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NBEF IBEP Basic - 1 Obiettivi e metodologie per il Corso IBEP di primo livello sulla responsabilità del Cacciatore con lArco.

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1 NBEF IBEP Basic - 1 Obiettivi e metodologie per il Corso IBEP di primo livello sulla responsabilità del Cacciatore con lArco

2 Concetti

3 1.introduzione La storia della educazione alla CCA La caccia con larco moderna è nata in Nord America, ed è direttamente ispirata ai Nativi di quel continente. I primi pionieri furono: Saxton Pope ed Art Young (studiarono Ishi, lultimo rappresentante vivente allo stato selvaggio della Tribù Yana, nel 1900) Howard Hill (1950) Fred Bear e Ben Pearson (1960) Bill Wadsworth, il padre delleducazione alla Caccia con larco e fondatore della NBEF (1967)

4 1.L'evoluzione della Caccia con L'Arco Nei primi anni del 900 Saxton Pope e Art Young studiarono Ishi, lultimo Yana (una tribù del nord della California. Ishi dimostrò le sue tecniche di costruzione degli archi, della lavorazione dellossidiana per le punte di freccia, e soprattutto della Caccia con larco. Nel 1923 Pope pubblicò il suo libro più importante Hunting with Bow and Arrow. Nel 1940 Doug Easton iniziò a produrre le aste in alluminio, e nel 1950 lo showman Howard Hill rese popolare la caccia con larco realizzando filmati spettacolari in Africa. Dagli anni 50 al 70 Fred Bear, Ben Pearson e Earl Hoyt svilupparono progetti di archi e si distinsero per il loro impegno nelleducazione alla caccia.

5 1.Caccia con l'Arco e benefici La caccia con larco consiste non solo nel catturare ed uccidere selvaggina, ma ha questi benefici: Gestione delle risorse naturali: la CCA consente una pianificazione e un bilanciamento selettivo della fauna a basso impatto ambientale come nessun altro genere di caccia. Ricreativi: Ha un forte impatto come attività Outdoor (coinvolge quasi 5 milioni di cacciatori, prevalentemente americani) Economici: la caccia con larco muove più di di dollari solo in USA Educativi: obbliga allo studio dellintero ecosistema ed ha una sua Cultura profondamente legata alla storia dellevoluzione umana; Sociali: consente a varie fasce sociali di interagire tra loro; Terapeutici: la caccia con larco è unattività fisica salutare; Salutistici: la carne della selvaggina è di altissima qualità alimentare.

6 ARCO FUCILE energia flettenti dellarco polvere da sparo supporto corpo dellarciere spalla dellarma range effettivo 20 mt 100+ traiettoria parabola linea retta potere lesivo emorragia shock/emorragia proiettile punta a lame palla problemi di sicurezza caduta dal tree stand incidente con larma 1.Le 3 sfide della caccia con l'Arco Prima di divenire cacciatori, bisogna essere arcieri. Lavvicinamento alla preda costringe allacquisizione di capacità particolari di movimento nellambiente naturale Il cacciatore con larco deve conoscere la selvaggina e imparare a tracciarla e recuperarla.

7 1.le motivazioni del cacciatore: dati USA La caccia con larco è una realtà importante negli Stati Uniti. Una indagine del U.S. Fish and Wildlife Service (1998) fornì questi dati: Più di di americani vanno a caccia, rappresentando il 7% della popolazione; Il 44% di essi usa larco abitualmente o sporadicamente; I cacciatori con larco salgono regolarmente di numero, soprattutto negli ultimi anni; La maggior parte dei CCA sono di età compresa tra i 35 – 54 anni; Lètà media in cui un soggetto inizia la CCA è 24 anni. Le risposte alla domanda perché vai a caccia con larco sono: a) maggiore sfida (58%); b) stagione di caccia più lunga (24%); c)minori restrizioni (13%); d) inizio anticipato (11%); cambio di ritmo (6%); e) pace e quiete (4%); f) maggiore divertimento (3%); altre motivazioni (6%).

8 2. Caccia e Natura: obiettivi Definire il concetto di Conservazione e come esso differisce da Preservazione Elencare i cinque elementi essenziali per lhabitat selvatico Definire la Capacità di trasporto. Elencare i fattori che limitano la popolazione selvatica Spiegare il ruolo della caccia nella conservazione della vita selvatica Dare cinque esempi di gestione della fauna e spiegare come ognuno di essi aiuta a conservare la popolazione selvatica Spiegare come la corretta identificazione della fauna sia cruciale per la caccia

9 2. Conservazione della Wildlife Il concetto di Conservazione della vita selvatica è antico: nella Bibbia viene esposto, e ai tempi di Kublai Khan fu codificato in leggi (XIII sec.). Oggi tale concetto è studiato scientificamente, ma in sostanza ha il medesimo significato: accertare in modo saggio l'uso e l'amministrazione delle risorse rinnovabili, cioè creare le giuste circostanze per cui gli organismi viventi che denominiamo risorse rinnovabili possano evolversi indefinitamente. Preservazione ha un altro significato, più radicale: non interferire in alcun modo con la vita selvatica, senza alcun intervento da parte delluomo.

10 2. Lezioni in gestione della Fauna Inizialmente, l'amministrazione della fauna selvatica negli Stati Uniti era orientata verso la protezione, non la conservazione. All'inizio degli anni 1900, per esempio, venne tentato di conservare il cervo mulo nel plateau di Kaibab in Arizona. La caccia venne vietata ed i predatori distrutti. Il risultato fu sovrappopolazione, distruzione dell'habitat e regresso severo della massa animale. Il plateau di Kaibab è stato aperto alla caccia nel 1929, portando l equilibrio con l'habitat. Oggi, una grande quantità di Mule Deer abita la zona. Intorno allo stesso periodo, un evento simile avvennne in Pennsilvania. I cervi furono introdotti dopo lestinzione della popolazione autoctona. Con la maggior parte dei predatori eliminati e nessuna caccia, il gregge si sviluppò senza controllo. Lapprovvigionamento di generi alimentari diminuì, e le migliaia dei cervi whitetail furono condannati a morte. Da queste dure lezioni, i gestori della fauna selvatica hanno imparato che è più proficua la conservazione che la protezione. Hanno scoperto che le sovraproduzioni della natura rendono un'eccedenza che può essere raccolta dai cacciatori.

11 2a. Gestione dell'ambiente La cosa più critica per la conservazione della fauna selvatica è lamministrazione dell'habitat. La sua distruzione, o cattiva gestione, è la minaccia più grande. Cinque elementi essenziali devono essere presenti per fornire un habitat possibile: alimento, acqua, copertura, spazio e organizzazione nella disposizione delle risorse. L'esigenza di alimento e di acqua è evidente. La copertura è necessaria non soltanto come riparo dagli elementi e predatori, ma per proteggere gli animali mentre si alimentano, allevano, si riproducono e si spostano. La copertura può variare dai cespugli fitti alle rocce. Lo spazio è necessario per evitare la sopra-concorrenza per gli alimenti. Alcuni animali inoltre hanno bisogno di determinata quantità di spazio territoriale per accoppiarsi e partorire. Una comunità costretta in uno spazio esiguo ed ammucchiata può sviluppare le malattie.

12 2b. Gestione dell'ambiente Lorganizzazione nella disposizione di risorse si riferisce alla disposizione di alimento, di acqua, della copertura e dello spazio in un habitat. La disposizione ideale permette che gli animali soddisfino tutte le loro esigenze in una piccola zona in modo da minimizzare l'energia che spendono dalla ricerca dellalimento, della copertura, dell'acqua. Per esempio, le quaglie passeranno molto del loro tempo dove le zone del pascolo e dell'arbusto convergono. Ciò è denominata effetto edge (effetto di confine). Essi possono presentarsi nel bordo della vegetazione o grazie alle caratteristiche topografiche, come le selle delle montagne. La maggior parte degli animali possono essere trovati nelle zone ove l'alimento e la copertura vengono a contatto, specialmente vicino ad una fonte d'acqua. Le rive del fiume sono spesso ideali, offrendo a molti animali tutti i loro fabbisogni dislocati lungo un corridoio.

13 2c. Gestione dell'ambiente Gli habitat devono essere in equilibrio per sostenere la fauna selvatica. Privare una determinata popolazione animale delle piante o eliminare un numero eccessivo di animali da una Comunità è il motivo per cui la Comunità non potrà sopravvivere. Ciò accade tipicamente quando lo sviluppo urbano si espande nelle zone selvatiche.

14 2a. Capacità di Carico e rapporto con lambiente Le risorse di un dato habitat possono sostenere soltanto una quantità determinata di fauna selvatica. Mentre le stagioni cambiano, l'alimentazione, l'acqua o la copertura possono scarseggiare danneggiando gli animali o l'habitat stesso. La capacità di carico è il numero di animali che l'habitat può sostenere per tutto l'anno. La capacità di carico di un determinato territorio può variare di anno in anno, in modo naturale o per colpa degli esseri umani.

15 2b. Capacità di Carico e rapporto con lambiente

16 2. il ruolo del cacciatore nella gestione dell'ambiente Poiché la fauna selvatica fa parte delle risorse naturali rinnovabili grazie alleccedenza, i cacciatori aiutano le popolazioni selvatiche con dei prelievi che possono portare ad un equilibrio sano. La caccia ben regolata non ha mai portato minacce di estinzione o squilibri nella fauna selvatica. La caccia può essere uno strumento di amministrazione efficace della fauna. I cacciatori svolgono quindi un ruolo importante fornendo le informazioni dal campo che gli amministratori del territorio necessitano. I proventi dalle tasse per le licenze di caccia servono a salvare specie in pericolo e alla gestione del territorio. I cacciatori spendono più tempo, soldi e fatica sulla conservazione della fauna selvatica che qualunque altra categoria nella società.

17 2a. principi di gestione dell'ambiente e della fauna Una singola coppia in sette anni può generare 40 individui.

18 2b. principi di gestione dell'ambiente e della fauna Il gestore della fauna deve valutare il numero corretto di individui (capacità di carico) di un determinato habitat e deve gestire le eccedenze in modo da mantenere il giusto equilibrio. Per gestire un habitat, devono essere considerate le tendenze storiche, le condizioni attuali dell habitat, i livelli della popolazione, le proiezioni di lunga durata e le azioni perché la pianificazione possa avere successo. Con quella determinazione si hanno una varietà di azioni a disposizione per mantenere gli habitat nell'equilibrio.

19 2. Metodologie di gestione della fauna Gli amministratori del territorio controllano continuamente il tasso di natalità ed il tasso di mortalità di varia specie e dello stato dell habitat. Ciò fornisce i dati statistici necessari per regolare la caccia e per determinare se altre pratiche di amministrazione sono necessarie conservare certe specie della fauna selvatica. Miglioramento dell'Habitat: il cambiamento dell habitat interessa il tipo e il numero di fauna selvatica che l'habitat può sostenere. Possone essere ridotte le estensioni forestali e ampliate le zone per promuovere il nuovo sviluppo e per rallentare il processo della successione. Questa pratica permette di aumentare la produzione di determinata specie della fauna selvatica. Regole Di caccia: proteggono l'habitat e conservano le popolazioni animali. Le regole includono scadenze quotidiane e stagionali, i limiti e metodi legali per la cattuare della fauna selvatica. Caccia : è un mezzo di amministrazione efficace. Mantiene le popolazioni animali nell'equilibrio con l'habitat ed è un sistema per finanziarne la gestione. Controllo dei Predatori: permette alle popolazioni della fauna selvatica di stabilire le popolazioni stabili, minacciate specialmente o la specie in pericolo. Introduzione Artificiale: immettendo della selvaggina si è riusciti a ristabilire equilibri ecoambientali. Gli animali si catturano nelle zone dove sono abbondanti e si introducono nellambiente in cui è necessario. Controllo delle malattie o prevenzione della relativa diffusione: La malattia può avere un effetto devastante sulla fauna selvatica.

20 3. La Giusta Caccia: obiettivi

21 3. sicurezza e arco Non bere alcolici prima e durante lattività Esistono leggi sulla caccia molto rigorose sulluso delle armi da fuoco: esse valgono anche per lArco. Non puntate MAI larco con la freccia incoccata verso direzioni non sicure; Incoccate la freccia SOLO PRIMA di effettuare un tiro; Accertatevi SEMPRE, prima del tiro, di cosa cè davanti e dietro al bersaglio; NON tirate in direzione di una cresta; Tirate SOLO quando dietro al bersaglio cè un area sicura contro la quale le vostre frecce possano arrestarsi; Usate SEPRE le protezioni per il braccio dellarco e le dita della corda; NON scoccate mai a vuoto; NON tirate frecce in verticale; Proteggete SEMPRE le punte con le apposite protezioni; Usate il carichino per montare le corde sugli archi tradizionali; Ispezionate SEMPRE lattrezzatura prima di ogni uscita, soprattutto le cocche e le eventuali rotture delle frecce; Proteggete le frecce durante il trasporto in contenitori rigidi.

22 3. sicurezza e caccia Siate consci delle vostre limitazioni fisiche; Cercate di essere in forma (allenatevi regolarmente) per meglio affrontare gli stress; Fate sapere anticipatamente ad amici e parenti i vostri itinerari di caccia; Trasportate lequipaggiamento in contenitori rigidi e sicuri; Proteggete sempre le vostre punte a lame con gli appositi contenitori e usate sempre faretre con cappuccio rigido – NON TENETE ESPOSTE LE PUNTE! Vestitevi con abbigliamenti adeguati ai climi che affronterete – PENSATE SEMPRE AL PEGGIO!; Portatevi dietro sempre un Kit base per sopravvivere; Portatevi dietro una torcia, batterie e lampada di riserva; In condizione di luce scarsa, tenete sempre accesa la lampada spostandovi dal vostro appostamento; Siate sempre in grado di identificare con sicurezza gli animali a cui volete tirare; Non tirate mai ad una preda con dietro uno sfondo aperto; In qualsiasi situazione di scarso equilibrio, riponete le frecce in faretra;

23 3a. un cacciatore responsabile Cosa significa cacciare responsabilmente? È la consapevolezza delle proprie azioni. Significa agire consci dei propri limiti, nel rispetto delle Leggi e nel rispetto dellEtica. La Caccia con lArco non è uno sport da spettatori, ma da protagonisti. Ogni azione errata si ripercuote sulla categoria di cui si fa parte. A cosa sono ispirate le leggi? Proteggere le risorse naturali; Proteggere i diritti di proprietà; Proteggere le persone; Assicurare una Caccia Etica; Assicurare uguale qualità e quantità di selvaggina a chi ne ha diritto; Acquisire informazioni: Gestire la Selvaggina e lambiente LA CACCIA E UN PRIVILEGIO CHE PUO ESSERE TOLTO A CHI AGISCE CONTRO LE LEGGI. LIGNORANZA DELLE NORME NON E CONSIDERATA UNA SCUSANTE.

24 3b. un cacciatore responsabile Le leggi vertono su: Periodi di caccia consentiti Metodi ed equipaggiamenti legali Regole per la gestione del capo abbattuto Regole per il trasporto del capo abbattuto Regole per il transito dei confini Penalità Requisiti formativi (abilitazioni )

25 3. Etica Molte volte la parola Etica è usata per descrivere il comportamento "responsabile". I due termini sono congruenti, ma l'etica è linsieme dei codici o dei valori morali che vanno oltre le leggi e le regolazioni convenzionali. Si può intendere come linsieme dei diritti e dei doveri non scritti "- che dettano il comportamento adeguato. La formazione del cacciatore con larco comprende linsegnamento di come essere un bowhunter responsabile, contribuendo a porre il fondamento per un codice Etico personale. LEtica permea le vostre decisioni su cosa fare quando nessuno vi sta guardando, o quando non ci sono regole convenzionali per dirvi che cosa è di giusto o errato. lEtica è quello che pensate prima di compiere un atto, la domanda: siete nel giusto o nellerrore?. Quando siete in caccia, siete voi che dovete decidere – e non ci sono i vostri istruttori per suggerirvi cosa fare. Come quando vi esercitate al tiro, il comportamento etico deve esercitarsi in per essere costantemente applicato. "le leggi sono tutto che dovete e che non dovete fare; l'etica è ciò che dovreste e che non dovreste fare (T.D. Carroll, former hunter and education administrator) "una virtù particolare dell'etica della caccia è che il cacciatore non ha una platea che può applaudire o disapprovare il suo comportamento. Qualunque sia il suo comportamento, è dettato dalla sua propria coscienza. Aldo Leopold, A Sand County Almanac

26 3. responsabilità nella CCA: conosci e rispetta i tuoi limiti fisici Salute Generale: Gli stati del cuore ed altri problemi di salute possono limitare l'attività di caccia. (il controllo medico è suggerito prima di una missione impegnativa). E opportuno portare con sé i farmaci personali. Stato Fisico: Non potete affrontare una caccia gravosa, a meno di non essere in buona forma fisica. Tempo: Le temperature estremamente basse o alte possono mettere a rischio l'impiego sicuro delle vostre attrezzature. Altitudine: la perfetta condizione fisica è essenziale

27 3. rispetto per l'equipaggiamento E fondamentale accertarsi che la propria attrezzatura sia in ordine. Utilizzate un arco che sia adatto alle vostre capacità; Assicuratevi che lattrezzatura sia in perfetto stato; Assicuratevi di avere frecce adatte allarco, in lunghezza e in spine; Assicuratevi che le frecce siano perfettamente diritte e le punte in asse; Allenatevi preliminarmente con lattrezzatura da caccia su bersagli che non danneggino le frecce; Portatevi dietro un kit di riparazione e sostituzione delle parti dellattrezzatura più facilmente danneggiabili.

28 3. rispetto per i proprietari terrieri La caccia avviene spesso in terreni privati. Il comportamento corretto con i proprietari dei terreni è fondamentale per poter condurre lattività nel modo migliore. Chiedete sempre e autorizzazioni prima di transitare su terreni privati con i vostri mezzi; Lasciate cancelli o sbarramenti esattamente come li avete trovati; Percorrete con i vostri mezzi solo strade in cui è possibile farlo (non transitate sui campi); Non attraversate colture danneggiandole; Non lasciate rifiuti in giro; Non accendete fuochi dove è pericoloso; Usate appostamenti rimovibili, non danneggiate le piante e non costruite strutture che non siano temporanee; Non lasciate tracce dellattività di pulitura del capo abbattuto; Siate sempre cordiali con il proprietario dei fondi che ha permesso la vostra caccia.

29 3. rispetto per gli animali e per l'ambiente Il rispetto per gli animali è frutto del rispetto delle Leggi e delle norme Etiche. Colpire sempre in area vitale ed evitare ferimenti; Assicuratevi di non azzardare tiri in situazioni in cui non vi sia possibile valutare la distanza della preda; Sapere con certezza il proprio range di tiro e non azzardare MAI oltre; Utilizzare SEMPRE punte a lame in grado di penetrare il più possibile ed arrecare la maggiore emorragia possibile; Fare TUTTO il POSSIBILE per recuperare il capo colpito.

30 3. rispetto per i colleghi cacciatori La caccia con larco è unesperienza condivisibile con i colleghi e rappresenta un momento di aggregazione molto importante da un punto di vista sociale e culturale. La caccia con larco è un contenitore di culture costituite di rispetto per la natura, umiltà e osservanza delle leggi. Ciò deve essere condiviso da tutti. I colleghi devono essere pronti ad aiutarsi reciprocamente, intervenire nei momenti di difficoltà e supportarsi luni con laltro. Rispetto per le zone di caccia degli altri gruppi: è un criterio antico come la caccia, mai penetrare senza essere invitati in aree frequentate abitualmente da altri gruppi senza essere invitati. Comunicazione: cercate di comunicare frequentemente, condividendo problemi e successi, questo elimina i rischi di didssidio.

31 3. La regola del primo sangue Tra le leggi non scritte, "la regola di primo sangue" stabilisce un senso particolare nel determinare chi può esigere un animale che è stato colpito da due frecce tirate da due cacciatori. Anche se non è possibile avvalersi della legge, è comunque una regola da seguire basata sul senso di responsabilità. Il primo cacciatore che colpisce con una freccia la zona vitale dell'animale, e che provoca una emorragia abbastanza visibile (e che determina così una buona probabilità di recupero), può esigere l'animale. Per contro, se lo stesso cacciatore ritiene la ferita superficiale, ed il recupero dell'animale poco probabile, deve lasciare allaltro cacciatore la preda.

32 3. rispetto per i non cacciatori Non applicare adesivi offensivi sulle auto nei confronti di chi non ama la caccia o a sostegno della caccia; Sostenere discussioni accese correndo il rischio di trascendere le buone maniere contro persone che la pensano in modo contrario; Comportarsi in modo volgare in pubblico indossando abiti mimetici; Quando trasportate la selvaggina abbattuta, esporla in modo offensivo senza una adeguata copertura. Bere, ubriacarsi o assumere droghe vestiti da caccia e in locali pubblici.

33 3. immagine pubblica della caccia parlare ed agire in modo responsabile Ogni cacciatore rappresenta la categoria dei cacciatori. Parlare ed agire in modo scorretto squalifica il lavoro fatto da tutti. I non cacciatori possono facilmente divenire Anti- cacciatori se a contatto con un linguaggio o un agire sbagliato. Parlare con cognizione di causa e dimostrare un atteggiamento maturo significa acquisire il rispetto di chi, pur non cacciado, contribuisce con il suo voto alla modifica dello scenario politico e di conseguenza legale.

34 4. l'attrezzatura: obiettivi Descrivere i più comuni tipi di arco ed elencare le loro caratteristiche; Definire lallungo dellarciere e il carico dellarco; Definire come lallungo e il carico vengono definiti sullindividuo; Definire limportanza di mettere a punto lattrezzatura sulla persona; Definire limportanza della corretta asta di freccia in funzione dellindividuo; Definire le costituenti fondamentali della freccia; Definire i termini spine e paradosso; Elencare i vari tipi di punta di freccia; Associare ad ogni selvaggina la punta opportuna; Definire i tre elementi principali di sicurezza per il cacciatore; Definire tre tra i più comuni accessori per la caccia

35 4. Locchio dominante Una delle prime cose da stabilire prima di iniziare il tiro con larco è se si debba scegliere un arco destro oppure sinistro. Tranne i modelli privi di finestra e sagomatura della grip (alcuni archi storici) tutti gli archi tradizionali e tecnologici si differenziano nelle due versioni. I criteri per i quali si deve scegliere di essere arcieri destri oppure mancini derivano dalle proprie caratteristiche manuali acquisite nellinfanzia (a volte indotte forzatamente dai genitori) quindi nellabilità nelluso di una determinata mano, della maggior forza di un braccio e dalla dominanza oculare, che invece si sviluppa indipendentemente. Non necessariamente queste componenti sono correlate. Nel tiro con larco, lasse della freccia dovrebbe giacere sotto locchio dominante. Anche se il riferimento al bersaglio non è una esplicita collimazione, lorientamento del braccio dellarco e del corpo, di conseguenza, si manifesterà in funzione della percezione dellasse di tiro comunque. Puntando ad un particolare con entrambi gli occhi aperti, prima si chiude un occhio, poi laltro. Locchio dominante permette la visione centrata.

36 4. l'arco Larco è una macchina che converte il lavoro muscolare dellarciere in energia potenziale elastica. Quando viene rilasciata la corda, questa energia si trasforma in energia di movimento della freccia. Più il rendimento dellarco è alto, maggiore energia viene trasferita alla freccia. Caratteristiche fondamentali dellarco da caccia sono il carico elevato, necessario a scagliare frecce provviste di lame, quindi pesanti, e la maneggevolezza. Più lattrezzo è corto e meglio è, perché ciò consente di non avere intralci nel bosco (in campo agonistico, invece, la lunghezza dellarco viene calcolata in rapporto alla statura dellarciere e in base al suo allungo).

37 4. due tipi di arco comuni Archi tradizionali Ricalcano le fogge degli archi storici ma sono costruiti con materiali moderni, il che comporta indubbi vantaggi in termini di funzionalità duso, di razionalità produttiva e di durevolezza. Gli archi tradizionali moderni si suddividono fondamentalmente in due categorie: longbow e ricurvi. Per entrambe è sempre consigliabile un buon libbraggio, per quanto non sia data la possibilità di definire in maniera precisa un carico ottimale per ciascun tipo di selvaggina. Archi tecnologici Nato espressamente per luso venatorio, il compound è il vero responsabile della diffusione e dellaffermazione della caccia con larco negli Stati Uniti, e ciò grazie al fatto di rappresentare una validissima alternativa, certamente più difficile ma ugualmente proficua, alla caccia con il fucile. Il suo grande vantaggio è quello di utilizzare un sistema di carrucole eccentriche e di cavi che consente di demoltiplicare progressivamente lo sforzo di trazione fino al 70% in fase di mira, il che permette al tiratore di mantenere larco teso al massimo dellallungo col minimo dello sforzo. Inutile sottolineare come tutto questo abbia sostanzialmente semplificato lapproccio al tiro con larco. Di qui la grande diffusione, dovuta anche al fatto che la tecnologia del compound è facilmente replicabile, anche in catena di montaggio. La precisione dellarco tecnologico consente di azzardare distanze di tiro maggiori (anche se poi, con laumento della portata, i problemi di traiettoria parabolica si fanno più evidenti), di conseguenza è nata una generazione di archi e di arcieri che, per enfatizzare al massimo queste caratteristiche, utilizza frecce più leggere e più corte che appiattiscono la traiettoria, riducendo al minimo la possibilità di errore nella valutazione della distanza

38 4. Grafico arco tradizionale

39 4. Grafico arco compound

40 4. la freccia È la parte più importante di tutta lattrezzatura, in quanto responsabile delleffetto terminale sul selvatico. Occorre sottolineare, a questo proposito, che la penetrazione può e devessere enfatizzata con luso di frecce pesanti, allo scopo di provocare una rapida ed efficace emorragia. Vista la velocità relativamente bassa della freccia (da 160 a 260 fps, ovvero da 50 a 80 m/s) non si può assolutamente sperare in un effetto darresto paragonabile a quello della pallottola di fucile. Con la piccola selvaggina questo è senzaltro possibile, ma nella caccia allungulato, e in ogni modo a qualsiasi selvatico di peso superiore ai 6 kg, bisogna contare solo sulla penetrazione dei tessuti, la lesione degli organi vitali e la conseguente emorragia. La capacità lesiva della freccia dipende dunque dalla sua quantità di moto (massa per velocità), requisito che a sua volta può essere enfatizzato dalla forma e dal grado di affilatura delle lame. Le frecce in alluminio e quelle in legno sono ideali per la caccia. Si tende invece a sconsigliare quelle in carbonio (e in una certa misura anche quelle in carbonio-alluminio) poiché hanno il brutto difetto di provocare, se si rompono, schegge sottili come capelli, tanto insidiose da inquinare la carne della selvaggina. Sono molto resistenti, comunque, ed è un caso rarissimo che si rompano. Del resto non bisogna dimenticare che sul mercato esistono modelli di frecce in questo materiale studiati specificamente per la caccia. Le case costruttrici, comunque, raccomandano di prestare molta attenzione nellestrarre dal corpo del selvatico le schegge eventualmente presenti, avendo cura di rimuovere una porzione abbastanza larga di tessuto tuttattorno al foro della freccia. Il vero problema delle frecce in carbonio è dato semmai dal peso: troppo esiguo rispetto agli altri materiali.

41 4. Leggere le aste di alluminio

42 4a. mettere a punto l'arco La messa a punto del materiale (arco e freccia) è fondamentale. Il punto di incocco regola il volo sul piano verticale, la flessibilità della freccia influisce sul volo ne piano orizzontale. La taratura permette di avere un volo il più regolare possibile, cioè la minor dissipazione di energia (che verrebbe sottratta, nellimpatto, alla penetrazione). In via teorica, le distanze di tiro generalmente modeste che caratterizzano il tiro venatorio renderebbero meno esasperata lesigenza di una meticolosa messa a punto delle frecce, e dellattrezzatura in generale, e di una completa standardizzazione dei set. Tuttavia, date le caratteristiche strutturali piuttosto critiche delle frecce da caccia, è bene preoccuparsi seriamente della loro taratura. Una freccia da caccia si comporta in maniera completamente diversa da una da tiro di ugual peso e lunghezza. La punta da caccia funziona infatti come un superficie frenante e perciò modifica lequilibrio aerodinamico della freccia tendendo a deviarne la traiettoria. Ogni piccolo scostamento del piano delle lame rispetto allasse della freccia comporta inevitabilmente un effetto alettone, cioè la tendenza a planare fuori dal bersaglio, soprattutto se le lame sono due. Cosicché, anche se la punta da caccia ha lo stesso peso di quella da tiro, sarà molto difficile ottenere con entrambe la stessa rosata. Ecco perché, nellallenamento e nella messa a punto dellattrezzatura venatoria, è preferibile non usare punte field o simili, bensì da caccia, magari di quelle senza filo appositamente realizzate per questo scopo. Maggiore è la superficie della punta, più accurato dovrà essere il controllo dellallineamento. La caratteristica significativa associata alla freccia, lo spine, caratterizza il grado di flessibilità dinamica dellasta. Le tabelle di consultazione permettono di scegliere tra aste di uguale flessibilità e diversa massa.

43 4. terminologia Paradosso dellArciere: Le oscillazioni della freccia intorno ai suoi nodi in uscita, smorzate dallimpennaggio che funge da freno aerodinamico, che determinano la traiettoria sul piano orizzontale. Il rilascio manuale enfatizza il fenomeno. Spine Statico: E' la rigidità dell'asta della freccia in condizioni statiche. E' misurata dallo Spine Tester, ed è definita dalle proprietà meccaniche dell'asta stessa. Spine Dinamico: Sono le proprietà di elasticità e resilienza dell'asta alla luce dell'effetto dinamico. Non è detto che due aste con il medesimo spine statico possiedano lo stesso spine dinamico. Punto di Bilanciamento (F.O.C.): E' la localizzazione del centro di gravità della freccia. E' usualmente definito in pollici, oppure in percentuale di lunghezza d'asta rispetto al centro geometrico di essa. Per un buon volo di freccia, generalmente esso deve essere posizionato tra il 7 ed il 20 % oltre il centro geometrico (F.O.C.= forward of center). Tutto il peso che si somma all'asta modifica il punto di bilanciamento.

44 4. mettere a punto l'arco Il paradosso dellarciere L'arco, mediamente impiega 1/250 di secondo a chiudersi, dal momento del rilascio. Durante quest'intervallo la freccia dovrebbe subire un ciclo di tre "curvature" complete, sempre con la corda connessa alla cocca. La corda stessa (abbiamo parlato, fino ad ora, di piano virtuale di scorrimento) percorre una traiettoria sinusoidale smorzata, in virtù del fatto che un rilascio normale, per quanto ben fatto, è sempre un'azione che implica una risultante tra una coppia di forze non in asse. La corda possiederà questa traiettoria sinusoidale più o meno accentuata in funzione del rilascio più o meno buono (con il rilascio meccanico, e con una buona tecnica, le oscillazioni si riducono). Di conseguenza il risultato tra un'azione di spinta non solidale con il piano di scorrimento ed un vettore di spinta (la corda) che percorre una traiettoria sinusoidale smorzata, è ben visibile nelle oscillazioni della freccia. Il problema, nell'accoppiare arco e freccia, è quindi quello di trovare un'asta con un grado di flessibilità dinamica (spine) adeguato, cioè con una frequenza propria di oscillazione appropriata in modo da deflettersi quel tanto che basta a compensare questo squilibrio e rettificare il suo vettore di moto lungo la traiettoria individuata nella linea di mira.

45 4. Paradosso dellarciere

46 4. Modifiche allo spine dinamico per decrementare lo Spine Accorciare la freccia Muovere il Punto di Bilanciamento verso la cocca : Decrementare il peso della punta ; Decrementare il peso dellinserto Sostituire le penne naturali con quelle di plastica Ridurre lallungo Incrementare il Let-Off Passare dal fast flight al Dacron Passare da rilascio manuale a quello meccanico Cambiare sistema di camme con modelli a minore accumulo denergia per incrementare lo Spine Allungare la freccia Muovere il Punto di Bilanciamento verso la punta : Incrementare il peso della punta Incrementare il peso dellinserto Sostituire le penne di plastica con quelle naturali Aumentare lallungo Decrementare il Let-Off Passare dal Dacron al fast Flight Passare da rilascio meccanico a quello manuale Camme a maggior accumulo di energia

47 I maggiori fattori che influenzano lo spine di una freccia Grado di Center Shot Efficienza dellArco Lunghezza della Freccia Percentuale di Let-Off Materiale della freccia Peso della punta-inserto Diametro della Freccia Tipo di rilascio Peso della freccia Dinamica del rilascio Tipo di eccentrici Tipo di rest Vernice sullasta (crest) Tipo di corda Peso dellimpennaggio Peso della corda

48 4. Impennaggio In condizioni di taratura normali, è funzione dellimpennaggio stabilizzare rapidamente ogni sbandamento sui piani orizzontale e verticale. Può essere in penna naturale (generalmente tacchino) oppure in plastica (le cosiddette alette). Il primo è indispensabile se larco utilizza come appoggiafreccia il tappetino di finestra. Le penne di volatile sono più leggere e hanno maggior potere stabilizzante grazie al loro avvitamento naturale, ma sono anche più frenanti, più deperibili e poco affidabili in caso di pioggia. Di solito i cacciatori preferiscono le penne naturali: le alette possono deviare la traiettoria se sfiorano qualcosa durante il volo. In compenso fanno meno rumore delle altre al passaggio contro le frasche. La scelta delluno o dellaltro tipo non fa comunque molta differenza. È indispensabile che limpennaggio da caccia sia sempre ben dimensionato: 5 di lunghezza per ogni penna sono la regola se la freccia monta punte di peso pari o superiore ai 125 grs. Tre penne, disposte a intervalli regolari di 120°, sono lideale.

49 4. Tipi di impennaggio

50 4. la cocca

51 4. le punte di freccia Punte per la piccola selvaggina Sono destinate alla caccia di animali di peso non superiore ai 5-6 kg. La loro particolare forma è studiata per impedire alla freccia di penetrare nel corpo del selvatico, consentendole soltanto di tramortirlo, in modo da poterlo recuperare in perfetta integrità. A tale scopo sono dotate di una larga superficie dimpatto, il che significa che sono prive di cuspide. Le punte per la piccola selvaggina, tutte provviste dei medesimi sistemi dinserimento nellasta delle punte da tiro, si dividono in blunt, judo.

52 4. la punta a a lame Esistono fondamentalmente due categorie di punte da caccia grossa: a lame intercambiabili e a lame fisse, ovvero tradizionali. Le prime hanno sempre più di due lame (fino a otto), che sinseriscono in una specie di dardo, e la loro comodità sta nella possibilità di sostituire le superfici di taglio senza bisogno di procedere allaffilatura manuale. Il loro svantaggio, invece è dato dalla relativa resistenza allurto con losso. Essendo costituite da più parti assemblate tra loro, un forte impatto contro un osso molto duro può letteralmente smontarle. Negli Stati Uniti sono diffusamente utilizzate anche le punte a lame mobili o rientranti, studiate per limitare la resistenza aerodinamica della freccia in volo, altrimenti enfatizzata dalla notevole ampiezza delle loro superfici di taglio. Allimpatto della freccia, la cuspide rientra nel corpo del dardo azionando la fuoriuscita delle lame. Controindicazioni: la lentezza della penetrazione, dovuta allampiezza delle superfici di taglio; la possibilità che le lame non si aprano; lestrema fragilità della punta, che in caso dimpatto contro un osso molto duro può andare facilmente in pezzi.

53 4. Sezione di impatto La sezione dimpatto sul tessuto dipende esclusivamente dalla misura delle lame, non necessariamente in funzione della loro sezione geometrica. Se la punta da caccia presenta una cuspide conica o a scalpello, quindi non tagliente e affilata allestremità, nei primi istanti dellimpatto essa sfrutterà lelasticità del tessuto (che nellungulato è generalmente elastico e robusto) per trascinarsene dietro un cono il cui sviluppo è assai maggiore della sezione geometrica della punta. Di conseguenza, se le lame sono larghe oltre che lunghe, il taglio sarà molto ampio, anche quattro volte maggiore della sezione stessa della punta. Anche in questo caso si ha una certa perdita di energia allimpatto, che si traduce in una minore capacità di penetrazione e che deve essere bilanciata con unadeguata velocità iniziale (usando quindi un arco decisamente forte). Se la punta è tagliente fino allestremità, il taglio sarà di superficie inferiore, ma sicuramente la freccia penetrerà di più, quindi le probabilità di ledere efficacemente gli organi vitali saranno maggiori.

54 4. Affilatura delle lame Per quanto riguarda le punte a lame fisse, se le superfici di taglio sono due è sufficiente smontare la punta dallasta, avvitarla a unapposita impugnatura e passarne ogni lato sulla pietra, mantenendo langolo opportuno. Nel caso di punte intercambiabili, generalmente in acciaio duro ad alto tenore di carbonio, di solito le case costruttrici forniscono lame già perfettamente affilate e pronte alluso. Laffilatura domestica di queste punte è relativamente complessa, perché le lame devono essere smontate dal dardo e passate sulla pietra nelle due direzioni, ed essendo piuttosto piccole, loperazione presenta qualche difficoltà. Esiste comunque una pinza a morsetto che consente di maneggiare la lama e di procedere comodamente allintervento. In alternativa si possono usare le speciali pietre angolate, provviste di un solco centrale per lo scorrimento dellasta, per le quali non è necessario smontare le lame e quantomeno togliere la punta dallasta. Questo sistema, comunque, è valido solo per la rifinitura del filo, non per il recupero delle lame ottuse.

55 4. Accessori Fondamentali: Guantino, parabraccio, faretra (sgancio meccanico).

56 4. Accessori La faretra

57 4. Accessori parabraccio e guantino Il parabraccio. La vera utilità di questo accessorio, nel tiro di caccia, è quella di ridurre lingombro della manica, che può interferire pericolosamente con la corda in chiusura. Le condizioni climatiche in cui generalmente si pratica la caccia alle nostre latitudini richiedono luso dindumenti pesanti e voluminosi, soprattutto se si caccia alla posta. È bene verificare sempre la praticità del parabraccio in allenamento per non avere brutte sorprese. Il guantino. È senzaltro lideale per il tiro di caccia. Devessere in pelle morbida ma non troppo sottile, potersi calzare comodamente senza che le dita vi ballino dentro, avere chiusure robuste e regolabili. La patelletta è invece da sconsigliare assolutamente, in quanto poco pratica in condizioni critiche come quelle del tiro venatorio.

58 4. Accessori rilascio meccanico Il rilascio meccanico È un ottimo ausilio nelle cacce dappostamento ed enfatizza al massimo il rendimento di un compound superveloce. La sua completa efficacia si ottiene però dopo molta pratica. Esistono svariati modelli di rilascio meccanico. I più impiegati sono quelli con aggancio a ganasce e azionamento a grilletto. Evitare quelli a cordino per la difficoltà daggancio alla corda. Molto comodi sono invece quelli che si bloccano al polso con una cinghietta.

59 4. Altri Accessori Il rest da caccia Il rest da caccia Il rest da caccia devessere il più robusto e affidabile possibile. Tutte le case costruttrici di accessori per il tiro con larco hanno in catalogo dei rest specifici per la caccia. Per quanto riguarda i modelli convenzionali, che si applicano al piatto verticale della finestra di tiro, è bene evitare il famoso rest springie a molla, in quanto, sebbene molto versatile, è un po troppo rumoroso. È preferibile utilizzare rest a molla provvisti di guaina in gomma e accoppiati al berger button. Su di una attrezzatura semplice, ma non per questo meno efficace, il classico rest Hunter in gomma della Hoyt, o lanalogo prodotto dalla Bear, svolge egregiamente il suo lavoro. A chi utilizza loverdraw – cioè la speciale slitta che permette di tirare frecce più corte del normale – e il rilascio meccanico è consigliabile il rest ad abbattimento, di tipo a molla o inerziale. Con questo speciale accessorio si enfatizzano al massimo le vocazioni del compound estremo. Luso delloverdraw è consigliabile comunque agli arcieri più esperti, in quanto la sua taratura è molto complicata. Tutte le superfici con cui lasta può venire a contatto vanno ricoperte in gomma, per attutire i rumori durante il caricamento. Sugli archi tradizionali, al posto del rest, si può usare un tappetino in cuoio o in pelo a rivestimento del piatto di finestra.

60 4. Altri Accessori stabilizzatori da caccia Gli stabilizzatori da caccia Servono a incrementare la massa dellarco al fine di migliorarne la precisione. La loro funzione, più precisamente, è quella di ammortizzare nel più breve tempo possibile le vibrazioni che si creano allo scocco della freccia nel primo duecentesimo di secondo, e che, in un forte arco da caccia, possono risultare pregiudizievoli per la precisione del tiro. Gli stabilizzatori idraulici a bagno dolio (tipo Okie) ­– corti, abbastanza pesanti e compatti ­–­ sono particolarmente indicati per questo compito. Il loro peso deve oscillare dalle 5 alle 18 once, e la loro lunghezza non dovrebbe superare i 30 cm. Un ingombrante stabilizzatore da tiro può creare più problemi che benefici, in caccia.

61 4. Altri Accessori: peep sight, kisser button Il peep sight (in alto) e il kisser button (in basso). Piccoli strumenti da installare sulla corda, possono essere usati singolarmente o,per un risultato ottimale, abbinati fra di loro. Collimando attraverso il foro del peep sight, il pin del nostro mirino otteniamo unaprecisione molto più accurata mentre il kisser button posizionato in modo da toccare l'angolo della bocca (kisser) ad arco completamente aperto, costituisce un riferimento di precisione nell'uso del mirino. Il peep sight non è indenne da inconvenienti quale il mancato possibile allineamento peep-pin a causa della torsione della corda oppure la scarsa luminosità riscontrabile nelle ore serali che limita la visione del pin attraverso il foro. Naturalmente il mercato è corso in aiuto per risolvere tali problemi creando fori variabili in base alle condizioni di luce e sistemi antitorsione per la corda. Può capitare, per fortuna raramente, che saltino via dalla corda dopo il tiro; in questo caso è sempre meglio avere un ricambio di entrambi.

62 4. Altri Accessori i silenziatori Possono essere costituiti da filamenti di lana (puff), da piccole lamelle in gomma (tipo Catwhiskers, Spider Legs eccetera) o da bottoncini (brush button) in gomma che si applicano sulla corda allo scopo di assorbire le vibrazioni e quindi attutire il rumore. I brush button hanno anche la funzione, se montati sugli archi tradizionali, di evitare il fastidioso problema dei rametti che s impigliano tra la corda e i flettenti durante il cammino nel bosco. A tale scopo, però, devono venire montati molto vicini alle due estremit à dei flettenti. Nel ricurvo si applicano a cm dai tip; nel compound a 10 cm dagli eccentrici. L importante è che siano fissati entrambi in posizione simmetrica. La principale controindicazione dei silenziatori è data dal fatto che frenano leggermente la velocit à della freccia (da 2 a 5 fps), a causa della loro resistenza aerodinamica e del loro peso. Pi ù sono collocati vicini ai tip, maggiore è il loro effetto frenante. In compenso, aumenta la loro capacit à silenziante. In linea di massima, fanno uso dei silenziatori quegli arcieri che non sopportano il rumore violento dell arco in chiusura. Può sembrare strano, ma è proprio cos ì. Gli animali selvatici, in generale, percepiscono i rumori meglio dell uomo. Gli ungulati, in particolare, hanno una capacit à di percezione uditiva 20 volte maggiore di quella dell uomo. Questo significa che silenziare di qualche frazione di decibel l attrezzo è tutto sommato aleatorio, tantopi ù che a spaventare l animale è il movimento dell arco in chiusura, non il rumore emesso (l immagine, cio è la luce, arriva prima del suono). In certi casi, tuttavia, è consigliabile, specialmente quando si tirano frecce leggere, il cui lancio comporta una maggior dissipazione di energia. Il miglior silenziatore è comunque l arco perfettamente a punto, accoppiato a una freccia di peso adeguato.

63 4. Altri Accessori Game tracker Prodotto da una unica azienda USA, è una bobina di sottilissimo filo ad alta resistenza che, attaccato fra punta e l'asta della freccia, penetra nel corpo dell'animale assieme ad essa, facilitandone il successivo tracciamento. Accessorio non largamente utilizzato, presenta lo svantaggio di poter interferire nella linearità del volo della freccia. Anche se potenzialmente utile, in quanto ci consente di seguire la pista dell'animale partendo dall'Anschuss, quasi mai assolve completamente la sua funzione di "Filo d'Arianna", poichè l'animale colpito spesso fugge in zone fitte di vegetazione e poco dopo il filo diviene soggetto a rotture.

64 5. Preparazione alla caccia: obiettivi Descrivere limportanza dellabbigliamento adatto, inclusa la mimetizzazione; Descrivere i sei elementi fondamentali per tirare con larco da caccia; Dimostrare questi elementi; Spiegare limportanza della costanza dellallungo nellancoraggio; Descrivere come mirare; Descrivere come mettere a punto lattrezzatura; Elencare i più comuni errori; Descrivere i tre principali sistemi di caccia; Spiegare i due principali sistemi per valutare le distanze; Spiegare limportanza di una buona cultura ambientale per la caccia con larco.

65 5. Preparazione per la caccia i tre elementi fondamentali : Abbigliamento ed equipaggiamento adatto; Perfezionamento delle attitudini personali al tiro; Apprendimento approfondito delle caratteristiche dellambiente e della fauna da cacciare

66 5. Abbigliamento ed equipaggiamento adatto; mimetizzazione La varietà di abbigliamento proposta dai produttori è incredibilmente vasta (come oramai tutto ciò che riguarda il mondo dell'arco); si va dal classico woodland, al treebark, al realtree, al mossy oak, al seclusion 3D, all'advantage, all'A.S.A.T. (All- Season All-Terrain) e alle loro variabili quali Grey, Brown, Extra Grey, Extra Brown, Break-Up, Timber e tante altre ancora. per ottenere il 100% dal mimetismo occorre abbinarvi l'IMMOBILITA' o quantomeno movimenti talmente lenti da non essere percepiti dagli animali nelle vicinanze. Se siete già stati in un bosco, avrete notato che, in uno scenario completamente immobile, il vostro sguardo viene immediatamente attirato dal più piccolo movimento; orbene, a parti invertite, immaginate cosa può notare un animale che nel bosco ci vive. Gli ungulati vedono in bianco e nero (la percezione del colore dipende dalla percentuale di coni presente nella retina centrale) quindi non è tanto il colore che attira l'animale quanto la nostra sagoma uniforme nella tonalità; lo scopo del mimetismo è quindi di spezzare questa sagoma rendendo difficoltoso intuire una forma umana.

67 5. rimanere caldi nelle basse temperature Calore E' d'obbligo la tecnica della "cipolla" che consiste nel vestirsi "a strati" cercando di eliminare o aggiungere capi in base al variare della temperatura. Questo ci consentirà di calibrare la temperatura esterna con la temperatura prodotta dal nostro corpo, sia che esso sia in movimento o fermo. Quindi per riassumere: capi pratici, comodi e agevoli nell'essere indossati o sfilati. Evitiamo di presentarci imbottiti come delle salsicce Rumore Aspetto importante da non sottovalutare è la "rumorosità" dell'abbigliamento; i tessuti con i quali vengono prodotti sono per lo più sintetici e alcuni, per sfregamento, possono produrre un rumore abbastanza fastidioso oppure, altri, apparentemente silenziosi, che all'abbassarsi della temperatura tendono ad irrigidirsi e quindi a produrre anch'essi rumore. E' altrettanto evidente che cotone e lana sono assolutamente silenziosi, ma non sempre si possono indossare.

68 Lana Possiede unaltissima proprietà isolante, grazie al cuscinetto daria formato dalle ondulazioni della fibra. Più la lana è fine e ondulata, maggiore è il suo potere di isolamento termico. La lana è la fibra più igroscopica, perché assorbe una quantità di umidità pari al 30% del proprio peso, senza sembrare bagnata. Assorbe il vapore acqueo evitando al corpo il contatto con lindumento bagnato e resiste allo sporco per la sua superficie idrorepellente. La fibra di lana è elastica, ingualcibile, perciò molto resistente allusura. Impiegata per l'evevato grado di comfort a dispetto delle "fibre tecnologiche", per sua natura è permeabile all'acqua, all'umidità e al vento e quindi in condizioni estreme può creare qualche problema. Assolve il 100% delle sue funzioni se impiegata come "underwear" Cotone Composto per il 95% di cellulosa, il cotone ha delle proprietà che lo rendono particolarmente indicato ad essere indossato a contatto con la pelle. Soffice e leggero, il cotone permette alla pelle di respirare ed ha buone capacità di assorbimento; a differenza della lana non sinfeltrisce lavandolo, ma, al contrario, tende a divenire sempre più morbido. E una fibra molto resistente che non si usura, ma si strappa (a meno che non usiate il tipo "rip-stop"); Fleece Questo materiale (non possiamo definirlo tessuto), composto da una base di poliestere, conferisce una consistenza morbida e piacevolissima al tatto; per natura costruttiva permette la realizzazione di capi con un potere termico di poco inferiore alla lana e nel contempo estremamente leggeri oltre ad una impressionante velocità di asciugatura. Per contro non è ne' impermeabile ne' antivento, quindi, salvo che non venga abbinato ad altre membrane o materiali come Gore-tex o Wind-Stopper, dobbiamo considerarlo come indumento interno. 5.Tessuti

69 5. Tessuti 2 Saddle cloth, Micro- Suede, etc.. Materiali multistrato e multifunzione, assolvono la funzione di rivestimento esterno e membrana interna. Introdotti di recente sul mercato, si presentano molto morbidi al tatto, imitando in alcuni casi "la pelle di camoscio". Prodotti con materiali sintetici, possono offrire una ottima impermeabilità, traspirazione e resistenza al vento; per contro possono diventare rumorosi a temperature basse. Gore-tex Membrana a struttura microporosa (1,4 miliardi di pori per cm2); nata nel 1969, ha rivoluzionato il concetto di impermeabilità consentendo contemporaneamente una corretta traspirazione corporea (cosa fino a quel momento impossibile da ottenere). La struttura dei suoi micropori le consente di impedire il passaggio dall'esterno all'interno della più piccola goccia d'acqua esistente in natura a fronte della possibilità di far uscire all'esterno anche le più piccole molecole di vapore acqueo prodotte dal corpo umano. Materiale estremamente delicato, deve essere sempre abbinato ad idonei materiali di appoggio e necessita di termosaldatura nelle cuciture per mantenere la sua impermeabilità. Analoghi materiali sono il Sympatex, il Supplex, il Dry-Plus. Può sembrare una precisazione inutile ma è' opportuno precisare che, contrariamente a quanto molti credono, il GoreTex non protegge dal freddo, ma solo dall'acqua Wind-stopper Altra membrana microporosa estremamente sottile e leggera, durevolmente impermeabile al vento ed altamente traspirante. I tessuti Windstopper regolano il microclima corporeo attraverso l'impiego di una sofisticata tecnologia capace di assicurare, oltre alla protezione dal vento, anche una elevata capacità traspirante. Ideali come "underwear" nei periodi invernali dove a causa del vento le temperature, già di per se basse, possono ulteriormente abbassarli. Thinsulate E'un isolante termico di peso leggero sviluppato da 3M, in grado di offrire il massimo comfort, fornire calore anche in condizioni umide e garantire prestazioni superiori di traspirazione attiva. E' assolutamente confortevole ma non ingombrante, durevole e facile da mantenere. Viene impiegato in tutti i capi di abbigliamento quali guanti, berretti,giacconi, pantaloni e scarponi.

70 5. pratica base di tiro Lunico modo per ottenere successi sul campo è la pratica che significa confidenza con lattrezzatura e con le proprie azioni. Sicurezza: fate del concetto sicurezza la regola n.1 in tutte le vostre sedute di allenamento. Nella pratica di tiro, fate moltissima attenzione nello scegliere il luogo più appropriato. Forma fisica: la pratica di tiro non può essere proficua se non siete in forma fisica. Evoluzione graduale: iniziate con una attività sicura a distanze e condizioni che siete tranquillamente in grado di controllare. Aumentate distanze e stress gradatamente, fino a rendervi conto dei vostri limiti. Frequenza: aumentate gradatamente la frequenza dei vostri allenamenti; solo acquisendo una forma costante (precisione) nel tiro potete rivolgervi verso lattività di caccia.

71 5. Errori più comuni Follow trough: è lazione di controllo e verifica dopo il tiro. ATTENZIONE: deve essere la conseguenza automatica di un gesto eseguito correttamente, non un atto voluto. Se non viene naturale, significa che non si è ancora padroni sia fisicamente che psicologicamente dellatto del tiro. Ancoraggio inconsistente: non esiste un riferimento preciso dove ancorare. Cedimenti in trazione: è il sintomo del target Panic Rilascio strappato; Dita che stringono troppo la cocca Muscoli doloranti dopo lallenamento: carico troppo elevato o tensione psicologica Tensione nella mano dellarco Polso dellarco che si piega e non è in asse con lomero e le spalle; Incapacità di mettere a fuoco il bersaglio attraverso il mirino

72 5. Mirare Valutazione oggettiva ed uso del mirino Apparentemente è il metodo più facile. Occorre applicarsi costantemente nellinterpretazione sistematica delle distanze, allenarsi a misurare ad occhio lintervallo che ci separa da qualsiasi oggetto a nostra portata di sguardo, verificando poi lesattezza della misurazione contando i passi o utilizzando altri metodi di misurazione più precisi. Il sistema più semplice è quello di suddividere a metà la distanza totale tra noi e il bersaglio e valutare la lunghezza dellintervallo così ottenuto (minore è la distanza, meno errori si compiono), dopodiché lo si moltiplica per due. Ad ogni distanza corrispondere un alzo, cioè un angolo di elevazione dellarma. Loperazione si esegue collimando il bersaglio con il pin corrispondente alla distanza stimata (o utilizzando la punta della freccia se si usa il metodo del falso scopo). La caccia allaspetto è sicuramente la più adatta alluso del mirino, perché consente di mettersi comodamente in posizione per testare in maniera oggettiva (e anche scientifica, se si dispone di un rangefinder) tutta larea di transito del selvatico. Cè chi usa il mirino in modo volutamente approssimativo, confidando soprattutto nella traiettoria tesa del proprio arco. È un metodo poco ortodosso, ma può essere utilizzato efficacemente se le distanze di tiro sono brevi. In questo caso, anche una forma di caccia vagante molto riflessiva può dare buoni risultati.

73 5. imparare a stimare le distanze Il problema della traiettoria Pare che gli arcieri più abili nella valutazione delle distanze raggiungano precisioni variabili tra il 15 al 18%. La media è comunque più bassa: circa il 30%. Questo significa che un bersaglio posto a 20 m viene valutato con unapprossimazione di ± 2 m, e nella caccia con larco un margine di questa entità è davvero troppo. Con tali premesse, una freccia scagliata a 190 fps (velocità già piuttosto elevata per un arco tradizionale) impatta sul bersaglio con uno scostamento di 15 cm rispetto al centro reale. Vuol dire sbagliare totalmente larea vitale, il che può comportare un ferimento se lerrore avviene in sottostima (il tiro impatta in alto rispetto allarea vitale). Anche aumentando la velocità di uscita della freccia, il guadagno è relativo: infatti, a meno di non utilizzare un piccolo cannone da 280 fps capace di ridurre il margine errore a ±6 cm, il rischio del ferimento resta infatti molto elevato. Se gli errori sono così pregiudiziali a 20 m, figuriamoci a 25, 30 o addirittura 40 m. E il fatto di disporre di attrezzature di lancio quasi supersoniche e di una capacità personale di stima con un margine di errore del 15% non sposta il problema. Se qualsiasi arco da caccia permette una traiettoria pressoché rettilinea alla canonica distanza di m, anche solo 7 m in più portano a sensibili ma tragici scostamenti nellimpatto terminale, e questo è dovuto allevidente calo di velocità, proporzionale alla distanza percorsa della freccia. Quanta più strada ha la freccia da percorrere, infatti, tanto maggiore è leffetto della gravità, ovvero più accentuato il ramo di ricaduta della parabola. Il che rende ancor più critica la corretta valutazione della distanza.

74 5. Fare esercizio di valutazione

75 5. Il rangefinder Non è altro che un telemetro e come tale serve a misurare le distanze tra il cacciatore e il selvatico. La sua validità si dimostra nella caccia dappostamento, dove cè tutto il tempo per tracciare una mappa di distanze con precisi punti di riferimento. Nella caccia vagante è inutile, visto il tempo di reazione minimo di cui disporre e lingombro dello strumento. Più è lungo, più è preciso. Diffidare da quelli a immagine di riferimento (non sono telemetri), che risultano troppo approssimativi.

76 5. Diagramma di confronto 1

77 5. Diagramma di confronto 2

78 5. Commenti ai grafici Consideriamo due cacciatori di eguale abilità; il sig.A e il sig.B. Entrambi tirano con un arco a 220 piedi/sec., entrambi possiedono l'abilità di raggruppare frecce a 18 m. disperdendo entro un cerchio di 12 cm. di diametro, ed entrambi sono in grado di stimare le distanze con una precisione del 70% (30% di errore). Tirando ad un grosso cervo con un'area vitale estesa in verticale per 30 cm. essi hanno un Range di sicurezza massimo di 21 metri circa. Il sig.A decide di migliorare le sue abilità di tiratore e dopo un pò restringe la sua rosata a 7,5 cm. a 18m. In pratica raddoppia la sua precisione, e come risultato ottiene un incremento del suo Range di sicurezza di soli 1,8 m. Il sig.B decide invece di esercitarsi alla stima delle distanze, e con un miglioramento del 15% raggiunge un'incertezza del 15%, ed il suo Range di sicurezza incrementa di 5,4 m. Ogni commento è superfluo. Una buona regola pratica è questa: ogni 10% di incremento sulla velocità di uscita delle frecce porta ad un guadagno nel Range di sicurezza di 65 cm. sul daino e di 90 cm. sul grosso cervo. Se il sig.A decide di passare ad un arco ad alte prestazioni per appiattire le sua traiettoria (passando da 220 a 260 piedi/sec) e riesce a raddoppiare la sua precisione ugualmente, raggiunge il Range di sicurezza del sig.B ottenuto solamente con il miglioramento delle sue capacità di stima.

79 5. Trabocchetti ottici La percezione delle distanze sul terreno, sia che si adotti il metodo oggettivo sia quello istintivo, può essere inficiata da particolari condizioni di luce o di tiro. Generalmente si è portati a sopravvalutare le distanze nei seguenti casi: 1) quando si tira da una zona di luce verso una zona dombra; 2) in un corridoio dalberi; 3) quando il bersaglio si trova sul lato opposto di una valle; 4) quando il bersaglio, lungo una discesa, si trova a valle del tiratore. La sottovalutazione delle distanze è invece determinata dalle seguenti condizioni: 1) quando si tira da una zona dombra verso una zona di luce; 2) quando, in unarea aperta, si tira verso un bersaglio che si staglia su di un fondo uniforme (colline, boschi eccetera); 3) quando il bersaglio sporge parzialmente da un avvallamento del terreno; 4) quando il bersaglio, lungo una salita, si trova a monte del tiratore.

80 5. Tiro istintivo È la via creativa e naturale al tiro con larco. Labilità, in questo caso, si raggiungere solo abituando il corpo e la mente, attraverso la ripetizione dei gesti, a percepire le distanze e ad eseguire il puntamento in maniera automatica. Il cacciatore istintivo non calcola il tiro, lo sente. Punta la freccia verso il bersaglio, ne fissa intensamente il centro, entra in comunicazione con esso, lo tocca con le dita della mente. Tutto avviene a livello inconscio e il risultato è intimamente legato allo stato danimo dellarciere. Chi non ha mai provato questa esperienza, difficilmente può comprendere. Si tratta certamente della via più difficile, proprio perché il meccanismo è semplice e naturale. Per imparare occorre tirare, tirare e ancora tirare. E avere unumiltà francescana.

81 5. Fare pratica Le distanze minime che caratterizzano il tiro di caccia consentono di ridurre sensibilmente le probabilità di commettere errori. In allenamento, di solito, le distanze vengono raddoppiate o triplicate, questo per sviluppare la sensibilità necessaria a mantenere un perfetto allineamento delle traiettorie sul piano verticale di tiro, limitando così gli errori allesecuzione dellalzo e non del brandeggio. Il che, nel caso di un animale a quattro zampe, significa mancare totalmente il bersaglio, non ferirlo. Un errore sul piano verticale determina uno spostamento della traiettoria troppo in alto o troppo in basso. Dato che gli organi vitali dellungulato sono situati piuttosto in basso e si estendono per circa 2/3 in altezza verso il limite superiore della sagoma, un errore di sottostima o sovrastima non ha tragiche conseguenze. Il vero nemico è lo sbandamento orizzontale. Sbagliare in questo senso significa ferire lanimale in punti di scarsa vulnerabilità letale (intestini, glutei eccetera) e può condurre al dramma venatorio del mancato recupero del selvatico ferito. Lallenamento dovrà essere il più realistico possibile, cioè riprodurre le situazioni operative esistenti in caccia. Significa utilizzare la stessa attrezzatura, lo stesso abbigliamento e la stessa forma mentale. Ricordate che lallenamento venatorio non è una prova di endurance fisica. Ogni freccia va proiettata con determinazione e intensità, non solo meccanica.

82 5a. Diventare tuttuno con larco 1) Diventare tuttuno con larco. Questa regola è la più importante. Ogni minima incertezza nel connubio arco-arciere è causa dinterruzioni del flusso naturale che caratterizza latto venatorio. Dubbi di questo genere spesso si manifestano proprio al momento della verità. Occorre che il rilascio sia involontario e non predeterminato (è lazione globale a esserlo), perciò non devessere assolutamente disturbato da pensieri oggettivi, considerazioni razionali e soprattutto dubbi o timori. I tiratori da torneo chiamano la paura del bersaglio – cioè la paura di sbagliare il bersaglio – target panic. Essa nasce da incertezze sulle proprie capacità, sulla propria attrezzatura e sul suo rendimento. Nella caccia con larco prende il nome di buck fever, e la sua intensità è proporzionale allimportanza della preda. Lunico modo per esorcizzarla è una pratica costante che conduca alla piena simbiosi con larco.

83 5b. Usare sempre la stessa attrezzatura 2) Usare sempre la stessa attrezzatura. Evitare di allenarsi, nel periodo che precede la stagione venatoria, con materiale diverso da quello che si usa in caccia. Chi desidera praticare anche il tiro da torneo, deve cercare di bilanciare nel miglior modo possibile i due tipi dallenamento. Questo è particolarmente importante se si pratica il tiro istintivo, in quanto tale approccio implica un connubio arco-arciere ancor più stretto. Se intervengono variabili tecniche (a volte basta modificare limpostazione della mano, utilizzando una diversa impugnatura) si rischia di pregiudicare tutto. Luso del mirino comporta apparentemente meno problemi: basta dedicare un po di tempo al ricondizionamento.

84 5c. Utilizzare solo materiale pratico e resistente 3) Utilizzare soltanto materiale pratico e resistente. Diffidare degli archi complessi, che presentano difficoltà di taratura, oppure costruiti con materiali troppo sofisticati. Volendo, si può provare a sollecitare lattrezzatura un po più del dovuto in fase di allenamento, questo allo scopo di verificarne i limiti e prevenire eventuali sorprese sul terreno di caccia.

85 5d. Portare con sé il necessario 4) Portare con sé il necessario. È bene sperimentare sul campo ogni tipo di modifica dellattrezzatura, in qualsiasi condizione ambientale, e a tale scopo occorre imparare a distinguere cosè necessario e cosa no. Significa evitare i pesi inutili e ottimizzare luso dei pochi accessori veramente indispensabili. Il tutto dovrà essere custodito in contenitori muniti di cinghie corte per non intralciare il caricamento dellarco e impedire oscillazioni rumorose. Degli zainetti in materiale morbido e silenzioso, tipo pile o polar fleece rappresentano la soluzione migliore.

86 5e. Utilizzare punte da caccia 5) Utilizzare punte da caccia. Lideale è potersi allenare con frecce munite di punte da caccia. Il che non è impossibile, ma è antieconomico, data la facilità con cui queste punte si rovinano se usate contro materiali duri. Si possono utilizzare vecchie punte ormai ottuse o le speciali punte a lame intercambiabili da esercitazione, di peso e superficie uguali a quelle operative. È opportuno, dopo ciascuna volee, controllare il perfetto allineamento della punta con lasta della freccia. In ogni caso è consigliabile utilizzare una o al massimo due frecce per ogni serie di tiri sullo stesso bersaglio, per evitare che si danneggino tra loro allimpatto. Se lallenamento viene effettuato con punte field o blunt, è importante verificare che le rosate abbiano la stessa estensione di quelle realizzate con le punte da caccia. Mentre questo è praticamente impossibile alle medie e lunghe distanze, sulla distanza venatoria non sempre si ha uno scostamento significativo.

87 5f. Tirare su bersagli idonei 6) Tirare su bersagli idonei. Se si utilizzano punte da caccia, occorre utilizzare battifreccia in materiale espanso: ethafoam o poliuretano. Lunica precauzione si deve avere nellestrazione della freccia, operazione che può essere facilitata con limpiego di punte intercambiabili. I bersagli tridimensionali, detti 3D, sono piuttosto funzionali anche da questo punto di vista. La punta rimane annegata allinterno, quindi non rischia di ruotare su sé stessa rendendo più ardua lestrazione della freccia. Uno degli allenamenti più validi è il roving, detto anche stump shooting. Consiste nel vagare per i boschi, in completo assetto da caccia, alla ricerca di un bersaglio naturale: un tronco caduto, una foglia secca che spicca sullo sfondo del sottobosco, una macchia di luce solare filtrata dai rami. È molto utile, in quanto abitua locchio a valutare in modo rapido e spontaneo le distanze, inoltre aiuta a entrare nella parte, in quanto riproduce in maniera piuttosto fedele la situazione di caccia reale.


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