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MSARDO1 ALTERNANZA SCUOLA LAVORO AZIONI DI SISTEMA FORMAZIONE RIVOLTA AI DOCENTI IMPEGNATI NEI PERCORSI DI ASL BELLUNO 11 – gennaio - 2010.

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1 MSARDO1 ALTERNANZA SCUOLA LAVORO AZIONI DI SISTEMA FORMAZIONE RIVOLTA AI DOCENTI IMPEGNATI NEI PERCORSI DI ASL BELLUNO 11 – gennaio

2 MSARDO2 ALTERNANZA SCUOLA LAVORO Programma della giornata Presentazione del corso Contratto formativo Scenari scuola-lavoro: Il quadro culturale e Normativo

3 MSARDO3 ALTERNANZA SCUOLA LAVORO Presentazione del corso DataOrarioContenutoRelatore 11 gen 0915 – 181. Il quadro culturale e normativo di riferimento Sardo 19 gen 0915 – 182. Il progettoMilani 27 gen 0915 – 183. La valutazioneBusetto 04 feb 0915 – 184. Il quadro normativoAscione 12 feb 0915 – 185. La personalizzazioneRigo 22 feb 0915 – 186. Attori e ruoliGreggio – Seu 26 feb 0915 – 187. Le competenzeDe Bin 02 mar 0915 – 188. Le verificheMilani

4 MSARDO4 ALTERNANZA SCUOLA LAVORO Contratto formativo

5 MSARDO5 ALTERNANZA SCUOLA LAVORO AZIONI DI SISTEMA FORMAZIONE RIVOLTA AI DOCENTI IMPEGNATI NEI PERCORSI DI ASL Scenari scuola-lavoro Il quadro Culturale e Normativo

6 MSARDO6 UN POSSIBILE INDICE LE PREMESSE TEORICHE GLI INDIRIZZI EUROPEI I RIFERIMENTI NORMATIVI LE DIVERSE PRATICHE DELLALTERNANZA QUALCHE NODO PROBLEMATICO E ALCUNE CONDIZIONI NECESSARIE ALTERNANZA SCUOLA LAVORO: INTRODUZIONE AL TEMA

7 MSARDO7 LA TEORIA DEL CAPITALE UMANO (1) Il capitale umano è costituito dall'insieme delle facoltà e delle risorse umane,in particolare conoscenza, istruzione, informazione, capacità tecniche, che danno luogo alla capacità umana di svolgere attività di trasformazione e di creazione. Le componenti principali che determinano il capitale umano sono oggi individuate nellistruzione e nellinformazione. L'istruzione è un prerequisito fondamentale affinché la popolazione sia in grado di esprimere una quantità e qualità adeguata di capacità lavorativa LE PREMESSE TEORICHE

8 MSARDO8 LA TEORIA DEL CAPITALE UMANO (2) La centralità attribuita al capitale umano nelle nuove teorie della crescita economica e dello sviluppo si è riflessa nel cambiamento degli interventi di cooperazione delle principali organizzazioni economiche internazionali. Tra queste, lo UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) elabora da qualche anno indicatori specifici che cercano di misurare il capitale umano, come: * istruzione obbligatoria, * istruzione tecnica secondaria, * studenti e studiosi all'estero, * scienziati e tecnici in istituti di ricerca, * indicatori del bilancio statale relativi alla istruzione pubblica. LE PREMESSE TEORICHE

9 MSARDO9 LA TEORIA DEL CAPITALE UMANO (3) gli investimenti in capitale umano rafforzano la crescita economica e, in particolare, lespansione tecnica e scientifica; luso delleducazione come variabile dellaccrescimento della competitività dei sistemi produttivi e, quindi, il riferimento alla formazione delluomo in quanto arricchimento delle «risorse umane» (accanto a quelle finanziarie, strumentali, naturali, etc.) luso delleducazione quale strumento di compensazione degli effetti negativi che le trasformazioni e le ristrutturazioni produttive hanno sulle relazioni sociali (disoccupazione, migrazioni, etc.). LE PREMESSE TEORICHE

10 MSARDO10 LIBRO BIANCO MEMORAMDUM ISTRUZIONE FORMAZIONE PERMANENTE GLI OBIETTIVI DI LISBONA 2000 LIBRO BIANCO SULLA GIOVENTU 2001 DA LISBONA AD UNALTRA MAASTRICHT RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO E DEL CONSIGLIO ( ) RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2008 GLI INDIRIZZI E I DOCUMENTI EUROPEI

11 MSARDO11 GLI INDIRIZZI E I DOCUMENTI EUROPEI Le risorse umane rappresentano la principale ricchezza dell'Unione e si riconosce ormai che un investimento in questo ambito è un fattore determinante della crescita e della produttività, allo stesso modo dell'investimento in capitale o attrezzature. Secondo alcune stime, l'innalzamento di un anno del livello di istruzione medio della popolazione si traduce in un aumento del tasso di crescita del 5% a breve termine e di un altro 2,5% a lungo termine. Inoltre, è già stato ampiamente dimostrato, l'impatto positivo dell'istruzione sull'occupazione, la salute, l'inclusione sociale e la cittadinanza attiva. Affinché l'Unione abbia una riuscita migliore rispetto ai suoi concorrenti nell'economia della conoscenza è di fondamentale importanza investire di più e con maggiore efficacia nell'istruzione e nella formazione.

12 MSARDO12 Linnalzamento del livello di istruzione medio di un paese ha un effetto fortemente positivo sulla crescita economica. Secondo lOCSE lincremento di un anno nel livello medio di istruzione della popolazione in età lavorativa (15-64 anni) produce nel lungo periodo un aumento pro-capite del reddito compreso tra il 3,8% e il 6,8%. Un analogo investimento (pari all1%) nel capitale fisico (macchinari, attrezzature, etc.) produrrebbe un aumento di reddito compreso tra l1,3 e l1,5%. GLI INDIRIZZI E I DOCUMENTI EUROPE

13 MSARDO13 Mai fino ad ora il Consiglio europeo aveva riconosciuto con tanta forza il ruolo svolto dai sistemi distruzione e di formazione nella strategia economica e sociale e per il futuro dellUnione. Lobiettivo dellUnione europea è quello di «diventare entro il 2010 leconomia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale». GLI INDIRIZZI E I DOCUMENTI EUROPEI

14 MSARDO14 Sei sono i messaggi chiave: 1. Nuove competenze di base per tutti 2. Maggiori investimenti nelle risorse umane 3. Innovazione nelle tecniche di insegnamento e di apprendimento 4. Valutazione dei risultati dell'apprendimento 5. Ripensare l'orientamento 6. Un apprendimento sempre più vicino a casa ….. e un imperativo per la Scuola: LIMITARE LA DISPERSIONE SCOLASTICA GLI INDIRIZZI E I DOCUMENTI EUROPEI

15 MSARDO15 GLI INDIRIZZI E I DOCUMENTI EUROPEI OTTO COMPETENZE CHIAVE 1.comunicazione nella madrelingua; 2.comunicazione nelle lingue straniere; 3.competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4.competenza digitale; 5.imparare a imparare; 6.competenze sociali e civiche; 7.spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8.consapevolezza ed espressione culturale.

16 MSARDO16 GLI INDIRIZZI E I DOCUMENTI EUROPEI DEFINIZIONI - 1 risultati dell'apprendimento: descrizione di ciò che un discente conosce, capisce ed è in grado di realizzare al termine di un processo d'apprendimento. I risultati sono definiti in termini di conoscenze, abilità e competenze; conoscenze: risultato dell'assimilazione di informazioni attraverso l'apprendimento. Le conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relative ad un settore di lavoro o di studio. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche;

17 MSARDO17 GLI INDIRIZZI E I DOCUMENTI EUROPEI DEFINIZIONI - 2 abilità: indicano le capacità di applicare conoscenze e di utilizzare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le abilità sono descritte come cognitive (comprendenti l'uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) o pratiche (comprendenti l'abilità manuale e l'uso di metodi, materiali,strumenti); competenze: comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia.

18 MSARDO18 I RIFERIMENTI NORMATIVI Patto per il lavoro del Legge Bassanini 59/97. Riordino dei cicli del 97. Pacchetto Treu (L. 196/97). Accordo di luglio del Legge 30/2003 Riforma Biagi Legge n. 53 del 28 marzo 2003: Riforma Moratti Regolamento dellobbligo scolastico Regolamento riforma istruzione tecnica e professionale

19 MSARDO19 I RIFERIMENTI NORMATIVI Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 76 "Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 76 "Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53" Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77 "Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola- lavoro, a norma dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53" Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77 "Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola- lavoro, a norma dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53" Decreto legislativo 17 ottobre 2005 Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni sul secondociclo del sistema educativo di istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n.53.

20 MSARDO20 LE DIVERSE PRATICHE DELLALTERNANZA Occorre riconoscere che il concetto di alternanza conserva un certo grado d ambiguità dato che si riferisce contemporaneamente a pratiche diverse, destinate a pubblici distinti e mirate ad obiettivi differenziati. 1) Pratiche di alternanza come formazione di seconda opportunità per soggetti in difficoltà scolastica Larea di intervento interessata è quella della non-riuscita scolastica. Lipotesi soggiacente è che i percorsi misti scuola-lavoro siano efficaci per i giovani iposcolarizzati o non motivati a proseguire gli studi. La possibilità di accedere a esperienze applicative in momenti di difficoltà o dopo una bocciatura ridurrebbe il rischio che il giudizio negativo sulla riuscita si estenda allidentità personale, e accrescerebbe di conseguenza la motivazione a rientrare in formazione.

21 MSARDO21 LE DIVERSE PRATICHE DELLALTERNANZA 2) Pratiche orientate a socializzare gli studenti alla loro futura condizione lavorativa (alternanza di orientamento) Qui il pubblico è molto più vasto, anche se risulta evidente una centratura sulle filiere formative che danno luogo a uno sbocco immediato sul mercato del lavoro(istituti professionale e tecnici); la durata della permanenza nelle situazioni di lavoro è breve, minima è la finalità direttamente produttiva, mentre rimane assolutamente centrale il ruolo dellinsegnamento formale.

22 MSARDO22 LE DIVERSE PRATICHE DELLALTERNANZA 3) Pratiche che assegnano allesercizio concreto dellattività professionale il ruolo principale della formazione (unalternanza professionalizzante) È questo il caso da un lato dei mestieri artigianali, dallaltro di buona parte delle professioni e dei relativi percorsi formativi universitari (medici, avvocati,...). In questo caso i tempi di formazione in situazione di lavoro sono lunghi e vengono generalmente inclusi nei meccanismi di valutazione. Inoltre la permanenza nella situazione di lavoro contribuisce al perseguimento degli obiettivi di produzione dellimpresa che accoglie lo studente.

23 MSARDO23 LE DIVERSE PRATICHE DELLALTERNANZA 4) Pratiche di alternanza formalizzate sotto un contratto lavorativo ( apprendistato)( apprendistato Comprendono unampia gamma di formule contrattuali orientate al primo inserimento lavorativo; formule derogatorie rispetto allo standard del lavoro a tempo indeterminato che si sono sviluppate nel corso degli anni 80 in tutti i paesi europei sotto la spinta di una disoccupazione giovanile in forte aumento

24 MSARDO24 LE DIVERSE PRATICHE DELLALTERNANZA Possiamo definire le prime tre pratiche come alternanza scolastica, dato che i soggetti coinvolti sono studenti, mentre nel quarto caso possiamo parlare di alternanza contrattuale o lavorativa dato che i giovani sono al tempo stesso lavoratori presso un impresa e allievi presso un centro di formazione. Ognuna di queste quattro pratiche comporta un diverso peso dellinsegnamento forma allinterno del curriculum formativo; minimale nel primo e nel quarto caso; rilevante ed egemonico nel secondo, variabile nel terzo.

25 MSARDO25 LE DIVERSE PRATICHE DELLALTERNANZA le diverse pratiche di differenziano soprattutto per gli obiettivi: inserimento sociale e lotta allesclusione nel primo e quarto caso (con una differenza relativa al riconoscimento salariale del contributo produttivo del giovane in alternanza); socializzazione lavorativa nel secondo, costruzione anticipata della professionalità nel terzo.

26 MSARDO26 Lalternanza nella normativa italiana Lart.4 della legge n. 53 del 28 aprile 2003 (c.d. Riforma Moratti), introduce in Italia su base sistematica, un altro tipo di alternanza, in parte già sperimentato nella scuola e, soprattutto, nella formazione professionale: lalternanza formativa.

27 MSARDO27 Lalternanza nella Riforma Moratti Lalternanza è definita nella legge come: modalità di realizzazione del percorso formativo progettata, attuata e valutata dallistituzione scolastica e formativa in collaborazione con le imprese, cone le rispettive associazioni di rappresentanza e con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, che assicuri ai giovani, oltre alle conoscenze di base, lacquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.

28 MSARDO28 Lalternanza nella Riforma Moratti E prevista, in particolare, la possibilità di: svolgere lintera formazione dai 15 ai 18 anni, attraverso lalternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dellistituzione scolastica e formativa; sulla base di convenzioni con imprese e aziende disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.

29 MSARDO29 Lalternanza nella Riforma Moratti Destinatari dellalternanza formativa sono gli studenti del secondo ciclo dellistruzione e dellistruzione e formazione professionale che hanno compiuto il 15° anno di età.

30 MSARDO30 Lalternanza nella Riforma Moratti Lalternanza è una modalità di realizzazione dellautonomia didattica di cui è responsabile il Consiglio dIstituto Partners delle istituzioni scolastiche e formative saranno le Camere di Commercio, le associazioni imprenditoriali, il terzo settore, gli enti pubblici e privati

31 MSARDO31 COMPETENZE E CURRICULI IL REGOLAMENTO SULLOBBLIGO DI ISTRUZIONE: Richiama le competenze europee Individua otto competenze di cittadinanza da perseguire nellobbligo di istruzione Fornisce indicazioni per i curricoli degli assi culturali disciplinari comuni sotto forma di competenze articolate in abilità e conoscenze Determina il rilascio di una certificazione di competenze al termine dellobbligo

32 MSARDO32 COMPETENZE E CURRICULI LA BOZZA DI RIORDINO DEGLI ISTITUTI TECNICI Fornisce indicazioni per i curricoli che travalicano le discipline e si articolano in competenze, abilità, conoscenze Si richiamano al Quadro Europeo delle Qualifiche e dei Titoli – EQF Ribadisce la necessità di saldare scuola e lavoro Sancisce la necessità – a regime – di modificare lesame di Stato in funzione della didattica per competenze

33 MSARDO33 Lalternanza scuola-lavoro Lalternanza non è un nuovo canale scolastico Lalternanza è una metodologia didattico-formativa, traversale a tutti i canali del sistema scolastico- formativo Si tratta di una modalità diversa per raggiungere obiettivi formativi già costitutivi del percorso, tramite esperienze aziendali coerenti, pre-progettate ed incentrate sullintegrazione curricolare e che consentono lacquisizione di crediti spendibili ai fini del percorso scolastico

34 MSARDO34 Un vero percorso di apprendimento Secondo questo approccio i momenti in azienda assumono il carattere di vere e proprie occasioni di apprendimento e acquisizione di conoscenze e competenze, progettati e monitorati. Questa articolazione – Scuola/Azienda/Scuola – dovrebbe ripetersi più volte nellanno formativo, con impegno orario diverso.

35 MSARDO35 Avvicinare lallievo ad una concreta realtà di lavoro utilizzando i contesti aziendali come elementi di risorse integrativi per il processo di apprendimento. Avvicinare lallievo ad una concreta realtà di lavoro utilizzando i contesti aziendali come elementi di risorse integrativi per il processo di apprendimento. Attivare momenti di ricerca ed applicazione interdisciplinare di valenza pedagogica e formativa basati sullesperienza educativa del lavoro Attivare momenti di ricerca ed applicazione interdisciplinare di valenza pedagogica e formativa basati sullesperienza educativa del lavoro Valorizzare lesperienza lavorativa come mezzo per favorire lo sviluppo personale, sociale e professionale dei giovani Valorizzare lesperienza lavorativa come mezzo per favorire lo sviluppo personale, sociale e professionale dei giovani Obiettivi dellesperienza di alternanza(1)

36 MSARDO36 Verificare la professionalità trasversale e flessibile attraverso: Verificare la professionalità trasversale e flessibile attraverso: Le conoscenze: non solo quelle tecniche e settoriali, ma anche la conoscenza dei principi generali e dei criteri applicativi di queste nella realtà lavorativa Le conoscenze: non solo quelle tecniche e settoriali, ma anche la conoscenza dei principi generali e dei criteri applicativi di queste nella realtà lavorativa Le capacità: saper operare con autonomia, vale a dire capacità di problem finding e problem solving Le capacità: saper operare con autonomia, vale a dire capacità di problem finding e problem solving I comportamenti: la conoscenza non deve essere fine a se stessa ma si deve trasformare in capacità di Apprendere ad apprendere I comportamenti: la conoscenza non deve essere fine a se stessa ma si deve trasformare in capacità di Apprendere ad apprendere La comunicazione La comunicazione Obiettivi dellesperienza di alternanza(2)

37 MSARDO37 Interazione con lambiente aziendale Interazione con lambiente aziendale Abilità pratiche Abilità pratiche Abilità teoriche Abilità teoriche Autovalutazione Autovalutazione Teamwork Teamwork Problem solving Problem solving Comunicazione Comunicazione Obiettivi dellesperienza di alternanza(3)

38 MSARDO38 Conferisce sicurezza Conferisce sicurezza Affina il senso critico Affina il senso critico Assicura spazi per la collaborazione Assicura spazi per la collaborazione Permette di farsi conoscere Permette di farsi conoscere Permette di conoscere sul campo lorganizzazione aziendale Permette di conoscere sul campo lorganizzazione aziendale Laspetto genericamente formativo dellesperienza, che tende a valorizzare competenze trasversali e skills comportamentali di base, la rende interessante per tutti i tipi di istituti Laspetto genericamente formativo dellesperienza, che tende a valorizzare competenze trasversali e skills comportamentali di base, la rende interessante per tutti i tipi di istituti Limportanza dellesperienza in alternanza

39 MSARDO39 Lalternanza come problema del nostro sistema formativo LItalia è uno dei paesi europei con la più bassa percentuale di giovani fra i 16 e i 19 anni che fanno esperienze di alternanza tra scuola e lavoro. Nel nostro paese essi raggiungono pochi punti percentuali contro il 51 % in Danimarca, il 33 % dei Paesi Bassi e il 27 % del Regno Unito, per una media europea del 20-30%.

40 MSARDO40 Lalternanza come problema del nostro sistema formativo Aziende che investono e offrono formazione (dati del 2000) Italia 23,9 % Media Europea 57% Danimarca 81%

41 MSARDO41 I corsi in alternanza vanno personalizzati per gruppi di studenti e direttamente organizzati dalle singole scuole I corsi in alternanza vanno personalizzati per gruppi di studenti e direttamente organizzati dalle singole scuole Perché lalternanza si diffonda non bastano le scuole, ci vuole un consistente numero di imprese disposte ad accogliere e ad assistere i giovani Perché lalternanza si diffonda non bastano le scuole, ci vuole un consistente numero di imprese disposte ad accogliere e ad assistere i giovani I requisiti di base (1)

42 MSARDO42 Progettazione congiunta Progettazione congiunta Abbinamento allievo-azienda Abbinamento allievo-azienda Monitoraggio e valutazione del percorso Monitoraggio e valutazione del percorso Raccordi con altri percorsi Raccordi con altri percorsi Presìdi da attivare: pedagogico, organizzativo e gestionale Presìdi da attivare: pedagogico, organizzativo e gestionale I requisiti di base(2)

43 MSARDO43 I NODI PROBLEMATICI E LE CONDIZIONI NECESSARIE (1) Cè un problema di riconoscimento di equivalenza formativa di un percorso svolto in alternanza rispetto ad un percorso scolastico tradizionale. Necessità di innovazioni metodologiche, didattiche e strutturali, non soltanto nella richiesta di nuove professionalità, ma anche per quanto concerne le nuove modalità, progettuali e valutative, che incideranno sulla struttura stessa della scuola italiana.

44 MSARDO44 I NODI PROBLEMATICI E LE CONDIZIONI NECESSARIE (2) Solo una progettazione degli apprendimenti per competenze può effettivamente realizzare quel curricolo organico in cui le esperienze non devono faticosamente fare i conti con il tempo sottratto alle discipline e solo in tale direzione possono trovare una soluzione teorica e operativa le questioni dellequivalenza formativa, della valutazione e della certificazione delle competenze.

45 MSARDO45 I NODI PROBLEMATICI E LE CONDIZIONI NECESSARIE (3) Si pone il problema di una corretta individuazione delle realtà lavorative da coinvolgere, in coerenza con il piano di studi e, successivamente, la definizione delle modalità collaborative tra i diversi enti coinvolti. È necessario che organizzazioni diverse sappiano lavorare insieme, creando un linguaggio e uno schema valutativo comuni ANCHE PER facilitare lefficace svolgimento delle tre fasi del tirocinio (progettazione, realizzazione, valutazione) compresa la formazione dei tutor scolastici e aziendali.

46 MSARDO46 I NODI PROBLEMATICI E LE CONDIZIONI NECESSARIE(4) Per fare lalternanza la scuola deve tenere presente tre grandi specialisti della psicopedagogia: Howard Gardner, che ci invita a considerare che ogni ragazzo ha la sua intelligenza (intelligenze multiple) Edgard Morin che ci raccomanda di tener conto che la complessità non si può insegnare per materie Bernard Schwartz che ci dice che il lavoro è una grande esperienza di rimotivazione allo studio e chi abbandona precocemente la scuola per andare a lavorare è nel lavoro che impara quanto è importante una buona scuola.

47 MSARDO47 Lalternanza formativa perché? LAlternanza Scuola Lavoro oltre a risultare esperienza efficace di apprendimento per gli studenti, può indurre benefici effetti anche sullintero sistema scolastico, perché lo impegna a collegare il proprio impianto formativo con la realtà esterna. Un rapporto organico di collaborazione con il sistema delle imprese può essere in grado di introdurre nel sistema distruzione opportunità di confronto e di innovazione.

48 MSARDO48 Lalternanza formativa perché? Una chance per la scuola, ma anche una chance per limpresa, che può trarre benefici da questa esperienza non solo perché viene messa nella condizione di contaminare virtuosamente il mondo della scuola con il proprio patrimonio di conoscenza e di esperienza, ma anche per il possibile ritorno positivo di immagine che da questa innovazione può derivare.

49 MSARDO49 Lalternanza formativa perché? NON Cè UN FARE SENZA SAPERE SOPRATTUTTO NON Cè UN BUON FARE SENZA UN BUON SAPERE


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