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DEONTOLOGIA FORENSE La deontologia è il complesso delle norme impositive delle regole di condotta che devono essere rispettate nello svolgimento dellattività

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Presentazione sul tema: "DEONTOLOGIA FORENSE La deontologia è il complesso delle norme impositive delle regole di condotta che devono essere rispettate nello svolgimento dellattività"— Transcript della presentazione:

1 DEONTOLOGIA FORENSE La deontologia è il complesso delle norme impositive delle regole di condotta che devono essere rispettate nello svolgimento dellattività professionale Natura giuridica norme deontologiche Ancorchè aventi ad oggetto comportamenti rilevanti non solo sotto il profilo del diritto ma anche sotto il profilo delletica, le norme deontologiche hanno natura di norme giuridiche. Trovano il loro fondamento: a)nellart. 12 della legge professionale forense a norma del quale agli avvocati di adempiere al loro ministero con dignità e con decoro; b)E nell art. 38 lpf che prescrive che gli avvocati che si rendano colpevoli di abusi o mancanze nellesercizio della loro professione e comunque di fatti non conformi alla dignità ed al decoro professionale sono sottoposti a procedimento disciplinare Potestà disciplinare Segnatamento giova rilevare che la potestà disciplinare spetta agli organi disciplinari, ed al riguardo il codice deontologico stabilisce che le sanzioni devono essere adeguate e proporzionate alla violazione. In particolare devono essere: a)adeguate alla gravità dei fatti b)e tenere conto di eventuali recidive nonché di tutte le circostanze soggettive e oggettive che hanno concorso ha determinare linfrazione c)La condotta dellincolpato deve pertanto essere valutata complessivamente, d)E nel caso in cui sia mossi più addibiti nello stesso procedimento la sanzione deve essere unica. Si tratta pertanto di norme imperative sorrette da sanzioni disciplinari espressamente previste dallordinamento professionale a conclusione di un procedimento avente natura giurisdizionale soggetto a controllo di legittimità da parte delle sezioni unite della Cassazione

2 CODICE DEONTOLOGICO FORENSE PREAMBOLO Indica i valori cui deve ispirarsi lattività forense. In particolare lattività forense deve essere improntata ai seguenti valori: 1)autonomia, libertà ed indipendenza, quale presupposto per la migliore tutela dei diritti e degli interessi della parte assistita 2)linviolabilità della difesa, che si realizza attraverso la conoscenza delle leggi, lattuazione dellordinamento giuridico, la difesa della libertà, la regolarità del giudizio e del contraddittorio. CODICE DEONTOLOGICO FORENSE Le norme di deontologia forense sono racchiuse nel codice deontologico forense approvato nel 1997 dal Consiglio Nazionale Forense, con successive modifiche ed integrazioni. Distinzione a)Regole deontologiche esprimono i principi generali di condotta b)Canoni complementari specificano i comportamenti più ricorrenti nellambito delle regole espresse STRUTTURA CODICE DEONTOLOGICO E composto di 60 articoli e si suddivide in quattro parti: 1^ dedicata ai principi generali 2^ dedicata ai rapporti con i colleghi 3^ dedicata ai rapporti con la parte assistita 4^ dedicata ai rapporti con controparte e magistrati E con un Preambolo ed una disposizione finale AMBITO DI APPLICAZIONE a)Dal punto di vista soggettivo: sono destinatari delle norme deontologiche sia gli avvocati che i praticanti avvocati b)Dal punto di vista oggettivo: sono identificati i comportamenti, anche non strettamente professionali, che possono essere valutati dal punto di vista disciplinare A) ATTIVITA IN ITALIA DELLO STRANIERO Le norme stabilite dal codice deontologico forense italiano devono altresì essere rispettate dallavvocato straniero nellesercizio della professione forense in italia B) ATTIVITA ALLESTERO DELLAVVOCATO ITALIANO Daltro canto lavvocato italiano che esercita la professione forense allestero è tenuto al rispetto delle norme deontolofiche del paese in cui viene svolta lattività

3 DOVERI E DIVIETI IMPOSTI ALLAVVOCATO DALLE NORME DEONTOLOGICHE FORENSI DOVERI a)Di probità, dignità e decoro b)Di lealtà e correttezza c)Di fedeltà d)Di diligenza e)Di segretezza e riservatezza f)Di indipendenza g)Di difesa h)Di competenza e aggiornamento professionale i)Di verità j)Di adempimento previdenziale e di evitare incompatibilità DIVIETI a)In merito alla pubbblicità ed alla stampa b)Di accaparramento della clientela c)Di uso di espressioni sconvenienti o offensive d)Di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti DOVE DI ADEMPIMENTO PREVIDENZIALE E FISCALE Lavvocato deve provvedere regolarmente e tempestivamente agli adempimenti dovuti agli organi forensi, e agli adempimenti fiscali e previdenziali secondo le norme vigenti DOVERE DI EVITARE INCOMPATIBILITA PREMESSA: si tratta di un dovere implicito nella stessa legge professionale che impone, allatto di iscrizione allalbo, di dichiarare linesistenza di cause di incompatibilita -Lavvocato deve pertanto, nella permanenza nellalbo, evitare situazioni di incompatibilità e nel dubbio chiedere il parere del proprio consiglio di appartenenza -Le cause di incompatibilità sono quelle di cui alla legge professionale oltre allo svolgimento in via continuativa di attività commerciale e di attività di mediazione

4 DOVERI DI PROBITA DIGNITA E DECORO ART. 5 CODICE DEONTOLOGICO Lavvocato deve ispirare la propria condotta allosservanza dei doveri di probità, dignità e decoro Si tratta di doveri fondamentali, espressi anche nella formula del giuramento, cui possono ricondursi gran parte delle infrazioni disciplinari più ricorrenti IMPUTAZIONE IN SEDE PENALE PER DELITTI NON COLPOSI Non è conforme ai suddetti doveri, lavvocato nei cui confronti viene esercitata lazione penale per delitti non colposi, fatto questo, che incidendo sul prestigio dellOrdine e sulla credibilità della professione rende obbligatoria lazione disciplinare da parte del Consiglio dellOrdine VITA PRIVATA DELLAVVOCATO La vita privata dellavvocato può assumere rilevanza sotto il profilo disciplinare, quando la sua condotta divenga rilevante allesterno, riflettendosi sulla sua reputazione professionale o compromettendo limmagine della classe forense Lavvocato che sia indagato o imputato in un procedimento penale non può, inoltre, assumere o mantenere la difesa di altra parte nello stesso procedimento

5 Lavvocato deve svolgere la propria attività professionale con lealtà e correttezza DOVERE DI FEDELTA DOVERI DI LEALTA E CORRETTEZZA -Sono doveri, richiamati nella formula del giuramento e nel codice di rito penale e civile, inerenti allattività processuale dellavvocato -Indicano, pertanto il corretto modo di agire in sede processuale, vale a dire nel rispetto delle regole e rifiutando ogni mezzo non lecito per giungere a conclusioni favorevoli COROLLARIO Lavvocato non deve proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave Viene quindi richiamato quanto stabilito dallart. 96 cpc in merito alla lite temeraria Lavvocato deve svolgere la propria attività professionale con fedeltà Si tratta di un dovere inerente la prestazione dellattività professionale e si sostanzia segnatamente nel rispetto della parte assistita E infatti difforme al suddetto dovere il comportamento dellavvocato che consapevolmente compia atti contrari allinteresse della parte assistita ovvero colluda con la controparte Il dovere di fedeltà richiama altresì lavvocato nellepletamento della prestazione professionale al rispetto dei principi normativi ed in particolare dei diritti delluomo DOVERE DI DILIGENZA Lavvocato deve adempiere i propri doveri professionali con diligenza Si tratta di un dovere inerente la prestazione dellattività professionale e si sostanzia segnatamente nel rispetto delle cautele necessarie ad evitare comportamenti negligenti DOVERE DI INDIPENDENZA Lavvocato, nellesercizio dellattività professionale deve rendersi indipendente da pressioni e condizionamenti esterni sia di natura politica, commerciale e clientelare che di natura personale DOVERE DI DIFESA Lavvocato, deve prestare la propria attività difensiva anche quando ne sia richiesto dagli organi giudiziari in base alle leggi vigenti Difesa dufficio Nel caso di nomina come difensore duffico è dovere dellavvocato comunicare allassistito che può farsi assistere da difensore di fiducia e che anche il difensore duffico deve essere retribuito a norma di legge Gratuito patrocinio Costituisce comportamento difforme al dovere di difesa lingiustificato rifiuto di prestare attività di gratuito patrocinio o di richiedere un compenso per lattività così svolta DOVERE DI COMPETENZA LAvvocato non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza Mentre la diligenza assicura le qualità delle prestazioni, la competenza richiede la capacità specifica. COROLLARI 1)Laccettazione di un determinato incarico fa presumere la competenza a svolgerlo 2)Lavvocato deve comunicare allassistito le circostanze impeditive allo svolgimento dellattività richiesta, e ove necessario, per il particolare impegno e complessità della controversia, lopportunità di integrare la difesa con altro collega DOVERE AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE E dovere dellavv curare costantemente il proprio aggiornamento professionale, sia con lo studio individuale e la partecipazione ad iniziative culturali in campo giuridico e forense, sia con losservanza degli obblighi ed i programmi formativi derivanti dai regolamenti del Consiglio nazionale forense e del consiglio dellordine di appartenza DOVERE VERITA PREMESSA: non esisiste nellattività processuale un assoluto dovere di verità CASI IN CUI AVV. DEVE DIRE VERITA 1)Sui fatti, presupposto specifico di un provvedimento del magistrato, di cui abbia diretta conoscenza (Eempio: quando dichiari, contrariamente al vero, lavvenuto decesso del proprio cliente, determinando illegittima interruazione del processo 2) Non dove intenzionalmente introdurre nel processo prove false 3) E tenuto a menzionare i provvedimenti già ottenuti ovvero il rigetto di quelli richiesti, nella presentazione di istan o richieste che si fondamno sulla medesima situazione di fatto

6 DOVERE DI SEGRETEZZA E RISERVATEZZA DIRITTO-DOVERE La riservatezza ed il segreto professionale costituiscono oggetto di primario e fondamentale diritto dovere dellavvocato. In particolare il segreto professionale costituisce diritto fondamentale dellavvocato affinchè possa esercitare la propria attività professionale in forma libera e indipendente da condizionamenti Tutela penale del segreto professionale Nel contempo il segreto professionale, quale oggetto di dovere dellavvocato, trova tutela nel codice penale che prevede il reato di rivelazione di segreto professionale OGGETTO DEL DOVERE DI SEGRETEZZA E RISERVATEZZA Lavvocato deve mantenere il segreto sullattività prestata e su tutte le informazioni a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato Difatti il codice di rito penale e civile prevede il diritto dellavvocato di astenersi dal deporre in giudizio a tutela del segreto professionale Ex clienti Il dovere di segr. e ris. deve essere mantenuto anche nei confronti degli ex clienti, sia per lattività giudizia che per quella stragiudiziale Mandato non accettato Inoltre la segretezza deve essere rispettata anche nei confronti di coloro che si rivolgono allavvocato per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato Dipendenti e collaboratori Lavvocato deve infine richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipndenti e in generale a colo che cooperano nello svolgimento dellattività professionale DEROGA AL SEGRETO PROFESSIONALE Lavvocato non è tenuto al segreto professionale per lo svolgimento dellattività difensiva, ovvero quando vi sia controversia tra avvocato ed assistito o ancora quando si tratta di impedire la commissione da parte dellassistito di un reato di particolare gravità. In questi casi la divulgazione deve però essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato

7 PUBBLICITA DELLAVVOCATO LEGGE SULLE LIBERALIZZAZIONI DEL 2006 Va premesso che il legislatore italiano nel 2006 è intervenuto in materia consentendo la pubblicità informativa, purchè secondo criteri di transparenza e veridicità, circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto nonché il prezzo ed i costi complessivi delle prestazioni 1)Lavvocato può dare informazioni sulla propria attività professionale 2)Il contenuto e la forma dellinforazione deve essere ispirati a criteri di trasparenza e veridicità e alla tutela dellaffidamento della collettività, il cui rispetto è verificato dal competente consiglio dellordine 3)In particolare quanto al contenuto, linformazione deve essere conforme a verità e correttezza, non può avere ad oggetto notizie riservate o coperte dal segreto professionale 4)Lavvocato non può quindi indicare il nome dei propri clienti, ancorchè vi consentano 5)È consentito invece lindicazione del nome di un avvocato defunto che abbia fatto parte dello studio a condizione che a suo tempo il professionista lo abbia espressamente previsto e abbia disposto in tal senso per testamento ovvero vi sia il consenso unanime degli eredi 6)In ogni caso, linformazione deve rispettare la dignità ed il drecoro della professione e non deve assumere i connotati della pubblicità ingannevole, elogiativa e comparativa DISPOSIZIONI DEL CODICE DONTOLOGICO MODALITA DELLINFORMAZIONE Adeguamento codice deontologico Iò codice deontologico si è adeguato alle prescrizioni della suddetta legge con modifiche introdotte nel 2007 e nel Lavvocato che intenda dare informazioni sulla propria attività deve indicare: 1)Le denominazione dello studio 2)I nominativi dei professionisti che lo compongono se svolto in forma associata o societaria 3)Il consiglio dellordine presso il quale ciascun professionista è iscritto 4)La sede principale di esercizio ed eventuali sedi secondarie 5)I recapiti telefonici e di fax, e mail, 6)Eventuale Sito web 7)Il titolo professionale che consente allavv straniero di esercitare in italia, o allavv italiano di esercitare allestero SITO WEB 1)Lavv può utilizzare eslcusivamente siti web con domini propri e direttamente riconducibili a sé 2)Deve preventivamente chiedere lautorizzazione a consiglio dellordine di appartenenza 3)Il sito non può contenere riferimenti commerciali e pubblicitari 4)Il professionista è responsabile del contenuto del sito Lavvocato può inoltre indicare: 1)Dioplomi di specializzazione 2)Labilitazione ad esercitare dinanzi alle giurisdizioni superiori 3)I settori di esercizio dellattività professionale ed eventuali materie di attività prevalente 4)Estremi della polizza assicurativa per la responsabilità professionale

8 RAPPORTI CON LA STAMPA 1) Discrezione e riservatezza Nei rapporti con la stampa lavv deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura nel rispetto dei doveri di discrezione e riservatezza 2) Notizie non coperte dal segreto di indagine Con il consenso del proprio assistito e nellesclusivo interesse dello stesso, lavv può fornire agli organi di stampa notizie non coperte dal segreto di indagine Non può pertanto nei rapporti con gli organi di stampa: 1)Enfatizzare le proprie capacità professionali 2)Spendere il nome dei propri clienti 3)Sollecitare articoli di stampa 4)Convocare conferenze stampa fatti salvi i casi in cui ciò risponda ad esigenze di difesa del cliente 3) Rubriche televisive radiofoniche o su organi di stampa Previa comunicazione al consiglio dellordine di appartenza, lavv può tenere rubriche fisse su organi di stampa con indicazione del proprio nome, ovvero partecipare a rubriche fisse televisive o radiofoniche DIVIETO DI ACCAPARRAMENTO DI CLIENTELA Si tratta di divieto teso a tutelare la dignità e decoro professionale -E fatto divieto allavv di avvalersi di agenzie o procacciatori daffari e comunque di ogni altro mezzo che leda il decoro e la dignità professinale per acquisire clientela -In questottica è altresì vietato, pertanto, corrispondere a chiunque presenti allavv un cliente un qualunque compenso, così come la corresponsione o promessa di vantaggi per ottenere difese o incarichi -E infine vietato allavv offrire le proprie prestazioni professionali al domicilio degli utenti ovvero nei luogi di lavoro o riposo e in generale nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. DIVIETO DI USO DI ESPRESSIONI SCONVENIENTI O OFFENSIVE Si richiama lavv al dovere di non utilizzare negli scritti difensivi ed in genere nellattività professionale espressioni sconvenienti od offensive sia nei confronti di clleghi che di magistra ovvero di terzi NB: la provocazione o la reciprocità delle offese non escludono linfrazione disciplinare Art. 89 cpc Prevede che ove lavv negli scritti difensivi usi espressioni offensive non riguardanti loggetto della causa, il giudice con ordinanza ordina la cancellazione delle frasi e può assegnare una somma a titolo di risarcimento danni DIVIETO Di ATTIVITA PROFESSIONALE SENZA TITOLO O DI USO DI TITOLI INESISTENTI -Iscrizione allalbo è presupposto per esercizio dellattività giudiziale e stragiudiziale di assistenza e consulenza in materia legale e per utilizzo del relativo titolo -Costituisce quindi infrazione disciplinare luso di titolo mai conseguito ovvero lo svolgimento dellattività professionale in mancanza di titolo o in periodo di sospensione -Costituisce altresì illecito disciplinare la condotta dellavv che agevoli, ovvero in qualsiasi modo, renda possibile a soggetti non abilitati o sospesi lesercizio abusivo attività avv o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici Codice penale Esercizio abusivo della professione

9 RAPPORTI DI COLLEGANZA Lealtà e corretteza I rapporti con i colleghi devono essere ispirati a criteri di lealtà e corretteza, salvaguardando tuttavia sempre il prioritario dovere di difesa Azione nei confronti di un collega Lavv che intende agire in giudizio nei confronti di un collega per fatti attinenti allesercizio della professione, deve preventivamente dargliene comunicazione per iscritto, tranne che lavviso possa pregiudicare il diritto da tutelare Divieto di registrare conversazioni telefoniche Lavv non può registrare le conversazioni telefoniche con il collega La registrazione è consentita nel corso di una riunione, con il consenso di tutti i presenti -Nellattività giudiziale lavv, fermo il rispetto del primario dovere di difesa, deve, per quanto possibile, salvaguardare il rapporto di colleganza -È tenuto quindi alla puntualità alle udienze e in ogni altra occasione di incontro con i colleghi -Può collaborare con i difensori della controparte nellnteresse della parte assistita e, nel caso di interruzione di trattative stragiudiziali per dare inizio ad azioni giudiziarie deve darne comunicazione al collega avversario -Deve nel contempo opporsi a qualunque istanza, irrituale o ingiustificata, formulata dalle controparti che arrechi pregiudizio alla parte assistita -Nel caso in cui lavv venbga nominato di fiducia in un proc pen deve tempestivamente darne comunicazione al difensore dufficio e raccomandare alla parte assistita di provvedere al pagamento di quanto dovuto al dif duff per lattività svolta -Ove, invece, nel corso del giudizio, lavv sia nominato in sostituzione di collega, per revoca o rinuncia dello stesso, deve dargliene prontamente comunicazione adoperandosi affinchè siano soddisfate le sue legittime richiesta per lattività svolta -Nel contempo lavv sostituito deve fornire al nuovo difensore tutti gli elementi per facilitargli la prosecuzione della difesa Collaborazione con altro collega Lavv che collabori con altro collega deve rispondere con sollecitudine alle sue richieste di informativa Obbligo di corrispondere con il collega -Lavv non può mettersi in contatto diretto con la controparte assistita da altro legal, né può riceverla, senza previa consenso del collega -Tuttavia, quando si tratti di intimare messe in mora ovvero evitare prescrizioni o decadenze, lavv può inviare la corrispondenza direttamente alla controparte, inviandone però copia per conoscenza anche al collega avversario Conferimento incarico ad altro collega -lavv che incarica altro collega deve provvedere a retribuirlo, ove non adempia la parte assistita, trane che dimostri di essersi inutilmente attivto per ottenere ladempimento -Deve altresì dare tempestive istruzioni al collega incaricato, il quale, in difetto deve adoprarsi peer la migliore tutela degli interessi della parte, informandone tempestivamente lavv che gli ha conferito lincarico RAPPORTI DI COLLEGANZA NELLATTIVITà GIUDIZIALE DIVIETO PRODURRE CORRISPONDENZA SCAMBIATA CON IL COLLEGA -Lavv non può produrre o riferire in giudizio lettere ricevute dal collega e da questi qualificate come riservate -È invece producibile la corrispondenza dellavv che assicuri ladempimnto delle prestazioni richieste -Non è invece producibile corrispondenza contenente proposte transattive scambiate con i collegjhi, a meno che laccordo sia stato perfezionato e la corrispondenza ne costituisca attuazione -E inoltre fatto divieto allavv di impugnare accordi transattivi raggiunti con il collega ed accetati dalle parti, a meno che limpugnazione sia giustificata da fatti particolai non conosciuti o sopravvenuti NOTIZIE RIGUARDANTI IL COLLEGA -E fatto divieto esibire in giudizio documententi riguardanti la posizione personale del collega avversario ovvero lutilizzazione di notizie relative alla sua persona, a meno che non sia parte del giudizio e luso di tale notizie sia necessario alla tutela di un diritto

10 RAPPORTI CON I PRATICANTI RAPPORTI CON I COLLABORATORI DELLO STUDIO -Per collaboratori dello studio devono intendersi i colleghi avvocati non più praticanti -Lavv deve consentire ai propri collaboratori di migliorare la preparazione professionale compensandone la collaborazione in proporzione allapporto ricevuto -lavv deve assicurare leffettività e la proficuità della pratica forense -Deve fornire ai praticanti un adeguato ambiente di lavoro, riconoscendogli, dopo un periodo iniziale, un compenso proporzionato al loro apporto professionale -Deve inoltre attestare la veridicità delle annotazioni contenuto nel libretto di pratica dopo adeguato controllo RESPONSABILITA DEI COLLABORATORI SOSTITUTI ED ASSOCIATI -I collaboratori, sostituti ed associati, salvo il fatto costituisca un auonoma responsabilità, non sono disciplinarmente responsabili per il compimento di atti per incarichi speci ricevuti -Nel caso di associazione professionale, è disciplinarmente responsabile solo lavvocato o gli avvocati a cui si riferiscono i fatti specifici commessi -Nel caso invece di società tra avvocati è prevista una responsabilità concorrente della società e del socio che ha commesso linfrazione quando questultima sia ricollegabile a direttive della società RAPPORTI CON IL CONSIGLIO DELLORDINE Nei raporti di colleganza rientrano anche i rapporti dellavv con il proprio consiglio dellordine, con il quale lavv deve collaborare, a richiesta, per lattuazione dei fini istituzionali Rientra in questobbligo, ad esempio: Il dovere dellavv di dare i chiarimenti dovuti quando si procede alla revisione degli albi o per la verifica di situazioni di incompatibilità -Non costituisce infrazione discipllinare la mancata risposta, nellambito di un procedimento disciplinare, agli addebiti e la mancata presentazione di osservazioni e difese, pur potendo tali comportamenti essere valutati dallorgano giudicante ai fini della decisione Di converso se il consiglio dellordine richiede chiarimenti o notizie in relazione ad un esposto presentato da una parte o da un collega tendente ad ottenere notizie o adempimenti nellinteresse dello stesso esponente, la mancata sollecita risposta dellavv costituisce illecito disciplinare

11 RAPPORTI con la PARTE ASSISTITA Rapporto di fiducia -Il rapporto con la parte assistita è fondato sulla fiducia, e quindi sulla reciproca fedeltà e lealtà. -Lincarico deve pertanto essere conferito dalla parte assistita ovvero da altro avvocato che la difende -Lavvocato deve inoltre astenersi, dopo il conferimento del mandato, da rapporti economici o commerciali con la parte assistita, che possano influire sul rapporto professionale -Lavv deve informare chiaramente il proprio assistito al momento dellaccettazione dellincarico delle caratteristiche e importanza della controversia, precisando le iniziative da intraprendere, nonché sullo svolgimento del mandato ed ogni qual volta lassistito ne faccia richiesta, oltre ancora, se richiesto, della presumibile durata e costi del processo. -Deve inoltre comunicare alla parte assistita la necessità di compimento di atti tesi ad evitare prescrizione, decadenze o altri effetti pregiudizievoli Autonomia del rappporto -Altro elemento del rapporto con la parte assistita è lautonomia, che impone allavvocato di scegliere la condotta più rispondente,s econdo la propria scienza e coscienza, agli interessi del suo rappresentato, senza rendersi mero strumento del primo -Ove non vi sia coincidenza tra volontà dellassistito e scelte difensive dellavv, sarà pertanto inevitabile la rinuncia al mandato -Nel contempo lavv non deve consigliare azioni inutilmente gravose o illecite o fraudolente -Prima di accettare lincarico, lavv deve verificare lidentità del cliente, e comunque deve rifiutare di prestare la propria attività quando dagli elementi conosciuti acquisisca consapevolezza che lincarico è finalizzato ad un operazione illecita Conflitto di interessi -Lavv deve astenersi dal prestare lattività professionale quando questa determini un conflito di interessi con un proprio assistito ovvero determini violazione del segreto professionale in ordine alle informazioni fornite da altro assistito -Lobbligo di astensione opera anche se le parti si rivolgono ad avvocati distinti ma che esercitano nello stesso studio ovvero fanno parte di associazione professionale o società tra avvocati Obbligo di informazione Inadempimento al mandato Il mancato o ritardato compimento di atti inerenti al mandato derivante da non scusabile trascuratezza costituisce grave infrazione disciplinare Gestione di denaro altrui -Lavv deve copmportarsi con puntualità e diligenza nella gestione del denaro ricevuto, per determinati affari, dal proprio assistito o da terzi, con lobbligo di renderne sollecitamente conto. -Costituisce quindi grave infrazione disciplinare trattenere oltre il tempo strettamente necessario le somme così ricevute -Lavv deve altresì rifiutarsi di ricevere o gestire fondi che non siano riferibili ad un cliente esattamente individuato Restituzione documenti -Lavv deve restituire senza ritardo alla parte assistita tutta la documentazione ricevuta per lepletamento del mandato quando questa ne faccia richiesta, potendo trattenerne, anche senza il suo consenso, copia quando sia necessario ai fini della liquidazione del compenso e non oltre lavvenuto pagamento Astensione dalle udienze Lavv ha perà diritto di aderire allastensione delle udienze proclamata dagli organi forensi, informandone preventivamente gli altri difensori costituiti Rinuncia al mandato -Lavv ha diritto di rinunciare la mandato, dandone adeguato preavviso allassistito ed informandolo di quanto necessario per non pregiudicare la difesa -Se la parte assista non provvede a nominare altro difensore in tempi ragionevoli, lavv non è responsabile per la mancata successiva assistenza, pur essendo tenuta ad informare la parte delle comunicazioni che dovessero pervenirgli

12 RAPPORTI con la PARTE ASSISTITA Patto quota lite -Lavv può pattuire con il cliente compensi parametraqti al raggiungimento degli obiettivi perseguiti purchè il compenso sia proporzionato allattività svolta Anticipazioni -Durante le svolgimento del rapporto può chiedere alla parte assistita anticipazione delle spese a acconti sugli onorari purchè non siano manifestamente sproporzionati rispetti alle prestazioni eseguite. -Non può condizionare il versamento alla parte assistita di somme riscosse per suo conto al riconoscimento dei prpri diritti Compensazione -È prevista però in quattro casi la possibilità di compensazione tra somme ricevute dalla parte assistita o da terzi e precisamente: a)A rimborso delle spese sostenute dandone avviso al cliente b)A titolo i pagamento dei propri onorari, quando vi sia il consenso della parte assistita c)Quando si tratta di somme liquidate in sentenza a carico di controparte a titolo di diritti e onorari e lavvocato non le abgbia ancora ricevute dalla parte assistita - Al di fuori di questi casi, lavv è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa Azioni contro la parte assistita Lavv può agire giudizialmente nei confronti della parte assistita per il pagamento delle proprie prestazioni professionali, previa rinuncia al madato

13 RAPPORTI con la CONTROPARTE 1) Minaccia di azioni -È lecita lintimazione di qualsiasi azione giudiziaria rivolta alla controparte quando tenda a tutelare i diritti della parte assistita attraverso un azione giudiziaria con la procedura più conveniente -È illecita e vietata invece quando si prospetta la possibilità di azioni del tutto sporzionate e vessatorie -Quando lavvocato, prima di avviare lazione giudiziaria, convoci a colloquio nel proprio studio la controparte deve comunicargli la possibilità di farsi accompagnare da un legale di fiducia 2) Pluralità di azioni nei confronti della controparte -Lavv non deve aggravare con plurime ed onerose iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita 3) Richiesta di compenso professionale alla controparte -E fatto divieto allavv di richiedere il pagamento del compenso professionale alla controparte a meno che ciò non costituisca oggetto di specifica pattuizione con laccordo del proprio assistito -È invece consentito allavv richiedere il compenso professionale alla controparte in caso di avvenuta transazione giudiziale e ove il proprio cliente sia inadmepiente ASSUNZIONE DI INCARIHI CONTRO EX CLIENTI - Lavv pul assumere incarichi professionali contro ex clienti purchè ricorrano le seguenti due condizioni: a)Deve essere trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale b)Loggetto del nuovo incarico deve essere estraneo a quello espletato in precedenza per conto dellex cliente -In ogni caso, però lavv non può utilizzare nei confronti dellex cliente notizie acquisite in ragione del rapporto professionale che aveva con lo stesso -Inoltre, nelle controvrsie familiari, lavv che abbia assistito congiuntamente entrambi i coniugi deve astenersi dal prestare, in favore di uno di essi, la propria assistenza in controversie successive tra i medesimi RAPPPORTI CON LA CONTROPARTE I MAGISTRATI ED I TERZI RAPPORTI CON GLI EX CLIENTI -Lavv deve evitare di intratenersi con i testimoni sulle circostanze oggetto del procedimento con forzature o suggestioni atte a conseguire deposizioni compiacenti Investigazioni difensive -E tuttavia data facoltà al difensore, di fiducia ovvero dufficio, di esperire investigazioni difensive con la osservanza delle norme del codice di procedura civile e nel rispetto delle norme deontologiche. Il codice deontologico al riguardo stabilisce: 1)Lo svolgimento di investigazioni difensive deve essere frutto di libera scelta del difensore che deve valutarne lopportunità in rapporto alle esigenze ed obiettivi della difesa 2)il difensore ha il dovere di mantenere il segreto professionale sugli atti delle investigazioni difensive e di conservarne scrupolosamente la relativa documntazione per il tempo necessario per lesercizio della difesa 3)E inoltre fatto divieto allavv di corrispondere, sotto qualsiasi forma, compensi alle persone interpellate ai fini delle investigazioni difensive, salva la facoltà di provvedere al rimborso delle spese documentate RAPPORTI CON I TESTIMONI

14 RAPPORTI CON I MAGISTRATI -I rapporti con i magistrati devono essere improntati alla dignità ed al rispetto che si convengono alle reciproche funzioni -lavv non deve approfittare di eventuali rapporti di amicizia o familiarità con i magistrati per ottenere favori e preferenze ed in ogni caso deve evitare di sottolineare tali rapporti nellesercizio del suo ministero nei confronti o alla presenza di terze persone -Salvo casi particolari, lavv non può discutere del giudizio civile in corso con il giudice incaricato del processo, senza la presenza del legale avversario -Lavv che svolge funzioni di magistrato onorario dele rispettare tutti gli obblighi interenti a tali funzioni e le norme sulle incompatibilità Nei rapporti con arbitri e consulenti tecnici, lavv deve improntare la propria condotta ai criteri di lealtà e corretteza, nel rispetto delle reciproche funzioni RAPPPORTI CON LA CONTROPARTE I MAGISTRATI ED I TERZI RAPPORTI CON ARBITRI E CONSULENTI TECNICI -Lavv chiamato a svolgere funzioni di arbitro deve improntare il proprio comportamento a probità e correttezza, vigilando che il procedimento si svolga con imparzialità ed indipendenza -Non può accettare lincarico di arbitro quando abbia in corso rapporti professionali con una delle parti, ovvero quando una delle parti sia assistita da altro professionista suo socio o associato -In ogni caso deve comunicare tempestivamente alle parti ogni circostanza che possa incidere sulla sua indipendenza. -Deve infatti, al momento dellaccettazione dellincarico dichiarare per iscritto linesistenza di ragioni ostative allassunzione della veste di arbitro. -Lavv, fermo restando il dovere di indipendenza ed imparzialità, deve inoltre mantenere la riservatezza sui fatti di cui venga per ciò a conoscenza, e non deve rendere nota la decisione prima che questa sia formalmente comunicata a tutte le parti DOVE AVV CHE SVOLGE FUNZIONI DI ARBITRO -Lavv, in ragione del segreto professionale, non può essere obbligato a deporre su quanto a sua conoscenza in ragione della propria professione sia nei processi civili che penali -Per quanto possibile, anche se richiesto dal proprio assistito deve astenersi dal deporre come testimonbe su circostanze apprese nellesercizio del proprio mandato difensivo -Ove intenda presentarsi come testimone, dovrò comunque rinunciare la mandato e non potrà riassumerlo TESTIMONIANZA DELLAVV.

15 RAPPORTI CON I TERZI -Nei Rapporti con i terzi, personale ausiliario di giustizia, propri dipendenti ed in genere i terzi con cui venga in contatto nellesercizio della propria professione, lavvocato deve agire con correttezza e rispetto -Dovere che tra laltro, al fine di non comprometterela fiducia dei terzi sulle propria capacità e dignità professionale, si estende anche ai rapporti con i terzi al di fuori dellesercizio della professione forense RAPPPORTI CON LA CONTROPARTE I MAGISTRATI ED I TERZI -Lavv è tenuto ad adempiere regolarmente le obbligazioni assunte nei confronti dei terzi -Linadempimento ad obbligazioni estranee allesercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare, quando, per modalità ogravità, sia tal da compromettere la fudicia nella capacità dellavv di rispettare i propri doveri professionali ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI NEI CONFRONTI DEI TERZI ELEZIONI FORENSI -Lavv che partecipi come candidato o sostenitore alle elezioni forensi deve comportarsi con correttezza, evitando forme di propaganda ed iniziative non consone alla dignità professionale -E vietata ogni forma di propaganda elettorale nella sede di svolgimento delle elezioni e durante le operazioni di voto -Nelle sedi di svolgimento delle elezioni è consentita la sola affissione delle liste elettorali e di manifesti contenenti le regole di svolgiemento delle operazioni di voto NORMA DI CHIUSURA DEL CODICE DEONTOLOGICO Le disposizioni specifiche del codice deontologico costituiscono esemplificazioni dei comportamenti più ricorrenti e non limitano lambito di applicazione dei principi generali espressi

16 1) AVVIO PROCEDIMENTO DICISPLINARE A)Duffico, quando il coa rileva un infrazione disciplinare B)Su domanda di parte, del pm ovvero dello stesso interessato, con presentazione al coa di un esposto, 2) SI ARTICOLA IN QUATTRO FASI 1)Fase preliminare 2)Fase dellapertura del procedimento 3)Fase dellistruttoria con eventuale rinvio a giudizio 4)Fase del dibattimento e decisione PROCEDIMENTO DISCIPLINARE 3) COMPETENZA La competenza spetta: a)al coa dove è iscritto il professionista b)ovvero al coa del luogo in cui è avvenuta la presunta infrazione disciplinare Si stabilisce quale dei due coa è competente in base al criterio della prevenzione, per cui è competente quello tra i coa presso cui per primo è stato deliberata la formale apertura del procedimento disciplinare Vi sono poi alcuni casi particolari che riguardano a)Praticanti avvocati – coa presso cui sono iscritti b)Avvocati stanieri in italia -coa presso cui è avvenuto il fatto c)Avvocati italiani allestero-coa del luogo ove avvocato è iscritto d)Società tra avvocati -coa del luogo ove società è iscritta I conflitti di competenza sono decisi dal cnf

17 1) FASE PRELIMINARE -La fese preliminare è preordinata a consentire al coa una sommaria delibazione sulla rilevanza dellesposto. a) Archiviazione immediata Se lesposto appare manifestamente infondato ed irrilevante sotto il profilo deontologico, il coa delibera limmediata archiviazione b) Preliminare istruzione Se invece emergono profili di rilevanza deontologica, si procede ad una sommaria e preliminare istruzione con la richiesta di chiarimenti e la convocazione per laudizione dellinteressato, allesito della quale può essere disposta larchiviazione ovvero deliberata la fomale apertura del procedimento 2) APERTURA DEL PROCEDIMENTO La delibera di apertura del procedimento deve contenere la formulazione dei capi di incolpazione, con la specifica indicazione delle disposizioni del codice deontologico e dei principi generali violati e lindicazione dei fatti specifici addebitati La delibera deve essere comunicata allinteressato, che da questo momento assume la qualifica di incolpato ed al pubblico ministero Dalla data di comunicazione della delibera ha iniziono il procedimento disciplinare vero e proprio 3) ISTRUTTORIA -Con lapertura del procedimento di da avvio allistruttoria che si compie senza particolari formalità -Vengono quindi raccolte le informazioni ed i documenti necessar, nonché le deduzioni dellincolpato che ha diritto ad essere sentito, anche se è stato convocato prima dellapertura del procedimento a) Revoca apertura procedimento ed archiviazione Se allesito dellistruttoria emerge una diversa prospettazione dei fatti, il coa può deliberare la revoca dellapertura del procedimento e quindi larchiviazione b) Rinvio a giudizio Se invece allesito dellistruttoria i fatti trovano conferma, il coa delibera il rinvio a giudizio dellincolpato, fissando la data per il dibattimento, ed ordinando la notifica della citazione allincolpato con lossrervanza del termine di almeno dieci giorni La citazione a giudzio deve essere notificata anche al pm che può partecipare al dibattimento 4) DIBATTIMENTO Ludienza dibattimentale è presieduta dal presidente del coa, o, in sua assenza, dal consigliere più anziano. Il relatore espone i fatti e le risultanze dellistruttoria. Viene quindi interrogato lincolpato, sono esaminati i testi, menzionati nella citazione a giudizio, i quali, stante la natura del procedimento amministrativo, non sono tenuti a prestare giuramento. Si procede quindi alla discussione ove vengono quindi rassegnate le conclusioni di tutte le parti, con diritto dellincolpato di concludere per ultimo. Decisione Chiusa la discussione il consiglio delibera senza la presnza dellincolpato emettendo la decisione. -Il quorum richiesto per deliberare è quello della maggioranza dei componenti il consiglio -La deliberazione è adottata a maggioranza dei voti ed in caso di parito prevale il voto più favorevole allincolpato -La decisione deve contenere: lindicazione dei consiglieri componenti il collegio giudicante e lattestazione che è stato regolarmente convocato, nome del relatore e dellestensore, capi di incolpazione, esposizione dei fatti e del procedimento motivazione, dispositivo sottoscrizione del presidente e del segretario, oltre alla data di deposito ed alla avvertenza della possibilità di impugnare la decisione con indicazione dei relativi termini -La decisione può concludersi con larchiviazione o con una sanzione disciplinare mentre non può contenere la formula dellassoluzione per insufficienza di prove (se manca la prova certa, lincolpato va assolto) né lòa pronuncia sulle spese -La decisione deve essere notificata entro quindici giorni dalla pubblicazione allinteressato ed al pm e dalla notifica decorre il termine per limpugnazione dinanzi al cnf. La decisione che infligge sanzioni disciplinari diviene esecutiva solo depo il decorso del termine per impugnare dianzi al cnf se non sia stata impugnata SVOLGIMENTO DEL PROCEDIMENTO

18 UNITA DELLA SANZIONE DISCIPLINARE Va premesso che, poiché ciò che rileva è il comportamento complessivo dellincolpato sotto il profilo deontologico, anche quando vi siano più addebiti, la sanzione disciplinare deve essere unica e proporzionata allentità delle infrazioni, tenendo altresì conto delle circostanze di fatto nel cui contesto le infrazioni sono state commesse Sanzioni formali -Sospensione Consiste nellinibizione dallesercizio dellattività professionale per un periodo minimo di due mesi ed massimo di un anno -Cancellazione Consiste nella privazione della possibilità di esercitare la professione per un tempo indeterminato, comportando la perdita del titolo -Radiazione Anchessa consiste nella privazione della possibilità di esercitare la professione per un tempo illimitato, comportando anchessa la perdita del titolo e può essere pronunciata contro che abbia comunque con la sua condotta compromesso la propria reputazione e la dignita della classe forense SANZIONI DISCIPLINARI E SOSPENSIONE CAUTELARE DISTINZIONE SANZIONI FORMALI E SOSTANZIALI Avvertimento Consiste nel richiamo sulla mancanza commessa e nellesortazione a non ricadervi Censura Consiste nella formale dichiarazione del presidente del coa della mancanza commessa e del biasimo incorso Sanzioni formali ESECUZIONE SANZIONI SOSTANZIALI -La lpf stabilisce che i provvedimenti disciplinari contenti sanzioni sostanziali siano comunicati a tutti i coa della repubblica ed alle autorita giudiziarie del distretto cui appartiene il professionista -Decorsi 5 anni dal provvedimento di radiazione, il professionista può chiedere la reiscrizione allalbo, a condizione, ove la radiazione sia derivata da condanna che abbia conseguito la riabilitazione. Norma questa che si ritiene applicabile anche al provvedimento di cancellazione dallalbo SOSPENSIONE CAUTELARE -Si tratta di una misura cautelare che può essere disposta quando il professionista sia stato sottoposto alla misura della prevenzione della sorveglianza speciale ovvero gli sia stato notificato un mandato o ordine di comparizione -Ha natura amministrativa e non è una vera è pèropria sanzione disciplinare sicchè non richiede la formale apertura del procedimento disciplinare, imponendo solo laudizione dellinteressato, e a disfferenza delle sanzioni disciplinari è immediatamente esecutiva -A differenza delle sanzioni disciplinari è immediatamente esecutiva e non soggetto al limite temporale di un anno, come invece la sanzione della sospensione -Competente ad adottare la sospensione cautelare è il coa che ha in custodia lalbo cui è iscritto il professionista, viene adottato con provvedimento che deve essere motivato ed è impugnabile dinanzi al cnf solo sotto il profilo della violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere

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