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LA CADUTA DELLIMPERO E LE SUE CAUSE. LIMPERO SI DIVIDE Alla morte di Teodosio ( 395 ), limpero viene diviso in due: Oriente ed Occidente ROMA viene.

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1 LA CADUTA DELLIMPERO E LE SUE CAUSE

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3 LIMPERO SI DIVIDE Alla morte di Teodosio ( 395 ), limpero viene diviso in due: Oriente ed Occidente ROMA viene saccheggiata due volte. nel 410 dai Visigoti nel 455 dai Vandali ODOACRE sconfigge e depone ROMOLO AUGUSTOLO, ultimo imperatore e, nel 476 cade lImpero Romano dOccidente

4 LE CAUSE DELLA CADUTA invasioni germaniche del V secolo e l'importanza sempre più incisiva dell'elemento barbarico nell'esercito romano. Il calo demografico dovuto non solo alle guerre ed alle carestie, ma anche alle epidemie che si diffondevano molto velocemente e causavano numerose vittime;

5 La crisi economico-produttiva delle campagne unita al crollo dei traffici commerciali, all'inflazione galoppante e, quindi, al ritorno ai pagamenti in natura La crisi e la fuga dalle città, a rischio non solo di saccheggio da parte degli eserciti barbarici, ma anche di malattie infettive per le disastrose condizioni igieniche La lontananza degli Imperatori da Roma e quindi la mancanza di un comando unitario dellesercito ) LE CAUSE DELLA CADUTA

6 Costo elevato nellarruolamento ed armamento dellesercito dove ormai prevaleva la presenza barbara con continuo impoverimento delle campagne La perdita di coesione sociale, dovuta all'enorme squilibrio nella distribuzione della ricchezza: lusso eccessivo per pochissimi privilegiati e povertà estrema per la grande massa dei contadini e del proletariato urbano; La mancanza di consenso nei confronti del governo centrale, causata anche dalla degenerazione burocratica: da una parte corruzione sistematica, dall'altra eccessivo peso fiscale che finiva per gravare sui ceti meno abbienti LE CAUSE DELLA CADUTA

7 I difetti del sistema costituzionale, con il governo centrale condizionato dallo strapotere dell'esercito e sempre a rischio di usurpazione Linflusso della religione cristiana LE CAUSE DELLA CADUTA

8 DallImpero al MedioEvo Il 476, anno della caduta dellImpero Romano dOccidente è considerato lanno di inizio del MedioEvo.

9 IL CRISTIANESIMO primitivo I 4 vangeli vengono scritti intorno allanno 100 e nessuno degli Evangelisti è testimone diretto. Paolo (5-10/67 d.C.) è considerato il vero fondatore del Cristianesimo. Predica nelle Sinagoghe che sono, oltre che luoghi di culto, anche luoghi di studio. Riprendendo il messaggio biblico, per Paolo è arrivata letà messianica, parlando con insistenza della resurrezione Con Gesù la nuova fede è di tipo rurale, con Paolo diventa urbana

10 Nei primi secoli convivono differenti cristianesimi in contrasto tra di loro e numerosi sono anche i testi che forniscono diverse testimonianze Si ricordano, tra gli altri: – Protovangelo di Giacomo, i Vangeli dei Nazareni, di Filippo, di Maria, di Salvatore, di Nicodemo, di Giuda, gli Atti di Pilato, di Tommaso, le Lettere di Barnaba, di Clemente, di Tolomeo, ecc., ecc. IL CRISTIANESIMO primitivo

11 Famoso è lo scontro durissimo tra Paolo e Pietro. Mentre Pietro ritiene che il Cristianesimo debba essere lebraismo rivisto e corretto (circoncisione e losservanza formale della legge ebraica), Paolo ritiene che la salvezza risieda solo nella fede in Gesù Cristo. Differenza di lettura biblica tra la circoncisione della carne e la circoncisione del cuore: è uno dei tanti modi che il cristianesimo di Paolo utilizza per convincere anche i gentili Paolo esorta lobbedienza allautorità civile nel rispetto dellordine voluto da Dio, Pietro ritiene che «occorre obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» IL CRISTIANESIMO primitivo

12 Per molti, tra il I° e il III° secolo, Cristo è una divinità di secondo livello. Nei testi giudaico-cristiani la figura di Cristo appare come quella di un angelo e, in quanto tale, non come il figlio di Dio. Larianesimo (vescovo Ario, 313 d.C.) rifiuta la trinità e quindi non considera Cristo come Dio. Sarà il Concilio di Nicea a risolvere, con un compromesso, la questione tramite il termine «consustanzialità» consustanzialità = identità di sostanza delle tre persone della Trinitàidentitàsostanza Trinità Nel processo di gestazione del cristianesimo lo scontro principale è tra i cristiani di provenienza giudaica e quelli di cultura ellenistica. Stefano, promartire ellenistico, viene lapidato da una folla di cristiani giudei IL CRISTIANESIMO primitivo

13 Limpatto del cristianesimo con la civiltà romana Nel mondo romano, la religione «implica lealtà allimperatore e sacrifici alla sua salute» Il cristiano non riconosce lautorità di questo mondo, la sua lealtà è legata allobbedienza di un altro e contrapposto imperatore. Il rifiuto di venerare gli dei è considerato sacrilego ed estraneazione dalla romanità. Il cristianesimo delle origini è sempre contrario alla guerra e alla violenza e, come scrive lo scrittore cristiano Lattanzio, anche in caso di legittima difesa. Sarà dopo leditto di Costantino che lo stesso Lattanzio cambierà idea. Accolti dal potere, la guerra, se combattuta in difesa della patria, diventa una giusta causa

14 La dualità tra il potere civile e lautorità cristiana rimarrà comune nel tempo. Da un lato la disobbedienza civile dei movimenti pacifisti e libertari cristiani e dallaltra la terribile frase del cardinale Bellarmino che istruì il processo a Giordano Bruno: «Se anche il Papa errasse comandando dei vizi e proibendo delle virtù, la Chiesa è tenuta a credere che i vizi siano buoni e che le virtù siano cattive» (De Romano pontifice, IV,2) Limpatto del cristianesimo con la civiltà romana

15 Le persecuzioni trovano la loro ragione nel rifiuto di venerazione dellimperatore e, dunque, nel rifiuto della civiltà romana. Il rifiuto è considerato empio e i cristiani sono considerati cattivi cittadini. Per i romani è la religio, religione dei padri, che fonda lhumanitas, la civiltà. Per loro chi è al di fuori dellareligio è al di fuori della humanitas Tacito scrive che i cristiani sono «una razza di uomini di una nuova e malefica superstizione» Per Tacito i cristiani non vengono puniti non per la loro religione ma per la turbativa socio-politica che provocano Limpatto del cristianesimo con la civiltà romana

16 Il cristianesimo si diffonde prevalentemente nelle città mentre le campagne (pagus) resistono ancora nella loro religione pagana La diffusione del cristianesimo diventa elemento di destabilizzazione dellImpero, soprattutto allinterno dellesercito Limpatto del cristianesimo con la civiltà romana

17 LA CHIESA AI TEMPI DI COSTANTINO A seguito della vittoria contro Massenzio nellanno precedente, nel313 d.C. editto di Costantino e legittimità del cristianesimo. «….Perciò è opportuno che si sappia..., cosicché, abolite del tutto le precedenti disposizioni imperiali concernenti i cristiani, ora, invece, in assoluta tranquillità, tutti coloro che vogliano osservare la religione cristiana possano farlo senza alcun timore o pericolo di molestie.... La religione cristiana diventa «chiesa». I vescovi e le autorità religiose assumono incarichi civili e funzioni giudiziarie.

18 Concilio di Nicea Nel 325 d.C. il Concilio di Nicea, voluto da Costantino, riporta ordine nelle dispute dottrinali esistenti nel cristianesimo in quanto i contrasti dottrinali mettevano in pericolo lunità dellImpero. Si teorizza che spetta allo Stato dare applicazione alla normativa ecclesiastica (Ambrogio). Per Agostino, lo Stato deve essere il braccio secolare della Chiesa. Lepiscopato diventa cinghia di trasmissione del potere politico

19 La Chiesa dopo Costantino I cristiani, che durante le persecuzioni invocavano la libertà di coscienza, dopo Costantino invocano la repressione nei confronti di eretici e pagani Viene proibito il culto pagano, i templi si trasformano in chiese, si distruggono le sinagoghe ebraiche. Sono gli anni del vescovo Ambrogio e dellimperatore Teodosio (IV secolo)

20 Ambrogio ( d.C.), governatore di Milano, non ancora battezzato, viene eletto vescovo in contrasto con il candidato ariano. Ascetico, fu uomo di grande carità nei confronti dei cittadini affidati alle sue cure In lotta con limperatore Valentiniano II che vuole garantire libertà di culto a tutte le confessioni cristiane, Ambrogio, riferendosi alla prassi biblica (David) dellunzione del re da parte del profeta, teorizza che «gli imperi sono stati donati dai sacerdoti (da Dio)». Allimperium si arriva non per discendenza diretta, in forza di una successione dinastica, ma per volontà divina e soltanto il sacerdote, attraverso lunzione, ha il potere di autenticarla. Limpatto del cristianesimo con la civiltà romana


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