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DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE Clementina Gily Educazione allimmagine Università Federico II Lezione 1.2 La programmazione.

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Presentazione sul tema: "DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE Clementina Gily Educazione allimmagine Università Federico II Lezione 1.2 La programmazione."— Transcript della presentazione:

1 DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE Clementina Gily Educazione allimmagine Università Federico II Lezione 1.2 La programmazione

2 Progettare Il docente per progettare parte da problemi individuati come prioritari e ipotizza come dirigere le conoscenze al fine di discuterli in una sequenza chiarificante. Tratta questi temi creando un ambiente ecologico, non inquinato dal timore dellallievo del voto o del fallimento della ricerca, modificando il progetto se si presentano difficoltà impreviste. A questo scopo, il docente tiene presenti le precognizioni del discente, la sua readiness, la sua maturità biopsicologica e cognitiva agendo nello spazio di sviluppo prossimale, quello del condivisibile in un certo spazio di tempo a disposizione. I prerequisiti, accertati con un test dingresso, consentono di integrare e sostenere lapprendimento successivo. Si tratta di graduare e semplificare alcuni argomenti, ma per altri occorre mantenere il livello di complessità agendo con il sezionare gli argomenti ma lasciandoli alla loro interrelazione. I metodi vanno adattati a quel è la natura del tema: è quel che si chiama flessibilità didattica, vale a dire evitare i metodi standardizzati, per un insegnamento che sia piuttosto un progetto di ricerca, mobile come sono mobili i progetti nel loro corso: lo sa chi ha scritto una tesi di laurea. Badando, va ricordato, all apprendimento cognitivo, ossia le conoscenze apprendimento abilitativo, cioè le abilità apprendimento valoriale, che comprende la sfera dellessere. Nel progetto di esplicita lintenzionalità, ed è una risorsa da promuovere nel soggetto in formazione perché genera responsabilità se coinvolge in un progetto definito caratterizzato da immaginazione, coerenza, fattibilità, da potenziare nella discussione e nellazione: motiva il processo educativo/formativo. Progettare è lagire dellintenzionalità nellinterrelazione che comprende esperienze di vita e di credenze da condividere con laltro. Perciò a scuola va si determinato il fine e lazione educativa, ma anche bisogna guardare alla mediazione, al rapporto con laltro e la sua differenza. È importante la continuità, anche nel senso precisamente istituzionale (rapporti tra le scuole verticalmente e sul territorio, continuità didattica e pedagogica) ma anche alla discontinuità, come capacità di dire la propria e di aprirsi alle differenze del mondo dellintercultura (Fanco Cambi, Intercultura) a multicultura. Ma anche alla Libertà di (democratica) Libertà da (liberismo) Libertà per (liberalismo/civilizzazione), nel senso di quella educazione del cittadino democratico di cui parlava Dewey, aperto al mondo ed ai problemi della legalità e del sociale.

3 Si può progettare in linea sequenziale, secondo una razionalità forte, disegnando linizio, la fine pianificando un percorso: il progetto qui è la previsione metodica che guarda a tutti gli elementi con esattezza per favorire ed evitare, conseguendo il fine. Il linguaggio insiste sullordine, sullefficienza, sullottimizzazione, sulla procedura, sui ruoli, sullazione regolata e temporalizzata. La progettazione e lazione seguono percorsi spesso divergenti perché divisi nei ruoli, sul modello dei percorsi di qualità, che distinguono la vision, la progettazione ampia, tipica del leader, la mission, che traduce la vision nelle intenzioni dellazienda (Chi siamo? Cosa vogliamo fare? Perché?) e infine la politica (obbiettivi determinati) agli uffici, tutto gerarchicamente definito nei ruoli. Si può progettare con un modello negoziale e cooperativo, basato su una razionalità debole progettualità debole, basandosi sula relazione singolo, gruppo, educatore tesi a delineare una visione del problema creando un legame di interazione e discussione comune. Il linguaggio insiste sulla negoziazione, sulla libertà, sulla costruzione di senso, sullinterazione, sui soggetti complessi, sulla varietà delle risorse. La relazione tra progetto e azione è stretta, il progetto è aperto ai contributi dei soggetti, educatore e discenti, espressioni quotidiane, territori, sono discussi e rielaborati in comune. Lintervento è con i soggetti e privilegia la relazione che consente la continua ridefinizione. Si può progettare in un modello progettuale dialogico teso al lavoro di rete in progetto intersoggettivo di costruzione comune teso alla ricerca di senso ed alla costruzione di possibilità dove tutti sono attori. Il linguaggio insiste sullinterpretazione, sullinstabilità e ambiguità dei saperi, sulle mappe cognitive, sulla complessità, sulla definizione del senso, sulla ricerca, sullesperienza, sulla rete, sulla territorialità Progettazione e azione si concretizzando tra i discenti ed il co-educatore, in un apprendimento continuo e condiviso, che non ha algoritmi che predeterminino il percorso, il processo è complesso e lordine è alla fine. Tutti questi modelli sono adattati alla scuola dal docente, tutti e tre sono ottimi solo in certi contesti, più e meno legati alle materie, una buona guida per singole attività in cui iva privilegiato il brain storming, come nel processo di discussione comune degli obbiettivi e dei gruppi.

4 La programmazione Nicholls A. e H. Guida pratica allelaborazione di un curricolo, Feltrinelli 1978 Un atteggiamento progettuale consiste nellindividuazione di una gerarchia tra gli obiettivi della formazione per disegnare percorsi dettagliati preparando verifiche che possono gestire momenti di autovalutazione condivise o anche autonome dellallievo, non solo verifiche finali del lavoro da parte del docente. Il docente per progettare parte da problemi individuati come prioritari e ipotizza come dirigere le conoscenze al fine di discuterli in una sequenza chiarificante. Tratta questi temi creando un ambiente ecologico, non inquinato dal timore dellallievo del voto o del fallimento della ricerca, modificando il progetto se si presentano difficoltà impreviste. La programmazione nella scuola italiana è attiva dal 1977, legge 517, basata sul decreto DPR 416 art. 4 – che istituì il collegio dei docenti. TEORIA William Heard Kilpatrick allievo e collaboratore di Dewey, elaborò il METODO DEI PROGETTI, Carleton W. Washburne ( ) ispirandosi a Dewey, curò la SCUOLA DI WINNEKTA basata sullindividualizzazione dellinsegnamento in relazione allambiente di vita. Nel 1975 Howard Nicholls progettò un modello circolare aperto alla complessità, il curricolo, lo spazio per correre, un approccio olistico che articola lazione educativa in fasi controllabili e temporalizzate, tenendo presenti DIDATTICA, OBBIETTIVI, CONCETTI, SFONDI, SITUAZIONI discusse con gli allievi anche allinizio, per ricostruire lambiente dalla vita vissuta, adattando lintero ai risultati presenti.

5 La programmazione per Nicholls 1. Definisce e seleziona gli obbiettivi presentificando i fini 2. Definisce e seleziona i contenuti nel tempo 3. Sceglie e organizza strumenti e risorse reali 4. Sceglie e definisce i metodi in relazione a tutto ciò Dal punto 4 si riprende in modo ricorsivo. Il modello è sistemico: se si modifica un aspetto si cambia tutto. Il curricolo segmenta le attività step by step che consentono valutazioni metodiche, in itinere e finali, dando spazio allautovalutazione e a correzioni condivise –per uscire dalla didattica ratificativa per andare a quella modificativa che non dà giudizi definitivi, non accetta i giudizi pregressi, voti scolastici ecc.: agisce sul discente cercando percorsi alternativi quando occorre per mirare al goal, il fine previsto. Per evitare lo sperimentalismo, troppo libero e approssimativo, la didattica elabora il curricolo servendosi di tassonomie, elenchi gerarchizzati di riferimento per organizzare apprendimenti valoriali, cognitivi, affettivi, psico motori. Il curricolo sulla base della tassonomia definisce obbiettivi e contenuti GENERALI INTERMEDI SPECIFICI formalizzando UNITÀ DIDATTICHE, che definiscono tematica, fine dellunità, gruppo cui si indirizza, obbiettivo prefissato nel tempo disponibile e nello spazio offerto dalla scuola, coi suoi strumenti e materiali. Il docente precisa gli aspetti didattici relativi alle singole fasi. Il rischio di aumentare la burocrazia della docenza è stato spesso lamentato, come la varietà e fissità degli schemi prefissati, che però continuano a delineare un campo di azione che problematizza al docente largomento. Una premessa per costruire un progetto personale sulla linea di quel che Popper definì METODO PER PROBLEMI di Popper, per creare unità didattiche che definiscano i CONTENUTI, la NARRAZIONE (FANTASTICA O SCIENTIFICA), la CODIFICA, la VERIFICA.

6 B.S. Bloom, Tassonomia degli obbiettivi educativi, Giunti Lisciani, Teramo 1983 (1956) Francesco Nacci, La sostanza curricolare, Morano, Napoli 1989 Per disegnare il curricolo, meglio se multidisciplinare, facciamo riferimento alla tassonomia di Bloom. Ma sono varie le elaborazioni, ad esempio la Sociometria di Moreno che comprende anche fasi linguistiche e musicali. Sono tutte molto discusse per il loro lasciare poco spazio agli aspetti creativi e ai processi mentali superiori che non si lasciano scomporre in sotto parti. Leducazione ha funzione INCOATIVA, di INIZIO DELLAZIONE, dice Elio Damiano (Il sapere dell'insegnare. Introduzione alla didattica per concetti con esercitazioni): perciò ogni tassonomia mostra i suoi limiti e rimanda al docente il compito di imparare a progettare. 4 PRINCIPI: DIDATTICO conoscenza e contesto - comprensione e traduzione – applicazione ad altro contesto ANALISI di elementi e relazione SINTESI e organizzazione PSICOLOGICO descrizione del comportamento desiderato LOGICO definizione degli obbiettivi pedagogici OBBIETTIVO: definizione del comportamento corrispondente alla categoria e agli obbiettivi ordinati in obbiettivi didattici e campi dazione (COGNITIVO, AFFETTIVO, PSICOMOTORIO) AREA DELLA CONOSCENZA obbiettivi generali 1. Conoscere1.1 dati particolari 1.2 modi di usare i dati 1.3dati universali 2. Capire 2.1 tradurre o trasporre 2.2 interpretare 2.3 estrapolare 3. Applicare 3.1 distinguere elementi comuni 4. Analizzare 4.1 elementi 4.2 relazioni 4.3 principi 5. Sintetizzare 5.1 opera personale 5.2 programma 5.3 relazioni astratte 6. Valutare 6.1 con criteri quantitativi 6.2 con criteri qualitativi AREA AFFETTIVA obbiettivi generali 1. Ricettività 1.1 coscienza 1.2 disposizione a ricevere 1.3 attenzione mirata 2. Risposta2.1 disponibilità 2.2 desiderio 2.3 soddisfazione di rispondere 3. Valori3.1 accettazione3.2 preferenza 3.3 impegno in un valore 4. Apprezzamento dei valori 4.1 concettualizzazione 4.2 sistema di valori 5. Sistema di valori 5.1 insieme generalizzato 5.2 caratterizzazione della personalità

7 Costruire una unità didattica Franco Azzali Dino Cristanini - Programmare oggi, Fabbri 1995 Lunità didattica fonda in una tassonomia la codifica gli items, gli obbiettivi valutabili con procedure semplici - come i test a risposta chiusa. Ciò dà sequenzialità al percorso e consente lautocontrollo in itinere del lavoro – lesempio è preso dai percorsi di qualità del campo manageriale (De Bono Creatività e pensiero laterale 1994). La settimana dimostrativa si costruisce con la precisione dei ruoli e dei tempi e mira a dare unidea dei risultati possibili. Così si pone disciplina nello sperimentalismo (Vertecchi, Tecnologie e nuove modalità didattiche 1985) focalizzando lattenzione sulla situazione e sul prodotto e non sulla diligenza individuale, risolvendo anche lautodifesa istintiva: base motivante è linteresse per il goal, lobbiettivo condiviso. È il suggerimento del lavoro di gruppo, o della fluida interrelazione nella classe: il Movimento di Cooperazione Educativa di Celestine Freinet perciò elabora il TEAM TEACHING, linsegnamento interno ad un gruppo di lavoro attraverso la logica relazionale del team, in cui ognuno corregge laltro in vista della produzione – come appunto nelle situazioni aziendali. L OPEN CLASS, i laboratori, come vedremo, possono riprodurre, specie in un curricolo multidisciplinare, il modello dinterrelazione guidata dallideale della vittoria, del progetto riuscito - organizzando risorse, indicatori di valore e di breve termine (Damiano L'azione didattica. Per una teoria dell'insegnamento 1993) Tutto il processo acquista realizzabilità in quanto è discusso, elaborato e condiviso con gli allievi. Ma è elaborato dal collegio docente, che rivede in progress ed in fine il progetto (post programmazione) per ottimizzare il percorso. A questo fine si elaborano prove tassonomiche nei diversi settori di attenzione (collaborazione, accettazione dellordine condiviso, rispetto dei valori comuni e dellautorità della guida). La logica del lavoro di gruppo è il rispetto dei ruoli e dei compiti per consentire il goal e la sua qualità. La programmazione del collegio dei docenti garantisce la coerenza della singola unità a fini e obbiettivi: è il curriculum nascosto (hidden curriculum) che dà progressione e legame delle unità. Visalberghi ad esempio suggerì un curriculum ludiforme – che ha laspetto di una serie di giochi-problemi capaci di suscitare interesse fondata in una linea di apprendimento progressivo – non si finge di giocare, ogni gioco è vero, solo la progressione li dirige con sicurezza ai fini della formazione.

8 La scelta ed organizzazione di strumenti, risorse e tempi La pedagogia raccomanda di fare attenzione allambiente di vita – nella didattica questattenzione si estende allambiente scolastico, agli strumenti disponibili, ivi compresi luoghi, laboratori, risorse offerte dalle precognizioni degli studenti, oggi notevoli. La competenza informatica e mediatica dei giovani è una risorsa che offre molte possibilità per chi sappia partire da questo tessuto di conoscenze, che può essere valutato in ingresso così da modulare anche su questo la programmazione. Al momento ma è da ritenersi anche nel futuro, questo crea problemi, se non si reimposta il ruolo docente e non si elaborano didattiche sempre più dettagliate e condivise, supportate dalla scelta tra le più efficaci – anche i più giovani professori tendono ad adottare latteggiamento docente classico per garantire il loro sapere e il loro ruolo docente, cosa che è certamente altrettanto importante del fare spazio al ruolo discente. La difficoltà dellinsegnamento delle nuove tecnologie non è un problema dovuto allignoranza informatica di alcuni - ma alla difficoltà di definire i nuovi ruoli in relazione alla velocità dei tempi che rivoluzionano la vita ogni 5 anni – oggi si dice questo sia il tempo delle generazioni. La rete introduce linfinito nella conoscenza senza fornire orientamento, nel mondo della velocità. Un ragazzo può prendere per vero il dire errato di un blogger. Twitter propone messaggi di 140 caratteri mentre i brillanti aforisti nella storia sono ben pochi… la parola rischia di diventare unarma impropria, comè tipico delleristica e non delleuristica – due parole simili ma che sono proprie la prima dei Sofisti e la seconda di Socrate – il linguaggio degli avvocati o quello della filosofia, per dirla in breve. Questi esempi evocano in breve qualche tema per ora senza risposta nella ricerca, ma che emergono da fatti di vita del tutto comuni. La competenza professionale specialistica è valutare lordine dei problemi: occorre seguire le gerarchie tradizionali, oggi in crisi, come un binario per togliere alla rete quellaspetto di marmellata che Bettetini riconobbe alla televisione. Trasformare cioè un mondo dove manca la forza dei saperi costituiti – i particolari i frammenti le teorie si amalgamano in un tutto confuso. Riabilitare il senso critico in questi percorsi è fermare alcuni problemi e discuterne in una conversazione alla pari. ma seguendo la guida ad esempio di un focus group - è il modo equilibrato per adeguare la competenza docente ai nuovi tempi. Sono argomenti su cui torneremo: ma chiarire gli elementi base della programmazione vale ad iniziare ad esercitarsi, perché lo spazio allesercizio, oltre le nozioni, è tipico della costruzione dei saperi e del comportamento: la ripetizione consente di acquisire abilità oltre che conoscenze, affinando la reazione allo stimolo dato dal problema.

9 UNITA DIDATTICHE PREVENTIVE TRIMESTRE ANNO SCOL. 2012/ 2013 CORSO DI ITALIANO DOCENTE CLASSE SECONDE SEZIONE C CONTENUTI TEMPISTICA VISTA GRAMMATICA soggettiva oggettiva dichiarativa causali finali temporali concessive condizionali relative Un'ora la settimana tutto il trimestre ANALISI DEL TESTO POETICO Le figure retoriche del significante Le figure retoriche del significato L'analisi complessive di un testo poetico Capacità di utilizzare gli elementi di analisi per la scrittura di un commento al testo Due ore la settimana tutto il trimestre LA SCRITTURA DEL TESTO ESPOSITIVO/ARGOMENTATIVO la struttura il lessico esercizi progressivi : l'articolo di giornale la recensione Il saggio semplice Due ore al mese tutto il trimestre


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