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IL TERRITORIO UN POPOLO DI ABILI ARTIGIANI NAVIGATORI E MERCANTI I FENICI NEL MEDITERRANEO L INVENZIONE DELLALFABETO.

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Presentazione sul tema: "IL TERRITORIO UN POPOLO DI ABILI ARTIGIANI NAVIGATORI E MERCANTI I FENICI NEL MEDITERRANEO L INVENZIONE DELLALFABETO."— Transcript della presentazione:

1 IL TERRITORIO UN POPOLO DI ABILI ARTIGIANI NAVIGATORI E MERCANTI I FENICI NEL MEDITERRANEO L INVENZIONE DELLALFABETO

2 I Fenici sono unantica popolazione che abitò nella regione che da loro prese il nome di Fenicia, lattuale Libano, situato sulla sponda orientale del Mar Mediterraneo. Il territorio abitato da questa popolazione ha influenzato profondamente il corso della loro storia. In questo territorio, infatti, la terra era poco estesa, ma fertile e la vegetazione abbastanza varia. Le regioni montagnose, coperte di boschi, fornivano molto legname per la ostruzione di avi e i verdeggianti pendii erano ricchi di vigneti e uliveti.

3 Il territorio era suddiviso in tante città, spesso in lotta tra loro, e ognuna costituiva un piccolo stato indipendente, comandato da un re. Le città più importanti erano Tiro, Sidone e Biblo. La Civiltà Fenicia è durata dal 1200 all 800 a.C., in seguito furono conquistati da altri popoli che provenivano dalle coste del Mediterraneo e da allora, per millenni, sul territorio si sono sviluppate molte civiltà. Per questo il Libano è un paese ricco di testimonianze e culture diverse, tanto che lUnesco ha dichiarato alcune zone del Libano patrimonio mondiale dell umanità.

4 Le città fenicie sorgevano su promontori o isolette vicino alla terra ferma. Erano circondate da mura, dentro le quali si trovavano il palazzo reale, le abitazioni, i magazzini, i templi e le botteghe degli artigiani. Insieme alla navigazione, lartigianato era una delle attività più diffuse. Disponevano di diversi materiali, come legno, sabbia, porpora, papiro e metalli preziosi, pertanto varie erano le lavorazioni artigianali: IL VETRO : Il vetro era già stato inventato, ma loro si specializzarono nella tecnica della soffiatura. Costruivano preziosi gioielli in pasta di vetro, i più famosi sono i pendagli a forma di volto attaccati alle collane ed erano considerati una protezione contro gli spiriti maligni.

5 LA PORPORA: Unaltro prodotto artigianale dei Fenici erano i tessuti colorati con la porpora che è un colorante formato da molluschi marini; gli abiti colorati avevano un gran valore, erano dei tessuti molto pregiati che fruttavano buon guadagni ai mercanti fenici. IL PAPIRO: I Fenici scrivevano prevalentemente su carta di papiro, che veniva prodotto in Egitto. Fu la città di Biblo, dove si commerciava principalmente questo prodotto, a dare il nome ai rotoli di papiro e a farlo conoscere a tutti i popoli antichi. AVORIO E METALLI PREZIOSI : Gli artigiani erano anche famosi per la lavorazione dell avorio e dei metalli preziosi con cui producevano gioielli che poi commerciavano con gli altri popoli.

6 La Fenicia, attuale Libano, era formata da una stretta striscia di terra racchiusa tra il Mar Mediterraneo e le montagne. I pendii erano ricoperti da boschi di cedro, i particolari alberi dal legno resistente, usati per la costruzione delle navi. I Fenici si arricchirono grazie alla navigazione e gli scambi commerciali; le navi fenicie, infatti, raggiunsero le coste di tutto il Mediterraneo, conquistandone alcune, dove fondarono colonie come Leptis Magna, Cartagine, Palermo, Cagliari e Cadice. Col tempo i Fenici si specializzarono sempre di più nella costruzione delle navi: fabbricarono due tipi di navi diverse, militare e commerciale con caratteristiche differenti.

7 Le navi commerciali erano larghe, per poter caricare grandi quantità di merci; trasportavano i prodotti artigianali fenici, che venivano scambiaticon materie prime di altri paesi, con schiavi o armi. Avevano grandi vele quadrate che, grazie alla spinta dei venti, permettevano alle imbarcazioni di spostarsi velocemente anche se l equipaggio era formato da pochi uomini. Le navi militari, invece, erano lunghe e affusolate per aumentare la loro velocità durante la navigazione. Il movimento era assicurato, oltre che dalla vela, anche da doppie file di rematori, che le rendeva più veloci degli avversari.

8 I Fenici sapevano navigare in mare aperto anche di notte perché si orientavano con la Stella polare, che è la stella più luminosa della Costellazione delle Due Orse che indica il Nord. I Fenici si concentrarono sullOrsa Minore perfezionando il loro orientamento. Qualche nave fenicia superò anche le colonne d Ercole, spingendosi fin nella parte settentrionale della Gran Bretagna.

9 I Fenici erano un popolo di guerrieri, commercianti e di abili navigatori. La loro terra era piccola, perciò raggiunsero con le loro navi le coste del Mar Mediterraneo (Africa, Spagna e Italia meridionale) dove i mercanti fondarono dei villaggi. Con il tempo questi villaggi si ingrandirono e diventarono grandi colonie, cioè città fondate lontano dalla patria originaria, ma da essa dipendenti. Una delle città più importanti fu Cartagine, fondata nel IX secolo a.C. nelle vicinanze dellodierna Tunisi da coloni fenicprovenienti da Tiro. Cartagine fu per molti anni la regina del mare, costruita nella parte meridionale di una penisola protesa allinterno del Golfo di Tunisi e protetta da una serie di alture nella sua parte settentrionale.

10 Ciò dimostra che occhio lungo avessero i Fenici nella scelta dei territori dove fondare le proprie colonie. I fenici fondarono molte altre colonie in Egitto, Grecia, Italia e si spinsero fino in Spagna, a Gadir (Cadice) e in seguito a Barcino (Barcellona), diventando così i padroni del Mediterraneo.

11 Nellantichità la scrittura più usata era quella cuneiforme risalente ai Popoli Mesopotamici e quella geroglifica degli Egizi. Questi segni erano però molto difficili, sia da eseguire che da leggere perché ce nerano moltissimi. Questo compito era quindi affidato solo agli scribi. I mercanti fenici invece non avevano bisogno degli scribi, perché inventarono LALFABETO.

12 Questo tipo di scrittura era molto semplice perché ogni segno corrispondeva ad un segno particolare. Era costituito da 22 suoni (solo le consonanti), in seguito i Greci inventarono anche le vocali. I Fenici, commerciavano i loro prodotti in tutto il Mediterraneo, esportarono anche la conoscenza del loro alfabeto che presto venne usato in tutto il Mediterraneo. Un antico mito greco infatti racconta che fu il principe fenicio Cadmo con i suoi viaggi a diffondere lalfabeto nelle terre da lui visitate.


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