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Penny Le Couteur e Jay Burreson

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Presentazione sul tema: "Penny Le Couteur e Jay Burreson"— Transcript della presentazione:

1 Penny Le Couteur e Jay Burreson
Carlotta Leva , III H "i Bottoni di Napoleone" Penny Le Couteur e Jay Burreson

2 CHIMICA PICCANTE - Capsicum e capsaicina-
La capsaicina è un derivato del metabolismo di un acido grasso monoinsaturo. E’ un metabolita secondario delle piante, come gli altri capsaicinoidi. Vengono prodotti da ghiandole situate tra la parete del frutto e la placenta (il tessuto che sorregge i semi): soprattutto quest'ultima è ricca di capsaicina, mentre i semi sono ricoperti in superficie di capsaicinoidi ma ne sono internamente privi. Capsaicina e capsaicinoidi sono alcaloidi incredibilmente stabili: restano inalterati per lungo tempo, anche dopo cottura e congelamento. La capsaicina (detta anche, più raramente, capseicina) è un composto chimico presente, in diverse concentrazioni, in piante del genere Capsicum (ad esempio nel peperoncino piccante). Insieme alla diidrocapsaicina, sono gli alcaloidi responsabili della maggior parte della "piccantezza" dei peperoncini, cui si aggiungono gli altri capsaicinoidi, meno piccanti.

3 CHIMICA PICCANTE - Origini -
Il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi. Dalla testimonianza di reperti archeologici sappiamo che già nel 5500 a.C. era conosciuto in Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Peru e del Messico. In Europa il peperoncino è arrivato con Cristoforo Colombo che l'ha portato dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Introdotto quindi in Europa dagli Spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come quello di altre spezie orientali) furono deludenti, poiché il peperoncino si acclimatò benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne così adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l'acquisto di cannella, noce moscata ecc. Il frutto venne chiamato peperone a causa della somiglianza nel gusto (sebbene non nell'aspetto), con il pepe, Piper in latino. Il nome con il quale era chiamato nel nuovo mondo in lingua nahuatl era chilli o xilli (leggi cìlli o scìlli), e tale è rimasto sostanzialmente nello spagnolo del Messico e dell'America Centrale (chile) e nella lingua inglese (chili).

4 CHIMICA AROMATICA - Chiodi di garofano e noce moscata -
I chiodi di garofano, diffusissimi in tutto l'Oriente, erano usati come ingrediente dei profumi e principio medicamentoso già nella Cina di 2200 anni fa. Arrivavano in Occidente tramite le vie carovaniere e già nel XVIII secolo avanti Cristo ci sono tracce archeologiche in Siria di questa spezia. Divenne una spezia rara ma conosciuta in Europa tramite la via dell'incenso, fin dal medioevo, e Dante stesso ne parla come fossero un bene di assoluto lusso (Inf. XXIX, ) usato dai vani scialaquatori senesi per far la brace per arrosti milionari.Essi hanno un profumo forte, dolce e fiorito, con una punta di pepato e di "caldo". I chiodi di garofano inseriti in un'arancia sono usati come alternativa naturale alla canfora e altre sostanze chimiche contro le tarme, per i vestiti del guardaroba.Hanno uno spiccato potere anestetico locale tanto che erano usati per lenire i dolori ai denti e tutt'oggi l'essenza viene usata in medicina nei disinfettanti orali. La noce moscata è il seme decorticato della Myristica fragrans, albero originario delle isole Molucche ed oggi coltivato nelle zone intertropicali.La parte esterna di tale seme è il macis,di sapore più delicato e anch’esso usato in cucina. Agli inizi del Settecento, per le sue caratteristiche di antisettico fu considerato come rimedio per oltre cento malattie. Attenua nausea e vomito, mentre il burro è efficace, per uso esterno contro i dolori reumatici e nevralgici. Una volta era utilizzato come abortivo, tuttavia, in ambito culinario è possibile l'assunzione in piccole quantità.Se consumato in alte dosi, inibisce la produzione di prostaglandine che possono influenzare lo sviluppo del feto.

5 CHIMICA DOLCE - Origini -
La prima forma di zucchero di cui si ha notizia è quello di canna da zucchero, che rimase per molti secoli l'unico tipo possibile. Si ritiene che sia stato portato dagli abitanti delle isole polinesiane in Cina e in India. Qui i persiani di Dario I trovarono, nel 510 a.C., coltivazioni di un vegetale da cui si ricavava uno sciroppo denso e dolcissimo. Fatto asciugare in larghe foglie produceva cristalli che duravano a lungo, dalle spiccate proprietà energetiche. I persiani portarono le piante con loro e ne estesero la coltivazione al Medio Oriente. Solo i ricchi potevano permettersi di usarlo come dolcificante anche se il suo più antico surrogato, il miele, non era certo prodotto in quantità tali da poter comparire sulla tavola della popolazione come un dolcificante di tutti i giorni.Con la scoperta dell'America gli spagnoli introdussero la coltivazione della canna da zucchero a Cuba e nel Messico, i portoghesi in Brasile, inglesi e francesi nelle Antille, in quei territori cioè dell'America centrale e meridionale che ancora oggi ne sono tra i maggiori produttori. Poiché lo zucchero delle Americhe era migliore e meno costoso, le coltivazioni spagnole e italiane scomparirono, insieme ai traffici con i territori arabi.Nacque un fiorente traffico di importazione che rese il prodotto, per quanto di lusso, più comune. Questo diede una spinta notevole all'arte culinaria, permettendo la nascita della pasticceria europea come arte autonoma anche grazie al connubio di zucchero con cacao, con latte e con caffè.

6 CHIMICA DOLCE - Ruolo nell’alimentazione -
Un consumo eccessivo di zucchero è considerato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità tra le probabili cause di Carie Diabete Obesità La stessa organizzazione consiglia pertanto di non aggiungere lo zucchero ai cibi che già contengono altre tipologie di zuccheri e carboidrati: pane, frutta, pasta e latte già ne contengono in quantità sufficiente per il fabbisogno umano che, secondo i nutrizionisti, ammonta in circa 90 g di zuccheri totali al giorno; tale quantità è apportata in gran parte attraverso la normale alimentazione. Un eccesso di zuccheri nell'organismo, non immediatamente utilizzati come fonte di energia, ne provoca la conversione in glicogeno il quale viene depositato nelle cellule dei muscoli scheletrici e del fegato per poter essere ritrasformato, quando necessario, in glucosio. Esistono anche dolcificanti artificiali che, pur avendo la stessa quantità di calorie dello zucchero hanno un potere dolcificante 200 volte maggiore, motivo per cui ne sono necessarie piccole quantità per addolcire cibi e bevande. Tra questi vi sono l'aspartame,il ciclamato e la saccarina, utili a chi soffre di diabete e per le persone che vogliono ridurre l'apporto di calorie nella dieta.

7 CHIMICA DOLCE - Saccarosio -
Lo zucchero, la cui formula chimica è C12H22O11, è la denominazione comune del disaccaride saccarosio, composto organico della famiglia dei carboidrati, che costituisce il più comune dei glucidi. Il termine zucchero è ancora talvolta utilizzato per indicare, in generale i glucidi o idrati di carbonio.I biochimici classificano gli zuccheri come carboidrati relativamente semplici. Il termine “zuccheri” include monosaccaridi, disaccaridi, trisaccaridi e gli oligosaccaridi contenenti 1, 2, 3 e 4 o più unità di monosaccaridi rispettivamente. Gli zuccheri contengono aldeidi (-CHO) oppure chetoni (C=O) dove ci sono doppi legami carbonio-ossigeno e ciò li rende reattivi. Gli zuccheri più semplici (monosaccaridi) seguono la regola di conformazione (CH2O)n, dove n è compreso tra 3 e 7. Un’eccezione da menzionare è il deossiribosio in cui, come suggerisce il nome, manca un atomo di ossigeno. Tutti i saccaridi con più di un anello nella loro struttura sono il risultato di due o più monosaccaridi che si sono uniti attraverso legami glucosidici con la risultante perdita di una molecola d’acqua (H2O) per legame. Gli zuccheri possono anche essere usati come monomeri per creare biopolimeri come ad esempio la cellulosa, che è fatta di glucosio, o il DNA, che usa il deossiribosio come scheletro.

8 CHIMICA TESSILE - Gossypium -
Il cotone (Gossypium) è una pianta arbustiva della famiglia delle Malvacee, originaria del subcontinente indiano e delle regioni tropicali e subtropicali dell'Africa e delle Americhe. Importata in Europa dagli arabi viene coltivata in molti paesi per la produzione della fibra di cotone, utilizzata per la realizzazione di tessuti. Le parti della pianta utilizzate sono: frutti i semi (olio) la lanuggine attorno ai semi, produce fibre vegetali per la tessitura è, insieme alla lana la materia più importante per l'industria tessile fusto steli e foglie: composti di humus organico La sgranatrice di cotone è un dispositivo che serve per separare rapidamente le fibre della pianta dal resto della stessa. Questo lavoro, preceduto dalla raccolta,in passato veniva fatto a mano dagli schiavi importati dall’Africa in America e soggiogati ai padroni proprietari dei campi.

9 CHIMICA TESSILE - La rivoluzione industriale -
Il settore tessile inglese del XVIII secolo era costituito, da mercanti-manifatturieri che si servivano di lavoratori a domicilio, i quali erano anche attivi nell’agricoltura, per la cardatura e la filatura dei tessuti fornendo la materia prima e riacquistando da loro il prodotto finito. Le nuove tecniche di tessitura sviluppatesi con la rivoluzione industriale rimpiazzarono, malgrado iniziali resistenze, il lavoro a domicilio e portarono alla costruzione di fabbriche nelle quali i nuovi macchinari venivano messi in funzione e verso le quali convergeva la forza lavoro. La produzione di tessuti in cotone aumentò vertiginosamente, così come la richiesta di cotone greggio che venne sempre più importato. La loro qualità permise di sostituire i prodotti cotoniferi importati, fino a quel momento, dall’India.L'industria cotoniera inglese poté innovarsi e svilupparsi più rapidamente rispetto al settore tessile basato sulla lana e il lino, in quanto non appesantito dalla tradizione e dalle regolamentazioni. Anche le caratteristiche fisiche della materia prima del cotone, rispetto alla lana e al lino, hanno permesso una rapida introduzione di processi lavorativi meccanizzati.

10 CHIMICA LUCENTE - Rayon-
Il Rayon è una fibra trasparente che si ottiene dalla cellulosa. Le fibre di cellulosa del legno o del cotone vengono sciolte con soda caustica che reagisce con il solfuro di carbonio dando un composto solubile in acqua che è una soluzione colloidale, chiamata viscosa, che fatta passare attraverso piccoli ugelli in un bagno di acido si riconverte al composto iniziale. Lo stesso processo utilizzando sottili fessure al posto degli ugelli, fornisce il cellophane.Il rayon fu inizialmente chiamato "seta artificiale" o "seta del legno" e tale nome fu usato per la prima volta nel Al contrario del nylon, esso assorbe l'acqua, rendendo i tessuti ottenuti molto più confortevoli per essere indossati.Oltre il rayon viscosa esistono altre varianti come quello alla nitrocellulosa.Esiste anche un processo all'acido acetico che dà luogo agli acetati tessili e al triacetato di cellulosa, molto usato, per molti anni, nelle pellicole cinematografiche.

11 CHIMICA LUCENTE - Seta -
La seta è una fibra proteica di origine animale con la quale si possono ottenere materiali tendenzialmente pregiati. Essa viene prodotta da alcuni insetti della famiglia dei lepidotteri e dai ragni; quella utilizzata per realizzare tessuti si ottiene dal bozzolo prodotto da bachi da seta, nella maggior parte della specie Bombyx mori. Si narra che la nascita della bachicoltura si deve all'imperatrice cinese Xi Ling Shi, ma probabilmente la lavorazione della seta si conosceva in Cina già nel 6000 a.C. Le vesti di seta che erano riservate agli imperatori cinesi, entrarono a fare parte del guardaroba della classe sociale più ricca diventando un bene di lusso ambito. La crescente domanda per i prodotti in seta ha reso questa fibra una delle merci più importanti per il commercio internazionale fino a raggiungere l'industrializzazione della sua produzione. Gli imperatori cinesi si sono sforzati a mantenere segreta la conoscenza della sericultura, tuttavia tali maestranze iniziano ad apparire in Giappone, Corea e India. In Europa, sebbene l'Impero romano conoscesse e apprezzasse la seta, la sericoltura ha inizi solo intorno al 550, attraverso l'Impero bizantino.

12 CHIMICA DANNOSA - Bufotossina -
Il rospo delle canne (Bufo marinus) è un anfibio della famiglia dei Bufonidi, ritenuto una delle specie di anuri più infestanti del mondo.La specie è originaria del Sudamerica ed è nota per la capacità di secernere una tossina capace di effetti letali sugli altri animali e sugli esseri umani. La sua introduzione in Australia risale agli anni ’30 quando il rospo venne importato con lo scopo di liberare le coltivazioni dalla presenza di insetti infestanti; l’adattamento della specie ha però avuto gravi effetti collaterali sull’ecosistema locale mettendo a rischio sia le sue prede, alcune specie di rettili e anfibi endemici, sia riducendo il numero dei suoi predatori a causa della bufotossina, molecola che compone attivamente il veleno del rospo stesso e una delle più tossiche esistenti. La proliferazione dell’animale ha raggiunto numeri tali da spingere le autorità ad autorizzare una vera e propria competizione venatoria con tanto di premio finale per la cattura più grossa.

13 CHIMICA CURATIVA - Glicoside -
Un glicoside è un composto chimico ottenuto per reazione di un emiacetale di carboidrati con un alcol. La reazione è catalizzata da tracce di acido forte e il carbonio glicosidico, che era quello anomerico dell'emiacetale, risultante è legato a due differenti gruppi -OR. La parte zuccherina di tali composti è chiamata glicone mentre quella non zuccherina è detta aglicone. Quando il glicone è rappresentato dal glucosio il glicoside viene chiamato glucoside.Un glicoside risulta stabile in soluzione acquosa a pH neutro o basico, senza presentare equilibri con forme anomeriche. I glicosidi sono ampiamente diffusi nel mondo vegetale, dove rappresentano fonti di immagazzinamento degli zuccheri. L'uomo si serve di tali composti utilizzandoli principalmente in campo farmacologico o come additivi alimentari. Ad esempio glicosidi prodotti dal genere salix sono una fonte di acido salicilico, derivati dall'antrachinone presenti in piante come la senna hanno effetto lassativo mentre glicosidi cumarinici hanno la proprietà di dilatare le arterie coronarie. I glicosidi digitalici digitossina e digossina furono i capostipite storici dei farmaci antiaritmici. Glicosidi derivati dai flavonoidi sono conservanti alimentari e la glucovanillina è un aromatizzante dolciastro, la glicirrizina è un derivato della liquirizia con potere dolcificante parti a 50 volte quello del saccarosio, mentre altre classi di glicosidi sono preminentemente tossici (ad esempio l'amigdalina è una fonte di cianuro). Digitalis purpurea, le foglie di questa pianta contengono infatti alcuni glicosidi farmacologicamente attivi (digitossina e digossina)

14 CHIMICA DIPENDENTE - Morfina -
La morfina è un alcaloide che si trova maggiormente nella capsula immatura di Papaver somniferum. Viene isolata dall'oppio e tramite reticulina si formano poi gli alcaloidi morfinanici dei quali essa fa parte.Per le sue proprietà narcotico-stupefacenti è sottoposta alle leggi sugli stupefacenti: la dipendenza fisiologica si instaura dopo un periodo che va da una a due settimane di uso, ma per alcuni soggetti possono bastare poche dosi per creare dipendenza psicologica.Viene utilizzata in medicina come analgesico per il trattamento del dolore acuto e cronico. Le prime sperimentazioni di morfina e della più potente eroina sono spesso prive di effetti definiti "piacevoli", e a volte anzi possono provocare uno stato ansioso. Nausea e vomito sono effetti frequenti legati all'azione degli oppiodi su una zona del cervello nota come area postrema, al di fuori della barriera ematoencefalica e non ad una specifica tossicità. La morfina può produrre una sensazione di euforia e benessere fisico generalizzato; vi è uno stato di abbassata reattività psico-fisica associata a brevi momenti di confusione e ottundimento dei sensi.Con il tempo e il ripetersi delle assunzioni le sensazioni piacevoli durano sempre meno e sono sempre meno intense, e il tossicomane deve aumentare gradualmente la dose per ottenere gli stessi effetti. All'inizio del consumo abituale di morfina è relativamente facile mantenere una vita normale, ma poco a poco oltre a quella psicologica si instaura la dipendenza fisica, per cui diventa sempre più difficile staccarsi dalla sostanza, e inizia a svilupparsi il bisogno di assumerne in continuazione, a qualsiasi costo, con effetti devastanti sulla socialità e sulla salute mentale.

15 CHIMICA DIPENDENTE - Caffeina-
La caffeina è un alcaloide naturale presente nelle piante di caffè, cacao, tè (dove è parte del complesso chimico teina), cola, guaranà (parte della guaranina) e mate (parte della mateina), e nelle bevande da esse ottenute. È un composto stupefacente, che a temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore. La grande popolarità delle bevande contenenti caffeina rende questa la sostanza psicoattiva più diffusa nel mondo. Benché il tè venga consumato in Cina da migliaia di anni, il primo uso documentato di bevande contenenti caffeina per il loro effetto farmacologico risale al XV secolo, i sufisti dello Yemen, infatti, bevevano caffè per tenersi svegli durante le lunghe preghiere. La caffeina è usata in medicina per prevenire e alleviare l’asma, per trattare il mal di testa, per aumentare la pressione sanguigna. Essa però consumata in alte dosi può provocare effetti collaterali quali l’aumento di acidi gastrici, causa di disturbi gastrointestinali. Spesso oggi la caffeina è utilizzata come ingrediente di base in vari prodotti energetici, quali bevande o caramelle (ad esempio Red Bull e Coca Cola).

16 CHIMICA DIPENDENTE - Nicotina -
La nicotina è un composto organico, un alcaloide naturalmente presente nella pianta del tabacco. Sebbene si trovi in tutte le parti della pianta, è particolarmente concentrata nelle foglie. Essa è solubile in acqua e può essere estratta dalle foglie di tabacco tagliate a pezzi lasciandole in un bicchiere d'acqua per 12 ore. La sua biosintesi viene effettuata nelle radici ed viene poi accumulata nelle foglie. La nicotina è un composto stupefacente; pura è un liquido incolore, che all'aria imbrunisce, acquisendo l'odore del tabacco. È un potente veleno neurale ed era inclusa nella formulazione di vari insetticidi (usati in agricoltura). A basse concentrazioni provoca tossicodipendenza da fumo; oltre alla pianta del tabacco, è inoltre presente in quantità minori in altri membri della famiglia delle solanacee, che includono il pomodoro, la patata, la melanzana ed il peperone.Non appena l’alcaloide entra in corpo, questo viene rapidamente diffuso dalla circolazione sanguigna, tramite la quale arriva al sistema nervoso, data la sua capacità di attraversare la barriera ematoencefalica. In genere, giunge al cervello in circa sette secondi, dove agisce sui recettori dell'acetilcolina. A basse concentrazioni aumenta l'attività di questi recettori.

17 CHIMICA OLEOSA - Acido oleico-
L'acido oleico o acido cis-9-ottadecenoico è un acido carbossilico monoinsaturo a 18 atomi di carbonio. È un solido che fonde a 16 °C. A temperatura ambiente si presenta come un liquido di aspetto variabile da incolore a giallastro e dall'odore caratteristico. Sotto forma di trigliceride è un componente importante dei grassi animali ed è il costituente più abbondante della maggioranza degli oli vegetali. L'acido oleico rappresenta il 75% circa degli acidi dell'olio di oliva. La percentuale di acido oleico libero presente nell'olio di oliva determina la sua acidità e conseguentemente la sua denominazione. Affinché l'olio di oliva si possa considerare extravergine, è consentita una percentuale di acido oleico libero non superiore a 0,8% del peso totale. Come componente di fosfolipidi è presente in importanti strutture biologiche, quali le membrane cellulari e le lipoproteine. Derivati dell'acido oleico sono usati in varie industrie: alcuni esteri vengono impiegati nel settore tessile, della cosmesi e dell'industria del cuoio; sali alcalini (saponi) sono usati nell'industria saponiera; sali metallici insolubili in acqua vengono utilizzati nella preparazione di lubrificanti ed idrorepellenti.

18 CHIMICA OLEOSA - Ulivo nel mito e nella storia-
Fin dall'inizio l'ulivo e i suoi frutti sono stati presenti nella storia degli uomini sia nei riti sacri che nella vita quotidiana. Le leggende che si ricollegano all'ulivo sono molto più antiche dell'arrivo della sacra pianta sul suolo italiano: esse risalgono alle origini stesse dell'umanità. Tra queste la più suggestiva riguarda la disputa tra Poseidone e Atena per la precedenza nell'erigere una città sull'Acropoli ateniese. Zeus, sovrano di tutti gli dei (Giove della Roma antica), stabilì le regole della competizione: "la città avrà il nome di quel dio che saprà darle il dono migliore". Poseidone offrì agli uomini un cavallo bianco, simbolo di forza, potenza e aiuto in guerra. Atena invece salì sulla collina dove stava sorgendo la città e la ammantò di alberi d’ulivo. Zeus decretò quest’ultima la vincitrice e la nuova città fu chiamata in suo onore Atene. L’olivo, dono divino cresce ancora oggi sull’acropoli. Erodoto racconta che i Persiani misero a ferro e a fuoco Atene, incendiandone il tempio ma che il sacro ulivo uscì verdeggiante e intatto dall'incendio, a significare l'intangibilità di fronte al sacrificio, la capacità di rigenerazione: aspetti questi allora come ora impressionanti di un albero che risorge dalle proprie radici, che sopravvive ai millenni, che appare dotato di un attributo di eternità.

19 CHIMICA SALATA - Cloruro di sodio -
Il cloruro di sodio è il sale di sodio dell'acido cloridrico ed è il comune sale da cucina. A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino incolore e inodore, dal sapore caratteristico. I suoi cristalli hanno un reticolo cubico ai cui vertici si alternano ioni sodio Na+ e ioni cloruro Cl−. In soluzione acquosa oppure fuso, conduce la corrente elettrica. Il sale è usato in tutte le tradizioni culinarie conosciute ed è ampiamente sfruttato nell'industria conserviera sia come ingrediente che come mezzo di conservazione dei cibi. Quest'ultima proprietà è dovuta all'effetto disidratante che il sale ha sui materiali con cui viene a contatto, da cui estrae l'acqua per osmosi. Sale da cucina può essere prescritto per curare o prevenire alcune malattie (ad esempio il sale iodato per il gozzo o addizionato di cloruro di potassio per l'ipertensione). Il sale è anche un reagente usato in chimica, ad esempio per migliorare la precipitazione dei prodotti al termine di una saponificazione. Un uso importante nell'industria chimica è come materia prima negli impianti cloro-soda, in cui viene eseguita l'elettrolisi della salamoia di cloruro di sodio per ottenere cloro gassoso, idrogeno e soda caustica, tutte materie prime fondamentali per l'industria chimica.Il sale trova impiego anche come anti-gelo: sparso sulle superfici ghiacciate, ne provoca lo scioglimento, dato che una miscela di ghiaccio e sale forma un eutettico il cui punto di fusione è inferiore ai −10 °C.

20 CHIMICA SALATA - Sale da cucina -
Il cloruro di sodio si trova abbondantemente in natura. La maggior parte è disciolta in acqua, a formare acqua marina; in parte si trova allo stato solido in giacimenti di terraferma. I processi di produzione variano a seconda della forma in cui il cloruro di sodio è disponibile. L’evaporazione solare è la forma più antica di produzione e avviene in stabilimenti detti saline. Viene fatta solitamente a partire dall'acqua di mare, raccolta in vasche impermeabilizzate di grande estensione e bassa profondità; l'acqua marina staziona nelle vasche e, per effetto dell'irraggiamento solare, la salamoia si concentra. Il sale è così apprezzato e necessario da avere sempre svolto un ruolo primario nella storia. Oggi costa pochissimo; noi ne produciamo e usciamo quantità enormi. Eppure, per quasi tutta la durata della storia documentata era una merce preziosa e spesso molto costosa. Difficile da credere, per i nostri antenati, che noi oggi ne spargiamo enormi quantitativi sulla strade per eliminare il ghiaccio. Il cloruro di sodio è essenziale per la vita sulla Terra. La maggior parte dei tessuti e dei fluidi degli esseri viventi contiene una qualche quantità di sale. Gli ioni sodio sono essenziali per la trasmissione dei segnali sensoriali e motori lungo il sistema nervoso. Una soluzione acquosa contenente lo 0,9% di cloruro di sodio è detta "soluzione fisiologica" perché ha la medesima pressione osmotica del plasma sanguigno umano. È il principale fluido usato in medicina per curare la disidratazione.


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