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I Tuttala. Cosè il tuttala? I Tuttala Cosè il tuttala? 1.Un velivolo che non presenta la classica coda con impennaggi verticali ed orizzontali.

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Presentazione sul tema: "I Tuttala. Cosè il tuttala? I Tuttala Cosè il tuttala? 1.Un velivolo che non presenta la classica coda con impennaggi verticali ed orizzontali."— Transcript della presentazione:

1 I Tuttala

2 Cosè il tuttala?

3 I Tuttala Cosè il tuttala? 1.Un velivolo che non presenta la classica coda con impennaggi verticali ed orizzontali

4 I Tuttala Cosè il tuttala? 1.Un velivolo che non presenta la classica coda con impennaggi verticali ed orizzontali 2.Un velivolo che presenta una serie di problematiche a causa di questa assenza

5 I Tuttala Cosè il tuttala? 1.Un velivolo che non presenta la classica coda con impennaggi verticali ed orizzontali 2.Un velivolo che presenta una serie di problematiche a causa di questa assenza 3.Un velivolo che si è sviluppato tra gli anni 20 e gli anni 60

6 I Tuttala Le tipologie: Esistono due principali tipologie di questi velivoli:

7 I Tuttala Le tipologie: Esistono due principali tipologie di questi velivoli: Quella classica (detta tuttala puro), che non presenta niente al di fuori di ununica ala, dove è annegata la fusoliera e il sistema motopropulsivo.

8 I Tuttala Le tipologie: Esistono due principali tipologie di questi velivoli: Quella classica (detta tuttala puro), che non presenta niente al di fuori di ununica ala, dove è annegata la fusoliera e il sistema motopropulsivo. Quella più comune, che presenta gli impennaggi verticali, sia come delle winglet alari, sia come delle derive poste sulle ali o sulla coda della fusoliera.

9 I Tuttala I Difetti Questa configurazione presenta dei problemi di stabilità attorno a tutti e tre gli assi di rotazione del velivolo - Lasse di imbardata, o asse verticale è quello attorno al quale si ha la stabilità laterale - Lasse di rollio, o longitudinale, è quello attorno al quale si ha la stabilità longitudinale - Lasse di beccheggio, o trasversale, è quello attorno al quale si ha la stabilità trasversale

10 I Tuttala I Difetti Ora analizziamo uno ad uno i problemi lungo i tre assi.

11 I Tuttala I Difetti Ora analizziamo uno ad uno i problemi lungo i tre assi. Instabilità laterale (solo nelle configurazioni pure) : questa è dovuta allassenza della deriva verticale, questo problema può dare fastidi in virate, poiché laereo non è aiutato da qualcosa attorno allasse verticale, e di conseguenza tende a perdere quota, effetto comunque lieve se laereo non viaggia a basse velocità o comunque mantiene lassetto di virata per poco tempo.

12 I Tuttala I Difetti Ora analizziamo uno ad uno i problemi lungo i tre assi. Instabilità longitudinale: anche questa dovuta allassenza di deriva verticale, può dare problemi quando il velivolo è poco inclinato e cè presenza di vento laterale, il quale tende a far ruotare laereo con facilità rispetto ad un velivolo munito del timone verticale.

13 I Tuttala I Difetti Ora analizziamo uno ad uno i problemi lungo i tre assi. Instabilità trasversale: questa è causata da un errato centraggio. E dà luogo a molti problemi causati dal bilanciamento dinamico che si effettuerà in volo per avere un volo rettilineo.

14 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Attorno a questo asse possiamo avere due posizioni: Coda in giù Muso in giù

15 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Analizziamo il primo: coda in giù. Conseguenze: 1) questa portanza addizionale aiuta la separazione del flusso verso le estremità alari, che porta ad uno stallo delle estremità alari, e di conseguenza porta allentrata in vite;

16 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Analizziamo il primo: coda in giù. Conseguenze: 1) questa portanza addizionale aiuta la separazione del flusso verso le estremità alari, che porta ad uno stallo delle estremità alari, e di conseguenza porta allentrata in vite; 2) se questo fenomeno avviene in contemporanea su entrambe le estremità alari, causa uno stallo posteriore, molto pericoloso in prossimità del suolo;

17 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Analizziamo il primo: coda in giù. Conseguenze: 1) questa portanza addizionale aiuta la separazione del flusso verso le estremità alari, che porta ad uno stallo delle estremità alari, e di conseguenza porta allentrata in vite; 2) se questo fenomeno avviene in contemporanea su entrambe le estremità alari, causa uno stallo posteriore, molto pericoloso in prossimità del suolo; 3) inoltre se entrambi gli elevoni si muovono in giù, ne consegue che lala acquista una coppia negativa,di conseguenza queste ali avranno la tendenza ad entrare in spirale, pericolosa in caso di volo strumentale;

18 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Analizziamo il primo: coda in giù. Conseguenze: 1) questa portanza addizionale aiuta la separazione del flusso verso le estremità alari, che porta ad uno stallo delle estremità alari, e di conseguenza porta allentrata in vite; 2) se questo fenomeno avviene in contemporanea su entrambe le estremità alari, causa uno stallo posteriore, molto pericoloso in prossimità del suolo; 3) inoltre se entrambi gli elevoni si muovono in giù, ne consegue che lala acquista una coppia negativa,di conseguenza queste ali avranno la tendenza ad entrare in spirale, pericolosa in caso di volo strumentale; 4) infine questa coppia amplifica il problema dellinstabilità laterale.

19 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Analizziamo il secondo: muso in giù. Conseguenze: 1) questa deportanza previene la separazione del flusso alle estremità, evitando quindi lo stallo destremità alare, evitando così lentrata in vite;

20 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Analizziamo il secondo: muso in giù. Conseguenze: 1) questa deportanza previene la separazione del flusso alle estremità, evitando quindi lo stallo destremità alare, evitando così lentrata in vite; 2) la mancanza di distacco della vena fluida evita la presenza di uno stallo posteriore;

21 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Analizziamo il secondo: muso in giù. Conseguenze: 1) questa deportanza previene la separazione del flusso alle estremità, evitando quindi lo stallo destremità alare, evitando così lentrata in vite; 2) la mancanza di distacco della vena fluida evita la presenza di uno stallo posteriore; 3) entrambi gli elevoni su vuol dire la presenza di una coppia positiva, di conseguenza questa configurazione determina anche una certa stabilità in spirale, mentre laereo vira, questa è molto importante durante il volo strumentale;

22 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Analizziamo il secondo: muso in giù. Conseguenze: 1) questa deportanza previene la separazione del flusso alle estremità, evitando quindi lo stallo destremità alare, evitando così lentrata in vite; 2) la mancanza di distacco della vena fluida evita la presenza di uno stallo posteriore; 3) entrambi gli elevoni su vuol dire la presenza di una coppia positiva, di conseguenza questa configurazione determina anche una certa stabilità in spirale, mentre laereo vira, questa è molto importante durante il volo strumentale; 4) questa coppia positiva aiuta anche a migliorare la stabilità attorno allasse verticale;

23 I Tuttala I Difetti Asse di beccheggio Analizziamo il secondo: muso in giù. Conseguenze: 1) questa deportanza previene la separazione del flusso alle estremità, evitando quindi lo stallo destremità alare, evitando così lentrata in vite; 2) la mancanza di distacco della vena fluida evita la presenza di uno stallo posteriore; 3) entrambi gli elevoni su vuol dire la presenza di una coppia positiva, di conseguenza questa configurazione determina anche una certa stabilità in spirale, mentre laereo vira, questa è molto importante durante il volo strumentale; 4) questa coppia positiva aiuta anche a migliorare la stabilità attorno allasse verticale; 5) il prezzo da pagare per questi vantaggi è l'aumento della resistenza indotta, e la maneggevolezza diminuisce rispetto ad un centraggio corretto.

24 I Tuttala Le soluzioni Per risolvere questi problemi si sono usate le seguenti soluzioni:

25 I Tuttala Le soluzioni Per risolvere questi problemi si sono usate le seguenti soluzioni: Svergolamento alare (geometrico + aerodinamico)

26 I Tuttala Le soluzioni Per risolvere questi problemi si sono usate le seguenti soluzioni: Svergolamento alare (geometrico + aerodinamico) Profili autostabili

27 I Tuttala Le soluzioni Per risolvere questi problemi si sono usate le seguenti soluzioni: Svergolamento alare (geometrico + aerodinamico) Profili autostabili Coda appuntita

28 I Tuttala Le soluzioni Per risolvere questi problemi si sono usate le seguenti soluzioni: Svergolamento alare (geometrico + aerodinamico) Profili autostabili Coda appuntita Flap sul bordo duscita

29 I Tuttala Le soluzioni Lo svergolamento può essere di due tipi: Aerodinamico : questo consiste in una variazione del profilo, dallattacco alare allestremità alare. Geometrico: questo consiste nella variazione dellangolo dattacco del profilo, per esempio potremmo avere allattacco alare un angolo di 7 °, per arrivare allestremità con un angolo di -3°.

30 I Tuttala Le soluzioni Lo svergolamento serve a modificare landamento della portanza lungo lapertura alare. Così facendo modifichiamo anche la resistenza. Normalmente si usa lo svergolamento per ottenere alle estremità alari un valore di resistenza basso. In questo modo le superfici di controllo hanno una migliore efficienza. Nei tuttala inoltre hanno anche leffetto di stabilizzare laereo.

31 I Tuttala Le soluzioni I profili autostabili: Questi profili hanno la proprietà di autostabilizzarsi, senza la necessità di avere una superficie stabilizzante (il piano orizzontale di coda oppure le alette canard) staccata.

32 I Tuttala Le soluzioni La coda appuntita è unidea dei fratelli Horten, serve per dare alla linea focale dellala una forma come da figura. Inoltre in questo modo si fa in modo da accelerare la velocità del fluido in prossimità della mezzeria. Così facendo riduciamo leffetto della turbolenza che si crea in questa area, dovuta allo scontrarsi dei flussi causati dalla differenza di pressione tra dorso e ventre dellala.

33 I Tuttala Le soluzioni I flap in questo caso sono delle piccole superfici mobili poste su tutto il ventre del bordo duscita, che possono ruotare verso il basso in senso orario di 90°. Il movimento tra quelle dellala destra e quelle dellala sinistra può essere sia concorde che discorde. Lo scopo di queste superfici è di frenare lala dove vengono estratti. Infatti questi flap servono ad avere lo stesso effetto di una deriva verticale. Lo ottengono poiché mentre rallentano unala, laltra prosegue senza ulteriore resistenza, così si produce una rotazione del velivolo lungo lasse verticale.

34 I Tuttala I pregi - La scarsa stabilità direzionale, che ci dava alcuni difetti, ci aiuta perché ci consente di ottenere una buona stabilità spirale, molto comoda in volo in termica.

35 I Tuttala I pregi - La scarsa stabilità direzionale, che ci dava alcuni difetti, ci aiuta perché ci consente di ottenere una buona stabilità spirale, molto comoda in volo in termica. - Un tuttala ben progettato e realizzato è dotato di ottime caratteristiche di volo ed è molto difficile farlo entrare in vite.

36 I Tuttala I pregi - La scarsa stabilità direzionale, che ci dava alcuni difetti, ci aiuta perché ci consente di ottenere una buona stabilità spirale, molto comoda in volo in termica. - Un tuttala ben progettato e realizzato è dotato di ottime caratteristiche di volo ed è molto difficile farlo entrare in vite. - Questa configurazione presenta bassi valori di resistenza dattrito.

37 I Tuttala I pregi - La scarsa stabilità direzionale, che ci dava alcuni difetti, ci aiuta perché ci consente di ottenere una buona stabilità spirale, molto comoda in volo in termica. - Un tuttala ben progettato e realizzato è dotato di ottime caratteristiche di volo ed è molto difficile farlo entrare in vite. - Questa configurazione presenta bassi valori di resistenza dattrito. - E molto facile montarvi una motorizzazione spingente, la quale migliora la stabilità del velivolo.

38 I Tuttala I pregi - La scarsa stabilità direzionale, che ci dava alcuni difetti, ci aiuta perché ci consente di ottenere una buona stabilità spirale, molto comoda in volo in termica. - Un tuttala ben progettato e realizzato è dotato di ottime caratteristiche di volo ed è molto difficile farlo entrare in vite. - Questa configurazione presenta bassi valori di resistenza dattrito. - E molto facile montarvi una motorizzazione spingente, la quale migliora la stabilità del velivolo. - Il materiale necessario alla sua realizzazione è minore rispetto a quello di una configurazione classica.

39 I Tuttala Per capire meglio la forma dei tuttala viene ora proposto un modello 3D. Il velivolo è lhorten IX, oppure lHo-229. Per sapere come realizzare un modello 3D clicca qui. clicca qui

40 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili Per la realizzazione di un ala nei programmi 3D (io prenderò 3D Studio Max), si può sfruttare un loro comando che usando le sezioni e le curve di livello, traccia la superficie 3D creandosi una funzione in 2 variabili. Vediamo ora come si costruisce il modello 3D: Costruzione delle curve di livello Costruzione delle sezioni Posizionamento corretto delle sezioni con le curve di livello Attivazione del comando del programma

41 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili 1) Costruzione delle curve di livello. Nel nostro caso esse sono i profili alari posti a diversi punti lungo la semiala

42 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili 2) Costruzione delle sezioni. Nel nostro caso esse sono rappresentate dalla curva che rappresenta il bordo dentrata e da quella che rappresenta il bordo duscita.

43 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili 3) Posizionamento corretto delle sezioni con le curve di livello Ora bisogna allineare correttamente le sezioni con le curve di livello, altrimenti la funzione che creerà il programma potrebbe dare problemi.

44 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili 4) Attivazione del comando del programma Ora si avvia il comando che creerà la nostra superficie: lala.

45 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili Ora definiamo un po i termini usati: Funzione in due variabili: è una legge di qualsiasi natura che permette di associare ad ogni coppia ordinata di numeri reali (x;y) appartenente ad un dominio D, sottoinsieme di R², uno ed un solo numero reale z.

46 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili Ora definiamo un po i termini usati: Sezioni: i grafici sezione sono delle curve ottenute tagliando la nostra funzione lungo un piano verticale ( xz oppure yz ), ottenuto assegnando a una delle due variabili (x o y) un valore costante, ottenendo quindi una funzione in una variabile indipendente (la x o y), e una dipendente (la z).

47 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili Ora definiamo un po i termini usati: Curve di livello: queste sono delle linee che otteniamo tagliando la nostra funzione lungo un piano parallelo a quello xy. Otteniamo così una serie di curve poste su piani diversi che assomigliano alle curve di rilievo delle cartine topografiche. Per ottenere queste curve usiamo lo stesso sistema delle sezioni, solo che ora diamo a z un valore costante.

48 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili Ora definiamo un po i termini usati: Che differenza cè tra curve di livello e sezioni? Anche se sembrano uguali, in realtà sono 2 cose diverse, infatti riprendendo la definizione sappiamo che per ogni coppia ordinata di (x;y), abbiamo uno ed un solo valore di z. Quindi mentre le curve di livello possono essere anche delle curve chiuse, quindi non sono necessariamente delle funzioni, le sezioni devono esserlo, altrimenti per una coordinata (x;y), potremmo ritrovarci due punti di z.

49 Creazione di un modello 3D grazie alle funzioni in 2 variabili Ma se non avessimo un programma che traccia le funzioni come possiamo capire come sono fatte? Il procedimento consiste nel: 1.Trovare il dominio della nostra funzione 2.Tracciare una serie di grafici sezione 3.Tracciare una serie di curve di livello A questo punto ci siamo già fatti unidea di come può essere fatto un grafico in 3 dimensioni.


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