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1Michele Dallagà28/04/2014 Michele 46 anni Formatore aziendale Michele Dallagà 2 28/04/2014.

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2 1Michele Dallagà28/04/2014

3 Michele 46 anni Formatore aziendale Michele Dallagà 2 28/04/2014

4 3 incontri di formazione Comunicazione interpersonale Lavoro di squadra Contrasto/Conflitto Miglioramento personale Michele Dallagà 3 28/04/2014

5 Michele Dallagà4 Nessun uomo/donna è unisola 28/04/2014

6 Trascorriamo gran parte del nostro tempo allinterno di contesti di gruppo, lavorativi e non, in cui investiamo energie ed emozioni, ci confrontiamo, progettiamo, prendiamo decisioni, cerchiamo di risolvere problemi Michele Dallagà 5 28/04/2014

7 Ci sono molti fattori che contribuiscono a rendere stressante la nostra vita lavorativa ed in particolare: Natura dellimpiego Ruolo allinterno dellorganizzazione Intrinseci alla struttura dellorganizzazione Carriera Natura del rapporto con i colleghi Condizioni di lavoro insoddisfacenti Michele Dallagà 6 28/04/2014

8 Michele Dallagà 7 Il conflitto sembra caratterizzato da due o più parti che desiderano possedere e gestire in modo esclusivo una certa risorsa o una certa situazione. 28/04/2014

9 Michele Dallagà8 CONTRASTO Riguarda i contenuti: ha luogo quando due o più persone presentano punti di vista differenti, modalità diverse per affrontare una certa situazione. E presente in tutti i gruppi di lavoro ed è indice di eterogeneità e ricchezza, permette di cogliere e gestire le complessità. Condotto correttamente permette al gruppo di crescere e di progredire, se è ignorato o evitato, al contrario, può paralizzare il lavoro e degenerare in conflitto 28/04/2014

10 Michele Dallagà9 CONFLITTO Riguarda la relazione: emerge quando lattenzione della discussione non si centra più sui contenuti ma su chi ha ragione e chi ha torto, su chi esce vincitore e chi sconfitto, su chi ha potere di prendere una decisione e chi deve solamente obbedire. 28/04/2014

11 I conflitti sono: Spiacevoli e distruttivi per le relazioni (rabbia, tensione, risentimento, ansia, …); Controproduttivi e costosi per un gruppo o una organizzazione (perdita di funzionalità di un sistema e quindi dei costi). Michele Dallagà 10 28/04/2014

12 Michele Dallagà11 Conflitto interno o individuale (avvertito solo da noi) Conflitto esterno o condiviso (avvertito con altre persone) Conflitto diretto (rivolto a noi) Conflitto indiretto (non rivolto contro di noi personalmente) Conflitto organizzativo (intragruppo e intergruppo) 28/04/2014

13 Sul piano individuale gli effetti negativi del conflitto riguardano principalmente lo stress e si manifestano attraverso sintomi PsicologiciFisiciComportamentali Incapacità di concentrarsi, di pensare lucidamente, laumento dellirritabilità e la difficoltà di rilassamento Emicrania, insonnia, difficoltà di digestione Abbandono o evitamento dei rapporti conflittuali, abuso di alcolici, sigarette, tranquillanti nel tentativo di alleviare la tensione Michele Dallagà 12 28/04/2014

14 Michele Dallagà13 Caratteristiche dei gruppi Percezione della situazione Modo in cui trattiamo gli altri Regole di interazione Differenze interpersonali 28/04/2014

15 Michele Dallagà14 Formazione di sottogruppi Stereotipi di comportamento Caratteristiche dei gruppi 28/04/2014

16 Michele Dallagà 15 Anna Luisa Gino Gigi La cricca Caratteristiche dei gruppi 28/04/2014

17 Michele Dallagà 16 Anna Luisa Emma Gigi Lara Gaia Franco LACATENALACATENA Caratteristiche dei gruppi 28/04/2014

18 Michele Dallagà 17 Anna Maria Olga Gigi Il gruppo diviso Caratteristiche dei gruppi 28/04/2014

19 Michele Dallagà 18 Accettazione di una porzione equa del carico di lavoro Disponibilità ad offrire aiuto Collaborazione e rispetto per gli spazi comuni Collaborazione con i colleghi Rispetto della privacy Astensione dalle critiche in pubblico Astensione dal denigrare un collega parlando con un superiore Regole di interazione 28/04/2014

20 Michele Dallagà 19 Nellambito dei rapporti di lavoro i comportamenti più negativi sono: Denigrare un collega parlando con un superiore Criticare un collega in pubblico Rifiutarsi di svolgere la propria parte di lavoro Regole di interazione 28/04/2014

21 Michele Dallagà 20 Le relazioni tra colleghi devono essere basate su principi di equità e di reciprocità. Il rifiuto di accettare il giusto carico di lavoro o di assumersi le proprie responsabilità per distrazione, pigrizia o incompetenza costituiscono comportamenti che violano gravemente le norme che regolano i rapporti di lavoro e possono essere delle importanti fonti di attrito tra colleghi Regole di interazione 28/04/2014

22 Michele Dallagà21 Differenze interpersonali Personalità diverse Differenze di sesso e di età 28/04/2014

23 Michele Dallagà 22 I rapporti di lavoro con i colleghi dovrebbero essere simmetrici Le difficoltà sorgono quando una persona si rifiuta o non è in grado di eseguire la propria parte di lavoro o quando assume una posizione che laltra persona non riconosce o non accetta Differenze interpersonali 28/04/2014

24 Michele Dallagà23 Modo in cui trattiamo gli altri Abuso di autorità Pregiudizi Giochi di potere 28/04/2014

25 Michele Dallagà24 Modo in cui trattiamo gli altri Minacce aperte: intimidatorie verbali o fisiche Minacce psicologiche: sparlare o calunniare, far ricadere la colpa, impedire di esprimere il proprio parere … Gioco sporco: dose di falsità. Fingere di aiutare, presentarsi come vittima, non permettere di reagire 28/04/2014

26 Michele Dallagà25 Percezione della situazione Percepire significa costruire e filtrare la realtà. Processo attivo di elaborazione delle informazioni 28/04/2014

27 Michele Dallagà26 La realtà che percepiamo è diversa dalla realtà in sé e dipende da Esperienza Individualità Ambiente sociale Lesperienza che abbiamo del mondo è diversa dal mondo in sé Percezione della situazione 28/04/2014

28 Michele Dallagà27 Carta e penna Percezione della situazione 28/04/2014

29 Michele Dallagà28 INCOMPRENSIONEINCOMPRENSIONE SCREZIOSCREZIO BATTIBECCOBATTIBECCO POLEMICAPOLEMICA DIATRIBADIATRIBA ALTERCOALTERCO SCONTROSCONTRO RISSARISSA 28/04/2014

30 Michele Dallagà 29 Il conflitto è sempre negativo, pericoloso? La gestione costruttiva del conflitto rappresenta il punto chiave per trasformarlo in occasione di accrescere la motivazione e la creatività nel proprio team. 28/04/2014

31 Michele Dallagà30 Benefici dei conflitti nei gruppi di lavoro Problem - solving: il conflitto può produrre migliori soluzioni poiché il gruppo va ad analizzare più alternative possibili scegliendo la più vantaggiosa per i propri bisogni. Cambiamento: il conflitto può evidenziare potenziali problemi nelle procedure, nellassegnazione di compiti e/o responsabilità rappresentando quindi lopportunità per migliorare lefficienza del gruppo. Consapevolezza: nel conflitto le persone imparano a conoscere gli aspetti positivi e negativi del proprio comportamento e le conseguenze sugli altri. 28/04/2014

32 Michele Dallagà31 Effetti positivi dei conflitti Rafforzare un rapporto: se due persone sono in grado di riconoscere il fatto di avere punti di vista diversi, di capire il perché di questa differenza e sono disposte a discutere, il rapporto lavorativo ne uscirà rafforzato Aumentare la fiducia: se due persone riescono a risolvere un conflitto, probabilmente si fideranno maggiormente luna dellaltra in futuro, sapendo che le loro diverse posizioni non si escludono a vicenda Aumentare lautostima: lesito positivo di un conflitto incide sullautostima Essere fonte di soddisfazione: il conflitto stimola interesse e curiosità, permettendo di utilizzare appieno le capacità individuali ed è considerato un apprezzato strumento di valutazione delle proprie capacità 28/04/2014

33 Michele Dallagà32 Il problema non è la presenza di un conflitto, ma la modalità con cui scegliamo di affrontarlo e, se possibile, di trasformarlo fino a risolverlo. … diventa fondamentale imparare a riconoscere e a gestire i conflitti che sorgono, imparare a costruire un consenso condiviso, imparare a prendere le decisioni in modo consapevole. 28/04/2014

34 33 DivergenzaConcorrenza OstacolamentoAggressione XY X X Obiettivi diversi Obiettivo conteso Mettere i bastoni tra le ruote Verbale o fisica Come usciamo da questa situazione? Michele Dallagà28/04/2014

35 Michele Dallagà 34 Analisi del conflitto Storia: when? Contesto: what? Parti coinvolte: who? Motivi: why? Dinamiche: how?

36 28/04/2014Michele Dallagà 35 Storia del conflitto Comprendere il modo in cui il conflitto si è sviluppato può aiutarci a capire perché ci si trova nella situazione di conflitto Come si è manifestato? Cè un fatto particolare che segna linizio del conflitto? Da quanto dura? Come va evolvendosi?

37 28/04/2014Michele Dallagà 36 Contesto del conflitto Lambiente in cui si sviluppa il conflitto si sviluppato può aiutarci a capire la sua natura e la sua gravità Da quali comportamenti e da quali azioni è caratterizzato il conflitto?

38 28/04/2014Michele Dallagà 37 Parti coinvolte nel conflitto Anche se il conflitto riguarda solo due persone, per comprenderlo meglio è importante inserirlo in un ampio contesto sociale Cè qualcuno che sta alimentando il conflitto?

39 28/04/2014Michele Dallagà 38 Motivi del conflitto Per cercare di risolvere il conflitto è importante identificare i motivi del disaccordo Ci sono fatti particolari su cui non siamo daccordo? Abbiamo interpretazioni diverse sui punti cruciali del nostro lavoro? Qualcuno del gruppo sta cercando di non rinunciare a qualcosa di acquisito?

40 28/04/2014Michele Dallagà 39 Dinamiche del conflitto Nessun conflitto è statico. Capire come si modifica il conflitto nel tempo può aiutarci a risolverlo La causa del conflitto è ancora o il conflitto adesso è alimentato da altri fattori? Le nostre posizioni sono cristallizzate, radicate? Le ostilità sono aumentate dallinizio del conflitto?

41 28/04/2014Michele Dallagà40 AGGRESSIVOPASSIVOASSERTIVO Scarica le responsabilità Rinuncia, subisce decisioni altrui Si assume le proprie responsabilità Impone e pretende, senza diritto Evita il conflitto, non manifesta il dissenso Rispetta i diritti altrui ed afferma i propri Non si preoccupa di dare spiegazioni razionali né di ascoltare Non fa proposte né chiede o offre ascolto Esprime idee, dissenso, desideri ed offre ascolto Tende a generalizzare ed a giudicare. Colpevolizza gli altri Non affronta i problemi, ne rimanda la soluzione. Fa la vittima Ragiona sui fatti Ammette gli errori Cerca le soluzioni I 3 moschettieri

42 28/04/2014Michele Dallagà41 Il passivo Ha difficoltà nel riconoscere e affermare i propri diritti Ha difficoltà nel riconoscere e affermare i propri diritti Tende a compiacere gli altri, non si oppone e Tende a compiacere gli altri, non si oppone e subisce subisce Si colpevolizza eccessivamente per gli errori Si colpevolizza eccessivamente per gli errori Catastrofizza le conseguenze Catastrofizza le conseguenze Ha paura della disapprovazione Ha paura della disapprovazione Ha unelevata ansia sociale Ha unelevata ansia sociale

43 28/04/2014Michele Dallagà42

44 28/04/2014Michele Dallagà43 Il passivo Si ottiene simpatia e approvazione Si evitano i conflitti nellimmediato Si assumono minori responsabilità Si controllano gli altri colpevolizzandoli Frustrazione per non piacere a tutti Non si evitano a lungo termine i conflitti Non affrontare i propri problemi li aggrava Colpevolizzare crea inimicizia e conflitti

45 28/04/2014Michele Dallagà44

46 28/04/2014Michele Dallagà45 Laggressivo n È attenta solo a sé e prevarica gli altri n ha reazioni eccessive ed esplosive, spesso sproporzionate rispetto agli stimoli sproporzionate rispetto agli stimoli antecedenti antecedenti n utilizza metodi coercitivi e distruttivi n mortifica la dignità degli altri

47 28/04/2014Michele Dallagà46 Si ottengono risultati solo con modi aggressivi Dopo laggressione, si scaricano le tensioni e ci si sente meglio Gli altri sono sempre ostili, bisogna proteggersi Quando non se ne può più, uno scoppio di collera, è quello che ci vuole

48 28/04/2014Michele Dallagà47 Si ottengono risultati nellimmediato Si ottengono risultati nellimmediato Si ha la sensazione di dominare Si ha la sensazione di dominare la situazione la situazione Si riesce ad esercitare un controllo Si riesce ad esercitare un controllo sugli altri, attraverso la coercizione sugli altri, attraverso la coercizione e la paura e la paura Ci si vede come persone forti e Ci si vede come persone forti e apprezzate apprezzate Laggressivo

49 28/04/2014Michele Dallagà48 Laggressivo A lungo andare si diventa insopportabili Si viene boicottati ed evitati Si stabiliscono rapporti basati sul timore ed inimicizia Esibire mancanza di autocontrollo è un modello sociale perdente

50 28/04/2014Michele Dallagà49

51 28/04/2014Michele Dallagà50 Attraverso il pugno di ferro, si ottengono i risultati dopo aver scaricato la rabbia, ci si sente meglio è meglio attaccare che essere attaccati si deve restituire pan per focaccia OBIETTIVO: OBIETTIVO: potere personale e sociale n effetti a breve termine: scaricamento della tensione n effetti a lungo termine: isolamento sociale

52 28/04/2014Michele Dallagà51 Lassertivo Difficoltà ad acquisire tale stile Difficoltà ad acquisire tale stile Modificare le proprie abitudini comunicative Modificare le proprie abitudini comunicative Demolire schemi e regole culturali Demolire schemi e regole culturali Accettare un periodo dincomprensione Accettare un periodo dincomprensione da parte degli altri da parte degli altri

53 28/04/2014Michele Dallagà52 Essere assertivi Avere un positivo concetto di sé Essere consapevoli dei propri diritti, opinioni, gusti, sentimenti Assumere la responsabilità del proprio comportamento e delle relative conseguenza Saper esprimere le proprie convinzioni, preferenze in mezzo agli altri

54 28/04/2014Michele Dallagà53 Sviluppare lassertività FORNIRE INFORMAZIONI Essere diretti Essere descrittivi Evitare pregiudizi Evitare consigli RICERCARE INFORMAZIONI Essere aggiornati Fare domande giuste Non valutare UTILIZZARE LEMOZIONE Lasciar trasparire i sentimenti Descriverli Evitare il vittimismo COMPRENDERE I SENTIMENTI ALTRUI Ascoltare e immedesimarsi in problemi altrui Non commentare Interpretare il tono emotivo

55 28/04/2014Michele Dallagà54 Sviluppare lassertività AFFERMARE LE PROPRIE ESIGENZE Mettere a fuoco ciò che si desidera Essere espliciti Non sottostimare Sollecitare reazioni COMINICARE LE PROPRIE DECISIONI Utilizzare SI e NO Essere concisi Essere fermi Evitare troppi no RICONOSCERE LE ESIGENZE Ascoltare in modo non critico Interpretare il significato Procedere per approssimazioni Prendere tempo ESSERE FLESSIBILI Modificare i propri punti di vista Tenere conto degli input altrui Riconoscere il merito

56 28/04/2014Michele Dallagà55 Sviluppare lassertività ESPRIMERE LA PROPRIA OPINIONE Sostenere i propri diritti/opinioni Rafforzare con IO Evitare scuse ACCETTARE I COMPLIMENTI Assorbirli Riconoscerli Non affrettarsi a contraccambiare VALUTERE LE CRITICHE Esaminarle, non reagire Chiedere esempi Cercare suggerimenti Riconoscere i propri errori ESPRIMERE COMPLIMENTI Descrivere il comportamento con esempi Non sovraccaricare Non manipolare

57 Ascolto empatico Fiducia La scala della fiducia

58 1. Ascolto empatico Ascoltare oltre le parole mostrando piena attenzione allo stato danimo e ai valori più importanti dellinterlocutore La scala della fiducia

59 Empatia Ascolto empatico Fiducia La scala della fiducia

60 2. Empatia Capire a fondo gli stati danimo, i desideri, gli obiettivi dellinterlocutore e comunicare nel rispetto di essi. La scala della fiducia

61 Empatia Aiuto spassionato Ascolto empatico Fiducia La scala della fiducia

62 3. Aiuto spassionato Essere dalla parte del proprio interlocutore senza nascondere secondi fini La scala della fiducia

63 Empatia Aiuto spassionato Condivisione del risultato Ascolto empatico Fiducia La scala della fiducia

64 4. Condivisione del risultato Fare del raggiungimento degli obiettivi altrui un proprio successo La scala della fiducia

65 5. Fiducia La fiducia è la conseguenza dei primi 4 step. Per arrivarci occorre muoversi… La scala della fiducia


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