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Alimenti, Epilessia e Farmaci Antiepilettici: interazioni, controindicazioni e indicazioni terapeutiche di alcuni modelli nutrizionali E quale è quei che.

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Presentazione sul tema: "Alimenti, Epilessia e Farmaci Antiepilettici: interazioni, controindicazioni e indicazioni terapeutiche di alcuni modelli nutrizionali E quale è quei che."— Transcript della presentazione:

1 Alimenti, Epilessia e Farmaci Antiepilettici: interazioni, controindicazioni e indicazioni terapeutiche di alcuni modelli nutrizionali E quale è quei che cade, e non sa como, Per forza di demon cha terra il tira E daltra oppilazion che lega lomo, quando si leva, che intorno si mira tutto smarrito dalla grandangoscia tutto smarrito dalla grandangoscia Chegli ha sofferta, e guardando sospira. La Divina Commedia Inferno,Canto XXIV, E quale è quei che cade, e non sa como, Per forza di demon cha terra il tira E daltra oppilazion che lega lomo, quando si leva, che intorno si mira tutto smarrito dalla grandangoscia tutto smarrito dalla grandangoscia Chegli ha sofferta, e guardando sospira. La Divina Commedia Inferno,Canto XXIV,

2 Epilessia: definizione La parola epilessia deriva dal greco Epilambanein La parola epilessia deriva dal greco Epilambanein che significa attacco, essere colti di sorpresa La parola epilessia deriva dal greco Epilambanein La parola epilessia deriva dal greco Epilambanein che significa attacco, essere colti di sorpresa

3 Sindrome epilettica 1.Complesso di segni e sintomi 2.Ricorrenza di crisi convulsive. Crisi convulsive:UNA delle manifestazioni delle sindromi epilettiche. 1.Complesso di segni e sintomi 2.Ricorrenza di crisi convulsive. Crisi convulsive:UNA delle manifestazioni delle sindromi epilettiche.

4 Le crisi epilettiche si possono classificare in: Generalizzate Coinvolta lintera corteccia cerebrale Parziali o focali Coinvolgimento primitivo di una parte ben localizzata della corteccia cerebrale, chiamato focolaio

5 Sindromi Epilettiche: classificazione clinica Sindromi Epilettiche: classificazione clinica Epilessie generalizzate Epilessie parziali Tonico cloniche Miocloniche Con assenze Epilessie lobo frontale Epilessie lobo occipitale …

6 Sindromi Epilettiche : Possono essere: Idiopatiche Secondarie o sintomatiche Criptogenetiche

7 Sindromi epilettiche secondarie Alterazione dellinsorgenza e della conduzione dellimpulso nervoso. Alterazione dellinsorgenza e della conduzione dellimpulso nervoso. Conseguenza di patologie o lesione cerebrale.

8 Crisi generalizzate Crisi generalizzate Crisi convulsive Coinvolgimento muscolatura Caratteristiche predominanti di tipo tonico, clonico, tonico-clonico o Grande male Coinvolgimento muscolatura Caratteristiche predominanti di tipo tonico, clonico, tonico-clonico o Grande male Rappresentate dalle crisi di assenza. Interruzione stato di coscienza. Piccolo Male Rappresentate dalle crisi di assenza. Interruzione stato di coscienza. Piccolo Male. Crisi non convulsive

9 Encefalopatie epilettiche Le crisi epilettiche contribuiscono di per sé al progressivo deterioramento delle funzioni cerebrali ( per esempio Sindrome di West o sindrome degli o sindrome degli spasmi infantili) Le crisi epilettiche contribuiscono di per sé al progressivo deterioramento delle funzioni cerebrali ( per esempio Sindrome di West o sindrome degli o sindrome degli spasmi infantili)

10 Sindrome spasmi infantili Sindrome degli spasmi infantili Ritardo psicomotorio; Presenza di spasmi; Alterazione ipsaritmica del quadro EEGrafico.

11 Sindrome spasmi infantili: trattamento Sindrome degli spasmi infantili: trattamento ACTH e farmaci anticonvulsivanti Maggiori effetti collaterali ( anche gravi) Maggiori effetti collaterali ( anche gravi) Costo importante Costo importante Maggiori effetti collaterali ( anche gravi) Maggiori effetti collaterali ( anche gravi) Costo importante Costo importante DIETA CHETOGENA MINORI EFFETTI COLLATERALI; MINORI EFFETTI COLLATERALI; Costo inferiore Costo inferiore PRIMA LINEA TERAPEUTICA AL JOHN HOPKINS HOSPITAL JOHN HOPKINS HOSPITAL MINORI EFFETTI COLLATERALI; MINORI EFFETTI COLLATERALI; Costo inferiore Costo inferiore PRIMA LINEA TERAPEUTICA AL JOHN HOPKINS HOSPITAL JOHN HOPKINS HOSPITAL

12 Crisi focali o parziali Caratterizzate dalliperfunzione del lobo Interessato; Lobo temporale sinistro Lobo temporale destro Lobo parietale Lobo occipitale Masticazione Mimica facciale Movimenti mani, braccia, torso gambe e piedi. Udito; Visione; Riconoscimento parole Udito; Organizzazione; Comprensione; Memoria a lungo termine; Vista Tatto Posizione del corpo Linguaggio Lettura ; Identificazione colori ; Riconoscimento parole;

13 Stato di male epilettico Situazione clinica nella quale una crisi epilettica (generalizzata o focale, motoria o no) si prolunga per più di 20 minuti o nella quale le crisi si ripetono a brevissimi intervalli tali da rappresentare una condizione epilettica continua. EMERGENZA NEUROLOGICA ! Situazione clinica nella quale una crisi epilettica (generalizzata o focale, motoria o no) si prolunga per più di 20 minuti o nella quale le crisi si ripetono a brevissimi intervalli tali da rappresentare una condizione epilettica continua. EMERGENZA NEUROLOGICA !

14 Epilessia: Terapia TerapiaFarmacologica Terapia Dietetica Terapia Chirurgica

15 Epilessie: Terapia Terapia Farmacologica Farmaci antiepilettici convenzionali Farmaci antiepilettici di nuova generazione * VALPROATO *LEVETIRACETAM

16 Terapia Farmacologica Prima strada terapeutica MONOTERAPIA O POLITERAPIA Prima strada terapeutica MONOTERAPIA O POLITERAPIA

17 Farmaci Antiepilettici: Effetti collaterali Farmaci Antiepilettici: Effetti collaterali Cefalea Cefalea Sonnolenza Sonnolenza Perdita dellappetito Perdita dellappetito Problemi di tipo cutaneo: (Rush) Problemi di tipo cutaneo: (Rush) Disturbi dellequilibrio Disturbi dellequilibrio Cefalea Cefalea Sonnolenza Sonnolenza Perdita dellappetito Perdita dellappetito Problemi di tipo cutaneo: (Rush) Problemi di tipo cutaneo: (Rush) Disturbi dellequilibrio Disturbi dellequilibrio

18 Farmaci Antiepilettici: Effetti Collaterali ; Rischio di ideazione suicidaria ; Il Valproato associato ad una più alta incidenza di malformazioni e morte fetale; Il Valproato associato ad una più alta incidenza di malformazioni e morte fetale; ; Rischio di ideazione suicidaria ; Il Valproato associato ad una più alta incidenza di malformazioni e morte fetale; Il Valproato associato ad una più alta incidenza di malformazioni e morte fetale;

19 Farmaci Antiepilettici: Effetti Collaterali sullosso Farmaci Antiepilettici: Effetti Collaterali sullosso Riduzione dellassorbimento intestinale del calcio; Riduzione dellassorbimento intestinale del calcio; Aumentato catabolismo epatico di metaboliti della vitamina D; Aumentato catabolismo epatico di metaboliti della vitamina D; Accelerazione catabolismo degli ormoni sessuali steroidei; Accelerazione catabolismo degli ormoni sessuali steroidei; Riduzione dellassorbimento intestinale del calcio; Riduzione dellassorbimento intestinale del calcio; Aumentato catabolismo epatico di metaboliti della vitamina D; Aumentato catabolismo epatico di metaboliti della vitamina D; Accelerazione catabolismo degli ormoni sessuali steroidei; Accelerazione catabolismo degli ormoni sessuali steroidei;

20 Nutrienti come causa di crisi epilettiche Noci di gingko ; Noci di gingko ; Semi di papavero ; Semi di papavero ; Integratori alimentari ; Integratori alimentari ; Lintossicazione da acqua ; Lintossicazione da acqua ; Noci di gingko ; Noci di gingko ; Semi di papavero ; Semi di papavero ; Integratori alimentari ; Integratori alimentari ; Lintossicazione da acqua ; Lintossicazione da acqua ;

21 Interazione farmaci anti epilettici- alimenti Interazione chimica, o chimico-fisica; Interazione chimica, o chimico-fisica; Interazione farmacocinetica; Interazione farmacocinetica; Interazione farmacodinamica; Interazione farmacodinamica; Interazione chimica, o chimico-fisica; Interazione chimica, o chimico-fisica; Interazione farmacocinetica; Interazione farmacocinetica; Interazione farmacodinamica; Interazione farmacodinamica;

22 Interazioni chimiche Prodotti catabolici del farmaco si miscelano ai prodotti della digestione. Prodotti catabolici del farmaco si miscelano ai prodotti della digestione.

23 Interazioni chimiche Acidità dellambiente gastrico Acidità dellambiente gastrico Acidi biliari che formano micelle con sostanze lipofile Acidi biliari che formano micelle con sostanze lipofile Trasformazione da parte delle secrezioni epatiche, pancreatiche, intestinali Trasformazione da parte delle secrezioni epatiche, pancreatiche, intestinali Microflora intestinale Microflora intestinale Acidità dellambiente gastrico Acidità dellambiente gastrico Acidi biliari che formano micelle con sostanze lipofile Acidi biliari che formano micelle con sostanze lipofile Trasformazione da parte delle secrezioni epatiche, pancreatiche, intestinali Trasformazione da parte delle secrezioni epatiche, pancreatiche, intestinali Microflora intestinale Microflora intestinale

24 Interazioni chimiche: conseguenze: Interazioni chimiche o chimico fisiche nel transito gastrointestinale possono : Rallentare o diminuire la velocità di passaggio in soluzione del farmaco / nutrienti ; Diminuire o aumentare la quantità di farmaco / nutrienti che passano in soluzione; Aumentare o diminuire il tempo di permanenza del farmaco nel lume intestinale; Modificare il tratto di mucosa che viene a contatto con il farmaco. Rallentare o diminuire la velocità di passaggio in soluzione del farmaco / nutrienti ; Diminuire o aumentare la quantità di farmaco / nutrienti che passano in soluzione; Aumentare o diminuire il tempo di permanenza del farmaco nel lume intestinale; Modificare il tratto di mucosa che viene a contatto con il farmaco.

25 Interazioni chimiche Valproato + pasto standard: Valproato + pasto standard: Rallentamento dellassorbimento del farmaco Rallentamento dellassorbimento del farmaco Stabilizzazione della concentrazione allo Steady-State Stabilizzazione della concentrazione allo Steady-State Abolizione delliperammonemia indotta dal farmaco da parte degli acidi grassi a catena media Abolizione delliperammonemia indotta dal farmaco da parte degli acidi grassi a catena media Aumenta la frazione libera del farmaco Aumenta la frazione libera del farmaco Valproato + pasto standard: Valproato + pasto standard: Rallentamento dellassorbimento del farmaco Rallentamento dellassorbimento del farmaco Stabilizzazione della concentrazione allo Steady-State Stabilizzazione della concentrazione allo Steady-State Abolizione delliperammonemia indotta dal farmaco da parte degli acidi grassi a catena media Abolizione delliperammonemia indotta dal farmaco da parte degli acidi grassi a catena media Aumenta la frazione libera del farmaco Aumenta la frazione libera del farmaco

26 Interazioni farmaco-cinetiche Interazioni nella fase di distribuzione e escrezione Interazione in fase di assorbimento Interazioni nella fase di distribuzione e escrezione Interazione in fase di assorbimento Interazioni in fase di metabolismo

27 Interazioni farmaco cinetiche Interazione nella fase di assorbimento: Interazione nella fase di assorbimento: Interessa i sistemi di pompe attivi sulla membrana citoplasmatica nel trasferimento selettivo delle sostanze allinterno e allesterno della cellula. La presenza di polimorfismi genetici e la varietà di sostanze che il paziente può assumere condiziona la biodisponibilità e la risposta al farmaco. Interazione nella fase di assorbimento: Interazione nella fase di assorbimento: Interessa i sistemi di pompe attivi sulla membrana citoplasmatica nel trasferimento selettivo delle sostanze allinterno e allesterno della cellula. La presenza di polimorfismi genetici e la varietà di sostanze che il paziente può assumere condiziona la biodisponibilità e la risposta al farmaco.

28 Interazioni farmaco cinetiche Interazione nella fase di metabolismo: Interazione nella fase di metabolismo: È condizionata dagli enzimi che metabolizzano sia i farmaci che i nutrienti e che possono avere diverse espressioni geniche, a loro volta, modulate, indotte o represse, dal substrato o da sostanze eterologhe: Interazione nella fase di metabolismo: Interazione nella fase di metabolismo: È condizionata dagli enzimi che metabolizzano sia i farmaci che i nutrienti e che possono avere diverse espressioni geniche, a loro volta, modulate, indotte o represse, dal substrato o da sostanze eterologhe:

29 Interazioni farmaco cinetiche Succo di Pompelmo contiene sostanze in grado di inibire lattività enzimatica del CYP3A4, principale via metabolica di oltre 1/3 dei farmaci, a livello della mucosa digerente.(Benedetti 2000) Succo di Pompelmo contiene sostanze in grado di inibire lattività enzimatica del CYP3A4, principale via metabolica di oltre 1/3 dei farmaci, a livello della mucosa digerente.(Benedetti 2000) Conseguente aumento della biodisponibilità del farmaco (Carbamazepina) Conseguente aumento della biodisponibilità del farmaco (Carbamazepina) Succo di Pompelmo contiene sostanze in grado di inibire lattività enzimatica del CYP3A4, principale via metabolica di oltre 1/3 dei farmaci, a livello della mucosa digerente.(Benedetti 2000) Succo di Pompelmo contiene sostanze in grado di inibire lattività enzimatica del CYP3A4, principale via metabolica di oltre 1/3 dei farmaci, a livello della mucosa digerente.(Benedetti 2000) Conseguente aumento della biodisponibilità del farmaco (Carbamazepina) Conseguente aumento della biodisponibilità del farmaco (Carbamazepina)

30 Interazioni farmaco cinetiche Interazioni nella fase di distribuzione ed escrezione affidati a meccanismi di pompa funzionalmente simili a quella che operano nella fase di assorbimento. Interazioni nella fase di distribuzione ed escrezione affidati a meccanismi di pompa funzionalmente simili a quella che operano nella fase di assorbimento.

31 Interazioni farmaco dinamiche Possono avvenire per competizione ad un singolo recettore Possono avvenire per competizione ad un singolo recettore Per coinvolgimento di uno o più recettori differenti Per coinvolgimento di uno o più recettori differenti Interazione sulla regolazione della sensibilità dei recettori Interazione sulla regolazione della sensibilità dei recettori Possono avvenire per competizione ad un singolo recettore Possono avvenire per competizione ad un singolo recettore Per coinvolgimento di uno o più recettori differenti Per coinvolgimento di uno o più recettori differenti Interazione sulla regolazione della sensibilità dei recettori Interazione sulla regolazione della sensibilità dei recettori

32 Interazioni farmacodinamiche Bevande alcoliche: potenziano lazione depressiva che molti farmaci hanno sul Sistema Nervoso Centrale ( sinergismo) Interazione alcool-farmaci: inibizione enzimatica ad alte dosi induzione enzimatica da consumo cronico ( interazione fenobarbital e derivati analoghi). Bevande alcoliche: potenziano lazione depressiva che molti farmaci hanno sul Sistema Nervoso Centrale ( sinergismo) Interazione alcool-farmaci: inibizione enzimatica ad alte dosi induzione enzimatica da consumo cronico ( interazione fenobarbital e derivati analoghi).

33 Interazioni farmacodinamiche Caffeina- xantina metilate Caffeina- xantina metilate Effetto stimolante sul SNC. Effetto stimolante sul SNC. A basso dosaggio, contrastano gli effetti clinici indotti da sostanze ad azione depressiva del SNC ( Benzodiazepine). A basso dosaggio, contrastano gli effetti clinici indotti da sostanze ad azione depressiva del SNC ( Benzodiazepine). Dieta chetogena: composizione degli alimenti e modificazioni metaboliche correlate influenzano le attività cerebrali in alcune forme di epilessia Dieta chetogena: composizione degli alimenti e modificazioni metaboliche correlate influenzano le attività cerebrali in alcune forme di epilessia Caffeina- xantina metilate Caffeina- xantina metilate Effetto stimolante sul SNC. Effetto stimolante sul SNC. A basso dosaggio, contrastano gli effetti clinici indotti da sostanze ad azione depressiva del SNC ( Benzodiazepine). A basso dosaggio, contrastano gli effetti clinici indotti da sostanze ad azione depressiva del SNC ( Benzodiazepine). Dieta chetogena: composizione degli alimenti e modificazioni metaboliche correlate influenzano le attività cerebrali in alcune forme di epilessia Dieta chetogena: composizione degli alimenti e modificazioni metaboliche correlate influenzano le attività cerebrali in alcune forme di epilessia

34 Interazioni più note Carbamazepina + pasto Carbamazepina + pasto Carbamazepina + pompelmo Carbamazepina + pompelmo Clonazepam + caffeina Clonazepam + caffeina Fenitoina + pasto Fenitoina + pasto Fenitoina + acido folico Fenitoina + acido folico Fenitoina + pepe nero Fenitoina + pepe nero Fenobarbital + bevande alcoliche Fenobarbital + bevande alcoliche Levetiracetam + pasto Levetiracetam + pasto Tiagabina + pasto Tiagabina + pasto Valproato + pasto Valproato + pasto Valproato + L-carnitina Valproato + L-carnitina Valproato + bevande alcoliche Valproato + bevande alcoliche Zonisamide + pasto Zonisamide + pasto Zonisamide + pompelmo Zonisamide + pompelmo

35 Epilessia farmaco resistente Il 20-30% dei pazienti non traggono alcun beneficio dalla terapia farmacologica o non sopportano gli effetti collaterali che questi provocano.

36 Epilessia farmaco resistente 1. DIAGNOSI D EPILESSIA; 2. FARMACI APPROPRIATI NELLE GIUSTE DOSI, MA INEFFICACI; 3. ESCLUSIONE DI ALTRI DISORDINI. 1. DIAGNOSI D EPILESSIA; 2. FARMACI APPROPRIATI NELLE GIUSTE DOSI, MA INEFFICACI; 3. ESCLUSIONE DI ALTRI DISORDINI.

37 Terapia chirurgica Epilessia parziale; Valida collaborazione del paziente Epilessia parziale; Valida collaborazione del paziente.

38 Terapia dietetica : Terapia dietetica : è fondamentale nel trattamento delle epilessie collegate a malattie metaboliche congenite. Un particolare aspetto della terapia nutrizionale è la Dieta Chetogena, molto utilizzata nelle epilessie intrattabili nei Paesi extraeuropei. è fondamentale nel trattamento delle epilessie collegate a malattie metaboliche congenite. Un particolare aspetto della terapia nutrizionale è la Dieta Chetogena, molto utilizzata nelle epilessie intrattabili nei Paesi extraeuropei.

39 Dieta chetogena Bassissimo apporto di carboidrati Bassissimo apporto di carboidrati Normale contenuto di proteine Normale contenuto di proteine Alto contenuto di lipidi (85-90%) Alto contenuto di lipidi (85-90%) Attento monitoraggio Attento monitoraggio Supplementazioni di nutrienti mancanti. Supplementazioni di nutrienti mancanti. Bassissimo apporto di carboidrati Bassissimo apporto di carboidrati Normale contenuto di proteine Normale contenuto di proteine Alto contenuto di lipidi (85-90%) Alto contenuto di lipidi (85-90%) Attento monitoraggio Attento monitoraggio Supplementazioni di nutrienti mancanti. Supplementazioni di nutrienti mancanti.

40 Corpi chetonici Acetil – CoA + Acido Ossalacetico Acido citrico Ciclo di krebs Acetil – CoA + Acido Ossalacetico Acido citrico Ciclo di krebs

41 Corpi chetonici β-ossidazione Acetil- Co A Acetil- Co A Ossalacetato si riduce per scarso apporto di glucidi; Ossalacetato si riduce per scarso apporto di glucidi; Acetil – CoA in eccesso Acetil – CoA in eccesso β-ossidazione Acetil- Co A Acetil- Co A Ossalacetato si riduce per scarso apporto di glucidi; Ossalacetato si riduce per scarso apporto di glucidi; Acetil – CoA in eccesso Acetil – CoA in eccesso Acidi grassi

42 Corpi chetonici Acetil Co-A Aceto acetato Beta – 3 idrossibutirrato Acetone Durante il Digiuno, vengono utilizzati dallencefalo come Fonte energetica, soprattutto nei bambini.

43 Dieta chetogena: la storia Il Digiuno Il Digiuno Tra il 1920 e il 1930 è stata ampiamente utilizzata. Tra il 1920 e il 1930 è stata ampiamente utilizzata. Con lavvento dei farmaci antiepilettici, una nuova era terapeutica era cominciata, e la dieta chetogena fu a poco a poco abbandonata. Con lavvento dei farmaci antiepilettici, una nuova era terapeutica era cominciata, e la dieta chetogena fu a poco a poco abbandonata. Il Digiuno Il Digiuno Tra il 1920 e il 1930 è stata ampiamente utilizzata. Tra il 1920 e il 1930 è stata ampiamente utilizzata. Con lavvento dei farmaci antiepilettici, una nuova era terapeutica era cominciata, e la dieta chetogena fu a poco a poco abbandonata. Con lavvento dei farmaci antiepilettici, una nuova era terapeutica era cominciata, e la dieta chetogena fu a poco a poco abbandonata.

44 Dieta chetogena: la storia Questa situazione cambiò radicalmente quando la Dieta Chetogena ricevette attenzione da un canale a carattere mondiale come la NBC. Questa situazione cambiò radicalmente quando la Dieta Chetogena ricevette attenzione da un canale a carattere mondiale come la NBC.

45 La storia di Charlie Bambino di 2 anni con una storia di Epilessia Generalizzata Farmaco Resistente Bambino di 2 anni con una storia di Epilessia Generalizzata Farmaco Resistente

46 Le crisi epilettiche del bambino sono documentate. Si passa da situazioni di gioco, allattacco epilettico.

47 La dietoterapia è indirizzata soprattutto ai bambini e agli adolescenti, sia per la migliore applicabilità della dieta, sia per una migliore capacità, da parte del bambino, ad utilizzare i corpi chetonici quali fonti di energia.

48 Dieta Chetogena: Protocollo dietetico Lospedalizzazione è necessaria per la prima settimana o due; Lospedalizzazione è necessaria per la prima settimana o due; Il peso del paziente e gli esami delle urine devono essere presi giornalmente; Il peso del paziente e gli esami delle urine devono essere presi giornalmente; Lospedalizzazione è necessaria per la prima settimana o due; Lospedalizzazione è necessaria per la prima settimana o due; Il peso del paziente e gli esami delle urine devono essere presi giornalmente; Il peso del paziente e gli esami delle urine devono essere presi giornalmente;

49 Dieta Chetogena: Protocollo dietetico Allinizio a digiuno si instaura la situazione di chetosi Allinizio a digiuno si instaura la situazione di chetosi I carboidrati sono introdotti con lassunzione di piccole quantità di frutta e verdura I carboidrati sono introdotti con lassunzione di piccole quantità di frutta e verdura Un alimento ricco in proteine Un alimento ricco in proteine Una fonte di grassi come burro, mascarpone, o olio vegetale Una fonte di grassi come burro, mascarpone, o olio vegetale Allinizio a digiuno si instaura la situazione di chetosi Allinizio a digiuno si instaura la situazione di chetosi I carboidrati sono introdotti con lassunzione di piccole quantità di frutta e verdura I carboidrati sono introdotti con lassunzione di piccole quantità di frutta e verdura Un alimento ricco in proteine Un alimento ricco in proteine Una fonte di grassi come burro, mascarpone, o olio vegetale Una fonte di grassi come burro, mascarpone, o olio vegetale

50 Dieta Chetogena: Protocollo dietetico Le calorie sono determinate individualmente, per ogni bambino, in base all età e al livello dellattività fisica del bambino stesso. Le calorie sono determinate individualmente, per ogni bambino, in base all età e al livello dellattività fisica del bambino stesso. ANNICALORIE ANNICALORIE (Per kg di peso corporeo) (Per kg di peso corporeo) Dai 2 ai 3 Da 100 a 80 Dai 2 ai 3 Da 100 a 80 Dai 3 ai 5 Da 80 a 60 Dai 3 ai 5 Da 80 a 60 Dai 5 ai 10 Da 79 a 55 Dai 5 ai 10 Da 79 a 55 Le calorie sono determinate individualmente, per ogni bambino, in base all età e al livello dellattività fisica del bambino stesso. Le calorie sono determinate individualmente, per ogni bambino, in base all età e al livello dellattività fisica del bambino stesso. ANNICALORIE ANNICALORIE (Per kg di peso corporeo) (Per kg di peso corporeo) Dai 2 ai 3 Da 100 a 80 Dai 2 ai 3 Da 100 a 80 Dai 3 ai 5 Da 80 a 60 Dai 3 ai 5 Da 80 a 60 Dai 5 ai 10 Da 79 a 55 Dai 5 ai 10 Da 79 a 55

51 Dieta Chetogena: Protocollo dietetico Il programma dietetico si basa su una serie di liste alimentari suddivise per categoria Il programma dietetico si basa su una serie di liste alimentari suddivise per categoria

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55 Dieta Chetogena: Protocollo dietetico Rapporto 4:1 1 grammo di grasso = 9 C x 3 = 27 Calorie 1 grammo di grasso = 9 C x 3 = 27 Calorie 1 grammo di Proteine + Carboidrati 1 grammo di Proteine + Carboidrati 4 C x 1 = 4 Calorie Rapporto 4:1 1 grammo di grasso = 9 C x 3 = 27 Calorie 1 grammo di grasso = 9 C x 3 = 27 Calorie 1 grammo di Proteine + Carboidrati 1 grammo di Proteine + Carboidrati 4 C x 1 = 4 Calorie 31 Calorie

56 Dieta Chetogena: Schema dietetico 17 Kg x 70 Calorie per Kg = 1, 190 o 1200 Kcal Dividere le unità di calorie per il totale Dividere le unità di calorie per il totale 1200/40 = 30 unità 1200/40 = 30 unità Grassi: moltiplicare il numero delle unità per 4 Grassi: moltiplicare il numero delle unità per 4 30 x 4 = 120 grammi 17 Kg x 70 Calorie per Kg = 1, 190 o 1200 Kcal Dividere le unità di calorie per il totale Dividere le unità di calorie per il totale 1200/40 = 30 unità 1200/40 = 30 unità Grassi: moltiplicare il numero delle unità per 4 Grassi: moltiplicare il numero delle unità per 4 30 x 4 = 120 grammi

57 Dieta Chetogena: Schema dietetico P+C : moltiplicare il numero delle unità per P+C : moltiplicare il numero delle unità per 30 x 1 = 30 grammi 30 x 1 = 30 grammi Proteine : 1 g/ kg di peso Proteine : 1 g/ kg di peso 17 x 1 = 17 grammi 17 x 1 = 17 grammi Carboidrati : sottrarre il numero di g delle proteine dal totale delle unità della somma Carboidrati : sottrarre il numero di g delle proteine dal totale delle unità della somma P + C = 13 grammi = 13 grammi P+C : moltiplicare il numero delle unità per P+C : moltiplicare il numero delle unità per 30 x 1 = 30 grammi 30 x 1 = 30 grammi Proteine : 1 g/ kg di peso Proteine : 1 g/ kg di peso 17 x 1 = 17 grammi 17 x 1 = 17 grammi Carboidrati : sottrarre il numero di g delle proteine dal totale delle unità della somma Carboidrati : sottrarre il numero di g delle proteine dal totale delle unità della somma P + C = 13 grammi = 13 grammi

58 Dieta Chetogena: Schema dietetico Quindi la prescrizione dietetica sarà così impostata: Grassi : 120 grammi o 40 g a pasto Grassi : 120 grammi o 40 g a pasto Proteine : 17 grammi o 5,66 g a pasto Proteine : 17 grammi o 5,66 g a pasto Carboidrati : 13 grammi o 4,45 g a pasto Carboidrati : 13 grammi o 4,45 g a pasto Quindi la prescrizione dietetica sarà così impostata: Grassi : 120 grammi o 40 g a pasto Grassi : 120 grammi o 40 g a pasto Proteine : 17 grammi o 5,66 g a pasto Proteine : 17 grammi o 5,66 g a pasto Carboidrati : 13 grammi o 4,45 g a pasto Carboidrati : 13 grammi o 4,45 g a pasto

59 Lefficacia della Dieta Chetogena: i risultati ottenuti Novembre 1998 al John Hopkins Medical Institutions Novembre 1998 al John Hopkins Medical Institutions 150 bambini affetti da epilessia farmacoresistente 150 bambini affetti da epilessia farmacoresistente Un anno dopo linizio della dieta: Un anno dopo linizio della dieta: 83 degli iniziali bambini rimasero in dieta 83 degli iniziali bambini rimasero in dieta 11 erano guariti 11 erano guariti 30 bambini avevano avuto una riduzione degli spasmi superiore al 90% 30 bambini avevano avuto una riduzione degli spasmi superiore al 90% 34 bambini avevano avuto una riduzione dal 50% al 90% degli attacchi 34 bambini avevano avuto una riduzione dal 50% al 90% degli attacchi Novembre 1998 al John Hopkins Medical Institutions Novembre 1998 al John Hopkins Medical Institutions 150 bambini affetti da epilessia farmacoresistente 150 bambini affetti da epilessia farmacoresistente Un anno dopo linizio della dieta: Un anno dopo linizio della dieta: 83 degli iniziali bambini rimasero in dieta 83 degli iniziali bambini rimasero in dieta 11 erano guariti 11 erano guariti 30 bambini avevano avuto una riduzione degli spasmi superiore al 90% 30 bambini avevano avuto una riduzione degli spasmi superiore al 90% 34 bambini avevano avuto una riduzione dal 50% al 90% degli attacchi 34 bambini avevano avuto una riduzione dal 50% al 90% degli attacchi

60 Lefficacia della Dieta Chetogena: i risultati ottenuti Un anno dopo linizio della dieta: 75 BAMBINI (50%) AVEVANO OTTENUTO UN MIGLIORAMENTO DEL CONTROLLO DEGLI SPASMI >50% Un anno dopo linizio della dieta: 75 BAMBINI (50%) AVEVANO OTTENUTO UN MIGLIORAMENTO DEL CONTROLLO DEGLI SPASMI >50%

61 Ketocal Formula in polvere basata sul classico rapporto 4:1 tra grassi e proteine + carboidrati. Formula in polvere basata sul classico rapporto 4:1 tra grassi e proteine + carboidrati.

62 SHS Ketocal Utilizzato al 13% Utilizzato al 13% come alimento nel lattante e nel bambino molto piccolo, con integrazione di piccole quantità di latte umano, piccole quantità di latte umano, Utilizzato al 13% Utilizzato al 13% come alimento nel lattante e nel bambino molto piccolo, con integrazione di piccole quantità di latte umano, piccole quantità di latte umano,

63 SHS KETOCAL Nelladulto integra la dieta chetogena per ottimizzare il rapporto fra lipidi e glucidi + protidi (4:1)

64 Dieta chetogena con olio MCT Gli acidi grassi a catena media vengono digeriti e utilizzati dallorganismo in modo simile ai carboidrati, ma apportano energia più che doppia.

65 Dieta chetogena con olio MCT Alimentare quei pazienti che accusano gravi disturbi digestivi. Alimentare quei pazienti che accusano gravi disturbi digestivi. Assunzione di MCT1 frazionata almeno in tre quote giornaliere. Assunzione di MCT1 frazionata almeno in tre quote giornaliere. Alimentare quei pazienti che accusano gravi disturbi digestivi. Alimentare quei pazienti che accusano gravi disturbi digestivi. Assunzione di MCT1 frazionata almeno in tre quote giornaliere. Assunzione di MCT1 frazionata almeno in tre quote giornaliere.

66 Effetti collaterali della dieta chetogena 1. Complicanze a breve termine: Nausea e vomito al raggiungimento del grado di chetosi previsto. Fame, sonnolenza, stipsi, ipoglicemia. 1. Complicanze a breve termine: Nausea e vomito al raggiungimento del grado di chetosi previsto. Fame, sonnolenza, stipsi, ipoglicemia.

67 Dieta Chetogena: effetti collaterali 2. Complicanze a lungo termine Nefrolitiasi, irritabilità, carenza di vitamina D, anemia ferropriva 2. Complicanze a lungo termine Nefrolitiasi, irritabilità, carenza di vitamina D, anemia ferropriva

68 Dieta Chetogena Terapia di prima scelta per: Deficit della proteina di trasporto Deficit della proteina di trasporto GLUT 1 Sindrome da deficit del complesso enzimatico piruvato deidrogenasi Sindrome da deficit del complesso enzimatico piruvato deidrogenasi Terapia di prima scelta per: Deficit della proteina di trasporto Deficit della proteina di trasporto GLUT 1 Sindrome da deficit del complesso enzimatico piruvato deidrogenasi Sindrome da deficit del complesso enzimatico piruvato deidrogenasi

69 Sindrome da Deficit del complesso piruvato deidrogenasi Malattia del metabolismo dei carboidrati con degenerazione neurologica variabile durante linfanzia dovuta ad alterazione del ciclo di Krebs dellacido citrico, responsabile del deficit energetico muscolare e cerebrale per deficit di Acetil- CoA.

70 Sindrome da deficit della proteina trasportante il glucosio Il GLUT 1 è il maggior trasportatore di glucosio presente sulle cellule endoteliali vascolari della barriera emato-encefalica ed è responsabile dellingresso del glucosio nel tessuto cerebrale.

71 Deficit di GLUT 1 75/100% Attività funzionale residua del GLUT 1 75/100% Attività funzionale residua del GLUT 1 Minimal Phenotype Minimal Phenotype 50-75% di attività residua del GLUT % di attività residua del GLUT 1 Mild phenotype Mild phenotype 50% della funzione residua del GLUT 1 50% della funzione residua del GLUT 1 Moderate phenotype Moderate phenotype 25-50% della funzione residua del GLUT % della funzione residua del GLUT1 Severe phenotype Severe phenotype 0-25% della funzione residua del GLUT % della funzione residua del GLUT 1 Embryonic lethal Embryonic lethal Assente Assente

72 Caso clinico G.R.G. ( 4 mesi ) G.R.G. ( 4 mesi ) Normale perinatalità Normale perinatalità Grave ritardo dellacquisizione delle prime tappe dello sviluppo neuromotorio Grave ritardo dellacquisizione delle prime tappe dello sviluppo neuromotorio Encefalopatia epilettica con crisi pluriquotidiane febbrili e afebbrili resistenti alla terapia farmacologica. Encefalopatia epilettica con crisi pluriquotidiane febbrili e afebbrili resistenti alla terapia farmacologica.

73 EEG scariche parossistiche ad esordio multifocale

74 Caso clinico Deterioramento neuromotorio progressivo Deterioramento neuromotorio progressivo Decelerazione della crescita della circonferenza cranica fino a valori inferiori al 3° percentile Decelerazione della crescita della circonferenza cranica fino a valori inferiori al 3° percentile Deterioramento neuromotorio progressivo Deterioramento neuromotorio progressivo Decelerazione della crescita della circonferenza cranica fino a valori inferiori al 3° percentile Decelerazione della crescita della circonferenza cranica fino a valori inferiori al 3° percentile

75 Caso clinico RMN encefalo: segni di modesta RMN encefalo: segni di modestaatrofia Glicorrachia 26 mg/dl Glicorrachia 26 mg/dl con glicemia di 108 mg/dl (glucosio ematico/ glucosio liquor =0,24) Diagnosi clinica di deficit di GLUT-1 Diagnosi clinica di deficit di GLUT-1 DNA : in corso la ricerca delle mutazioni DNA : in corso la ricerca delle mutazioni

76 Caso clinico Dieta Chetogena con Dieta Chetogena con rapporto 3,5(G): 1 (P+C) Controllo delle crisi epilettiche Controllo delle crisi epilettiche Successivamente ripresa della evoluzione motoria Successivamente ripresa della evoluzione motoria Successivamente sospensione della terapia farmacologica Successivamente sospensione della terapia farmacologica

77 Netto miglioramento delle anomali EEG grafiche e della reattività

78 Caso Clinico Attendiamo conferma diagnostica da parte dellesame molecolare Attendiamo conferma diagnostica da parte dellesame molecolare Auspichiamo un più ampio impiego di questo trattamento nutrizionale per le epilessie farmaco resistenti anche in Europa Auspichiamo un più ampio impiego di questo trattamento nutrizionale per le epilessie farmaco resistenti anche in Europa Attendiamo conferma diagnostica da parte dellesame molecolare Attendiamo conferma diagnostica da parte dellesame molecolare Auspichiamo un più ampio impiego di questo trattamento nutrizionale per le epilessie farmaco resistenti anche in Europa Auspichiamo un più ampio impiego di questo trattamento nutrizionale per le epilessie farmaco resistenti anche in Europa

79 FINE


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