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La struttura e le decorazioni La casa dei romani.

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Presentazione sul tema: "La struttura e le decorazioni La casa dei romani."— Transcript della presentazione:

1 La struttura e le decorazioni La casa dei romani

2 La casa rispecchia la società In latino casa si dice domus Le case dei romani seguivano una tipologia abbastanza fissa in tutta Italia, tanto che viene detta casa italica Le stanze, infatti, seguivano sempre la stessa successione: ATRIO – TABLINO – PERISTILIO (questultimo aggiunto in un secondo momento, dopo larrivo delle mode greche) In particolare latrio era la stanza più importante, perché qui si raccoglievano i clientes del dominus (ossia il padrone), che venivano quotidianamente per dimostrare la propria fedeltà e per ottenere una ricompensa. Più un uomo aveva clienti più era importante, per questo latrio era lunica stanza della casa visibile dalla strada.

3 La casa ad ATRIO – TABLINO - PERISTILIO

4 Atrio e impluvium visto dalla porta dingresso

5 Spaccato di una domus

6 E le case del popolo? Le domus, come suggerisce il nome, erano le case del dominus, ossia del padrone, del nobile. Ma sappiamo che Roma era molto popolata e non tutti potevano permettersi una casa come quelle che abbiamo appena visto. Il popolo abitava quindi in grandi condomini, detti insulae, lo stesso termine che si usava per gli isolati, i quartieri che dividevano la città. Erano alti anche 6 o 7 piani, con molte parti in legno. Spesso infatti bruciavano, anche se cerano leggi che proibivano di accendere fuochi dentro casa. Per questo le taverne, una sorta di fast foods andavano molto di moda.

7 Domus, insulae e edifici misti

8 Come venivano decorate le domus? Le domus erano vivacemente colorate, i muri affrescati, i pavimenti decorati con mosaici ed altri tipi di piastrellature. Solitamente, se le pareti erano molto colorate, i pavimenti a mosaico avevano motivi in bianco e nero: i romani non erano privi di gusto e non piaceva loro eccedere (almeno durante la Repubblica e se non erano degli imperatori particolarmente originali…) Il mosaico è costituito da tessere (ossia frammenti che possono essere a forma di piccoli cubi o anche irregolari) di pietre o vetro, incassate nella malta quando è ancora fresca. Vediamo alcuni motivi per i pavimenti:

9 Alcuni quadretti a mosaico

10 Un motivo piuttosto originale: lasàrotos oìkos

11 Forse la riproduzione di un quadro greco?

12 Opus sectile Chi era VERAMENTE RICCO aveva tuttavia pavimenti realizzati interamente con grossi frammenti di marmo pregiato, incastonati a formare dei motivi anche molto complicati come questi:

13 Opus sectile

14 E le pareti? I romani amavano molto anche i dipinti su muro, che realizzavano con una tecnica particolare, diversa da quella cui siamo abituati. Noi infatti chiamiamo i dipinti su muro affreschi, perché sono realizzati a fresco, ossia prima che lintonaco asciughi. I romani non conoscevano questa tecnica, ma facevano aderire il colore al muro mescolando insieme al colore stesso la cera calda: tale tecnica si chiama encausto. A volte passavano anche la cera liquida sul dipinto finito in modo che diventasse lucido: questa tecnica si chiama encausticare. Tutte le pitture parietali romane sono state classificate (un po a forza, a dire il vero) in quattro stili, basandosi sui rinvenimenti di Pompei.

15 Primo stile: finti marmi ( a.C.)

16 Secondo stile: finte architetture (90 a.C.-20 d.C.)

17 Terzo stile: ornamentale (20 a.C.-50 d.C.)

18 Quarto stile: fantastico (50 d.C. - fine I sec. d.C.)

19 Nature morte e ritratti del Fayyum

20 La Villa dei Misteri, Pompei

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