICA IL DIRIGENTE ASSUMA IL RUOLO DI LEADER O DI MANAGER? INDICARE LE ATTIVITA SCOLASTICHE RILEVANTI NELLE QUALI E RICHIESTO DI RICOPRIRE ALTERNATIVAMENTE LE DUE FUNZIONI E QUALE RUOLO SVOLGE, NEI DUE DIVERSI CONTESTI, LO STAFF ORGANIZZATIVO DI SUPPORTO DEL DS.

25 SCHEDA RISPOSTA AREA 3 QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO: DLVO 165/2001, DPR , DI 44/2001, CCNL, DLVO 297/94, DLVO 150/2009 STUDI SULLA LEADERSHIP E IL MANAGEMENT SECONDO J. P. KOTTER LA LEADERSHIP E IL MANAGEMENT SONO DUE MODALITA DI AGIRE DISTINTE E COMPLEMENTARI, CIASCUNA CONNOTATA DA ATTIVITA E FUNZIONI PROPRIE. ENTRAMBE SONO NECESSARIE PER AVERE SUCCESSO IN UN CONTESTO DI MERCATO SEMPRE PIU COMPLESSO E INCERTO IL MANAGER SI CONFRONTA CON LA GESTIONE DELLA COMPLESSITA, LA SUA EFFICACIA SI MISURA CON IL CONSEGUIMENTO DEI RISULTATI PREVISITI IN SEGUITO ALLATTIVITA GESTIONALE IL LEADER SI MISURA CON IL CAMBIAMENTO OVVERO CON LO SVILUPPO DI UNA VISIONE DEL FUTURO E DELLE STRATEGIE GENERATIVE DI CAMBIAMENTO COERENTI CON DETTA VISIONE

26 SCHEDA RISPOSTA AREA 3 RUOLO MANAGERIALE DEL DS: NEL PRIMO CASO, LA GESTIONE DELLORGANIZZAZIONE SCOLASTICA AVVIENE ATTRAVERSO LA PRELIMINARE PREDISPOSIZIONE DEL POF E DEL PA AL QUALE SEGUONO I PROCESSI ORGANIZZATIVI E LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE CON LASSEGNAZIONE DI RUOLI E FUNZIONI AGLI OPERATORI SCOLASTICI E LE RELATIVE DELEGHE CON LO STAFF E LE ALTRE FIGURE PREVISTE DALLORGANIZZAZIONE (RESPONSABILI DI DIPARTIMENTO, COORDINATORI DI CLASSE, ADDETTI ALLA SICUREZZA, AI LABORATORI, …,) IL DS SVOLGE LATTIVITA GESTIONALE OPERANDO ANCHE CONTROLLI DI GESTIONE AL FINE DI INDIVIDUARE E RIMUOVERE EVENTUALI DEVIAZIONI E DIFFICOLTA RISPETTO A QUANTO PROGRAMMATO.

27 SCHEDA RISPOSTA AREA 3 LE ATTIVITA SONO: LA GESTIONE DEI PROGETTI DEL POF UNITAMENTE AI RESPONSABILI DI PROGETTO E AL DSGA LE ATTIVITA COLLEGIALI LE RELAZIONI SINDACALI E LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA, CON LE RSU E LE OOSS TERRITORIALI LE ATTIVITA COLLEGATE AL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE, CON GLI ADDETTI AL SERVIZIO LE ATTIVITA AMMINISTRATIVE CHE RIGUARDANO IL PERSONALE E GLI ALUNNI, CON LO STAFF E LA SEGRETERIA LE ATTIVITA NEGOZIALI, CON IL SUPPORTO DEL DSGA LE ATTIVITA DI ACCOGLIENZA, INTEGRAZIONE E ORIENTAMENTO DI TUTTI GLI ALUNNI LA RELAZIONE E LA COMUNICAZIONE CON LE FAMIGLIE, IL TERRITORIO, LAMMINISTRAZIONE …..

28 SCHEDA RISPOSTA AREA 3 RUOLO DA LEADER DEL DS: IL DS ORIENTA IL PERSONALE E GLI STUDENTI A PERCORRERE STRADE DI CAMBIAMENTO E DI RINNOVAMENTO IL DS FA LEVA SULLA MOTIVAZIONE CHE CERCA DI SUSCITARE LAVORANDO SUL SENSO DI APPARTENENZA, SUL RICONOSCIMENTO DELLALTRO E DEL SUO VALORE IL QUESTO CASO, IL DS PUO DIFFONDERE LA LEADERSHIP (LEADER TRASFORMAZIONALE) VERSO LO STAFF, SE ESSO E IN SINTONIA CON LA VISION DEL DIRIGENTE LA FIGURA DEL LEADER E STATO OGGETTO DI STUDI E AL CENTRO DI DIVERSI MODELLI, SI RICORDANO I SEI STILI DI GOLEMAN (VISIONARIO, AFFILIATIVO, DEMOCRATICO, REGOLATORE DEL RITMO, AUTORITARIO, FORMATORE). IN CONSIDERAZIONE DELLA COMPLESSITA DELLE FUNZIONI DEL DS, E LA COMBINAZIONE DEI SEI STILI, CIASCUNO DEI QUALI DA ASSUMERE IN SITUAZIONI DIVERSE, CHE PUO ESSERE CONDIZIONE NECESSARIA PER OTTENERE RISULTATI POSITIVI

29 SCHEDA RISPOSTA AREA 3 BISOGNA ANCHE CONSIDERARE CHE LA SCUOLA OFFRE UN SERVIZIO PUBBLICO E QUINDI PRODUCE UN VALORE PUBBLICO, OVVERO UN VALORE PER LA COMUNITA, TANTO PIU ELEVATO QUANTO MAGGIORE E IL LIVELLO DEI BISOGNI SODDISFATTI, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA RELAZIONALE TRA TUTTI I SOGGETTI INTERESSARI AL SERVIZIO. SECONDO QUESTO PUNTO DI VISTA, E PREVALENTE IL CONCETTO DI GOVERNANCE RISPETTO A QUELLO DI MANAGEMENT, CHE RAPPRESENTA NON TANTO LA GESTIONE E IL CONTROLLO DI GESTIONE, QUANTO IL GOVERNO DI RAPPORTI E DI PROCESSI, NELLINTERAZIONE CON I SOGGETTI PRESENTI SUL TERRITORIO, PER RISPONDERE IN MODO SODDISFACENTE AI DIVERSI PORTATORI DI INTERESSE

30 DOMANDA 4 IL CANDIDATO RELAZIONI SU: I TRATTATI DELLA UE: LORO FUNZIONE, GLI ORIENTAMENTI RISPETTO ALLISTRUZIONE E ALLA FORMAZIONE, A PARTIRE DA MAASTRICHT DEL I DIRITTI FONDAMENTALI RIPORTATI NELLA OMONIMA CARTA, DEFINITA NEL CONSIGLIO EUROPEO DI NIZZA 2000 LASSETTO ISTITUZIONALE DELLA UE, LA COMPOSIZIONE E LE COMPETENZE DEGLI ORGANI. IL DIRITTO DERIVATO: STRUMENTI NORMATIVI E LE PROCEDURE ADOTTATE DALLUE.

31 DOMANDA 5 ILLUSTRARE I PROGRAMMI EUROPEI FINANZIATI DALLA UE NEL CAMPO DELLISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE, RICOMPRESI SOTTO LA SIGLA LLP (LIFELONG LEARNING PROGRAMM), IN RELAZIONE AI TRATTATI E ALLE STRATEGIE CHE HANNO INDIVIDUATO I PUNTI NODALI DELLA DIMENSIONE EUROPEA DELLISTRUZIONE. INDICARE QUALI OBIETTIVI SI PONE LA UE CON LUSO DELLO STRUMENTO DEI I FONDI STRUTTURALI EUROPEI E ILLUSTRARE LE MODALITA DI GESTIONE DEI FONDI DA PARTE DEI PAESI PARTNER ATTRAVERSO I PON.

32 DOMANDA 6 IL DM 139/2007 CITA, NELLE PREMESSE, LA RACCOMANADAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO DEL 18/12/2006 SULLE COMPETENZE CHIVAVE PER LAPPRENDIMENTO PERMANENTE. SI EVIDENZI COME IL DOCUMENTO TECNICO ALLEGATO A DETTO DM DELINEI UN CURRICOLO FINALIZZATO ALLACQUISIZIONE DI DETTE COMPETENZE E COME IL MODELLO DI CERTIFICAZIONE IN USCITA DAL PERCORSO OBBLIGATORIO SIA IN ARMONIA CON IL QUADRO EUROPEO DELLE QUALIFICHE PER LAPPRENDIMENTO PERMANENTE QUALI SONO TUTTI I PERCORSI NEI QUALI, IN BASE ALLE NORME DEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO ATTUALMENTE IN VIGORE, E POSSIBILE ASSOLVERE ALLOBBLIGO DI ISTRUZIONE?

33 DOMANDA 7 IL REGOLAMENTO DI COORDINAMENTO DELLE NORME SULLA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI, DPR 122/2009, SI FONDA SU PRINCIPI E FINALITA CHE VENGONO DECLINATI NEL PRIMO ARTICOLO, NEL QUALE E INDIVIDUATO ANCHE LOGGETTO DELLA VALUTAZIONE. SI INDICHINO E SI COMMENTINO DETTI PRINCIPI E LOGGETTO DELLA VALUTAZIONE NONCHE LE COMPETENZE DI SOGGETTI E DI ORGANI NEL PROCESSO VALUTATIVO. COME E TRATTATA NEL DPR IN ESAME LA QUESTIONE DELLA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE? LORDINAMENTO SCOLASTICO ITALIANO PREVEDE DIVERSE TIPOLOGIE DI ESAMI SCOLASTICI. DESCRIVERLE INDICANDO GLI ASPETTI PRINCIPALI, LE FINALITA, LE MODALITA DI SVOLGIMENTO E GLI ORGANI COINVOLTI QUALE LA FUNZIONE DELLINVALSI RISPETTO AGLI APPRENDIMENTI DEGLI ALUNNI E QUALE RUOLO SVOLGONO LE RILEVAZIONI INTERNAZIONALI?

34 DOMANDA 8 IL SISTEMA SCOLASTICO PREVEDE DUE IMPORTANTI ISTITUTI DI COLLEGAMENTO TRA ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: 1) LALTERNANZA SCUOLA LAVORO CHE E DISCIPLINATA DAL DLVO 77/2005, DELLA QUALE IL CANDIDATO DEVE INDICARE LE FINALITA EDUCATIVO DIDATTICHE E LE MODALITA PREVISTE DAL DLVO PER LA SUA REALIZZAZIONE. 2) LISTRUZIONE E LA FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE, CHE E STATA OGGETTO DI RIORGANIZZAZIONE CON IL DPCM DEL 25/01/2008, LO STESSO DPCM HA ISTITUITO GLI ITS. DESCRIVERE IL MODELLO FORMATIVO E I TITOLI CHE SI CONSEGUONO NEGLI ITS E NEI PERCORSI IFTS

35 DOMANDA 9 IN SEGUITO AL PROCESSO DI RINNOVAMENTO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, CHE HA RIGUARDATO ANCHE LA STRUTTURA DEI MINISTERI, COMPRESO QUELLO DELLISTRUZIONE, CON LE RELATIVE ARTICOLAZIONI TERRITORIALI, DESCRIVERE LATTUALE STRUTTURA DEL MIUR (MINISTERO UNIFICATO DELLISTRUZIONE, UNIVERSITA E RICERCA) E DEGLI UFFICI SCOLASTICI REGIONALI E TERRITORIALI, CON LE RELATIVE FUNZIONI E COMPETENZE. INDICARE POI LE COMPETENZE IN MATERIA DI ISTRUZIONE DELLO STATO, DEGLI ENTI LOCALI E DELLE SCUOLE AUTONOME, COSI COME DISCIPLINATO DALLA LEGGE 59/97 E DAI RELATIVI REGOLAMENTI ATTUATIVI, E IL SISTEMA DELLE RELAZIONI TRA I TRE SOGGETTI

36 DOMANDA 10 INDICARE LE FUNZIONI E I COMPITI, ASSEGNATI DA DIVERSI PROVVEDIMENTI NORMATIVI, AL DIRIGENTE SCOLASTICO, NONCHE LE RESPONSABILITA AMMINISTRATIVE, CIVILI E PENALI CONNESSE ALLA SUA FUNZIONE

37 DOMANDA 11 LAUTONOMIA SCOLASTICA, CARATTERISTICHE E LIMITI. LAUTONOMIA FUNZIONALE, LE COMPETENZE AMMINISTRATIVE DELLA SCUOLA AUTONOMA. IL POF: PROCEDURE DI ELABORAZIONE, STRUTTURA, I REGOLAMENTI, LE COMPETENZE DEGLI ORGANI, RELAZIONE CON IL TERRITORIO, PROCEDURE DI DIVULGAZIONE E DI VERIFICA.

38 DOMANDA 12 AVENDO COME RIFERIMENTO LE 5 PARTI DELLORGANIZZAZIONE DEL MODELLO DI MINTZBERG, SPIEGARE COSA SI INTENDE PER GESTIONE INTEGRATA DEL POF E DEL PA, INDIVIDUANDO RUOLI E COMPETENZE DEL DS, DEL DSGA, DELLO STAFF E DEGLI ORGANI COLLEGIALI DELLA SCUOLA AUTONOMA, I RELATIVI ATTI DELIBERATIVI, IL COORDINAMENTO DELLE COMPETENZE.

39 DOMANDA 13 IL RUOLO DEL DS, DEL DSGA, DEGLI ORGANI COLLEGIALI E DEI REVISORI DEI CONTI NELLA PREDISPOSIZIONE DEL PA IN RELAZIONE AL POF, DEL CONTO CONSUNTIVO E DELLA LORO APPROVAZIONE. GLI STRUMENTI CONTABILI. ATTIVITA NEGOZIALE DEL DS. FUNZIONE DEL PA E DEL CC COME STRUMENTI DI VERIFICA DELLATTIVITA GESTIONALE DEL DS

40 DOMANDA 14 LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE: LORGANIZZAZIONE DEL LAVORO DEL PERSONALE DOCENTE E ATA IN RELAZIONE AL POF, I PIANI ANNUALI DELLE ATTIVITA, I RUOLI DEL DS E DEL DSGA, LA CONTRATTAZIONE DI ISTITUTO. LE MATERIE OGGETTO DI CONTRATTAZIONE, IL FIS. SEQUENZA TEMPORALE DELLORGANIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE RISPETTO ALLA PREDISPOSIZIONE DEL POF E DEL DOCUMENTO CONTABILE PA

41 DOMANDA 15 RUOLO DEL DS, PROCEDIMENTI E SANZIONI NEL CONTENZIOSO DISCIPLINARE NEI CONFRONTI DEL PERSONALE DELLA SCUOLA. CONTROVERSIE IN MATERIA DI RAPPORTO DI LAVORO. LACCESSO AGLI ATTI E LA TUTELA DELLA PRIVACY

42 DOMANDA 16 IL RUOLO DEL DS NEL CONTENZIOSO CON LUTENZA IN RELAZIONE ALLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE DELLE SCUOLE. LACCESSO AGLI ATTI E LA TUTELA DELLA PRIVACY.

43 DOMANDA 17 IL DS E LA SICUREZZA NELLA SCUOLA. ITER PROCEDURALE, DOCUMENTI FONDAMENTALI, PREDISPOSIZIONE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE. FUNZIONI, COMPITI E RESPONSABILITA DEGLI ADDETTI UN PARTICOLARE TIPO DI PREVENZIONE: LA VIGILANZA NEI CONFRONTI DEGLI ALUNNI. ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DI VIGILANZA IN TUTTI I MOMENTI DELLA VITA SCOLASTICA, COMPITI E RESPONSABILITA

44 DOMANDA 18 LA FUNZIONE EDUCATIVA DELLA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO DEGLI ALUNNI. I DIRITTI E I DOVERI DEGLI STUDENTI, LO STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI. IL PATTO DI CORRESPONSABILITA SCUOLA FAMIGLIA ALUNNI

45 DOMANDA 19 IN RELAZIONE AL MODELLO SOCIALE DI DISABILITA, CON QUALI STRUMENTI E FINALITA SI PUO REALIZZARE LINTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DISABILI, NELLAMBITO DELLATTUALE QUADRO NORMATIVO, E CON QUALI SOGGETTI OPERANTI NEL TERRITORIO IL DS DEVE RELAZIONARSI PER GARANTIRE INTERVENTI INTEGRATI TRA PIU SERVIZI NEL CASO DI ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO, QUALI INTERVENTI REALIZZA LA SCUOLA AUTONOMA IN RELAZIONE AL RECENTE QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO?

46 DOMANDA 20 LA SCUOLA AUTONOMA, IN QUANTO ORGANIZZAZIONE COMPLESSA, ADOTTA DIVERSI STILI DI COMUNICAZIONE: FORMALE E INFORMALE. FORNIRE ALCUNI ESEMPI DEGLI STRUMENTI APPARTENENTI ALLE DUE DIVERSE TIPOLOGIE IN RELAZIONI ALLE CONNESSE SITUAZIONI E ALLE RELATIVE FINALITA.

47 DOMANDA 21 L ATTRIBUZIONE DELL AUTONOMIA ALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE HA PRODOTTO PROBLEMATICHE ORGANIZZATIVE DEL SISTEMA LA CUI COMPLESSITA HA RICHIESTO LUSO DI MODELLI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI PROPRI DEL MONDO AZIENDALE. SPIEGARE COME IL MODELLO DELLE SETTE S PROPOSTO DA MCKINSEY PUO RAPPRESENTARE LA STRUTTURA SCOLASTICA NELLA SUA DIMENSIONE DINAMICA IN RELAZIONE CON LAMBIENTE ESTERNO

48 DOMANDA 22 LA SCUOLA AUTONOMA PUO CONSIDERARSI UNA ORGANIZZAZIONE COMPLESSA. LE TRE LEGGI IDENTIFICATIVE DELLA COMPLESSITA ELABORATE NELLA OMONIMA TEORIA: LA LEGGE DELLAPERTURA, DEL RIORIENTAMENTO, DELLEQUILIBRIO DINAMICO TRA CONTINUITA E DISCONTINUTA A QUALI PROCESSI DELLATTIVITA SCOLASTICA POTREBBERO ESSERE ASSOCIATE?

49 DOMANDA 23 CONSIDERIAMOLA SCUOLA COME ORGANIZZAZIONE COMPLESSA IL CUI FINE E QUELLO DEL MIGLIORAMENTO CONTINUO PER LA REALIZZAZIONE DELLA MISSION, CONSISTENTE NEL RAGGIUNGIMENTO DEL SUCCESSO FORMATIVO PER TUTTI GLI ALUNNI. LAPPPLICAZIONE DELLE TEORIE DELLA QUALITA TOTALE E DEL CICLO DI DEMING TROVANO RISCONTRO NELLA STRUTTURA DEL BILANCIO SOCIALE INDIVIDUATA NELLE LINEEE GUIDA DEL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA? PERCHE?

50 DOMANDA 24 La presenza di criticità, evidenziate dagli esiti delle prove Ocse PISA, INVALSI e altro pongono di fronte a necessari cambiamenti in vista di scelte didattiche più consapevoli ed adeguate al raggiungimento del miglioramento del sistema educativo e degli obiettivi stabiliti dalle riforme e dallo scenario europeo. Quali azioni può intraprendere il DS per favorire il miglioramento dei risultati dellapprendimento degli studenti?

51 DOMANDA 25 I risultati delle prove dingresso di un istituto secondario di secondo grado evidenziano negli alunni lacune diffuse nella preparazione di base, che creano problemi di continuità e nella certificazione delle competenze alla fine dellobbligo. Quali azioni può intraprendere il DS per contenere le criticità e assicurare la realizzazione di un percorso didattico che coniughi continuità e specificità di ogni ordine?

52 DOMANDA 26 Quale funzione svolge la valutazione degli apprendimenti e del comportamento nelle diverse fasi del processo di apprendimento? Come può essere migliorata la trasparenza e luniformità del processo con un coinvolgimento positivo di tutti i soggetti presenti nella scuola?

53 DOMANDA 27 Quali azioni può intraprendere il DS per promuovere le competenze digitali previste dalla certificazione dellobbligo, tenendo conto dellimportanza che viene attribuita ad esse nel quadro dellapprendimento permanente e delle competenze chiave di cittadinanza?

54 DOMANDA 28 Lintroduzione di metodologie didattiche quali il cooperative learning, gli ambienti web e altro pongono cambiamenti di cui si dovrebbe monitorare lefficacia ai fini dellapprendimento. Quali strategie desunte dalla pedagogia sperimentale e dalle indagini qualitative e quantitative possono essere messe in atto per verificare lefficacia di tali metodologie?

55 DOMANDA 29 Il Ministero ha stabilito le linee guida per rendere possibile laccoglienza e linserimento degli studenti stranieri. Quali strategie possono essere messe in atto per la progettazione, valutazione e la scelta delle metodologie didattiche più efficaci per assicurare il successo scolastico e formativo nonché linsegnamento dellitaliano L2 e creare le condizioni di uno scambio proficuo nella comunità scolastica?

56 DOMANDA 30 Quali strategie possono essere messe in atto per rendere efficace lazione di orientamento, fondamentale per assicurare il successo scolastico e contenere la dispersione? In che modo si può impostare la progettazione, la valutazione e la scelta di metodologie didattiche per realizzare unefficace azione di orientamento?

57 DOMANDA 31 Quali strategie possono essere messe in atto per rispondere a situazioni di disagio giovanile presenti in una realtà territoriale considerata a rischio o in un contesto in cui tale fenomeno non acquista rilevanza particolare? Come si può prevenire il bullismo e gli atteggiamenti prevaricatori che, pur non degenerando in forme di devianza, alterano in modo negativo i rapporti allinterno della comunità scolastica?


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