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IL TRATTAMENTO DEL PAZIENTE CON TRAUMA MAGGIORE DE ROSA EMANUELA FLORIDA INFERMIERE SPECIALISTA IN EMERGENZA.

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Presentazione sul tema: "IL TRATTAMENTO DEL PAZIENTE CON TRAUMA MAGGIORE DE ROSA EMANUELA FLORIDA INFERMIERE SPECIALISTA IN EMERGENZA."— Transcript della presentazione:

1 IL TRATTAMENTO DEL PAZIENTE CON TRAUMA MAGGIORE DE ROSA EMANUELA FLORIDA INFERMIERE SPECIALISTA IN EMERGENZA

2 IL TRAUMA Ogni anno in Italia si verificano, esclusivamente a seguito di incidenti stradali, circa morti e oltre feriti, ai quali si devono aggiungere le vittime di infortuni sul lavoro, domestici, sportivi e del tempo libero. Ogni anno in Italia si verificano, esclusivamente a seguito di incidenti stradali, circa morti e oltre feriti, ai quali si devono aggiungere le vittime di infortuni sul lavoro, domestici, sportivi e del tempo libero. Levento traumatico viene così a costituire la terza causa di morte in tutti i gruppi di età dopo le patologie neoplastiche e cardiovascolari e la prima in assoluto nella popolazione di età inferiore ai 40 anni, contribuendo in maniera rilevante anche a determinare un elevato numero di invalidità permanenti ad elevato costo economico e sociale. Levento traumatico viene così a costituire la terza causa di morte in tutti i gruppi di età dopo le patologie neoplastiche e cardiovascolari e la prima in assoluto nella popolazione di età inferiore ai 40 anni, contribuendo in maniera rilevante anche a determinare un elevato numero di invalidità permanenti ad elevato costo economico e sociale.

3 IL TRAUMA Ecaratteristica della mortalità da trauma la DISTRIBUZIONE TRIMODALE 1.Circa il 50% dei decessi avviene direttamente sul luogo dellevento o comunque entro la prima ora (morte immediata da ostruzione delle vie aeree, da gravi lesioni cranio- midollari,cardiache e dei grossi vasi) 2.Circa il 30%entro 4/6 ore dallevento (morte precoce principalmente per trauma toracico o ipovolemia, ma anche per edema cerebrale, ematomi extra sub durali o lesioni misconosciute a livello ospedaliero) 3.Il rimanente 20% nel corso della successiva degenza (morte tardiva per sepsi ed insufficienza multiorgano)

4 IL TRAUMA Diapositiva da inserire Diapositiva da inserire

5 IL TRAUMA La qualità delle prime cure prestate immediatamente sul luogo dellevento e lintervallo tra evento e cure ospedaliere idonee, costituiscono fattori determinanti nel condizionare la prognosi e gli esiti a distanza negli eventi di natura traumatica. La qualità delle prime cure prestate immediatamente sul luogo dellevento e lintervallo tra evento e cure ospedaliere idonee, costituiscono fattori determinanti nel condizionare la prognosi e gli esiti a distanza negli eventi di natura traumatica. Mentre la mortalità immediata risulta riducibile unicamente con un attenta e perseverante opera di prevenzione, le morti precoci, le morti tardive e le invalidità possono essere ridotte anche attraverso: Mentre la mortalità immediata risulta riducibile unicamente con un attenta e perseverante opera di prevenzione, le morti precoci, le morti tardive e le invalidità possono essere ridotte anche attraverso: 1.La definizione di un sistema di soccorso finalizzato (Trauma System), in grado di garantire una buona qualità delle prime cure prestate sul luogo dellevento. 2.La centralizzazione in tempi relativamente brevi dei traumi più gravi presso strutture idonee in grado di erogare prestazioni specialistiche (Trauma Center)

6 IL TRAUMA IL TRAUMA SYSTEM IL TRAUMA SYSTEM E accertato che una buona organizzazione del soccorso territoriale è in grado di ridurre significativamente la mortalità pre ospedaliera, i tempi di degenza media e le sequele invalidanti. E accertato che una buona organizzazione del soccorso territoriale è in grado di ridurre significativamente la mortalità pre ospedaliera, i tempi di degenza media e le sequele invalidanti. Requisiti imprescindibili per un buon sistema di soccorso territoriale sono: Requisiti imprescindibili per un buon sistema di soccorso territoriale sono: 1.Attivazione di un numero unico di accesso al sistema di emergenza (118) per la gestione centralizzata delle chiamate di soccorso 2.Disponibilità di personale qualificato addestrato alla ricezione della chiamata e alle operazioni di filtro (dispatch ) 3.Ottimale distribuzione dei mezzi BLS (con soccorritori non professionisti tempi di risposta media <5min in città e <20 min in area rurale) e ALS (con equipe medica e infermieristica con tempi di risposta media<20 minin area metropolitana e rurale)

7 IL TRAUMA IL TRAUMA SYSTEM IL TRAUMA SYSTEM E accertato che una buona organizzazione del soccorso territoriale è in grado di ridurre significativamente la mortalità pre ospedaliera, i tempi di degenza media e le sequele invalidanti. E accertato che una buona organizzazione del soccorso territoriale è in grado di ridurre significativamente la mortalità pre ospedaliera, i tempi di degenza media e le sequele invalidanti. Requisiti imprescindibili per un buon sistema di soccorso territoriale sono: Requisiti imprescindibili per un buon sistema di soccorso territoriale sono: 4.Qualificazione del personale volontario e non operante sul territorio in grado di applicare correttamente i principi di stabilizzazione del traumatizzato e le procedure di triage nellidentificazione dei traumi maggiori. 5.Raccordo con l C.O 118 per una corretta e tempestiva identificazione dellospedale di destinazione. 6.Organizzazione della struttura ospedaliera di ricezione

8 IL TRAUMA IL CONCETTO DI GOLDEN HOUR I PRIMI 60 MINUTI RAPPRESENTANO LINTERVALLO PREZIOSO IN CUI LA QUALITA DELLE PRIME CURE E IN GRADO DI INFLUENZARE IN MODO DECISIVO LA PROGNOSI DEL TRAUMATIZZATO. I PRIMI 60 MINUTI RAPPRESENTANO LINTERVALLO PREZIOSO IN CUI LA QUALITA DELLE PRIME CURE E IN GRADO DI INFLUENZARE IN MODO DECISIVO LA PROGNOSI DEL TRAUMATIZZATO. LORA DORO INIZIA NEL MOMENTO IN CUI SI VERIFICA LEVENTO TRAUMATICO E QUINDI ANCORA PRIMA DELLARRIVO IN C.O DELLA RICHIESTA DI SOCCORSO LORA DORO INIZIA NEL MOMENTO IN CUI SI VERIFICA LEVENTO TRAUMATICO E QUINDI ANCORA PRIMA DELLARRIVO IN C.O DELLA RICHIESTA DI SOCCORSO PER UN BUON UTILIZZO DELLA GOLDEN HOUR TUTTE LE FASI DELLOPERAZIONE DI SOCCORSO (RICEZIONE DELLA CHIAMATA, DISPATCH,ARRIVO SUL POSTO,ETC) DEVONO ESSERE OTTIMIZZATE PER UN BUON UTILIZZO DELLA GOLDEN HOUR TUTTE LE FASI DELLOPERAZIONE DI SOCCORSO (RICEZIONE DELLA CHIAMATA, DISPATCH,ARRIVO SUL POSTO,ETC) DEVONO ESSERE OTTIMIZZATE

9 IL TRAUMA LA STABILIZZAZIONE SUL CAMPO DOVRA RISULTARE RAPIDA, EFFICACE, ESSENZIALE LA STABILIZZAZIONE SUL CAMPO DOVRA RISULTARE RAPIDA, EFFICACE, ESSENZIALE I GOLDEN TEN MINUTES O PLATINUM 10 MINUTES RAPPRESENTANO IL TEMPO MASSIMO, 10 MINUTI PER LA STABILIZZAZIONE SUL CAMPO DA PARTE DI SOCCORRITORI CON CAPACITA BLS I GOLDEN TEN MINUTES O PLATINUM 10 MINUTES RAPPRESENTANO IL TEMPO MASSIMO, 10 MINUTI PER LA STABILIZZAZIONE SUL CAMPO DA PARTE DI SOCCORRITORI CON CAPACITA BLS IL CONCETTO DI GOLDEN HOUR

10 IL TRAUMA SCOOP AND RUN = CARICA E VAI,questa filosofia trova applicazione prevalentemente negli USA dove vi è una prevalenza di traumi penetranti (ferita da taglio e da arma da fuoco) e non prevedono la presenza di una figura medica ma solo di EMT (Emergency Medical Tecnician tecnici specializzati nellemergenza sanitaria) SCOOP AND RUN = CARICA E VAI,questa filosofia trova applicazione prevalentemente negli USA dove vi è una prevalenza di traumi penetranti (ferita da taglio e da arma da fuoco) e non prevedono la presenza di una figura medica ma solo di EMT (Emergency Medical Tecnician tecnici specializzati nellemergenza sanitaria) STAY AND PALY = FERMATI E FAI,questa filosofia si è sviluppata prevalentemente nei paesi Europei caratterizzata da una maggiore medicalizzazione degli interventi territoriali e per larga maggioranza dei traumi chiusi STAY AND PALY = FERMATI E FAI,questa filosofia si è sviluppata prevalentemente nei paesi Europei caratterizzata da una maggiore medicalizzazione degli interventi territoriali e per larga maggioranza dei traumi chiusi LOAD, GO AND PLAY = CARICA, PARTI E TRATTA (nel migliore dei modi assicurando le funzioni vitali e la mobilizzazione atraumatica) questo modello di comportamento è la risultante delle due filosofie principali che viene applicato a seconda delle caratteristiche territoriali, medico legali e professionali di riferimento LOAD, GO AND PLAY = CARICA, PARTI E TRATTA (nel migliore dei modi assicurando le funzioni vitali e la mobilizzazione atraumatica) questo modello di comportamento è la risultante delle due filosofie principali che viene applicato a seconda delle caratteristiche territoriali, medico legali e professionali di riferimento

11 IL TRAUMA FASI DEL SOCCORSO PRE OSPEDALIERO 1.ANTICIPAZIONE 2.VALUTAZIONE DELLA SCENA E AUTOPROTEZIONE 3.MECCANISMO DI LESIONE ( ELABORAZIONE DI UN INDICE DI SOSPETTO) 4.VALUTAZIONE PRIMARIA: Ac,B,C,D 5.VALUTAZIONE SECONDARIA: E 6.MOBILIZZAZIONE ATRAUMATICA 7.MONITORAGGIO, RIVALUTAZIONE E PROTEZIONE DAGLI AGENTI ATMOSFERICI 8.TRASPORTO

12 IL TRAUMA :ANTICIPAZIONE LANTICIPAZIONE E QUELLA FASE DEL SOCCORSO CHE PRECEDE LARRIVO IN POSTO. INIZIA AL MOMENTO DELLENTRATA IN SERVIZIO DELLEQUIPE, E TERMINA AL MOMENTO DELLARRIVO SUL LUOGO DELLEVENTO. LANTICIPAZIONE E QUELLA FASE DEL SOCCORSO CHE PRECEDE LARRIVO IN POSTO. INIZIA AL MOMENTO DELLENTRATA IN SERVIZIO DELLEQUIPE, E TERMINA AL MOMENTO DELLARRIVO SUL LUOGO DELLEVENTO. LEQUIPE DEVE DEFINIRE A PRIORI, AL MOMENTO DELLENTRATA IN SERVIZIO I RUOLI DI CIASCUN MEMBRO, GLI INCARICHI ED I LIMITI DI CIASCUNO: IN PARTICOLARE DEVE ESSERE INDIVIDUATO UN CAPO EQUIPAGGIO O IL TEAM LEADER,CHE SARA COLUI IL QUALE DEFINIRA SUCCESSIVAMENTE I RUOLI E LE COMPETENZE LEQUIPE DEVE DEFINIRE A PRIORI, AL MOMENTO DELLENTRATA IN SERVIZIO I RUOLI DI CIASCUN MEMBRO, GLI INCARICHI ED I LIMITI DI CIASCUNO: IN PARTICOLARE DEVE ESSERE INDIVIDUATO UN CAPO EQUIPAGGIO O IL TEAM LEADER,CHE SARA COLUI IL QUALE DEFINIRA SUCCESSIVAMENTE I RUOLI E LE COMPETENZE TUTTO IL PERSONALE DELLEQUIPAGGIO DEVE CONOSCERE ALLA PERFEZIONE I MATERIALI E LE PROCEDURE DI INTERVENTO TUTTO IL PERSONALE DELLEQUIPAGGIO DEVE CONOSCERE ALLA PERFEZIONE I MATERIALI E LE PROCEDURE DI INTERVENTO

13 IL TRAUMA:VALUTAZIONE DELLA SCENA E AUTOPROTEZIONE LA VALUTAZIONE DELLA SCENA DURANTE LE FASI DI AVVICINAMENTO AL TRAUMATIZZATO DEVE ESSERE ATTENTA, RAPIDA E COMPLETA AL FINE DI: LA VALUTAZIONE DELLA SCENA DURANTE LE FASI DI AVVICINAMENTO AL TRAUMATIZZATO DEVE ESSERE ATTENTA, RAPIDA E COMPLETA AL FINE DI: 1.GARANTIRE LA SICUREZZA (DEL SOCCORRITORE DELLINFORTUNATO DEGLI ASTANTI) 2.VALUTARE LACCESSIBILITA AI FERITI (FABBISOGNO DI SUPPORTO TECNICO, ECC) 3.IDENTIFICARE IL NUMERO E LE CONDIZIONI DEI FERITI (TRIAGE, FABBISOGNO DI MEZZI DI SUPPORTO,ECC) 4.RILEVARE LA DINAMICA DELLINCIDENTE (MECCANISMO DI LESIONE, INDICE DI SOSPETTO, LESION I ATTESE)

14 IL TRAUMA:VALUTAZIONE DELLA SCENA E AUTOPROTEZIONE LAUTOPROTEZIONE COSTITUISCE UN PRESUPPOSTO IRRINUNCIABILE E DERIVA DA UNA SERIE DI FATTORI QUALI: LAUTOPROTEZIONE COSTITUISCE UN PRESUPPOSTO IRRINUNCIABILE E DERIVA DA UNA SERIE DI FATTORI QUALI: FORMAZIONE SPECIFICA FORMAZIONE SPECIFICA BUON SISTEMA DI COMUNICAZIONI BUON SISTEMA DI COMUNICAZIONI UN ABBIGLIAMENTO IDONEO UN ABBIGLIAMENTO IDONEO COLLABORAZIONE CON ALTRE FIGURE COINVOLTE NEL SOCCORSO (ES VIGILI DEL FUOCO,ECC) COLLABORAZIONE CON ALTRE FIGURE COINVOLTE NEL SOCCORSO (ES VIGILI DEL FUOCO,ECC) RISPETTO DELLE COMPETENZE RISPETTO DELLE COMPETENZE LA PRIMA RICOGNIZIONE EFFETTUATA E DIRETTA ALLEVIDENZIAZIONE DEI FATTORI AMBIENTALI CHE POSSONO CONFIGURARE UNA SITUAZIONE A RISCHIO PER IL PERSONALE DI SOCCORSO E PER LA VITTIMA LA PRIMA RICOGNIZIONE EFFETTUATA E DIRETTA ALLEVIDENZIAZIONE DEI FATTORI AMBIENTALI CHE POSSONO CONFIGURARE UNA SITUAZIONE A RISCHIO PER IL PERSONALE DI SOCCORSO E PER LA VITTIMA

15 IL TRAUMA:VALUTAZIONE DELLA SCENA E AUTOPROTEZIONE NUMEROSI E DIFFERENZIATI SONO GLI ELEMENTI CHE POSSONO CONFIGURARE UNA SITUAZIONE A RISCHIO, QUALI AD ESEMPIO: FUOCO, FUMI LIBERAZIONE DI SOSTANZE TOSSICHE FUOCO, FUMI LIBERAZIONE DI SOSTANZE TOSSICHE FILI ELETTRICI FILI ELETTRICI VEICOLI O MATERIALI PERICOLANTI VEICOLI O MATERIALI PERICOLANTI ALTA DENSITA DI TRAFFICO INCONTROLLATO ALTA DENSITA DI TRAFFICO INCONTROLLATO FRAMMENTI DI MATERIALI SPARSI FRAMMENTI DI MATERIALI SPARSI COMPORTAMENTI IRRESPONSABILI DI SPETTATORI IN UN CONTESTO SPECIFICO (ES I FUMATORI) COMPORTAMENTI IRRESPONSABILI DI SPETTATORI IN UN CONTESTO SPECIFICO (ES I FUMATORI) PROBLEMI SANITARI:HIV, EPATITE, ECC PROBLEMI SANITARI:HIV, EPATITE, ECC

16 IL TRAUMA MECCANISMO DI LESIONE IL TRAUMA PUO ESSERE DEFINITO COME UNA INTERAZIONE TRA UNA VITTIMA E UNA FONTE DI ENERGIA IN UNO SPECIFICO AMBIENTE. IL TRAUMA PUO ESSERE DEFINITO COME UNA INTERAZIONE TRA UNA VITTIMA E UNA FONTE DI ENERGIA IN UNO SPECIFICO AMBIENTE. IL TRASFERIMENTO DI ENERGIA AL CORPO DELLA VITTIMA COSTITUISCE IL PRINCIPALE DETERMINANTE DELLA LESIONE PRODOTTA (MECCANISMO DI LESIONE) IL TRASFERIMENTO DI ENERGIA AL CORPO DELLA VITTIMA COSTITUISCE IL PRINCIPALE DETERMINANTE DELLA LESIONE PRODOTTA (MECCANISMO DI LESIONE) LA CONOSCENZA E LA VALUTAZIONE DEL MECCANISMO DI LESIONE PERMETTONO DI ELABORARE UN ALTO INDICE DI SOSPETTO NELLA RICERCA DELLE LESIONI CON LA POSSIBILITA DI INDIVIDUARE E TRATTARE TEMPESTIVAMENTE EVENTUALI LESIONI PRIMA CHE SI MANIFESTINO LA CONOSCENZA E LA VALUTAZIONE DEL MECCANISMO DI LESIONE PERMETTONO DI ELABORARE UN ALTO INDICE DI SOSPETTO NELLA RICERCA DELLE LESIONI CON LA POSSIBILITA DI INDIVIDUARE E TRATTARE TEMPESTIVAMENTE EVENTUALI LESIONI PRIMA CHE SI MANIFESTINO

17 CINEMATICA SI DEFINISCE CINEMATICA IL PROCESSO DI VALUTAZIONE DELLA SCENA COMPIUTO AI FINI DI DETERMINARE L A DINAMICA DELLEVENTO BASANDOSI SULLE FORZE COINVOLTE. SI BASA SU PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA FISICA

18 IL TRAUMA MECCANISMO DI LESIONE UN CORPO FERMO O IN MOVIMENTO TENDE A MANTENERE IL PROPRIO STATO FINO A QUANDO NON VIENE APPLICATA UNA FORZA (1° LEGGE DEL MOTO LEGGE DI NEWTON) UN CORPO FERMO O IN MOVIMENTO TENDE A MANTENERE IL PROPRIO STATO FINO A QUANDO NON VIENE APPLICATA UNA FORZA (1° LEGGE DEL MOTO LEGGE DI NEWTON) NULLA SI CREA NULLA SI DISTRUGGE TUTTO SI TRASFORMA (2° LEGGE DEL MOTO legge della conservazione dellenergia) NULLA SI CREA NULLA SI DISTRUGGE TUTTO SI TRASFORMA (2° LEGGE DEL MOTO legge della conservazione dellenergia) LENERGIA MECCANICA O CINETICA (LEGATA AL MOVIMENTO) E LA CAUSA PIU FREQUENTE DI LESIONE NELLINCIDENTE DA VEICOLI,DA CADUTA DA AGENTE PENETRANTE, DA SCOPPIO LENERGIA MECCANICA O CINETICA (LEGATA AL MOVIMENTO) E LA CAUSA PIU FREQUENTE DI LESIONE NELLINCIDENTE DA VEICOLI,DA CADUTA DA AGENTE PENETRANTE, DA SCOPPIO

19 IL TRAUMA MECCANISMO DI LESIONE LA CAVITAZIONE Un oggetto in movimento colpisce il corpo umano ( o il corpo umano in moto colpisce un ostacolo) ed i tessuti del corpo vengono allontanati dalla loro posizione naturale (trasferimento di energia) creando una Cavitazione. Cavità temporanea: i tessuti colpiti tornano nella posizione precedente (dipende dallelasticità dei tessuti colpiti).Difficile identificazione (traumi chiusi) Cavità permanente: i tessuti rimangono lacerati e compressi.Possibile identificazione(trauma penetrante)

20 IL TRAUMA MECCANISMO DI LESIONE TEORIA DEL TRIPLICE IMPATTO TEORIA DEL TRIPLICE IMPATTO LO SCAMBIO DI ENERGIA SI PUO VERIFICARE 1.TRA UN OGGETTO IN MOVIMENTO E I TESSUTI DELLA VITTIMA( I° IMPATTO) 2.TRA LA VITTIMA IN MOVIMENTO ED UN OGGETTO FERMO (II° IMPATTO) 3.TRA GLI ORGANI INTERNI E LE STRUTTURE RIGIDE DEL CORPO DELLA VITTIMA (III° IMPATTO)

21 IL TRAUMA MAGGIORE Il trauma maggiore e un evento traumatico che interessa uno o più distretti corporei con lesioni che determinano almeno in una sede un rischio immediato o potenziale per la sopravvivenza o per una invalidità permanente

22 IL TRAUMA POLITRAUMA La definizione di politrauma prevede linteressamento contemporaneo di due o più organi o apparati

23 IL TRAUMA MECCANISMO DI LESIONE INDICI DI IMPATTO AD ALTA ENERGIA ANCHE IN ASSENZA DI SEGNI E SINTOMI OBIETTIVABILI

24 IL TRAUMA INCIDENTI DA AUTOVETTURA

25 IL TRAUMA INCIDENTI DI AUTOVEICOLI IN OGNI DINAMICA DEVE ESSERE SEMPRE SOSPETTATO UN TRAUMA ALLA COLONNA CERVICALE SIA IN ASSOCIAZIONE A TRAUMA CRANICO CHE COME CONSEGUENZA DI UNA VIOLENTA ACCELERAZIONE O DA CONTRACCOLPO TUTTE LE LESIONI SONO POTENZIALMENTE PIU GRAVI IN ASSENZA DI SISTEMI DI RITENZIONE (CINTURE) O DI PROTEZIONE (AIRBAG E POGGIATESTA) O DI MALPOSIZIONE DEGLI STESSI

26 IL TRAUMA INCIDENTI DI AUTOVEICOLI IL MECCANISMO DI LESIONE E CORRELATO AGLI EFFETTI DEL TRIPLICE IMPATTO DETERMINATO DA: 1.COLLISIONE DEL VEICOLO 2.COLLISIONE DEL CORPO CONTRO STRUTTURE DEL VEICOLO 3.COLLISIONE DEGLI ORGANI INTERNI CONTRO STRUTTURE DEL CORPO E NECESSARIO QUINDI RICERCARE: 1.DEFORMAZIONI ESTERNE DEL VEICOLO 2.DEFORMAZIONI INTERNE(SEDE DELLIMPATTO DEL PASSEGGERO,PARABREZZA, VOLANTE, ECC) 3.SEGNI SUL CORPO DELLINFORTUNATO (FERITE, LACERAZIONI,ABRASIONI, ECC)

27 IL TRAUMA INCIDENTI DA AUTOVEICOLI IMPATTO FRONTALE (DECELERAZIONE IMPROVVISA ED IMPORTANTE) DINAMICA LESIONE ATTESA SCIVOLAMENTO IN BASSO E IN AVANTI ANCA, FEMORE E GINOCCHIO RETRAZIONE DELLA PEDALIERA ARTI INFERIORI, INCARCERAMENTO PROIEZIONE ANTERIORE SUL VOLANTE COLLO, TORACE, ADDOME (OSSEE E VISCERALI) PROIEZIONE ANTERIORE SU CRUSCOTTO E/O PARABREZZA CRANIO, VOLTO COLLO (OSSEE E VISCERALI) PROIEZIONE ALLESTERNO DEL VEICOLO COLONNA IN TOTO PIU DISTRETTI CORPOREI IN RELAZIONE ALLA SUPERFICIE DI IMPATTO.PROB MORTE 600%

28 IL TRAUMA INCIDENTI DA AUTOVEICOLI IMPATTO FRONTALE

29 LESIONI DA TRAUMA CONTRO IL VOLANTE RICERCARE EVENTUALI DEFORMAZIONI DEL VOLANTE SOLLEVANDO ANCHE LAIRBAG SEGNI :FERITE, CONTUSIONI,ESCORIAZIONI,ECC SEGNI :FERITE, CONTUSIONI,ESCORIAZIONI,ECC LESIONI ATTESE LESIONI DEL TORACE:fenomeno del sacchetto di carta (pnx dovuto a compressione del polmone contro la glottide chiusa), contusione cardiaca,rottura dellarco aortico o dellaorta ascendente (a volte parziale con formazione di aneurisma che può rompersi anche dopo 3 giorni) LESIONI DEL TORACE:fenomeno del sacchetto di carta (pnx dovuto a compressione del polmone contro la glottide chiusa), contusione cardiaca,rottura dellarco aortico o dellaorta ascendente (a volte parziale con formazione di aneurisma che può rompersi anche dopo 3 giorni) LESIONI DELLADDOME: rottura del diaframma (da aumento della pressione intraddominale risalita degli organi nella cavità toracica),rottura di milza, fegato,reni.Rottura della valvola aortica (inversione del flusso ematico per aumento pressione intraddominale, rottura delle cuspidi valvolari) LESIONI DELLADDOME: rottura del diaframma (da aumento della pressione intraddominale risalita degli organi nella cavità toracica),rottura di milza, fegato,reni.Rottura della valvola aortica (inversione del flusso ematico per aumento pressione intraddominale, rottura delle cuspidi valvolari),

30 IL TRAUMA INCIDENTI DA AUTOVEICOLI IMPATTO FRONTALE LESIONI DA TRAUMA CONTRO IL VOLANTE RICERCARE EVENTUALI DEFORMAZIONI DEL VOLANTE SOLLEVANDO ANCHE LAIRBAG LESIONI DELLE VIE URINARIE: ROTTURA DELLA VESCICA LESIONI DELLE VIE URINARIE: ROTTURA DELLA VESCICA IN TALE TIPOLOGIA DI EVENTO UNA DIFFICOLTA RESPIRATORIA E SPESSO INDICATIVA DI: PNX, PNX IPERTESO, VOLET COSTALE EMOTORACE, FRATTURE COSTALI, CONTUSIONE MIOCARDICA.

31 IL TRAUMA INCIDENTI DA AUTOVEICOLI IMPATTO FRONTALE (VOLANTE)

32 IL TRAUMA IMPATTO FRONTALE

33 IL TRAUMA INCIDENTI DI AUTOVEICOLI IMPATTO FRONTALE LESIONI DA TRAUMA CONTRO IL PARABREZZA QUESTE COINVOLGONO PIU FREQUENTEMENTE IL CAPO (schiacciamento o rottura delle vertebre) LESIONI DA TRAUMA CONTRO IL CRUSCOTTO QUESTE COINVOLGONO SOPRATTUTTO IL VOLTO E GLI ARTI INFERIORI (LUSSAZIONI DI GINOCCHIO, FRATTURE E LUSSAZIONI DI FEMORE, FRATTURE DI BACINO,ANCA )

34 IL TRAUMA INCIDENTI DI AUTOVEICOLI IMPATTO LATERALE IL SOCCORRITORE DEVE OSSERVARE: SEDE DI COLLISIONE DEL VEICOLO (DEFORMAZIONE DI PORTIERE O SEDILI,IL LATO DELLIMPATTO LATO GUIDA O PASSEGGERO) SEDE DI COLLISIONE DEL VEICOLO (DEFORMAZIONE DI PORTIERE O SEDILI,IL LATO DELLIMPATTO LATO GUIDA O PASSEGGERO) CONSIDERARE POSSIBILE URTO CON LEVA DEL CAMBIO, OCCUPANTI O OGGETTI TRASPORTATI CONSIDERARE POSSIBILE URTO CON LEVA DEL CAMBIO, OCCUPANTI O OGGETTI TRASPORTATI PARTE COINVOLTA LESIONI ATTESE CAPO TRAUMI CRANICI, CONTUSIONI CEREBRALI E STRAPPAMENTO VENE A PONTE COLLO TRAUMI CERVICALI, LUSSAZIONI ARTI SUP. E SPALLE FRATTURE LUSSAZIONI TORACE ADDOME FRATTURE COSTALI,LESIONI FEGATO, MILZA,ECC PELVI ARTI INF FRATTURE

35 IL TRAUMA IMPATTO LATERALE

36 IL TRAUMA INCIDENTE DA AUTOVEICOLI IMPATTO POSTERIORE IL SOCCORRITORE DEVE OSSERVARE DEFORMAZIONI ANTERIORI E POSTERIORI DEL VEICOLO PER INDIVIDUARE LA PROBABILE SEDE DI COLLISIONE DEL CORPO CONTRO LE STRUTTURE DEL VEICOLO:POGGIATESTA, VETRO ANTERIORE,ECC DEFORMAZIONI ANTERIORI E POSTERIORI DEL VEICOLO PER INDIVIDUARE LA PROBABILE SEDE DI COLLISIONE DEL CORPO CONTRO LE STRUTTURE DEL VEICOLO:POGGIATESTA, VETRO ANTERIORE,ECC SOSPETTARE DANNI ALLA COLONNA CERVICALE E LESIONI DA DOPPIO IMPATTO (ANTERIORE/POSTERIORE ) SOSPETTARE DANNI ALLA COLONNA CERVICALE E LESIONI DA DOPPIO IMPATTO (ANTERIORE/POSTERIORE )

37 IL TRAUMA INCIDENTI DA AUTOVEICOLI:RIBALTAMENTO Il veicolo è sottoposto a numerosi impatti ed angolazioni quindi saranno difficilmente prevedibili le lesioni. Le lesioni attese sono più gravi se non sono stati utilizzati mezzi di ritenzione passiva EIEZIONE Questa dinamica è dovuta di regola al mancato uso di mezzi di ritenzione.Vi è un aumento del 600%delle probabilità di lesioni mortali. Alle lesioni di primo impatto si aggiungono lesioni da impatti successivi (contro ostacoli, contro il terreno, ecc)

38 IL TRAUMA INCIDENTI STRADALI RIBALTAMENTO

39 IL TRAUMA INCIDENTI DI MOTOVEICOLI La causa principale di morte in questi incidenti è il Trauma Cranico. Il casco riduce significativamente le morti ma non offre protezione adeguata alla colonna cervicale. Le lesioni dipendono da: Tipologia dellimpatto (velocità, ostacolo, ecc) Tipologia dellimpatto (velocità, ostacolo, ecc) Successivi impatti che seguono lurto iniziale (eiezione, caduta a terra, ecc) Successivi impatti che seguono lurto iniziale (eiezione, caduta a terra, ecc)OSSERVARE: DEFORMAZIONE DEL MOTOCICLO DEFORMAZIONE DEL MOTOCICLO DISTANZA DI QUESTO DAL 1° IMPATTO DISTANZA DI QUESTO DAL 1° IMPATTO DISTANZA ALLA QUALE SI TROVA LINFORTUNATO DISTANZA ALLA QUALE SI TROVA LINFORTUNATO SUPERFICIE URTATA (PRATO, PALI, ASFALTO,ECC) SUPERFICIE URTATA (PRATO, PALI, ASFALTO,ECC)

40 IL TRAUMA INCIDENTI DI AUTOVEICOLI IMPATTO LATERALE

41 IL TRAUMA INVESTIMENTO DI PEDONE (ADULTO) Impatto primario: il pedone viene urtato dalla parte anteriore del veicolo (lesioni arti inf, bacino) Impatto primario: il pedone viene urtato dalla parte anteriore del veicolo (lesioni arti inf, bacino) Impatto secondario:il pedone urta contro le strutture parte anteriore del veicolo (lesioni femore, bacino, addome, torace, cranio, rachide cervicale, volto) Impatto secondario:il pedone urta contro le strutture parte anteriore del veicolo (lesioni femore, bacino, addome, torace, cranio, rachide cervicale, volto) Impatto terziario:il pedone viene sbalzato e scaraventato a terra (le lesioni variano a seconda della parte colpita) Impatto terziario:il pedone viene sbalzato e scaraventato a terra (le lesioni variano a seconda della parte colpita)

42 IL TRAUMA INVESTIMENTO DI PEDONE (BAMBINO) ALTO RISCHIO DI LESIONI I BAMBINI CHE SONO PIU PICCOLI VENGONO COLPITI PIU IN ALTO RISPETTO ALLADULTO. IMPATTO PRIMARIO:LESIONI FEMORE, BACINO,TORACE IMPATTO PRIMARIO:LESIONI FEMORE, BACINO,TORACE IMPATTO SECONDARIO:LESIONI CAPO, TORACE, ADDOME, COLONNA CERVICALE, ARTI SUPERIORI E INFERIORI IMPATTO SECONDARIO:LESIONI CAPO, TORACE, ADDOME, COLONNA CERVICALE, ARTI SUPERIORI E INFERIORI IMPATTO TERZIARIO: LESIONI A VARIE PARTI DEL CORPO IMPATTO TERZIARIO: LESIONI A VARIE PARTI DEL CORPO NELLINVESTIMENTO DI BAMBINO E MOLTO FREQUENTE IL TRASCINAMENTO E LO SCHIACCIAMNETO DELLA PICCOLA VITTIMA.

43 IL TRAUMA CADUTA DALLALTO Meccanismo della lesione:decelerazione verticale Le lesioni dipendono da: Altezza della caduta Altezza della caduta Caratteristiche della superficie dimpatto Caratteristiche della superficie dimpatto Parte corporea coinvolta nel 1°impatto Parte corporea coinvolta nel 1°impatto Nei bambini soprattutto se età inferiore a 5 a sono frequenti i Traumi cranici. La testa è più pesante che nelladulto ed è la parte che subisce il 1° impatto DINAMICA LESIONI ATTESE DIRETTE DI 1° IMPATTO PIEDI, ARTI INFERIORI, CAPO COLLO INDIRETTE DA SUCCESSIVO IMPATTO BACINO, VERTEBRE DA DECELERAZIONE A CARICO ORGANI INTERNI (FEGATO) DIRETTE DA SUCCESSIVO IMPATTO (CADUTA IN AVANTI) ARTI SUPERIORI, CRANIO, COLLO, VOLTO

44 IL TRAUMA LESIONI DA SCOPPIO LESIONI PRIMARIE:(Legati alla propagazione dellonda di pressione). Sono le più pericolose e le più trascurate. Sono prevalentemente lesioni degli organi cavi: polmone : Pnx, emorragie parenchimali, rotture alveolari, ecc polmone : Pnx, emorragie parenchimali, rotture alveolari, ecc Orecchio : lesioni timpaniche Orecchio : lesioni timpaniche Tratto gastroenterico:rottura di visceri Tratto gastroenterico:rottura di visceri LESIONI SECONDARIE:lesioni di materiali proiettati dallesplosione. Dipendono dal tipo di materiale dalla sua energia cinetica e dalla parte colpita LESIONI TERZIARIE: lesioni da proiezione dellinfortunato proiettato contro un oggetto. Dipendono dalla distanza a cui linfortunato è proiettato, superficie su cui cade e parte del corpo colpita.

45 IL TRAUMA LESIONI DA SCOPPIO

46 IL TRAUMA FERITE PENETRANTI FERITE DA TAGLIO: La gravità dipende dallarea anatomica interessata, dalla lunghezza della lama,e dallangolo di penetrazione. Ricordare che: Le ferite da taglio ai quadranti superiori delladdome possono causare anche lesioni toraciche Le ferite da taglio ai quadranti superiori delladdome possono causare anche lesioni toraciche Ferita da taglio toraciche nelle zone al di sotto il IV spazio intercostale possono causare lesioni addominali. Ferita da taglio toraciche nelle zone al di sotto il IV spazio intercostale possono causare lesioni addominali. FERITE DA ARMA DA FUOCO Importante avere notizie sul calibro e tipo darma e la distanza da cui e stato sparato il proiettile. La ferita è costituita da 3 elementi: Foro dentrata(dimensioni piccole a volte non visibile) Foro dentrata(dimensioni piccole a volte non visibile) Foro di uscita (dimensioni più ampie di quello dentrata) Foro di uscita (dimensioni più ampie di quello dentrata) Lesioni interne che sono correlate al tipo di tessuto colpito (osso, fegato + denso danni maggiori rispetto a polmone con densità più bassa Lesioni interne che sono correlate al tipo di tessuto colpito (osso, fegato + denso danni maggiori rispetto a polmone con densità più bassa

47 IL TRAUMA FERITE PENETRANTI

48 OGNI FERITO D ARMA DA OGNI FERITO D ARMA DA TAGLIO O DA FUOCO DEVE ESSERE TRASPORTATO RAPIDAMENTE IN OSPEDALE SENZA PERDITE DI TEMPO NEL TENTATIVO DI STABILIZZARE IL PAZIENTE NON RIMUOVERE NON RIMUOVERE OGGETTO CONFICCATO MA FISSARLO BENE(tranne guancia)

49 IL TRAUMA VALUTAZIONE PRIMARIA LA VALUTAZIONE PRIMARIA Si basa sulla ricerca di segni e sintomi di lesione Si basa sulla ricerca di segni e sintomi di lesione È finalizzata allidentificazione di situazioni cliniche immediatamente pericolose per la sopravvivenza che, se possibile devono essere tempestivamente trattate (stay and play)o situazioni load and go È finalizzata allidentificazione di situazioni cliniche immediatamente pericolose per la sopravvivenza che, se possibile devono essere tempestivamente trattate (stay and play)o situazioni load and go Deve essere attuata in modo sistematico e metodologico schematizzato dallacronimo AcBCD-E Deve essere attuata in modo sistematico e metodologico schematizzato dallacronimo AcBCD-E Deve essere effettuata secondo un percorso VALUTA E TRATTA Deve essere effettuata secondo un percorso VALUTA E TRATTA Coinvolge lintera equipe del soccorso che di norma è di 3 persone (un team leader) Coinvolge lintera equipe del soccorso che di norma è di 3 persone (un team leader) Deve essere rapida Deve essere rapida Le azioni devono mirare alla prevenzione DELLIPOSSIA E DELLIPOTENSIONE

50 IL TRAUMA VALUTAZIONE PRIMARIA La valutazione primaria inizia con il colpo docchio nel momento in cui il soccorritore entra in contatto con linfortunato. La valutazione primaria inizia con il colpo docchio nel momento in cui il soccorritore entra in contatto con linfortunato. Inizialmente la valutazione sarà di tipo qualitativo (attraverso losservazione, la palpazione ecc.) e successivamente di tipo quantitativo (attraverso le rilevazioni strumentali) Inizialmente la valutazione sarà di tipo qualitativo (attraverso losservazione, la palpazione ecc.) e successivamente di tipo quantitativo (attraverso le rilevazioni strumentali)

51 IL TRAUMA VALUTAZIONE PRIMARIA La ricerca di segni e sintomi di lesione deve essere effettuata prioritariamente con metodica qualitativa e successivamente con metodica quantitativa metodica quantitativa LA VALUTAZIONE QUALITATIVA ha le seguenti caratteristiche: Si avvale degli organi di senso del soccorritore Si avvale degli organi di senso del soccorritore Non prevede lattribuzione di valori numerici specifici ai parametri rilevati Non prevede lattribuzione di valori numerici specifici ai parametri rilevati Prevede atti e procedure che non richiedono limpiego di strumenti di misurazione Prevede atti e procedure che non richiedono limpiego di strumenti di misurazione Deve essere conosciuta da ogni soccorritore Deve essere conosciuta da ogni soccorritore LA VALUTAZIONE QUANTITATIVA Si avvale di strumenti di misurazione Si avvale di strumenti di misurazione Prevede la misurazione dei principali parametri vitali (FC, Fr ecc) e lelaborazione di indici derivati (GCS,TS,RTS. ecc) Prevede la misurazione dei principali parametri vitali (FC, Fr ecc) e lelaborazione di indici derivati (GCS,TS,RTS. ecc)

52 IL TRAUMA VALUTAZIONE PRIMARIA Immobilizzazione manuale del rachide da parte del leader di manovra Immobilizzazione manuale del rachide da parte del leader di manovra Valutazione dello stato di coscienza AVPU (Alert, Verbal, Pain e Unresponsible) Valutazione dello stato di coscienza AVPU (Alert, Verbal, Pain e Unresponsible) se il pz risponde = vie aeree pervie se il pz risponde = vie aeree pervie se non risponde e non reagisce allo stimolo tattile effettuare immediatamente GAS e trattamento delle vie aeree se non risponde e non reagisce allo stimolo tattile effettuare immediatamente GAS e trattamento delle vie aeree

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54 IL TRAUMA VALUTAZIONE PRIMARIA FASE DI VALUTAZIONE TARGET DI VALUTAZIONE TRATTAMENTO TARGET DI VALUTAZIONE TRATTAMENTO Ac-AIRWAIYS (AND CERVICAL SPINE) Vie aeree e colonna cervicale B-BREATHING Attività respiratoria C-CIRCULATION Attività cardiocircolatoria D-DISABILITY Stato neurologico E-EXPOSURE Esame testa-piedi, esposizione mirata, protezione dagli agenti atmosferici

55 A - Trattamento delle vie aeree e stabilizzazione del rachide cervicale Il leader di manovra immobilizza il rachide Il leader di manovra immobilizza il rachide Stato di coscienza (A.V.P.U.) Stato di coscienza (A.V.P.U.) GAS (guardo, ascolto, sento) GAS (guardo, ascolto, sento) Pervietà delle vie aeree Pervietà delle vie aeree Sub lussazione della mandibola (jow-thrust) o sollevamento del mento chin-lift Sub lussazione della mandibola (jow-thrust) o sollevamento del mento chin-lift

56 A - Trattamento delle vie aeree e stabilizzazione del rachide cervicale Aspirazione di secrezioni con aspiratore manuale, ad aspirazione meccanica o log roll del paziente Aspirazione di secrezioni con aspiratore manuale, ad aspirazione meccanica o log roll del paziente Rimozione di corpi solidi con dita ad uncino solo se visibili Rimozione di corpi solidi con dita ad uncino solo se visibili Posizionare cannula di Majo, cannula nasale tubo OT/NT Posizionare cannula di Majo, cannula nasale tubo OT/NT Ventilazione con O2 supplementare o ventilazione assistita Ventilazione con O2 supplementare o ventilazione assistita

57 A - cause di ostruzione delle vie aeree Caduta della lingua da ridotto livello di coscienza (40% di morti evitabili) da trauma cranico, ipossia cerebrale, intossicazioni acute da alcool e farmaci Caduta della lingua da ridotto livello di coscienza (40% di morti evitabili) da trauma cranico, ipossia cerebrale, intossicazioni acute da alcool e farmaci Corpi estranei Corpi estranei Ustioni Ustioni Trauma locale diretto Trauma locale diretto

58 A - ostruzioni parziali delle vie aeree Il paziente cosciente ha difficoltà respiratoria associata a rumori: gorgoglio per liquidi, sibili da corpi estranei o stenosi e russìo da caduta della lingua Il paziente cosciente ha difficoltà respiratoria associata a rumori: gorgoglio per liquidi, sibili da corpi estranei o stenosi e russìo da caduta della lingua Nel paziente incosciente solo nel momento della ventilazione ci si accorge di elevate resistenze o dellimpossibilità di eseguire la ventilazione stessa Nel paziente incosciente solo nel momento della ventilazione ci si accorge di elevate resistenze o dellimpossibilità di eseguire la ventilazione stessa

59 A - ostruzioni totali delle vie aeree Posizionamento mini trach Posizionamento mini trach Cricotirotomia con ago e jet ventilation: Cricotirotomia con ago e jet ventilation: si inserisce un ago canula collegato ad una siringa contenente 5 cc di fisiologica o lidocaina si inserisce un ago canula collegato ad una siringa contenente 5 cc di fisiologica o lidocaina si punge la membrana cricotiroidea in direzione caudale a 45° si punge la membrana cricotiroidea in direzione caudale a 45° la siringa va inserita in aspirazione e quando compariranno bolle daria nella siringa avremo raggiunto la trachea. la siringa va inserita in aspirazione e quando compariranno bolle daria nella siringa avremo raggiunto la trachea.

60 A - ostruzioni totali delle vie aeree Ritirare il mandrino e fare avanzare la canula di teflon (se resistenza stop rischio di forare la trachea) Ritirare il mandrino e fare avanzare la canula di teflon (se resistenza stop rischio di forare la trachea) Fissare la canula Fissare la canula Controllare enfisema sottocutaneo Controllare enfisema sottocutaneo Raccordare sondino per O2 (erogare O2 ad alti flussi 15 litri minuto) al quale è stato praticato un foro Raccordare sondino per O2 (erogare O2 ad alti flussi 15 litri minuto) al quale è stato praticato un foro

61 A - ostruzioni totali delle vie aeree Occludere il foro del sondino per 1 secondo e riaprirlo alternativamente per 2 secondi. con questa metodica si permette lossigenazione per un periodo di 30/45minuti. Occludere il foro del sondino per 1 secondo e riaprirlo alternativamente per 2 secondi. con questa metodica si permette lossigenazione per un periodo di 30/45minuti. Complicanze: Complicanze: lesioni della trachea posteriore e dellesofago, lesioni della trachea posteriore e dellesofago, lesioni vascolari con emorragie importanti, lesioni vascolari con emorragie importanti, lesioni nervose, lesioni nervose, perforazione della tiroide perforazione della tiroide

62 A - ostruzioni totali delle vie aeree Limpossibilità a mantenere pervie le vie aeree: ostruzione totale, ostruzione totale, parziale impossibilità allintubazione o allutilizzo di altri presidi, parziale impossibilità allintubazione o allutilizzo di altri presidi, le importanti emorragie del cavo orale, trachea, ecc, le importanti emorragie del cavo orale, trachea, ecc, è un indice che richiede il caricamento e limmediato trasporto del paziente

63 IL TRAUMA PAZ IN ACC LINEE GUIDA AMERICAN COLLEGE OF SURGEONS COMMITTEE ON TRAUMA SOPRAVVIVENZA 4% SOPRAVVIVENZA 4% TRAUMA CHIUSO SOSPENDERE RCP SE PAZ SENZA POLSO E IN APNEA ALLARRIVO EMS TRAUMA CHIUSO SOSPENDERE RCP SE PAZ SENZA POLSO E IN APNEA ALLARRIVO EMS TRAUMA PENETRANTE SOSPENDERE RCP SE NON SEGNI VITALI (RIFLESSI PUPILLARI, FREQ SUP A 40,MOVIMENTI SPONTANEI) TRAUMA PENETRANTE SOSPENDERE RCP SE NON SEGNI VITALI (RIFLESSI PUPILLARI, FREQ SUP A 40,MOVIMENTI SPONTANEI) NON RCP SE PAZ HA EVIDENTI SEGNI DI LESIONI MORTALI NON RCP SE PAZ HA EVIDENTI SEGNI DI LESIONI MORTALI SOSPENDERE RCP DOPO 15 SE INSORTA IN PRESENZA DI EMS SOSPENDERE RCP DOPO 15 SE INSORTA IN PRESENZA DI EMS SOSPENDERE RCP SE TEMPI DI TRASPORTO SUP 15 SOSPENDERE RCP SE TEMPI DI TRASPORTO SUP 15

64 B - respirazione e ventilazione Scoprire il torace Scoprire il torace Effettuare la manovra del GAS Effettuare la manovra del GAS Se il paziente respira valutare il tipo di respirazione effettuando OPACS: Se il paziente respira valutare il tipo di respirazione effettuando OPACS: Osservo il tipo di respiro Osservo il tipo di respiro Palpo il torace Palpo il torace Ausculto il torace Ausculto il torace Conto gli atti respiratori Conto gli atti respiratori

65 B - respirazione e ventilazione Saturazione appena possibile Saturazione appena possibile Deviazione della trachea Deviazione della trachea Distensione delle giugulari Distensione delle giugulari Enfisema sottocutaneo Enfisema sottocutaneo Valutare lo stato di agitazione del paziente Valutare lo stato di agitazione del paziente Nel caso di ferita soffiante applicare medicazione chiusa su tre lati Nel caso di ferita soffiante applicare medicazione chiusa su tre lati Detendere pneumotorace (pnx) iperteso Detendere pneumotorace (pnx) iperteso

66 IL TRAUMA DIAGNOSI DIFFERENZIALE TRA EMOTORACE MASSIVO E PNX IPERTESO SEGNI E SINTOMI PNX IPERTESO EMOTORACE Segni iniziali Difficoltà respiratoria seguita da shock Shock seguito da difficoltà respiratoria Vene del collo Di solito distese Di solito non distese Rumori respiratori Ridotti o assenti sul lato della lesione Percussione del torace iperfonesiottusità Deviazione tracheale dal lato opposto della lesione Può essere presente ma tardivo Solitamente assente Enfisema sottocutaneo Solitamente presente Assente (se non associato a pnx)

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70 B - respirazione e ventilazione:puntura per detendere pnx iperteso Deve essere effettuata immediatamente Deve essere effettuata immediatamente Localizzare il 2° spazio intercostale emiclaveare e la 3° costa Localizzare il 2° spazio intercostale emiclaveare e la 3° costa Identificare lemiclaveare media e spostarsi di 1-2 cm Identificare lemiclaveare media e spostarsi di 1-2 cm Infiggere lago separato dalla siringa Infiggere lago separato dalla siringa Raccordare la siringa allago senza stantuffo Raccordare la siringa allago senza stantuffo

71 B - respirazione e ventilazione: puntura per detendere pnx iperteso Versare allinterno della siringa 2-3 cc di fisiologica Versare allinterno della siringa 2-3 cc di fisiologica Indirizzare lago verso il margine superiore del corpo della 3 costa fino a toccare la costa Indirizzare lago verso il margine superiore del corpo della 3 costa fino a toccare la costa Muovere lago a 90° rispetto la superficie cutanea Muovere lago a 90° rispetto la superficie cutanea Mantenere lago perpendicolare alla cute Mantenere lago perpendicolare alla cute

72 B - respirazione e ventilazione: puntura per detendere pnx iperteso Avanzare lago lentamente osservando la comparsa di bolle daria Avanzare lago lentamente osservando la comparsa di bolle daria Disconnettere durante questa manovra il paziente dal respiratore Disconnettere durante questa manovra il paziente dal respiratore Se non compaiono bolle daria valutare: se lago è ostruito, se linserimento dellago è insufficiente, possibile contusione polmonare Se non compaiono bolle daria valutare: se lago è ostruito, se linserimento dellago è insufficiente, possibile contusione polmonare

73 B - respirazione e ventilazione: puntura per detendere pnx iperteso Fissare lago Fissare lago Connettere la valvola di Hemlich Connettere la valvola di Hemlich In caso di emotorace associato, collegare alla valvola di Hemlich un rubinetto a tre vie raccordato ad un sacchetto di raccolta In caso di emotorace associato, collegare alla valvola di Hemlich un rubinetto a tre vie raccordato ad un sacchetto di raccolta In caso di puntura non riuscita non rimuovere lago( testimonia avvenuta puntura) In caso di puntura non riuscita non rimuovere lago( testimonia avvenuta puntura)

74 B- respirazione e ventilazione Se il paziente non respira assistere la ventilazione con: Se il paziente non respira assistere la ventilazione con: Intubazione OT/NT Intubazione OT/NT Combitube, Combitube, Tubo laringeo, Tubo laringeo, Maschera laringea o cricotomia, Maschera laringea o cricotomia, a seconda delle condizioni del paziente

75 C - circulation Valutazione e controllo dellattività circolatoria Valutazione e controllo dellattività circolatoria Ricercare la presenza di polsi arteriosi (radiale, femorale, carotideo) Ricercare la presenza di polsi arteriosi (radiale, femorale, carotideo) Valutarne la frequenza lampiezza e il ritmo Valutarne la frequenza lampiezza e il ritmo Polso radiale presente = PA superiore a 90 bpm Polso radiale presente = PA superiore a 90 bpm Polso femorale o carotideo presenti = PA tra 50 e 80 bpm Polso femorale o carotideo presenti = PA tra 50 e 80 bpm

76 C - circulation Valutare se cute pallida, sudata, tempo di riempimento capillare (inf 2 sec) Valutare se cute pallida, sudata, tempo di riempimento capillare (inf 2 sec) Valutare se presente importante emorragia Valutare se presente importante emorragia Se emorragia arteriosa: Se emorragia arteriosa: applicare pressione diretta con garze sterili, applicare pressione diretta con garze sterili, elevare lestremità ferita, elevare lestremità ferita, comprimere larteria prossimale a quella lesa, comprimere larteria prossimale a quella lesa, come ultima risorsa utilizzare il tourniquets o lacci emostatici (orario di legatura) come ultima risorsa utilizzare il tourniquets o lacci emostatici (orario di legatura)

77 C - circulation Se il paziente non ha evidenti emorragie ma è in stato di shock sospettare: Se il paziente non ha evidenti emorragie ma è in stato di shock sospettare: shock cardiogeno, shock cardiogeno, shock ipovolemico, shock ipovolemico, tamponamento cardiaco, tamponamento cardiaco, pnx iperteso. pnx iperteso. Sospettare emorragia addominale o frattura del bacino. Sospettare emorragia addominale o frattura del bacino.

78 C - circulation Incanulare due vene periferiche di grosso calibro Incanulare due vene periferiche di grosso calibro Somministrare liquidi o farmaci a seconda della situazione e delle 4 classi dello shock ipovolemico Somministrare liquidi o farmaci a seconda della situazione e delle 4 classi dello shock ipovolemico Monitorizzare il pz e rivalutarlo frequentemente Monitorizzare il pz e rivalutarlo frequentemente

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80 C - CIRCULATION CLASSEIIIIIIIV Perdite ematiche Fino a 750 ml 750/ /2000>2000 Perdite ematiche % Fino 15% 15/30%30/40%>40% Freq cardiaca <100/min>100/min>120/min>140/min Press art normalenormaleridottaRidotta Pa differenziale normalediminuitadiminuitaDiminuita Freq resp 14/20/min20/30/min30/40/min>35/min Diuresi ml/h >30/mlh 20/30 mlh 5/15mlhAnuresi coscienza Leggermente ansioso Mediamente ansioso Ansioso e confuso Confuso letargico

81 C - circulation Volemia normale = 8% del peso ideale (uomo di 70 Kg =70x8/100 = 5,6 litri circa) Volemia normale = 8% del peso ideale (uomo di 70 Kg =70x8/100 = 5,6 litri circa) PAS<90 bpm indice di deplezione volemica del 30% PAS<90 bpm indice di deplezione volemica del 30% Esempio : uomo di 70 Kg con fc 120 PAS di 80 bpm = 5600/100x30 = 1660 litri di perdita Esempio : uomo di 70 Kg con fc 120 PAS di 80 bpm = 5600/100x30 = 1660 litri di perdita Colloidi 1:1 (emagel,eufusin,ecc) Colloidi 1:1 (emagel,eufusin,ecc) Cristalloidi1:3 (fisiologica,isoelettrolitica,ecc) Cristalloidi1:3 (fisiologica,isoelettrolitica,ecc)

82 C - circulation Stime approsimative perdite ematiche nel caso di: Frattura pelvica:1000/2000 ml Frattura pelvica:1000/2000 ml Frattura femore:500/1000 ml Frattura femore:500/1000 ml Frattura tibia perone:250/500 ml Frattura tibia perone:250/500 ml Frattura un osso piccolo:125/250 ml Frattura un osso piccolo:125/250 ml 500cc circa per un ematoma di circa 8 cm di diametro 500cc circa per un ematoma di circa 8 cm di diametro Vi è associata una ulteriore perdita interstiziale pari al 25% della perdita ematica Vi è associata una ulteriore perdita interstiziale pari al 25% della perdita ematica Considerare patologie associate che gravano le perdite: piastrinopenia, anticoagulanti,ecc Considerare patologie associate che gravano le perdite: piastrinopenia, anticoagulanti,ecc

83 C.CIRCULATION TEST INFUSIONE RAPIDA valutazione entità e attività dellemorragia QUANDO?PAZ IPOTESI COME?1500/2000 CRISTALLOIDI IN 15/20 m

84 C - circulation Si passa alla fase successiva solo nel momento in cui il pz è stabilizzato dal punto di vista circolatorio. Si passa alla fase successiva solo nel momento in cui il pz è stabilizzato dal punto di vista circolatorio. Se non è possibile la stabilizzazione, trasporto immediato in ospedale pre-allertando lente in modo che venga preparato sangue universale ed eventuale camera operatoria. Se non è possibile la stabilizzazione, trasporto immediato in ospedale pre-allertando lente in modo che venga preparato sangue universale ed eventuale camera operatoria.

85 D - disabiliy: valutazione dello stato neurologico In questa fase viene effettuato il GCS, la valutazione del diametro pupillare e si ricercano segni di lato In questa fase viene effettuato il GCS, la valutazione del diametro pupillare e si ricercano segni di lato Stato di coscienza alterato = riduzione dellossigenazione cerebrale (ipossia, ipoperfusione), ipotermia, lesione del SNC, sovradosaggio di droghe alcool o squilibrio metabolico(diabete, ammonio, ecc) Stato di coscienza alterato = riduzione dellossigenazione cerebrale (ipossia, ipoperfusione), ipotermia, lesione del SNC, sovradosaggio di droghe alcool o squilibrio metabolico(diabete, ammonio, ecc)

86 D-disability Il GCS è uno strumento usato per determinare il livello di coscienza e si suddivide in 3 sezioni: Il GCS è uno strumento usato per determinare il livello di coscienza e si suddivide in 3 sezioni: apertura occhi apertura occhi risposta motoria risposta motoria risposta verbale risposta verbale punteggio massimo = 15 punteggio massimo = 15 punteggio minimo =3 punteggio minimo =3

87 D-disability Punteggio uguale o inferiore a 8 = intubazione OT Punteggio uguale o inferiore a 8 = intubazione OT Si considera la risposta migliore dal lato migliore Si considera la risposta migliore dal lato migliore Suddividere il punteggio per categoria Suddividere il punteggio per categoria Valutazione del diametro pupillare: Valutazione del diametro pupillare: miosi, miosi, midriasi, midriasi, anisocoria. anisocoria. Valutare la sensibilità ai vari distretti corporei. Valutare la sensibilità ai vari distretti corporei.

88 D-disability Se le condizioni del paziente non richiedono una immediata ospedalizzazione si procede con la valutazione secondaria = E Esposizione/protezione ambiente Se le condizioni del paziente non richiedono una immediata ospedalizzazione si procede con la valutazione secondaria = E Esposizione/protezione ambiente

89 E=esposizione/protezione La svestizione del paziente è fondamentale per localizzare tutte le lesioni La svestizione del paziente è fondamentale per localizzare tutte le lesioni Evidenziare, palpare tutte le parti del corpo, anche quella posteriore Evidenziare, palpare tutte le parti del corpo, anche quella posteriore Si esaminano i distretti corporei effettuando lesame testa-piedi Si esaminano i distretti corporei effettuando lesame testa-piedi Scopo principale: identificare condizioni cliniche potenzialmente associate a patologie gravi ed evolutive Scopo principale: identificare condizioni cliniche potenzialmente associate a patologie gravi ed evolutive

90 Esame testa-piedi : testa Cranio: palpare la teca cranica per ricercare segni di ferita, frattura, affondamento Cranio: palpare la teca cranica per ricercare segni di ferita, frattura, affondamento base cranica: ricercare: base cranica: ricercare: otorragia, otorragia, rinoliquorrea, rinoliquorrea, segno di Buttle (ematoma mastoideo), segno di Buttle (ematoma mastoideo), occhi di procione (ematoma periorbitale) occhi di procione (ematoma periorbitale) pupille: ricercare: pupille: ricercare: anisocoria, anisocoria, midriasi (lesione intracerebrale). midriasi (lesione intracerebrale).

91 Esame testa-piedi: collo Tessuti molli: ricercare: Tessuti molli: ricercare: enfisema sottocutaneo, enfisema sottocutaneo, ematomi pulsanti, ematomi pulsanti, trachea, ecc trachea, ecc rachide cervicale: ricercare: rachide cervicale: ricercare: parestesie, parestesie, deformazioni, deformazioni, dolorabilità, ecc dolorabilità, ecc

92 Esame testa piedi : torace ispezione,palpazione,percussione,ascultazione. Lesioni gabbia toracica:ferite contusioni,ecc Lesioni gabbia toracica:ferite contusioni,ecc Difficoltà respiratoria Difficoltà respiratoria Aumento della freq respiratoria Aumento della freq respiratoria Riduzione espansione gabbia toracica Riduzione espansione gabbia toracica Asimmetrie espansione gabbia toracica Asimmetrie espansione gabbia toracica Dolore toracico Dolore toracico Agitazione psicomotoria Agitazione psicomotoria Raccolta aria sottocute (enfisema) Raccolta aria sottocute (enfisema) Segni di shock Segni di shock Tosse Tosse Respiro paradosso Respiro paradosso

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97 Esame testa-piedi: addome Effettuare una accurata palpazione alla ricerca di: Effettuare una accurata palpazione alla ricerca di: dolorabilità, dolorabilità, resistenze addominali, resistenze addominali, presenza di masse, presenza di masse, ferite, ferite, ematomi, ecc ematomi, ecc

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99 Esame testa-piedi: bacino Cingolo pelvico:effettuare una compressione leggera (10Kg) e simmetrica delle creste iliache Cingolo pelvico:effettuare una compressione leggera (10Kg) e simmetrica delle creste iliache Organi pelvici: ricercare: Organi pelvici: ricercare: ferite, abrasioni.lesioni dei genitali ferite, abrasioni.lesioni dei genitali Genitali: ricercare: Genitali: ricercare: traumi evidenti, ematuria,emorragie,ematomi traumi evidenti, ematuria,emorragie,ematomi

100 Esame testa-piedi: arti Vasi: ricercare foci emorragici Vasi: ricercare foci emorragici Ossa: ricercare segni e sintomi di frattura. Verificare la presenza del polso prima e dopo limmobilizzazione dellarto leso. Ossa: ricercare segni e sintomi di frattura. Verificare la presenza del polso prima e dopo limmobilizzazione dellarto leso.

101 Esame testa-piedi Al termine dellesame testa-piedi si copre il paziente e si procede alla sua immobilizzazione per il trasporto in ospedale Al termine dellesame testa-piedi si copre il paziente e si procede alla sua immobilizzazione per il trasporto in ospedale In base alle indicazione che i soccorritori forniranno alla CO questa deciderà la migliore ubicazione del pz. In base alle indicazione che i soccorritori forniranno alla CO questa deciderà la migliore ubicazione del pz.

102 Protezione dagli agenti atmosferici Ipotermia: scoprire il pz quanto basta per effettuare una valutazione completa Ipotermia: scoprire il pz quanto basta per effettuare una valutazione completa Ridurre il più possibile il tempo desposizione del paziente Ridurre il più possibile il tempo desposizione del paziente Coprirlo con i suoi stessi vestiti Coprirlo con i suoi stessi vestiti Proteggerlo dal vento Proteggerlo dal vento Rimuovere gli indumenti bagnati Rimuovere gli indumenti bagnati Se necessario trattare lipotermia Se necessario trattare lipotermia

103 Protezione dagli agenti atmosferici Ipertermia: eliminare o ridurre fonti di calore Ipertermia: eliminare o ridurre fonti di calore idratare idratare aerare i locali ove staziona il paziente aerare i locali ove staziona il paziente proteggere dal sole proteggere dal sole

104 Raccolta dei dati anamnestici Effettuare secondo AMPIE Effettuare secondo AMPIE A - allergie A - allergie M - medicamenti M - medicamenti P - precedenti malattie P - precedenti malattie L - ultima ingestione L - ultima ingestione E - eventi correlati E - eventi correlati

105 INDICI DI GRAVITA Limpiego di appositi punteggi (score) permette di avere una guida diagnostica comune per tutti gli operatori, fornendo una classificazione precisa e univoca. TRAUMA SCORE Eun sistema funzionale basato sullentità di alcune alterazioni fisiologiche in rapporto al trauma. Il T.S utilizza le variabili del GCS la frequenza e lo sforzo respiratorio, la pressione arteriosa e il tempo di riempimento capillare. Il punteggio va da 1 a 16. Con 16 punti si ha una sopravvivenza del 100%, con meno di 5 punti la sopravvivenza scende al 10%.

106 TRAUMA SCORE INDICI DI GRAVITA SEDAZIONE NEL TRAUMA

107 INDICI DI GRAVITA REVISED TRAUMA SCORE Revisione del precedente sistema di valutazione,comprende solo il GCS, la pressione sistolica, la frequenza respiratoria. Leliminazione dei parametri non sempre facilmente definibili, quali il tempo di riempimento capillare e lo sforzo respiratorio rende il RTS di semplice applicazione. LRTS si ottiene sommando per ciascuno dei tre parametri considerati un valore numerico da 0 a 4: il valore massimo è quindi di 12. Il TS e il RTS hanno il vantaggio di non richiedere nessuna valutazione diagnostica della lesione anatomica.

108 REVISED TRAUMA SCORE

109 TRATTAMENTO DEL DOLORE NEL TRAUMA

110 TRATTAMENTO DEL DOLORE NEL TRAUMA

111 IL TRATTAMENTO DEL DOLORE NEL TRAUMA

112

113 IL TRATTAMENTO DEL DOLORE NEL TRAUMA FARMACI ANALGESICI

114 IL TRRATTAMENTO DEL DOLORE NEL TRAUMA OPPIACEI

115 IL TRATTAMENTO DEL DOLORE NEL TRAUMA FANS

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117 IL TRATTAMENTO DEL TRAUMA SEDAZIONE

118 IL TRATTAMENTO DEL TRAUMA CURARIZZAZIONE

119 TRASPORTO DEL PAZ TRAUMATIZZATO DOPO AVER CORRETTAMENTE IMMOBILIZZATO IL PAZ SUI PRESIDI IDONEI (COLLARE CERVICALE, TAVOLA SPINALE, KED FERMACAPO, ECC) E INDISPENSABILE DURANTE IL TRASPORTO: MONITORIZZARE PARAMETRI VITALI MONITORIZZARE PARAMETRI VITALI RIVALUTARE ABC RIVALUTARE ABC CONTROLLARE TERAPIE IN CORSO CONTROLLARE TERAPIE IN CORSO RICONTROLLARE FISSAGGIO TUBO OT E ACCESSI VENOSI RICONTROLLARE FISSAGGIO TUBO OT E ACCESSI VENOSI E DI MOSTRATO CHE DURANTE IL TRASPORTO I PAZ CRITICI SE NON SOTTOPOSTI AD ATTENTE CURE SUBISCONO FREQUENTEMENTE ULTERIORI DANNI DURANTE IL TRASPORTO.

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121 GRAZIE PER LATTENZIONE!!! DOMANDE????? DOMANDE?????

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