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CONCETTI E DEFINIZIONI

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Presentazione sul tema: "CONCETTI E DEFINIZIONI"— Transcript della presentazione:

1 CONCETTI E DEFINIZIONI
PREVENZIONE Tutte le azioni che possono essere messe in atto allo scopo di evitare il verificarsi di un evento dannoso Il complesso delle disposizioni o misure necessarie per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno (D.Lgs. 81/08) Dopo aver ascoltato in linea generale l’evoluzione della normativa in tema di sicurezza, ora sappiamo che la volontà dei legislatori degli anni ’90 è quella di spostare l’attenzione dai PRECETTI (quindi dalle prescrizioni, dagli ordini, dalle regole – questa macchina deve avere una protezione nella zona di pericolo, questo locale deve avere queste caratteristiche ….. ) ai PROCESSI di lavorazione (e quindi ai metodi di lavoro, ai criteri, all’organizzazione generale o specifica – informazione e formazione dei lavoratori, utilizzo improprio di attrezzature ….). La nuova filosofia presente in alcune “nuove norme” (stiamo sempre parlando degli anni novanta) , ed in particolare nel D.Lgs. 626/94, indirizzata a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro , è quella di IDENTIFICARE PREVENTIVAMENTE i pericoli e i fattori di rischio per una successiva individuazione dei mezzi per eliminarli o delle procedure per limitarli. Questo processo si chiama : VALUTAZIONE DEI RISCHI La prevenzione è: Primaria - eliminazione/contenimento dei fattori di rischio per malattia o infortunio Secondaria - diagnosi precoce del danno alla salute, prima che si manifestino i sintomi e il danno diventi irreversibile Terziaria - misure per impedire che un danno, già presente, possa aggravarsi

2 CONCETTI E DEFINIZIONI
PROTEZIONE Insieme di misure e dispositivi, collettivi o individuali, idonei a ridurre l’esposizione al rischio Dopo aver ascoltato in linea generale l’evoluzione della normativa in tema di sicurezza, ora sappiamo che la volontà dei legislatori degli anni ’90 è quella di spostare l’attenzione dai PRECETTI (quindi dalle prescrizioni, dagli ordini, dalle regole – questa macchina deve avere una protezione nella zona di pericolo, questo locale deve avere queste caratteristiche ….. ) ai PROCESSI di lavorazione (e quindi ai metodi di lavoro, ai criteri, all’organizzazione generale o specifica – informazione e formazione dei lavoratori, utilizzo improprio di attrezzature ….). La nuova filosofia presente in alcune “nuove norme” (stiamo sempre parlando degli anni novanta) , ed in particolare nel D.Lgs. 626/94, indirizzata a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro , è quella di IDENTIFICARE PREVENTIVAMENTE i pericoli e i fattori di rischio per una successiva individuazione dei mezzi per eliminarli o delle procedure per limitarli. Questo processo si chiama : VALUTAZIONE DEI RISCHI In altri termini: la misura di prevenzione tende ad abbattere la probabilità che si verifichi il danno, mentre la misura di protezione tende a ridurre la gravità del danno stesso (entrambe concorrono a diminuire il rischio)

3 Probabilità di accadimento
CONCETTI E DEFINIZIONI 50% 100% gravissimo grave medio lieve Gravità del danno Probabilità di accadimento

4 TECNICHE ORGANIZZATIVE PROCEDURALI integrare IN-FORMATIVE
CONCETTI E DEFINIZIONI MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE T TECNICHE ORGANIZZATIVE PROCEDURALI IN-FORMATIVE O integrare Dopo aver ascoltato in linea generale l’evoluzione della normativa in tema di sicurezza, ora sappiamo che la volontà dei legislatori degli anni ’90 è quella di spostare l’attenzione dai PRECETTI (quindi dalle prescrizioni, dagli ordini, dalle regole – questa macchina deve avere una protezione nella zona di pericolo, questo locale deve avere queste caratteristiche ….. ) ai PROCESSI di lavorazione (e quindi ai metodi di lavoro, ai criteri, all’organizzazione generale o specifica – informazione e formazione dei lavoratori, utilizzo improprio di attrezzature ….). La nuova filosofia presente in alcune “nuove norme” (stiamo sempre parlando degli anni novanta) , ed in particolare nel D.Lgs. 626/94, indirizzata a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro , è quella di IDENTIFICARE PREVENTIVAMENTE i pericoli e i fattori di rischio per una successiva individuazione dei mezzi per eliminarli o delle procedure per limitarli. Questo processo si chiama : VALUTAZIONE DEI RISCHI P I

5 INTERVENTI DI PREVENZIONE/PROTEZIONE
CONCETTI E DEFINIZIONI INTERVENTI DI PREVENZIONE/PROTEZIONE (esempio relativo ad inquinanti aerodispersi) T Eliminazione sostanza nociva P Dopo aver ascoltato in linea generale l’evoluzione della normativa in tema di sicurezza, ora sappiamo che la volontà dei legislatori degli anni ’90 è quella di spostare l’attenzione dai PRECETTI (quindi dalle prescrizioni, dagli ordini, dalle regole – questa macchina deve avere una protezione nella zona di pericolo, questo locale deve avere queste caratteristiche ….. ) ai PROCESSI di lavorazione (e quindi ai metodi di lavoro, ai criteri, all’organizzazione generale o specifica – informazione e formazione dei lavoratori, utilizzo improprio di attrezzature ….). La nuova filosofia presente in alcune “nuove norme” (stiamo sempre parlando degli anni novanta) , ed in particolare nel D.Lgs. 626/94, indirizzata a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro , è quella di IDENTIFICARE PREVENTIVAMENTE i pericoli e i fattori di rischio per una successiva individuazione dei mezzi per eliminarli o delle procedure per limitarli. Questo processo si chiama : VALUTAZIONE DEI RISCHI Modifica della procedura di lavoro Interventi alla sorgente T Modifica impianto di captazione Manutenzione Modifica organizz. del lavoro Pulizia O

6 Interventi sulla propagazione
CONCETTI E DEFINIZIONI INTERVENTI DI PREVENZIONE/PROTEZIONE (esempio relativo ad inquinanti aerodispersi) T Aspirazione localizzata Dopo aver ascoltato in linea generale l’evoluzione della normativa in tema di sicurezza, ora sappiamo che la volontà dei legislatori degli anni ’90 è quella di spostare l’attenzione dai PRECETTI (quindi dalle prescrizioni, dagli ordini, dalle regole – questa macchina deve avere una protezione nella zona di pericolo, questo locale deve avere queste caratteristiche ….. ) ai PROCESSI di lavorazione (e quindi ai metodi di lavoro, ai criteri, all’organizzazione generale o specifica – informazione e formazione dei lavoratori, utilizzo improprio di attrezzature ….). La nuova filosofia presente in alcune “nuove norme” (stiamo sempre parlando degli anni novanta) , ed in particolare nel D.Lgs. 626/94, indirizzata a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro , è quella di IDENTIFICARE PREVENTIVAMENTE i pericoli e i fattori di rischio per una successiva individuazione dei mezzi per eliminarli o delle procedure per limitarli. Questo processo si chiama : VALUTAZIONE DEI RISCHI O Aerazione naturale Interventi sulla propagazione Ventilazione generale Aerazione forzata T O Spazio Modifica organizz. lavoro Lay-out

7 Dispositivi di protezione individuale
CONCETTI E DEFINIZIONI INTERVENTI DI PREVENZIONE/PROTEZIONE (esempio relativo ad inquinanti aerodispersi) T Dispositivi di protezione individuale O Dopo aver ascoltato in linea generale l’evoluzione della normativa in tema di sicurezza, ora sappiamo che la volontà dei legislatori degli anni ’90 è quella di spostare l’attenzione dai PRECETTI (quindi dalle prescrizioni, dagli ordini, dalle regole – questa macchina deve avere una protezione nella zona di pericolo, questo locale deve avere queste caratteristiche ….. ) ai PROCESSI di lavorazione (e quindi ai metodi di lavoro, ai criteri, all’organizzazione generale o specifica – informazione e formazione dei lavoratori, utilizzo improprio di attrezzature ….). La nuova filosofia presente in alcune “nuove norme” (stiamo sempre parlando degli anni novanta) , ed in particolare nel D.Lgs. 626/94, indirizzata a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro , è quella di IDENTIFICARE PREVENTIVAMENTE i pericoli e i fattori di rischio per una successiva individuazione dei mezzi per eliminarli o delle procedure per limitarli. Questo processo si chiama : VALUTAZIONE DEI RISCHI Interventi sull’uomo Modifica frequenza esercitazioni O Riduzione tempo di esposizione Informazione sulle sostanze in uso I

8 Uso di prodotto irritante per le vie respiratorie
Sostituzione del prodotto T T Cappa aspirante T Maschera Limitazione dell’utilizzo del prodotto Definizione dei criteri di sostituzione dei filtri e delle modalità di tenuta della maschera O Manutenzione cappa aspirante P O Turnazione esposti In-formazione degli esposti sugli effetti del prodotto sulla salute I O Sensibilizzazione e addestramento all’uso delle maschere I T Proceduralizzazione / addestramento all’utilizzo corretto del prodotto Sorveglianza sanitaria Verifica dell’uso delle maschere O P-I Procedure PS T-P Misure Tecniche, Organizzative, Procedurali, In-formative

9 CONCETTI E DEFINIZIONI
PROCEDURA DI LAVORO P Elenco ordinato cronologicamente di azioni elementari (accompagnate da precise istruzioni) che devono essere svolte da più soggetti che interagiscono tra loro nell’effettuare una certa attività complessa E’ utile soprattutto laddove diverse persone siano chiamate (o costrette) ad interagire tra loro e, in particolare, in quei casi in cui il rischio nasce proprio da un possibile difetto (comunicativo o organizzativo) insito nella loro interazione o da un problema di comportamento

10 CONCETTI E DEFINIZIONI
ISTRUZIONI ADEGUATE I Descrizione dettagliata, se necessario anche cronologica, di azioni che devono essere svolte da un unico soggetto (o dove l’interazione con altri soggetti è limitata e poco significativa in termini di sicurezza) nell’effettuare una certa attività che, per le sue caratteristiche, non può dirsi né complessa né troppo articolata, ma che comunque è ritenuta meritevole di attenzione

11 PROGRAMMI DI CONTROLLO E MANUTENZIONE
CONCETTI E DEFINIZIONI O PROGRAMMI DI CONTROLLO E MANUTENZIONE Elenco di azioni elementari/complesse calendarizzate e finalizzate al controllo, verifica e manutenzione ordinaria di impianti, attrezzature e macchine presenti nel laboratorio Caso per caso, vanno definiti il chi deve attuare il programma, il quando, il cosa verificare e il come farlo Tecnico di lab. Responsabile di lab. Insegnante Modalità, procedura, strumenti, attrezzi, ecc. Elenco puntuale Cronogramma

12 ESERCITAZIONE GUIDATA
Preso a riferimento un laboratorio, individuare un elemento (impianto, attrezzatura, ecc.) da sottoporre a controllo periodico e definirne il programma d’attuazione

13 PROGRAMMI DI CONTROLLO E MANUTENZIONE IN LABORATORIO
Cosa Come Chi Quando Chi lo effettua Oggetto del controllo o della manutenzione In che modo viene effettuato il controllo o la manutenzione Con che periodicità o in che periodo dell’a.s.

14 ESEMPIO: PALESTRA PALESTRA
Cosa Come Chi Quando Controllo della tenuta dei sostegni e degli ancoraggi dei tabelloni per la pallacanestro Dando un forte scossone all’intera struttura Il docente di Ed. Fisica Al primo ingresso in palestra, ogni lunedì dell’a.s.

15 PALESTRA Cosa Come Chi Quando


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