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GLI ERRORI NEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI - IL NESSO DI CAUSALITA Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica Dip. Medicina Sperimentale ed Applicata Università

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GLI ERRORI NEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI - IL NESSO DI CAUSALITA Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica Dip. Medicina Sperimentale ed Applicata Università

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Presentazione sul tema: "GLI ERRORI NEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI - IL NESSO DI CAUSALITA Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica Dip. Medicina Sperimentale ed Applicata Università"— Transcript della presentazione:

1 GLI ERRORI NEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI - IL NESSO DI CAUSALITA Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica Dip. Medicina Sperimentale ed Applicata Università degli Studi di Brescia Anno accademico

2 GLI ERRORI NEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI E CLINICI ERRORI CASUALI DIPENDONO DALLA VARIABILITA DEL FENOMENO DERIVANO DALLA MANCANZA DI PRECISIONE SI RIMEDIA AUMENTANDO LA DIMENSIONE DEL CAMPIONE ERRORI SISTEMATICI (BIAS) DERIVANO DA UNA DISTORSIONE DEI DATI RACCOLTI DERIVANO DA CONFONDIMENTO SI RIMEDIA CORREGGENDO LA DISTORSIONE E IL CONFONDIMENTO

3 DISTORSIONI (BIAS) PIU COMUNI NEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI SELEZIONE INFORMAZIONE CONFONDIMENTO

4 Studi di coorte:Scelta di esposti e non esposti Studi caso-controllo:Scelta dei casi e dei controlli I soggetti della coorte in studio o i casi e i controlli sono scelti con criteri differenti. Tipi più comuni di bias di selezione: 1.ospedalizzazione 2.individuazione da procedure diagnostiche (detection o surveillance bias) 3.partecipazione (response bias) 4.casi prevalenti 5.perdita al follow-up BIAS DI SELEZIONE

5 Studi di coorte:Valutazione dello stato di malattia Studi caso-controllo:Valutazione della esposizione pregressa I soggetti della coorte rispetto alla popolazione di controllo, o i casi rispetto ai controlli, forniscono informazioni di qualità differente. Principali tipi di bias di informazione: 1. recall bias (bias del ricordo) 2. interviewer bias (bias dellintervistatore) BIAS DI INFORMAZIONE

6 Esposizione in studio Confondente Malattia Determinante della malattia Associato allesposizione DEFINIZIONE DI CONFONDIMENTO

7 Un confondente è fattore di rischio anche in assenza di esposizione (altrimenti è modificatore di effetto) Un confondente è associato allesposizione e quindi diversamente distribuito tra esposti e non esposti Un confondente non è una condizione intermedia tra lesposizione in studio e la malattia Il confondimento comporta una distorsione delleffetto dellesposizione, che può risultare sia in una sovrastima sia in una sottostima delleffetto puro.

8 CONFONDIMENTO : bere caffè, fumo di sigaretta e coronaropatia ESPOSIZIONE (bere caffè) MALATTIA (cardiopatia) VARIABILE DI CONFONDIMENTO (fumo di sigaretta)

9 FONTI COMUNI DI ERRORE NELLA REALIZZAZIONE DEGLI STUDI SCELTA DEL GRUPPO DI CONTROLLO RECLUTAMENTO DEI SOGGETTI RANDOMIZZAZIONE MISURAZIONE DELLE VARIABILI IN STUDIO ANALISI DEI DATI INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI

10 TIPI DI BIAS PIU COMUNI NEGLI STUDI DI COORTE Inclusione nello studio Sorveglianza medica differenziata Diagnosi della malattia / rilevazione della variabile di outcome Variazione dellesposizione nel tempo Perdita al follow-up

11 TIPI DI BIAS PIU COMUNI NEGLI STUDI CASO-CONTROLLO NELLA SELEZIONE DEI CASI E DEI CONTROLLI: Rappresentatività della base dello studio Confrontabilità tra casi e controlli NELLA STIMA DELLA ESPOSIZIONE: Ricordo della passata esposizione Modalità di conduzione delle interviste

12 MISCLASSIFICAZIONE: Errori di misura Errori di attribuzione dellesposizione o della malattia (esposti/non esposti, malati/non malati)

13 PROBLEMI DI MISCLASSIFICAZIONE DELLESPOSIZIONE O DELLA MALATTIA IN STUDIO Rischio senza misclassificazione Rischio con misclassificazione ESPOSTINON ESPOSTIESPOSTINON ESPOSTI RR=3 RR=1.3 In genere, ma non sempre, una misclassificazione casuale (es. errori di rilevazione di una pregressa esposizione, come lentità del consumo di alcol) causa una riduzione delleffetto che si misura.

14 Esempio di riduzione della stima del RR rispetto al valore reale in caso di errore nella stima dellesposizione, misurato mediante il coeff. correl. tra misura errata e corretta, da r=1 nessun errore, a r=0.1 errore del 90%.

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16 CRITERI DI VALIDITA DI UNO STUDIO EPIDEMIOLOGICO POPOLAZIONE BERSAGLIO BASE DELLO STUDIO UNITA OSSERVAZIONALI INFERENZA STATISTICA SULLA ASSOCIAZIONE VALIDITA ESTERNA VALIDITA INTERNA

17 CRITERI DI VALIDITA DI UNO STUDIO EPIDEMIOLOGICO VALIDITA INTERNA ASSENZA DI DISTORSIONI (BIAS) VALIDITA ESTERNA GENERALIZZABILITA DELLO STUDIO N.B.: Gli errori casuali influenzano la precisione della stima, non la validità dello studio.

18 STRATEGIE NEL DISEGNO DEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI AUMENTARE LA PRECISIONE DELLE STIME PER RIDURRE LERRORE CASUALE: Aumentando la dimensione o la durata dello studio Aumentando lefficienza (quantità di informazione per unità di osservazione)

19 STRATEGIE NEL DISEGNO DEGLI STUDI EPIDEMIOLOGICI AUMENTARE LA VALIDITA DELLO STUDIO PER RIDURRE LERRORE SISTEMATICO: Validità interna, mediante:SELEZIONE INFORMAZIONE CONFRONTO Validità esterna Controllo del confondimento:MISURA PREVENZIONE CONTROLLO

20 VALUTARE LA RELAZIONE TRA UNA POSSIBILE CAUSA E UN RISULTATO ASSOCIAZIONE OSSERVATA Potrebbe essere dovuta a bias di selezione o di misura? Potrebbe essere dovuta a confondimento? Potrebbe essere il risultato di una casualità? Potrebbe essere casuale? Applica linee guida e formula un parere NO Probabilmente no

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26 LINEE GUIDA PER LA CAUSALITA Relazione temporale La causa precede leffetto? (essenziale) Plausibilità Lassociazione è coerente con altre conoscenze? (Meccanismo dazione; evidenza proveniente da animali da esperimento) Coerenza Simili risultati si sono visti in altri studi? Forza Qual è la forza dellassociazione tra la causa e leffetto? (rischio relativo) Relazione dose- Laumento dellesposizione alla possibile risposta causa è associato allaumento delleffetto? Reversibilità Il rimuovere una possibile causa porta alla riduzione del rischio di malattia? Disegno dello studio Levidenza si basa su un valido disegno? Giudicare levidenza Quante linee di evidenza portano alla conclusione?

27 SEQUENZA TEMPORALE = Il presunto fattore di rischio deve sempre precedere linsorgenza della malattia ASSOCIAZIONE CAUSALE PLAUSIBILITA BIOLOGICA = Possibilità logica, secondo le evidenze scientifiche, che lesposizione in studio possa causare la malattia FORZA DELLASSOCIAZIONE = Maggior incidenza della malattia in studio nel gruppo dei soggetti esposti al fattore di rischio rispetto a quelli non esposti COERENZA DELLASSOCIAZIONE = Presenza del supposto rapporto di associazione in diverse condizioni RELAZIONE DOSE-RISPOSTA = Presenza di un aumento del rischio allaumentare dellesposizione REVERSIBILITA =In seguito ad interventi di rimozione della causa si assiste, dopo un periodo di latenza, ad una riduzione dellincidenza della malattia

28 FONTI COMUNI DI ERRORE NELLA REALIZZAZIONE DEGLI STUDI SCELTA DEL GRUPPO DI CONTROLLO RECLUTAMENTO DEI SOGGETTI RANDOMIZZAZIONE MISURAZIONE DELLE VARIBILI IN STUDIO ANALISI DEI DATI INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI

29 CONFONDIMENTO: EFFETTI E un fattore associato sia alla malattia che al fattore che viene studiato. Letà e il sesso sono spesso fattori di confondimento. Il confondimento, se non controllato, può fare in modo che in uno studio si vedano associazioni spurie (confondimento positivo: RR=1 -> RR>1) o che non si vedano associazioni vere (confondimento negativo: RR>1 -> RR=1)

30 CONFONDIMENTO: ESEMPIO Si consideri uno studio di coorte su lavoratori di una fabbrica per esposti a possibili cancerogeni respiratori. Per confronto, si considerano gli impiegati della medesima fabbrica, non esposti a cancerogeni nellambiente di lavoro. I due gruppi sono simili tra loro per età, sesso, razza e luogo di residenza. Per valutare lesposizione in studio, si calcolano i tassi di incidenza di tumore polmone nei due gruppi, grezzi e stratificati per abitudine respiratoria.

31 Malattia +Malattia - Operai Impiegati RR= 170/ / RR= 160/800 40/200 1 RR= 10/200 40/800 1 FumatoriMalattia +Malattia - Operai Impiegati Non fumatoriMalattia +Malattia - Operai Impiegati

32 La prima ipotesi che sosteneva una associazione tra il lavoro nella fabbrica è infondata: il RR superiore a 2 trovato nei dati globali può semplicemente essere dovuto alla prevalenza dei fumatori che è maggiore tra gli operai (80%) che tra gli impiegati (20%) ll fumo di sigaretta ha agito come fattore di confondimento Il RR grezzo indica unassociazione tra loccupazione e linsorgenza di cancro polmonare, con un aumento del rischio di circa 2 volte. Tuttavia questo dato è assai diverso da quello risultante dallanalisi stratificata per abitudine fumatoria, il che suggerisce un confondimento da parte del fumo nello studio.

33 LE STRATEGIE PER IL CONTROLLO DEL CONFONDIMENTO In fase di disegno dello studio: Restrizione Misurazione delle variabili di confondimento In fase di analisi dei dati: Stratificazione Standardizzazione Analisi multivariata (regressione multipla)


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