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Storia Economica Corso anno accademico 2001-2002 (seconda parte)

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Presentazione sul tema: "Storia Economica Corso anno accademico 2001-2002 (seconda parte)"— Transcript della presentazione:

1 Storia Economica Corso anno accademico (seconda parte)

2 Storia Economica - Lezione 32 Lezione 1 LItalia preunitaria e gli anni della Destra storica ( ) Indice La restaurazione e leconomia dei vari Stati italiani La restaurazione e leconomia dei vari Stati italiani Lunità dItalia Lunità dItalia I problemi del nuovo Stato e la scelta liberoscambista I problemi del nuovo Stato e la scelta liberoscambista Questione finanziaria: il corso forzoso e il pareggio del bilancio Questione finanziaria: il corso forzoso e il pareggio del bilancio

3 Storia Economica - Lezione 33 LItalia preunitaria e gli anni della Destra storica ( ) La restaurazione e leconomia dei vari Stati italiani

4 Storia Economica - Lezione 34 La restaurazione e leconomia dei vari Stati italiani Nel Congresso di Vienna (1815) venne ribadita e rafforzata l'egemonia asburgica in Italia: all'Austria vennero assegnati, direttamente o indirettamente, il Lombardo- Veneto, il Ducato di Parma e Piacenza e la Toscana. Lo Stato Pontificio fu restituito a Pio VII, il Regno delle Due Sicilie tornò ai Borboni e il Ducato di Modena tornò agli Estensi. Il Piemonte Sabaudo si rafforzò con l'acquisizione della Liguria. Oltre a una forte frammentazione politica, l'Italia mantenne anche forti disparità economiche e accanto a regioni evolute, come la Lombardia, vi erano aree fortemente arretrate come il meridione e gran parte dello Stato Pontificio.Nel Congresso di Vienna (1815) venne ribadita e rafforzata l'egemonia asburgica in Italia: all'Austria vennero assegnati, direttamente o indirettamente, il Lombardo- Veneto, il Ducato di Parma e Piacenza e la Toscana. Lo Stato Pontificio fu restituito a Pio VII, il Regno delle Due Sicilie tornò ai Borboni e il Ducato di Modena tornò agli Estensi. Il Piemonte Sabaudo si rafforzò con l'acquisizione della Liguria. Oltre a una forte frammentazione politica, l'Italia mantenne anche forti disparità economiche e accanto a regioni evolute, come la Lombardia, vi erano aree fortemente arretrate come il meridione e gran parte dello Stato Pontificio.

5 Storia Economica - Lezione 35 La restaurazione e leconomia dei vari Stati italiani La vitalità del Lombardo-Veneto In un panorama di forte arretratezza economica e sociale, la Lombardia e alcune zone del Veneto, rappresentavano un'eccezione. In queste aree si era già affermata da tempo un'agricoltura di stampo capitalistico e si erano diffuse alcune coltivazioni pregiate come la gelsibachicoltura, rotazioni più efficienti e un allevamento più red- ditizio. Anche alcune manifatture (seta, cotone, metallurgia, ecc.) conobbero prima dell'unità uno sviluppo superiore alla media nazionale.In un panorama di forte arretratezza economica e sociale, la Lombardia e alcune zone del Veneto, rappresentavano un'eccezione. In queste aree si era già affermata da tempo un'agricoltura di stampo capitalistico e si erano diffuse alcune coltivazioni pregiate come la gelsibachicoltura, rotazioni più efficienti e un allevamento più red- ditizio. Anche alcune manifatture (seta, cotone, metallurgia, ecc.) conobbero prima dell'unità uno sviluppo superiore alla media nazionale. Il liberismo toscano La Toscana, durante la Restaurazione, conobbe una certa crescita economica, grazie, soprattutto, alla politica liberista di Ferdinando III di Lorena. Il porto-franco di Livorno ebbe uno sviluppo eccezionale e ciò ebbe delle ricadute positive sulla produzione manifatturiera della regione.La Toscana, durante la Restaurazione, conobbe una certa crescita economica, grazie, soprattutto, alla politica liberista di Ferdinando III di Lorena. Il porto-franco di Livorno ebbe uno sviluppo eccezionale e ciò ebbe delle ricadute positive sulla produzione manifatturiera della regione.

6 Storia Economica - Lezione 36 La restaurazione e leconomia dei vari Stati italiani Larretratezza degli altri Stati I piccoli staterelli emiliani, lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, si trovavano in una condizione di generale ritardo economico, alla quale si aggiungeva, spesso, una cattiva amministrazione.I piccoli staterelli emiliani, lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, si trovavano in una condizione di generale ritardo economico, alla quale si aggiungeva, spesso, una cattiva amministrazione. Il Piemonte di Cavour Dopo il 1850, il Piemonte intraprese una energica politica di riforme politico- amministrative, volta a rinnovare la struttura dello Stato e a incoraggiare la crescita economica. Vennero abolite le ultime imposte feudali e i dazi doganali sulle materie prime e stipulati numerosi trattati commerciali con Francia e Germania. La politica di Cavour, volta anche ad allargare la rete ferroviaria, permise al Piemonte di recuperare parte del ritardo rispetto alle zone più avanzate del resto d'Europa.Dopo il 1850, il Piemonte intraprese una energica politica di riforme politico- amministrative, volta a rinnovare la struttura dello Stato e a incoraggiare la crescita economica. Vennero abolite le ultime imposte feudali e i dazi doganali sulle materie prime e stipulati numerosi trattati commerciali con Francia e Germania. La politica di Cavour, volta anche ad allargare la rete ferroviaria, permise al Piemonte di recuperare parte del ritardo rispetto alle zone più avanzate del resto d'Europa.

7 Storia Economica - Lezione 37 LItalia preunitaria e gli anni della Destra storica ( ) Lunità dItalia

8 Storia Economica - Lezione 38 Lunità dItalia Labile politica di alleanze e la capacità di convo- gliare verso un unico progetto nazionale anche i moti spontanei come quello garibaldino, permisero a Cavour di unificare lItalia, sotto la bandiera dei Savoia, nel Il Veneto e Roma non facevano ancora parte del nuovo Stato, ma il processo di unificazione sarebbe proseguito nel 1866 (III guerra dIndipendenza) e nel 1870, con lannes- sione di Roma. I primi governi della Destra storica cercarono di dare unorganizzazione burocratica e amministrativa uniforme a un Regno che presentava grandi disparità al suo interno.Labile politica di alleanze e la capacità di convo- gliare verso un unico progetto nazionale anche i moti spontanei come quello garibaldino, permisero a Cavour di unificare lItalia, sotto la bandiera dei Savoia, nel Il Veneto e Roma non facevano ancora parte del nuovo Stato, ma il processo di unificazione sarebbe proseguito nel 1866 (III guerra dIndipendenza) e nel 1870, con lannes- sione di Roma. I primi governi della Destra storica cercarono di dare unorganizzazione burocratica e amministrativa uniforme a un Regno che presentava grandi disparità al suo interno. Lorganizzazione del nuovo Regno I primi provvedimenti dei governi nazionali furono quelli di estendere a tutto il Regno lo Statuto Albertino e i codici, civile e penale, piemontesi. In campo amministrativo si ricalcò il modello fran- cese, con la divisione in province, rette da un pre- fetto di nomina governativa. Lorganizzazione del sistema scolastico poneva seri problemi, in quanto la situazione era generalmente molto arretrata.I primi provvedimenti dei governi nazionali furono quelli di estendere a tutto il Regno lo Statuto Albertino e i codici, civile e penale, piemontesi. In campo amministrativo si ricalcò il modello fran- cese, con la divisione in province, rette da un pre- fetto di nomina governativa. Lorganizzazione del sistema scolastico poneva seri problemi, in quanto la situazione era generalmente molto arretrata.

9 Storia Economica - Lezione 39 Lunità dItalia La prima questione meridionale: il brigantaggio Il Mezzogiorno presentava una situazione socio- economica di forte arretratezza. Lunità nazionale aveva, da un lato, acceso forti speranze e, dallaltro, incontrato grandi opposizioni. In questo contesto linsorgere del brigantaggio rappresentò immediatamente una minaccia allunità e venne represso in maniera durissima e spesso ingiustificata.Il Mezzogiorno presentava una situazione socio- economica di forte arretratezza. Lunità nazionale aveva, da un lato, acceso forti speranze e, dallaltro, incontrato grandi opposizioni. In questo contesto linsorgere del brigantaggio rappresentò immediatamente una minaccia allunità e venne represso in maniera durissima e spesso ingiustificata. Il Veneto e la questione romana Attraverso lalleanza con la Prussia nel 1866 venne annesso il Veneto. Il crollo dellimpero di Napoleone III, nel 1870, permise alle truppe italiane di entrare a Roma e di mettere fine al potere temporale dei papi. Ciò, però, provocò la dura reazione di Pio IX, che con la bolla Non expedit dichiarava di non riconoscere il nuovo Stato e invitava i cattolici italiani a non partecipare alla vita politica del Regno. Questo, rappresentò una forte frattura in un Paese dalle grandi tradizioni cattoliche come lItalia.Attraverso lalleanza con la Prussia nel 1866 venne annesso il Veneto. Il crollo dellimpero di Napoleone III, nel 1870, permise alle truppe italiane di entrare a Roma e di mettere fine al potere temporale dei papi. Ciò, però, provocò la dura reazione di Pio IX, che con la bolla Non expedit dichiarava di non riconoscere il nuovo Stato e invitava i cattolici italiani a non partecipare alla vita politica del Regno. Questo, rappresentò una forte frattura in un Paese dalle grandi tradizioni cattoliche come lItalia.

10 Storia Economica - Lezione 310 LItalia preunitaria e gli anni della Destra storica ( ) I problemi del nuovo Stato e la scelta liberoscambista

11 Storia Economica - Lezione 311 I problemi del nuovo Stato e la scelta liberoscambista I primi governi della destra storica si posero tre obiettivi principali: labbattimento delle barriere protezionistiche, lespropriazione delle terre appartenenti agli enti ecclesiastici e, soprattutto, la creazione delle infrastrutture in grado di modernizzare leconomia che in gran parte del nuovo regno era assai lontana dai livelli raggiunti nellEuropa occidentale.I primi governi della destra storica si posero tre obiettivi principali: labbattimento delle barriere protezionistiche, lespropriazione delle terre appartenenti agli enti ecclesiastici e, soprattutto, la creazione delle infrastrutture in grado di modernizzare leconomia che in gran parte del nuovo regno era assai lontana dai livelli raggiunti nellEuropa occidentale. Ladozione del liberoscambio Il primo provvedimento del governo fu di estendere a tutto il territorio nazionale la tariffa doganale piemontese e di abbattere le dogane interne. Vennero così cancellate le tariffe protezionistiche che vigevano in molti Stati preunitari sulle materie prime, sui cereali e su gran parte dei prodotti manifatturieri. Tale politica ebbe effetti diversi nelle varie regioni: danneggiò, ad esempio, le industrie della Campania, che avevano goduto di forti protezioni, ma favorì alcune attività manifatturiere (seta soprattutto) e alcune produzioni agricole (olio, agrumi e vino).Il primo provvedimento del governo fu di estendere a tutto il territorio nazionale la tariffa doganale piemontese e di abbattere le dogane interne. Vennero così cancellate le tariffe protezionistiche che vigevano in molti Stati preunitari sulle materie prime, sui cereali e su gran parte dei prodotti manifatturieri. Tale politica ebbe effetti diversi nelle varie regioni: danneggiò, ad esempio, le industrie della Campania, che avevano goduto di forti protezioni, ma favorì alcune attività manifatturiere (seta soprattutto) e alcune produzioni agricole (olio, agrumi e vino).

12 Storia Economica - Lezione 312 I problemi del nuovo Stato e la scelta liberoscambista La vendita delle terre ecclesiastiche La vendita delle terre di proprietà ecclesiastica avrebbe dovuto coprire, almeno in parte, lenorme deficit dello Stato e favorire una migliore distribuzione della proprietà fondiaria. In realtà la maggior parte di queste terre, soprattutto nel Mezzogiorno, venne acquistata dai grandi proprietari terrieri, andando così ad ampliare ulteriormente il latifondo.La vendita delle terre di proprietà ecclesiastica avrebbe dovuto coprire, almeno in parte, lenorme deficit dello Stato e favorire una migliore distribuzione della proprietà fondiaria. In realtà la maggior parte di queste terre, soprattutto nel Mezzogiorno, venne acquistata dai grandi proprietari terrieri, andando così ad ampliare ulteriormente il latifondo. La costruzione delle infrastrutture Il ritardo italiano era in questo settore molto netto. Il sistema scolastico, quello sanitario e le vie di comunicazione erano ovunque insufficien- ti. A costo di enormi sacrifici e aumentando la pressione fiscale vennero costruite nuove linee ferroviarie e si migliorarono numerose strade. Anche le strutture portuali dei principali scali marittimi (Genova, Ancona, Palermo, ecc.) vennero potenziate. Per dare la misura di tali investimenti, basti pensare che nel 1860 in Italia vi erano Km di ferrovie, nel 1877 si superarono gli Km.Il ritardo italiano era in questo settore molto netto. Il sistema scolastico, quello sanitario e le vie di comunicazione erano ovunque insufficien- ti. A costo di enormi sacrifici e aumentando la pressione fiscale vennero costruite nuove linee ferroviarie e si migliorarono numerose strade. Anche le strutture portuali dei principali scali marittimi (Genova, Ancona, Palermo, ecc.) vennero potenziate. Per dare la misura di tali investimenti, basti pensare che nel 1860 in Italia vi erano Km di ferrovie, nel 1877 si superarono gli Km.

13 Storia Economica - Lezione 313 LItalia preunitaria e gli anni della Destra storica ( ) Questione finanziaria: il corso forzoso e il pareggio del bilancio

14 Storia Economica - Lezione 314 Questione finanziaria: il corso forzoso e il pareggio del bilancio La grave situazione finanziaria aveva costretto i primi governi della destra a ricorrere in maniera massiccia al debito pubblico. Quando nel 1866, per far fronte alle spese belliche, il governo chiese un ulteriore prestito alla Banca Nazionale di 250 milioni, fu costretto a sospendere la convertibilità dei biglietti di banca in oro e a introdurre così il cosiddetto corso forzoso. Ciò provocò una crescita dellinflazione, ma favorì le esportazioni italiane. Contemporaneamente si cercò di riequilibrare il bilancio dello Stato: vi fu un forte incremento delle entrate fiscali, con lintroduzione della tassa sul macinato, e si cercò, per quanto possibile, di contenere le spese. Il pareggio del bilancio venne raggiunto nel 1875.

15 Storia Economica - Lezione 315 Questione finanziaria: il corso forzoso e il pareggio del bilancio Monete e banche di emissione Allindomani dellunità permanevano molte divisioni dal punto di vista monetario. Per non intaccare privilegi consolidati, continuarono a vivere cinque banche di emissione: Banca Nazionale nel Regno dItalia, Banca Nazionale Toscana, Banca Toscana di Credito, Banco di Napoli e Banco di Sicilia. Dopo il 1870 si aggiunse anche la Banca Romana. Da questo punto di vista vi era molta confusione e per alcuni anni continuarono a circolare le monete dei vecchi Stati.Allindomani dellunità permanevano molte divisioni dal punto di vista monetario. Per non intaccare privilegi consolidati, continuarono a vivere cinque banche di emissione: Banca Nazionale nel Regno dItalia, Banca Nazionale Toscana, Banca Toscana di Credito, Banco di Napoli e Banco di Sicilia. Dopo il 1870 si aggiunse anche la Banca Romana. Da questo punto di vista vi era molta confusione e per alcuni anni continuarono a circolare le monete dei vecchi Stati.

16 Storia Economica - Lezione 316 Questione finanziaria: il corso forzoso e il pareggio del bilancio Il debito pubblico Il Regno dItalia ereditò i debiti degli Stati preunitari e ben presto ne aumentò lentità per far fronte alle ingenti esigenze e per realizzare le infrastrutture necessarie. Nei primi quattro anni il debito pubblico italiano raddoppiò. Poiché gran parte dei titoli di debito venivano venduti allestero, il pagamento dei corrispondenti interessi rappresentava una forte fuoriuscita doro, che si accentuò ulteriormente durante la crisi finanziaria internazionale del 1866.Il Regno dItalia ereditò i debiti degli Stati preunitari e ben presto ne aumentò lentità per far fronte alle ingenti esigenze e per realizzare le infrastrutture necessarie. Nei primi quattro anni il debito pubblico italiano raddoppiò. Poiché gran parte dei titoli di debito venivano venduti allestero, il pagamento dei corrispondenti interessi rappresentava una forte fuoriuscita doro, che si accentuò ulteriormente durante la crisi finanziaria internazionale del 1866.

17 Storia Economica - Lezione 317 Questione finanziaria: il corso forzoso e il pareggio del bilancio Il corso forzoso La crisi finanziaria e lentrata in guerra aggravarono la situazione del bilancio pubblico italiano. Nel 1866 il governo si vide costretto a chiedere un prestito di 250 milioni alla Banca Nazionale, la quale accettò a condizione di sospendere la convertibilità dei biglietti in moneta mettalica; si veniva così a introdurre il regime di corso forzoso, nel quale i biglietti di banca devono essere accettati in pagamento anche se non erano convertibili in metallo.La crisi finanziaria e lentrata in guerra aggravarono la situazione del bilancio pubblico italiano. Nel 1866 il governo si vide costretto a chiedere un prestito di 250 milioni alla Banca Nazionale, la quale accettò a condizione di sospendere la convertibilità dei biglietti in moneta mettalica; si veniva così a introdurre il regime di corso forzoso, nel quale i biglietti di banca devono essere accettati in pagamento anche se non erano convertibili in metallo. Le conseguenze del corso forzoso Il corso forzoso creò un clima di sfiducia nel mondo finanziario internazionale nei confronti delleconomia italiana. Vi fu un certo aumento dei prezzi interni. Ma vi fu anche un forte aumento delle esportazioni, in quanto i produttori italiani erano disposti a fare forti sconti agli acquirenti stranieri che pagavano in oro o in monete convertibili.Il corso forzoso creò un clima di sfiducia nel mondo finanziario internazionale nei confronti delleconomia italiana. Vi fu un certo aumento dei prezzi interni. Ma vi fu anche un forte aumento delle esportazioni, in quanto i produttori italiani erano disposti a fare forti sconti agli acquirenti stranieri che pagavano in oro o in monete convertibili.

18 Storia Economica - Lezione 318 Questione finanziaria: il corso forzoso e il pareggio del bilancio La politica della lesina La Destra si poneva come obiettivo il risanamento della finanza pubblica come base dello sviluppo economico e quindi il raggiungimento del pareggio del bilancio. Visto il forte incremento delle spese, divenne necessario un ancor più accentuato aumento delle entrate: vennero inasprite alcune imposte preesistenti, ma soprattutto venne introdotta la tassa sul macinato, che andava a colpire il prodotto di più largo consumo e di prima necessità, il grano. Grazie anche a un forte contenimento delle spese, il pareggio del bilancio venne raggiunto nel 1875.La Destra si poneva come obiettivo il risanamento della finanza pubblica come base dello sviluppo economico e quindi il raggiungimento del pareggio del bilancio. Visto il forte incremento delle spese, divenne necessario un ancor più accentuato aumento delle entrate: vennero inasprite alcune imposte preesistenti, ma soprattutto venne introdotta la tassa sul macinato, che andava a colpire il prodotto di più largo consumo e di prima necessità, il grano. Grazie anche a un forte contenimento delle spese, il pareggio del bilancio venne raggiunto nel 1875.


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