La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Biagio Soffitto. Chi sono? Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell'anima mia: "follia". Son dunque un pittore?

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Biagio Soffitto. Chi sono? Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell'anima mia: "follia". Son dunque un pittore?"— Transcript della presentazione:

1 Biagio Soffitto

2 Chi sono? Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell'anima mia: "follia". Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia: "malinconia". Un musico, allora? Nemmeno. Non c'è che una nota Nella tastiera dell'anima mia: "nostalgia". Son dunque...che cosa? Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente. Chi sono? Il saltimbanco dell'anima mia. Aldo Palazzeschi

3

4 Il termine Crepuscolarismo coniato da G.A. Borgese in un saggio pubblicato sulla Stampa nel 1910, indica il tramonto della Poesia romantica che sopravvive in una luce oramai declinante attraverso i suoi ultimi seguaci.

5 Lidea del Crepuscolo risultò particolarmente indicata perché rendeva perfettamente il senso di una lirica dai toni dimessi, languidi, melanconici, espressione di una certa "noluntas", di una dolce e rassegnata stanchezza del vivere, di una sostanziale e deliberata inettitudine.

6 Il poeta crepuscolare non tende ad amori travolgenti, imprese eccezionali, sensibilità raffinate e morbose, non si sente eroe, vate ma ama il banale quotidiano, linettitudine, il gusto per le cose semplici e povere, le cose minime come sola consolazione alla incapacità di inserirsi nellesistenza ( E. Gioanola, Il Decadentismo).

7 Qual è lidentità del poeta? Come si colloca in un contesto quale quello del primo 900, caratterizzato dalla società di massa e della mercificazione dellArte? Egli deve fare i conti con due modelli Il Poeta vateIl poeta veggente DAnnunzioBaudelaire, Rimbaud

8 Pascoli e DAnnunzio, per quanto diversi tra loro, avevano avuto in comune una fiducia ancora indiscussa nel ruolo sociale del poeta, vate, consolatore o superuomo che fosse; non avevano avvertito la crisi del rapporto tra letteratura e società.

9 Ora però occorreva, senza dimenticare le novità pascoliane (analogismo fonosimbolismo),attraversare necessariamente DAnnunzio e dare vita a nuove sperimentazioni. Non a caso nei primi 15 anni del 900 si assiste allesperienza della poesia di Ungaretti, dei futuristi, dei crepuscolari.

10 I poeti «crepuscolari» hanno una visione malinconica della vita, autoironica, che mette in crisi ogni certezza. La loro poesia è piena di cose, avvenimenti, personaggi modesti, di «buone cose di pessimo gusto» ( Gozzano), «povere piccole cose» ( Corazzini):corsie di ospedali, fiori finti, animali imbalsamati, amori adolescenziali.

11 Il paesaggio non è più quello dannunziano de La pioggia nel pineto, ma si smorza nei toni, nei colori, soffoca la luce, si restringe allinterno di perimetri ben delimitati, recintati. Gli orti delle case, dei conventi, i giardini, i parchi delle ville, i solai, i salotti sono il nuovo spazio entro cui il poeta si muovono.

12 Giardini O piccoli giardini addormentati in un sonno di pace e di dolcezze, o piccoli custodi rassegnati di sussurri, di baci e di carezze; o ritrovi di sogni immacolati, di desideri puri e di tristezze infinite, o giardini ove gli alati cantori sanno di notturne ebbrezze, o quanto v'amo! I sogni che rinserra il mio core, fioriscono, o giardini, lungo i viali, ne le vostre aiuole. Io v'amo, io v'amo, o fecondati al sole di primavera in languidi mattini, o giardini, sorrisi de la terra! Corazzini

13 I Crepuscolari ebbero un loro precursore nel Pascoli del fanciullino e nella poetica delle piccole cose che utilizzava un lessico volutamente umile e dimesso. htm La canzone del girarrosto Domenica! il dì che a mattina sorride e sospira al tramonto!... Che ha quella teglia in cucina? che brontola brontola brontola... E` fuori un frastuono di giuoco, per casa è un sentore di spigo... Che ha quella pentola al fuoco? che sfrigola sfrigola sfrigola...

14 Si spiega anche così l antidannunzianesimo di questi poeti che si realizza attraverso il rifiuto di una poesia dal gesto inimitabile e dalla sensibilità raffinata e voluttuosa. Gabriele D'Annunzio Litorea dea Estate, bella quando primamente nella tua bocca il mite oro portavi come l'Arno i silenzii soavi porta seco alla foce sua silente! Ma più bella oggi mentre sei morente e abbandonata ne' tuoi cieli blavi, che col cùbito languido t'aggravi su la nuvola incesa all'occidente.

15 Da tali scelte deriva un atteggiamento di solitudine e di chiusura, opposti all'estetismo e al futurismo. Infatti, mentre i futuristi si esprimono con l'estroversione, il vitalismo ed un dimamismo sfrenato, i crepuscolari si chiudono nelle loro atmosfere dimesse, autunnali, fatte di solitudine e malinconia.

16 Così la pioggia sul selciato, le suppellettili inutili di casa, le corsie d'ospedale, la malattia, i fiori secchi, le cartoline nella specchiera, loreto impagliato ecc., diventano oggetti poetici. E ad una poesia volutamente dimessa ed umile, che non rivendica alcun mandato, alcuna missione civilizzatrice o sociale, fa eco la consapevole svalutazione del ruolo del poeta, mortale tra i mortali, umile tra gli umili: "Perchè mi dici poeta? Io non sono che un piccolo fanciullo che piange" (da Desolazione del povero poeta sentimentale, Sergio Corazzini). Sergio Corazzini

17 Ricordiamo che per gli sviluppi della poesia italiana del '900, il crepuscolarismo ha inciso in maniera fondamentale almeno per due motivi La poetica delle cose Il ruolo del poeta Nella quale l'oggetto diventa centrale ed assume rilievo fondamentale Polemizzando con il divismo dannunziano essi non attribuiranno all'esercizio poetico alcun ruolo privilegiato

18 Gozzano immagine Talor Chi sono QUALCHE POESIA

19 Camillo Sbarbaro Guido Gozzano / Sergio Corazzini

20 Bibliografia e sitografia Elio Gioanola, "Il Decadentismo", Ed. Studium, Roma G. Farinelli, "Perchè tu mi dici poeta? Storia e poesia del movimento crepuscolare", Ed. Carocci, Biagio Soffitto


Scaricare ppt "Biagio Soffitto. Chi sono? Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell'anima mia: "follia". Son dunque un pittore?"

Presentazioni simili


Annunci Google