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ISTITUTO COMPRENSIVO DI AMANDOLA E MONTEFORTINO INCONTRO DI FORMAZIONE PER I LAVORATORI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO AMANDOLA,

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Presentazione sul tema: "ISTITUTO COMPRENSIVO DI AMANDOLA E MONTEFORTINO INCONTRO DI FORMAZIONE PER I LAVORATORI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO AMANDOLA,"— Transcript della presentazione:

1 ISTITUTO COMPRENSIVO DI AMANDOLA E MONTEFORTINO INCONTRO DI FORMAZIONE PER I LAVORATORI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO AMANDOLA, 25 GIUGNO 2013

2 LE EMERGENZE PUR ESSENDO DI DIVERSA NATURA HANNO UNA GESTIONE DI TIPO STANDARD SOPRATTUTTO NELLEVAQUAZIONE LE SEQUENZE SONO MOLTO SIMILI

3 COME INTERVENIRE INTERVENIRE SUL FOCOLAIO DI INCENDIO CON ESTINTORI O GETTI DI ACQUA O SABBIA NON USARE MAI LACQUA SULLE APPARECCHIATURE ELETTRICHE CHIUDERE IL RUBINETTO DEL GAS DAL CONTATORE ESTERNO FARE EVACUARE ORDINATAMENTE LE CLASSI ED IL PERSONALE NON ADDETTO ALLEMERGENZA SECONDO QUANTO STABILITO DAL PIANO DI EVACUAZIONE NON USARE GLI ASCENSORI, MA UNICAMENTE LE SCALE VERIFICARE CHE AD OGNI PIANO, IN PARTICOLARE NEI SERVIZI IGIENICI E LOCALI ACCESSORI, NON SIANO RIMASTE BLOCCATE PERSONE

4 SE LINTERVENTO NON E DOMATO IN 5 MINUTI AVVERTIRE TELEFONICAMENTE I VIGILI DEL FUOCO SE VI SONO USTIONATI O INTOSSICATI AVVERTIRE TELEFONICAMENTE IL PRONTO SOCCORSO O 118 AL TERMINE DELLINCENDIO VERIFICARE I DANNI PROVOCATI AD IMPIANTI ELETTRICI, RETE GAS, MACCHINARI, ARREDI E STRUTTURE CIVILI, CHIEDENDO OVE NECESSARIO CONSULENZA A TECNICI VVF RIPRISTINARE CONDIZIONI DI AGIBILITÀ E SICUREZZA NEI LOCALI DICHIARARE LA FINE DELLEMERGENZA FARE RIENTRARE ORDINATAMENTE LE CLASSI

5 COME INTERVENIRE EVITARE DI PRECIPITARSI DISORDINATAMENTE ALLESTERNO ADOTTARE LE MISURE DI AUTOPROTEZIONE APPRESE DURANTE LE ESERCITAZIONI (PROTEGGERSI SOTTO IL BANCO DALLA CADUTA DI OGGETTI) CHIUDERE IL RUBINETTO GENERALE DEL GAS E DELLACQUA APRIRE LINTERRUTTORE GENERALE DELLENERGIA ELETTRICA

6 IL COORDINATORE PER LE EMERGENZE DISPONE: FARE EVACUARE ORDINATAMENTE LE CLASSI SECONDO QUANTO STABILITO DAL PIANO DI EVACUAZIONE VERIFICARE CHE AD OGNI PIANO, IN PARTICOLARE NEI SERVIZI IGIENICI E LOCALI ACCESSORI, NON SIANO RIMASTE BLOCCATE PERSONE PRESIDIARE LINGRESSO IMPEDENDO LACCESSO A CHIUNQUE NON SIA ADDETTO ALLE OPERAZIONI DI EMERGENZA VERIFICARE CHE NON VI SIANO PERSONE FERITE; IN CASO CONTRARIO AVVERTIRE IMMEDIATAMENTE IL PRONTO SOCCORSO RIMANERE IN ATTESA DI ISTRUZIONI, NON INTASARE LE LINEE TELEFONICHE, SINTONIZZARE UNA RADIO A BATTERIE SULLA FREQUENZA PRESTABILITA

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8 COME INTERVENIRE Spegnere le fiamme libere Interrompere lerogazione di gas dal contatore esterno Aprire immediatamente tutte le finestre Aprire interruttore Energia Elettrica centralizzato solo se esterno al locale e non effettuare altre operazioni elettriche Fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione - Non usare gli ascensori, ma unicamente le scale Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone Presidiare lingresso impedendo laccesso ai non addetti alle operazioni di emergenza Verificare se vi sono cause accertabili di fughe di gas

9 SI E IN GRADO DI DOMARE LA PERDITA ? INDOSSARE LA MASCHERA A DISPOSIZIONE ED ELIMINARE LA PERDITA TELEFONARE DALLESTERNO DEI LOCALI ALLAZIENDA GESTORE DEI SERVIZI GAS E AI VIGILI DEL FUOCO SI NO LASCIARE VENTILARE IL LOCALE FINO A CHE NON SI PERCEPISCA PIÙ LODORE DEL GAS DICHIARARE LA FINE DELLEMERGENZA FARE RIENTRARE LE CLASSI ORDINATAMENTE AL TERMINE DELLA FUGA DI GAS

10 COME INTERVENIRE Interrompere lerogazione dellacqua dal contatore esterno Aprire interruttore EE centralizzato e non effettuare nessuna altra operazione elettrica Fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione - Non usare gli ascensori, ma unicamente le scale Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone Presidiare lingresso impedendo laccesso a chiunque non sia addetto alle operazioni di emergenza Verificare se vi sono cause accertabili della perdita di acqua (rubinetti aperti, visibile rottura di tubazioni)

11 SI E IN GRADO DI DOMARE LA PERDITA ? RIMUOVERE LA PERDITA TELEFONARE ALLAZIENDA GESTORE DEI SERVIZI IDRICI E AI VIGILI DEL FUOCO SI NO DRENARE LACQUA DAL PAVIMENTO: ASSORBIRE CON SEGATURA E STRACCI VERIFICARE CHE IL PAVIMENTO SIA ASCIUTTO E NON SCIVOLOSO VERIFICARE CHE LACQUA NON ABBIA RAGGIUNTO QUADRI, APPARECCHI ELETTRICI E SCATOLE DI DERIVAZIONE; SE QUESTO È AVVENUTO NON RICHIUDERE LINTERRUTTORE GENERALE FINO AL COMPLETAMENTO DELLE RELATIVE ATTIVITÀ DI MANUTENZIONE DICHIARARE LA FINE DELLEMERGENZA FARE RIENTRARE ORDINATAMENTE LE CLASSI AL TERMINE DELLA PERDITA DACQUA

12 COME INTERVENIRE IN CASO DI GUASTO ELETTRICO ENTRANO IN FUNZIONE LE LUCI DI EMERGENZA Invitare le classi ed il personale non addetto allemergenza a rimanere nella posizione in cui si trovano Attendere qualche minuto, poi fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone SE LE LUCI DI EMERGENZA NON FUNZIONANO Invitare le classi e il personale non addetto allemergenza a rimanere nella posizione in cui si trovano Procurarsi torce elettriche e fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi accessori, non siano rimaste bloccate persone

13 VERIFICHE PER IL RIPRISTINO DELLA NORMALITA Verificare se il black-out riguarda esclusivamente ledificio scolastico o lintero quartiere Verificare se il black-out è dovuto allintervento dellinterruttore differenziale (salvavita) Non effettuare alcun intervento su parti elettriche e contattare un elettricista autorizzato

14 COME INTERVENIRE OVE SI RICEVA SEGNALAZIONE TELEFONICA O SI RISCONTRI LA PRESENZA DI CONTENITORI SOSPETTI: Avvertire immediatamente le autorità di pubblica sicurezza telefonando alla polizia ed ai carabinieri Non effettuare ricerche per individuare lordigno Fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione - Non usare gli ascensori, ma unicamente le scale Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone Presidiare lingresso impedendo laccesso a chiunque non sia addetto alle operazioni di emergenza

15 MISURE PRECAUZIONALI SORVEGLIARE SEMPRE GLI ACCESSI ALLEDIFICIO TENERE CHIUSI I CANCELLI DURANTE LE ORE DI LEZIONE DOTARE LEDIFICIO DI IMPIANTO ANTINTRUSIONE COLLEGATO ALLA CENTRALE DI PRONTO INTERVENTO INFORMAZIONI UTILI SI SONO VERIFICATI EPISODI CRIMINOSI IN PASSATO? LE FORZE DELLORDINE NE SONO A CONOSCENZA? LADDETTO ALLA GUARDIANIA E INFORMATO E ADDESTRATO SULLE AZIONI DA INTRAPRENDERE PER TRASMETTERE LALLARME?

16 COME INTERVENIRE Evitare di uscire allesterno delledificio e di utilizzare automezzi, se gli esterni sono già invasi da acque tumultuose Sospendere le attività ponendo in sicurezza le macchine dei laboratori e dei locali di servizio Chiudere il rubinetto generale del gas Aprire linterruttore generale dellenergia elettrica Predisporre sacchetti di sabbia in corrispondenza delle porte Predisporre levacuazione da locali interrati e seminterrati, ove possibile allontanare le classi ed il personale spostandoli dai piani bassi ai piani superiori Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone Rimanere in attesa di istruzioni, sintonizzando una radio a batterie sulla frequenza di una rete pubblica nazionale

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18 SI RITIENE PRIORITARIO NON CONCENTRARSI SULLEVENTO, MA EFFETTUARE TEMPESTIVAMENTE LEVACUAZIONE, PRIVILEGIANDO LA SICUREZZA DELLE PERSONE ALLINTERNO DELLEDIFICIO.

19 RISCHI CONNESSI ALLE ATTREZZATURE DI LAVORO RISCHI CONNESSI CON LE MANSIONI SVOLTE RISCHI NORMATI CHE RICHIEDONO ATTENTA VALUTAZIONE

20 RISCHIO CHIMICO RISCHIO BIOLOGICO RISCHIO ELETTRICO RISCHI DA SOSTANZE CANCEROGENE RISCHI DA VIDEOTERMINALE RISCHI DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI RISCHI DA RUMORE RISCHI DA VIBRAZIONI INSEGNANTI COLLABORATORI PERSONALE AMMINISTRATIVO

21 NUOVI RISCHI DA VALUTARE STRESS LAVORO-CORRELATO LAVORATRICI IN GRAVIDANZA DIFFERENZE DI GENERE DIFFERENZA DI ETA DIVERSA PROVENIENZA

22 RISCHIO CHIMICO SONO DA CONSIDERARE POTENZIALMENTE CAUSA DI INFORTUNIO I PRODOTTI CHE SULLETICHETTA O SULLA SCHEDA DATI DI SICUREZZA RIPORTANO I SIMBOLI DI PERICOLO E LE FRASI DI RISCHIO

23 RISCHIO CHIMICO I SIMBOLI DI RISCHIO CHIMICO I simboli di rischio chimico vengono stampati sulle etichette dei prodotti chimici e servono ad informare immediatamente riguardo ai tipi di pericoli connessi all'uso, alla manipolazione, al trasporto ed alla conservazione degli stessi. I simboli sono di colore nero in un quadrato arancione incorniciato di nero. Le dimensioni minime di questo quadrato sono di 10 mm × 10 mm, oppure almeno il 10% della superficie totale dell'etichetta

24 RISCHIO CHIMICO I SIMBOLI DI PERICOLO COMUNI NEI PRODOTTI PER PULIZIA

25 RISCHIO CHIMICO ETICHETTATURA A NORMA DI LEGGE NOME COMMERCIALE della sostanza o preparato Art. 7 D.M Le sostanze e i preparati pericolosi devono riportare sullimballaggio ovvero su etichette, le seguenti indicazioni, scritte in modo leggibile ed indelebile, in lingua italiana NOME, INDIRIZZO, n° TELEFONO DEL FABBRICANTE o IMPORTATORE NOME CHIMICO delle sostanze presenti nel preparato SIMBOLI e indicazione dei PERICOLI della sostanza o preparato FRASI R – indicanti i rischi specifici derivanti da questi pericoli FRASI S – indicanti i CONSIGLI DI PRUDENZA relativi alluso QUANTITATIVI NOMINALI (massa o volume) del contenuto

26 RISCHIO CHIMICO ETICHETTA A NORMA DI LEGGE

27 RISCHIO CHIMICO FRASI R (frasi di rischio) Frasi convenzionali che descrivono i rischi per la salute umana, animale ed ambientale connessi alla manipolazione di sostanze chimiche. Sono codificate dall'Unione Europea nella direttiva 88/379/CEE (sostituita dalla direttiva 1999/45/CEE, a sua volta modificata dalla direttiva 2001/60/CEE) Ad ogni frase è associato un codice univoco composto dalla lettera R seguita da un numero. Ad ogni codice corrispondono le diverse traduzioni della frase in ogni lingua ufficiale dell'Unione Europea. Debbono obbligatoriamente essere riportate in etichetta el prodotto

28 RISCHIO CHIMICO FRASI R (frasi di rischio)

29 RISCHIO CHIMICO FRASI S (consigli di prudenza) Frasi convenzionali che descrivono i consigli di prudenza cui attenersi in caso di manipolazione di sostanze chimiche. Sono codificate dall'Unione Europea nella direttiva 88/379/CEE Ad ogni frase è associato un codice univoco composto dalla lettera S seguita da un numero. Ad ogni codice corrispondono le diverse traduzioni della frase in ogni lingua ufficiale dell'Unione Europea. Debbono obbligatoriamente essere riportate in etichetta el prodotto

30 RISCHIO CHIMICO FRASI S (consigli di prudenza)

31 RISCHIO CHIMICO ESEMPIO DI ETICHETTA

32 RISCHIO CHIMICO LETICHETTA E UNO STRUMENTO UTILISSIMO LEGGERE LETICHETTA E UNA MISURA DI PREVENZIONE LEGGERE LETICHETTA SIGNIFICA PROTEGGERSI INFORMA IMMEDIATAMENTE LUTILIZZATORE DEL PRODOTTO CONSENTE DI EVITARE MALINTESI AIUTA LORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E UNA GUIDA PER LACQUISTO DEI PRODOTTI AIUTA LE OPERAZIONI DI STOCCAGGIO-DEPOSITO DEL PRODOTTO

33 RISCHIO CHIMICO LETICHETTA E UNO STRUMENTO UTILISSIMO FRASI S FRASI R SIMBOLI DI PERICOLO SOSTANZE PRESENTI INDICAZIONI DI PERICOLO

34 RISCHIO CHIMICO OGNI PRODOTTO PRESENTE DEVE ESSERE FORNITO DI SCHEDA DI SICUREZZA

35 RISCHIO CHIMICO A COSA SERVE LA SCHEDA DI SICUREZZA SERVE AL DATORE DI LAVORO O AL RSPP DEL LAVORATORE UTILIZZATORE DEL PRODOTTO PER: EFFETTUAR LANALISI E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI AZIENDALI INDIVIDUARE LE MISURE PREVENTIVE TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI INFORMARE E FORMARE I LAVORATORI SUI RISCHI E SU UNA CORRETTA E SICURA UTILIZZAZIONE DEI PRODOTTI ELABORARE LE ISTRUZIONI E LE PROCEDURE, ORDINARIE E DI EMERGENZA, CHE EGLI DEVE STABILIRE PER OGNI POSTO DI LAVORO DOVE UN DIPENDENTE UTILIZZA DEI PRODOTTI CHIMICI PERICOLOSI

36 RISCHIO CHIMICO I DATI DELLA SCHEDA DI SICUREZZA 1. Elementi identificatori della sostanza e della società/impresa 2. Composizione/informazione sugli ingredienti 3. Indicazione dei pericoli 4. Misure di pronto soccorso 5. Misure antincendio 6. Misure in caso di fuoriuscita accidentale 7. Manipolazione e stoccaggio 8. Controllo dellesposizione e protezione individuale 9. Proprietà chimiche e fisiche 10. Stabilità e reattività 11. Informazioni tossicologiche 12. Informazioni ecologiche 13. Considerazioni sullo smaltimento 14. Informazioni sul trasporto 15. Informazioni sulla regolamentazione 16. Altre informazioni

37 RISCHIO CHIMICO ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA PERICOLOSI

38 RISCHIO CHIMICO ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA PERICOLOSI

39 RISCHIO CHIMICO ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA PERICOLOSI

40 RISCHIO CHIMICO ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA PERICOLOSI

41 RISCHIO CHIMICO ALCUNI PRODOTTI DI PULIZIA PERICOLOSI

42 RISCHIO CHIMICO VIETATA LA MISCELAZIONE DI SOSTANZE CANDEGGINA + AMMONIACA La loro miscelazione genera cloruro di ammonio che è un gas irritante per gli occhi e per le prime vie aeree CANDEGGINA + ANTICALCARE La loro miscelazione genera vapori pericolosi (cloro gassoso) che provoca irritazione grave per le vie respiratorie con effetti potenzialmente letali (edema polmonare)

43 RISCHIO CHIMICO CONTROLLARE GLI IMBALLAGGI E LE CONFEZIONI LIMBALLAGGIO DEVE ESSERE CONFEZIONATO E CHIUSO IN MODO DA IMPEDIRE FUORIUSCITE DEL CONTENUTO LIMBALLAGGIO, SE MUNITO DI UN SISTEMA DI CHIUSURA, DEVE POTER ESSERE RICHIUSO VARIE VOLTE SENZA PROVOCARE FUORIUSCITE DEL CONTENUTO I MATERIALI DI CUI È FATTO LIMBALLAGGIO DEVONO ESSERE INATTACCABILI DAL CONTENUTO E NON FORMARE CON IL CONTENUTO COMBINAZIONI NOCIVE O PERICOLOSE GLI IMBALLAGGI E LE CHIUSURE DEVONO ESSERE SOLIDI E RESISTENTI

44 RISCHIO CHIMICO CONTROLLARE GLI IMBALLAGGI E LE CONFEZIONI QUALSIASI RECIPIENTE, DI QUALSIASI CAPACITÀ, CHE CONTENGA SOSTANZE VENDUTE O DISPONIBILI AL DETTAGLIO E SIA ETICHETTATO COME MOLTO TOSSICO, O TOSSICO O CORROSIVO DEVE ESSERE DOTATO DI UNA CHIUSURA DI SICUREZZA PER LA PROTEZIONE DEI BAMBINI E RECARE UNINDICAZIONE DI PERICOLO AVVERTIBILE AL TATTO. QUALSIASI RECIPIENTE, DI QUALSIASI CAPACITÀ, CHE CONTENGA SOSTANZE VENDUTE O DISPONIBILI AL DETTAGLIO E SIA ETICHETTATO COME NOCIVO, O ESTREMAMENTE INFIAMMABILE O FACILMENTE INFIAMMABILE DEVE RECARE UN INDICAZIONE DI PERICOLO AVVERTIBILE AL TATTO.

45 RISCHIO CHIMICO IL CORRETTO UTILIZZO DELLE SOSTANZE CHIMICHE PERICOLOSE 1.SCEGLIERE LE SOSTANZE NON PERICOLOSE O LE MENO PERICOLOSE 2.UTILIZZARE QUANTITÀ CONTENUTE 3.CONSERVARLE NELLE CONFEZIONI ORIGINALI 4.EVITARE MISCELE CON ALTRI PRODOTTI 5.AERARE GLI AMBIENTI 6.RUOTARE GLI ADDETTI (PER ESPOSIZIONI PROLUNGATE) 7.INFORMARE I LAVORATORI SU CARATTERISTICHE E USO DELLE SOSTANZE 8.FORNIRE I D.P.I. (DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE) 9.TENERE A DISPOSIZIONE IL PACCHETTO DI MEDICAZIONE 10.PREDISPORRE PROTOCOLLI OPERATIVI DA SEGUIRE IN CASO DI INFORTUNIO

46 RISCHIO CHIMICO DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALEDPI OBBLIGATORI GUANTI DI PROTEZIONE ABBLIGLIAMENTO IDONEO (grembiule, pantaloni lunghi, braccia coperte…) CALZATURE IDONEE (chiuse, non sandali…) FACOLTATIVI OCCHIALI E/O VISIERE MASCHERINE FILTRO (MONOUSO)

47 RISCHIO CHIMICO NON FUMARE 1.Fumare non solo può provocare lingestione, ma facilita linalazione degli inquinanti e può esaltarne gli effetti. 2.Si può infatti avere un effetto somma con i prodotti di combustione del tabacco e di trasformazione termica di eventuali inquinanti ambientali in prodotti a maggiore nocività IL FUMO È UN MEZZO DI DISTRAZIONE E DI DISATTENZIONE CHE INDUCE ALLINFORTUNIO LEDIFICIO SCOLASTICO E UN LUOGO PUBBLICO E NEI LUOGHI PUBBLICI E VIETATO FUMARE LEGGE 16 GENNAIO 2003 N. 3

48 RISCHIO CHIMICO LABORATORI DI CHIMICA O CON USO DI PRODOTTI CHIMICI QUALORA I PROGRAMMI DIDATTICI PREVEDANO LUSO DILABORATORI CHIMICI DOVRÀ ESSERE FATTA UNA VALUTAZIONE SPECIFICA DEL RISCHIO DERIVANTE DALLIMPIEGO DELLESOSTANZE PREVISTE, A CUI SEGUIRÀ LA FORMAZIONE NECESSARIA AI LAVORATORI

49 RISCHIO BIOLOGICO Le scuole sono annoverate tra i cosiddetti ambienti indoor (ambienti confinati di vita lavorativa) in cui si svolgono attività didattiche in aula, in palestra e/o laboratorio oltre ad attività amministrative. TRANNE POCHE ECCEZIONI LEGATE AD ALCUNE ATTIVITA LAVORATIVE (ambienti sanitari), E SPESSO POCO CONOSCIUTO E SOTTOSTIMATO IN MOLTI LUOGHI DI LAVORO

50 RISCHIO BIOLOGICO FONTI DI PERICOLO CATTIVO STATO MANUTENTIVO CATTIVA IGIENE DELLEDIFICIO INADEGUATA VENTILAZIONE DEGLI AMBIENTI SCARSA MANUTENZIONE DI APPARECCHIATURE E IMPIANTI ARREDI E TENDAGGI PRESENZA DI PERSONE INTERVENTI DI PRIMO SOCCORSO USO DI ATTREZZATURE PARTICOLARI

51 RISCHIO BIOLOGICO PER GARANTIRE UNA ADEGUATA SALUBRITA DEGLI AMBIENTI DEVE ESSERE GARANTITA UNA CORRETTA IGIENE PAVIMENTI PULITI E DISINFETTATI PERIODICAMENTE LE PARETI ED I SOFFITTI NON DEVONO PRESENTARE MUFFE O ALONI INDICI DI INFILTRAZIONE DI ACQUA ARREDAMENTI (banchi, sedie, cattedre, scrivanie, librerie,…) DEVONO ESSERE SISTEMATICAMENTE SPOLVERATI E PULITI IN QUANTO STRUMENTI DI LAVORO SUL QUALE SI DEPOSITA FACILMENTE POLVERE, ACARI E POLLINI CHE POSSONO PROVOCARE IRRITAZIONE ALLE VIE RESPIRATORIE OLTRE CHE REAZIONI ALLERGICHE LARIA NEGLI AMBIENTI DEVE ESSERE CAMBIATA FREQUENTEMENTE

52 RISCHIO BIOLOGICO PER GARANTIRE UNA ADEGUATA SALUBRITA DEGLI AMBIENTI DEVE ESSERE GARANTITA UNA CORRETTA IGIENE PULIZIA E DISINFEZIONE GIORNALIERA DEI SANITARI E DI TUTTE LE STRUTTURE DEI SERVIZI IGIENICI ATTIVITA DI PARTICOLARE CURA INFESIONI DA SALMONELLA VIRUS DA EPATITE ETC…C DPI GUANTI DI GOMMA CAMICI EVENTUALE MASCHERINA INALAZIONE E MANIPOLAZIONE DI PRODOTTI TOSSICI E/O IRRITANTI RISCHIO

53 RISCHIO BIOLOGICO I TELAI DELLE FINESTRE, I CORNICIONI, I DAVANZALI NON DEVONO ESSERE IMBRATTATI DA GUANO DI VOLATILI. PER GARANTIRE UNA ADEGUATA SALUBRITA DEGLI AMBIENTI DEVE ESSERE GARANTITA UNA CORRETTA IGIENE PROGRAMMARE INTERVENTI DI SANIFICAZIONE IN CASO SI RAVVISI LA PRESENZA DI TOPI, SCARAFAGGI, FORMICHE, MOSCHE, RAGNI RISPETTIVAMENTE RESPONSABILI DELLA LEPTOSPIROSI, TUMEFAZIONI, ALLERGIE ED INFEZIONI LE VIE DI CIRCOLAZIONE ESTERNA, IL PARCO, E OGNI LUOGO ESTERNO IN CUI SI SVOLGANO ATTIVITÀ LUDICHE E MOTORIE, DEVONO ESSERE SORVEGLIATI; QUALORA SIANO PRESENTI BOTTIGLIE, OGGETTI CONTUNDENTI, SIRINGHE, ETC., DEVE ESSERE PREVISTO IL DIVIETO E ATTIVATE LE MISURE DI PROTEZIONE

54 RISCHIO BIOLOGICO IL PRIMO SOCCORSO PUO ESSERE CAUSA DI TRASMISSIONE DI MALATTIE LATTIVITA DI PRIMO SOCCORSO SIA DI ALLIEVI CHE DI ALTRO PERSONALE E FATTA DA PERSONALE PREPOSTO O DA INSEGNANTI STESSI ATTIVITA DI PARTICOLARE CURA MALATTIE PER TRASMISSONE DA CONTATTO EMATICO DPI GUANTI DI GOMMA MASCHERINE MONOUSO RISCHIO DA TENERE IN CLASSE O IN CORRIDOIO

55 RISCHIO BIOLOGICO MANUTENERE LE ATTREZZATURE METALLICHE E CONTUNDENTI TUTTI GLI STRUMENTI METALLICI E CONTUNDENTI DEBBONO ESSERE SOTTOPOSTI A PERIODICA MANUTENZIONE E PULIZIA VEICOLO DI SPORE DI CLOSTRIDIUM TETANI RISCHIO FORBICI TAGLIERINI CUCITRICI

56 RISCHIO BIOLOGICO MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE MANUTENZIONE PERIODICA DELLEDIFICIO SCOLASTICO, DEGLI IMPIANTI IDRICI E DI CONDIZIONAMENTO BENESSERE MICROCLIMATICO (temperatura, umidità, ventilazione, ecc…) ADEGUATE E CORRETTE PROCEDURE DI PULIZIA E DISINFEZIONE VACCINOPROFILASSI DI INSEGNANTI, ALUNNI E PERSONALE ATA SORVEGLIANZA SANITARIA DEI SOGGETTI ESPOSTI CONTROLLI PERIODICI DELLE CONDIZIONI IGIENICO- SANITARIE DEI LOCALI E DELLE AREE CIRCOSTANTI

57 RISCHIO DA ATTREZZATURE E MACCHINE LUTILIZZO DI ALCUNE MACCHINE O DI ALCUNE ATTREZZATURE POSSONO ESSERE CAUSA DI RISCHI DI VARIA NATURA FOTOCOPIATRICI STAMPANTI LASER VIDEOTERMINALI SCALE

58 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE FOTOCOPIATICI E STAMPANTI LASER SIA I PRODOTTI PER LA STAMPA (TONER, INCHIOSTRI, CARTA SENZA CARBONIO) SIA LE MACCHINE (FOTOCOPIATRICI, STAMPANTI) PRODUCONO SOSTANZE ALLE QUALI OCCORRE PRESTARE ATTENZIONE FOTOCOPIATRICI E STAMPANTI LASER SONO FONTE DI EMISSIONE DI VARIE SOSTANZE: OZONO; FORMALDEIDE,; COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (COV). ALCUNE DI QUESTE SONO AD AZIONE IRRITANTE

59 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE FOTOCOPIATICI E STAMPANTI LASER I TONER SONO COMPOSTI DA VARI TIPI DI SOSTANZE CHIMICHE: OZONO, SOLVENTI, POLVERI DI TONER (CHE POSSONO ANCHE RIENTRARE FRA GLI AGENTI CHIMICI CONSIDERATI PERICOLOSI) I TONER SONO COSTITUITI DA PICCOLISSIME PARTICELLE DI MATERIA TERMOPLASTICA CHE SI FISSANO SULLA CARTA PER FUSIONE. Come pigmenti coloranti, nei toner neri si utilizza il nerofumo («carbon black» o nerofumo per uso industriale, classificato nel gruppo 2B dalla IARC, ovvero «possibile cancerogeno per l'uomo») o l'ossido di ferro, nei toner in altri colori invece si utilizzano pigmenti organici.

60 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE FOTOCOPIATICI E STAMPANTI LASER NORMALMENTE LESPOSIZIONE A OZONO AVVIENE ATTRAVERSO LA VIA INALATORIA. DISTURBI PRINCIPALI: IRRITAZIONE E INFIAMMAZIONE DEGLI OCCHI E DELLE PRIME VIE RESPIRATORIE, CON LACRIMAZIONE, TOSSE, FATICA A RESPIRARE E AFFANNO L'AUMENTO DELLA CONCENTRAZIONE DI OZONO COSTITUISCE UN PROBLEMA IN PARTICOLARE PER I GRUPPI DI POPOLAZIONE MAGGIORMENTE SENSIBILI QUALI DONNE IN GRAVIDANZA, SOGGETTI AFFETTI DA PATOLOGIE RESPIRATORIE E CARIOVASCOLARI; QUESTI ULTIMI POSSONO MANIFESTARE SINTOMI E AGGRAVAMENTO DELLA PATOLOGIA PER LIVELLI DI OZONO ANCHE ABBASTANZA CONTENUTI.

61 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE FOTOCOPIATICI E STAMPANTI LASER LA PRODUZIONE DI OZONO DA PARTE DI QUESTE APPARECCHIATURE È DOVUTA AL PROCESSO DI CARICA E SCARICA PRODOTTO DAL CAMPO ELETTRICO, GENERATO INTORNO AI FILI CORONA, DURANTE IL LORO FUNZIONAMENTO La velocità di emissione dell'ozono dipende - dal tipo di macchina utilizzata - dalla manutenzione della stessa La concentrazione di ozono nei pressi di fotocopiatrici e stampanti dipende - dalla quantità di ozono prodotta - dalla velocità di decomposizione - dal volume della sala - dalla ventilazione presente

62 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE FOTOCOPIATICI E STAMPANTI LASER TALI POLVERI HANNO DIMENSIONI DI CIRCA 5 MICROMETRI (il diametro delle particelle del toner è pari a μm) e sono pertanto da definirsi "respirabili", ovvero capaci di penetrare sino agli alveoli polmonari. Le nanoparticelle possono penetrare nel corpo umano oltre che per inalazione, per ingestione e per via dermica Le nanoparticelle rappresentano un potenziale pericolo per la salute. La gravità dei rischi per l'organismo umano non è ancora quantificabile in maniera certa. LE POLVERI DI TONER

63 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE FOTOCOPIATICI E STAMPANTI LASER MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE IMPIEGARE APPARECCHIATURE CHE NON PRODUCONO OZONO (tecnologie transfer roll) O A BASSA EMISSIONE DI OZONO IMPIEGO DI APPARECCHIATURE EQUIPAGGIATE CON FILTRO PER LOZONO SE SI UTILIZZANO STAMPANTI E TONER DI VECCHIO TIPO, BISOGNA PROVARE A SOSTITUIRLI CON UN APPARECCHIO MODERNO E A BASSE EMISSIONI OPPURE A CAMBIARE IL MATERIALE DEL TONER (IMPIEGO DI UN TONER CON LA CERTIFICAZIONE DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE

64 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE FOTOCOPIATICI E STAMPANTI LASER MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE EVITARE POSSIBILMENTE DI COLLOCARLE NEI LOCALI DOVE SI SVOLGE IL LAVORO POSIZIONARE LE FOTOCOPIATRICI IN LOCALI AMPI E BEN AERATI NEGLI AMBIENTI DI LAVORO IN CUI SONO PRESENTI FOTOCOPIATRICI E STAMPANTI LASER GARANTIRE LA POSSIBILITÀ DI VENTILAZIONE E/O DI RICAMBIO DARIA (ALMENO QUOTIDIANAMENTE) PER DISPERDERE LOZONO STAMPARE E FOTOCOPIARE DOCUMENTI CORPOSI SU MACCHINE DEDICATE, COLLOCATE IN LOCALI DOTATI DI ADEGUATO RICAMBIO DARIA, CHE NON SIANO LUOGHI DI LAVORO PERMANENTE

65 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE FOTOCOPIATICI E STAMPANTI LASER MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE INSTALLARE LE APPARECCHIATURE DI ELEVATA POTENZA IN UN AMBIENTE SEPARATO E, SE NECESSARIO, DOTARE QUESTO AMBIENTE DI UN IMPIANTO DI ASPIRAZIONE LOCALE EVITARE MANIPOLAZIONI CHE COMPORTINO LA DISPERSIONE DI TONER E QUINDI LA POSSIBILITÀ DI ESPOSIZIONE ANOMALA ALLO STESSO

66 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE COSE IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE È DEFINITO COME SVOLGIMENTO DI ATTIVITÀ CON INTERAZIONE CON IL VIDEOTERMINALE, QUALI LIMMISSIONE DATI, TRASMISSIONE DATI, ELABORAZIONE DI TESTI, ECC. IL LAVORATORE CHE UTILIZZA UN'ATTREZZATURA MUNITA DI VIDEOTERMINALE (ANCHE PORTATILE), IN MODO SISTEMATICO O ABITUALE, PER VENTI ORE SETTIMANALI. CHI E IL VIDETERMINALISTA

67 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO IL DATORE DI LAVORO VALUTA I RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI VIDEOTERMINALISTI ED EFFETTUA UNA VALUTAZIONE DELLE POSTAZIONI DI LAVORO, IN PARTICOLARE RIGUARDO: 1.AI RISCHI PER LA VISTA E PER GLI OCCHI 2.AI PROBLEMI LEGATI ALLA POSTURA ED ALL'AFFATICAMENTO FISICO O MENTALE 3.ALLE CONDIZIONI ERGONOMICHE E DIGIENE AMBIENTALE

68 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 1.DEVE ADOTTARE LE MISURE APPROPRIATE PER OVVIARE AI RISCHI RISCONTRATI IN BASE ALLE VALUTAZIONI EFFETTUATA ORGANIZZANDO E PREDISPONENDO I POSTI DI LAVORO IN CONFORMITÀ AI REQUISITI MINIMI PREVISTI NELLALLEGATO XXXIV AL D.LGS.81/08 2.DEVE CURARE UNA SPECIFICA INFORMAZIONE E FORMAZIONE 3.ADOTTA LE MISURE APPROPRIATE: -Lavoratori videoterminalisti devono sottoporsi a controllo sanitario (OBBLIGATORIO SE > 20 ORE SETTIMANALI) -tali controlli sanitari sono eseguiti a seguito della richiesta da parte del Datore di lavoro - qualora il Medico competente nota la necessità, il dipendente deve sottoporsi a visita specialistica a seguito del controllo sanitario, il Medico competente redige un giudizio sullidoneità del dipendente alla mansione (idoneo con o senza prescrizioni oppure non idoneo)

69 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE IL LAVORATORE E' SOTTOPOSTO A CONTROLLO OFTALMOLOGICO A SUA RICHIESTA, OGNIQUALVOLTA SOSPETTI UNA SOPRAVVENUTA ALTERAZIONE DELLA FUNZIONE VISIVA, CONFERMATA DAL MEDICO COMPETENTE. LA MISURA DI PREVENZIONE PER ECCELLENZA PER I RISCHI DERIVANTI DALLUSO DI VIDEOTERMINALI E NELLA …. CORRETTA POSTURA E RICERCA AREA DI MASSIMO CONFORT

70 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE REGOLE BASILARI UNA VOLTA INDIVIDUATA LAREA DI MASSIMO CONFORT CAMBIARE SPESSO POSIZIONE NELLARCO DELLA GIORNATA PAUSE BREVI E FREQUENTI (effettuare con cautela qualche allungamento o fare due passi) ESEGUIRE ATTIVITA DI BREVE DURATA CHE OBBLIGHINO AD ALZARSI SE GLI ARREDI OFFRONO REGOLAZIONI IN DIVERSE POSIZIONI E BENE ALTERNARE REGOLAZIONI SEDUTE CON REGOLAZIONI ERETTE

71 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE INDIVIDUAZIONE DELLAREA DI MASSIMO CONFORT PIEDI - GINOCCHIA - GAMBE I PIEDI DEVONO POGGIARE IN MODO STABILE ECONFORTEVOLE PER TUTTO IL TEMPO IN CUI SI RIMANE SEDUTI USARE IN TAL CASO PIANI DI LAVORO E SEDIE REGOLABILI SE VENGONO USATE PEDANE ACCERTARSI CHE SIANO GRANDI PER CONSENTIRE POSIZIONI DIVERSE ALLE GAMBE AVERE SPAZIO SUFFICIENTE SOTTO IL TAVOLO PER GINOCCHIA E GAMBE AVERE SPAZIO SUFFICIENTE SOTTO IL TAVOLO PER ALLUNGARE E VARIARE POSIZIONE ALLE GAMBE DURANTE IL LAVORO NON AVERE PUNTI DI CONTATTO CONCENTRATI NELLA PARTE INFERIORE DELLA COSCIAIN PROSSIMITA DEL GINOCCHIO

72 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE INDIVIDUAZIONE DELLAREA DI MASSIMO CONFORT SCHIENA IL CORPO DEVE ESSERE COMPLETAMENTE SOSTENUTO DALLA SEDIA DISTRIBUIRE IL PESO UNIFORMEMENTE UTILIZZANDO LINTERA SEDUTA E LO SCHIENALE SE LA SEDIA E DOTATA DI UN SUPPORTO REGOLABILE PER LA PARTE INFERIORE DELLA SCHEDA REGOLARE TALE SCHIENALE IN BASE ALLA CURVA NATURALE DELLA ZONA LOMBARE ASSICURARSI CHE LA ZONA LOMBARE SIA BEN SOSTENUTA E CHE LA POSIZIONE SCELTA DURANTE LATTIVITA LAVORATIVA SIA CONFORTEVOLE

73 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE INDIVIDUAZIONE DELLAREA DI MASSIMO CONFORT SPALLE E GOMITI PER RIDURRE AL MINIMO LA TENSIONE MUSCOLARE SPALLE IN POSIZIONE RILASSATA E NE TROPPO IN ALTO NE TROPPO IN BASSO SISTEMARE I GOMITI IN MODO CONFORTEVOLE RISPETTO ALLA TASTIERA, OVVERO ALLALTEZZA DELLA LINEA CENTRALE DELLA TASTIERA (TASTO L) TENERE I POLSI IN POSIZIONE COMODA E NATURALE EVITARE DI APPOGGIARE I PALMISU UNA SUPERFICIE O DI PIEGARE I POLSI VERSO IL BASSO DURANTE LA DIGITAZIONE POLSI E MANI EVITARE DI PIEGARE I POLSI ECCESSIVAMENTE VERSO LINTERNO

74 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE INDIVIDUAZIONE DELLAREA DI MASSIMO CONFORT APPARATO OCULO-VISIVO LUTILIZZO PROLUNGATO DEL COMPUTER PUO AVERE EFFETTI COLLATERALI SULLA VISTA E CAUSARE AGLI OCCHI SENSO DI IRRITAZIONE E AFFATICAMENTO CONCEDERE AGLI OCCHI PAUSE FREQUENTI ALLONTANANDOLI DAL MONITOR E CONCENTRANDO LA VISTA SU UN PUNTO AD UNA CERTA DISTANZA TENERE PULITO IL MONITOR, GLI OCCHIALI O LE LENTI A CONTATTO

75 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE INDIVIDUAZIONE DELLAREA DI MASSIMO CONFORT POSIZIONAMENTO DEL MONITOR POSIZIONARE IL MONITOR IN MANIERA FRONTALE ALLUNGARE LE BRACCIA CON I PUGNI CHIUSI – LA DISTANZA DELLE NOCCHE E CIRCA LA DISTANZA DI CONFORT. FARE AGGIUSTAMENTI POI IN FUNZIONE DELLA NITIDEZZA VISIVA MANTENERLO A DISTANZA DI CONFORT TALE DA GARANTIRE UN CORRETTO BILANCIAMENTO DELLA TESTA RISPETTO ALLE SPALLE ALTEZZA ADEGUATA EVITARE LA CURVATURA IN AVANTI O INDIETRO DEL COLLO LA PRIMA LINEA DI TESTO DEVE TROVARSI SUBITO SOTTO LA LINEA DEGLI OCCHI FISSANDO IL CENTRO DELLO SCHERMO LO SGUARDO DEVE ESSERE LEGGERMENTE ABBASSATO

76 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE INDIVIDUAZIONE DELLAREA DI MASSIMO CONFORT POSIZIONAMENTO DEL MONITOR LA SUPERFICIE DEL MONITOR E IL VISO DEVONO ESSERE PARALLELI TENERE IL MONITOR VERTICALE LIMITARE LA LUCE NATURALE CON SCHERMI ELIMINARE RIFLESSI DAL MONITOR EVITARE DI POSIZIONARE IL MONITOR DIRETTAMENTE SOTTO IL LAMPADARIO UTILIZZARE Più LAMPADE DA TAVOLO NELLE VICINANZE ANZICHE LAMPADARI ALTI

77 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE INDIVIDUAZIONE DELLAREA DI MASSIMO CONFORT POSIZIONAMENTO DELLA TASTIERA POSIZIONARE LA TASTIERA IN MODO FRONTALE EVITANDO TORSIONI DEL COLLO O DEL BUSTO TENERE IL MONITOR VERTICALE ALLINEARE IL MOUSE AL BORDO INFERIORE DELLA TASTIERA EVITANDO DI TENERLO A DISTANZA ELEVATA DALLA TASTIERA STESSA O IN PROSSIMITA DEL BORDO SUPERIORE QUESTO PUO CAUSARE UN ECCESSIVA TORSIONE DEI POLSI VERSO LESTERNO O ALLUNGAMENTI DELLE BRACCIA CON TENSIONE MUSCOLARE SUL COLLO

78 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA VIDEOTERMINALE INDIVIDUAZIONE DELLAREA DI MASSIMO CONFORT

79 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA SCALE PORTATILI SCALE PORTATILI (UNI EN 10401) ATTREZZATURE MANUALI FREQUENTEMENTE IMPIEGATE ASSOCIATE AD UN ELEVATOLIVELLO DI RISCHIO (CADUTA DALL'ALTO) 1.SCALE SEMPLICI 2.SCALE DOPPIE RIFERIMENTI NORMATIVI: D.LGS. 81/08, ART. 113

80 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA SCALE PORTATILI SCALE SEMPLICI 1.dimensioni (principalmente la lunghezza) appropriate alle effettive esigenze di lavoro 2.i pioli (di tipo antisdrucciolevole) convenientemente fissati ai montanti (per quelle in legno sono tassativi il sistema ad incastro e l'assenza di nodi) 3.dispositivi di appoggio antiscivolo applicati alla base dei montanti, montanti (se di legno) trattenuti da tiranti in ferro applicati sotto i due pioli di estremità, e da un tirante intermedio (per quelle lunghe più di m 4) SE ESISTE PERICOLO PER LA STABILITA Deve essere dotata all'estremità superiore di sistemi di trattenuta (ganci) oppure dotata di appoggi antisdrucciolevoli oppure vincolata in modo da evitare sbandamenti, slittamenti, rovesciamenti, oscillazioni o inflessioni eccessive

81 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA SCALE PORTATILI SCALE SEMPLICI SE ESISTE PERICOLO SBANDAMENTO Quando rimane il pericolo di sbandamento, le scale debbono essere rese sicure o trattenute al piede da altra persona La corretta inclinazione della scala, fondamentale per evitare rischi di instabilità o di rottura, si ottiene posizionandone la base ad una distanza dalla verticale del punto di appoggio superiore corrispondente ad 1/4 della lunghezza di scala compresa tra gli appoggi CORRETTA INCLINAZIONE

82 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA SCALE PORTATILI SCALE DOPPIE 1.L'ALTEZZA MASSIMA NON PUÒ SUPERARE I 5 METRI 2.DEVE ESSERE PREVISTO UN DISPOSITIVO (CATENA O ALTRO SISTEMA) CHE NE IMPEDISCA L'APERTURA OLTRE IL LIMITE PREFISSATO DAL FABBRICANTE

83 RISCHI DA ATTREZZATURE E MACCHINE RISCHIO DA SCALE PORTATILI EQUILIBRIO DELLA PERSONA 1.Evitare di operare permanendo oltre il terzultimo piolo (in caso contrario si deve ricorrere a scala di maggiore lunghezza) 2.Salire e scendere conservando il viso rivolto verso la scala e mantenere salda la presa delle mani (che devono essere rigorosamente tenute libere, riponendo attrezzi, utensili e materiali minuti in tasche o borse da portare a tracolla) 3.Mantenere sgombri da ostacoli o materiali i punti di accesso alla scala, sia in basso, sia in sommità.

84 RISCHIO FISICO ALCUNE SITUAZIONI DI LAVORO, NON DOVUTE DIRETTAMENTE A MACCHINE O ATTREZZATURE, BENSI A OPERAZIONI SCORRETTE O AMBIENTI SFAVOREVOLI POSSONO ESSERE CAUSA DI RISCHI CHE INFLUISCONO SULLA SALUTE FISICA DEL LAVORATORE MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI RUMORE VIBRAZIONI

85 RISCHIO FISICO MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI NEL SOLLEVARE UN CARICO, IL LAVORO MUSCOLARE E LA SOLLECITAZIONE DEI DISCHI INTERVERTEBRALI RISULTANO TANTO MINORI QUANTO PIÙ ERETTA È LA POSIZIONE DEL CORPO E QUANTO PIÙ VICINO IL CARICO VIENE MANTENUTO AL CORPO. Non flettere la schiena, tenere la base di appoggio larga e il carico il più vicino possibile al corpo Nel sollevamento da terra flettere le ginocchia e non la schiena.

86 RISCHIO FISICO MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Al fine di evitare disturbi della colonna vertebrale è anche importante la corretta presa del carico, da effettuare solo dopo aver considerato: IL VOLUME LA FORMA IL PESO e la sua distribuzione (baricentro) IL TIPO DI SUPERFICIE... DELLOGGETTO 1.piegare le ginocchia, tenendo un piede avanzato rispetto all'altro. Ciò consentirà di avere più equilibrio; 2.assicurarsi una presa sicura ed equilibrata (valutare peso, 3.baricentro e punti di presa); 4.portare il peso vicino al corpo; 5.alzarsi lentamente, senza strappi, facendo leva sulle gambe; 6.durante il trasporto, mantenere il carico il più possibile vicino al corpo, senza inarcare la schiena. SEQUENZA OPERATIVA

87 RISCHIO FISICO MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI PER CARICHI ECCESSIVAMENTE PESANTI >30 kg per il sesso maschile e >20 kg per le donne effettuare i sollevamenti e gli spostamenti in due operatori; in questo caso occorre che i loro movimenti siano coordinati e vengano eseguiti contemporaneamente.

88 RISCHIO FISICO RISCHIO RUMORE CHE COSA E IL RUMORE? Il rumore è soltanto un fenomeno acustico, dovuto alla sovrapposizione di onde sonore sinusoidali,indipendentemente da una sua percezione soggettiva, per la quale può essere gradito (suono, musica) o indesiderato. LAVORARE IN AMBIENTI CON RUMOROSITÀ ELEVATA PUÒ PORTARE ALLA IRREVERSIBILE DIMINUZIONE DELLA CAPACITÀ DI UDITO (IPOACUSIA). IN MANIERA MENO EVIDENTE POSSONO MANIFESTARSI DISTURBI DEL SISTEMA NERVOSO (ANSIETÀ, AGITAZIONE, DISTURBI DEL SONNO O DELL.ATTENZIONE), CIRCOLATORIO E DIGESTIVO CON UN ESAME COME L.AUDIOMETRIA È POSSIBILE DIAGNOSTICARE LA IPOACUSIA GIÀ IN FASE INIZIALE !

89 RISCHIO FISICO RISCHIO RUMORE QUANDO E LESIVO E IL RUMORE? IL RUMORE È RITENUTO LESIVO PER LUDITO SOPRA GLI 85 DBA Sotto gli 80 dBA Leq sono possibili effetti extrauditivi se esiste una suscettibilità individuale, oppure se vi sonocondizioni di lavoro o di esposizione particolari.

90 RISCHIO FISICO RISCHIO RUMORE OBBLIGO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE (SE SOTTO GLI 80 dbA SENZA RILIEVO STRUMENTALE) La valutazione deve individuare il Livello di Esposizione Quotidiano, nella giornata di 8 ore (LEX,8h), di ogni singolo lavoratore misurato in dBA Per lavorazioni discontinue il livello di Esposizione può essere calcolato nella settimana di 40 ore FONTI RUMOROSE STUDENTI ACUSTICA NON IDONEA

91 RISCHIO FISICO RISCHIO RUMORE NON POTENDO USARE DPI QUALE LA SOLUZIONE? UN CORRETTO COMPORTAMENTO IN CLASSE LA BUONA EDUCAZIONE E LUNICO STRUMENTO DI PROTEZIONE COLLETTIVA

92 RISCHIO STRESS Lo stress è il secondo problema di salute legato allattività lavorativa riferito più frequentemente Lo stress interessa quasi un lavoratore europeo su quattro. Dagli studi condotti emerge che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress (dati Ispesl:Istituto superiore Prevenzione e Sicurezza sul lavoro)

93 RISCHIO STRESS STRESS Reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifestano quando le richieste lavorative non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore. (National Institute for Occupational Safety and Health, NIOSH 1999) Reazione ad aspetti avversi e nocivi del contenuto, dellambiente e dellorganizzazione del lavoro. E uno stato caratterizzato da elevati livelli di eccitazione ed ansia, spesso accompagnati da senso di inadeguatezza. (Commissione Europea) STRESS LAVORO-CORRELATOSINDROME DI BURNOUT

94 RISCHIO STRESS SINDROME DI BURNOUT INDOTTA DA UNA O PIÙ CONDIZIONI STRESSOGENE INTENSE O PROTRATTE NEL TEMPO; caratterizzata da ansia, irritabilità, esaurimento fisico, panico, agitazione, ridotta autostima, somatizzazioni (disturbi gastrointestinali, emicrania, insonnia, …), reazioni comportamentali (assenze, ritardi, chiusura al dialogo, ridotta creatività) PER GLI INSEGNATI E STATA RICONOSCIUTA DAL 1986 (Maslach)

95 RISCHIO STRESS SINDROME DI BURNOUT NEGLI INSEGNANTI DEVE AVVENIRE COME RISULTANTE DA TRE FATTORI PRINCIPALI; 1.Affaticamento fisico ed emotivo 2.Atteggiamento distaccato e apatico nei confronti di studenti, colleghi e nei rapporti interpersonali 3.Sentimento di frustrazione dovuto alla mancata realizzazione delle proprie aspettative

96 RISCHIO STRESS SINDROME DI BURNOUT LA CATEGORIA DEGLI INSEGNANTI VIENE SOTTOPOSTA A NUMEROSI STRESS RELAZIONALI, LA CUI NATURA PUÒ ESSERE RICONDOTTA AD ALCUNI FATTORI RIGUARDANTI: 1.La peculiarità della professione (rapporto con studenti e genitori, classi numerose, situazioni di precariato, conflittualità tra colleghi, costante necessità di aggiornamento ) 2.La trasformazione della società verso uno stile di vita multiculturale, multietnico (studenti extracomunitari,…) 3.Levoluzione scientifica (avvento dellinformatica e della comunicazione elettronica) 4.Il passaggio dallindividualismo al lavoro dequipe 5.Linadeguato ruolo sociale riconosciuto alla professione (retribuzione insoddisfacente, risorse carenti, scarsa considerazione da parte dellopinione pubblica).

97 RISCHIO STRESS STRESS LAVORO-CORRELATO perchè è un problema di vasta portata? Cause dello Stress: innovazioni apportate alla progettazione, allorganizzazione e alla gestione del lavoro precarietà del lavoro aumento del carico di lavoro e del ritmo di lavoro (paura di non poter sostenere gli standard richiesti) elevate pressioni emotive esercitate sui lavoratori violenza e molestie di natura psicologica (mobbing) scarso equilibrio tra lavoro e vita privata

98 RISCHIO STRESS STRESS LAVORO-CORRELATO lo stress legato allattività lavorativa… Lo stress si manifesta quando le persone percepiscono uno squilibrio tra: le richieste avanzate nei loro confronti le risorse a loro disposizione per far fronte a tali richieste LO STRESS DIVENTA UN RISCHIO PER LA SICUREZZA E LA SALUTE QUANDO È PROLUNGATO NEL TEMPO LO STRESS PUÒ PORTARE A PROBLEMI DI SALUTE MENTALE E FISICA.

99 RISCHIO STRESS STRESS LAVORO-CORRELATO chi ne è colpito? Lo stress sul lavoro può colpire: – chiunque, a qualsiasi livello – qualsiasi settore – aziende/enti di ogni dimensione Lo stress influisce: – sulla salute e la sicurezza delle singole persone – sulla salute delle imprese – sulla salute delle economie riguarda sia la persona che la società…

100 RISCHIO STRESS STRESS LAVORO-CORRELATO EFFETTI SUL LAVORO poca efficienza del lavoratore rischio maggiore di infortuni creazione di malumore tra i lavoratori assenteismo frequente avvicendamento del personale problemi disciplinari violenza e molestie di natura psicologica riduzione della produttività aumento dei costi dindennizzo o delle spese mediche …..

101 RISCHIO STRESS STRESS LAVORO-CORRELATO COME VALUTARE LO STRESS DA LAVORO unanalisi di fattori quali lorganizzazione e i processi di lavoro (pianificazione dellorario di lavoro, grado di autonomia, grado di coincidenza tra esigenze imposte dal lavoro e capacità/conoscenze dei lavoratori, carico di lavoro, ecc.), le condizioni e lambiente di lavoro (esposizione ad un comportamento illecito, al rumore, al calore, a sostanze pericolose, ecc.), la comunicazione (incertezza circa le aspettative riguardo al lavoro, prospettive di occupazione, un futuro cambiamento, ecc.) i fattori soggettivi (pressioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alla situazione, percezione di una mancanza di aiuto, ecc.) ATTRAVERSO ANALISI DI DIVERSI ASPETTI QUALI:

102 RISCHIO STRESS STRESS LAVORO-CORRELATO STRUMENTI DI VALUTAZIONE VALUTAZIONE DELLE FONTI DI STRESS riguarda principalmente strumenti di rilevazione dei fattori relativi allorganizzazione del lavoro VALUTAZIONE DELLO STRESS INDIVIDUALE riguarda principalmente strumenti di rilevazione delle condizioni di disagio individuali riconducibili al lavoro VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DELLO STRESS riguarda principalmente liste di sintomi di cui il lavoratore indica presenza e frequenza

103 RISCHIO STRESS STRESS LAVORO-CORRELATO PREVENIRE, RIDURRE O ELIMINARE I PROBLEMI DA STRESS LAVORATIVO E POSSIBILE MISURE DI GESTIONE E DI COMUNICAZIONE in grado di chiarire gli obiettivi aziendali e il ruolo di ciascun lavoratore, di assicurare un sostegno adeguato da parte della direzione ai singoli individui e ai team di lavoro, di portare a coerenza responsabilità e controllo sul lavoro, di migliorare lorganizzazione, i processi, le condizioni e lambiente di lavoro. La responsabilità di stabilire le misure adeguate da adottare spetta al datore di lavoro. Queste misure saranno attuate con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti. LA FORMAZIONE DEI DIRIGENTI E DEI LAVORATORI per migliorare la loro consapevolezza e la loro comprensione nei confronti dello stress, delle sue possibili cause e del modo in cui affrontarlo, e/o per adattarsi al cambiamento LA CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI E/O DEI LORO RAPPRESENTANTI

104 RISCHI PER LAVORATRICI MADRI Il Testo unico delle disposizioni in materia di tutela della maternità e paternità approvato con D.Lgs n. 151 con i relativi allegati e le disposizioni da essi richiamate costituiscono i riferimenti normativi del presente documento

105 PRIMO SOCCORSO ASPETTI ORGANIZZATIVI

106 D.Lgs. 81/08 ART. 45 IL DATORE DI LAVORO prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza Il Datore di lavoro designa i lavoratori incaricati di attuare le misure di PS I LAVORATORI addetti PS non possono rifiutare la designazione se non per giustificato motivo. Devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dellazienda.

107 Procedure complesse, con ricorso a farmaci e strumentazione,orientate a diagnosticare il dannoe a curare linfortunato Semplici manovre orientate a mantenere in vita linfortunato, a prevenire complicazioni, ad accelerare lintervento dei soccorritori professionisti PERSONALE SANITARIO QUALSIASI PERSONA

108 OGNI CITTADINO È PERSEGUIBILE QUALORA NON PRESTI SOCCORSO IN CASO DI NECESSITA OMISSIONE DI SOCCORSO (ART. 593 CP) NON ESISTONO RESPONSABILITA INTERMEDIE TRA CITTADINO ED OPERATORE SANITARIO VIGE LOBBLIGO DI PRESTARE ASSISTENZA AVVISARE LE AUTORITA COMPETENTI SE IL RISCHIO NON E SOSTENIBILE SOCCORRERE può voler dire anche solo attivare il 118 e impedire spostamenti incongrui Detenzione fino a 12 meso o multa fino a 1032

109 valutare ladeguatezza delle proprie conoscenze e capacità; conoscere e condividere il piano di primo soccorso; tenere aggiornato un elenco delle attrezzature e del materiale di medicazione controllandone effettiva disponibilità, efficienza e scadenza; tenersi aggiornato sulla tipologia degli infortuni o dei malori che accadono a scuola; tenersi aggiornato sui nuovi prodotti chimici eventualmente utilizzati; mantenere un comportamento coerente con il proprio ruolo, essendo desempio per i colleghi lavorando sempre nel rispetto delle norme di sicurezza (educazione informale) COMPITI DELLADDETTO AL SERVIZIO PS

110 LA PAROLA DORDINE DELLADDETTO AL PS

111 ADDETTI AL PS SEQUENZA DEGLI INTERVENTI: Prendere la valigetta con il materiale di PS e indossare i guanti; Controllare la scena dellinfortunio e la pericolosità dellambiente circostante per linfortunato, per sé e per gli altri lavoratori Controllare le condizioni dellinfortunato Se la causa dellinfortunio agisce ancora, rimuoverla ovvero allontanare linfortunato Valutare se la situazione necessita di altro aiuto oltre al proprio e, se necessario, allertare il 118 ovvero predisporre il trasporto dellinfortunato in ospedale con lauto Attuare misure di sopravvivenza, evitare laggravamento delle lesioni anche attraverso una corretta posizione, rassicurare e confortare linfortunato Fornire ai soccorritori informazioni circa la dinamica dellinfortunio e le prime cure praticate

112 ADDETTI AL PS LA CHIAMATA DEI SOCCORSI: LA CHIAMATA AI NUMERI DI EMERGENZA E GRATUITA E VIENE SEMPRE REGISTRATA FORNIRE Cognome e Nome, numero di telefono e azienda di lavoro GENERALITA LUOGO DELLINFORTUNIO EVENTO VERIFICATO INFORTUNANTI Località esatta, via e num. civico, indicazioni e punti di riferimento, via più breve, ecc. Infortunio o malore, dinamica dellaccaduto ed eventuale pericolo incendio Quanti sono e che tipo di problematica presentano (schiacciati, incastrati, coscienti, parlano, si muovono, respirano…..)

113 ORGANIZZAZIONE DEL PIANO PS CHI DEFINISCE IL PIANO? DS – RSPP - MC DA CONDIVIDERE CON ADDETTI PS RLS RESPONSABILE DI PLESSO COME DEFINIRE IL NUMERO DEGLI ADDETTI PS ALMENO UN ADDETTO PER PLESSO E FASCE ORARIE PER TURNI COME INDIVIDUARE LADDETTO AL PS PRESENZA CONTINUATIVA (ATA) SITUAZIONI DI RISCHIO PARTICOLARI PRECEDENZA PER COMPETENZE ATTITUDINI E DISPONIBILITA FORMAZIONE DELLADDETTO AL PS CORSO FORMAZIONE 12h AGGIORNAMENTO TRIENNALE

114 ORGANIZZAZIONE DEL PIANO PS LAVORATORI E ALLIEVI RIUNIONE PERIODICHE COMUNICAZIONI IN SEDE DI COLLEGIO DOCENTI COMUNICAZIONE NELLE CLASSI AFFISSIONE DEL PIANO AFFISSIONE ELENCO ADDETTI GENITORI INTRODUZIONE DEL PIANO NEL POF PIEGHEVOLE DA INSERIRE NEL LIBRETTO ASSENZE COMUNICAZIONE IN OCCASIONE DI RIUNIONI INFORMAZIONE DEL PERSONALE E DIVULGAZIONE DEL PIANO

115 ORGANIZZAZIONE DEL PIANO PS VALIGETTA DI PS CONTENUTO PREVISTO DAL DM 388/03 EVENTUALI INTEGRAZIONI IN BASE ALLA VALUTAZIONE RISCHI SCHEDE DI REGISTRAZIONE INTERVENTI DI PS DOTAZIONI SCHEDE DI SICUREZZA PRODOTTI CHIMICI IN USO MANUALE DI PS 1 PER OGNI SEDE PIÙ CASSETTE PER PALESTRE E LABORATORI VERIFICA DELLE DOTAZIONI A CURA DEGLI ADDETTI A CADENZA SEMESTRALE E REINTEGRO DOPO OGNI UTILIZZO

116 ORGANIZZAZIONE DEL PIANO PS VALUTAZIONE DEL CASO DA PARTE DELLADDETTO AL PS PROCEDURE IN CASO DI INFORTUNIO O MALORE GRAVE ED URGENTE: richiede il trasporto in una struttura ospedaliera in tempi rapidi GRAVE MA NON URGENTE: richiede comunque il trasporto in una struttura ospedaliera ma in tempi maggiori e senza lausilio di mezzi di soccorso NÉ GRAVE NÉ URGENTE: non si richiede il trasporto in una struttura ospedaliera ma solo un intervento in infermeria o sala di medicazione

117 ORGANIZZAZIONE DEL PIANO PS

118 STABILIRE CHI FA COSA PROCEDURE IN CASO DI INFORTUNIO O MALORE AVVERTIRE LA SEGRETRIA SI ADOPERA PER RIMUOVERE LE CAUSE NEL CASO DI INFORTUNIO E ANNOTA LA DINAMICA DELLINCIDENTE NELLAPPOSITO REGISTRO AVVERTIRE I GENITORI O FAMLIARI ACCOGLIERE I MEZZI DI SOCCORSO AVVERTIRE I MEZZI DI SOCCORSO ACCOMPAGNARE LINFORTUNATO NELLA STRUTTURA OSPEDALIERA

119 ORGANIZZAZIONE DEL PIANO PS

120 SOMMINISTRAZIONE DEI FARMACI IN ORARIO SCOLASTICO Linee guida per la somministrazione di farmaci in orario scolastico (Ministeri Istruzione e Salute 25/11/05) SOMMINISTRAZIONE che non richieda cognizioni specialistiche di tipo sanitario, né lesercizio di discrezionalità tecnica richiesta formalmente dai genitori prescritta con certificato medico DIRIGENTE SCOLASTICO individua il luogo per la conservazione e la somministrazione dei farmaci verifica la disponibilità tra addetti PS stipula convenzioni con soggetti istituzionali del territorio E importante che il dirigente scolastico si impegni a sensibilizzare il personale per garantire una risposta adeguata alle richieste

121 ORGANIZZAZIONE DEL PIANO PS SOMMINISTRAZIONE DEI FARMACI IN ORARIO SCOLASTICO Linee guida per la somministrazione di farmaci in orario scolastico (Ministeri Istruzione e Salute 25/11/05) QUANDO SOMMINISTRARE MALATTIE CRONICHE Patologie che non guariscono e richiedono terapie di mantenimento (asma, diabete, ecc…) SOMMINISTRAZIONE SECONDO TERAPIA MEDICA URGENZE PREVEDIBILI patologie croniche note che possono comportare fatti acuti (asma, diabete, epilessia, ecc…) URGENZE NON PREVEDIBILI Patologie non note che possono comportare fatti acuti improvvisi RIENTRANO NELLE PROCEDURE DI EMERGENZA DI PS E NON RICHIEDONO SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI

122 ORGANIZZAZIONE DEL PIANO PS SOMMINISTRAZIONE DEI FARMACI IN ORARIO SCOLASTICO Linee guida per la somministrazione di farmaci in orario scolastico (Ministeri Istruzione e Salute 25/11/05) RESPONSABILITA NESSUNA SE LE INDICAZIONI MEDICHE SONO ESEGUITE CORRETTAMENTE OMISSIONE DI SOCCORSO MANCATA SOMMINISTRAZIONE CORRETTAMENTE RICHIESTA

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