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Isis luzzatto 2^ DT 2006/071 VENETIA e VENETIA Il territorio la laguna la città Dalla X Regio allo sviluppo della città lagunare.

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1 isis luzzatto 2^ DT 2006/071 VENETIA e VENETIA Il territorio la laguna la città Dalla X Regio allo sviluppo della città lagunare

2 isis luzzatto 2^ DT 2006/072 Dai Veneti antichi alla Venetia romana Datano I millennio a.C. i materiali più significativi della cultura dei Veneti che abitarono la regione omonima I reperti più interessanti provengono da Este, centro principale della loro cultura, tra cui vasellame in bronzo finemente lavorato Anche Adria fu un centro di cultura veneta a partire dal VI secolo a.C. Al suo porto, lungo un ramo settentrionale del delta del Po, arrivavano Greci ed Etruschi ad esercitare commerci con i Veneti Nellarea portoguarese sono emersi reperti tardo antichi datati V secolo a.C. ( tra cui statuette in bronzo, lucerne, ceramiche, dove poi sarà fondata dai Romani Iulia Concordia) Il processo di romanizzazione, graduale e pacifico, ebbe inizio nel 131 a.C., data della costruzione della via Annia, arteria di collegamento tra Rimini e Aquileia

3 isis luzzatto 2^ DT 2006/073 LA X REGIO […] Segue la decima provincia dellItalia, posta sulle rive del mare Adriatico, (attraversata) dal fiume Sile, che scende dai monti trevigiani e sfocia presso la città murata di Altino, dal Livenza, che scende dai monti di Oderzo (e sfocia) nei pressi del porto della colonia Concordia, dai fiumi e il porto sul Lemene, dal Tagliamento, dal Brenta, dal Bacchiglione, dallAnaxo, dallAlsa, dal Natisone con il Turro, che sfociano nei pressi di Aquileia, situata a XV passi dal mare […]. E Plinio che ci ha lasciato una dettagliata descrizione della regione: […] Sequitur decima regio Italiae, Hadriatico mari adposita, cuius Venetia, fluvius Silis ex montibus Tarvisanis, oppidum Altinum, flumen Liquentia ex montibus Opiterginis et portus eodem nomine, colonia Concordia, flumina et portus Reatinum, Tiliaventum Maius Minusque, Anaxum, quo Varamus defluit, Alsa, Natiso cum Turro, praefluentes Aquileiam coloniam XV p. a mari sitam […]

4 isis luzzatto 2^ DT 2006/074 Ricostruzione della X REGIO

5 isis luzzatto 2^ DT 2006/075 CITTA E CENTRI ABITATI DELLA X REGIO Altino: popolato da famiglie originarie da altre zone, vi vivevano artigiani orientali che allevavano e commerciavano cavalli e pecore, producendo ottime lane; anche la pesca di allevamento era florida; nodo stradale ma anche città piacevole, fu paragonata dal poeta Marziale a Baia, rinomata località del tempo; mutate le condizioni ambientali, decadde il suo particolare sistema idraulico nonché larticolato sistema di navigazione: ciò fu la prima causa del suo declino; linvasione degli Unni del 452 d.C. la spopolò, ma solo nel VII secolo fu definitivamente abbandonata. Aquileia: colonia romana dal 181 a.C. fu avamposto contro i Galli e fiorente centro commerciale grazie al traffico dellambra e nodo stradale tra le vie Annia, Postumia e Claudia Augusta; fu la capitale della X Regio e tra le principali città dellimpero, finchè non venne devastata dagli Unni nel 452 e dai Longobardi nel 568; numerosi resti sono raccolti nel museo mentre imponente è la zona archeologica. Concordia: stazione sulla via Annia, fu colonia dal 42 a.C. col nome di Iulia Concordia e importante nodo stradale durante lImpero. Ebbe una fabbrica darmi (da cui Sagittaria) e quartieri di truppe. Fu devastata dagli Unni, ma fuori dal centro storico è ancora utilizzabile un ponte a tre arcate su un canale. Testimonianze importanti al Museo Concordiese di Portogruaro. Padova: lantica Pat a vium, fondata da popolazioni venete, fu alleata con Roma contro i Galli. Divenne municipio nel 49 d.C. e fiorente città sia dal punto di vista economico sia da quello culturale. Le invasioni del V secolo e la distruzione da parte longobarda costrinsero la popolazione a rifugiarsi in laguna o a Monselice. La sua rinascita avvenne grazie ai Franchi e agli imperatori Ottoni.

6 isis luzzatto 2^ DT 2006/076 VIE CONSOLARI IN ITALIA

7 isis luzzatto 2^ DT 2006/077 Le vie consolari da Roma ai confini orientali dellImpero Via Annia: la più famosa; al suo incrocio con la via Postumia (Verona-Trieste) era situata la colonia Iulia Concordia Via Claudia Augusta: diretta al Nord, ad Augusta, presso il confine con le terre dei Germani, passava per Feltre, Trento, Bolzano; allincrocio con la Via Annia, sorgeva Altino Via Postumia: fatta costruire nel 148 a.C. dal console Postumio Albino nella Gallia Cisalpina (attuale pianura padana) per scopi militari, congiungeva Genova col porto di Aquileia sul mare Adriatico; attraversava Verona, Vicenza, Oderzo, Concordia; attiva fino allVIII secolo, cadde in disuso fino ad essere dimenticata. Via Popilia: proveniente da Ravenna, era la più prossima alla laguna e si prestava ad essere completata da trasporti in acqua.

8 isis luzzatto 2^ DT 2006/078 Gli itineraria scripta e picta I principali documenti riguardanti le strade romane sono gli itineraria scripta (elenchi di strade e località); ne rimangono due: ITINERARIUM ANTONINI (III secolo d.C.), scritto durante limpero di Caracalla. ITINERARIUM BURDIGALENSE (333 d.C.): descrive la strada per giungere fino a Gerusalemme in Terra Santa, forse compilato da un pellegrino al ritorno dalla Palestina. Ma ce nè un terzo ed è pictum, è un codice speciale: il codex Vibonensis (o di Vienna) (324 d.C.) detto anche Tabula Peutingeriana.

9 isis luzzatto 2^ DT 2006/079 TABULA PEUTINGERIANA Il CODEX VIBONENSIS 324 o TABULA PEUTIGERIANA è un itinerarium pictum (dipinto): rappresenta graficamente il territorio dellimpero, la sua conformazione fisica e le località collegate tra loro dalle strade. La carta (il documento che oggi si possiede si trova alla Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna) è copia medievale di un originale risalente allepoca romana: sono 11 segmenti di pergamena uniti tra loro a formare una striscia lunga quasi 7 metri e alta 34 cm. Loriginale romano è fatto risalire alla metà del IV secolo d.C. ( ).

10 isis luzzatto 2^ DT 2006/0710 TABULA PEUTINGERIANA

11 isis luzzatto 2^ DT 2006/0711 LA LAGUNA Lungo la costa che si affaccia sul mar Adriatico, separata da esso da sottili cordoni litoranei, si apre uno degli ambienti più affascinanti dellintera penisola italiana: la laguna di Venezia. Estesa per circa 50 km di lunghezza e larga dagli 8 ai 14 km, è occupata per circa metà della sua superficie dallacqua del mare che vi penetra attraverso tre bocche di porto, mentre laltra metà è coperta da terre emerse, da isole, da barene (fasce di terra che vengono ricoperte dallacqua dellalta marea), e da valli di pesca, delimitate da arginature e utilizzate per litticoltura. E un intreccio di terra e acqua, ancor oggi importante patrimonio naturalistico e che fa da scenario ad una gran varietà dinsediamenti insulari che gravitano attorno alla forma sinuosa di Venezia, ma tutti dotati di una loro identità: Murano, Burano, Torcello, Malamocco, Pellestrina, e Chioggia, allestremità meridionale.

12 isis luzzatto 2^ DT 2006/0712 LA LAGUNA Lorigine della laguna risale al termine dellultima glaciazione pleistocenica, ventimila anni fa. Col ritirarsi dei ghiacciai, i fiumi Po Adige Brenta Piave Tagliamento depositarono imponenti masse di materiali in mare: linterazione tra i moti marini e le alluvioni fluviali creò una barriera sabbiosa a ridosso della quale si formò la laguna. Scomparvero le foreste glaciali di betulle e pini silvestri, sostituite dal nocciolo, la quercia e poi dal leccio. Le superfici paludose si stabilizzarono e una flora di piante specializzate a sopportare gli sbalzi di salinità delle acque rinsaldò gli scanni sabbiosi, dando origine alle barene.

13 isis luzzatto 2^ DT 2006/0713 LA LAGUNA Un pericolo costante per la laguna era linterramento: a ciò si oppose la continua azione delluomo iniziata già in epoca romana con le prime arginature e la regolazione di fiumi. Luomo sinsediò già in epoca preistorica in questambiente difficile ma che tuttavia forniva prodotti importanti: il sale, la cacciagione, il pesce, materiali da costruzione (canna e argilla).

14 isis luzzatto 2^ DT 2006/0714 AQUAE SALSAE Costituiscono il margine meridionale del sistema lagunare alto adriatico esteso da Grado a Ravenna Molto ridotte in superficie da una successione secolare di bonifiche, occupano antiche depressioni interdunali Presentano un contenuto medio annuale di sali variabile da 0.5 a 40 g/l (le acque salate hanno più di 40 g/l) I suoli emersi, per la maggior parte dellanno, sono caratterizzati dalla presenza di acque circolanti con una concentrazione di cloruro di sodio elevata Lacqua è di difficile assunzione ma questi suoli ne sono sempre imbevuti I suoli salati (alomorfi) sono fisiologicamente aridi

15 isis luzzatto 2^ DT 2006/0715 AQUAE SALSAE Piante di acque salmastre

16 isis luzzatto 2^ DT 2006/0716 INVASIONI BARBARICHE Dopo il 410 d.C. a causa delle invasioni barbariche, inizia nel territorio veneto verso la laguna, in cui si trovavano numerosi insediamenti (per lo più ville rustiche che si avvalevano dellabbondanza di corsi dacqua per commerciare i loro prodotti, soprattutto vino), un lento spopolamento. Dal Veneto passarono tutte le popolazioni provenienti da Est (Ostrogoti Franchi Longobardi) in lotta tra loro e contro limperatore di Bisanzio che cercava di riconquistare lItalia. La decadenza dellarea veneta fu lenta ma grave. Non cera più nessuno che curasse la manutenzione delle belle strade selciate o inghiaiate che furono sommerse da alluvioni o i loro blocchi usati come materiale da costruzione (anche per Venezia e le isole).

17 isis luzzatto 2^ DT 2006/0717 DA ALTINO A TORCELLO Gli abitanti di Altino insieme con le popolazioni delle vicine cittadine distrutte e delle campagne abbandonate, trovarono rifugio durante il V secolo d.C. nelle isolette della laguna (Torcello in primo luogo) dove i barbari, inesperti di navigazione, non potevano arrivare. Il declino di Altino e delle aree limitrofe crearono i presupposti per la nascita di Venezia.

18 isis luzzatto 2^ DT 2006/0718 ABITANTI DELLE ISOLE LAGUNARI Luomo sinsediò già in epoca preistorica in questambiente difficile ma che tuttavia forniva prodotti importanti: il sale, la cacciagione, il pesce, materiali da costruzione (canna e argilla). Le caratteristiche ambientali selezionarono un tipo umano specializzato. La pesca e la caccia avvenivano in un ambiente infido ed imprevedibile: gli eccessi marini e fluviali (le mareggiate e le alluvioni) provocarono certamente distruzioni di villaggi, consentendo una sopravvivenza precaria. Lambiente, quindi, costrinse luomo a adottare spostamenti in imbarcazioni che si evolsero dal piccolo scafo a complesse costruzioni sia per navigare in laguna che per praticare la pesca in mare aperto.

19 isis luzzatto 2^ DT 2006/0719 BARCHE E CASE DELLA LAGUNA Scrive ai tribuni marittimi Cassiodoro, prefetto di Teodorico, re degli Ostrogoti, nel 537: … le vostre carene non temono gli aspri soffi ma sfiorano indenni la terra e pur incagliandosi di frequente non si rompono…sembrano muoversi tra i campi, se non si vede il canale nel quale stanno navigando…Le vostre case sono come quelle degli uccelli acquatici, ora sul mare ora sulla terra… voi abbondate di pesce….

20 isis luzzatto 2^ DT 2006/0720 ALTO MEDIOEVO: Longobardi Franchi e Bizantini sulla gronda lagunare : incalzate dai barbari, le popolazioni venete si rifugiano in laguna, stabilendo dei nuclei urbani (la Venezia futura) Bisanzio li pone sotto la sua protezione Il dux, funzionario imperiale, viene ben presto eletto dai signori locali 568: invasione dei Longobardi conquistatori della pianura friulana veneta padana, fino alla gronda lagunare 751: Pipino il Breve sconfigge i Longobardi e segna la fine del dominio bizantino in Italia, salvo le isole della Laguna! 773: Carlo re dei Franchi sconfigge i Longobardi definitivamente 814: limpero carolingio riconosce lindipendenza del territorio veneziano lagunare : Venezia si costituisce città (Civitas Venetiarum = città delle Venezie) con un sistema di ponti che collega le varie isole; il doge (il dux del VI secolo) si stabilisce a Rialto; il governo è aristocratico-oligarchico, anche se formalmente sotto la sovranità bizantina.

21 isis luzzatto 2^ DT 2006/0721 Secondo la leggenda, la nascita di Venezia avvenne il 25 marzo del 421 nelle isolette della laguna, lungo il corso di un profondo canale, oggi Rialto. Gli abitanti della terraferma vi avrebbero trovato rifugio a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche che si succedettero dal V secolo. La Repubblica Federativa Veneta, secondo la tradizione, sarebbe sorta ufficialmente nel 466, ratificando formalmente uno stato di fatto che si protraeva da anni. Una soluzione obbligata, per meglio difendere il territorio lagunare da tutti quei popoli che, nel giro di qualche decina d'anni, erano arrivati da Oriente, devastando e saccheggiando: prima i Visigoti, poi i Vandali e, nel 452, gli Unni di Attila.

22 isis luzzatto 2^ DT 2006/0722 MONOPOLIO DEL SALE LO UTILIZZAVA COME MERCE DI SCAMBIO CONSERVA LA CARNE PALI NEI BOSCHI DEL CANSIGLIO DOVE? VENEZIA POGGIA SU PALI

23 isis luzzatto 2^ DT 2006/0723 L'idea di costruire una città in muratura è venuta in un secondo tempo. La gente che normalmente abitava a Venezia erano pescatori che con la loro barca passavano le giornate tra una terra affiorante e l'altra, abitando su delle case in legno appoggiate su dei pali uguali a quelle che si possono ancora vedere passando per il canale che va da Pellestrina e Chioggia. Il passo seguente è stato quello di costruirle, sempre in legno, appoggiate alla terra vicino alla riva.Venezia però poggia su terra molto fragile e instabile tanto che, quando la città divenne in muratura, si pensò di consolidare il terreno impiantando dei pali in rovere o larice molto resistenti sulle parti più solide a disposizione e cioè su quello strato chiamato "caranto" presente sotto il fango. I pali conficcati subirono un processo di mineralizzazione che anziché marcire renderà sempre più resistente il terreno su cui poggerà l'edificio.

24 isis luzzatto 2^ DT 2006/0724 secolo XIV : la Città di Venezia nel cuore della Laguna

25 isis luzzatto 2^ DT 2006/0725 La badessa di un monastero su un isoletta della laguna di Venezia, S. Adriano di Torcello, concesse in affitto un terreno ad uso orticolo a dei contadini, in cambio di una somma di denaro e di una serie di regalie, tra le quali erano previsti: meloni, zucche, cetrioli, angurie, fave, piselli, cavoli, verze, rape, aglio, scalogni e radicchio. Nel 1443 lorticoltura e lalimentazione umana, non avevano ancora subito il profondo scossone derivato dalla scoperta dellAmerica. Lelenco degli ortaggi riportato nel contratto daffitto assume, quindi, particolare significato perché ci fornisce un quadro dettagliato dellorticoltura lagunare nel Medioevo.

26 isis luzzatto 2^ DT 2006/0726 MELONI ZUCCHE CETRIOLI ANGURIE CIPOLLE AGLIO FAVE PISELLI SEDANO CARCIOFI FAGIOLI NEGLI ORTI DELLEPOCA SI COLTIVAVANO:

27 isis luzzatto 2^ DT 2006/0727 Comunità ebraica Fondaco degli Arabi Fondaco dei Turchi Arsenale Rialto Riva del Vin Fondaco dei Persiani Fondaco dei Tedeschi Comunità lombarda e toscana Comunità albanese Dogana da Mar Comunità Dalmata Comunità Greca Comunità Armena Venezia nel XVII secolo era una città cosmopolita: vi si trovavano comunità e magazzini di tutti i Paesi con i quali da molti secoli era venuta in contatto: la vera porta dellOriente per i mercanti e i forestieri del Nord e dellOccidente dellEuropa. Lingue e tradizioni diverse convivevano nella Serenissima Repubblica, in un luogo esso stesso, sin da tempi lontani, rifugio delle genti venete che, ritrovatesi pacificamente, oramai si riconoscevano nella lingua e nella civiltà veneziana e si identificavano nel simbolo del leone alato di San Marco, il Santo protettore.

28 isis luzzatto 2^ DT 2006/0728 THE END Prodotto dalla 2 D-T


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