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Insegnare nel Liceo delle Scienze Sociali Insegnare nel Liceo delle Scienze Sociali Un ripensamento del curricolo e una revisione della didattica Corso.

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Presentazione sul tema: "Insegnare nel Liceo delle Scienze Sociali Insegnare nel Liceo delle Scienze Sociali Un ripensamento del curricolo e una revisione della didattica Corso."— Transcript della presentazione:

1 Insegnare nel Liceo delle Scienze Sociali Insegnare nel Liceo delle Scienze Sociali Un ripensamento del curricolo e una revisione della didattica Corso di formazione Istituto Secondario Superiore Manzoni-Marangoni Suzzara (Mn) Settembre 2008

2 Lucia Marchetti, Insegnare nel Liceo delle Scienze Sociali, Suzzara Settembre 2008 Alcune tappe…di un percorso tortuoso La sperimentazione dal 1974 Il Progetto Brocca e il Proteo Anni 90 La chiusura dellIstituto Magistrale 1997 LAutonomia 1999 Il documento nazionale febbraio La fondazione della Rete Passaggi e la nascita del sito Giugno 2006 Il G8, i ministri dellistruzione ( Russia, Giappone, Stati Uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia) Documento conclusivo, primo punto: Nel mondo attuale, la conoscenza delle scienze, delle Scienze Sociali e delle Scienze Umane e limpiego efficiente di tali conoscenze sono elementi importanti per la realizzazione delle persone, la coesione sociale e lo sviluppo socio-economico, come pure per lincremento della competitività e per il miglioramento della qualità della vita

3 Il documento nazionale Febbraio 2000: Le PAROLE CHIAVE SOCIETACOMPLESSA CONTEMPORANEITA GENEALOGIA GLOBALIZZAZIONE COMUNICAZIONE Ad un mondo concepito in termini di razionalità, equilibrio, leggi, viene contrapposto un mondo caratterizzato dalla probabilità, dal disordine, dallinstabilità, dalle fluttuazioni, dal caso, dalla non- linearità. Cambiano le rappresentazioni della natura e i modelli epistemologici; tendono ad affermarsi concezioni pluraliste, mentre entrano in crisi le ideolologie riduzioniste, fondamentaliste I.Prigogine 1971 Ma ciò che significa? Significa che si abbandona un tipo di spiegazione lineare e si adotta un tipo di spiegazione in movimento, circolare, una spiegazione in cui per cercare di comprendere il fenomeno si va dalle parti al tutto e dal tutto alle parti Ma ciò che significa? Significa che si abbandona un tipo di spiegazione lineare e si adotta un tipo di spiegazione in movimento, circolare, una spiegazione in cui per cercare di comprendere il fenomeno si va dalle parti al tutto e dal tutto alle parti E.Morin, Le vie della complessità 1986

4 La società complessa Lo specifico dellindirizzo Pluralità di culture (antropologia) Struttura e Stratificazione sociale (sociologia) Articolazioni normative ed economiche (diritto economia ) Dinamiche formative e dimensione psicologica propria dei comport. Individuali e collettivi ( sc. delled. psicologia)

5 Nuclei fondanti Società contemporanea complessa Culture linguaggi comunicazione Ambiente Popolazione risorse della terra Individuo e interazione sociale Processi economici di produzione e distribuzione Processi politici e istituzioni giuridiche Conoscenza del territorio nei suoi aspetti fisici e antropici

6 Assi culturali e metodo Società contemporanea complessa Prospettiva storico-antropologica Metodo scientifico Approccio di tipo integrato per affrontare i contesti problematici che caratterizzano la società complessa Le differenze saranno di METODO nel modo di leggere gli stessi fenomeni che caratterizzano la società contemporanea

7 Le competenze Lettura della società Saper riconoscere e analizzare aspetti della società utilizzando le diverse prospettive disciplinari Saper ricostruire la dimensione storica dei fenomeni sociali per collocarli nei diversi contesti Rapporto io-altri Saper interagire e collaborare con istituzioni, persone e gruppi anche di culture diverse Saper inquadrare problemi di organizzazione sociale, di formazione e di gestione delle risorse umane Saper affrontare la provvisorietà Saper gestire il contrasto e la conflittualità Saper progettare interventi nel territorio coerenti con le esperienze maturate

8 La necessità di progettare il quinquennio. per collocare ogni segmento formativo in una cornice di senso ( culturale, cognitivo, didattico) Criterio della GRADUALITA. Per dare continuità alle conoscenze e rafforzare le abilità. Per aprirsi con maggiore solidità ai contributi di altre discipline. Per offrire a studenti e famiglie una mappa si cui orientarsi (più sicura e articolata rispetto agli incontri orientativi). Per potersi allontanare dalla pista segnata senza il timore di perdersi. Per analizzare lo statuto disciplinare e decidere dove collocare i contenuti (e non far decidere allindice del manuale). Per costruire una base di confronto con i colleghi dentro e fuori la scuola. Per individuare le opportunità formative che offre il territorio anche oltre la.s. in corso

9 I saperi Il sapere è, come dice Bruner, la struttura logica di una disciplina, cioè fondamentalmente la sua metodologia, i suoi concetti e i suoi principi fondamentali e generali, il suo modo di leggere e di ordinare il mondo. Questo occorre trasmettere, o meglio, occorre aiutare i nostri studenti a scoprire e trovare i modi adeguati ad ogni età. La fisica, la poesia, larte, la biologia, la filosofia, la matematica sono modi diversi di spiegare e di ordinare il mondo: è questa diversità che lallievo deve imparare a cogliere a poco a poco. Questo approccio alle discipline/saperi è più impegnativo, richiede elaborazione, ma può essere facilitato se si parte dai problemi e non dalle discipline o dai saperi.

10 Il biennio Ha il compito di avviare la costruzione di abiti mentali adeguati attraverso conoscenze proprie della disciplina. Ha un approccio alle discipline attraverso percorsi che correlino la dimensione personale a quella sociale, il micro al macro, la linea diacronica a quella sincronica e che intreccino le diverse prospettive di analisi.

11 Il triennio Per il triennio, e in particolare per il primo anno, si tratta di costruire una progettazione che da un lato mantenga la continuità con il biennio e, dallaltro, apra a forme più sistematiche e formali nellapproccio alle discipline. Non solo, ma al triennio si affida lobiettivo di ricostruire in forma più articolata e approfondita la tradizione culturale e di orientare verso scelte più definite di studio e di lavoro. Così ogni disciplina potrà muoversi su tre livelli: quello del proprio statuto quello dellintegrazione con gli altri saperi e quello dellorientamento su temi o esperienze (es. lo stage) più collegate alla pratica o alla realtà esterna. Si conferma quindi la necessità di un approccio integrato ai problemi culturali e sociali e di una cura specifica per la costruzione di un abito mentale attento alla relazione con se stessi e con laltro.

12 Come articolare la disciplina nel triennio DISCIPLINA Interrelazioni con le scienze umane e con altri saperi Lo Statuto Oggetto e campo di indagine Origini e condizioni al contorno; momenti cronologici fondamentali (snodi e autori) Metodologia e strumenti di indagine; concetti-chiave Applicazioni della disciplina allinterpretazione di fenomeni sociali e culturali Approfondimento su temi oggetto dellindagine nellanno in corso Orientamento su temi o esperienze (es. lo stage) più collegate alla pratica o alla realtà esterna

13 Tema unificante e nuclei fondanti: un esempio società-modelli culturaliIl tema unificante dei diversi percorsi disciplinari è società-modelli culturali. Si tratta di un tema multiprospettico entro il quale è possibile progettare percorsi e moduli diversi che, tuttavia richiamano la chiave interpretativa del curricolo, quella storico-antropologica. Esso, inoltre, realizza la necessaria aggregazione tra diverse prospettive disciplinari, ma insieme consente di riconoscerne le specificità.

14 I percorsi pluridisciplinari Società e modelli culturali (chiave storico- antropologica) Per una lettura della società… (dimensione economico- giuridica) Cultura-individuo- interazione sociale (dimensione psicosociologica e comunicativa) Culture e visione del mondo (dimensione culturale)

15 Comunicazione e linguaggi Esempio del percorso: Cultura-individuo-interazione sociale ( dimensione psicosociologica e comunicativa ) Classe prima Comunicazione e linguaggi Lingua e logica Italiano e matematica Il Linguaggio- Origini Comunicazione nelluomo e nellanimale Psicologia, Biologia Etologia Linguaggio del corpo Psicomotricità Educazione motoria Il linguaggio del gruppo Linguaggio del rito. Cultura e linguaggio simbolico Sociologia Antropologia Linguaggi verbali e non verbali LNV Italiano

16 La città Esempio del Percorso Per una lettura della società..Classe terza La città Questo percorso ha come fulcro il concetto di società, ma, mentre al biennio ne ha analizzato la dimensione economica e giuridica, pur misurata sui bisogni naturali e culturali, questanno articola la sua trattazione in modo più ampio e approfondito, nel passato e nel presente. Specifico disciplinare La Sociologia come strumento di auto-ascolto della società Sociologia e Storia (compresenza) PASSATO la città secondo la dimensione storico-sociale: La Polis e le radici del concetto di cittadinanza ( Filosofia, Antropologia, Pedagogia) – La società urbana e le arti: Firenze, Ferrara (Italiano, Storia, Musica) PRESENTE la metropoli secondo una dimensione socio-culturale. (Inglese, Francese, Sociologia, Antropologia) PRESENTE Famiglia e istituzioni nel ciclo di vita ( Diritto Economia Sociologia Religione) PRESENTE Linfanzia e la città prospettiva ecologica di buona convivenza tra bambine e bambini e la città ( Scienze sociali e scienze naturali) in collaborazione con istituzioni della città Stage Baby observation Tema comune La città, metafora del luogo di elezione di una vita veramente umana

17 La necessità di un insegnamento integrato EpistemologicaEpistemologica E imposta dalloggetto di studio: la società contemporanea complessa. Si tratta di un oggetto dalle infinite sfaccettature e in continuo mutamento che richiede letture diverse e continuamente aggiornate, una pluralità di prospettive, non solo delle scienze sociali, ma anche delle scienze naturali, delle scienze dure, delle arti e dei media. I confini sono evidenti, ma frequenti sono gli sconfinamenti. Occorre tuttavia evidenziare le specificità di ogni sapere nel metodo, nelloggetto specifico, e nella prospettiva propria di leggere il mondo.

18 La necessità di un insegnamento integrato CognitivaCognitiva Allo scopo di migliorare lapprendimento è preferibile presentare la rete organizzativa dei contenuti, la mappa degli intrecci, per offrire agli studenti appoggi, riferimenti. (Cfr. Progetto del Consiglio di classe)Allo scopo di migliorare lapprendimento è preferibile presentare la rete organizzativa dei contenuti, la mappa degli intrecci, per offrire agli studenti appoggi, riferimenti. (Cfr. Progetto del Consiglio di classe) Teorie cognitive: Vygotskij, Bruner, PontecorvoTeorie cognitive: Vygotskij, Bruner, Pontecorvo gli incontri educativi dovrebbero sfociare nella comprensione, e non nella mera performance. Comprendere significa cogliere il posto occupato da unidea o da un fatto in una più generale struttura della conoscenza. (Bruner, La cultura della educazione, 1997)

19 Lincontro fra interpretazioni diverse di uno stesso fenomeno rafforza lapprendimento perché parte dalla complessità di cui sono costituiti i fatti, i problemi, la realtà. Organizzare linsegnamento per aree aggregative può risolvere tre questioni nodali: 1. comprendere le nozioni-chiave delle discipline allinterno di un contesto di significato, di una mappa di riferimento, partendo dalla considerazioni di problemi concreti, di fenomeni autentici e da questi risalire ai contesti disciplinari che forniscono una base adatta per il loro inquadramento disciplinare. E non il contrario. 2. Obbligare i docenti a ripensare i saperi e a individuare le questioni essenziali che li distinguono, ma soprattutto a pensare le modalità più adatte a facilitare lapprendimento dei diversi punti di vista che le scienze sociali offrono alla comprensione dei fenomeni. 3. creare le condizioni per un apprendimento negoziato in cui linsegnante condivide con gli allievi fin dallinizio il percorso da intraprendere, le tappe e i risultati da raggiungere e, con loro, si mette in relazione con altri saperi, fuori dal proprio specifico. Questo si può fare anche solo su una disciplina, ma è quasi obbligatorio se aree aggregate in quanto devono essere a tutti chiari i collegamenti.

20 La necessità di un insegnamento integrato DidatticoDidattico Questa scelta modifica il modo di lavorare degli insegnanti, degli allievi e la conduzione delle attività in classeQuesta scelta modifica il modo di lavorare degli insegnanti, degli allievi e la conduzione delle attività in classe Richiede che si progetti in anticipo, si cerchino materiali, si individuino le diverse tappe, le verifiche e il tipo di prodotto finale. E molto importante che la classe sia informata fin dallinizio e intraveda chiaramente tutto il percorso per potere interagire e incidere sulle scelte. Prevede compresenze, correzioni comuni di compiti, insomma un tipo di lavoro non tradizionale, ma i risultati sono in genere migliori, e poi, se si progetta bene in anticipo, si copre un buon lasso di tempo scolastico e si ha chiarezza di cosa si deve fare di volta in volta, così da poter eventualmente introdurre correttivi.

21 Bibliografia AA.VV., Scienze sociali e riforma della secondaria, Einaudi, Torino 1977 J.Bruner, Un corso di studi sulluomo in Verso una teoria dellistruzione, Armando, Roma 1967 La cultura delleducazione, Feltrinelli, Milano 1997 H.Gardner, Sapere per comprendere. Discipline di studio e disciplina della mente, Feltrinelli, Milano 1999 E.Morin, Le vie della complessità in AA.VV. (a cura di G.Bocchi e M.Ceruti) La sfida della complessità, Feltrinelli, Milano Pontecorvo C., Marchetti L. (a cura di) Nuovi saperi per la scuola. Le scienze sociali trentanni dopo, Marsilio, Venezia 2007 I.Prigogine, Elogio dellinstabilità in AA.VV. (a cura di P.Alferj e A.Pilati, Conoscenza e complessità. Strategie e prospettive della scienza contemporanea, Theoria, Roma-Napoli 1990 : -Dal sito In Documenti base: - Gruppo di lavoro per lindirizzo di scienze sociali, Lindirizzo di scienze sociali: il profilo formativo e gli assi culturali, Roma, Febbraio Stefania Stefanini, Identità e storia del liceo scienze sociali: continuità e innovazionewww.scienzesocialiweb.it Interventi: - In Interventi: - Lucia Marchetti, Il biennio, tra pratica e teoria In Progettazioni: - Progettazione di Consiglio di classe di prima a.s Progettazione di Consiglio di classe di terza a.s Progettazione di scienze sociali di prima a.s Progettazione di Scienze della terra classe prima a.s Progettazione di Scienze Sociali classe terza a.s


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