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“Centro Allenamento” Tennis Club Cagliari TECNICO NAZIONALE PTR PROFESSIONAL ANDREA MELIS.

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Presentazione sul tema: "“Centro Allenamento” Tennis Club Cagliari TECNICO NAZIONALE PTR PROFESSIONAL ANDREA MELIS."— Transcript della presentazione:

1 “Centro Allenamento” Tennis Club Cagliari TECNICO NAZIONALE PTR PROFESSIONAL ANDREA MELIS

2 “Metodo” la strada per diventare solidi diventando ordinati.

3 L ’ ideazione del “ Metodo ”, utilizzato da molti coach argentini e spagnoli, prende spunto da una attenta analisi statistica del ranking ATP, che mostra un fattore evidente: l ’ ATP sta invecchiando. Sta accadendo qualcosa che non si è mai visto nelle generazioni passate: ci sono quasi il 50% oltre i 28 anni nella top 100 e pochi (2) che hanno compiuto 20 anni nel Questo non è mai accaduto in passato, quindi ci si domanda: perch é questa differenza?

4 E se analizziamo a livello più basso, nei Futures, a livello nazionale o Junior accade la stessa cosa che a livello alto ATP

5 … Oggi i giovani tennisti fanno fatica a superare i più esperti e la barriera delle grandi competizioni. Non dovrebbe essere cos ì in quanto il talento è sempre presente e molto diffuso, i giovani atleti possono avvalersi delle tecnologie pi ù moderne e sfruttare i grandi progressi realizzati nei metodi di allenamento, ed hanno a loro disposizione tutti i mezzi materiali e finanziari. Dunque, cosa sta succedendo?

6 Alcuni affermano che grazie alle metodologie dell’allenamento moderno gli atleti senza gravi infortuni hanno una durata della carriera “PRO” e non solo, molto più lunga, pertanto per i giovani è molto più difficile affermarsi nei tornei che contano; in parte vero …

7 Ma …. si tratta evidentemente anche di un problema di formazione, di educazione tennistica. Nei processi di formazione mancano gli elementi fondamentali, ai giocatori non viene fatto conoscere, e gli stessi non riescono a comprendere a fondo il gioco del tennis, ma si tende ad insegnare e allenare solo la potenza e il culto del "vincitore", si ignorano le fasi naturali della formazione e non si infonde quella conoscenza del gioco che aiuter à a sapere come ottenere punti.

8 Il “ Metodo ” riunisce tutta una serie di aspetti che hanno lo scopo di formare i giocatori alla conoscenza del gioco prima di tutto, e gradualmente, con l ’ allenamento, che li porti ad aumentare la potenza dei colpi e a migliorare lo sviluppo fisico, e quindi a migliorare il livello di gioco.

9 Cos ì si fornisce all ’ atleta una identit à di gioco, inquadrandolo all'interno di un modello. Il giocatore deve sapere “ chi è ”, che tipo di giocatore è, che tipo di gioco egli ha, come può far evolvere il suo tennis, il tutto sviluppato insieme all ’ analisi di tutta la serie di fattori che determinano “ come si costruiscono i punti ”. Attraverso il “ Metodo ” si insegna ai giocatori come essere solidi, essendo la solidit à la più grande carenza dei giovani.

10 Una volta raggiunto questo obiettivo, fin dai giovani, l ’ unica cosa che resta è aumentare attraverso l ’ allenamento l’intensità, la velocit à di esecuzione del gioco sia sotto il profilo tecnico che fisico, senza dimenticare che questo è un processo lento.

11 Diventare solido è l'obiettivo di ogni giocatore; se non si è solidi non si è competitivi e non si riesce a vincere le partite. Il “ Metodo ” aiuta i giocatori ad aumentare il livello di solidit à, e aiuta ad eliminare il nemico numero uno del giocatore di tennis: “ l'errore non forzato ”.

12 “VALUTAZIONE DELL’ERRORE”: ERRORE NON FORZATO ERRORE FORZATO ERRORE PROVOCATO

13 Il primo passo del metodo è quello di inquadrare il giocatore in un (modello), tra i tre modelli di gioco che possiamo distinguere nel tennis moderno:

14 Aggressivo da Fondo: giocatori tipici appartenenti a questo modello sono Djokovic, Berdych, e nel passato Agassi, Safin e il precursone di questo modello Jimmy Connors. Difensivo attivo: sono giocatori come Nadal, Murray, Ferrer, Tipsarevic e nel passato Muster, Bruguera, Kuerten e il precursone Bjorn Borg. Servizio e dritto: giocatori attuali sono Federer, Tsonga, nel passato Sampras, F. Gonzalez e il precursone Ivan Lendl.

15 Il secondo passo è quello di lavorare sulla tecnica e sulla tattica contemporaneamente in quanto esse vanno affrontate insieme e sono inscindibili, e perché si necessit à di una determinata tecnica per eseguire un determinato colpo secondo il modello di gioco scelto per il giocatore.

16 Il lavoro tecnico viene impostato ed effettuato seguendo 10 punti chiave a cui ogni colpo deve rispondere: Ricevere/Leggere la palla Misurare la traiettoria della palla-Modulare le forze Passi - Spostamenti Trovarsi dietro la palla per colpire Trovare i corretti appoggi secondo il colpo che si esegue: (equilibrio statico – equilibrio dinamico) Decontrazione nella preparazione e prima dell’impatto Ruotare spalle e schiena per iniziare lo swing o il colpo Ruotare completamente il corpo e le gambe-spinte Costruire uno swing (il movimento del braccio nel colpire) Muovere la mano durante l’impatto con la palla

17 Per sviluppare le tattiche che ogni modello impone per essere competitivi ad alti livelli, insegniamo al futuro tennista una serie di elementi che egli deve automatizzare e saper utilizzare a seconda delle diverse situazioni che si verificano durante lo sviluppo dei punti: Inizio delle giocate (servizio - risposta- controrisposta) Tipo di colpo Entrata, uscita - linea di gioco-parte di campo Creare spazi Coprire gli spazi

18 INCONGRUENZE TECNICO-TATTICHE: Non è vero che bisogna colpire sempre da fermi(ES) Non è vero che Mano-Polso non incidono, anzi ……. E’ vero che si incide in base a come si tocca la palla. E’ vero che se si è dietro la palla si può colpire in qualsiasi angolo e parte di campo. Non è vero che bisogna avere “sempre” grandi ampiezze per le preparazioni. Non è vero che è “sempre” meglio colpire la palla in fase ascendente. Non è vero che è meglio giocare sempre vicino alla base - line. E’ vero che esistono tanti finali di colpo

19 Tutti i colpi devono soddisfare i 10 punti relativi alla tecnica e la tattica deve soddisfare i 5 punti sopra esposti, e quando il giocatore gestisce questi aspetti in maniera automatizzata possiamo dire che è un “giocatore ordinato”

20 Un giocatore ordinato è sempre solido e competitivo e si caratterizza perch é è in grado di: Dettare le situazioni di gioco. Procurarsi situazioni di gioco. Prendere le decisioni corrette in qualsiasi. situazione. Controllare eccellentemente i colpi. Capisce sempre perché vince o perde le partite.

21 Non dimentichiamo che per realizzare tutto ciò ad alti livelli di competizione è necessario essere “atleti”; se non si ha una ottima condizione fisica non si può essere atleti.

22 Tutti questi elementi è necessario integrarli nella formazione dei giocatori fin da junior. Si tratta di elementi che hanno funzionato in tutti i campioni di tutte le epoche da Vilas Connors e Borg, passando per Agassi e Sampras e gli attuali Nadal, Federer, Murray e Djokovic sebbene a velocit à di gioco diverse per ogni generazione.

23 Se formiamo i giocatori nella conoscenza e nella comprensione del gioco del tennis, e non al culto della vittoria,del "winner”, otterremo dei veri professionisti, e poi solo il ranking determinerà la qualità del giocatore.

24 Esempio di Seduta Tecnico/Tattica/Fisica/Mentale da 90/120 min. Riscaldamento: Vicino alla rete, Pittino, Elastico (Volo Rimbalzo) a basso ritmo e stando molto decontratti, con una sola palla. Dopo a ¾ di campo aumentiamo l’intensità dei piedi, con variazione di rotazioni e direzioni (giocare solo in diagonale o solo con il diritto da ¾) Attenzione a limitare gli errori variando le altezze e le profondità. Ricordiamo che il riscaldamento fa parte dell’allenamento. L’allenamento: prosegue a fondo campo dal centro con attenzione agli appoggi a colpire sempre stando dietro la palla e cercando sempre spazio, ad esempio cercando di colpire mai due colpi uguali (uno alterna diritto/rovescio mentre l’altro gioca solo dritto) tutte le esercitazioni fisiche di consistenza, sugli angoli, muovendo la palla, saranno sia tecniche che tattiche. Come ad esempio fare un 2.2/3.1 o 2.1/1.1 con obbiettivo prima tecnico/fisico con un numero di palle e serie in funzione all’allenamento che si vuol fare ( lattacido / alattacido) con i recuperi attivi o passivi, poi lo stesso lavoro con obbiettivo tattico a punti in funzione delle giocate. (ad esempio punti senza servizio con situazioni obbligate, aperte o con feed-back del tecnico, si inizia lo scambio 1.1 al via del tecnico si gioca libero- oppure punti con 2.1 e poi libero, oppure uno gioca sempre comandando e muovendo la palla mentre l’altro gioca sempre al centro, oppure farfalla a punti solo con il dritto) Segue ……..

25 Tutti i punti devono esser giocati alla massima intensità mentale limitando l’errore non forzato e quindi senza troppi rischi giocando lontano dalle righe soprattutto le laterali, con la consapevolezza delle differenze di errore ( non forzato- forzato – provocato) oltre che il winner. Raggiunta una buona consistenza e intensità, aumenteremo la specializzazione su almeno 2 giocate principali: Tutte le esercitazioni per lo sviluppo della parte sinistra del campo con la solidità del rovescio e girandosi con il diritto che comanda e muove la palla in tutti gli angoli, in funzione di tali schemi si dovrà sensibilizzare come coprire gli spazi in base alla giocata. Dalla parte della diagonale del diritto si specializzerà la solidità della diagonale soprattutto cercando di toccare con la manualità del polso la palla, per aprire l’angolo. (esempio uno gioca al centro e l’altro nell’angolo e senza cercare le righe chi gioca nell’angolo dovrà giocare una palla al centro e una sull’angolo) Tutte le esercitazioni a rete avranno lo stesso obbiettivo, consistenza con continuità di scambio rete fondo, con lavori tecnico fisici ( avanti-dietro) o con spostamento laterale, e sotto forma di punti. Tutte le esercitazioni con il servizio, saranno in chiave tecnico tattica, con la risposta e la contro risposta nell’angolo aperto. La risposta va allenata come il servizio. Se si vuol rafforzare la parte mentale faremo i lavori di rete fondo o delle serie a farfalla solo con il diritto sempre a fine seduta di allenamento. L’allenamento per esser ottimale deve esser svolto solo con 2 giocatori, al massimo in 3 diminuendo le fasi di recupero che saranno attive. La seduta è ideale se gli atleti hanno presupposti fondamentali per attuarla: alta attenzione - alta intensità - volontà al lavoro - limitare gli errori. Buon Lavoro!!

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