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Le operazioni straordinarie parte seconda F. Crovato Autunno 2013.

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Presentazione sul tema: "Le operazioni straordinarie parte seconda F. Crovato Autunno 2013."— Transcript della presentazione:

1 Le operazioni straordinarie parte seconda F. Crovato Autunno 2013

2 Conferimento di azienda

3 Conferimento di azienda: natura economica e trattamento fiscale Costituisce una operazione sui beni di carattere associativo che non comporta monetizzazione o altre forme di realizzo e quindi come tale non comporta apprezzabili arricchimenti Il conferente riceve titoli rappresentativi di quanto conferito spesso costituisce operazione propedeutica alla successiva cessione di partecipazioni

4 Conferimenti di aziende Art.9, comma 5 tuir. Ai fini delle imposte sui redditi le disposizioni relative alle cessioni a titolo oneroso valgono anche …per i conferimenti in società. Il valore di realizzo è dato dalla stima del bene conferito Eccezioni riguardano: – conferimenti di azienda effettuati da imprese (artt. 176 Tuir)

5 5 Conferimento a saldi aperti art.176 Tuir Lunica modalità applicabile ai conferimenti di azienda a partire dal 2008 Regime di neutralità fiscale salvo opzione per imposta sostitutiva da parte della conferitaria

6 6 Conferimento neutrale; determinazione della plusvalenza I conferimenti d'azienda non generano plusvalenza o minusvalenza in quanto: - il soggetto conferente assume quale valore della partecipazione ricevuta l'ultimo valore fiscalmente riconosciuto dall'azienda conferita; - il soggetto conferitario subentra, ai fini fiscali, nella posizione di quello conferente in ordine agli elementi dell'attivo e del passivo dell'azienda stessa In questo caso lart. 176 T.U.I.R. prevede un sistema che consente: – il mantenimento in capo alla conferitaria delle posizioni e dei valori fiscalmente riconosciuti in capo alla conferente (non solo il costo fiscale dei singoli beni, ma anche lo stato del processo di ammortamento, la stratificazione LIFO del magazzino, etc.); – la possibilità di rilevare sui beni ricevuti dei maggiori valori dal punto di vista civilistico, ma in franchigia d'imposta, vale a dire senza riconoscimento fiscale (doppio binario).

7 –I maggiori valori iscritti sulla partecipazione ricevuta per effetto del conferimento determinano l'emersione di una plusvalenza tassabile solo al momento del loro realizzo cedendo la partecipazione (quadro RV). –Il costo fiscale della partecipazione non si intende rivalutato. –In occasione della vendita della partecipazione ricevuta potrà quindi verificarsi una differenza tra la plusvalenza o minusvalenza portata al conto economico (misurata sui dati contabili) e quella fiscalmente rilevante (misurata sui dati fiscali), con conseguente necessità di una partita di variazione nella dichiarazione dei redditi Neutralità per conferente

8 Neutralità per Conferitaria Conferitaria: –La rilevazione delle attività e passività dellazienda trasferita al loro valore economico è fiscalmente irrilevante nel senso che i maggiori o minori valori attribuiti a tali attività e passività non sono fiscalmente riconosciuti e la conferitaria subentra nei valori fiscali che tali attività e passività avevano in capo alla conferente. Pertanto: Per beni materiali: la conferitaria usa i rates di ammortamento tabellare (DM 1988) e il costo della conferente; il processo di ammortamento continua (non riparte) in capo alla conferitaria Per beni immateriali: la conferitaria deduce secondo le regole dellart. 103 e 108 TUIR

9 non dovrebbero rientrare negli elementi dellattivo e del passivo dellazienda conferita le eventuali eccedenze delle spese di manutenzione rispetto al limite del 5% maturate in capo alla società conferente. Dette eccedenze infatti, se pure maturate tenendo conto dei cespiti poi conferiti, rappresentano elementi rilevanti ai soli fini della definizione della situazione fiscale della società conferente, in quanto tali destinati ad esaurire la loro funzione nellambito delle proprie obbligazioni tributarie. per la valutazione delle rimanenze, si mantiene la stratificazione operata dal conferente. Neutralità per Conferitaria

10 i crediti compresi tra le attività dellazienda conferitaria sono valutati secondo le ordinarie regole del TUIR. Pertanto, il conferitario, nel subentrare nella posizione del conferente, acquisisce fiscalmente i crediti sulla base del loro valore nominale e del relativo fondo rischi fiscalmente riconosciuto, con la possibilità di calcolare il limite dello 0,50% previsto dellart. 106, comma 1, TUIR su detto valore nominale del credito Neutralità per Conferitaria

11 –Il valore dellavviamento precedentemente iscritto dalla conferente su altre operazioni per Circ. n. 8/2010 dovrebbe restare in capo alla conferente e non essere trasferito alla conferitaria (dottrina contraria in quanto lavviamento non può esistere senza lazienda –ormai conferita-) –Il nuovo goodwill iscritto non è riconosciuto fiscalmente –Ricordate infatti che vale solo lultimo costo fiscalmente riconosciuto dellazienda conferita Neutralità per Conferitaria

12 Art. 176, COMMA 4, TUIR Lart. 176 del TUIR, dispone: –per la conferitaria, che le aziende acquisite in dipendenza di conferimenti effettuati con il regime di cui al presente articolo si considerano possedute dal soggetto conferitario anche per il periodo di possesso del soggetto conferente. –per la conferente, che le partecipazioni ricevute dai soggetti che hanno effettuato i conferimenti di cui al periodo precedente, in regime di neutralità fiscale, si considerano iscritte come immobilizzazioni finanziarie nei bilanci in cui risultavano iscritti i beni dellazienda conferita. Pertanto la partecipazione ricevuta viene assunta con unanzianità pari a quella attribuibile allazienda conferita. –il principio di continuità può essere esteso anche al requisito della commercialità di cui allart. 87, comma 1, lettera d) del TUIR.

13 13 La reintroduzione dellimposta sostitutiva – La sostitutiva è stata reintrodotta per i conferimenti, le fusioni e le scissioni – Solo le cessioni di azienda e di partecipazione ne rimangono escluse. – Non cambiano le logiche per capire le operazioni straordinarie! – E solo una scelta di politica legislativa per incentivare queste operazioni, scelta che qualche appare, qualche volta scompare a seconda delle politiche fiscali nel paese. – Vedi infra

14 I conferimenti di azienda possono essere effettuati solo in base al regime di neutralità fiscale (nuovo Art. 176, c 2-ter, TUIR). La conferitaria può optare per il riconoscimento totale/parziale dei maggiori valori mediante pagamento di unimposta sostitutiva (IRPEF, IRES ed IRAP) a scaglioni sui maggiori valori attribuiti alle immobilizzazioni materiali ed immateriali: –12% sulla parte di maggiori valori fino a 5 mio di euro; –14% sulla parte di maggiori valori che eccede 5 mio e fino a 10 mio di euro –16% sulla parte di maggiori valori che eccede 10 mio/euro RIALLINEAMENTO CONFERIMENTO

15 RIALLINEAMENTO FUSIONI E SCISSIONI Le disposizioni dellart. 172, c. 2-ter in tema di conferimento sono estese per rinvio anche alle operazioni di fusione (art. 172 c. 10-bis) e scissione (art. 173, c. 15-bis) I maggiori valori iscritti in bilancio per effetto di fusioni o scissioni, allocati su immobilizzazioni materiali o immateriali, dalla società incorporante o risultante dalla fusione o dalla società beneficiaria (scissione) possono essere fiscalmente riconosciuti mediante pagamento di unimposta sostitutiva nella stessa misura prevista per il conferimento dazienda

16 16 conferimento dell'azienda in neutralità d'imposta e successiva cessione della partecipazione ricevuta Non è considerata elusione da art. 37-bis la cessione indiretta dellazienda realizzata con: il conferimento dazienda con continuità dei valori fiscali e regime di neutralità e la successiva cessione della partecipazione ricevuta per usufruire della participation exemption (esenzione totale) La conferente in questo modo può monetizzare in esenzione di imposta i plusvalori rimasti sospesi sullazienda conferita. Sotto questo profilo è tendenzialmente favorita la cessione di beni di secondo grado (share deal) rispetto alla cessione diretta dellazienda (asset deal) in cui, invece, la plusvalenza sarebbe tassata. La scelta opposta sarebbe invece preferibile se, per esempio, il cedente avesse delle perdite.

17 17 Segue La relazione di accompagnamento al nuovo tuir ha conferito pari dignità tra; Operare nellambito dellesenzione conferendo lazienda in neutralità con successiva cessione della partecipazione in esenzione(senza dare allacquirente valori fiscalmente recuperabili) Operare in regime di imponibilità vendendo lazienda e facendo concorrere la plus. alla formazione del reddito imponibile, dando al proprio acquirente valori fiscalmente riconosciuti Ciò al fine di evitare salti dimposta

18 18 segue Premesso che il conferimento seguito dalla successiva cessione delle partecipazioni non è operazione elusiva Una effettiva convenienza sussiste solo se al momento della cessione la conferente può beneficiare dei requisiti per lesenzione Tutto ciò è agevolato dalla disposizione che prevede che le partecipazioni ricevute si considerano iscritte come immobilizzazioni finanziarie e dal principio di continuità (già trattato....qui eccone un profilo di importanza pratica)

19 19 Fusioni e scissioni si distinguono dalle cessioni e dai conferimenti d'azienda perché non riguardano i beni della società, bensì la società intesa come "soggetto" (cioé la "veste giuridica" del soggetto, il contratto sociale). Vengono attuate in linea generale allo scopo – di riorganizzare internamente le attività del gruppo, – armonizzare limpresa acquisita con il resto della struttura giuridico formale dellimpresa acquirente

20 20 Continuità contabile e fiscale A prescindere dalle discussioni sulla loro natura civilistica (modifica statutaria o successione universale) La fusione e la scissione non comportano interruzione dellattività di impresa e del regime dei beni dimpresa ai fini fiscali. Non hanno valenza reddituale e comportano unificazione/continuazione dei valori contabili (e fiscali) delle società coinvolte.

21 21 Fusione di società Le varie società che partecipano alloperazione si uniscono in una sola di nuova formazione (fusione propria) o preesistente (fusione per incorporazione) con relativa compenetrazione dei patrimoni concambio a favore degli azionisti delle società fuse o incorporate (si tratta di una valutazione comparatisca del valore della società risultante dalla fusione ed è rimessa alla contrattazione delle parti) annullamento delle azioni se possedute dalla incorporante

22 FORME DI FUSIONE art c.c. AB TIZIO CAIOSEMPRONIO B CAIO SEMPRONIOTIZIO AB CAIO SEMPRONIO C CAIO SEMPRONIOTIZIO

23 Art. 172, comma 1 TUIR La fusione tra più società non costituisce realizzo né distribuzione delle plusvalenze e minusvalenze dei beni delle società fuse o incorporate, comprese quelle relative alle rimanenze e il valore di avviamento. La società incorporata non tassa/deduce (non cè plus o minus fiscale). La incorporante eredita i valori fiscali che aveva lincorporata. La fusione/scissione non rompe il velo societario. I beni per effetto della fusione non ritornano ai soci seppur sono questi a decidere la fusione; ecco perché la fusione non è una vicende affine alla liquidazione e non può avere rilevanza reddituale. NEUTRALITA

24 Art. 172, comma 2 TUIR Il reddito della risultante/incorporante non è influenzato dall'avanzo/disavanzo iscritto in bilancio per effetto del concambio/annullamento. Non tassazione delle plusvalenze iscritte: –I maggiori valori iscritti in bilancio per effetto dell'eventuale imputazione del disavanzo da concambio/annullamento non sono imponibili nei confronti dell'incorporante/risultante. Mantenimento dei valori della incorporata: –i beni ricevuti sono valutati fiscalmente in base all'ultimo valore riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi, facendo risultare il disallineamento nel quadro RV.

25 25 Concetto di neutralità I beni transitano nella società risultante dalla fusione secondo il valore fiscalmente riconosciuto che avevano nella società di provenienza. c.d. neutralità della fusione Si ha un passaggio contabile dei beni senza che questi fuoriescano dalla sfera dimpresa con esclusione di: capitale sociale e riserve incorporata, crediti e debiti reciproci estinti per confusione

26 26 Le differenze di fusione: avanzi e disavanzi

27 27 Avanzi e disavanzi di fusione Differenza contabile tra patrimonio netto proveniente dallincorporata e 1) aumento del capitale: quando lincorporante non possiede le partecipazioni dellincorporata (avanzo e disavanzo c.d. da concambio) 2) valore della partecipazione annullata: quando lincorporante possiede le azioni o le quote dellincorporata (c.d. avanzo o disavanzo da annullamento)

28 28 Segue.rilevanza fiscale degli avanzi e disavanzi da concambio Avanzo : esprime il precedente patrimonio netto dell'incorporata e pertanto una sua tassazione colpirebbe voci derivanti da conferimenti (capitale) oppure voci già tassate (riserve di utili). Disavanzo: deriva da un mero aumento di capitale, cui non corrisponde né un conferimento né alcun valore fiscalmente riconosciuto

29 29 Disavanzo da concambio iscritto nellattivo dello stato patrimoniale, potrebbe a questo punto essere utilizzato civilisticamente per rivalutare i beni della società incorporata o scissa Fiscalmente la rivalutazione è irrilevante Nelle rivalutazioni a fronte del disavanzo da concambio non cè alcun costo preesistente da salvaguardare

30 30 Ma Ora è possibile ottenere il riconoscimento fiscale del disavanzo, previo assoggettamento dei maggiori valori iscritti in bilancio ad unimposta sostitutiva delle imposte sui redditi – Non cambiano le logiche per capire le operazioni straordinarie! È un modo per far cassa

31 31 avanzi e disavanzi da annullamento Avanzo: Posta del patrimonio netto espressamente considerato intassabile Disavanzo: caso più frequente dellavanzo, in quanto di solito il prezzo di acquisto della partecipazione eccede il patrimonio netto contabile della partecipata.

32 32 Segue. Origine ed effetti del disavanzo da annullamento Il disavanzo da annullamento deriva dall'eliminazione di un valore (quello della partecipazione), allorquando questo è superiore al valore contabile dei beni dellincorporata Permette in bilancio di ribaltare il costo di acquisizione della partecipazione (bene di secondo grado) sui beni di primo grado sottostanti

33 33 Segue. Rilevanza fiscale del disavanzo da annullamento Nel momento in cui le partecipazioni (per il regime pex) sono irrilevanti fiscalmente, anche il disavanzo è logico che lo sia Naturalmente in presenza del regime pex nellattuale momento storico

34 34 Imposta sostitutiva – La sostitutiva è stata reintrodotta anche qui – Non cambiano però le logiche per capire le operazioni straordinarie!

35 LA SCISSIONE

36 36 La scissione Stessa natura giuridica della fusione, ma funzione e contenuto diversi Scissione e Fusione – luna divide, – laltra unifica i patrimoni sociali; – nella fusione si passa dalla pluralità allunità, nella scissione avviene il contrario

37 RAGIONI ECONOMICHE Essa ricorre tipicamente nelle seguenti condizioni: – la società è di rilevanti dimensioni a tal punto che occorre un frazionamento in più parti, al fine di avere una più oculata gestione; creando così dei «centri di profitto» ed anche centri di costo. Ciò permette di creare dei veri centri di responsabilità allinterno della stessa impresa ancorché frazionata. – la società, o meglio la propria compagine sociale è afflitta da controversie che potrebbero inficiare il proficuo svolgimento dellattività dimpresa. La scissione diventa così un «utile mezzo di composizione stragiudiziale delle controversie» – Potrebbe essere utilizzata per una preparare una successiva vendita (vedi lezione precedente)

38 Differenze con il conferimento Listituto più affine alla scissione è sicuramente il conferimento, differenziandosene per la diversa destinazione delle azioni o quote della società beneficiarie delle attribuzioni patrimoniali. Nella scissione le azioni o quote spettano ai soci della scissa, mentre nel conferimento esse sono di competenza della società conferente.

39 Differenze con il conferimento

40 Differenze con la cessione

41 Differenze con la fusione La differenza tra le due operazioni può talvolta essere solo formale; facendo confluire un'intera società in un'altra abbiamo una fusione, mentre lasciandone vivere autonomamente una parte -anche minima- abbiamo una scissione

42 Differenze con la fusione Si capisce così perché la scissione è disciplinata con ampi rinvii alla fusione.

43 Peculiarità In aggiunta alle problematiche viste per la fusione si dovranno qui considerare gli aspetti legati alla frammentazione del soggetto È questo laspetto più interessante per capire le peculiarità della fiscalità delle scissioni rispetto a quella delle fusioni

44 44 Scissione totale o parziale La società scissa potrebbe continuare a sopravvivere come entità autonoma (già esistente o creata ex novo: scissione parziale) oppure confluire interamente in altre società (scissione totale) Il trattamento fiscale è analogo in entrambe le ipotesi.

45 Segue Forme di scissioni Totale con beneficiarie esistenti: : cessazione della scissa Parziale con beneficiarie esistenti Totale con beneficiarie newco: cessazione della scissa Parziale con beneficiarie newco

46 Aspetti contabili Scissa: riduzione / estinzione del patrimonio, trasferito alle beneficiarie e con controvalore assegnato ai soci in azioni o quote delle beneficiarie Beneficiarie: costituzione / aumento di capitale mediante apporto di patrimonio della scissa da parte dei soci

47 DIFFERENZE DA CONCAMBIO Si determinano per leffetto della variazione del capitale sociale della beneficiaria: Differenze generatesi per effetto del diverso PNC trasferito rispetto allaumento di capitale della beneficiaria Valore contabile del CS corrispondente alle azioni assegnate in concambio ai soci terzi della scissa > PNC della scissa assegnato alla beneficiaria corrispondente alla % di possesso dei soci terzi concambiati = Disavanzo da concambio Valore contabile del CS corrispondente alle azioni assegnate in concambio ai soci terzi della scissa < PNC della scissa assegnato alla beneficiaria corrispondente alla % di possesso dei soci terzi concambiati = Avanzo da Concambio

48 DIFFERENZE DA ANNULLAMENTO Si determinano per leffetto dellannullamento delle partecipazioni detenute dalla beneficiaria nella scissa Differenze generatesi per effetto dellannullamento della partecipazione che la beneficiaria detiene nella scissa Valore di carico partecipazione annullata > PNC della scissa assegnato alla beneficiaria di cui è espressione la partecipazione annullata = Disavanzo da annullamento Valore di carico partecipazione annullata < PNC della scissa assegnato alla beneficiaria di cui è espressione la partecipazione annullata = Avanzo da annullamento

49 Aspetti fiscali della scissione È una operazione neutrale ai fini delle imposte sul reddito. Non si determinano componenti positivi/negativi di reddito per i soggetti coinvolti: – Scissa (art. 173, c. 1) – Beneficiaria (art. 173, c. 1): plusvalori/minusvalori contabilizzati irrilevanti. Possibilità di affrancare i plusvalori ex: 176 c. 2 ter Art. 15. c. 10 DL n. 185/2008 – Soci della scissa – concambio irrilevante (art. 173, c. 3) Operazione non soggetta ad IVA Operazione soggetta a registro in misura fissa

50 frammentazione del soggetto Abbiamo già detto che in aggiunta alle problematiche viste per la fusione si dovranno qui considerare gli aspetti legati alla frammentazione del soggetto

51 Aspetti fiscali - Art. 173, comma 4 – Le posizioni soggettive patrimonio Regola generale: – Dalla data in cui la scissione ha effetto le posizioni soggettive della società scissa e i relativi obblighi strumentali sono attribuiti alle beneficiarie e, in caso di scissione parziale, alla stessa società scissa, in proporzione delle rispettive quote del patrimonio netto contabile trasferite o rimaste, salvo che si tratti di posizioni soggettive connesse specificamente o per insiemi agli elementi del patrimonio scisso, nel qual caso seguono tali elementi presso i rispettivi titolari (comma 4). Non uniformità di interpretazione sul punto

52 Aspetti fiscali - Le posizioni soggettive Posizioni soggettive specificamente connesse a singoli elementi del patrimonio scisso: – Esse seguono lelemento patrimoniale Posizioni soggettive non connesse ad elementi di patrimonio scisso: – Esse sono oggetto di ripartizione proporzionale, secondo regola specifica prevista dalla norma

53 Aspetti fiscali - Art Le posizioni soggettive Posizioni soggettive non connesse ad elementi di patrimonio scisso da ripartire in proporzione del patrimonio netto scisso o rimasto (regola generale) E il caso della plusvalenza rateizzata. I quindi di plusvalenza si basano su ciò che è passato a conto economico, non si riferiscono a elementi presenti a stato patrimoniale. Pertanto si ripartiscono proporzionalmente. Spese di manutenzione deducibili eccedenti il 5% Imposte deducibili per cassa Diritto ad operare la variazione in diminuzione connessa allutilizzo dei c.d. fondi tassati Patrimonio netto apportato (rimasto) Patrimonio netto scissa ante scissione

54 Aspetti fiscali - Art Le posizioni soggettive Posizioni soggettive che seguono gli elementi patrimoniali: – Imponibilità dei dividendi deliberati ma non pagati (chi si prende il credito tassa); – deducibilità per cassa dei compensi degli amm.ri (chi si prende il debito deduce) – Il valore fiscalmente riconosciuto dei fondi di ammortamento – Durata dei contratti di leasing – Natura, possesso e durata delle partecipazioni

55 Riparto delle perdite fiscali Lart. 173 nulla stabilisce in merito a tale riparto. Pone dei limiti al riporto delle perdite che vedremo, ma non da indicazioni sul riparto Sembra corretto applicare le regole di cui al comma 4 dellart. 174 pertanto le perdite pregresse : – si considerano trasferite a ciascuna beneficiaria in misura proporzionale al rapporto che intercorre tra il patrimonio netto contabile totale della scissa e la quota di quel patrimonio netto trasferito alla singola beneficiaria e, nel caso di scissione parziale, rimasto alla scissa stessa.

56 56 Il riporto delle perdite nelle operazioni straordinarie

57 57 Il riporto delle perdite nelle operazioni straordinarie Inizialmente il commercio delle perdite veniva realizzato attraverso fusioni di società fortemente redditizie con società provviste solo di elevate perdite pregresse, in modo da poterle riportare. Si trattava dellacquisto di società, totalmente prive di qualsivoglia sostanza imprenditoriale, al solo scopo di sfruttare, previa fusione per incorporazione, le perdite fiscali ad essa appartenenti.

58 58 Valenza sistematica del riporto delle perdite Mentre si possono comprare e vendere i crediti verso lo stato, la perdita (attenendo alla determinazione del presupposto dimposta) assume carattere personale sussiste nel sistema tributario un divieto implicito al commercio delle perdite, con la conseguenza che una perdita dimpresa può essere compensata con altri utili dello stesso soggetto, ma non può essere oggetto di commercio

59 59 Strumenti ulteriori per il riporto delle perdite il mercato delle perdite può essere realizzato anche senza ricorrere ad operazioni di fusione o scissione. il conferimento, in una società con perdite, di aziende redditizie, ovvero lacquisto di bare fiscali e la canalizzazione su di esse di operazioni redditizie, consentono di raggiungere il medesimo obiettivo.

60 La disciplina generale del riporto delle perdite fiscali nella determinazione del reddito dimpresa Art. 84 del TUIR, commi 1 e 2, a seguito delle modifiche dellart. 23 comma 9 del D.l. n. 98/2011: La perdita di un periodo di imposta […] può essere computata in diminuzione del reddito dei periodi di imposta successivi in misura non superiore allottanta per cento del reddito imponibile di ciascuno di essi per lintero importo che trova capienza in tale ammontare. Le perdite realizzate nei primi tre periodi di imposta dalla data di costituzione, possono […] essere computate in diminuzione del reddito complessivo dei periodi di imposta successivi entro il limite del reddito imponibile di ciascuno di essi e per lintero importo che trova capienza nel reddito imponibile di ciascuno di essi a condizione che si riferiscano ad una nuova attività produttiva.

61 Quali dunque le novità? la soppressione del vincolo temporale di cinque periodi di imposta per lutilizzo delle perdite post triennio; lintroduzione di un vincolo di natura quantitativa, 80% del reddito imponibile di ciascuno periodo di imposta, per le perdite post triennio; lutilizzo delle perdite realizzate nel primo triennio senza alcun limite quantitativo a condizione che vi sia un effettivo status di nuova attività produttiva in capo al contribuente.

62 Perimetro soggettivo di applicazione delle modifiche al regime delle perdite Soggetti interessati dalla modifica dellart. 84 Le modifiche riguardano i soggetti IRES, indicati nellarticolo 73 del TUIR: – Società di capitali – Enti pubblici e privati residenti che hanno per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attività commerciali – Stabili organizzazioni di soggetti non residenti Al contrario, i soggetti IRPEF restano soggetti alle vecchie regole (riporto quinquennale con utilizzo integrale ex art. 8, comma 3, del TUIR).

63 Perdite effettuate nel primo triennio di attività: requisito della novità La possibilità di abbattere lintero reddito imponibile è riconosciuta solo alle perdite generate nei primi tre periodi dimposta dalla data di costituzione, a condizione che si tratti di una nuova attività produttiva. Tali perdite restano quindi utilizzabili senza alcun limite temporale e quantitativo. Restano invece vincolate al limite dell80% : le perdite maturate in capo a un soggetto neo-costituito che abbia acquisito unattività già esistente da terzi; le perdite maturate in capo ad un soggetto risultante da unoperazione di fusione o scissione.

64 Nuovo regime di riporto delle perdite: un esempio la Società X nellesercizio n realizza perdite fiscali in misura pari a e nellesercizio n+1 consegue redditi per Leffetto delle nuove regole di riporto (delle perdite) comporta lassoggettamento a tassazione una quota di reddito (pari al 20%) nellesercizio n+1, nonostante la presenza di perdite fiscali eccedenti il reddito imponibile dellesercizio. Per effetto di tale limitazione nella compensazione delle perdite pregresse la società avrà un debito dimposta pari a (27,5% x 6.000)

65 Un esempio di utilizzo delle perdite del primo triennio EsempioReddito imponibile Perdita fiscale Perdita utilizzabile Reddito imponibile Perdita residua N (terzo esercizio) N N (80% di ) Nella Circ. 25/2012 lAdE ha chiarito che la disciplina non stabilisce alcun ordine di priorità nellutilizzo qualora il contribuente disponga di perdite pregresse in parte riferibili ai primi tre periodi dimposta ed in parte ai successivi. In assenza di regole, il contribuente ha la facoltà (e non lobbligo) di utilizzare prioritariamente le perdite relative ai primi tre periodi dimposta potendo, in alternativa, scegliere di impiegare dapprima quelle maturate negli esercizi successivi,oppure operare un mix Ai fini del calcolo del limite forfetario dell80%, il limite va calcolato sul reddito al lordo e non al netto delle perdite relative ai prime tre periodi d'imposta.

66 E nel resto del mondo? PaeseLimite temporaleReddito compensabile Termine per laccertamento Carry-back ItaliaNessuno80% (100% perdite primi 3 esercizi) 4 anniNo GermaniaNessuno100% fino ad 1 mln di euro, 60% oltre 5 anniSi, entro euro FranciaNessuno100% fino ad 1 mln di euro, 60% oltre 3 anniSi Spagna15 esercizi100%4 anniNo Regno UnitoNessuno100%6 anniSi USA20 esercizi100%3 anniSi

67 La disciplina generale del riporto delle perdite fiscali nella determinazione del reddito dimpresa Il riporto delle perdite viene meno al contestuale verificarsi delle seguenti condizioni: – trasferimento a terzi della maggioranza delle partecipazioni aventi diritto di voto nelle assemblee ordinarie della società che riporta le perdite – modifica dell'attività principale in fatto esercitata nel periodo d'imposta di maturazione delle perdite – La modifica dellattività rileva se effettuata: – nel periodo dimposta nel quale avviene il trasferimento (o acquisizione) – nei due periodi dimposta anteriori al trasferimento (o acquisizione) – nei due periodi dimposta successivi al trasferimento (o acquisizione) – N.B. In buona sostanza, occorre monitorare cinque periodi dimposta consecutivi!

68 La disciplina generale del riporto delle perdite fiscali nella determinazione del reddito dimpresa L'esclusione del diritto per effetto del trasferimento della maggioranza non opera se la società che ha realizzato le perdite rispetta due parametri di vitalità (che debbono risultare entrambi soddisfatti): – 1° parametro di vitalità: nel biennio precedente a quello di trasferimento il numero di dipendenti non deve risultare mai inferiore alle dieci unità – 2° parametro di vitalità: dal conto economico relativo all'esercizio precedente (a quello del trasferimento della maggioranza) debbono risultare ricavi e proventi (dell'attività caratteristica) e spese per prestazioni di lavoro subordinato (e relativi contributi) di importo superiore al 40 % di quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori

69 Le operazioni straordinarie rilevanti ai fini del riporto delle perdite fiscali

70 Il limite al riporto delle perdite previsto nellart. 172 del Tuir (fusioni) Le condizioni per il riporto a nuovo delle perdite fiscali pregresse 1 mo test sugli indicatori di vitalità: le perdite delle società partecipanti alla fusione (sia incorporante che incorporata) possono essere portate in diminuzione del reddito della società risultante dalla fusione (o incorporante) SOLO SE dal conto economico della società le cui perdite sono riportabili, relativo all'esercizio precedente a quello in cui la fusione è stata deliberata, risulti - un ammontare di ricavi e proventi dell'attività caratteristica, e - un ammontare delle spese per prestazioni di lavoro subordinato e relativi contributi superiore al 40% di quello risultante dalla media degli ultimi due esercizi anteriori

71 Sul test sugli indicatori di vitalità – Un aspetto problematico può essere rappresentato dalla circostanza che per la società partecipante alla fusione non sia possibile verificare gli indicatori di vitalità previsti dalla norma – Può accadere quando la società partecipante alla fusione è stata costituita da meno di tre anni e quindi non è possibile verificare gli indicatori di vitalità in quanto non si dispone dei relativi bilanci (quello relativo allesercizio precedente a quello in cui la fusione è stata deliberata e quelli relativi al biennio precedente) – Può accadere anche nel caso di società holding di partecipazioni in cui è fisiologica lassenza di costi per il personale dipendente

72 Sul test sugli indicatori di vitalità – La Ris. n. 143/E del 10 aprile 2008 ha precisato che lassenza di costi per il personale dipendente negli ultimi bilanci può non costituire di per sé sintomo di scarsa vitalità aziendale, ma in tal caso occorre chiedere la disapplicazione della norma antielusiva ai sensi dell'art. 37-bis, comma 8 DPR n. 600/1973 mediante la presentazione di specifica istanza alla DRE competente per territorio

73 Il limite al riporto delle perdite previsto nellart. 172 del Tuir 2 ndo test sul quantum riportabile (superato il test di vitalità…) Le perdite delle società partecipanti alla fusione (sia incorporante che incorporata) possono essere portate in diminuzione del reddito della società risultante dalla fusione (o incorporante) PER LA PARTE del loro ammontare che non eccede l'ammontare del rispettivo patrimonio netto quale risulta dall'ultimo bilancio o, se inferiore, dalla situazione patrimoniale di cui all'articolo 2501-quater del codice civile, senza tener conto dei conferimenti e versamenti fatti negli ultimi ventiquattro mesi anteriori alla data cui si riferisce la situazione stessa.

74 La disapplicazione (dietro interpello) della limitazione di cui allart. 172 Tuir Trattandosi di una normativa antielusiva specifica, è possibile richiederne la disapplicazione tramite presentazione di istanza preventiva di interpello ex art. 37-bis, comma 8 del d.P.R. n. 600/73

75 Linnovativa CTP Reggio Emilia n. 24/2/13 – Il CASO: a seguito di verifica fiscale era stata contestata la riportabilità di perdite fiscali, a seguito di fusione, in misura eccedente il limite del PN. Nessuna istanza di interpello era stata presentata – I GIUDICI: Nel nostro ordinamento, più che esistere un divieto generalizzato di utilizzo intersoggettivo delle perdite fiscali, cioè di trasferire, mediante operazioni straordinarie, perdite a soggetti con utili e viceversa, esiste un principio di esclusione della possibilità di riportare le perdite fiscali che opera soltanto in presenza di "fattispecie patologiche" cioè laddove la società che ha in dote le perdite si presenti come una società decotta, carica solo di perdite fiscali e l'operazione straordinaria sia posta in essere al solo scopo di trasferire le sue perdite riportabili ad una società in utile, per abbattere il reddito di impresa imponibile di quest'ultima – Nel caso di specie, Ar. (incorporante ) è la società che ha maturato perdite riportabili ed era ed è una società con provata vitalità economica mentre S.M. (incorporata) è società senza alcuna perdita fiscale da portare "in dote"; senza l'operazione straordinaria dedotta, il reddito e le perdite di Ar. sarebbero rimaste immutate. – Pertanto, posta la dimostrazione della valida ragione economica ad effettuare l'operazione di fusione, non è ravvisabile – in quanto non sussiste - alcun intento elusivo alla deliberazione straordinaria. – In sostanza i giudici hanno by-passato la necessità di presentare il ruling

76 Il limite al riporto delle perdite nella scissione La disciplina delle perdite nelloperazione di scissione - contenuta nellart. 173, comma 10, del TUIR - risulta regolata mediante un rinvio, seppur con qualche adeguamento, alla disciplina normativa prevista per le fusioni. Alle perdite fiscali delle società che partecipano alla scissione si applicano le disposizioni del co. 7 dell'art. 172 riferendosi alla società scissa le disposizioni riguardanti le società fuse o incorporate e alle beneficiarie quelle riguardanti la società risultante dalla fusione o incorporante ed avendo riguardo all'ammontare del patrimonio netto quale risulta dall'ultimo bilancio o, se inferiore, dal progetto di scissione di cui all'art bis del c.c., ovvero dalla situazione patrimoniale di cui all'art ter del c.c.

77 Il riporto delle perdite nelle scissioni Circ. n. 9/E del 9 marzo 2010 – Le perdite che restano nella disponibilità della scissa non sono sottoposte alla speciale disciplina recata dallart. 172, comma 7, del TUIR, in quanto - non realizzandosi in capo alla stessa alcuna concentrazione soggettiva - non sussiste il rischio che le stesse possano essere indebitamente compensate con redditi di una diversa organizzazione (cfr. risoluzione n.168/E del 30 giugno 2009) – Le limitazioni non operano neanche nei confronti della beneficiaria laddove risulta costituita in occasione e per effetto della scissione ed il suo patrimonio proviene unicamente dalla scissa.

78 I finanziamenti nelle operazioni straordinarie

79 La disciplina generale degli interessi passivi nella determinazione del reddito dimpresa Riferimenti normativi: – art. 61 del TUIR, per i soggetti IRPEF – art. 96 del TUIR, per i soggetti IRES

80 La disciplina generale degli interessi passivi nella determinazione del reddito dimpresa Per i soggetti IRPEF in presenza di ricavi o proventi esenti, gli interessi passivi sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra: – lammontare dei ricavi e proventi che concorrono a formare il reddito – e lammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi

81 La disciplina generale degli interessi passivi nella determinazione del reddito dimpresa Imprese individuali – Società di persone – Deducibilità secondo la % del seguente rapporto:

82 La disciplina generale degli interessi passivi nella determinazione del reddito dimpresa per gli altri soggetti MODALITA DI CALCOLO Gli interessi passivi sono integralmente deducibili fino a concorrenza di quelli attivi; leccedenza è deducibile nel limite del 30% del ROL (risultato operativo lordo). Il ROL è costituito dalla differenza tra il valore ed i costi della produzione (A-B del Conto Economico) senza considerare: – ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali; – ammortamenti delle immobilizzazioni materiali; – canoni di leasing dei beni strumentali.

83 La disciplina generale degli interessi passivi nella determinazione del reddito dimpresa AMBITO DI APPLICAZIONE La norma si riferisce agli interessi passivi ed oneri assimilati derivanti da contratti di mutuo, di leasing finanziario, dallemissione di obbligazioni e titoli similari e da ogni altro rapporto di natura finanziaria. Sono esclusi. – gli interessi impliciti dei debiti commerciali; – gli interessi capitalizzati sul costo dei beni. La nuova disposizione si applica alle società di capitali industriali e commerciali a prescindere dallammontare dei ricavi ottenuto nellesercizio. La nuova disposizione NON si applica alle banche, alle assicurazioni, alle società finanziarie nonché ad alcune società operanti nei lavori pubblici (deducibilità forfetaria 96%)

84 La disciplina generale degli interessi passivi nella determinazione del reddito dimpresa Leventuale eccedenza di interessi passivi indeducibile nellesercizio è riportabile in avanti senza limiti di tempo e viene recuperata nei periodi dimposta successivi in cui la soglia di deducibilità (30% del ROL) è maggiore degli interessi passivi dellesercizio. Epossibile riportare in avanti anche il ROL non utilizzato nellesercizio di riferimento.

85 La disciplina generale degli interessi passivi nella determinazione del reddito dimpresa ESEMPIO: ESERCIZIO 2011 Valore della produzione: Costi della produzione: Differenza Ammortamenti Canoni di leasing ROL % del ROL Interessi passivi: Interessi attivi: Interessi passivi netti Soglia di deducibilità (30% del ROL) Interessi indeducibili (variazione in aumento IRES)

86 La disciplina generale degli interessi passivi nella determinazione del reddito dimpresa ESEMPIO: ESERCIZIO 2012 ROL % del ROL Soglia di deducibilità: (30% ROL ) Interessi passivi netti: Interessi passivi netti dellesercizio 2012 sono inferiori alla soglia di deducibilità. Quota riportata dallesercizio 2011: Interessi deducibili: ( – ) (VD IRES) Eccedenza di interessi da recuperare nel 2013:

87 La disciplina generale degli interessi passivi nella determinazione del reddito dimpresa ESEMPIO: ESERCIZIO 2013 ROL % del ROL Soglia di deducibilità: (30% ROL) Interessi passivi netti: Interessi passivi netti dellesercizio 2013 sono inferiori alla soglia di deducibilità. Quota riportata dallesercizio 2012: (VD IRES) Interessi deducibili: ( – ) Soglia di deducibilità riportabile: Negli esercizi 2012 e 2013 è stata recuperata la quota di interessi passivi non dedotta nel 2011.

88 Riflessi di sistema In un sistema di tassazione analitica ragionieristico- contabile, la deduzione degli interessi passivi erogati a terzi è in linea di principio necessaria, spostando la tassazione dallerogante (che deduce gli interessi) al percettore, che deve invece considerarli imponibili. È un riflesso delle simmetrie, ispiratrici della fiscalità analitica. Fino a che linteresse dedotto dallerogante concorre a formare il reddito del percettore italiano, limponibile viene semplicemente spostato da un soggetto allaltro, senza alterazioni del relativo regime fiscale.

89 Riflessi di sistema (segue) Quando però il percettore è estero, la deduzione dellinteresse passivo avviene in Italia, mentre la tassazione del corrispondente interesse attivo avviene allestero. Per limitare questa possibilità sono state introdotte, in numerosi paesi, tecniche di, che devono fare i conti anche con le libertà europee di circolazione dei capitali, la non discriminazione degli stranieri, la difficoltà di individuare leffettivo beneficiario degli interessi, ed altri profili che rendono difficile trovare un soddisfacente equilibrio tra precisione, cautela fiscale, semplicità, etc. Attualmente, con disposizione entrata in vigore nel 2008, abbiamo visto che la deduzione degli interessi passivi per le società di capitali e assimilate è limitata a una quota percentuale di una differenza tra costi e ricavi (Margine operativo lordo), ma non è una sistemazione concettuale soddisfacente, per rimanere stabile nel lungo periodo.

90 La disciplina degli interessi passivi nelle operazioni straordinarie

91 Intervenendo espressamente nellart. 172 del Tuir, è stato disposto che le limitazioni alla rilevanza delle perdite fiscali previste in ipotesi di fusione e scissione si applicano anche agli interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dellart. 96 del Tuir (interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti) Conseguentemente nelle operazioni fusione o di scissione gli interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti saranno deducibili solo nei limiti quantitativi e se risultano soddisfatti i c.d. indicatori di vitalità

92 Che cosè il leverage buy out? Per lacquisizione si utilizza una società veicolo e la si indebita per finanziare lacquisizione I debiti contratti dalla società veicolo si confondono, a seguito di una successiva fusione, con il patrimonio della società acquisita. Gli oneri finanziari gravanti sui debiti si compensano direttamente con lutile operativo della società acquisita.

93 Segue Questo sistema, civilisticamente ammesso dal 2003, può essere effettuato anche da soggetti esteri, ma è frequente soprattutto nel nostro capitalismo familiare Fiscalmente è spesso considerato elusivo dai verificatori fiscali Rinvio a lezione elusione


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