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Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ

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1 Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Piazza G. Ermini, 1 I Perugia Prof. Stefano Federici Corso di Corso di Psicologia generale Psicologia generale Corso di Corso di Psicologia generale Psicologia generale – Introduzione alla Psicologia moderna: Definizione e Origini Tre problemi di fondo della psicologia Tre problemi di fondo della psicologia 1.1 Tra il mentale e il fisico 1.2 Empirismo vs. razionalismo 1.3 Le menti altrui 2. Di cosa si occupa la psicologia 2.1 Definizione di psicologia cognitiva 2.2 Il posto della psicologia tra le scienze cognitive 2.3 Le aree disciplinari della psicologia Elementi di storia della psicologia moderna Elementi di storia della psicologia moderna 3.1 Le origini della psicologia scientifica moderna

2 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 2 Cap. 1 Tre problemi di fondo della psicologia Tra il mentale e il fisico Empirismo vs. razionalismo Le menti altrui

3 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La relazione mentale-fisico «The relation between the mental and the physical is the deepest and most recurrent classic philosophical topic in the philosophy of mind, one very much alive today. […] This topic is so persistent and pervasive in thinking about the mind. But to convey something of the topics historical significance let us begin with a classic expression of the puzzling nature of the relation between the mental and the physical, the MIND-BODY PROBLEM». Wilson, R. A. (1999). Introduction: Philosophy. In R. A. Wilson, & F. C. Keil The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences (p. xv-xxxvii). Wilson, R. A. (1999). Introduction: Philosophy. In R. A. Wilson, & F. C. Keil The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences (p. xv-xxxvii). «The relation between the mental and the physical is the deepest and most recurrent classic philosophical topic in the philosophy of mind, one very much alive today. […] This topic is so persistent and pervasive in thinking about the mind. But to convey something of the topics historical significance let us begin with a classic expression of the puzzling nature of the relation between the mental and the physical, the MIND-BODY PROBLEM». Wilson, R. A. (1999). Introduction: Philosophy. In R. A. Wilson, & F. C. Keil The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences (p. xv-xxxvii). Wilson, R. A. (1999). Introduction: Philosophy. In R. A. Wilson, & F. C. Keil The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences (p. xv-xxxvii). 3

4 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Mind-Body Problem «The mind-body problem is the problem of explaining how our mental states, events, and processes are related to the physical states, events, and processes in our bodies». Crane, T. (1999). Mind-Body Problem. In R. A. Wilson & F. C. Keil (Eds.), The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences (pp ). Crane, T. (1999). Mind-Body Problem. In R. A. Wilson & F. C. Keil (Eds.), The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences (pp ). 4

5 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Mental state In [clinical] psychology, mental state is an indication of a persons mental health. Mental status examination, a structured way of observing and describing a patients current state of mind Mental status examination, a structured way of observing and describing a patients current state of mind In the philosophy of mind [and cognitive psychology], a mental state is the kind of state or process that is unique to thinking and feeling beings; these can be representational states representational states or qualitative states (qualia) or qualitative states (qualia) Wikipedia contributors. (2011). Mental state. Wikipedia, The Free Encyclopedia. Retrieved from Wikipedia website: contributors. (2011). Mental state. Wikipedia, The Free Encyclopedia. Retrieved from Wikipedia website: 5

6 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I qualia sono, nella filosofia della mente, gli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti. Ogni esperienza cosciente ha una sensazione qualitativa diversa da unaltra. Ad esempio, lesperienza che proviamo nellassaporare un gelato è qualitativamente diversa da quella che cogliamo quando contempliamo La Gioconda. Ogni esperienza cosciente ha una sensazione qualitativa diversa da unaltra. Ad esempio, lesperienza che proviamo nellassaporare un gelato è qualitativamente diversa da quella che cogliamo quando contempliamo La Gioconda. I qualia sono estremamente specifici e caratterizzano essenzialmente le singole esperienze coscienti. Wikipedia contributors. (2011). Qualia. Wikipedia, The Free Encyclopedia. Retrieved from Wikipedia website: contributors. (2011). Qualia. Wikipedia, The Free Encyclopedia. Retrieved from Wikipedia website: 6

7 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 7 Il dualismo cartesiano René Descartes (1596–1650, filosofo francese) Combinò una teoria meccanicistica della natura con una teoria dualistica della natura umana Combinò una teoria meccanicistica della natura con una teoria dualistica della natura umana Le persone sono essenzialmente una combinazione di sostanza mentale (menti) e di sostanza materiale (corpi): dualismo cartesiano.Le persone sono essenzialmente una combinazione di sostanza mentale (menti) e di sostanza materiale (corpi): dualismo cartesiano. Il corpo è una macchina idraulica perfetta, come gli orologi, le fontane artificiali, i mulini, allora giunti ad un livello altissimo di perfezione. Il corpo è una macchina idraulica perfetta, come gli orologi, le fontane artificiali, i mulini, allora giunti ad un livello altissimo di perfezione. Si riferisce al fisiologo Harvey, che aveva scoperto nel 1628 la circolazione del sangue, e aveva dato una perfetta interpretazione meccanicista del funzionamento corporeo.Si riferisce al fisiologo Harvey, che aveva scoperto nel 1628 la circolazione del sangue, e aveva dato una perfetta interpretazione meccanicista del funzionamento corporeo. Il secondo aspetto è quello della dottrina delle idee innate. Il secondo aspetto è quello della dottrina delle idee innate. Le idee innate possono essere quelle di Dio, di sé, gli assiomi matematici, ecc. Il fatto che tali idee siano innate, non significa che si presentino chiare e distinte alla coscienza. Egli le deve piuttosto scoprire in se stesso.Le idee innate possono essere quelle di Dio, di sé, gli assiomi matematici, ecc. Il fatto che tali idee siano innate, non significa che si presentino chiare e distinte alla coscienza. Egli le deve piuttosto scoprire in se stesso. Lesperienza sensoriale gioca un ruolo fondamentale, sia in senso positivo che negativo.Lesperienza sensoriale gioca un ruolo fondamentale, sia in senso positivo che negativo. In senso positivo, losservazione della natura ci consente di scoprire delle proprietà in essa, che in realtà possedevamo già a livello implicito: ad esempio, scoprire delle relazioni matematiche tra gli oggetti che ci circondano. In senso positivo, losservazione della natura ci consente di scoprire delle proprietà in essa, che in realtà possedevamo già a livello implicito: ad esempio, scoprire delle relazioni matematiche tra gli oggetti che ci circondano. In senso negativo, lesperienza sensoriale può indurci sempre in errore e mascherare alcune idee innate. In senso negativo, lesperienza sensoriale può indurci sempre in errore e mascherare alcune idee innate.

8 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 8 La ghiandola pineale La ghiandola pineale è una ghiandola endocrina delle dimensioni di una nocciola, situata nel centro geometrico del capo. Essa produce lormone melatonina e regola il ritmo sonno-veglia, reagendo al buio o alla poca luce. Viene definita anche epifisi. La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte. Lesposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente. La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte. Lesposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente. Per Descartes la ghiandola pineale è il punto privilegiato dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono.

9 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 9 La relazione mentale-fisico1/2 Problema Problema Se la mente è di un solo genere di cosa, e il corpo è un altro, come questi due tipi di cose interagiscono? Se la mente è di un solo genere di cosa, e il corpo è un altro, come questi due tipi di cose interagiscono? Il materialismo non risolve la questione: anche la mente fisica ha proprietà speciali, come lintenzionalità e la coscienza. Il materialismo non risolve la questione: anche la mente fisica ha proprietà speciali, come lintenzionalità e la coscienza. Nessuna entità del mondo fisico possiede infatti contenuti che vertono su altre entità (intenzionalità) e che possono risultare veri o falsi (cfr. Cimmino).Nessuna entità del mondo fisico possiede infatti contenuti che vertono su altre entità (intenzionalità) e che possono risultare veri o falsi (cfr. Cimmino). Semplicemente proclamando che la mente non è fatta di una sostanza mentale distinta, ma è materiale come il resto del mondo, ci aiuta poco a spiegare quegli aspetti della mente che la caratterizzano in quanto tale.Semplicemente proclamando che la mente non è fatta di una sostanza mentale distinta, ma è materiale come il resto del mondo, ci aiuta poco a spiegare quegli aspetti della mente che la caratterizzano in quanto tale.

10 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La relazione mentale-fisico2/2 Cimmino (2009) Gnoseologia delle scienze umane Cimmino (2009) Gnoseologia delle scienze umane «Da alcuni neurologi ho sentito dire a volte che, appunto perché il cervello causa stati mentali, i due sono identici. Ma il rapporto causale fra cervello e mente è al contrario lanticamera dellemergentismo, o persino del dualismo: poiché una causa è logicamente distinta dal suo effetto (non esiste una causa di sé), il rapporto causale implicherebbe necessariamente la distinzione fra i due». «Da alcuni neurologi ho sentito dire a volte che, appunto perché il cervello causa stati mentali, i due sono identici. Ma il rapporto causale fra cervello e mente è al contrario lanticamera dellemergentismo, o persino del dualismo: poiché una causa è logicamente distinta dal suo effetto (non esiste una causa di sé), il rapporto causale implicherebbe necessariamente la distinzione fra i due». 10

11 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La relazione mentale-fisico: emergentismo Cimmino (2009) Gnoseologia delle scienze umane Cimmino (2009) Gnoseologia delle scienze umane Secondo la posizione emergentista gli eventi mentali sono distinti e irriducibili a quelli fisici. Il concetto di emergenza sta comunque a indicare che il mentale non sussisterebbe se non ci fosse la base fisica dalla quale appunto emerge. Il mentale non è quindi ontologicamente autonomo, anche se è ontologicamente distinto. Secondo la posizione emergentista gli eventi mentali sono distinti e irriducibili a quelli fisici. Il concetto di emergenza sta comunque a indicare che il mentale non sussisterebbe se non ci fosse la base fisica dalla quale appunto emerge. Il mentale non è quindi ontologicamente autonomo, anche se è ontologicamente distinto. Il modello emergentista rifiuta quindi tutti i passi argomentativi elencati nel descrivere il modello riduzionista.Il modello emergentista rifiuta quindi tutti i passi argomentativi elencati nel descrivere il modello riduzionista. 11

12 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale La relazione mentale-fisico: dualismo Cimmino (2009) Gnoseologia delle scienze umane Cimmino (2009) Gnoseologia delle scienze umane Secondo i dualisti non solo il mentale è distinto dal fisico, ma ne è, anche ontologicamente indipendente. Secondo i dualisti non solo il mentale è distinto dal fisico, ma ne è, anche ontologicamente indipendente. In linea di principio la mente potrebbe sussistere indipendentemente da una base fisica.In linea di principio la mente potrebbe sussistere indipendentemente da una base fisica. Al dualismo appartiene certamente la concezione tradizionale dellanima, considerata una sostanza autonoma dotata di sue particolari proprietà (fra le quali i pensieri).Al dualismo appartiene certamente la concezione tradizionale dellanima, considerata una sostanza autonoma dotata di sue particolari proprietà (fra le quali i pensieri). La differenza fra emergentisti e dualisti riguarda quindi, al di là del tipo di ontologia sposata e dal rifiuto di tutti e tre i passi argomentativi proposti dai riduzionisti, il rapporto fra dimensione mentale e dimensione fisica. La differenza fra emergentisti e dualisti riguarda quindi, al di là del tipo di ontologia sposata e dal rifiuto di tutti e tre i passi argomentativi proposti dai riduzionisti, il rapporto fra dimensione mentale e dimensione fisica. 12

13 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 13 Il 2° problema della psicologia: Empirismo vs. razionalismo Cosa cè nella mente? Empiristi non cè nulla nella mente che prima non sia nei sensi. Empiristi non cè nulla nella mente che prima non sia nei sensi. Berkeley, Locke, HumeBerkeley, Locke, Hume Razionalisti ci sono della conoscenza che non derivano dalle nostre esperienze. Razionalisti ci sono della conoscenza che non derivano dalle nostre esperienze. Descartes, Leibeniz, Spinoza, KantDescartes, Leibeniz, Spinoza, Kant

14 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il 3° problema della psicologia: The problem of other minds «The problem is often stated in terms of a contrast between the relatively secure way in which I directly know about the existence of my own mental states, and the far more epistemically risky way in which I must infer the existence of the mental states of others. Thus, although I can know about my own mental states simply by introspection and self-directed reflection […], I need some other type of evidence to draw conclusions about the mental states of others. […] There seems to be an epistemic gap between this sort of evidence and the attribution of the corresponding mental states that does not exist in the case of self-ascription». Wilson, R. A. (1999). Introduction: Philosophy. In R. A. Wilson, & F. C. Keil The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences (p. xv-xxxvii). Wilson, R. A. (1999). Introduction: Philosophy. In R. A. Wilson, & F. C. Keil The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences (p. xv-xxxvii). 14

15 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 15 Cap. 2 Di cosa si occupa la psicologia Definizione di psicologia cognitiva Definizione di psicologia cognitiva Il posto della psicologia tra le scienze cognitive Il posto della psicologia tra le scienze cognitive Le aree disciplinari della psicologia Le aree disciplinari della psicologia

16 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 16 Definizione La psicologia è la scienza che investiga la rappresentazione e lelaborazione dellinformazione di organismi complessi. Molte specie animali sono capaci di Molte specie animali sono capaci di Raccogliere informazioni circa il loro ambiente,Raccogliere informazioni circa il loro ambiente, Formare rappresentazioni interne di esso eFormare rappresentazioni interne di esso e Manipolare queste rappresentazioni per selezionare e svolgere azioni.Manipolare queste rappresentazioni per selezionare e svolgere azioni. Molti animali sono in grado di Molti animali sono in grado di Adattarsi ai loro ambienti attraverso lapprendimento che ha luogo nellarco di vita di un singolo organismo.Adattarsi ai loro ambienti attraverso lapprendimento che ha luogo nellarco di vita di un singolo organismo. Lelaborazione intelligente implica labilità di acquisire e processare linformazione sullambiente al fine di selezionare azioni che sono probabili al raggiungimento di scopi fondamentali alla sopravvivenza e propagazione.

17 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 17 Entrata Vano del cibo Percorso 1 Percorso 2 Percorso 3 Ostacolo I Ostacolo II Le rappresentazioni di mappe mentali dei ratti1/2 Edward Tolman (1886–1959, psicologo statunitense)Edward Tolman (1886–1959, psicologo statunitense) Dopo aver appreso dove si trova una data ricompensa i ratti raggiungono questo luogo facendo ricorso a percorsi diversi da quelli impiegati la prima volta.Dopo aver appreso dove si trova una data ricompensa i ratti raggiungono questo luogo facendo ricorso a percorsi diversi da quelli impiegati la prima volta. I ratti hanno acquisito nellesperimento del labirinto una mappa mentale sulla quale si orientano a seconda della situazione e delle esigenze.I ratti hanno acquisito nellesperimento del labirinto una mappa mentale sulla quale si orientano a seconda della situazione e delle esigenze. Inoltre si erano orientati sensatamente e non avevano semplicemente reagito a stimoli.Inoltre si erano orientati sensatamente e non avevano semplicemente reagito a stimoli.

18 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Le rappresentazioni di mappe mentali dei ratti1/2 Edward Tolman is credited with the introduction of the term cognitive map, using it in the title of his classic paper (1948) Edward Tolman is credited with the introduction of the term cognitive map, using it in the title of his classic paper (1948) «He described experiments in which rats were trained to follow a complex path involving numbers of turns and changes of direction to get to a food box. Subsequently in a test situation the trained path was blocked off and a variety of alternative paths provided. A large majority of the rats chose a path that headed very close to the true direct direction of the food box, and not one that was close to the original direction of the path on which they had been trained. On the basis of such data Tolman argued that the rat had acquired not merely a strip-map… but, rather, a wider comprehensive map to the effect that the food was located in such and such a direction in the room (p. 204)». «He described experiments in which rats were trained to follow a complex path involving numbers of turns and changes of direction to get to a food box. Subsequently in a test situation the trained path was blocked off and a variety of alternative paths provided. A large majority of the rats chose a path that headed very close to the true direct direction of the food box, and not one that was close to the original direction of the path on which they had been trained. On the basis of such data Tolman argued that the rat had acquired not merely a strip-map… but, rather, a wider comprehensive map to the effect that the food was located in such and such a direction in the room (p. 204)». Wilson, R. A., & Keil, F. C. (Eds.). (1999). The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences. Cambridge, MA: MIT Press, p Wilson, R. A., & Keil, F. C. (Eds.). (1999). The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences. Cambridge, MA: MIT Press, p Wilson, R. A., & Keil, F. C. (Eds.). (1999). The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences. Cambridge, MA: MIT Press, p Wilson, R. A., & Keil, F. C. (Eds.). (1999). The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences. Cambridge, MA: MIT Press, p

19 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 19 Scopo principale della psicologia 1/2 Il punto centrale della psicologia riguarda lelaborazione dellinformazione che intercorre tra gli input sensoriali e gli output motori. Le forme più complesse di intelligenza, osservate in uccelli e mammiferi e particolarmente nei primati (grandi scimpanzé e umani) richiede teorie che hanno a che fare con lapparato del pensiero e con le esperienze interne. Le forme più complesse di intelligenza, osservate in uccelli e mammiferi e particolarmente nei primati (grandi scimpanzé e umani) richiede teorie che hanno a che fare con lapparato del pensiero e con le esperienze interne. Questi animali hanno menti ed emozioni;Questi animali hanno menti ed emozioni; I loro input sensoriali sono interpretati per creare percezioni del mondo esterno, guidati in parte da una attenzione selettiva;I loro input sensoriali sono interpretati per creare percezioni del mondo esterno, guidati in parte da una attenzione selettiva; Alcuni prodotti della percezione sono immagazzinati nella memoria, e possono in seguito influenzare le successive percezioni.Alcuni prodotti della percezione sono immagazzinati nella memoria, e possono in seguito influenzare le successive percezioni.

20 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 20 Scopo principale della psicologia 2/2 Animali con intelletti sofisticati sono in grado di prendere decisioni (decision making) e risolvere problemi (problem solving), e nel caso degli umani di impegnarsi nel linguaggio e nella comunicazione. Animali con intelletti sofisticati sono in grado di prendere decisioni (decision making) e risolvere problemi (problem solving), e nel caso degli umani di impegnarsi nel linguaggio e nella comunicazione. Lesperienza, unita a vincoli innati, ha come conseguenza un processo di sviluppo cognitivo, come linfante che diviene un adulto, ed anche conduce allapprendimento per lintero arco di vita, così che lindividuo è in grado di adattarsi al suo ambiente in un tempo più breve di quanto sarebbe richiesto per un cambiamento evoluzionistico.Lesperienza, unita a vincoli innati, ha come conseguenza un processo di sviluppo cognitivo, come linfante che diviene un adulto, ed anche conduce allapprendimento per lintero arco di vita, così che lindividuo è in grado di adattarsi al suo ambiente in un tempo più breve di quanto sarebbe richiesto per un cambiamento evoluzionistico.

21 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 21 Evoluzione dellarea associativa Come si vede nella figura, la porzione rappresentata dalle aree associative aumenta notevolmente, rispetto allestensione degli altri due tipi di aree, man mano si sale dai mammiferi evolutivamente più semplici, come i felini e i ratti, a quelli più complessi, come le scimmie e luomo.

22 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 1/10 Premack, D. (2007). Human and animal cognition: Continuity and discontinuity Premack, D. (2007). Human and animal cognition: Continuity and discontinuity Darwin held that humans were essentiallybig-brained apes. Darwin held that humans were essentiallybig-brained apes. Premack considers 8 examples in which animals have shown human-like abilities: Premack considers 8 examples in which animals have shown human-like abilities: In each case searching for the functions of which the ability consists, and weighing the similarity and dissimilarity between the animal and human case.In each case searching for the functions of which the ability consists, and weighing the similarity and dissimilarity between the animal and human case. 22

23 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 2/10 Disparity between brain and mind? 1. Microscopic study of the human brain 1. Microscopic study of the human brain has revealed neural structures, enhanced wiring, and forms of connectivity among nerve cells not found in any animal, challenging the view that the human brain is simply an enlarged chimpanzee brain.has revealed neural structures, enhanced wiring, and forms of connectivity among nerve cells not found in any animal, challenging the view that the human brain is simply an enlarged chimpanzee brain. 2. Cognitive studies have found animals to have abilities once thought unique to the human 2. Cognitive studies have found animals to have abilities once thought unique to the human This suggests a disparity between brain and mind. The suggestion is misleading. Cognitive research has not kept pace with neural research. Neural findings are based on microscopic study of the brain and are primarily cellular.This suggests a disparity between brain and mind. The suggestion is misleading. Cognitive research has not kept pace with neural research. Neural findings are based on microscopic study of the brain and are primarily cellular. What are the dissimilarities between human and animal cognition? This approach prevents confusing similarity with equivalence. This approach prevents confusing similarity with equivalence. 23

24 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 8 Human-like abilities TeachingTeaching Short-Term MemoryShort-Term Memory Causal ReasoningCausal Reasoning PlanningPlanning DeceptionDeception Transitive InferenceTransitive Inference TOMTOM LanguageLanguage Similarity TeachingTeaching Short-Term MemoryShort-Term Memory Causal ReasoningCausal Reasoning PlanningPlanning DeceptionDeception Transitive InferenceTransitive Inference TOMTOM LanguageLanguage Dissimilarity 24

25 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 3/10 Teaching similarity Teaching similarity Cat injures mice, and then brings the injured mice to her kittens, which learn to stalk and kill them. Cat injures mice, and then brings the injured mice to her kittens, which learn to stalk and kill them. Meerkats defang (tolgono il pungiglione) scorpions and kill or disable other prey before giving them to the young. They adjust the frequency with which they disable prey to the age of the young, gradually introducing them to live prey. Meerkats defang (tolgono il pungiglione) scorpions and kill or disable other prey before giving them to the young. They adjust the frequency with which they disable prey to the age of the young, gradually introducing them to live prey. Teaching dissimilarity: Teaching dissimilarity: The actions of the cat and meerkat are adaptations and, like all adaptations, have a single target. In fact, eating (or stalking) is virtually the only activity that any animals teach. The actions of the cat and meerkat are adaptations and, like all adaptations, have a single target. In fact, eating (or stalking) is virtually the only activity that any animals teach. Human teaching is not an adaptation. It is a domain- general competence with indeterminately many targets. Further, the targets of teaching differ in every culture. Human teaching is not an adaptation. It is a domain- general competence with indeterminately many targets. Further, the targets of teaching differ in every culture. 25

26 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human teaching definition by Premack Human teaching consists of 3 distinct actions: 1. Observation 2. Judgement 3. Modification. A teacher observes the novice, judges his actions or products, and modifies them when they fall short of her standards. The human recognizes that the young are incompetent and therefore need to be taught; has the technology with which to teach; and is motivated to teach by deeply rooted aesthetic standards. Each of these actions has a distinct cognitive source.The human recognizes that the young are incompetent and therefore need to be taught; has the technology with which to teach; and is motivated to teach by deeply rooted aesthetic standards. Each of these actions has a distinct cognitive source. 26

27 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Teaching definition by Caro & Hauser This definition comprises 3 criteria: 1. an individual, A, modifies its behavior only in the presence of a naïve observer, B; 2. A incurs some cost or derives no immediate benefit; and 3. as a result of As behavior, B acquires knowledge or skills more rapidly or efficiently than it would otherwise, or that it would not have learned at all. Caro, T. M., & Hauser, M. D. (1992). Is There Teaching in Nonhuman Animals? The Quarterly Review of Biology, 67(2), 151. doi: / Caro, T. M., & Hauser, M. D. (1992). Is There Teaching in Nonhuman Animals? The Quarterly Review of Biology, 67(2), 151. doi: /

28 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 4/10 Short-Term Memory similarity Short-Term Memory similarity In Chimpanzees is only slightly less than that of humans. Both species remember no more than five to seven items. In Chimpanzees is only slightly less than that of humans. Both species remember no more than five to seven items. Short-Term Memory dissimilarity Short-Term Memory dissimilarity Although short-term memory limits the number of units one can remember, it does not define the content of a unit. Although short-term memory limits the number of units one can remember, it does not define the content of a unit. A language-trained chimpanzee exposed to the numbers 1- 9 might remember, for example: 2, 6, 4, 3, 7, whereas humans might remember, for example, 21, 43, 96…; 214, 618, 109…; 1012, 6680, 3456, etc.A language-trained chimpanzee exposed to the numbers 1- 9 might remember, for example: 2, 6, 4, 3, 7, whereas humans might remember, for example, 21, 43, 96…; 214, 618, 109…; 1012, 6680, 3456, etc. A chimpanzee may remember 5 words; a human may remember 5 phrases, 5 sentences, 5 stories, etc. Humans are able to make these expansions because they are capable of both recursive language and numbers.A chimpanzee may remember 5 words; a human may remember 5 phrases, 5 sentences, 5 stories, etc. Humans are able to make these expansions because they are capable of both recursive language and numbers. 28

29 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 5/10 Causal Reasoning similarity Causal Reasoning similarity Some rats were taught to press a lever that produced a tone, followed by the presentation of food. These rats seek food only when they produce the tone themselves; merely hearing the tone does not lead them to seek food. Some rats were taught to press a lever that produced a tone, followed by the presentation of food. These rats seek food only when they produce the tone themselves; merely hearing the tone does not lead them to seek food. On the other hand, if you do not produce food by a goal-directed act but are presented with food following a sequence of arbitrary stimuli, then any subset of this sequence will lead you to seek food.On the other hand, if you do not produce food by a goal-directed act but are presented with food following a sequence of arbitrary stimuli, then any subset of this sequence will lead you to seek food. Causal Reasoning dissimilarity Causal Reasoning dissimilarity When young infants perceive two events that are temporally and spatially contiguous, they see the first event as having caused the second, suggesting that the reaction is not learned. When young infants perceive two events that are temporally and spatially contiguous, they see the first event as having caused the second, suggesting that the reaction is not learned. Children learn that events can be causally related even though they are not spatially contiguous. A light switch turns on the light although it is far from the light.Children learn that events can be causally related even though they are not spatially contiguous. A light switch turns on the light although it is far from the light. Do animals follow the human course of development? Do animals follow the human course of development? 29

30 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Causal illusion and association in not reflexive creatures 30 Stimolo Stimolo Item desiderato/risposta

31 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Physical action in reflexive creatures (Chimpanzees)

32 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Causal reasoning (Infants) 32 Contiguità temporale non spaziale

33 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 6/10 Planning (episodic memory) similarity Planning (episodic memory) similarity Although planning is among those abilities that are said to be unique to humans, a recent experiment with scrub jays calls this into question. Although planning is among those abilities that are said to be unique to humans, a recent experiment with scrub jays calls this into question. The birds were allowed to cache food in the evening and to eat it in the morning. Next, they were shown that kibbles was present in compartment 1, peanuts in compartment 2. When allowed to cache either peanuts or kibbles in the two compartments, the birds cached kibbles in compartment 2, peanuts in compartment 1, thus assuring that, when they ate in the morning, both peanuts and kibbles would be available in both compartments.The birds were allowed to cache food in the evening and to eat it in the morning. Next, they were shown that kibbles was present in compartment 1, peanuts in compartment 2. When allowed to cache either peanuts or kibbles in the two compartments, the birds cached kibbles in compartment 2, peanuts in compartment 1, thus assuring that, when they ate in the morning, both peanuts and kibbles would be available in both compartments. Planning (episodic memory) dissimilarity Planning (episodic memory) dissimilarity The scrub-jays episodic memory is centered on caching, and so, in all likelihood, is its planning. Scrub-jays can remember what food they cached, where and when it was cached, even which other birds observed their caching. The scrub-jays episodic memory is centered on caching, and so, in all likelihood, is its planning. Scrub-jays can remember what food they cached, where and when it was cached, even which other birds observed their caching. Does the bird have episodic memory for episodes other than caching, for attracting a mate, avoiding predators, etc.? Can it plan for episodes other than caching? Planning in the scrub-jay may be yet another adaptation, restricted to a single target.Does the bird have episodic memory for episodes other than caching, for attracting a mate, avoiding predators, etc.? Can it plan for episodes other than caching? Planning in the scrub-jay may be yet another adaptation, restricted to a single target. 33

34 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Planning for the future 34 Raby, C. R., Alexis, D. M., Dickinson, A., & Clayton, N. S. (2007). Planning for the future by western scrub-jays. Nature, 445(7130), doi: /nature05575

35 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 7/10 Deception (inganno) similarity Deception (inganno) similarity Deception comes in two flavors: false positives and false negatives. Deception comes in two flavors: false positives and false negatives. A signal that indicates food or a predator, when in fact there is no food or predator, is a false positive (the famous negative version of a false positive is crying wolf). Conversely, the failure to give a signal when in fact food or predator is present is a false negative.A signal that indicates food or a predator, when in fact there is no food or predator, is a false positive (the famous negative version of a false positive is crying wolf). Conversely, the failure to give a signal when in fact food or predator is present is a false negative. In nature, false negatives greatly outnumber false positives. In nature, false negatives greatly outnumber false positives. For example, unobserved monkeys sometimes fail to signal the presence of food, and when caught are punished by other monkeys.For example, unobserved monkeys sometimes fail to signal the presence of food, and when caught are punished by other monkeys. Deception (inganno) dissimilarity Deception (inganno) dissimilarity There are no reports that monkeys, or any other species, falsely signal the presence of food or predators. Human deception is a domain-general competence that can serve indeterminately many goals. There are no reports that monkeys, or any other species, falsely signal the presence of food or predators. Human deception is a domain-general competence that can serve indeterminately many goals. 35

36 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 8/10 Transitive Inference similarity Transitive Inference similarity Many animals, including chimpanzees, monkeys, and birds, are capable of transitive inference. Many animals, including chimpanzees, monkeys, and birds, are capable of transitive inference. When they find that A leads to a larger reward than B, B a larger reward than C, C a larger reward than D, D a larger reward than E, and are given a choice between A and E, they choose A.When they find that A leads to a larger reward than B, B a larger reward than C, C a larger reward than D, D a larger reward than E, and are given a choice between A and E, they choose A. Transitive Inference dissimilarity Transitive Inference dissimilarity In animals, transitive inference may not be based on reasoning. In animals, transitive inference may not be based on reasoning. When copying a models horizontal arrangement of the dolls, 3- year-old children made 13 different arrangements, all of them monotonic. In other words, children copy the concept of monotonic order but invent their own instantiations.When copying a models horizontal arrangement of the dolls, 3- year-old children made 13 different arrangements, all of them monotonic. In other words, children copy the concept of monotonic order but invent their own instantiations. Chimpanzees, when given the dolls, neither spontaneously placed them in a monotonic order nor copied the models monotonic order, suggesting that they lack the concept of monotonicity. Chimpanzees, when given the dolls, neither spontaneously placed them in a monotonic order nor copied the models monotonic order, suggesting that they lack the concept of monotonicity. 36

37 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 9/10 TOM similarity TOM similarity No less than language, it distinguishes humans from animals. No less than language, it distinguishes humans from animals. When an 18-month-old infant sees an individual in distress, for example, a child who cries when her teddy bear breaks, the infant consoles her, pats her, speaks softly to her, and may even try to fix the teddy bear. Further evidence of precocious social cognition lies in the 6-month-old infants division of the world into physical and psychological objects.When an 18-month-old infant sees an individual in distress, for example, a child who cries when her teddy bear breaks, the infant consoles her, pats her, speaks softly to her, and may even try to fix the teddy bear. Further evidence of precocious social cognition lies in the 6-month-old infants division of the world into physical and psychological objects. Chimpanzees and monkeys attribute only two mental states, goal- seeking and perception in a highly circumscribed way.. Chimpanzees and monkeys attribute only two mental states, goal- seeking and perception in a highly circumscribed way.. For instance, if a monkey sees food close to its trainer, and the trainer happens to be looking to the right, it will attempt to steal food from the left, suggesting that the monkey attributes perception to the trainer, as well as the goal of preventing the monkey from taking food. Competition has been hailed as the magic key for bringing out the animals motivation to use TOM.For instance, if a monkey sees food close to its trainer, and the trainer happens to be looking to the right, it will attempt to steal food from the left, suggesting that the monkey attributes perception to the trainer, as well as the goal of preventing the monkey from taking food. Competition has been hailed as the magic key for bringing out the animals motivation to use TOM. TOM dissimilarity TOM dissimilarity Perception and intention are the only mental states Chimpanzees attribute. Perception and intention are the only mental states Chimpanzees attribute. Chimpanzee mothers do not recognize that their infants lack knowledge and cannot therefore, for example, crack nuts with rocks. Therefore, they do not teach them. Chimpanzees do not have the concept of knowledge, do not distinguish a knowing individual from an ignorant one, and do not attribute the mental state of knowing.Chimpanzee mothers do not recognize that their infants lack knowledge and cannot therefore, for example, crack nuts with rocks. Therefore, they do not teach them. Chimpanzees do not have the concept of knowledge, do not distinguish a knowing individual from an ignorant one, and do not attribute the mental state of knowing. 37

38 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Human and animal cognition: similarity and dissimilarity 10/10 Language similarity Language similarity The faculty of recursion has two expressions in humans: number and language. The faculty of recursion has two expressions in humans: number and language. The recursion reported in birds represents a weak degree of recursion, comparable with the double alternation (AABB) of raccoons, far below the minimum requirements for human language, number, etc. The recursion reported in birds represents a weak degree of recursion, comparable with the double alternation (AABB) of raccoons, far below the minimum requirements for human language, number, etc. Language dissimilarity Language dissimilarity Recursion permits dependence among words that are physically remote. Recursion permits dependence among words that are physically remote. In the sentence, If she uses lilac-scented soap, then Madge and I will blow bubbles with her, if and then are dependent on each other even though they are separated by a variable number of words. Recursion also permits phrases of like kind to be embedded in one another.In the sentence, If she uses lilac-scented soap, then Madge and I will blow bubbles with her, if and then are dependent on each other even though they are separated by a variable number of words. Recursion also permits phrases of like kind to be embedded in one another. Humans do not have a second system for language or the storage of information, hence these systems may take only a recursive form. Although there are preliminary claims of hunter–gatherer groups with non-recursive language; all investigated human languages are recursive.Humans do not have a second system for language or the storage of information, hence these systems may take only a recursive form. Although there are preliminary claims of hunter–gatherer groups with non-recursive language; all investigated human languages are recursive. Because animals lack recursion, the animals lack of language is attributed to this factor. But recursion is not the only factor animals lack. If a species lacked language, even a non-recursive language would be an enormous boon. Yet, chimpanzees have no language of any kind, recursive or non-recursive. Because animals lack recursion, the animals lack of language is attributed to this factor. But recursion is not the only factor animals lack. If a species lacked language, even a non-recursive language would be an enormous boon. Yet, chimpanzees have no language of any kind, recursive or non-recursive. 38

39 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 39 La psicologia cognitiva 1/2 La psicologia (in particolare la psicologia cognitiva), quale scienza della rappresentazione ed elaborazione dellinformazione da parte di organismi, è parte centrale delle scienze cognitive (cognitive science). La ricerca sullelaborazione intelligente dellinformazione può essere per la psicologia: La ricerca sullelaborazione intelligente dellinformazione può essere per la psicologia: Non rilevante Non rilevante Alcuni studi sullintelligenza artificiale basati su rappresentazioni e algoritmi che non hanno alcuna apparente connessione con lintelligenza biologica.Alcuni studi sullintelligenza artificiale basati su rappresentazioni e algoritmi che non hanno alcuna apparente connessione con lintelligenza biologica. Per esempio Per esempio IBM Deep Blue è un esempio di un eccellente programma di intelligenza artificiale che ha poco o nessuna apparente rilevanza psicologica e, quindi, non dovrebbe essere considerato parte delle scienze cognitive. Rilevante Rilevante sistemi di produzione adattativa e reti neurali, molti dei quali sono condotti da scienziati dei computer (computer scientists).sistemi di produzione adattativa e reti neurali, molti dei quali sono condotti da scienziati dei computer (computer scientists). il lavoro condotto in certe discipline alleate come le neuroscienze, linguistica, antropologia e filosofia ha implicazioni psicologiche.il lavoro condotto in certe discipline alleate come le neuroscienze, linguistica, antropologia e filosofia ha implicazioni psicologiche.

40 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 40 La psicologia cognitiva 2/2 La ricerca in psicologia spesso ha importanti implicazioni per la ricerca in altre discipline. Per esempio Per esempio la ricerca in psicolinguistica ha influenzato sviluppi in linguistica e ricerche in psicofisica hanno guidato ricerche di neurofisiologia sui substrati della sensazione e percezione.

41 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 41 Le aree disciplinari della psicologia 1/2 La psicologia cognitiva (cognitive psychology) studia la rappresentazione e lelaborazione dellinformazione, dando maggiore enfasi alla cognizione di umani adulti. studia la rappresentazione e lelaborazione dellinformazione, dando maggiore enfasi alla cognizione di umani adulti. La psicologia dello sviluppo (developmental psychology) affronta i cambiamenti nel funzionamento cognitivo, sociale ed emotivo che hanno luogo durante larco di vita degli umani e di altri animali. affronta i cambiamenti nel funzionamento cognitivo, sociale ed emotivo che hanno luogo durante larco di vita degli umani e di altri animali. La psicologia sociale (social psychology) indaga i fattori cognitivi ed emotivi coinvolti nellinterazione tra le persone, specialmente di piccoli gruppi. indaga i fattori cognitivi ed emotivi coinvolti nellinterazione tra le persone, specialmente di piccoli gruppi. La social cognition La social cognition È una sottoarea della psicologia sociale che studia il modo in cui le persone comprendono le menti, le emozioni e il comportamento di loro stesse e degli altri (cfr. teoria della mente).

42 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 42 Le aree disciplinari della psicologia 2/2 La psicologia della personalità (personality psychology) affronta gli aspetti motivazionali ed emotivi dellesperienza umana (Freud fu un progenitore in questarea). affronta gli aspetti motivazionali ed emotivi dellesperienza umana (Freud fu un progenitore in questarea). La psicologia clinica (clinical psychology) è una psicologia applicata ai problemi relativi alla salute mentale. è una psicologia applicata ai problemi relativi alla salute mentale. La psicologia comparativa (comparative psychology) indaga gli aspetti comuni e le differenze nella cognizione e nel comportamento tra differenti specie animali. indaga gli aspetti comuni e le differenze nella cognizione e nel comportamento tra differenti specie animali. Le neuroscienze comportamentali (behavioral neuroscience) hanno come principale oggetto di studio il cervello e il comportamento degli animali e delluomo offrendo così uninterfaccia tra la ricerca sulla cognizione molare (molar cognition / complex processes) e il comportamento, e il loro sottostante substrato neurale. hanno come principale oggetto di studio il cervello e il comportamento degli animali e delluomo offrendo così uninterfaccia tra la ricerca sulla cognizione molare (molar cognition / complex processes) e il comportamento, e il loro sottostante substrato neurale.

43 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 43 Cap. 3 Elementi di storia della psicologia moderna Le origini della psicologia scientifica moderna Le origini della psicologia scientifica moderna 5 idee della rivoluzione cognitivista degli anni 50 5 idee della rivoluzione cognitivista degli anni 50

44 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 44 Obiezioni alla psicologia come scienza 1/2 Una scienza dipende dalla sistematicità dei metodi empirici per raccogliere le osservazioni e sulle teorie che interpretano queste osservazioni. Fino al 1850 la natura della mente era una preoccupazione riservata ai soli filosofi. 3 obiezioni erano sollevate per dimostrare limpossibilità di indagare la mente scientificamente. I pensieri non possono essere misurati e senza misurazione la scienza non può neanche iniziare. I pensieri non possono essere misurati e senza misurazione la scienza non può neanche iniziare. Come gli esseri umani possono studiare le elaborazioni del proprio pensiero, dato il fatto che la scienza stessa dipende dal pensiero umano. Come gli esseri umani possono studiare le elaborazioni del proprio pensiero, dato il fatto che la scienza stessa dipende dal pensiero umano. La vita mentale è incredibilmente complessa e dipende da ulteriori complessità delle interazioni umani; forse la cognizione è semplicemente troppo complessa da permettere un successo nellinvestigazione scientifica. La vita mentale è incredibilmente complessa e dipende da ulteriori complessità delle interazioni umani; forse la cognizione è semplicemente troppo complessa da permettere un successo nellinvestigazione scientifica.

45 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 45 Obiezioni alla psicologia come scienza 2/2 Intorno agli inizi del 1850 La psicologia scientifica emerse come una disciplina separata dalla filosofia. La psicologia scientifica emerse come una disciplina separata dalla filosofia. Un numero di individui, spesso formati in filosofia, fisica, fisiologia o neurologia cominciarono ad offrire elementi cruciali alla psicologia come scienza. Un numero di individui, spesso formati in filosofia, fisica, fisiologia o neurologia cominciarono ad offrire elementi cruciali alla psicologia come scienza.

46 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 46 Le differenze soggettive Ernst Heinrich Weber, anatomista tedesco (1795– 1878) Gustav Fechner, fisico e filosofo tedesco (1801–1887) misurarono le relazioni tra i cambiamenti oggettivi negli stimoli fisici, quali la luminosità o il peso, e i cambiamenti soggettivi delle sensazioni interne generate dagli stimoli, dimostrando così che è possibile misurare concetti mentali come il grado della sensazione prodotta da uno stimolo. misurarono le relazioni tra i cambiamenti oggettivi negli stimoli fisici, quali la luminosità o il peso, e i cambiamenti soggettivi delle sensazioni interne generate dagli stimoli, dimostrando così che è possibile misurare concetti mentali come il grado della sensazione prodotta da uno stimolo. Le differenze soggettive non erano semplicemente equivalenti alle differenze oggettive.Le differenze soggettive non erano semplicemente equivalenti alle differenze oggettive. La grandezza del cambiamento richiedeva di fare una differenza soggettiva (just noticeable difference) che aumenta rispetto allaumentare dellintensità, spesso seguendo un funzione logaritimica, conosciuta come Legge di Weber-Fechner. La grandezza del cambiamento richiedeva di fare una differenza soggettiva (just noticeable difference) che aumenta rispetto allaumentare dellintensità, spesso seguendo un funzione logaritimica, conosciuta come Legge di Weber-Fechner. Fechner chiamò questo nuovo campo della misurazione psicologica psicofisica: linterfaccia tra psicologia e fisica, del mentale e del fisico. Fechner chiamò questo nuovo campo della misurazione psicologica psicofisica: linterfaccia tra psicologia e fisica, del mentale e del fisico.

47 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 47 La velocità del pensiero umano 1/2 Hermann von Helmholtz, fisico e fisiologo tedesco, (1821– 1894) Un ulteriore problema fondante riguardava la velocità del pensiero umano. Helmholtz riuscì a misurare la velocità a cui sono condotti i segnali attraverso il sistema nervoso. Un ulteriore problema fondante riguardava la velocità del pensiero umano. Helmholtz riuscì a misurare la velocità a cui sono condotti i segnali attraverso il sistema nervoso. Toccando con un elettrodo varie parti del corpo di una persona, misurava il tempo impiegato a premere un pulsante di risposta. Il tempo di risposta aumentava con la distanza dello stimolo dal dito che premeva il pulsante, in proporzione alla lunghezza del percorso neurale attraverso il quale il segnale doveva viaggiare: circa 100 metri al secondo per fibre nervose più grandi.Toccando con un elettrodo varie parti del corpo di una persona, misurava il tempo impiegato a premere un pulsante di risposta. Il tempo di risposta aumentava con la distanza dello stimolo dal dito che premeva il pulsante, in proporzione alla lunghezza del percorso neurale attraverso il quale il segnale doveva viaggiare: circa 100 metri al secondo per fibre nervose più grandi. Dato che i nostri cervelli sono composti di neuroni, i nostri pensieri non possono essere generati più velocemente della velocità a cui un neurone comunica con un altro. Ne consegue che la velocità del pensiero non è né istantanea né immisurabile. Dato che i nostri cervelli sono composti di neuroni, i nostri pensieri non possono essere generati più velocemente della velocità a cui un neurone comunica con un altro. Ne consegue che la velocità del pensiero non è né istantanea né immisurabile.

48 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 48 La velocità del pensiero umano 2/2 La realtà che noi percepiamo non è semplicemente una copia del mondo esterno, ma piuttosto il prodotto dellattività costruttiva del cervello. Per esempio Per esempio è possibile per due differenti oggetti – un grande oggetto lontano e uno piccolo vicino – creare precisamente la stessa immagine sulla retina degli occhi dellosservatore. Tuttavia, normalmente, losservatore percepirà correttamente un solo oggetto essere più grande, ma più lontano, dellaltro (vedi figura seguente). Il cervello deve costruire questa visione unificata con una elaborazione di inferenza inconscia – un processo affine al ragionamento senza consapevolezza.

49 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 49

50 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 50 I tempi della memorizzazione e delloblio Hermann Ebbinghaus (1850–1909, filosofo tedesco) Influenzato dalle idee di Fechner sulla misurazione psicofisica, sviluppò dei metodi sperimentali adatti allo studio della memoria umana. Influenzato dalle idee di Fechner sulla misurazione psicofisica, sviluppò dei metodi sperimentali adatti allo studio della memoria umana. Usando se stesso come soggetto, studiò la memoria di sillabe senza senso (zad, bim, sif, ecc.).Usando se stesso come soggetto, studiò la memoria di sillabe senza senso (zad, bim, sif, ecc.). Fece diverse scoperte fondamentali circa la memoria, inclusa la tipica forma della curva delloblio.Fece diverse scoperte fondamentali circa la memoria, inclusa la tipica forma della curva delloblio. Ebbinghaus fornì delle prove che è possibile in realtà misurare i fenomeni mentali con procedure sperimentali oggettive. Ebbinghaus fornì delle prove che è possibile in realtà misurare i fenomeni mentali con procedure sperimentali oggettive. Il consolidamento dellinformazione nella memoria a lungo termine dipende dalla distribuzione nel tempo delle sessioni di studioIl consolidamento dellinformazione nella memoria a lungo termine dipende dalla distribuzione nel tempo delle sessioni di studio

51 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 51 La curva delloblio Nel 1885 Hermann Ebbinghaus memorizzò delle liste di sillabe senza senso ad intervalli che variavano dai 20 minuti ai 31 giorni. Come mostrato in questa curva, egli trovò che ricordava meno del 40% degli item già dopo 9 ore, ma che il livello delloblio si appiattiva col tempo. Come mostrato in questa curva, egli trovò che ricordava meno del 40% degli item già dopo 9 ore, ma che il livello delloblio si appiattiva col tempo.

52 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 52 La natura adattativa della cognizione William James, psicologo e filosofo statunitense (1842–1910) Pubblicò il primo grande manuale di psicologia Principles of Psychology (1890). Il suo lavoro monumentale incluse argomenti che rimangono centrali in psicologia. Pubblicò il primo grande manuale di psicologia Principles of Psychology (1890). Il suo lavoro monumentale incluse argomenti che rimangono centrali in psicologia. Tracciò una prima distinzione tra 2 differenti sistemi di memoria: Tracciò una prima distinzione tra 2 differenti sistemi di memoria: memoria primaria, che più o meno corrisponde ai contenuti della coscienza. È strettamente connessa a ciò che noi oggi chiamiamo a breve termine (short-term) o memoria di lavoro (working memory)memoria primaria, che più o meno corrisponde ai contenuti della coscienza. È strettamente connessa a ciò che noi oggi chiamiamo a breve termine (short-term) o memoria di lavoro (working memory) memoria secondaria, che comprende il vasto magazzino di conoscenza di cui noi non siamo consci in ogni singolo momento. Corrisponde a cio che è generalmente chiamata memoria a lungo termine (long-term memory).memoria secondaria, che comprende il vasto magazzino di conoscenza di cui noi non siamo consci in ogni singolo momento. Corrisponde a cio che è generalmente chiamata memoria a lungo termine (long-term memory). Sottolineò la natura adattativa della cognizione Sottolineò la natura adattativa della cognizione il fatto che la percezione, la memoria e il ragionamento non funzionano per il loro proprio vantaggio, ma si sono evolute per permetterci di sopravvivere e prosperare nel nostro mondo fisico e sociale (vedi psicologia evoluzionistica/evolutionary psychology).il fatto che la percezione, la memoria e il ragionamento non funzionano per il loro proprio vantaggio, ma si sono evolute per permetterci di sopravvivere e prosperare nel nostro mondo fisico e sociale (vedi psicologia evoluzionistica/evolutionary psychology).

53 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 53 La psicoanalisi Sigmund Freud (1856–1939, neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco, fondatore della psicoanalisi) Attaccò lidea che il sé ha un qualche status speciale come unentità unitaria che in qualche modo governa il nostro pensiero e azione. Anche gli psicologi cognitivi moderni rigettano (sebbene per differenti ragioni) delle spiegazioni del comportamento intelligente che dipenda dal postulato di un homunculus, cioè unentità mentale interiore dotata di tutta lintelligenza che noi stiamo cercando di spiegare. Anche gli psicologi cognitivi moderni rigettano (sebbene per differenti ragioni) delle spiegazioni del comportamento intelligente che dipenda dal postulato di un homunculus, cioè unentità mentale interiore dotata di tutta lintelligenza che noi stiamo cercando di spiegare. Il comportamento è visto non come un prodotto di un sé unitario o homunculus, ma come il prodotto dinsieme di sistemi multipli in interazione. Inoltre, molta dellelaborazione dellinformazione ha luogo ad un livello inconscio. Per esempio, operanti al di sotto del livello di consapevolezza ci sono ingressi che aprono o chiudono selettivamente laccesso a porzioni dellinformazione che raggiunge i nostri sensi, magazzini di memoria che trattengono linformazione per un brevissimo periodo di tempo e memorie inaccessibili che noi portiamo sempre con noi ma che ad un tempo potremmo non ritrovare mai per anni. Per esempio, operanti al di sotto del livello di consapevolezza ci sono ingressi che aprono o chiudono selettivamente laccesso a porzioni dellinformazione che raggiunge i nostri sensi, magazzini di memoria che trattengono linformazione per un brevissimo periodo di tempo e memorie inaccessibili che noi portiamo sempre con noi ma che ad un tempo potremmo non ritrovare mai per anni.

54 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 54 Comportamentismo vs. Mentalismo 1/2 Agli inizi del 20 mo secolo lo studio della cognizione ebbe un arresto, in particolare per lo sviluppo del comportamentismo (behaviorism) che, in particolare negli Stati Uniti, divenne il modello psicologico dominante. Il declino della psicologia cognitiva fu in parte dovuto al fatto che un gran numero di ricerche psicologiche si erano allontanate dalle tecniche di misurazione oggettiva sviluppate da Fechner, Helmholtz, Ebbinghaus ed altri, dando la primazia al metodo dellintrospezione promosso da Wilhelm Wundt. Il declino della psicologia cognitiva fu in parte dovuto al fatto che un gran numero di ricerche psicologiche si erano allontanate dalle tecniche di misurazione oggettiva sviluppate da Fechner, Helmholtz, Ebbinghaus ed altri, dando la primazia al metodo dellintrospezione promosso da Wilhelm Wundt.Behaviorism Un approccio caratterizzato dal rifiuto delle teorie che dipendevano da concetti mentalistici come scopi, intenzioni o pianificazione. Un approccio caratterizzato dal rifiuto delle teorie che dipendevano da concetti mentalistici come scopi, intenzioni o pianificazione.

55 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 55 Comportamentismo vs. Mentalismo 2/2 Wilhelm Wundt (1832–1920, psicologo e fisiologo tedesco). È considerato il fondatore della psicologia sperimentale; pubblicò la prima rivista scientifica di psicologia sperimentale (Journal of Experimental Psychology) e creò il primo laboratorio di psicologia sperimentale (1879). Formò osservatori che analizzavano i loro propri processi di pensiero sul modo in cui eseguivano diversi compiti cognitivi.Formò osservatori che analizzavano i loro propri processi di pensiero sul modo in cui eseguivano diversi compiti cognitivi. Gli introspezionisti nei loro esperimenti di introspezione erano fortemente influenzati dalle loro stesse teorie in cui credevano. Gli introspezionisti nei loro esperimenti di introspezione erano fortemente influenzati dalle loro stesse teorie in cui credevano. Per esempio I ricercatori che credevamo che il pensare dipendesse sempre dallimmaginazione, generalmente trovavano che il loro pensiero fosse legato allimmaginazione, diversamente da quelli che sostenendo teorie contrarie riportavano di pensare senza immagini mentali.Per esempio I ricercatori che credevamo che il pensare dipendesse sempre dallimmaginazione, generalmente trovavano che il loro pensiero fosse legato allimmaginazione, diversamente da quelli che sostenendo teorie contrarie riportavano di pensare senza immagini mentali. Lapparente soggettività e incostanza del metodo introspettivo incoraggiò accuse verso tutte le teorie cognitive come ascientifiche. Lapparente soggettività e incostanza del metodo introspettivo incoraggiò accuse verso tutte le teorie cognitive come ascientifiche. Le figure davanguardia delle teorie comportamentiste furono, tra le altre, quelle di Watson, Thorndike, Hull e Skinner.

56 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 56 La psicologia cognitiva nellera del comportamentismo 1/4 La psicologia cognitiva non scomparve del tutto nellera del behaviorismo. Edward Tolman (1886–1959, psicologo statunitense). Pur lavorando secondo la tradizione comportamentista, perseguì certe questioni cognitive relative alla rappresentazione interna dellinformazione spaziale di mappe cognitive del loro ambiente. Pur lavorando secondo la tradizione comportamentista, perseguì certe questioni cognitive relative alla rappresentazione interna dellinformazione spaziale di mappe cognitive del loro ambiente. Frederic Bartlett (1886–1969, psicologo britannico, professore di psicologia sperimentale allUniversità di Cambridge dal 1931) Da una prospettiva costruttivista, analizzò le distorsioni sistematiche che le persone manifestano quando cercano di ricordare storie su eventi non familiari e introdusse il concetto di schema quale rappresentazione mentale che cattura le relazioni strutturali sistematiche in categorie di esperienza. Da una prospettiva costruttivista, analizzò le distorsioni sistematiche che le persone manifestano quando cercano di ricordare storie su eventi non familiari e introdusse il concetto di schema quale rappresentazione mentale che cattura le relazioni strutturali sistematiche in categorie di esperienza.

57 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 57 La memoria di fatti ed eventi secondo Bartlett1/2 La memoria di fatti ed eventi richiede unazione ricostruttiva che comporta delle trasformazioni dei fatti e degli eventi (Bartlett, 1932). Il ruolo delle inferenze plausibili Il ruolo delle inferenze plausibili Nella ricostruzione gli eventi vengono ricondotti alle strutture concettuali degli individui.Nella ricostruzione gli eventi vengono ricondotti alle strutture concettuali degli individui. Il ruolo della memoria ricostruttiva nella testimonianza. Il ruolo della memoria ricostruttiva nella testimonianza.

58 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 58 La memoria di fatti ed eventi secondo Bartlett2/2 Bartlett vs. Ebbinghaus «Bartlett focused not on the number of correct words recalled, but on the nature of the changes made in the recalls. He found that individuals recalling this type of material made inferences and other changes that led to a more concise and coherent story (conventionalization). «Bartlett focused not on the number of correct words recalled, but on the nature of the changes made in the recalls. He found that individuals recalling this type of material made inferences and other changes that led to a more concise and coherent story (conventionalization). Overall, Bartlett concluded that human memory is not a reproductive but a reconstructive process».Overall, Bartlett concluded that human memory is not a reproductive but a reconstructive process». «To account for his memory data, Bartlett developed the concept of the schema. «To account for his memory data, Bartlett developed the concept of the schema. He proposed that much of human knowledge consists of unconscious mental structures that capture the generic aspects of the world».He proposed that much of human knowledge consists of unconscious mental structures that capture the generic aspects of the world». schemata operate on new incoming information to fill in gaps and rationalize the resulting memory representation.schemata operate on new incoming information to fill in gaps and rationalize the resulting memory representation. Wilson, R. A., & Keil, F. C. (Eds.). (1999). The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences. Cambridge, MA: MIT Press, p. 66. Wilson, R. A., & Keil, F. C. (Eds.). (1999). The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences. Cambridge, MA: MIT Press, p. 66. Wilson, R. A., & Keil, F. C. (Eds.). (1999). The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences. Cambridge, MA: MIT Press, p. 66. Wilson, R. A., & Keil, F. C. (Eds.). (1999). The MIT Encyclopedia of the Cognitive Sciences. Cambridge, MA: MIT Press, p. 66.

59 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 59 La guerra dei fantasmi di Bartlett 1/8 Una notte due giovani di Egulac si recarono al fiume a caccia di foche, e mentre si trovavano là, scese la nebbia e laria diventò stagnante. Udirono allora grida di guerra, e pensarono: «Forse si tratta di una spedizione di guerra». Scapparono verso la spiaggia e si nascosero dietro ad un tronco. Cerano delle canoe che risalivano il fiume, ed essi potevano udire il rumore delle pagaie, e videro che una canoa si dirigeva verso di loro. Dentro cerano cinque uomini ed uno di essi disse: «Che cosa ne dite? Vogliamo portarvi con noi. Stiamo risalendo il fiume per andare a far guerra alla gente». Uno dei due giovani disse: «Ma non possiedo frecce». «Le frecce sono nella canoa», risposero. «Io non verrò. Potrei essere ucciso. I miei parenti non sanno dove sono andato. Ma tu», disse, rivolgendosi allaltro, «potresti andare con loro». Così uno dei due giovani andò, mentre laltro tornò a casa.

60 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 60 La guerra dei fantasmi di Bartlett 2/8 E i guerrieri continuarono su per il fiume, fino ad una città allaltro lato del Kalama. La gente scese vicino allacqua, incominciarono a combattere, e molti vennero uccisi. Ma ben presto il giovane sentì dire da uno dei guerrieri: «Presto, torniamo a casa: lIndiano è stato colpito». Allora egli pensò: «Oh, sono fantasmi». Non sentiva dolore, ma essi dicevano che era stato colpito. Così le canoe ritornarono ad Egulac, ed il giovane alla sua casa sulla spiaggia, ed accese il fuoco. E raccontò a tutti: «Pensate, ho accompagnato i fantasmi e siamo andati a combattere. Molti dei nostri compagni sono stati uccisi, come pure molti di coloro che ci attaccarono. Essi dicevano che ero stato colpito, ma io non sentii affatto dolore». Raccontò tutto questo e poi si calmò. Quando il sole sorse, cadde a terra. Qualcosa di nero gli venne fuori dalla bocca. Il suo volto si contrasse. La gente balzò in piedi e gridò. Era morto.

61 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 61 La guerra dei fantasmi di Bartlett 3/8 Prima riproduzione (15 min) Prima riproduzione (15 min) Storia – Cerano due giovani che andarono sulla riva del fiume. Sentirono grida di guerra e dissero: «Cè una guerra di fantasmi». Non possedevano frecce. Videro una canoa con dentro cinque uomini, che dissero: «Le frecce sono nella canoa». La guerra dei fantasmi ricomincia. Molti furono uccisi. Ci fu un giovane che venne colpito, ma non sentì dolore. Udì che lIndiano era stato ferito. Ritornò al suo villaggio con la sua canoa. La mattina seguente si sentiva male e la sua faccia si contrasse. Qualcosa di nero gli uscì dalla bocca, ed essi gridarono: «Era morto». Storia – Cerano due giovani che andarono sulla riva del fiume. Sentirono grida di guerra e dissero: «Cè una guerra di fantasmi». Non possedevano frecce. Videro una canoa con dentro cinque uomini, che dissero: «Le frecce sono nella canoa». La guerra dei fantasmi ricomincia. Molti furono uccisi. Ci fu un giovane che venne colpito, ma non sentì dolore. Udì che lIndiano era stato ferito. Ritornò al suo villaggio con la sua canoa. La mattina seguente si sentiva male e la sua faccia si contrasse. Qualcosa di nero gli uscì dalla bocca, ed essi gridarono: «Era morto».

62 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 62 La guerra dei fantasmi di Bartlett 4/8 Commento alla prima riproduzione La storia è stata notevolmente abbreviata ed ha uno stile traballante e sconnesso. La storia è stata notevolmente abbreviata ed ha uno stile traballante e sconnesso. I fantasmi, che avevano molto impressionato il soggetto, scompaiono dal titolo, ma vengono introdotti allinizio della storia. I fantasmi, che avevano molto impressionato il soggetto, scompaiono dal titolo, ma vengono introdotti allinizio della storia.

63 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 63 La guerra dei fantasmi di Bartlett 5/8 Seconda riproduzione 15 giorni dopo Seconda riproduzione 15 giorni dopo Storia – Cerano due fantasmi. Andarono ad un fiume. Sul fiume cera una canoa con dentro cinque uomini. Ci fu una guerra di fantasmi. Uno dei fantasmi chiese: «Dove sono le frecce?». Laltro gli disse: «Sono nella canoa». Incominciarono la guerra e parecchi furono feriti ed alcuni uccisi. Un fantasma fu ferito ma non sentì dolore. Tornò al villaggio sulla canoa. La mattina seguente si sentiva male, e qualcosa di nero gli uscì dalla bocca, ed essi gridarono: «Era morto». Storia – Cerano due fantasmi. Andarono ad un fiume. Sul fiume cera una canoa con dentro cinque uomini. Ci fu una guerra di fantasmi. Uno dei fantasmi chiese: «Dove sono le frecce?». Laltro gli disse: «Sono nella canoa». Incominciarono la guerra e parecchi furono feriti ed alcuni uccisi. Un fantasma fu ferito ma non sentì dolore. Tornò al villaggio sulla canoa. La mattina seguente si sentiva male, e qualcosa di nero gli uscì dalla bocca, ed essi gridarono: «Era morto».

64 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 64 La guerra dei fantasmi di Bartlett 6/8 Commento alla seconda riproduzione I fantasmi rafforzano la loro presenza allinterno della storia. I fantasmi rafforzano la loro presenza allinterno della storia. I due giovani scompaiono completamente. I due giovani scompaiono completamente. La narrazione diventa ancora meno coerente. La narrazione diventa ancora meno coerente.

65 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 65 La guerra dei fantasmi di Bartlett 7/8 Terza riproduzione 1 mese dopo Terza riproduzione 1 mese dopo Storia – Cerano dei fantasmi. Ci fu una battaglia fra di loro. Uno di essi disse: «Dove sono le frecce?». Laltro disse: «Sono nella canoa». Una gran quantità di combattenti venne ferita o uccisa. Uno di essi fu ferito, ma non sentiva male. Lo trasportarono al suo villaggio distante alcune miglia, remando nella canoa. Il giorno seguente qualcosa di nero gli uscì dalla bocca e gridarono: «È morto». Storia – Cerano dei fantasmi. Ci fu una battaglia fra di loro. Uno di essi disse: «Dove sono le frecce?». Laltro disse: «Sono nella canoa». Una gran quantità di combattenti venne ferita o uccisa. Uno di essi fu ferito, ma non sentiva male. Lo trasportarono al suo villaggio distante alcune miglia, remando nella canoa. Il giorno seguente qualcosa di nero gli uscì dalla bocca e gridarono: «È morto».

66 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 66 La guerra dei fantasmi di Bartlett 8/8 Commento alla terza riproduzione La prima parte della storia è completamente scomparsa La prima parte della storia è completamente scomparsa Tutto si riduce ad una battaglia tra fantasmi Tutto si riduce ad una battaglia tra fantasmi Il particolare dominante, i fantasmi, sembra aver soppresso ed assorbito tutto il resto. Il particolare dominante, i fantasmi, sembra aver soppresso ed assorbito tutto il resto.

67 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 67 La psicologia cognitiva nellera del comportamentismo 2/4 Aleksandr Lurija (1902–1977, medico, sociologo e psicologo sovietico, discepolo e collaboratore di Vygotskij). Durante la II Guerra Mondiale cominciò ad interessarsi dei disturbi dei processi psichici conseguenti a lesioni cerebrali, con tutta una serie di opere fondamentali nella storia della neuropsicologia che ebbero una prima sintesi nellopera Le funzioni corticali superiori nelluomo (1962). Durante la II Guerra Mondiale cominciò ad interessarsi dei disturbi dei processi psichici conseguenti a lesioni cerebrali, con tutta una serie di opere fondamentali nella storia della neuropsicologia che ebbero una prima sintesi nellopera Le funzioni corticali superiori nelluomo (1962). Le funzioni cerebrali che mediano funzioni psichiche complesse non sono traducibili nei termini di riflessi condizionati, rna sono sistemi funzionali, sistemi di interazione cerebrale molto più complessi, la cui organizzazione, in accordo alla teoria generale storico-culturale, si sviluppa in stretta relazione con lambiente.Le funzioni cerebrali che mediano funzioni psichiche complesse non sono traducibili nei termini di riflessi condizionati, rna sono sistemi funzionali, sistemi di interazione cerebrale molto più complessi, la cui organizzazione, in accordo alla teoria generale storico-culturale, si sviluppa in stretta relazione con lambiente. Per esempio Il linguaggio non ha come struttura fisiologica di base il riflesso condizionato, come sostenevano i pavloviani, ma risulta dallinterazione di strutture cerebrali diverse che si sviluppano e si modificano nel corso dellontogenesi. Per esempio Il linguaggio non ha come struttura fisiologica di base il riflesso condizionato, come sostenevano i pavloviani, ma risulta dallinterazione di strutture cerebrali diverse che si sviluppano e si modificano nel corso dellontogenesi. La stretta relazione tra cervello e ambiente spiega come le lesioni cerebrali producano disturbi differenziati da individuo a individuo a seconda delle loro abitudini, della loro lingua, della loro cultura, eccLa stretta relazione tra cervello e ambiente spiega come le lesioni cerebrali producano disturbi differenziati da individuo a individuo a seconda delle loro abitudini, della loro lingua, della loro cultura, ecc

68 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 68 La psicologia cognitiva nellera del comportamentismo 3/4 Lev Vygotskij (1896–1934, psicologo sovietico, padre della scuola storico-culturale). Sviluppò lapproccio storico-culturale dello sviluppo cognitivo che enfatizza il modo in cui lo sviluppo è costruito attraverso le interazioni sociali, pratiche culturali e linternalizzazione di strumenti cognitivi. Sviluppò lapproccio storico-culturale dello sviluppo cognitivo che enfatizza il modo in cui lo sviluppo è costruito attraverso le interazioni sociali, pratiche culturali e linternalizzazione di strumenti cognitivi. Sottolineò le interazioni sociali attraverso il linguaggio nello sviluppo dei concetti dei bambini. Sottolineò le interazioni sociali attraverso il linguaggio nello sviluppo dei concetti dei bambini.

69 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 69 La psicologia cognitiva nellera del comportamentismo 4/4 Jean Piaget (1896–1980, pedagogista ed epistemologo svizzero). Fondatore dellepistemologia genetica, ovvero dello studio sperimentale delle strutture e dei processi cognitivi legati alla costruzione della conoscenza nel corso dello sviluppo. Fondatore dellepistemologia genetica, ovvero dello studio sperimentale delle strutture e dei processi cognitivi legati alla costruzione della conoscenza nel corso dello sviluppo. Lepistemologia genetica spiega il processo dello sviluppo cognitivo di un essere umano dalla nascita attraverso 4 fasi primarie dello sviluppo: Lepistemologia genetica spiega il processo dello sviluppo cognitivo di un essere umano dalla nascita attraverso 4 fasi primarie dello sviluppo: 1) Sensori-motria (0-2 anni) il bambino utilizza i sensi e le abilità motorie per esplorare e successivamente comprendere ciò che lo circonda, affidandosi inizialmente ai soli riflessi e più avanti a combinazioni di capacità senso-motorie.1) Sensori-motria (0-2 anni) il bambino utilizza i sensi e le abilità motorie per esplorare e successivamente comprendere ciò che lo circonda, affidandosi inizialmente ai soli riflessi e più avanti a combinazioni di capacità senso-motorie. 2) Pre-operatoria (2-7) l'atteggiamento del bambino è ancora molto "egocentrico.2) Pre-operatoria (2-7) l'atteggiamento del bambino è ancora molto "egocentrico. 3) Operazioni concrete (7-11) si riferisce a operazioni logiche o principi utilizzati nella soluzione di problemi. Il bambino in questa fase non solo utilizza i simboli ma è in grado di manipolarli in modo logico.3) Operazioni concrete (7-11) si riferisce a operazioni logiche o principi utilizzati nella soluzione di problemi. Il bambino in questa fase non solo utilizza i simboli ma è in grado di manipolarli in modo logico. 4) Operazioni formali (12 in poi) il bambino riesce a formulare pensieri astratti: si tratta del cosiddetto pensiero ipotetico dove il bambino non ha bisogno di tenere l'oggetto dinanzi a se ma può ragionare in termini ipotetici.4) Operazioni formali (12 in poi) il bambino riesce a formulare pensieri astratti: si tratta del cosiddetto pensiero ipotetico dove il bambino non ha bisogno di tenere l'oggetto dinanzi a se ma può ragionare in termini ipotetici.

70 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 70 La psicologia della Gestalt 1/4 La psicologia della Gestalt La grande tradizione tedesca in psicologia, che aveva prodotto tanti pionieri del 19° secolo, diede origine ad un nuovo movimento cognitivo nei primi anni del 20 mo secolo. La grande tradizione tedesca in psicologia, che aveva prodotto tanti pionieri del 19° secolo, diede origine ad un nuovo movimento cognitivo nei primi anni del 20 mo secolo. La parola tedesca Gestalt può essere approssimativamente tradotta con forma. La psicologia della Gestalt enfatizza che la forma intera è qualcosa di più della mera somma delle sue parti, dovuto allemergere di proprietà che sorgono quando si creano nuove relazioni.La parola tedesca Gestalt può essere approssimativamente tradotta con forma. La psicologia della Gestalt enfatizza che la forma intera è qualcosa di più della mera somma delle sue parti, dovuto allemergere di proprietà che sorgono quando si creano nuove relazioni. Essa fu unestensione delle idee costruttiviste di Helmholtz e il più grande contributo di questo movimento fu nellarea percezione. Essa fu unestensione delle idee costruttiviste di Helmholtz e il più grande contributo di questo movimento fu nellarea percezione. Mentre il comportamentismo insisteva sul fatto che la psicologia dovesse studiare semplicemente come stimoli oggettivi vengono ad elicitare risposte oggettive, i gestaltisti si diressero con semplici dimostrazioni a sollevare il dubbio sullesistenza delloggettività dello stimolo – cioè lo stimolo percepito in modo che possa essere descritto strettamente in termini di input sensoriale.Mentre il comportamentismo insisteva sul fatto che la psicologia dovesse studiare semplicemente come stimoli oggettivi vengono ad elicitare risposte oggettive, i gestaltisti si diressero con semplici dimostrazioni a sollevare il dubbio sullesistenza delloggettività dello stimolo – cioè lo stimolo percepito in modo che possa essere descritto strettamente in termini di input sensoriale.

71 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 71 La psicologia della Gestalt 2/4 La figura illustra un famoso esempio della Gestalt della natura costruttiva della percezione: lambiguo Necker cube. Sebbene questa figura sia semplicemente un disegno di linee piane, noi immediatamente la percepiamo come un cubo tridimensionale. Sebbene questa figura sia semplicemente un disegno di linee piane, noi immediatamente la percepiamo come un cubo tridimensionale. Inoltre, se si guarda attentamente, si potrà vedere che la figura può in realtà essere vista in due differenti cubi 3D. Inoltre, se si guarda attentamente, si potrà vedere che la figura può in realtà essere vista in due differenti cubi 3D. Lo stesso stimolo oggettivo – il disegno di linee bidimensionali – suscita due distinte percezioni 3D.

72 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 72 La psicologia della Gestalt 3/4 La data di nascita della Gestalt può essere indicativamente fatta risalire al 1912, anno in cui Wertheimer pubblica il suo lavoro sul movimento stroboscopico. Questo fenomeno, chiamato fenomeno fi, è estremamente importante per gli aspetti teorici che sottende. Questo fenomeno, chiamato fenomeno fi, è estremamente importante per gli aspetti teorici che sottende. Quello che avviene nellesperienza infatti non può essere spiegato da ciò che succede agli oggetti fissi.Quello che avviene nellesperienza infatti non può essere spiegato da ciò che succede agli oggetti fissi.

73 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 73 La psicologia della Gestalt 4/4 Sebbene molti dei maggiori contributi delle figure chiave della Gestalt come Max Wertheimer (1880–1943, psicologo ceco), considerato il suo fondatore, fossero nellarea della percezione, le loro idee furono estese alla memoria e al problem solving, attraverso il lavoro di persone come Wolfgang Köhler (1887– 1967, psicologo tedesco) e Karl Duncker (1903–1940, psicologo tedesco). I livelli superiori del pensiero sono basati su principi simili a quelli che governano la percezione. I livelli superiori del pensiero sono basati su principi simili a quelli che governano la percezione. Noi allimprovviso vediamo la soluzione dei problemi, spesso dopo aver guardato in un modo differente, raggiungendo un nuovo insight.Noi allimprovviso vediamo la soluzione dei problemi, spesso dopo aver guardato in un modo differente, raggiungendo un nuovo insight. Il tutto è più della somma delle parti H 2 O non è semplicemente due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, ma anche una particolare organizzazione spaziale di questi elementi in una configurazione che fa una molecola dacqua.Il tutto è più della somma delle parti H 2 O non è semplicemente due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, ma anche una particolare organizzazione spaziale di questi elementi in una configurazione che fa una molecola dacqua. « «Infatti H 1 H 2 e H 2 0 hanno tutti proprietà diverse, che non si possono ottenere sommando le proprietà degli H e degli O» (Koffka, 1935). Unattenzione rivolta sulle relazioni richiama il problema del binding (legame). Il binding problem è il problema di come lunità della percezione cosciente è determinata dalle attività suddivise del sistema nervoso centrale. Unattenzione rivolta sulle relazioni richiama il problema del binding (legame). Il binding problem è il problema di come lunità della percezione cosciente è determinata dalle attività suddivise del sistema nervoso centrale.

74 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 74 Koffka in Principi di psicologia della forma (1935) – Gli scimpanzé Si mettono uno per volta due scimpanzé in una gabbia, dal cui soffitto pende unallettante banana; la gabbia è completamente vuota, salvo per il fatto che contiene una cassa, posta a circa tre metri dal punto sopra il quale pende lesca. la gabbia è completamente vuota, salvo per il fatto che contiene una cassa, posta a circa tre metri dal punto sopra il quale pende lesca. Dopo un tempo più o meno breve, uno degli animali correrà alla cassa, la trasporterà sotto il frutto, e, usandola a mo di sgabello, si impadronirà della banana. Laltro, meno intelligente, dopo vari salti inutili si rassegnerà, e alla fine salirà sulla cassa e vi starà seduto con aria depressa. Laltro, meno intelligente, dopo vari salti inutili si rassegnerà, e alla fine salirà sulla cassa e vi starà seduto con aria depressa. Il comportamento di entrambe le scimmie ha avuto luogo in un ambiente geografico contenente una cassa; la situazione stimolo era identica per entrambe.

75 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 75 Koffka in Principi di psicologia della forma (1935) – lambiente comportamentale Lambiente geografico, ovvero la situazione stimolo, non può essere la causa dei comportamenti diversi; questa diversità si spiega invece subito se consideriamo gli ambienti comportamentali dei due animali. lambiente comportamentale delluno conteneva uno sgabello, mentre quello dellaltro conteneva un sedile.

76 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 76 Koffka in Principi di psicologia della forma (1935) – Il comportamento molare Se due animali si comportano diversamente in condizioni analoghe di stimolazione, la spiegazione deve trovarsi negli animali stessi. Il comportamento molare è descritto in modo conforme alla realtà se si dice che una scimmia usa uno sgabello, laltra un sedile. Certo, i due animali devono essere animali diversi. Visto che lambiente geografico, o ambiente geografico che fornisce lo stimolo, non può essere la causa immediata dei due comportamenti. Visto che lambiente geografico, o ambiente geografico che fornisce lo stimolo, non può essere la causa immediata dei due comportamenti.

77 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 77 La psicologia cognitiva moderna 1/2 La psicologia cognitiva moderna emerse nella seconda metà del 20 mo secolo. La rivoluzione cognitiva degli anni 50 e 60 coinvolse non solo la psicologia ma anche le discipline affini che ora contribuiscono alle scienze cognitivie. Donald Hebb (1904–1985, psicologo canadese) Cominciò a tracciare le connessioni tra i processi cognitivi e i meccanismi neurali, anticipando la moderna neuroscienza cognitiva. Cominciò a tracciare le connessioni tra i processi cognitivi e i meccanismi neurali, anticipando la moderna neuroscienza cognitiva. pur muovendosi in unottica ancora comportamentistica classica, aveva iniziato una profonda rivoluzione soprattutto nel modo di concepire il ruolo del sistema nervoso centrale in rapporto al comportamento.pur muovendosi in unottica ancora comportamentistica classica, aveva iniziato una profonda rivoluzione soprattutto nel modo di concepire il ruolo del sistema nervoso centrale in rapporto al comportamento. Si era posto il problema delle cosiddette variabili intervenienti di quei processi, cioè, interposti tra stimolo e risposta, svolgentisi allinterno dellindividuo (e quindi non direttamente osservabili).Si era posto il problema delle cosiddette variabili intervenienti di quei processi, cioè, interposti tra stimolo e risposta, svolgentisi allinterno dellindividuo (e quindi non direttamente osservabili). Introduzione dei modelli (della mente) che di volta in volta possono fare riferimento a unidealizzazione del sistema nervoso o ai circuiti di un elaboratore.Introduzione dei modelli (della mente) che di volta in volta possono fare riferimento a unidealizzazione del sistema nervoso o ai circuiti di un elaboratore.

78 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 78 La psicologia cognitiva moderna 2/2 James Gibson (1904–1979, psicologo statunitense) Durante la II Guerra Mondiale, molti psicologi sperimentali si confrontarono con molti problemi di ordine militare quali la ricerca di modi per selezionare buoni piloti e addestrare degli operatori radar, e accadde che le allora dominanti teorie stimolo-risposta semplicemente avevano ben poco da offrire come soluzioni. Si resero necessari più dettagliati modelli di elaborazione dellinformazione umana. Durante la II Guerra Mondiale, molti psicologi sperimentali si confrontarono con molti problemi di ordine militare quali la ricerca di modi per selezionare buoni piloti e addestrare degli operatori radar, e accadde che le allora dominanti teorie stimolo-risposta semplicemente avevano ben poco da offrire come soluzioni. Si resero necessari più dettagliati modelli di elaborazione dellinformazione umana. La prospettiva ecologica Le informazioni sono già presenti nello stimulus array, nella stimolazione come si presenta direttamente al soggetto; e da questo possono essere direttamente colte, senza dover ricorrere a sistemi computazionali, flussi informazionali, strutture rappresentazionali. E hanno senso per lorganismo che Ie coglie direttamente dalla stimolazione (percezione diretta) in quanto affordances (da to afford, fornire, presentare, ma anche essere in grado di far qualcosa) presentate dallambiente in relazione al valore evolutivo che hanno per lorganismo.La prospettiva ecologica Le informazioni sono già presenti nello stimulus array, nella stimolazione come si presenta direttamente al soggetto; e da questo possono essere direttamente colte, senza dover ricorrere a sistemi computazionali, flussi informazionali, strutture rappresentazionali. E hanno senso per lorganismo che Ie coglie direttamente dalla stimolazione (percezione diretta) in quanto affordances (da to afford, fornire, presentare, ma anche essere in grado di far qualcosa) presentate dallambiente in relazione al valore evolutivo che hanno per lorganismo. Donald Broadbent (1926–1993, psicologo inglese) Sviluppò il primo modello dettagliato di attenzione. Sviluppò il primo modello dettagliato di attenzione.

79 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 79 La scienza dei computer I comportamentisti avevano denunciato modelli di elaborazione mentale interna come ascientifici. Tuttavia, il computer digitale moderno fornì un chiaro esempio di un dispositivo che riceve input, li elabora attraverso una complessa serie di procedure interne e poi produce output. Herbert Simon (nato nel 1916, Premio Nobel in economia nel 1978) e Allan Newell (1927 – 1992, ricercatore in computer science e cognitive psychology) Furono dei leader nel costruire legami tra lintelligenza artificiale e la nuova psicologia cognitiva. Furono dei leader nel costruire legami tra lintelligenza artificiale e la nuova psicologia cognitiva. Alan Turing (1912 –1954, matematico e logico britannico) Uno dei padri della scienza dei computer, introdusse la macchina ideale ed il test che portano il suo nome. Nel 1950 scrisse un articolo dal titolo Computing machinery and intelligence in cui descriveva quello che sarebbe divenuto noto come il test di Turing: su questo articolo si basa buona parte dei successivi studi sull'intelligenza artificiale. Uno dei padri della scienza dei computer, introdusse la macchina ideale ed il test che portano il suo nome. Nel 1950 scrisse un articolo dal titolo Computing machinery and intelligence in cui descriveva quello che sarebbe divenuto noto come il test di Turing: su questo articolo si basa buona parte dei successivi studi sull'intelligenza artificiale. Già nel 1936 Turing aveva teorizzato una macchina basata su un unico nastro bidimensionale fatto di riquadri e contenente un simbolo in codice binario in ogni riquadro. Il programma di questa macchina è costituito dallinsieme delle istruzioni che fanno andare avanti e indietro il nastro e sostituiscono un simbolo con un altro.Già nel 1936 Turing aveva teorizzato una macchina basata su un unico nastro bidimensionale fatto di riquadri e contenente un simbolo in codice binario in ogni riquadro. Il programma di questa macchina è costituito dallinsieme delle istruzioni che fanno andare avanti e indietro il nastro e sostituiscono un simbolo con un altro. Noam Chomsky (Filadelfia, 1928, filosofo e teorico della comunicazione statunitense) Diede un decisivo apporto alla psicologia cognitiva moderna cambiando radicalmente le concezioni relative alla natura del linguaggio umano, dimostrando che il linguaggio non poteva essere appreso e compreso semplicemente dallassociazione di parole adiacenti, quanto piuttosto richiedeva computazioni su strutture astratte che esistevano nella mente dei parlanti e degli ascoltatori. Diede un decisivo apporto alla psicologia cognitiva moderna cambiando radicalmente le concezioni relative alla natura del linguaggio umano, dimostrando che il linguaggio non poteva essere appreso e compreso semplicemente dallassociazione di parole adiacenti, quanto piuttosto richiedeva computazioni su strutture astratte che esistevano nella mente dei parlanti e degli ascoltatori.

80 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale 80 La teoria computazionale della mente Linsieme di questi lavori produsse un impatto profondo nella metà del 20 mo secolo offrendo quelle idee di fondo che divennero le fondamenta della psicologia cognitiva e anche delle scienze cognitive in generale. La teoria computazionale della mente (Computational Theory of Mind) La cognizione umana è basata su procedure mentali che operano su rappresentazioni mentali astratte. La cognizione umana è basata su procedure mentali che operano su rappresentazioni mentali astratte.


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