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P UNTI DI VISTA ECONOMICO – DINAMICO - GENETICO. Freud considera teoricamente la psiche ricorrendo a diverse modalità a diversi "punti di vista Economico.

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1 P UNTI DI VISTA ECONOMICO – DINAMICO - GENETICO

2 Freud considera teoricamente la psiche ricorrendo a diverse modalità a diversi "punti di vista Economico Dinamico Genetico

3 I L PUNTO DI VISTA ECONOMICO RIGUARDA IL CONCETTO DI ENERGIA Concetto di energia Esistenza di una forza di tipo psicologico che possiede tre caratteristiche: 1-Può essere orientata verso un oggetto per giungere a una sua scarica (meta) 2-Ha una specifica origine (fonte) 3-Ha una grandezza, intensità

4 L A TEORIA DELLE PULSIONI La teoria della sessualità infantile (Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905) si fonda sul concetto di pulsione Pulsione FonteMetaOggetto Zona erogena

5 N ELL OPERA A L DI LÀ DEL PRINCIPIO DI PIACERE Freud parla di due forze opposte: libido e aggressività lenergia segue la legge della scarica Ad ogni scarica corrisponde il piacere; a un accumulo di energia non scaricato si sperimenta un dispiacere Queste due energie non si sviluppano ma sono innate: sono una stimolazione della mente proveniente dal corpo. Con le pulsioni tenta ancora una volta di collegare la psicologia alla biologia

6 Freud sostiene che lessere umano non reagisce solo a stimolazioni ambientali ma a richieste e pressioni interne La libido viene indicata come energia costruttiva Laggressività è una qualità negativa Le due forme di energia operano insieme sono cioè fuse, anche se in misura diversa.

7 A GGRESSIVITÀ E un lungo percorso, solo nellOpera Al di là del principio di piacere definì la sua posizione Esistono due istinti:uno di vita e uno di morte La pulsione aggressiva è considerata come una componente di questultimo. Listinto di morte alla nascita è rivolto verso di sé poi viene deviato verso lesterno tramite linfluenza della libido e dellio In ambito clinico: Sadismo e Coazione a ripetere

8 D IFFERENZA P ULSIONE E I STINTO Un istinto è la capacità o necessità innata di reagire ad un determinato insieme di stimoli in maniera stereotipata o costante, maniera che costituisce di solito un comportamento più complesso di ciò che chiamiamo riflesso. Nelluomo, la pulsione non include la risposta motoria ma solo lo stato di eccitazione centrale in risposta alla stimolazione. Lattività motoria che segue leccitazione viene mediata dallIO.

9 La pulsione è una costituente psichica che produce uno stato di eccitazione che spinge lorganismo allattività, anchessa geneticamente determinata ma suscettibile di essere modificata dallesperienza individuale.

10 P UNTO DI VISTA DINAMICO Visione dellapparato psichico in movimento Freud concettualizza diversi modelli della mente : Un primo definito topografico Un modello che delinea una differenziazione dellapparato psichico in sistemi considerati metaforicamente come luoghi della psiche. Un secondo modello strutturale

11 MODELLO TOPOGRAFICO FINO 1923 Inconscio UCS Preconscio PCS Conscio CS Si riferisce a pensieri e sentimenti che sono repressi e per questo sconosciuti. Questo materiale non è in grado di aprirsi un varco alla coscienza se non in particolari condizioni. Può diventare conscio in quanto non è ostacolato in maniera attiva dalla coscienza. È pi ù vicino al conscio che all inconscio. Il pensiero preconscio diventa conscio attraverso la formazione delle immagini mentali o il collegamento con il linguaggio. È sinonimo di quanto una persona è consapevole in quel momento. È uno stato quanto mai fuggevole poich é i pensieri possono rapidamente passare dal preconscio al conscio. Dal momento che viene richiesta energia poich é un pensiero possa entrare nella consapevolezza, è possibile che solo pochi pensieri siano consapevoli in un dato momento.

12 D AL MODELLO TOPICO AL MODELLO STRUTTURALE Il primo modello elaborato da Freud per descrivere lapparato mentale è il modello topico: inconscio, preconscio e conscio Presto Freud si scontra con i limiti del modello topografico: alcuni ricordi non possono essere riportati alla coscienza a causa dellazione delle resistenze, determinate dallutilizzo di meccanismi di difesa inconsci e pertanto inaccessibili

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14 Il modello topico risultò insufficiente a rappresentare il conflitto; i desideri e gli impulsi non sono in conflitto con il preconscio e il conscio, ma con le difese, inconsce anche loro Il modello strutturale (Es, Io e Super-Io) si rivela più efficace nella descrizione del conflitto psichico fondamentale, che risulta essere tutto inconscio tra difese e pulsioni Il conflitto è intrapsichico e tra istanze diverse, comunque inconsce

15 L approccio strutturale Doveva perfezionare il precedente fini per sostituirlo ES IO SUPER-IO Rappresenta la parte oscura, inaccessibile della nostra personalit à… un caos, un crogiuolo di eccitamenti ribollenti (Freud, 1932). È la sede di desideri innati e la fonte principale dell energia psichica. Vuole soddisfazione immediata, seguendo il principio del piacere. E lagente esecutivo della mente, deputato a mediare tra l Es ed il mondo esterno. Quando l angoscia è cos ì forte da minacciare di soffocare l Io entrano in gioco i meccanismi di difesa. Si sviluppa quando il bambino risolve il suo complesso edipico e sviluppa l identificazione con i propri genitori. Responsabile del senso di colpa e vergogna. Si compone di due parti: la coscienza e l Io ideale.

16 Anche una porzione dellIo è inconscia Freud ritiene che lIO nasca nel momento in cui lES, entra in contatto con la realtà esterna:su tale superficie di contatto nasce lIO che mantiene profonde radici con lES. Lautonomia dellIO verso lES può essere espressa con questa metafora: Se paragoniamo LES a un cavallo e lIO a un cavaliere, vediamo che mentre il cavaliere domina il cavallo con mezzi propri, lIO domina lEs con mezzi presi in prestito da questultimo. Inoltre, come il cavaliere che non vuole essere disarcionato dal suo cavallo è costretto ad ubbidirgli e a portarlo dove vuole cosi anche lIO ha labitudine di trasformare in azione la volontà dellES come se si trattasse della volontà propria (Freud, 1922)

17 L approccio strutturale Coscienza Io ideale Ideale dell Io Si riferisce ad uno standard di condotte verso cui il bambino tende i propri sforzi. Allo stesso modo in cui il bambino è stato premiato dai genitori per certi comportamenti, viene ricompensato dall Io ideale attraverso sentimenti di autostima e di orgoglio. È costituita dalle proibizioni e dai divieti dei genitori. Come i genitori hanno punito il bambino per le sue trasgressioni, cos ì la coscienza punisce la persona con sensi di colpa. Istanza che ingloba i valori etici e culturali e comporta un aspetto sociale, in quanto può trattarsi di un ideale comune alla famiglia, alla classe, alla nazione. Super-io

18 F ASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE Secondo la teoria psicoanalitica lo sviluppo viene considerato come passaggio attraverso vari stadi. In corrispondenza coi diversi stadi alcune zone denominate zone erogene acquistano predominanza. Le zone erogene sono centri di sensazioni piacevoli.

19 F ASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE Il primo stadio pulsionale( dalla nascita ai 18 mesi - stadio orale ) è organizzato intorno alla funzione alimentare. La relazione che lega sin dallinizio il bambino al seno della madre è determinata sia dalla necessità di soddisfare il bisogno di mangiare sia dalla necessità di soddisfare un piacere in sé che ha come zona erogena la bocca.

20 F ASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE Con lacquisizione del controllo sfinterico, inizia lo stadio anale (dai 18 mesi ai tre anni). Questa nuova acquisizione è un ulteriore passo verso lindividuazione, in quanto la defecazione, con il piacere associato di espellere o trattenere, diventa un atto che il bambino può controllare. Inoltre trattenere o lasciare andare le feci diventa espressione di controllo sul mondo esterno, per cui defecare assume il significato di dono o di ostilità.

21 Il contenuto intestinale (….) è trattato come una parte del proprio corpo, rappresenta il primo regalo, con la cui alienazione può essere espressa la docilità con il cui rifiuto può essere espressa la sfida del piccolo essere verso il suo ambiente. Come regalo assume poi il significato di bambino che secondo una delle teorie sessuali infantili, viene acquisito mangiando e partorito mediante lintestino (Freud, 1905)

22 F ASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE Il passaggio alla fase fallica (dai tre ai cinque anni) è caratterizzato dalle esperienze masturbatorie legate allinteresse per la zona genitale quale nuova zona erogena. Linteresse sia del maschio che della femmina per gli organi genitali produce un confronto che rende evidente lesistenza di differenze anatomiche tra maschi e femmine (curiosità sessuali). Con il riconoscimento della propria identità di genere è facile osservare sia nel bambino che nella bambina un comportamento esibizionistico volto a richiamare lattenzione su di sè.

23 F ASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE Nella fase edipica (quinto anno) il bambino presenta sentimenti damore per entrambi i genitori; tuttavia, il genitore del sesso opposto viene investito prevalentemente da cariche libidiche, mentre quello dello stesso sesso viene preso come modello di identificazione e percepito come rivale. Leccitamento sessuale nei confronti del genitori del sesso opposto crea nel bambino forti sentimenti di colpa e la paura di essere punito dal genitore dello stesso sesso (angoscia di castrazione). In questo modo il bambino o la bambina rinuncia al genitore amato e si identifica con il genitore dello stesso sesso, superando il complesso edipico. Le dinamiche edipiche portano allacquisizione del concetto della triangolarità: il bambino percepisce se stesso in contrapposizione alla coppia genitoriale.

24 I L COMPLESSO EDIPICO Nucleo della teoria evolutiva freudiana: i vari elementi della sessualità pregenitale vengono assoggettati al primato della genitalità intorno ai 5-6 anni; la meta di tutti i desideri del bambino diventa il rapporto sessuale genitale con il genitore del sesso opposto, ed il genitore dello stesso sesso diventa un rivale Il superamento della fase edipica avviene in modo diverso nel bambino e nella bambina: Bambino: primo oggetto damore è la madre; il desiderio damore esclusivo porta a considerare il padre come un rivale; questo genera colpa e paura delle ritorsioni paterne sotto forma di castrazione; la paura della punizione porta il bambino ad identificarsi con il padre e dunque alla risoluzione del complesso edipico

25 1922: il Super-Io è lerede del complesso edipico I temi centrali della sessualità infantile si organizzano nel complesso edipico e tale organizzazione diventa la struttura portante per il resto della vita, tanto nello sviluppo normale che in quello patologico. Bambina: il primo oggetto damore è la madre; nelle fasi preedipiche la bambina si sente identica al bambino; la scoperta del pene porta a sperimentare un senso dinferiorità e ad accusare la madre di tale inferiorità; il padre diventa loggetto damore ed il desiderio di avere un bambino dal padre sostituisce quello di avere un pene. A questo punto sono possibili tre soluzioni: 1.Cessazione di qualunque sessualità (nevrosi) 2.Ipermascolinità 3.Femminilità definitiva

26 F ASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE Alla fase edipica succede il periodo della latenza (dai 6 anni ai anni), caratterizzata da una tranquillità istintuale. Le pulsioni sessuali vengono in parte rimosse in parte sublimate (interesse per la scuola e per gli hobby) e sottoposte a formazioni reattive della moralità e vergogna. Lenergia così liberata viene investita a livello sociale ed intellettuale; i bambini di entrambi i sessi sono impegnati a scuola e manifestano un certo piacere nellapprendere.

27 F ASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE La rimozione dellinteresse per laltro sesso porta al costituirsi di gruppi di bambini dello stesso sesso. Il gruppo rappresenta il momento di transizione dalla famiglia al mondo esterno. in cui il bambino cerca nuove figure con cui identificarsi (maestro, personaggi della TV e dello spettacolo). Anche il gioco riflette il cambiamento avvenuto: è più realistico, basato sullosservanza delle regole e della ritualità ed è spesso utilizzato come attivazione di abilità intellettuali e motorie volte al controllo delle pulsioni.

28 F ASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE La maturazione fisica puberale segna il passaggio alla fase genitale, caratterizzata dalla ricomparsa degli impulsi sessuali. In questa fase tutte le pulsioni parziali (orale, anale, fallica) si uniscono e confluiscono nella zona genitale non per il soddisfacimento ma per la procreazione. Non vi è più autoerotismo, come accadeva nella fase fallica, ma vi è la ricerca delloggetto sessuale. Tutto ciò conduce alla sessualità adulta

29 I L CONFLITTO La teoria psicoanalitica colloca il conflitto al centro della vita psichica. Conflitto tra desideri e realtà esterna che produce angoscia, nella misura in cui lambiente esercita una funzione di controllo diretta a punire o reprimere lespressione immediata della pulsione Conflitto tra Io - Es - Super-io, quando vengono interiorizzate le norme e i precetti dei genitori. Tale conflitto produce ansia.

30 I MECCANISMI DI DIFESA Le difese sono configurazioni psicologiche inconsce che riducono il conflitto, e di conseguenza langoscia, mantengono un equilibrio intrapsichico, regolano lautostima e modulano langoscia Le difese sono evolutivamente necessarie (es: le vanterie dei bambini rappresentano un potente veicolo per vincere linferiorità e accedere alla virilità) Nellambito della psicologia sociale e sperimentale le difese vengono identificate con le strategie di coping, con la capacità di affrontare i problemi. Sono meccanismi consci e volti soprattutto alla risoluzione di minacce esterne. Possono essere insegnate.

31 I MECCANISMI DI DIFESA Le difese hanno molte funzioni positive: agiscono per difendere da una minaccia. La persona che si comporta in modo difensivo cerca inconsciamente di: Evitare e/o gestire langoscia per altre esperienze emotive disorganizzanti Mantenere lautostima

32 I MECCANISMI DI DIFESA Tutti abbiamo delle difese preferenziali che corrispondono al nostro modo abituale di confrontarci con le situazioni problematiche. La preferenza per un tipo di difesa deriva da Temperamento costituzionale La natura dei disagi subiti nella prima infanzia Le difese presentate e a volte deliberatamente insegnate dai genitori Le conseguenze sperimentate delluso di particolari difese (effetti di rinforzo)

33 I MECCANISMI DI DIFESA Possono essere normali e adattive o patologiche Sono una funzione dellIO Sono solitamente inconsce Sono dinamiche e mutevoli ma in stati patologici possono diventare rigide Sono associate a stati psicologici diversi (lisolamento e lannullamento per la nevrosi ossessiva) Sono associate a vari livelli di sviluppo Alcune vengono considerate primitive altre mature

34 I MECCANISMI DI DIFESA RIMOZIONE: è il fenomeno difensivo cui Freud dedicò la maggior parte della sua attenzione; è il meccanismo che allontana dalla coscienza i desideri incompatibili con la realtà e il Super-IO e li rilega nellinconscio Osservò questo meccanismo nelle pazienti isteriche, che facevano di tutto per evitare di rivivere quello che temevano sarebbe stato un dolore insopportabile.

35 I MECCANISMI DI DIFESA PRIMARI Il ritiro primitivo Il diniego Il controllo onnipotente Lidealizzazione e la svalutazione La proiezione e lintroiezione La scissione dellIo

36 I MECCANISMI DI DIFESA PRIMARI Il ritiro primitivo : il bambino sovrastimolato si addormenta. Tendenza a sostituire lo stimolo del proprio mondo interiore alla tensione della relazione con gli altri. Svantaggio: estrania la persona dalla partecipazione attiva alla soluzione interpersonale dei problemi Vantaggio: implica un fuga psicologica dalla realtà che non viene distorta.

37 I MECCANISMI DI DIFESA PRIMARI Il diniego: il bambino affronta le cose spiacevoli rifiutando di accettare che accadono. ES: convinzione prelogica che se non lo riconosco non accade Mantenere la calma in situazioni di emergenza non riconoscendo di essere in pericolo di vita. Rifiutarsi di fare dei controlli medici come se ciò servisse magicamente ad evitare la malattia Negare la pericolosità di un partner violento Alcolisti che insistono che non hanno nessun problema con il bere

38 I MECCANISMI DI DIFESA PRIMARI Il controllo onnipotente: per il neonato la fonte di tutti gli eventi è interna: se ha fame e riceve il latte il neonato ha un esperienza preverbale di aver magicamente inventato il latte. Non percepisce lesistenza di altri da se che agiscono in modo indipendente da lui.

39 I MECCANISMI DI DIFESA PRIMARI lidealizzazione : il bambino piccolo ha bisogno di credere che mamma e papà siano in grado di proteggerlo da tutti i pericoli della vita. E il bisogno di attribuire un valore e un potere speciale alle persone da cui dipendiamo emotivamente e che possono aiutarci a battere il terrore interno che proviamo di non farcela, di sentirci imperfetti.

40 I MECCANISMI DI DIFESA PRIMARI La svalutazione : è lopposto del bisogno di idealizzazione. Es: essere considerati su un piedistallo e poi trascinati nella polvere al minimo errore.

41 I MECCANISMI DI DIFESA PRIMARI La proiezione : qualcosa di interno viene considerato proveniente dallesterno Es: non vado bene a scuola è colpa dei professori che fanno preferenze e ce lhanno con me Lintroiezione : si considera proveniente dallinterno qualcosa che è in realtà esterno. I bambini che introiettano, fanno propri atteggiamenti, affetti e comportamenti che appartengono ai loro genitori

42 I MECCANISMI DI DIFESA La scissione dellIO : separazione degli aspetti buoni e degli aspetti cattivi. Es: per un gruppo è attraente sviluppare lidea di un nemico esterno. Il bene contro il male, dio contro il diavolo

43 I MECCANISMI DI DIFESA SECONDARI Lisolamento Lintellettualizzazione La razionalizzazione La compartimentalizzazione Lannullamento Volgersi contro il SE Lo spostamento La formazione reattiva

44 I MECCANISMI DI DIFESA SECONDARI Isolamento : laspetto affettivo di unesperienza o unidea viene separato dalla sua dimensione cognitiva. In pratica persone che raccontano con distacco emotivo situazioni in cui tutti provano dei sentimenti. La persona che utilizza questo meccanismo riferisce di non provare sentimenti. ES: il lavoro dei chirurghi, dei generali, dei poliziotti che indagano sui crimini.

45 I MECCANISMI DI DIFESA SECONDARI Intellettualizzazione : la persona che la utilizza parla dei sentimenti senza sentimento. Es: bene la cosa mi fa rabbia espresso con un tono distaccato. Lidea di provare rabbia è accettata ma viene inibita lespressione concreta della rabbia. Può avere un valore adattivo quando non ci si lascia coinvolgere dallemotività e dellimpulsività. Diventa disadattiva quando non ci si lascia coinvolgere emotivamente per gioire delle situazioni che si vivono.

46 I MECCANISMI DI DIFESA SECONDARI Razionalizzazione : circondare le proprie decisione di buone ragioni. Entra in gioco quando non riusciamo ad ottenere qualcosa e diciamo che non era poi così importante (razionalizzazione delluva acerba dalla favola di Esopo) o quando cerchiamo di farci andare bene qualcosa che non ci piace (la razionalizzazione del limone dolce) Es: il genitore che picchia il bambino dicendo che è per il suo bene;

47 I MECCANISMI DI DIFESA SECONDARI Compartimentalizzazione : la sua funzione è permettere a due condizioni in conflitto di esistere senza creare confusione, sensi di colpa, vergogna, angoscia sul piano cosciente. La persona abbraccia due idee, due atteggiamenti che sono in conflitto ma non ne coglie la contraddizione. E indistinguibile dallipocrisia. Es: persone molto umanitarie nella sfera pubblica e in privato picchiano i figli; deplorare il pregiudizio e fare battute razziste; combattere la pornogravia e possedere una collezione di materiale erotico.

48 I MECCANISMI DI DIFESA SECONDARI Annullamento : è lo sforzo inconscio di controbilanciare un affetto, di solito un senso di colpa o di vergogna, con un atteggiamento e un comportamento che magicamente lo cancelli. Alla base vi è il non riconoscimento del senso di colpa e il desiderio di espiare. Es: i rituali religiosi; il genitore che si sente in colpa perché lavora troppo e quando torna a casa porta regali ai figli; il marito che porta un regalo alla moglie per compensare il litigio della sera precedente.

49 I MECCANISMI DI DIFESA SECONDARI Volgersi contro il Sè : spostare da un oggetto esterno verso il Sé un affetto o atteggiamento negativo. Se si critica unautorità la cui benevolenza sembra essenziale per la nostra sicurezza e se si pensa che laltro non può tollerare la critica ci si sente più sicuri dirigendo allinterno le idee critiche. Es: i bambini nei confronti dei genitori inaffidabili

50 I MECCANISMI DI DIFESA SECONDARI lo spostamento : una pulsione, emozione, preoccupazione o comportamento viene diretto da un oggetto iniziale verso un altro perché la direzione originaria per qualche ragione provoca ansia. Es: luomo strapazzato dal capo che torna a casa e inveisce contro la moglie, che a sua volta sgrida i figli, che prendono a calci il cane. Quando una persona sposta la propria angoscia su situazioni o oggetti: il terrore dei ragni (soffocamento materno). Anche la sessualità può essere spostata: linteresse sessuale viene spostato dagli organi genitali a aree o oggetti inconsciamente collegate. Trasformazione di energia aggressiva in attività creativa: gran parte del lavoro domestico viene svolto quando le persone sono arrabbiate per qualche motivo

51 I MECCANISMI DI DIFESA SECONDARI la formazione reattiva : trasformazione di un affetto negativo in positivo. E presente già tra il terzo o quarto anno. ES: odio in amore, desiderio in disprezzo, invidia in attrazioneil bambino che dichiara amore per il fratellino trasformando i sentimenti di rabbia e gelosia. Aspetti del sentimento originario possono però rimanere presenti Es: il bambino che culla con forza, che stringe troppo forte ilfratellino che gli dà i pizzicotti. La funzione della formazione reattiva è negare lambivalenza. Gli adulti dovrebbero essere in grado di riconoscere le proprie reazioni emotive, anche contrastanti, e piuttosto inibire i comportamenti invece che le emozioni.

52 P ER CONCLUDERE ….. Le teorie freudiane hanno influenzato limmagine di sé delluomo e della donna, hanno contribuito alla liberalizzazione dei costumi promuovendo un atteggiamento meno repressivo. Tuttavia è stata oggetto di critiche del mondo scientifico e di chi si occupava di ricerca sperimentale in quanto derivava da osservazioni poco verificabili. Negli anni 70 e 80 le nuove ricerche svolte nellambito della psicologia dello sviluppo condussero ad una revisione delle teorie sulla mente infantile e sugli stadi di sviluppo libidico. Si attuò anche una redifinizione delle motivazioni che spingono ad agire non più solo legate ad un modello di scarica pulsionale. Le ricerche attuali nellambito delle neuroscienze stanno confermando lesistenza di meccanismi cerebrali alla base dellelaborazione mentale inconscia.

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55 I L PUNTO DI VISTA GENETICO

56 Organizzazioni sessuali pregenitali - parziali - si dipartono da zone corporee diverse - hanno mete diverse Organizzazione genitale Freud distingue: - sancisce il consolidarsi dell identit à di genere - porta al consolidamento dei sentimenti di amore e di odio nei confronti dei membri del gruppo e dell altrui sesso Lo sviluppo libidico

57 L E FASI DELLO SVILUPPO PSICOSESSUALE Lo sviluppo attraversa vari stadi durante i quali una parte specifica del suo corpo passa in primo piano come zona erogena. La comparsa delle diverse parti del corpo come fonte di gratificazione sessuale è legata al corso della normale maturazione fisica. (Tre saggi sulla teoria della sessualit à, 1905) Da 0 a 18 mesi Da 18 a 36 mesi Dai 3 ai 5 anni Dai 6 ai 12 anni Dai 12 anni in poi Fase orale Fase anale Fase fallica Fase di latenza Fase genitale adulta


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