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03/04/20143 modulo Diletta Calamassi1 ASSISTENZA DI BASE II parte (eliminazione intestinale ed urinaria)

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1 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi1 ASSISTENZA DI BASE II parte (eliminazione intestinale ed urinaria)

2 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi2 LE FECI Sono sostanze di rifiuto derivanti dal metabolismo ed eliminate dallintestino attraverso il retto per mezzo della defecazione. Le feci sono composte dal 65-70% di acqua e dal 25-30% da sostanze solide quali :grassi alimentari non assorbiti, cellule di sfaldamento, sostanze inorganiche, proteine, scorie alimentari non digerite. CARATTERISTICHE DELLE FECI FREQUENZA: varia da individuo ad individuo (1-2 volte al giorno a 1 volta ogni 3 giorni) COLORE: marrone FORMA e CONSISTENZA: soffice, formate cilindriche ODORE: aromatico pungente

3 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi3 ALTERAZIONI QUANTITATIVE E QUALITATIVE DELLE FECI: Feci acoliche: bianche grigie, color argilla (conseguente all assenza di bile per una patologia epatica o ostruzione delle vie biliari) o anche in seguito allassunzione di bario (mezzo di contrasto) Feci con presenza di grasso e muco (steatorrea): indica mal assorbimento dei grassi Feci con sangue rosso vivo: (enterorragia, rettorragia) indicano sanguinamento del tratto gastroenterico inferiore o presenza di emorroidi Feci con sangue rosso scuro (melena): feci picee o nerastre che possono suggerire un sanguinamento del tratto gastroenterico superiore (ulcere gastriche e duodenali, varici esofagee, neoplasie) Feci scure: assunzione di farmaci a base di ferro

4 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi4 ALTERAZIONI DELLA FUNZIONE INTESTINALE DIARREA: alterazione della consistenza, della forma e del colore delle feci che divengono liquide o semiliquide. La frequenza diviene superiore al modello fisiologico (> 3 die) ed il colore normalmente marrone diviene meno intenso. STIPSI: ritenzione del materiale fecale nel tubo digerente per cause anatomiche e/o funzionali che provocano un rallentamento del transito colico INCONTINENZA FECALE e la perdita involontaria delle feci per: abolizione del controllo nervoso della defecazione (esiti di interventi chirurgici in sede anale, patologie che danneggiano il midollo spinale o malattie neurologiche come sclerosi multipla); alterazioni emotive (un improvviso e forte stato di ansia può indurre la perdita del controllo degli sfinteri); alterazioni cognitive (confusione mentale, disorientamento può indurre la perdita dellinibizione sociale che porta a considerare levacuazione come un atto personale e privato).

5 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi5 FECALOMA massa di feci disidratate ed indurite presenti nellampolla rettale provocato da una prolungata ritenzione con conseguente disidratazione e progressivo accumulo. TENESMO RETTALE contrazione spastica involontaria dello sfintere anale che causa dolore, risulta inefficace da un punto di vista funzionale e determina il bisogno impellente di evacuare le feci OCCLUSIONE INTESTINALE si intende larresto completo della progressione del contenuto intestinale solido e gassoso

6 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi6 FLAUTOLENZA accumulo di gas nel tubo digerente dovuto ad aria ingerita (bevande gassate, alterata deglutizione, etc…), cibi ingeriti (fagioli, cavolo, etc…), azione batterica nellintestino crasso DISTENSIONE accumulo di uneccessiva quantità di liquidi e/o di contenuto intestinale e/o di eccessiva flautolenza, causato da ostruzione intestinale, ileo paralitico, infezioni, tumori addominali, rallentamento della peristalsi, anestesia generale, costipazione o fecalomi.

7 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi7 BISOGNO DI ELIMINAZIONE INTESTINALE Influenzato da: FATTORI FISICI Fasi della vita (neonato, bambino, adulto, anziano) Nutrizione, Assunzione di liquidi Ritmi e abitudini personali di vita Immobilità, Posizione del corpo Dolore alla defecazione, Interventi chirurgici Farmaci, Patologie intestinali, Procedure diagnostiche, Derivazioni fecali FATTORI PSICOLOGICI FATTORI SOCIO-CULTURALI

8 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi8 Presidi per leliminazione intestinale Padella Comoda: dispositivo a seduta. Il pz elimina come fosse su un WC Pannolone: può causare macerazioni. Rende difficile la rieducazione

9 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi9 CLISTERE EVACUATIVO: PER ESECUZIONE DEL CLISTERE EVACUATIVO SI INTENDE LINTRODUZIONE NELLULTIMO TRATTO DELLINTESTINO DI UNA DETERMINATA QUANTITA DI LIQUIDO TRAMITE SONDA. E SINONIMO DI ENTEROCLISMA EVACUATIVO PREPARAZIONE PER INTERVENTI CHIRURGICI O ESAMI DIAGNOSTICI MEDICAMENTOSO O TERAPEUTICO DIAGNOSTICO (clisma opaco) SCOPI:

10 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi10 MATERIALE : GUANTI MONOUSO CONTENITORI PER I RIFIUTI SONDA RETTALE SOLUZIONE PRESCRITTA (clisma fleet o clismasac) LUBRIFICANTE PADELLA O COMODA O PANNOLONE (oppure si accompagna in bagno – Tutto questo deve essere concordato prima dellesecuzione del clisma!!) CERATA E TRAVERSA OCCORRENTE PER LIGIENE PERINEALE ESECUZIONE TECNICA INFERMIERE Preparazione utente in posizione di SIMS (decubito Laterale sinistro con gamba destra flessa)

11 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi11 STIMOLAZIONE VAGALE Complicanze enteroclisma SPECIALMENTE PERICOLOSA PER I SOGGETTI CON AFFEZIONI CARDIACHE (SI POSSONO SVILUPPARE ARITMIE) DURANTE LESECUZIONE DELLA TECNICA DA PARTE DELLINFERMIERE, è opportuno che lOSS rilevi linsorgenza di eventuali i segni e sintomi

12 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi12 QUALI ALTRE POSSIBILI COMPLICANZE DEL CLISMA? SQUILIBRI IDROELETTROLITICI TRAUMI TISSUTALI INFIAMMAZIONE DEL RETTO O DEL COLON DIPENDENZA FISICA O PSICHICA

13 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi13 ELIMININAZIONE INTESTINALE: COMPETENZE OSS FAVORIRE LELIMINAZIONE INTESTINALE - collaborazione con linfermiere nellEducazione alla Salute rivolta alla persona e al caregiver (su alimentazione, idratazione, movimento, privacy, rispetto abitudini intestinali…) RILEVAZIONE DELLE CARATTERISTICHE QUALITATIVE E QUANTITATIVE DELLE FECI PRELIEVO DI CAMPIONI DI FECI PER ESAME DIAGNOSTICI COLLABORAZIONE NELLESECUZIONE DEL CLISTERE EVACUATIVO (1. accertamento, 2. preparazione ambiente, 3. preparazione materiale, 4. collaborazione nel posizionamento e nel supporto emotivo della persona, 5. monitorizzazione Parametri Vitali durante lesecuzione del clisma, 6. supporto nellevacuazione, 7. osservazione caratteristiche feci, 8. riordino materiale SOSTITUZIONE SACCA DI RACCOLTA STOMIE INTESTINALI E COLLABORAZIONE NELLEDUCAZIONE TERAPEUTICA (potenziamento/ rinforzo dellintervento educativo infermieristico)

14 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi14 INTERVENTI INFERMIERE-OSS PREVENTIVI: educare la persona ad assumere una corretta dieta ed un adeguato apporto di liquidi, informare sullimportanza dellattività fisica CURATIVI: deambulazione/movimento, accesso alla toilette, garantire la privacy, fornire e spiegare lutilizzo dei sussidi, somministrare enteroclisma, effettuare massaggio addominale, verificare la presenza di fecalomi, etc… RIABILITATIVI: spiegare lutilizzo corretto dei supporti, educare la persona agli esercizi fisici, etc…

15 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi15 RACCOLTA DI CAMPIONI FECI Sintende il prelievo del materiale fecale, in quantità variabile a seconda dellesame da eseguire, allo scopo di ricercare la presenza di elementi anomali (batteri, parassiti, sangue etc).

16 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi16 Le principali indagini diagnostiche effettuate sulle feci sono: CoprocolturaCoprocoltura: esame batteriologico eseguito per la ricerca di microrganismi patogeni parassitologicoEsame parassitologico: esame per la ricerca di parassiti nelle feci chimico – fisicoEsame chimico – fisico: esame per valutare i caratteri e la composizione delle feci (aspetto, consistenza, pH, etc)

17 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi17 Ricerca ossiuri/ Test di Graham oRicerca ossiuri/ Test di Graham o Scotch -Test Scotch -Test: per la ricerca di uova di ossiuri. Per eseguire questa tecnica si applica lo scotch test, al risveglio, prima di curare ligiene. Viene applicato allano un pezzetto di adesivo trasparente di 3-4 cm per circa 1 minuto, poi appena tolto va fatto aderire su un vetrino per poi procedere allinvio in laboratorio. Ricerca sangue occultoRicerca sangue occulto: fornisce informazioni sulla presenza di sangue occulto nascosto non visibile macroscopicamente, potenzialmente proveniente dal tratto gastroenterico e riconducibile quindi a patologie di questo apparato. Di solito è prescritta la raccolta di 3 campioni in quanto il sanguinamento potrebbe essere intermittente.

18 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi18 FASI DI PREPARAZIONE COMUNI A TUTTE LE RACCOLTE DI CAMPIONI BIOLOGICI Fase preliminare Verifica della prescrizione/pianificazione infermieristica (giusta persona ecc. Accertamento del livello di autonomia della persona) Preparazione delloperatore Loperatore deve curare in modo particolare ligiene e la tenuta della propria divisa, effettuare il lavaggio delle mani con detergente, indossare i DPI raccomandati in base alla tecnica da eseguire. Preparazione dellutente Informare la persona sulla tecnica che eseguiremo; Compatibilmente al livello di stabilità/instabilità clinica della persona aiutarla ad assumere una posizione idonea alla raccolta da eseguire. Preparazione dellambiente Predisporre lambiente in base alla tecnica da eseguire, ponendo particolare attenzione alla sicurezza, alligiene, al comfort alberghiero/ambientale, al microclima, alla privacy

19 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi19 COPROCULTURA SCOPO La coprocoltura è un esame batteriologico che viene eseguito per la ricerca di microrganismi patogeni. La Salmonella è uno dei batteri più comunemente diffusi come origine di una tossinfezione alimentare. Si trova negli intestini di rettili, uccelli e mammiferi.

20 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi20 Sono oltre duemila le specie di Salmonella che possono trovarsi nel tratto intestinale delluomo o degli animali sia come commensali che come patogeni. Alcune Salmonelle sono a circolazione esclusivamente umana altre hanno uno spettro di ospiti più largo (includenti numerose specie di animali)

21 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi21 Nelluomo la Salmonellosi ha un tempo di incubazione variabile (tra le 12 e le 72 ore). I sintomi possono essere diarrea, vomito e crampi addominali, in soggetti immuno-depressi può causare condizioni anche molto serie (si può arrivare a morte per disidratazione e insufficienza renale).

22 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi22 Le fonti di contagio sono rappresentate dallingestione di alimenti contaminati (prevalentemente carne e uova non cotte o poco cotte) e dal contatto con persone infette (trasmissione oro-fecale)

23 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi23 MATERIALE OCCORRENTE : Guanti monouso non sterili Contenitore sterile per feci con paletta Padella Comoda Vaso di raccolta, catino, altro contenitore Telo Occorrente per ligiene perineale Paravento

24 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi24 TECNICA Informare la persona; Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare i guanti monouso; Istruire la persona a non defecare nel W.C.; Fornire la padella, la comoda, vaso di raccolta, o altro contenitore, asciutti e puliti; Istruire la persona a non urinare mentre defeca (eventualmente farla urinare prima ed in un altra padella); Al termine della defecazione coprire con il telo la comoda o la padella;

25 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi25 Eseguire ligiene perineale della persona con una padella pulita; Ritirare lausilio e recarsi in un locale apposito; Immergere la spatola allinterno della massa fecale prelevando un campione con movimenti rotatori Raccogliere una quantità di feci pari ad una noce se le feci sono formate; Riempire il contenitore per un terzo del volume se le feci sono liquide; I/Il campioni/e raccolti devono essere consegnati giorno per giorno

26 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi26 Chiudere accuratamente il contenitore; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica lavvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sulletichetta (nome della persona, data di nascita, nome dellesame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

27 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi27 VALUTAZIONE DEL RISULTATO Le feci devono essere state raccolte senza essere contaminate. Dopo aver eseguito la tecnica riposizionare confortevolmente la persona avendo cura di avvicinare il sistema di chiamata. Dopo aver eseguito la tecnica riordinare il materiale e rifornire il carrello usato. Dopo aver eseguito la tecnica smaltire i presidi non riutilizzabili secondo la normativa vigente. Dopo aver eseguito la tecnica comunicare allinfermiera o lostetrica e annotare, con i sistemi in uso, quanto rilevato in particolare per quanto riguarda la collaborazione della persona, le caratteristiche macroscopiche quanti -qualitative (elementi anomali dei campioni raccolti).

28 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi28 Esame parassitologico SCOPO Lesame parassitologico delle feci viene eseguito per la ricerca di parassiti intestinali. Alcuni vermi adulti possono sopravvivere nel corpo umano fino a 25 anni e raggiungere una lunghezza di 30 metri, come nel caso della tenia. Linfezione da verme solitario o tenia, si verifica generalmente quando si mangia cibo o si beve acqua contaminata con le uova o le larve della tenia

29 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi29 Tra le cause di rischio maggiori la carne poco cotta, prevalentemente di maiale e bovino, frutta e verdura non lavata, sulle quali possono essere presenti le uova o le larve del parassita fuoriuscite dagli animali infetti attraverso le feci.

30 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi30 Sebbene la presenza della tenia in molti casi è silenziosa e discreta, possono comparire alcune manifestazioni sintomatiche. Tra queste un indizio evidente è la presenza di porzioni della tenia adulta nelle feci, solitamente nella forma di sezioni biancastre lunghe non più di tre-quattro centimetri e larghe non più di mezzo centimetro, le proglottidi. Tra gli altri sintomi si possono avere nausea, debolezza e perdita di appetito. Sovente possono occorrere dolori addominali e diarrea. Una manifestazione evidente è la perdita di peso costante, dovuta al fatto che la tenia assorbe nellintestino le sostanze nutritive destinate allorganismo.

31 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi31 MATERIALE OCCORRENTE Guanti monouso non sterili; Contenitore per feci con paletta e liquido di fissaggio allinterno; Padella; Comoda; Vaso di raccolta, catino, altro contenitore, Telo; Occorrente per ligiene perineale; Paravento.

32 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi32 TECNICA Informare la persona; Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare i guanti monouso; Istruire la persona a non defecare nel W.C.; Fornire la padella, la comoda, vaso di raccolta, o altro contenitore, asciutti e puliti Istruire la persona a non urinare mentre defeca (eventualmente farla urinare prima ed in unaltra padella); Al termine della defecazione coprire con il telo la comoda o la padella; Eseguire ligiene perineale della persona con una padella pulita; Ritirare lausilio e recarsi in un locale apposito;

33 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi33 Immergere la spatola allinterno della massa fecale prelevando un campione con movimenti rotatori in punti diversi sulle emissioni mattutine raccogliendo eventualmente le feci con parassiti visibili. I campioni raccolti devono essere consegnati giorno per giorno; Raccogliere una quantità di feci pari ad una noce se le feci sono formate; Riempire il contenitore per un terzo del volume se le feci sono liquide; Chiudere accuratamente il contenitore; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica lavvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sulletichetta (nome della persona, data di nascita, nome dellesame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

34 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi34 VALUTAZIONE DEL RISULTATO. Dopo aver eseguito la tecnica riposizionare confortevolmente la persona avendo cura di avvicinare il sistema di chiamata. Riordino dei materiali Dopo aver eseguito la tecnica riordinare il materiale e rifornire il carrello usato. Dopo aver eseguito la tecnica smaltire i presidi non riutilizzabili secondo la normativa vigente. Dopo aver eseguito la tecnica comunicare allinfermiera o lostetrica e annotare, con i sistemi in uso, quanto rilevato in particolare per quanto riguarda la collaborazione della persona, le caratteristiche macroscopiche quanti-qualitative o elementi anomali dei campioni raccolti.

35 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi35 Esame CHIMICO-FISICO SCOPO Lesame chimico – fisico viene effettuato per valutare i caratteri e la composizione delle feci: aspetto, consistenza, pH, grassi, ecc. MATERIALE Guanti monouso non sterili; Contenitore per feci con paletta (per questo esame non occorre sterile); Padella; Comoda; Vaso di raccolta / catino o altro contenitore, Telo; Occorrente per ligiene perineale; Paravento.

36 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi36 TECNICA Informare la persona; Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare i guanti monouso; Istruire la persona a non defecare nel W.C.; Fornire la padella, la comoda, vaso di raccolta, o altro contenitore, asciutti e puliti Istruire la persona a non urinare mentre defeca (eventualmente farla urinare prima ed in unaltra padella); Al termine della defecazione coprire con il telo la comoda o la padella; Eseguire ligiene perineale della persona con una padella pulita; Ritirare lausilio e recarsi in un locale apposito; Immergere la spatola allinterno della massa fecale prelevando un campione; Raccogliere una quantità di feci pari ad una noce se le feci sono formate;

37 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi37 Riempire il contenitore per un terzo del volume se le feci sono liquide; Chiudere accuratamente il contenitore; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica l avvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sull etichetta (nome della persona, data di nascita, nome dell esame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

38 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi38 TEST DI GRAHAM o scotch test (ricerca di ossiuri) L ossiuro è un piccolo vermicello bianco - trasparente di circa 1 cm, detto Enterobius vermicularis, che vive nell intestino umano. Ha l aspetto di un piccolo filamento bianco, sottile, mobile. Si possono vedere nella zona anale o tra le natiche; nelle bambine si possono trovare anche nella zona vulvare, tra le piccole e grandi labbra. Raramente si vedono nelle scariche. La femmina migra nella regione perianale (di solito di notte) e deposita le uova. I movimenti del verme femmina e la sostanza gelatinosa in cui deposita le uova causano prurito anale.

39 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi39 MATERIALE Guanti monouso non sterili; Scotch trasparente; Vetrino porta oggetti; Abbassalingua; Paravento.

40 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi40 TECNICA Al mattino far urinare la persona senza lavare la zona anale; Tagliare con una forbice tre pezzetti di nastro adesivo della lunghezza di un vetrino portaoggetti (3 - 4 cm.); Porre il nastro adesivo sull estremit à di un abbassalingua avendo cura che la parte adesiva sia posizionata all esterno; Indossare guanti monouso; Tenere ben fermo il nastro adesivo sull abbassalingua; Premere la parte adesiva del nastro per alcuni secondi contro diversi punti della regione perianale senza toccare la parte con il collante; Applicare il nastro adesivo sul vetrino evitando la formazione di bolle d aria; Premere delicatamente in modo da far ben aderire il nastro sul vetrino e mettere il tutto nell apposito astuccio porta vetrini;

41 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi41 RICERCA DI SANGUE OCCULTO La raccolta delle feci per la ricerca del sangue occulto viene effettuata per evidenziare una microscopica perdita ematica non visibili ad occhio nudo. La ricerca del sangue occulto nelle feci è un esame che andrebbe effettuato ogni anno, da uomini e donne a partire dai 50 anni, allo scopo di individuare precocemente la presenza di un tumore intestinale. La ricerca del sangue occulto nelle feci va eseguito per evidenziare un eventuale perdita di sangue a carico dell'apparato gastro-intestinale. Quando i valori sono positivi, il paziente potrebbe essere affetto da ulcera duodenale e/o gastrica, varici esofagee, carcinoma dell'apparato gastro- intestinale, polipi dell'apparato gastro-intestinale, colite ulcerosa. Possono verificarsi falsi positivi e falsi negativi

42 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi42 Preparazione dell utente Informare la persona sulla tecnica che eseguiremo. Nei tre giorni precedenti l esame la persona deve spazzolarsi i denti con delicatezza, per evitare di provocare sanguinamento delle gengive. In alcuni laboratori, con gli strumenti per il test di ultima generazione, non è pi ù necessario effettuare una particolare dieta alimentare, in quanto si evidenzia direttamente l emoglobina umana.

43 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi43 MATERIALE Guanti monouso non sterili; Provetta in uso per la ricerca del sangue occulto; Padella; Comoda; Vaso di raccolta, catino, altro contenitore, ecc; Telo; Occorrente per l igiene perineale; Paravento.

44 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi44 TECNICA Informare la persona; Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare i guanti monouso; Istruire la persona a non defecare nel W.C.; Fornire la padella, la comoda, vaso di raccolta, o altro contenitore, asciutti e puliti Istruire la persona a non urinare mentre defeca (eventualmente farla urinare prima ed in un altra padella); Al termine della defecazione coprire con il telo la comoda o la padella; Eseguire l igiene perineale della persona con una padella pulita; Ritirare l ausilio e recarsi in un locale apposito Immergere l asticella all interno della massa fecale, in punti diversi

45 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi45 Chiudere accuratamente il contenitore; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica l avvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sull etichetta (nome della persona, data di nascita, nome dell esame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

46 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi46 Le urine/caratteristiche chimico- fisiche Limpida Colore: giallo paglierino Peso specifico: NO PROTEINE NO GLUCOSIO NO CHETONI (in condizioni caratterizzate da un esaltato catabolismo di acidi grassi liberi in presenza di una ridotta disponibilità di glucosio – presenti in caso di digiuno particolarmente prolungato, gravidanza, ustioni, interventi chirurgici …)

47 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi47 Le urine/alterazioni della composizione Urine scure: urine concentrate Urine rosse: presenza di sangue ( ematuria ): (infezioni, traumi, tumori) Altri colori: mezzi di contrasto, blu di metilene… Urine torbide: es. presenza di pus ( piuria ) Urine miste a gas: pneumaturia

48 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi48 Le urine/quantità Diuresi: quantità di urina eliminata nelle 24 h ( mL) Alterazioni quantitative della diuresi: Poliuria: aumento diuresi (>2000 mL/die) Oliguria: diuresi inferiore a mL/die Anuria: diuresi prossima agli 0 mL/die Nicturia: necessità di urinare spesso durante la notte

49 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi49 Disturbi della minzione Disuria: il pz fatica ad iniziare la minzione Pollachiuria: minzioni frequenti di piccole quantità Stranguria: minzione dolorosa Ritenzione urinaria: le urine vengono prodotte, ma non eliminate allesterno Residuo vescicale: urina che resta in vescica dopo la minzione (es. pz prostatico) Ematuria: sangue nelle urine Incontinenza urinaria: da stress, urgenza, da rigurgito… Enuresi: perdita involontaria di urine nei vestiti o nel letto Tenesmo: stimolo impellente alla minzione, non seguito da emissione di urine

50 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi50 Presidi per leliminazione urinaria Condom (guaine per lincontinenza maschile): può dare origine a problemi circolatori o a macerazione cutanea Pappagallo (storta) Padella Pannolone Catetere vescicale (CV): estemporaneo o permanente. Il catetere è abbinato a un presidio di raccolta delle urine

51 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi51 La raccolta di campioni di urine Esame chimico fisico delle urine Urinocultura Esame citologico delle urine Esame multistick Raccolta urine delle 24 ore

52 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi52 Esame chimico fisico delle urine: Raccolta dellurina fresca da mitto spontaneo (persona allettata) Raccogliere lurina della prima minzione del mattino Dopo unaccurata igiene dei genitali esterni ed interni; Indossare i guanti monouso non sterili; Posizionare il telino salva letto; Fornire alla persona la padella o il pappagallo e un bicchiere di plastica; Invitare la persona ad urinare (nella padella o nel pappagallo) lasciando scorrere il primo mitto; Invitare la persona a raccogliere il mitto intermedio nel bicchiere di plastica; Ritirare gli ausili, coperti con un telo e recarsi in un locale apposito; Prelevare con la siringa una quantità rappresentativa dellurina raccolta nel bicchiere di plastica e riempire la provetta; Chiudere accuratamente la provetta; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica lavvenuta esecuzione della raccolta;

53 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi53 Verificare la correttezza dei dati sulletichetta (nome della persona, data di nascita,data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

54 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi54 Raccolta dellurina fresca da drenaggio a circuito chiuso preparazione del materiale occorrente Guanti monouso non sterili; Provetta per lurina; Padella, pappagallo, bicchiere di plastica; Siringa sterile da 20 ml; Bacinella reniforme; Pinza autostatica; Telino salva letto; Garze sterili. preparazione dellambiente predisporre lambiente in base alla tecnica da eseguire, ponendo particolare attenzione alla sicurezza, alligiene, al comfort alberghiero/ambientale, al microclima, alla privacy.

55 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi55 Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare guanti monouso non sterili; Posizionare il telino salva letto; Clampare con la pinza il tubo di raccordo della sacca, al di sotto del dispositivo di gomma perforabile per almeno 1h; Disinfettare il dispositivo di gomma perforabile; Con una siringa da 20 ml prelevare un campione rappresentativo di urina presente nel lume del catetere; Togliere la pinza dal tubo di raccordo della sacca; Ritirare gli ausili, coperti con un telo e recarsi in un locale apposito; Inserire una quantità rappresentativa dellurina raccolta con la siringa nella provetta; Chiudere accuratamente la provetta; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente;

56 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi56 Registrare sulla documentazione infermieristica lavvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sulletichetta ( nome della persona, data di nascita, nome dellesame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

57 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi57 Riposizionamento della persona Dopo aver eseguito la tecnica riposizionare confortevolmente la persona avendo cura di avvicinare il sistema di chiamata. Riordino dei materiali Dopo aver eseguito la tecnica riordinare il materiale e rifornire il carrello usato. Smaltimento Dopo aver eseguito la tecnica smaltire i presidi non riutilizzabili secondo la normativa vigente. Comunicazioni Dopo aver eseguito la tecnica comunicare allinfermiera o lostetrica e annotare con i sistemi in uso quanto rilevato in particolare per quanto riguarda la collaborazione della persona, le caratteristiche macroscopiche quanti-qualitative o elementi anomali dei campioni raccolti.

58 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi58 Sede Amministrativa e Polo Didattico V. Oberdan, 13/ Spicchio/Sovigliana (Fi) Tel Fax Raccolta dellurina per URINOCULTURA Per urinocoltura si intende la raccolta di un campione di urina in modo asettico in un contenitore sterile per la ricerca di eventuali microrganismi e lallestimento di un antibiogramma in modo tale da poter avere dati precisi sulla terapia antibiotica da seguire. preparazione dellutente Informare la persona sulla tecnica che eseguiremo; Compatibilmente al livello di stabilità/instabilità clinica della persona aiutarla ad assumere una posizione idonea alla raccolta da eseguire; Far eseguire o eseguire unACCURATA igiene dei genitali.

59 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi59 IGIENE INTIMA Lavarsi le mani con detergente; Indossare i guanti; Con una mano allargare leggermente le grandi labbra della vagina; Lavare i genitali esterni ed interni, lorifizio delluretra con acqua e sapone ( no disinfettanti ); Asciugare con panno pulito.

60 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi60 IGIENE INTIMA Lavarsi le mani con detergente; Indossare i guanti; Ritrarre il prepuzio in modo da scoprire il glande; Lavare la punta del glande e il meato uretrale da dove fuoriesce lurina con acqua e sapone (no disinfettanti ); Asciugare con panno pulito.

61 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi61 Raccolta dellurina per urinocoltura da drenaggio a circuito chiuso preparazione del materiale occorrente Guanti monouso non sterili; Contenitore sterile per urina; Padella, pappagallo; Siringa sterile da 20 ml; Bacinella reniforme; Pinza autostatica; Telino salva letto; Garze sterili. preparazione dellambiente predisporre lambiente in base alla tecnica da eseguire, ponendo particolare attenzione alla sicurezza, alligiene, al comfort alberghiero/ambientale, al microclima, alla privacy.

62 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi62 Raccogliere lurina della prima minzione del mattino Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare guanti monouso non sterili; Posizionare il telino salva letto; Clampare con la pinza il tubo di raccordo della sacca, al di sotto del dispositivo di gomma perforabile per almeno 1h; Disinfettare il dispositivo di gomma perforabile; Aprire asetticamente il contenitore sterile delle urine ricordandosi di appoggiare il tappo del contenitore con la parte interna rivolta verso lalto sopra un piano precedentemente sanificato; Con una siringa sterile da 20 ml prelevare un campione rappresentativo di urina presente nel lume del catetere; Rispettando le norme di asepsi inserire nel contenitore sterile il campione di urine prelevato; Chiudere accuratamente il contenitore;

63 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi63 Togliere la pinza autostatica dal tubo di raccordo della sacca; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica lavvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sulletichetta ( nome della persona, data di nascita, nome dellesame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

64 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi64 Raccolta dellurina per urinocoltura da mitto spontaneo (persona allettata) Raccogliere lurina della prima minzione del mattino Dopo unACCURATA igiene dei genitali esterni ed interni; Indossare i guanti monouso non sterili; Posizionare il telino salva letto; Fornire alla persona la padella; Fornire alla persona il contenitore sterile dellurina aperto asetticamente e ricordandosi di appoggiare il tappo del contenitore con la parte interna rivolta verso lalto sopra un piano precedentemente sanificato; Invitare la persona a divaricare le grandi labbra durante la minzione lasciando scorrere il primo mitto nella padella; Invitare la persona a raccogliere il mitto intermedio nel contenitore sterile, non più di 10 – 15 ml evitando di contaminare il bordo del contenitore con le dita o con la cute;

65 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi65 Chiudere accuratamente il contenitore; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica lavvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sulletichetta ( nome della persona, data di nascita, nome dellesame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

66 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi66 Riposizionamento della persona Dopo aver eseguito la tecnica riposizionare confortevolmente la persona avendo cura di avvicinare il sistema di chiamata. Riordino dei materiali Dopo aver eseguito la tecnica riordinare il materiale e rifornire il carrello usato. Smaltimento Dopo aver eseguito la tecnica smaltire i presidi non riutilizzabili secondo la normativa vigente. Comunicazioni Dopo aver eseguito la tecnica comunicare allinfermiera o lostetrica e annotare, con i sistemi in uso, quanto rilevato in particolare per quanto riguarda la collaborazione della persona, le caratteristiche macroscopiche quanti-qualitative o elementi anomali dei campioni raccolti.

67 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi67 Raccolta dellurina delle 24 ore

68 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi68 Raccolta dellurina delle 24 ore Per la raccolta di un campione temporizzato di urina, si intende il monitoraggio della quantità di urina emessa nelle 24 ore per determinare il dosaggio di eventuali sostanze presenti in rapporto alla diuresi. Alcuni esami che si possono effettuare con la raccolta delle urine delle 24 ore sono: Clearance della creatinina, Glicosuria, Proteinuria, Fosfaturia

69 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi69 Sede Amministrativa e Polo Didattico V. Oberdan, 13/ Spicchio/Sovigliana (Fi) Tel Fax La clearance della creatinina La creatinina è una proteina che si trova nei muscoli scheletrici ed ha la funzione di immagazzinare energia. La creatinina è un prodotto di scarto che deriva dal muscolo e viene riversato nel sangue. Essa viene filtrata dai reni ed è poi eliminata dal corpo attraverso le urine. Per questo la creatinina è usata come indice della funzionalità renale: infatti se i suoi livelli nel sangue aumentano, significa che i reni non riescono a farla passare nelle urine e quindi non svolgono bene il loro lavoro.

70 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi70 Raccolta dellurina delle 24 ore da mitto spontaneo La preparazione del materiale occorrente Guanti monouso non sterili; Contenitore per lurina della capacità di almeno 2l; Siringa sterile da 20 ml; Provetta per urina; Bacinella reniforme. La preparazione dellambiente Compatibilmente al livello di stabilità/instabilità clinica della persona, predisporre lambiente in base alla tecnica da eseguire, ponendo particolare attenzione alla sicurezza, alligiene, al comfort alberghiero/ambientale, al microclima, alla privacy.

71 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi71 Informare la persona; Definire lorario dinizio della raccolta; Istruire la persona sullimportanza di raccogliere tutte le urine emesse nelle 24 ore; Invitare la persona a urinare fino a completo svuotamento della vescica prima di iniziare la raccolta (gettare la prima minzione del mattino); Segnare lora dinizio della raccolta e quella prevista per il termine della medesima; Se accidentalmente durante levacuazione lurina va nel wc la raccolta deve essere interrotta; Raccogliere per ultima la minzione del mattino successivo allinizio della raccolta in quanto sono le urine prodotte durante la notte della raccolta stessa; Conservare il contenitore in un luogo fresco e adatto; Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare guanti monouso non sterili;

72 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi72 Al termine delle 24 ore miscelare le urine del contenitore; Con una siringa sterile da 20 ml prelevare un campione rappresentativo di urina presente nel contenitore; Rispettando le norme di asepsi inserire nella provetta il campione di urina prelevato; Chiudere accuratamente la provetta; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica lavvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sulletichetta (nome della persona, data di nascita, nome dellesame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

73 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi73 Raccolta dellurina delle 24 ore ( campione temporizzato) da catetere vescicale Informare la persona; Definire lorario dinizio della raccolta; Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare guanti monouso non sterili; Allora fissata per linizio della raccolta; Aprire il rubinetto del sacchetto di drenaggio delle urine e svuotarlo nellapposito contenitore; Richiudere il rubinetto; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Allora fissata per il termine della raccolta; effettuare il lavaggio delle mani con detergente; indossare guanti monouso non sterili; aprire il rubinetto del sacchetto di drenaggio delle urine e svuotarlo nellapposito contenitore;

74 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi74 Miscelare le urine del contenitore; Con una siringa sterile da 20 ml prelevare un campione rappresentativo di urina; Rispettando le norme di asepsi inserire nella provetta il campione di urina prelevato; Chiudere accuratamente la provetta; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica lavvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sulletichetta (nome della persona, data di nascita, nome dellesame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza) RICORDARSI DI SCRIVERE LA QUANTITA TOTALE DELLE URINE DELLE 24 ORE; Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

75 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi75 Esame dellurina multistick

76 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi76 La preparazione del materiale occorrente Strisce reagenti; Bicchiere di plastica; Guanti monouso non sterili. La preparazione dellambiente predisporre lambiente in base alla tecnica da eseguire, ponendo particolare attenzione alla sicurezza, alligiene, al comfort alberghiero/ambientale, al microclima, alla privacy.

77 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi77 Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare guanti monouso non sterili; Invitare la persona ad urinare nel bicchiere di plastica; Immergere la striscia reattiva nellurina per il tempo raccomandato; Estrarre la striscia reattiva e controllare la colorazione; Il ph; Il glucosio; Le proteine; Il peso specifico; Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente.

78 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi78 Esame citologico dellurina Lesame citologico dellurina consente di evidenziare la presenza di cellule atipiche (es. Tumorali ).

79 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi79 La preparazione del materiale occorrente Contenitori per urina non sterili; Guanti monouso non sterili. La preparazione dellambiente Compatibilmente al livello di stabilità/instabilità clinica della persona, predisporre lambiente in base alla tecnica da eseguire, ponendo particolare attenzione alla sicurezza, alligiene, al comfort alberghiero/ambientale, al microclima, alla privacy. La tecnica Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Indossare guanti monouso non sterili; Invitare la persona ad urinare nel contenitore per urina; Raccogliere il campione di urina per tre mattine consecutive;

80 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi80 Togliersi i guanti; Lavarsi le mani con detergente; Registrare sulla documentazione infermieristica lavvenuta esecuzione della raccolta; Verificare la correttezza dei dati sulletichetta (nome della persona, data di nascita, nome dellesame, data di raccolta, nome del reparto di appartenenza); Inviare il campione in laboratorio corredato da apposita richiesta compilata in ogni sua parte.

81 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi81 Vie di eliminazione urinaria non fisiologiche Deviazione urinaria (UCS: uretero-cutaneo-stomia): gli ureteri vengono abboccati alla cute (Si ha una sacca di raccolta delle urine simile a quella usata nelle colostomie) Epicistostomia

82 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi82 Epicistostomia

83 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi83 Deviazione urinaria

84 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi84 Presidi per la eliminazione Pannolone Catetere vescicale (CV): estemporaneo o permanente. Il catetere è abbinato a un presidio di raccolta delle urine

85 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi85 Catetere vescicale

86 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi86 Gestione circuito CV-sacca

87 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi87 STOMIE INTESTINALI E URINARIE La stomia è il risultato di un intervento mediante il quale viene creata un apertura (stoma) sulla parete addominale, che raccorda un tratto di intestino (o gli ureteri) all esterno. Le condizioni cliniche che rendono necessario il confezionamento chirurgico di una stomia, che può essere temporanea o definitiva, sono molte ed eterogenee, le principali cause sono le seguenti:

88 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi88 STOMIE A livello urinario si possono collegare all esterno: Il rene Nefrostomia; L uretere Ureterostomia; La vescica Cistostomia. A livello intestinale le stomie si differenziano a seconda della porzione di intestino che viene interrotto e abboccato alla cute: Cieco; La stomia viene confezionata a livello dell intestino cieco, sulla regione destra dell addome. ( pi ù rara) Colon; La stomia viene confezionata a livello del colon e, a seconda della parte che viene abboccata all intestino si avr à : Colonstomia sul traverso; Colonstomia discendente o sinistra Ileo; L intestino ileo viene fissato alla parete addominale nella regione inferiore destra.

89 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi89 Ano artificiale Ileostomia: lileo viene abboccato. Feci molto liquide ed aggressive per la cute Ciecostomia: il cieco viene abboccato. Feci molto liquide ed aggressive per la cute Trasversostomia Colostomia: il colon viene abboccato alla cute. A seconda della posizione, le feci avranno consistenza diversa (più formate se lo stoma è più vicino alla fine del colon) Sigmoidostomia

90 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi90 ColonstomieUrostomie Rettocolite ulcerosaTraumi addominali Morbo di crohnTumori Traumi addominali Tumori

91 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi91 Ano artificiale

92 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi92 La stomia è priva di sfintere, del muscolo in grado di dilatarsi o stringersi, pertanto, questo intervento, provocando limpossibilità del controllo volontario delle eliminazioni, rende necessario limpiego di dispositivi di raccolta delle feci e delle urine. I sistemi stomali sono quei sistemi che consentono la raccolta delle feci o delle urine e che sono applicati alla cute del paziente. I sistemi stomali si dividono in sistemi ad un pezzo e sistemi a due pezzi. Sistema monopezzo: la sacca presenta una placca adesiva forata da applicare alla cute peristomale Sistema a due pezzi: placca adesiva distinta da sacca di raccolta. Sostituibili indipendentemente luna dallaltra

93 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi93 Sistema a un pezzo Il sistema a un pezzo è un dispositivo di raccolta per stomizzati particolarmente semplice, completo e funzionale. Il sistema adesivo è rappresentato da un anello in materiale sintetico incorporato nel sacchetto attorno alla bocca stomale, che può essere di differenti misure a seconda delle dimensioni dello stoma. La superficie adesiva è ridotta al minimo essenziale e le caratteristiche di flessibilit à, adattabilit à e traspirabilit à del materiale che compone l anello di supporto consentono il massimo rispetto della pelle anche in caso di frequenti cambi.

94 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi94 Sistema a due pezzi Il sistema a due pezzi è un dispositivo di raccolta per stomizzato, dotato di un meccanismo di chiusura a flangia. Il sistema adesivo è rappresentato da una placca di materiale sintetico sulla quale è incorporato un anello semirigido che si aggancia ad un analoga struttura localizzata attorno alla bocca della sacca. Questo sistema viene utilizzato con buoni risultati pratici sia nella fase post-operatoria immediata che in quella a distanza in presenza di una cute peristomale particolarmente sensibile e qualora siano necessari frequenti ricambi anche durante la stessa giornata. La placca, che resta in sede anche per alcuni giorni, evita il traumatismo diretto della cute che in questo modo è correttamente protetta.

95 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi95 Assistenza al paziente con enterostomia

96 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi96 Le sacche si distinguono ancora in sacche a fondo aperto e sacche a fondo chiuso. Le prime sono utilizzate quando si devono raccogliere sostanze liquide che si accumulano frequentemente e che devono essere scaricate di volta in volta. È il caso delle iliostomie e delle deviazioni urinarie. Le seconde sono utilizzate dove le feci sono pi ù solide, le scariche meno frequenti e pertanto non si richiede un frequente ricambio.

97 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi97 IGIENE DELLO STOMA La preparazione del materiale occorrente Paravento; Misuratore per stomia; Forbici con punta arrotondata; Guanti monouso non sterili; Carta igienica, compresse di tessuto non tessuto, ovatta di cotone; Sapone liquido; Bacinella; Dispenser; Salviette; Bacinella reniforme; Brocca; Telo protezione – telo impermeabile; Telo di cotone morbido; Una nuova sacca; Un sacco portarifiuti. Crema di protezione per la cute peristomale

98 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi98 La tecnica Cambio sacca di raccolta a due pezzi Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Informare la persona; Indossare i guanti; Posizionare confortevolmente la persona con un telo di protezione; Rimuovere delicatamente la sacca usata dal bordo superiore per evitare perdite, e se necessario, cambiare la placca protettiva (alzare la parte superiore della placca e con un tampone di garza inumidito con acqua calda, tendere la cute e rimuovere delicatamente la placca); Osservare la quantit à e l aspetto delle feci; Smaltire la sacca usata secondo la normativa vigente ;

99 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi99 La tecnica Cambio sacca di raccolta a due pezzi Rimuovere i residui di feci dalla stomia con carta igienica; Inumidire le compresse di tessuto non tessuto o un panno con acqua a temperatura corporea (circa 37° ), versando sopra le compresse o l ovatta di cotone, l acqua della brocca e raccogliendo quella in eccesso nella bacinella; Pulire la stomia, utilizzando ogni pezzo di compressa o di ovatta per un solo passaggio dalla zona pi ù pulita a quella pi ù sporca raccogliendo l acqua in eccesso con la bacinella reniforme posizionata sotto la stomia; Utilizzando la stessa tecnica, pulire la cute peristomale con acqua e sapone liquido e risciacquarla; Asciugare accuratamente la cute tamponando con un telo di cotone di tessuto morbido;

100 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi100 Dopo aver eseguito la pulizia della stomia, con il misuratore, rilevare il diametro della stomia e tracciare sulla carta che ricopre il lato adesivo della placca un cerchio di diametro corrispondente alla misura rilevata. Ritagliare sulla placca un foro leggermente più grande del cerchio tracciato. Applicare la placca protettiva, se la persona è collaborante chiedere di contrarre laddome, pressare intorno alla stomia, tendendo bene la cute sottostante per evitare la formazione di pieghe; Applicare la crema protettiva alla cute peristomale; Applicare il sacchetto di raccolta sulla placca con lapposito sistema a ghiera; Rimuovere il telo di protezione; Togliersi i guanti ; Effettuare il lavaggio delle mani con detergente; Aerare la stanza di degenza.

101 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi101 Assistenza al paziente con enterostomia OCCHIO ALLE COMPLICANZE Sanguinamento Ematoma

102 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi102 OCCHIO ALLE COMPLICANZE! Edema Necrosi: dello stoma o peristomale

103 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi103 Assistenza al paziente con enterostomia Lintervento educativo alla gestione della stomia inizia il prima possibile Importanza della dieta! Importanza delligiene della stomia! Importanza supporto psicologico (difficoltà di accettazione, modifica nella percezione del proprio corpo)

104 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi104 Accertamento/eliminazione Dati relativi alla persona: Mucose/cute idratate Presenza dispositivi di eliminazione urinaria Presidi per evacuazione Caratteristiche prodotti della eliminazione Dati relativi allambiente: Locali puliti Orari eliminazione consoni alle abitudini del pz Privacy Dati soggettivi: Abitudini del paziente Sua conoscenza di ambiente e presidi

105 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi105 Interventi eliminazione/sostituzione Urine: Cateterismo vescicale, dialisi, trapianto renale, int. Chirurgico Feci: Intervento chirurgico Svuotamento meccanico

106 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi106 Interventi eliminazione/integrazione Igiene e monitoraggio tessuti cutanei Gestione dev. urinaria Feci: Igiene e monitoraggio tessuti cutanei Urine: Gestione dev. intestinale

107 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi107 Interventi eliminazione/integrazione È particolarmente importante il mantenimento delligiene della cute: Attenzione a: - macerazione - arrossamenti

108 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi108 Interventi eliminazione/integrazione Garantire sempre il rispetto della privacy del paziente

109 03/04/20143 modulo Diletta Calamassi109 Bibliografia Cavicchioli A, Casson P, Morello M, Pomes A,. Zanella G, Manuale per loperatore Socio-Sanitario III ed., CEA, Milano, 2007 Patrizia Albinelli, Katiuscia Cottafavi, Paola Ferri, un manuale per la didattica di laboratorio clinico LInfermiere tra teoria e prassi, un manuale per la didattica di laboratorio clinico, Athena,Modena, 2008 Panizzi R., Manuale dellOperatore Socio Sanitario per la formazione di base e complementare, II Edizione, Piccin, 2010, Padova


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