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Philosophy for children Bassano del grappa 18-11-06.

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Presentazione sul tema: "Philosophy for children Bassano del grappa 18-11-06."— Transcript della presentazione:

1 Philosophy for children Bassano del grappa

2 Nascita della p4c La nascita della p4c La nascita della p4c La diffusione nel mondo La diffusione nel mondo La diffusione in Italia La diffusione in Italia La formazione in Italia La formazione in Italia Metodo o movimento? Metodo o movimento?

3 Strumenti utilizzati Ospedale delle bambole, Ann Margaret Sharp Per la scuola materna Elfie, M. Lipman per i primi 2 anni della scuola elementare Kio & Gus Per il 3°-4° anni della scuola elementare Pixie Per il 5° anno della scuola elementare Nous Scuola elementare - Il problema della conoscenza Il prisma dei perché per la scuola media – anni

4 Strumenti utilizzati Lisa Per la scuola superiore – ricerca etica Natasha: Vygotskian Dialogues Per la scuola superiore Suki Per la scuola superiore – anni Mark per la scuola secondaria superiore – ragionare sugli studi sociali ed. Liguori, Napoli

5 Quale filosofia? fare filosofia intesa kantianamente come fare filosofia, non storia di autori o di teorie/concetti filosofici domanda, ricerca filosofia recuperata nella sua origine di domanda, problematizzazione e ricerca prima di divenire risposta dialogo pubblico filosofia in senso greco: dialogo pubblico, non privato concettualizzazione argomentazione metacognizione come dialogo, nella pratica didattica è soprattutto concettualizzazione, argomentazione e metacognizione domanda filosofica senso/totalità/valore/verità nel suo senso specifico è la domanda filosofica, che non è semplice conversazione, ma è domanda di senso/totalità/valore/verità

6 Quale attività di filosofia comunità di ricerca, Dialogo filosofico come comunità di ricerca, partire dal dubbio/domanda/problema sviluppare la ricerca attraverso il dialogare concettualizzare e argomentare metacognizione saper condividere e accettare le ragioni altre e diverse, ma anche saper divergere, aprire altre domande/questioni

7 La comunità di ricerca Pragmatismo (Peirce-Dewey) Pragmatismo (Peirce-Dewey) Uso produttivo del dubbio Uso produttivo del dubbio Da conversazione a dialogo Da conversazione a dialogo Indagatrice Indagatrice Dialogica Dialogica Cooperativa Cooperativa Individualizzata Individualizzata

8 1 - organizzazione dello spazio educativo/relazionale attenzione alla prossemica: significato e uso dello spazio attenzione alla prossemica: significato e uso dello spazio nella CdR lo spazio è paritario (circolare) e informale nella CdR lo spazio è paritario (circolare) e informale il setting è circolare: equidistanza fisica per interazione paritaria il setting è circolare: equidistanza fisica per interazione paritaria lo spazio interno è quello del dialogo intersoggettivo (lagorà, dove si sviluppa il logos) lo spazio interno è quello del dialogo intersoggettivo (lagorà, dove si sviluppa il logos) gruppo di 8-10 elementi (sc. infanzia) – (altri ordini di scuola) gruppo di 8-10 elementi (sc. infanzia) – (altri ordini di scuola)

9 2- il docente facilitatore e modello usa registro confidenziale/alla pari ha fiducia/riconosce e valorizza ogni membro chiede parola alzando la mano e attende il silenzio per parlare non si atteggia a insegnante, segue il modello socratico orienta/sollecita in modo direzionale e non direttivo vigila su correttezza logica ed efficacia dialogica chiede ragioni, esempi, controesempi svolge ruolo negativo, critico ma non è puerocentrismo spontaneistico costruisce autodisciplina e capacità di autoregolarsi; è vigile e attento alla comprensione di quanto accade in classe è modello di correttezza / coerenza logica e relazionale 2 funzioni fondamentali: regolativa epistemica

10 3 – presentazione e materiale appropriato modello CdR: testo narrativo/realistico il testo: attiva processi di riflessione, descrizione delle relazioni umane analizzabili come relazioni logiche è strumento per leggere a voce alta e a turno è alternarsi ascolto/parlato testi del curricolo (sussidio del manuale) NB il manuale non è un fine ma solo uno strumento (utile per il docente) non bisogna enfatizzarlo per non sminuire il senso filosofico della P4C

11 4 – agenda AGENDA enunciati in forma interrogativa prodotto del lavoro cooperativo della comunità mappa di aree di interesse degli studenti indice di ciò che gli studenti reputano importante per il gruppo costruzione cooperativa tra facilitatore e studenti sul che cosa come inizio della discussione ognuno si decentra: lintrapsichico diventa linterpsichico

12 5 – esame di gruppo delle reazioni mediante discussione guidata la ricerca dialogica realizza la solidarietà del gruppo il fine prioritario è lattività la logica della ricerca si afferma come articolazione /soluzione delle contraddizioni litinerario si sviluppa attraverso: abilità cognitive: trovare premesse, generalizzazioni, esemplificazioni etc. strumenti cognitivi: ragioni, criteri, concetti, regole, principi il ragionamento viene co-costruito attraverso il pensiero degli altri si interiorizzano i comportamenti cognitivi correzione reciproca fino allautocorrezione una forma di co-evoluzione

13 6 – problematizzazione tramite domande necessità di far emergere problemi sottoforma di domande focalizzare i temi ponendoli in relazione con il vissuto, lesperienza degli studenti il domandare mira ad acquisire e presentare punti di vista alternativi non tutte le risposte sono giuste, ma si valutano sulla base delle argomentazioni si cui si fondano coerenza della discussione importante !!! nello sviluppo unitario / significativo del dialogo e nel rispetto delle istanze logico-cognitive della ricerca e affettivo-relazionali della comunità le 3 C CRITICA CREATIVITA CARING

14 LE 3 C 1) Pensiero critico Sa articolare le proprie ragioni È autocorrettivo È sensibile al contesto 2) Pensiero creativo Produttività Sperimentazione Indipendenza 3) Pensiero caring Un pensiero che sintreccia allemozione Pensare con cura alloggetto dei nostri pensieri Pensare con cura al proprio modo di pensare

15 7 – autovalutazione, monitoraggio, metacognizione conclusione della sessione: gli ultimi 10 minuti valuta: il proprio comportamento (ascolto, partecipazione) la profondità del dialogo (dal particolare al generale) il clima relazionale lazione del facilitatore scopo: monitorare il processo formativo pervenire a sintesi autocorrettive attivare processi inquisitivi, cognitivi, metacognitivi

16 Le fonti teoriche di Lipman Socrate dialogo C.S. Peirce pragmatismo – community of inquiry (metodo di ricerca autocorrettivo) J. Dewey strumentalismo logico G. H. Mead interazionismo simbolico C. Rogers, L. Vygotskij socio-culturalismo J. Bruner strumentalismo evolutivo J. Piaget alcuni esiti dellepistemologia genetica G. Bateson e E. Morin teorie ecologiche e filosofie della complessità Socio-costruttivismo J. L. Austin atti linguistici Da L. Wittgenstein a N. Goodman dai giochi linguistici al costruttivismo C. Perelman, S. Toulmin argomentazione razionale

17 Le fonti teoriche di Lipman J. Dewey strumentalismo logico la centralità dellesperienza, vivere in contesto ed elaborarlo lesperienza è anche il nucleo costitutivo dei racconti, stimolo che attiva il processo di riflessione esperienza = fare esperienza del filosofare nella comunità di ricerca educazione del pensiero modello di pensiero ampio, complesso e problematico, innervato dalla filosofia pensare è indagare, ricercare, criticare riflessività uso consapevole del pensiero applicato a tutte le esperienze umane il metodo è la ricerca per costruire conoscenza allinterno della filosofia Il pensiero è di alto livello, entrano in gioco più componenti compresa quella del caring

18 Le fonti teoriche di Lipman PIAGET – L. VYGOTSKIJ il pensiero funziona come metodo, ricerca costante attraverso step: individuazione del problema formulazione delle ipotesi processo di indagine conclusioni (provvisorie) Si realizza in dimensione dialogica e comunitaria, abbandona la dimensione solipsistica per assumere lintersoggettività sociale Ascolto, relazione e dialogo che si sostiene sulla struttura argomentativa e sulla condivisione di un codice La comunità di ricerca non è mai senza direzione ma non ha direttività, il facilitatore accompagna il gruppo, non lo guida; tutti i punti di vista devono essere rappresentati J.


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