SMART WORKING, CO-WORKING E LAVORO FLESSIBILE

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Transcript della presentazione:

SMART WORKING, CO-WORKING E LAVORO FLESSIBILE WORKSHOP SMART WORKING, CO-WORKING E LAVORO FLESSIBILE ARIANNA VISENTINI, Presidente di Variazioni srl

Che vita che lavoro Non possiamo non partire dal presupposto che tempi e spazi di lavoro sono cambiati, sono meno rigidi, meno definiti, meno tassativi. Sicuramente il rapporto tra vita personale e vita privata è diventato meno lineare, più complesso, grazie alle innovazioni tecnologiche e alle trasformazioni sociali (presenza femminile massiccia nel mercato del lavoro, crisi del sistema di welfare pubblico, aumento speranza di vita)

Che vita che lavoro NUOVI SPAZI NUOVI TEMPI Perciò OGGI è cambiato il tempo del lavoro della famiglia, chi può dire quale sia il tempo del welfare. Tempi del lavoro e tempi della vita privata si sovrappongono e si confondono MA ALLORA COSA E’ CHE DEFINISCE UNA ORGANIZZAZIONE??? Può una organizzazione non tenerne conto e continuare ad organizzarsi in modo rigido, uniforme per tutti o può trovare convenienza nell’adeguarsi e favorire nuovi modi di lavorare? NUOVI TEMPI

SMART WORKING SVILUPPI FUTURI C’è consapevolezza che lo Smart Working/Lavoro Agile sia una soluzione capace di coniugare le esigenze dei lavoratori/trici con quelle di efficienza e produttività delle aziende Anche le piccole e medie imprese, anche la PA possono fare smart working MA E’ NECESSARIO/AUSPICABILE Che si prosegua nell’azione di evoluzione culturale della conoscenza dello strumento attraverso formazione, campagne di comunicazione, strumenti informativi anche innovativi, inserendo il tema dell’organizzazione di impresa anche nel corso degli studi superiori; Che si prosegua nel percorso avviato di condivisione di esperienze e di prassi tra grandi e piccole aziende, sia a livello culturale che a livello di trasferibilità concreta delle buone prassi Che gli strumenti normativi divengano operativi al più presto, che siano chiari e semplici, che risolvano i problemi di sicurezza dei lavoratori “fuori sede” e dei dati; che vengano coinvolte le parti sociali e che si individuino luoghi e metodi della contrattazione/dialogo sociale in grado di “fare cultura” e “dare strumenti”, “senza vincolare le imprese” Che si forniscano strumenti organizzativi quali connnettività efficiente ovunque e aggiornamento del parco tecnologico a disposizione; Che l’innovazione organizzativa vada di pari passo con l’innovazione degli spazi di lavoro sia all’interno delle aziende che sui territori individuando spazi condivisi sia di servizi (nidi condivisi, servizi di quartiere o di condominio) che di co-working (modo per portare sicurezza in spazi di lavoro condivisi e diffusi) Che si prosegua nel percorso di supporto economico delle organizzazioni che sperimentano forma innovative di lavoro (lavoro agile/smart working) non solo in fase sperimentale ma anche in fase di messa a sistema; che si mettano a disposizione figure e competenze in grado di supportare il cambiamento; che gli strumenti di supporto non impattino negativamente dal punto di vista burocratico, sui soggetti che li sperimentano Che la PA assuma il ruolo non solo di programmatore della politica di conciliazione ma testimone dell’utilizzo efficace di tali strumenti – PA è importante sia per il ruolo che assume al proprio interno e quindi poi anche a livello territoriale