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L’interlingua Interlingua: il termine si usa a partire dalle proposte di Selinker (1972) per definire quella lingua che non è né LM, né LE, ma una lingua.

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Presentazione sul tema: "L’interlingua Interlingua: il termine si usa a partire dalle proposte di Selinker (1972) per definire quella lingua che non è né LM, né LE, ma una lingua."— Transcript della presentazione:

1 L’interlingua Interlingua: il termine si usa a partire dalle proposte di Selinker (1972) per definire quella lingua che non è né LM, né LE, ma una lingua ‘intermedia’ con caratteristiche proprie Negli anni ’60, quando vigeva il modello comportamentale e lo strutturalismo, si pensava che gli errori nell’apprendimento delle lingue si potessero prevenire partendo da un’analisi contrastiva dei sistemi linguistici in gioco: l’apprendimento era infatti legato all’abitudine

2 L’interlingua secondo questa teoria chi studia una lingua riceve un input linguistico da madrelingua, in un contesto, per cui l’abitudine si ottiene mediante ripetizione e imitazione il presupposto è che ci si accinga a studiare una LE lo fa partendo dalle strutture della sua LM, che quindi interferiscono nell’apprendimento, e che risultano utili solo se coincidono con quelle di LE l’analisi contrastiva cerca quindi di prevedere quali strutture potrebbero risultare problematiche, in modo da poter evitare l’errore

3 L’interlingua l’analisi contrastiva paragona quindi le strutture di LM e LE dal punto di vista fonologico morfologico sintattico lessicale dando per supposte due questioni l’apprendimento si ha grazie al trasferimento di conoscenze da LM a LE questo trasferimento sarà positivo in caso di strutture coincidenti, negativo in caso contrario

4 L’interlingua L’influenza di LM sull’apprendimento di LE sembra abbastanza evidente sul piano fonologico, meno su quello grammaticale questi presupposti portarono allo sviluppo dei metodi audiolinguistici, e quindi all’uso di laboratori linguistici dove ascoltare e ripetere a partire dagli anni ‘70 questo metodo fu molto criticato, e si passò man mano all’analisi diretta degli errori per poterli capire e ‘combattere’

5 L’analisi degli errori
si basa sulla linguistica chomskyana e sui modelli cognitivi e clinici l’analisi degli errori portò a notare che molti non si devono all’influenza negativa di LM Corder fu il primo a sottolineare l’importanza degli errori, e considerava la lingua di chi studia una LE una sorta di dialetto idiosincrasico con caratteristiche proprie secondo Corder, quindi, era necessario studiare tutte le strutture prodotte dallo studente di LE

6 L’analisi degli errori
Secondo Corder ci sono tre tappe di analisi degli errori: riconoscimento dell’idiosincrasia: una frase potrebbe anche essere grammaticalmente ben costruita, ma (ad esempio) inadeguata al contesto fase descrittiva: il dialetto idiosincrasico va comparato con LM e con LE fase esplicativa: andrebbero trovate le cause psicolinguistiche del come e del perché lo studente ha prodotto il (quel) dialetto idiosincrasico

7 L’analisi degli errori
L’idea di idiosincrasia (definita anche «sistema approssimativo» o «competenza transizionale») fu rielaborata da Selinker, che introdusse il termine interlingua (IL); i dati osservabili sono le locuzioni prodotte dall’alunno nella sua IL le locuzioni prodotte dall’alunno nella sua LM gli equivalenti di un madrelingua in LE Selinker individua cinque processi nella struttura psicologica latente nell’apprendimento di LE:

8 L’analisi degli errori
il trasferimento linguistico il trasferimento di istruzione le strategie di apprendimento di LE le strategie di comunicazione in LE l’ipergeneralizzazione del materiale linguistico in LE per interlingua si intende oggi sistema strutturato che costruisce lo studente di LE, in un dato momento dello sviluppo dell’apprendimento serie di sistemi collegati tra loro che costituiscono il continuum interlinguistico

9 Lo spagnolo come LE Vázquez ha studiato lo spagnolo come Le per un gruppo di studenti universitari tedeschi, su materiale scritto e orale fissò dei criteri di valutazione (v. p. 40) propose come possibili soluzioni agli errori di IL, tra le quali lo stabilire un criterio minimo per l’identificazione degli errori e la costruzione di una sorta di «schedario degli errori», da poter affiancare alle grammatiche e ai materiali di studio consueti

10 Lo spagnolo come LE Fernández studiò invece la sviluppo dell’apprendimento dello spagnolo di quattro gruppi linguistici (tedeschi, francesi, giapponesi e arabi) in tre fasi di evoluzione dell’interlingua risulta una certa universalità negli aspetti studiati, sia per quanto riguardale strutture linguistiche, sia nell’evoluzione delle strutture verso un progressivo arricchimento, sia nella gerarchia degli errori più comuni e nella sua evoluzione, sia nelle strategie ciò non elimina il fattore idiosincratico, né il fatto che la vicinanza linguistica aiuti

11 Lo spagnolo come LE ad esempio, errori abbastanza comuni sono
confusione tra la prima e la terza persona assenza di dittongazione nei verbi di 2a e 3a coniugazione cambi delle vocali tematiche forme irregolari di chiusura (e>i / o>u) passati molti di questi errori scompaiono con l’avanzare del tempo, ma alcuni si fossilizzano

12 La fossilizzazione degli errori
si parla di fossilizzazione quando si commettono errori (generalmente di carattere grammaticale) che si credevano ormai superati a partire da Corder e Selinker gli errori non sono più visti come aspetti negativi da evitare, ma come risultati di una strategia ben precisa usata tanto dai bambini per imparare LM quanto dagli studenti per imparare LE Corder distingue tra errori sistematici (rivelano la conoscenza della lingua) refusi (dipendono da fattori accidentali)

13 La fossilizzazione degli errori
l’errore è ora inteso come segno del progresso nel processo di apprendimento della lingua: si tenta e si rischia di più in LE  diventa importante l’analisi qualitativa degli errori e del tipo di espressioni che vengono evitate la fossilizzazione è il meccanismo per cui chi parla tende a mantenere in LE alcuni elementi, regole e sottosistemi linguistici di LM questi errori possono tornare alla luce in situazioni di tematiche nuove, stanchezza, stress

14 La fossilizzazione degli errori
naturalmente la fossilizzazione può essere ‘neutralizzata’ in un contesto in cui il parlante può controllare e correggere quanto detto, mentre sarà più frequente in una situazione orale

15 L’influenza di LM o L2 parliamo di trasferimento linguistico quando in IL manteniamo strutture di LM (o altra L2) come proprie di LE nel caso dello spagnolo può succedere con le opposizioni imperfetto / perfetto; uso / omissione dell’articolo; indicativo / congiuntivo; frequente è anche in casi di polisemia e nella fonetica oggi questo trasferimento è visto anche come possibile meccanismo di acquisizione cosciente, che compensa eventuali carenze nella LE

16 L’influenza di LM o L2 Selinker parla anche di «trasferimento di istruzione», che può essere dovuto a scarsità dei dati in input mancanza di adeguatezza dei materiali didattici errata (o comunque inadeguata) metodologia di insegnamento

17 Errori dovuti a strategie
a volte la fossilizzazione di un errore può anche dipendere dalla strategia di apprendimento usata, soprattutto a causa di ipergeneralizzazione e semplificazione la semplificazione è comune nelle prime fasi di apprendimento; ad esempio, nell’IL spagnola si tende ad evitare elementi poco significativi come gli articoli la distinzione maschile/femminile e singolare/plurale i pronomi atoni

18 Errori dovuti a strategie
anche l’ipergeneralizzazione è abbastanza frequente, e consiste nell’applicare una regola anche fuori del suo campo di competenza; può entrare in gioco, ad esempio nella formazione di avverbi a partire da aggettivi nella formazione di participi regolari per verbi irregolari nell’uso di verbi intransitivi in frasi transitive (e viceversa) maschili che terminino in -a

19 Errori dovuti a strategie
questi errori sono frequenti in una fase di apprendimento, ma poi tendono a sparire è abbastanza difficile eliminare gli errori fossilizzati, a volte anche perché lo studente si «accontenta» del livello raggiunto quando uno studente percepisce l’errore e tenta di correggerlo, presumibilmente andrà a formulare nuove ipotesi che, inevitabilmente, lo porteranno a commettere nuovi errori prima di arrivare alla forma corretta


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