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MELONE (Cucumis melo L.) Famiglia: Cucurbitaceae Centri di origine: Africa tropicale e sub-tropicale (Valle del Nilo); centri secondari in Cina, Iran,

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Presentazione sul tema: "MELONE (Cucumis melo L.) Famiglia: Cucurbitaceae Centri di origine: Africa tropicale e sub-tropicale (Valle del Nilo); centri secondari in Cina, Iran,"— Transcript della presentazione:

1 MELONE (Cucumis melo L.) Famiglia: Cucurbitaceae Centri di origine: Africa tropicale e sub-tropicale (Valle del Nilo); centri secondari in Cina, Iran, India I maggiori produttori mondiali sono: Cina, Iran, Spagna, Usa In Europa: Spagna, Italia, Francia, Grecia In Italia: Sicilia, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Puglia, Campania

2 Si distinguono 3 principali sottospecie: var. cantalupensis (meloni cantalupi, tipi Charentais): frutti di forma sferica, a superficie liscia, peso di g var. reticulatus (meloni retati): frutti solcati da un reticolo di lenticelle suberose var. inodorus (meloni invernali): frutti di grandi dimensioni (diametro cm, lunghezza anche > 40 cm, peso kg), forma più o meno allungata, con epicarpo bianco, giallo o verde e polpa bianca, verde chiara, gialla o raramente arancione. Si conservano a lungo (anche per tutto linverno, se raccolti molto precocemente)

3 Melone retato Melone cantalupo Melone dinverno

4 Esistono cultivar monoiche, andromonoiche, ginomonoiche, ermafrodite. Fiori maschili riuniti in infiorescenze, portati da peduncoli sottili; hanno corolla gialla a 5 petali e 5 stami con due logge estrorse. Favoriti da fotoperiodo lungo, intensità luminose elevate ed alte temperature. Fiori femminili isolati o raramente accoppiati, 1-1,5 volte più grandi di quelli maschili; corolla gialla a 5 petali, ovario infero, rigonfio e peloso. Compaiono 8-10 gg dopo quelli maschili e sono disposti normalmente su ramificazioni di secondo ordine. Favoriti da fotoperiodo breve, basse intensità luminose e bassa temperatura. Specie allogama ad impollinazione entomofila

5 Melone in fioritura: si noti il fiore femminile sul getto di secondo ordine e i fiori maschili, allascella delle foglie, sullo stelo primario

6 Fiore maschile Fiore femminile

7 1-3: fiori maschili; 2: fiore maschile a sinistra, fiore femminile a destra; 4: fiore monoico a cui sono stati tolti i petali

8 COMPOSIZIONE DEL FRUTTO ACQUA91 % Vitam. C (mg/100 g)30 GRASSI0.1 % Niacina (vit. B 3 o PP, mg/100 g) 0.7 PROTEINE0.8 % Tiamina (vit. B 1, mg/100 g) 0.05 CARBOIDRATI8.5 % Riboflavina (vit. B 2, mg/100 g) 0.03 CENERI0.6 % Carotenoidi (mg/100 g) 2.5 K (mg/100 g)280 P (mg/100 g) 20 Na (mg/100 g) 18 Mg (mg/100 g) 15 Ca e S (mg/100 g) 14 Fe (mg/100 g) 0.4 Tra gli zuccheri, il più importante è il saccarosio, che aumenta con il procedere della maturazione, seguito da fruttosio e glucosio.

9 ESIGENZE TERMICHE Minima letale: 0 2°C Minima biologica: 12 14°C Minima di germinazione: 13 15°C Ottimale per la germinazione: 20 30°C Ottimale notturna: 18 20°C Ottimale diurna: 24 30°C Ottimale per la maturazione: 22 25°C

10 ESIGENZE PEDOLOGICHE Predilige terreni profondi, sciolti, argilloso-limosi, ben drenati. Tollera terreni leggermente calcarei, con pH = E mediamente sensibile alla salinità ( dS/m).

11 AVVICENDAMENTO Molto sensibile a fusariosi e verticilliosi: avvicendamenti di 4 anni (8-10 anni in presenza di fusariosi) in pienaria o 4 cicli colturali in serra, che possono ridursi ad un anno utilizzando piante innestate o cv resistenti ad almeno 3 razze di Fusarium oxysporum f.sp. melonis. Fenomeni allelopatici in successione a solanacee e cucurbitacee. Coltura da rinnovo

12 IMPIANTO Su terreno in piano o prosato, spesso pacciamato. SEMINA TRAPIANTO (a 2-3 foglie, con pane di terra) Distanze: cm tra le file; cm sulla fila. In serra, con tutoraggio, si può arrivare a 4-5 piante/m 2.

13 INNESTO Impiegato per la lotta contro le tracheomicosi causate da Fusarium oxysporum f.sp. melonis razze 0, 1, 2 e Verticillium spp. e contro i nematodi galligeni Portainnesti: diverse zucche (Benincasa hispida, Cucurbita ficifolia, Cucurbita maxima, Cucumis metuliferus) o cultivar selezionate di melone. Innesto con piantine aventi 1-2 foglie vere. Il trapianto può avvenire dopo circa 40 giorni. Si fa per approssimazione, per incisione laterale, per inserzione apicale

14 Innesto a spacco laterale Innesto per inserzione apicale Innesto per approssimazione

15 ESIGENZE NUTRITIVE Asportazioni per 10 t di frutti: 32 kg N; 5-10 kg P 2 O 5 ; 52 kg K 2 O; 50 kg Ca; 5 kg Mg Il massimo di assorbimento si ha giorni dopo il trapianto, poi decresce, pur mantenendosi su valori elevati fino alla maturazione. Su un ciclo di 90 giorni, il 60% della sostanza fresca viene formato negli ultimi 30 giorni.

16 CONCIMAZIONE t di letame/ha Mediamente, in pienaria, per produrre 35 t/ha si apportano: kg N/ha; kg P 2 O 5 /ha; kg K 2 O/ha N: frazionato alla semina e in copertura (al diradamento, prima della fioritura, allinizio dellingrossamento dei frutti) P: in pre-semina (eventualmente localizzato alla semina), eventualmente prima della fioritura in fertirrigazione K: in pre-semina (eventualmente localizzato alla semina), eventualmente prima della fioritura in fertirrigazione

17 Con N: Con P: Con K: > n° fiori femminili > resa > peso frutti > contenuto zuccherino > precocità > ac.ascorbico > zuccheri > aroma > succosità colore più intenso < danni da Fusarium Somministrazioni di Ca aumentano il rapporto fiori ermafroditi/fiori maschili, la resa, la conservabilità, lo spessore della polpa, il tenore in ac. ascorbico e zuccheri

18 IRRIGAZIONE Tollera bene la siccità (apparato radicale ampio e profondo e rapida chiusura degli stomi) Con irrigazione: > resa Periodo critico: fioritura - ingrossamento frutti Con irrigazione abbondante e frequente : n°. di frutti con spaccature, incidenza di Fusarium oxysporum f.sp. melonis

19 Coefficiente colturale: varia da (allinizio ed alla fine del ciclo colturale) a 0.8 (durante lingrossamento dei frutti). Il volume di adacquamento viene calcolato in modo da restituire dal 40% al 100% dellacqua evapotraspirata. Volumi stagionali: m 3 /ha Sistemi dirrigazione: a manichetta forata, a goccia, per aspersione Interrompere lirrigazione circa due settimane prima della raccolta.

20 CONTROLLO DELLE INFESTANTI - SARCHIATURA - PACCIAMATURA - DISERBO: – in pre-semina: benfluralin, trifluralin, chlortal dimetil – in pre-trapianto: naptalane, benfluralin, trifluralin, chlortal dimetil – in pre-emergenza: naptalane – in post-trapianto: chlortal dimetil, trifluralin, fluazifop-butil, setossidim

21 CIMATURA Quella classica prevede il taglio dellasse principale al di sopra della 2 a -3 a foglia quando la pianta è alta cm e presenta 3-4 foglie vere; taglio degli steli primari (1-3) a 4-6 foglie; taglio degli steli secondari 1-2 foglie sopra il I o II frutto. Spesso in pieno campo non viene effettuata. Nelle cv monoiche con allevamento verticale, lo stelo principale viene cimato quando raggiunge laltezza di circa 2 m. Il tipo di cimatura e lentità della stessa dipendono: 1) dalla cv e dal tipo di fiori posseduto (le monoiche formano, rispetto alle andromonoiche, i fiori femminili a livelli più bassi degli steli principali, primari e secondari); 2) dalla vigoria delle piante; 3) dal periodo di coltivazione e dal tipo di allevamento; 4) dallampiezza del periodo di raccolta

22 ALTRI INTERVENTI DI POTATURA VERDE SCACCHIATURA: nellallevamento in verticale, si eliminano i germogli ascellari fino ad unaltezza di cm SFOGLIATURA: nellallevamento in verticale, si eliminano le foglie fino ad unaltezza di cm

23 TRATTAMENTI CON FITOREGOLATORI ALLEGANTI: benziladenina (BA), auxino-simili (NOA, NAA), acido gibberellico (GA 3 ). PROMOTORI DELLA FORMAZIONE DI FIORI FEMMINILI ED ERMAFRODITI: ethephon, NAA, BA MATURANTI: ethephon

24 RACCOLTA Comunemente la raccolta inizia giorni dopo la semina e si protrae per giorni, fino ad un mese per i meloni invernali. Il tenore in saccarosio deve essere di circa il 10% Sintomi della maturazione: appassimento della prima foglia sopra il frutto; cambiamento di colore dellesocarpo. Inoltre: nei meloni retati, il distacco del peduncolo dal frutto, la retatura più rilevata e chiara; nei cantalupi ed invernali, la comparsa di screpolature circolari attorno al peduncolo, la scomparsa della peluria e la formazione della pruina cerosa RESE: t/ha in pienaria, t/ha in coltura protetta

25 OBIETTIVI DEL MIGLIORAMENTO GENETICO Produttività Precocità Uniformità di pezzatura Contemporaneità di maturazione Adattamento alla coltivazione in serra Resistenza alla manipolazione ed ai trasporti Lunga durata di conservazione Resistenza alle spaccature Consistenza, sapore, contenuto zuccherino e vitaminico Resistenza alle principali malattie (fusariosi, verticilliosi, oidio)


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