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ITALIASCUOLA.IT “SCUOLA PIU’ SICURA”

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Presentazione sul tema: "ITALIASCUOLA.IT “SCUOLA PIU’ SICURA”"— Transcript della presentazione:

1 ITALIASCUOLA.IT “SCUOLA PIU’ SICURA” LE NOVITA’ IN MATERIA DI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, PREVISTE DAL D.LGS. 81/2008, MODIFICATO DAL D.Lgs. 3 Agosto 2009, N. 106. PERCORSO DI FORMAZIONE RIVOLTO AI DIRIGENTI SCOLASTICI ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

2 E’ FONDAMENTALE RICORDARE CHE:
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3 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Andare sul sito di Italiascuola e nella barra di sinistra cliccare sul canale tematico “Sicurezza a scuola”; una volta nel canale, digitare i codici di accesso nello spazio in alto a destra ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

4 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
QUADRO NORMATIVO GENERALE: D.Lgs. N. 81/2008 (T.U.S.), MODIFICATO DAL D.Lgs, n. 106 del 3 Agosto 2009 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

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QUADRO NORMATIVO GENERALE: D.Lgs. N. 81/2008 (T.U.S.), modificato dal D.Lgs. N. 106/2009 Premessa La normativa in materia di sicurezza è il risultato di una stratificazione di norme, molte delle quali di derivazione comunitaria, emanate nell’arco di quasi sessanta anni. Con l’emanazione del D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81, modificato dal D.Lgs. N. 106 del 3 Agosto 2009, è stato perseguito, nella consapevolezza della assoluta priorità della materia della sicurezza, l’obiettivo di procedere al riassetto ed alla riforma delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

6 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
A tale scopo, la legge delega 3 Agosto 2007, n. 123, ha previsto, non solo un’operazione di riorganizzazione della normativa di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, bensì anche la rivisitazione della medesima materia attraverso l’armonizzazione di tutte le leggi vigenti in una logica unitaria ed innovativa. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

7 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Il D.Lgs. N. 81/2008 è stato elaborato nel rispetto della filosofia delle Direttive Comunitarie in materia e del D.Lgs. N. 626/94, il quale – come noto – trova i suoi capisaldi nella programmazione della sicurezza in azienda, (dove, per azienda si intende “il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato”) da realizzare tramite la partecipazione di TUTTI i soggetti delle comunità di lavoro. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

8 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Il D.Lgs. N. 81/2008, meglio noto come “Testo Unico Sicurezza sul Lavoro”(T.U.S.), si compone di 306 articoli (suddivisi in 13 Titoli) e 51 Allegati Tecnici. ARTICOLAZIONE DEL TESTO UNICO SICUREZZA SUL LAVORO Titolo I [Art ] – Principi comuni Titolo II [Art ]- Luoghi di lavoro Titolo III [Art ] – Uso delle attrezzature di lavoro e dei D.P.I. Titolo IV [Art ] – Cantieri temporanei o mobili Titolo V [Art ]- Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro Titolo VI [Art ] - Movimentazione manuale dei carichi Titolo VII [art ] - Attrezzature munite di videoterminali ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

9 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Titolo VIII [Art ] – Agenti Fisici Titolo IX [Art ] – Sostanze pericolose Titolo X [Art ] – Esposizione ad agenti biologici Titolo XI [Art ] – Protezione da atmosfere esplosive Titolo XII [Art ] – Disposizioni diverse in materia penale e di procedura penale Titolo XIII [Art ] – Disposizioni Finali ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

10 ENTRATA IN VIGORE DEL TESTO UNICO SULLA SICUREZZA – D.Lgs. N. 81/2008
15 Maggio 2008: per gli aspetti generali (15 giorni dopo la pubblicazione) 29 Luglio 2008 (posticipata al 15 Maggio 2009): per le disposizioni di cui agli articoli 17, comma 1, lett. a) (valutazione di TUTTI i rischi), e 28 (oggetto della valutazione dei rischi), nonché le altre disposizioni in tema di valutazione dei rischi che ad esse rinviano, ivi comprese le relative disposizioni sanzionatorie (novanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale); 26 Aprile 2010: per le disposizioni di cui al Titolo VIII, Capo V (Protez. dai rischi radiaz. ottiche artificiali); da definire: per le disposizioni di cui al Titolo VIII, Capo IV (Protez. dai Rischi esposiz. a campi elettromagnetici); ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

11 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Il Titolo I (Principi comuni) del Testo Unico esprime la logica dell’intervento legislativo contenendo le “disposizioni generali” necessariamente da applicare a TUTTE le imprese destinatarie delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Esso contiene le principali NOVITA’ rispetto a quanto richiesto dai criteri delega di cui all’art. 1, comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 123, in particolare con riguardo all’ampliamento del campo di applicazione della normativa di salute e sicurezza sul lavoro, all’azione pubblica e alla rappresentanza sui luoghi di lavoro. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

12 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
PRINCIPALI NOVITA’ INTRODOTTE DAL D.Lgs. N. 81/2008, modificato dal D.Lgs 3 Agosto 2009, n. 106, riferite al Titolo I – Principi comuni E’ STATA INTRODOTTA UFFICIALMENTE LA FIGURA DEL “PREPOSTO”, FIGURA CENTRALE PER LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO, I CUI ELEMENTI DISTINTIVI SONO STATI TRATTI DALLA GIURISPRUDENZA IN MATERIA. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

13 PREPOSTO (Art. 2, comma 1, lett. e). T.U.S.)
<<Preposto>>: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. (Nelle istituzioni scolastiche rivestono la funzione di “Preposto”, il Direttore SGA nei confronti del Personale ATA posto alle sue dirette dipendenze e i Docenti nei confronti dei propri studenti. n.d.r.) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

14 SALUTE (Art. 2, c. 1, lett. o), T.U.S.)
E’ STATO INTRODOTTO (NOVITA’) IL CONCETTO DI “SALUTE”, CORRISPONDENTE ALLA DEFINIZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (O.M.S.): <<Salute>>: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

15 SISTEMA ISTITUZIONALE (Artt. dal 5 al 9, T.U.S.)
SONO STATI ISTITUITI ORGANISMI INTERMINISTERIALI, DI INDIRIZZO POLITICO, CONSULTIVI E DI COORDINAMENTO CON ENTI PUBBLICI, CHE HANNO COMPITI DI PREVENZIONE, FORMAZIONE, VIGILANZA, SALUTE E SICUREZZA. (Commissione consultiva permanente, Comitati regionali, Sistema informativo nazionale per la prevenzione, ecc.) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

16 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
SISTEMA INFORMATIVO NAZIONALE PER LA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO – SINP - (Art. 8. c. 1, TUS) E’ stato istituito il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro al fine di fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l’efficacia della attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali (…) e per indirizzare le attività di vigilanza, attraverso l’utilizzo integrato delle informazioni disponibili negli attuali sistemi informativi, anche tramite l’integrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificati. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

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ISTITUZIONE DI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA (Art. 30, T.U.S.) SI RITIENE INDISPENSABILE anche in ogni scuola (come in ogni azienda) l’adozione di un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL), (idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa del datore di lavoro), che assicuri l’adempimento di tutti gli obblighi giuridici previsti dall’art. 30, D.Lgs. N. 81/2008. (V. avanti) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

18 2. QUADRO NORMATIVO SPECIFICO DELLA SCUOLA INTEGRATO DAL T.U.S.
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19 QUADRO NORMATIVO SPECIFICO DELLA SCUOLA INTEGRATO DAL T.U.S.
Nei riguardi (…) “degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado (…) le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, individuate entro e non oltre VENTIQUATTRO mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati ai sensi dell’art. 17. c. 2, L. 23 agosto 1988, n. 400, dai Ministri competenti (…); decorso inutilmente tale termine, trovano applicazione le disposizioni del presente decreto”. (Art. 3, comma 2, T.U.S.) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

20 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
FINANZIAMENTO DELLE ATTIVITA’ DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI (Art. 11, c. 1, lett. c), T.U.S.) Nell’ambito della Commissione consultiva di cui all’art. 6 sono definite (…) le attività promozionali della CULTURA e delle AZIONI DI PREVENZIONE con riguardo in particolare a: (…) c) Finanziamento delle attività degli istituti scolastici, universitari e di formazione professionale finalizzata all’inserimento in ogni attività scolastica ed universitaria, nelle istituzioni dell’alta formazione artistica e coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

21 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
FINANZIAMENTO DELLE ATTIVITA’ DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI (Art. 11, c. 1, lett. c), T.U.S.) di specifici percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche volti a favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza nel rispetto delle autonomia scolastiche. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

22 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
PROMOZIONE E DIVULGAZIONE DELLA CULTURA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEGLI ISTITUTI SCOLASTICI (Art. 11, c. 4, TUS) Ai fini della promozione e divulgazione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro è facoltà degli istituti scolastici, universitari e di formazione professionale inserire in ogni attività scolastica ed universitaria, nelle istituzioni dell’alta formazione artistica e coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale, ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

23 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
PROMOZIONE E DIVULGAZIONE DELLA CULTURA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEGLI ISTITUTI SCOLASTICI (Art. 11, c. 4, TUS) percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche ulteriori rispetto a quelli disciplinati dal comma 1, lettera c) e volti alle medesime finalità. Tale attività è svolta nell’ambito e nei limiti delle risorse disponibili degli istituti. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

24 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
QUADRO NORMATIVO SPECIFICO DELLA SCUOLA INTEGRATO DAL T.U.S. (Art. 18, c.3) Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del D.Lgs. N. 81/2008, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o pubblici uffici, IVI COMPRESE LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE ed educative, restano a carico dell’amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

25 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
QUADRO NORMATIVO SPECIFICO DELLA SCUOLA INTEGRATO DAL T.U.S. (Art. 18, c.3) In tal caso gli OBBLIGHI previsti dal D.Lgs. n. 81/2008, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la RICHIESTA DEL LORO ADEMPIMENTO all’Amministrazione competente (Comune o Amm. Provinciale) o al soggetto che ne ha l’obbligo giuridico. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

26 QUADRO NORMATIVO PRE-ESISTENTE SPECIFICO DELLA SCUOLA
Prima dell’emanazione del T.U.S., nel quadro normativo sulla Sicurezza, specifico per la scuola, rivestivano rilevante importanza sia il D.M. n. 382, del 29 Settembre 1998 (“Regolamento recante norme per l’individuazione delle particolari esigenze negli istituti di istruzione …”), sia la C.M applicativa n. 119 del , nei quali sono state approfondite le problematiche attinenti a vari aspetti: D.S./Datore di lavoro, Valutazione dei Rischi, RSPP, Organizzazione del SPP, Sorveglianza sanitaria, Formazione e Informazione, Rapporti con gli Enti locali, R.L.S., ecc. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

27 QUADRO NORMATIVO SPECIFICO DELLA SCUOLA INTEGRATO DAL T.U.S. (Art. 26)
DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI INTERFERENZIALI – D.U.V.R.I. Particolare attenzione il Dirigente scolastico/Datore di lavoro deve porre nel momento in cui si stanno predisponendo gli atti per la realizzazione di LAVORI, SERVIZI e FORNITURE all’interno dell’istituzione scolastica, in considerazione del fatto che le suddette attività possono generare INTERFERENZE con le ALTRE ATTIVITA’ PRESENTI nella sede di esecuzioni. (Art. 26 T.U.S.) (V. Avanti) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

28 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
QUADRO NORMATIVO SPECIFICO DELLA SCUOLA INTEGRATO DAL T.U.S. (Art. 32, c.8,9,10) RSPP E ASPP Negli istituti di istruzione, di formazione professionale e universitari (…), il datore di lavoro che non opta per lo svolgimento diretto dei compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, designa il RSPP individuandolo fra: a) Il personale interno all’unità scolastica in possesso dei requisiti di cui all’art. 32, del T.U.S., che si dichiari a tal fine disponibile; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

29 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
QUADRO NORMATIVO SPECIFICO DELLA SCUOLA INTEGRATO DAL T.U.S. Art. 32, c. 8, 9,10) b) il personale interno ad una unità scolastica in possesso dei requisiti di cui all’art. 32, del T.U.S., che si dichiari disponibile ad operare in pluralità di istituti. In assenza di personale di cui alle lettere a) e b) sopra riportate, gruppi di istituti possono avvalersi in maniera comune dell’opera di unico esperto esterno, tramite stipula di apposita convenzione, in via prioritaria con gli enti locali proprietari degli edifici scolastici e, ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

30 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
QUADRO NORMATIVO SPECIFICO DELLA SCUOLA INTEGRATO DAL T.U.S. Art. 32, c. 8, 9,10) in via subordinata, con enti o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altro esperto esterno libero professionista Nel caso in cui il datore di lavoro si avvalga di un esperto esterno per ricoprire l’incarico di RSPP deve comunque organizzare un Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) con un adeguato numero di addetti. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

31 3.OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
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32 DIRIGENTE SCOLASTICO – DATORE DI LAVORO
RESPONSABILITA’ DEL DIRIGENTE SCOLASTICO come DATORE DI LAVORO D.Lgs. N. 81 del 9 Aprile 2008 Art 2 – Definizioni Comma 1 – Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo si intende per: ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

33 DIRIGENTE SCOLASTICO – DATORE DI LAVORO
(…) b) “datore di lavoro”: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione (…). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

34 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO NON DELEGABILI Il dirigente scolastico/datore di lavoro NON può delegare le seguenti attività: a) la VALUTAZIONE di TUTTI i RISCHI con la conseguente elaborazione del DOCUMENTO previsto dall’art. 28, D.lgs. N.81/2008 (D.V.R.); b) la designazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (RSPP) (praticamente il Dirigente scolastico non può delegare nulla in quanto non può attribuire l’autonomia di spesa al delegato) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

35 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
Il Dirigente scolastico/datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’art. 3, D.Lgs. N. 81/2008, DEVE: a) nominare il Medico Competente per l’effettuazione della Sorveglianza Sanitaria nei casi previsti dal D.Lgs. N. 81/2008; b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di Primo Soccorso e,comunque, di gestione dell’emergenza; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

36 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
c) nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi, in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.), sentito il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Medico Competente, ove presente; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

37 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
e) prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; f) richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali (D.P.I.) messi a loro disposizione; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

38 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
g) richiedere al Medico Competente (ove nominato) l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel D.Lgs. N. 81/2008; h) Adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave,immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

39 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; l) adempiere agli obblighi di INFORMAZIONE e FORMAZIONE e ADDESTRAMENTO di cui agli articoli 36 e 37 del D.Lgs. N. 81/2008; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

40 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato; n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.), l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

41 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
o) consegnare tempestivamente al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), su richiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, copia della Valutazione di tutti i Rischi e del conseguente Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.), anche su supporto informatico; N.B. Novità D.Lgs. n. 106/2009: il DVR E’ CONSULTATO ESCLUSIVAMENTE IN AZIENDA; nonché consentire al medesimo Rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r) (dati sugli infortuni); ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

42 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
p) elaborare il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (D.U.V.R.I.), di cui al comma 3, art. 26, D.Lgs. 81/08 (presenza di lavori, servizi e forniture a scuola), ANCHE SU SUPPORTO INFORMATICO, che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenza fra i lavori di soggetti esterni e le attività scolastiche; su richiesta del R.L.S. e per l’espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia allo stesso (consultato esclusivamente in azienda); ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

43 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l’ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio; r) comunicare in via telematica all’INAIL (…), nonché per il loro tramite, al S.I.N.P. di cui all’art. 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni. L’obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all’art. 53 del D.P.R. 30 giugno 1965, n ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

44 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
s) consultare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.) nelle ipotesi di cui all’art. 50, D.Lgs. 81/08: Attribuzioni del R.L.S.; t) adottare le misure necessarie ai fini della Prevenzione Incendi e dell’Evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’art. 43 (T.U.): Gestione delle Emergenze – Disposizioni generali. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

45 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
u) nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro; v) nelle unità produttive con più di 15 lavoratori , convocare la riunione periodica di cui all’art. 15 T.U.; z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e della sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

46 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
aa) comunicare in via telematica all’INAIL (…), nonché per il loro tramite, al S.I.N.P. di cui all’art. 8,in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei R.L.S.; in fase di prima applicazione l’obbligo di cui alla presente lettera riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati; bb) vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

47 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
Comma 1.bis. L’obbligo di cui alla lettera r) del comma 1, art. 18, relativo alla comunicazione a fini statistici e informativi dei dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento, decorre dalla scadenza del termine di sei mesi dall’adozione del decreto interministeriale di cui all’art. 8, comma 4 (funzionamento del SINP). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

48 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
Comma 2. Il datore di lavoro fornisce al Servizio di Prevenzione e Protezione (S.P.P.) e al Medico Competente (ove nominato) informazioni in merito a: a) la natura dei Rischi b) l’organizzazione del lavoro, la programmazione e l’attuazione delle misure preventive e protettive ; c) la descrizione degli impianti e dei processi produttivi; d) i dati sugli infortuni comunicati all’INAIL e quelli relativi alle malattie professionali; e) i provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

49 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
Comma 3-bis. Il datore di lavoro e i dirigenti SONO TENUTI A VIGILARE in ordine all’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 19, 20, 22, 23, 24 e 25 del presente decreto, ferma restando L’ESCLUSIVA RESPONSABILITÀ DEI SOGGETTI OBBLIGATI AI SENSI DEI MEDESIMI ARTICOLI qualora la mancata attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente agli stessi e non sia riscontrabile un difetto di vigilanza del datore e dei dirigenti. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

50 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
IMPORTANTE NOVITA’ IN RELAZIONE AGLI INTERVENTI NEGLI EDIFICI SCOLASTICI - IL DUVRI e IL PSC (Art. 26, T.U.S.). Nel momento in cui si stanno predisponendo gli atti per la realizzazione di LAVORI, SERVIZI e FORNITURE all’interno dell’istituzione scolastica, il Dirigente scolastico/datore di lavoro deve porre particolare attenzione, in considerazione del fatto che le suddette attività possono generare INTERFERENZE con le ALTRE ATTIVITA’ PRESENTI nella sede di esecuzione. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

51 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO/DATORE DI LAVORO (Art. 18, T.U.S.)
Si parla di INTERFERENZE nella circostanza in cui si verifica un “CONTATTO RISCHIOSO” tra le persone presenti a scuola (operatori scolastici, alunni, pubblico esterno) e il personale dell’appaltatore o tra il personale di “IMPRESE DIVERSE” che operano nella stessa sede scolastica con contratti differenti (per es. contemporanea presenza di un’impresa di idraulici e un’impresa di elettricisti). N.B. Il DUVRI è redatto, ai fini dell’affidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto (art. 26, comma 3,D.Lgs. 81/2008 modificato). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

52 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Comma 3-bis, art. 26. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l’obbligo di cui al comma 3 (redazione del DUVRI) NON si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature nonché ai lavori o servizi la cui DURATA NON SIA SUPERIORE AI DUE GIORNI, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

53 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
3-ter, art. 26 (…) in tutti i casi in cui il datore di lavoro NON COINCIDE con il COMMITTENTE, il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenza (DUVRI), recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, PRIMA dell’inizio dell’esecuzione, INTEGRA il predetto documento (DUVRI) riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l’appalto; l’INTEGRAZIONE, sottoscritta per accettazione dall’esecutore, integra gli atti contrattuali. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

54 DUVRI RISCHI DA INTERFERENZA
RISCHIO: Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente, oppure alla loro combinazione. (R = P x D) RISCHI DA INTERFERENZE: Rischi che, nell’esecuzione di lavori, servizi e forniture in un determinato contesto, sono da considerarsi AGGIUNTIVI rispetto alla normale effettuazione degli stessi, quali: quelli derivanti da sovrapposizioni di più attività svolte ad opera di diversi appaltatori; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

55 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
quelli immessi nei luoghi di lavoro dell’istituzione scolastica dalle lavorazioni dell’appaltatore; quelli immessi nei luoghi di lavoro dell’istituzione scolastica, ove è previsto che debba operare l’appaltatore, ulteriori rispetto a quelli specifici dell’attività propria dell’appaltatore; quelli derivanti da modalità di esecuzione particolari, richieste esplicitamente dal committente (Ente locale), che comportano rischi ulteriori rispetto a quelli specifici dell’attività appaltata. Nel DUVRI non vanno riportate le misure per eliminare i rischi propri derivanti dall’attività delle singole imprese appaltatrici o dei singoli lavori autonomi, ma SOLO I RISCHI derivanti dalle INTERFERENZE presenti nell’effettuazione della prestazione. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

56 DUVRI PREDISPOSIZIONE DEL DUVRI
OBBLIGO, in caso di: Lavori, servizi e forniture che possono generare INTERFERENZE con le altre attività presenti nella sede di esecuzione (edificio scolastico) Lavori, servizi e forniture che possono essere influenzati dal peculiare contesto ambientale in cui si svolgono. Bisogna procedere ad una valutazione preliminare circa la sussistenza o meno di INTERFERENZE. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

57 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
ESENZIONE, della predisposizione del DUVRI, in caso di: Mere forniture senza posa in opera, installazione o montaggio, salvo i casi, in cui siano necessarie attività o procedure suscettibili di generare interferenze con la fornitura stessa, come, per esempio, la consegna di materiali e prodotti nei luoghi di lavoro o nei cantieri. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

58 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Servizi per i quali non è prevista la esecuzione in locali / luoghi messi a disposizione dall’istituzione scolastica (in accordo con l’Ente locale proprietario dell’edificio), ovvero in luoghi sottratti alla giuridica disponibilità del Datore di Lavoro committente. Servizi di natura intellettuale, come la direzione lavori, la collaudazione, ecc. anche se effettuati presso la stazione appaltante. (V..D.U.V.R.I., P.S.C, P.O.S. in “Obblighi dell’Ente Locale proprietario dell’edificio scolastico”) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

59 PRINCIPIO DI EFFETTIVITA’ ART. 299 T.U.S.
ESERCIZIO DI FATTO DI POTERI DIRETTIVI LE POSIZIONI DI GARANZIA RELATIVE AI SOGGETTI DI CUI ALL’ART. 2, C. 1 LETT. b) (datore di lavoro), d) (dirigente) ed e) (Preposto), GRAVANO ALTRESI’ SU COLUI IL QUALE, PUR SPROVVISTO DI REGOLARE INVESTITURA, ESERCITI IN CONCRETO I POTERI GIURIDICI RIFERITI A CIASCUNO DEI SOGGETTI IVI DEFINITI. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

60 OBBLIGHI DEL PREPOSTO (Art. 19, D.Lgs. N. 81/2008)
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61 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Si ricorda che in ambito scolastico rivestono la funzione di PREPOSTO, con i connessi doveri e responsabilità: - il Direttore SGA, nei confronti del personale ATA posto alle sue dirette dipendenze; I Docenti, nei confronti degli alunni durante le attività di laboratorio e in palestra. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

62 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Si ritiene indispensabile, a fronte di qualsiasi evenienza, che il Dirigente scolastico formalizzi: A) sia la lettera di “INCARICO” , a svolgere le funzioni di PREPOSTO, al Direttore SGA (nei confronti del personale ATA) e ai Docenti di Laboratorio (nei confronti degli studenti); B) sia la “DIRETTIVA” per gli stessi Preposti (come specificato nell’art. 2, comma 1, lett. e, D.Lgs. N. 81/2008), contenente i criteri e gli obiettivi da perseguire in materia di salute e sicurezza. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

63 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
OBBLIGHI DEL PREPOSTO sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

64 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
OBBLIGHI DEL PREPOSTO b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

65 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
OBBLIGHI DEL PREPOSTO d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

66 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
OBBLIGHI DEL PREPOSTO f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.), sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; g) frequentare appositi corsi di formazione, secondo quanto previsto dall’art. 37, c. 7, D.Lgs. N. 81/2008. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

67 4. OBBLIGHI DELL’ ENTE LOCALE PROPRIETARIO DELL’EDIFICIO.
- REDAZIONE DEL DUVRI NEL CASO IN CUI: IL COMMITENTE E’ L’ENTE LOCALE IL COMMITENTE E’ IL DIRIGENTE SCOLASTICO ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

68 OBBLIGHI DEGLI ENTI LOCALI PROPRIETARI DELL’EDIFICIO
Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del D.Lgs. N. 81/2008, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o pubblici uffici, IVI COMPRESE LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE ed educative, restano a carico dell’Amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

69 OBBLIGHI DEGLI ENTI LOCALI PROPRIETARI DELL’EDIFICIO
In tal caso gli OBBLIGHI previsti dal D.Lgs. n. 81/2008, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la RICHIESTA DEL LORO ADEMPIMENTO all’Amministrazione competente (Comune o Amm. Provinciale) o al soggetto che ne ha l’obbligo giuridico.(Art. 18, comma 3, T.U.S.) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

70 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
IMPORTANTE NOVITA’ IN RELAZIONE AGLI INTERVENTI NEGLI EDIFICI SCOLASTICI IL DUVRI e IL PSC (Art. 26, T.U.S.) Come evidenziato in precedenza, il Dirigente scolastico/Datore di lavoro deve porre particolare attenzione nel momento in cui si stanno predisponendo gli atti per la realizzazione di LAVORI, SERVIZI e FORNITURE all’interno dell’istituzione scolastica, in considerazione del fatto che le suddette attività possono generare INTERFERENZE con le ALTRE ATTIVITA’ PRESENTI nella sede di esecuzione. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

71 INTERVENTI NEGLI EDIFICI SCOLASTICI
Prima dell’affidamento degli interventi o, in tutti i casi in cui si renda necessario, durante l’esecuzione degli stessi, il DUVRI potrà essere aggiornato ed integrato attraverso appositi “Verbali di Coordinamento”, sottoscritto per accettazione dal Dirigente scolastico, dal Committente e dalla Ditta esecutrice, con l’indicazione delle nuove misure da adottare e degli eventuali ulteriori costi relativi alla sicurezza da interferenze. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

72 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
PIANO di SICUREZZA e COORDINAMENTO P.S.C., IN CASO DI PRESENZA DI PIU’ IMPRESE LAVORI EDILI O DI INGEGNERIA CIVILE Nei contratti d’appalto relativi a lavori edili o di ingegneria civile, di cui all’Allegato X del D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81, in caso di affidamento a PIU’ IMPRESE occorre redigere il PIANO di SICUREZZA e COORDINAMENTO (P.S.C.). L’analisi dei RISCHI da INTERFERENZE e la stima dei relativi costi sono contenuti nel Piano di Sicurezza e Coordinamento, PSC, che costituisce parte integrante del contratto d’appalto. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

73 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
L’accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici del PSC e la redazione del Piano Operativo di Sicurezza, POS, costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni su: Valutazione dei rischi, interferenti e non, da parte del Datore di Lavoro committente (Ente locale proprietario); Cooperazione e coordinamento tra i diversi Datori di Lavoro per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi, compresi quelli da INTERFERENZA; N.B. in questa fase partecipa anche il dirigente scolastico/datore di lavoro ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

74 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Quindi, l’analisi dei RISCHI DA INTERFERENZE e la stima dei relativi costi della sicurezza, previsti nei DUVRI, sono contenuti nel P.S.C. Per i medesimi contratti, in caso di affidamento ad UNA SOLA IMPRESA, NON occorre redigere il P.S.C. e, pertanto, in presenza di interferenze occorre redigere solo il DUVRI. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

75 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
A) DUVRI - ITER DELLE OPERAZIONI DA EFFETTUARE IN CASO DI LAVORI DA REALIZZARE NELL’EDIFICIO SCOLASTICO In caso di lavori da realizzare nell’edificio scolastico, ai fini dell’affidamento del contratto, spetta all’Ente locale proprietario redigere il DUVRI, in quanto lo stesso è il “soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto”. Infatti, poiché il datore di lavoro (Dirigente scolastico) NON coincide con il COMMITTENTE, il soggetto che affida il contratto redige il DUVRI recante una valutazione ricognitiva dei RISCHI STANDARD relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

76 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
A) DUVRI - ITER DELLE OPERAZIONI DA EFFETTUARE IN CASO DI LAVORI DA REALIZZARE NELL’EDIFICIO SCOLASTICO Il Dirigente scolastico, soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, PRIMA dell’inizio dell’esecuzione, tramite apposita riunione di Cooperazione e Coordinamento con il Committente e l’impresa appaltatrice, INTEGRA il predetto DUVRI riferendolo ai RISCHI SPECIFICI da INTERFERENZA presenti nei luoghi di lavoro in cui verrà espletato l’appalto; L’integrazione del DUVRI, sottoscritto per accettazione, integra gli atti contrattuali. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

77 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
A) DUVRI - ITER DELLE OPERAZIONI DA EFFETTUARE IN CASO DI LAVORI DA REALIZZARE NELL’EDIFICIO SCOLASTICO Durante la Riunione di Coordinamento e Cooperazione i soggetti indicati, oltre che a COORDINARSI, informandosi reciprocamente, per INDIVIDUARE i RISCHI dovuti alle INTERFERENZE tra i lavori della/e impresa/e coinvolta/e nell’esecuzione dell’opera e le ATTIVITÀ svolte nell’istituzione scolastica; devono anche COOPERARE all’attuazione delle MISURE di PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto, nonché a COORDINARE gli interventi di prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori per eliminare i rischi interferenziali. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

78 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
B) DUVRI - ITER DELLE OPERAZIONI DA EFFETTUARE NEL CASO IN CUI IL COMMITTENTE E’ IL DIRIGENTE SCOLASTICO Nel caso in cui il Committente di “Servizi” da realizzare nella scuola sia il Dirigente scolastico, in quanto soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto, come per es. in caso di: “Installazione e gestione macchine automatiche bevande e snack”, “Acquisto e installazione di laboratori di informatica/scientifici”, “Servizio Mensa autogestita dalla scuola (con o senza cucina)”, Servizio Bar interno all’istituto”, ecc., spetta al Capo di Istituto redigere il DUVRI (con i relativi costi per la sicurezza, non assoggettabili al ribasso d’asta), fare la gara d’appalto, ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

79 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
B) DUVRI - ITER DELLE OPERAZIONI DA EFFETTUARE NEL CASO IN CUI IL COMMITTENTE E’ IL DIRIGENTE SCOLASTICO allegando alla lettera di invito il DUVRI per ciascun partecipante. Accertata l’impresa appaltatrice vincitrice della gara, in possesso dei requisiti previsti dall’art. 26, comma 1, lett. a), il Dirigente scolastico, PRIMA di consentire l’esecuzione del servizio, promuove la Riunione di Cooperazione e Coordinamento con la medesima sia per individuare i Rischi Specifici da Interferenze, tra i lavori dell’impresa e le attività svolte nella scuola, sia per adottare gli interventi di Prevenzione e Protezione dai rischi, finalizzati ad eliminare o, perlomeno, ridurre i rischi interferenziali. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

80 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
B) DUVRI - ITER DELLE OPERAZIONI DA EFFETTUARE NEL CASO IN CUI IL COMMITTENTE E’ IL DIRIGENTE SCOLASTICO Ad ogni buon conto, PRIMA che l’impresa appaltatrice inizi i lavori è indispensabile che, con la firma riportata in calce al Verbale di Accettazione, Cooperazione e Coordinamento, l’Appaltatore attesti: di aver preso atto delle INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE DEL COMMITTENTE; di aver preso atto delle dettagliate INFORMAZIONI RICEVUTE SUI RISCHI SPECIFICI ESISTENTI NELL’AMBIENTE IN CUI E’ CHIAMATA AD OPERARE E SULLE MISURE DI PREVENZIONE E DI EMERGENZA ADOTTATE IN RELAZIONE ALL’ATTIVITA’; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

81 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
B) DUVRI - ITER DELLE OPERAZIONI DA EFFETTUARE NEL CASO IN CUI IL COMMITTENTE E’ IL DIRIGENTE SCOLASTICO di aver preso atto delle dettagliate INFORMAZIONI SUI RISCHI INTERFERENZIALI E SULLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE; dell’avvenuto Coordinamento degli interventi di prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori di tutte le parti, in quanto è avvenuto, attraverso i documenti di cui si allega copia, UNO SCAMBIO RECIPROCO DI INFORMAZIONI AL FINE DI ELIMINARE I RISCHI DOVUTI ALLE EVENTUALI INTERFERENZE TRA I LAVORI SVOLTI DALLE PARTI; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

82 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
B) DUVRI - ITER DELLE OPERAZIONI DA EFFETTUARE NEL CASO IN CUI IL COMMITTENTE E’ IL DIRIGENTE SCOLASTICO che rimane a carico dell’Appaltatore la valutazione e l’adozione di idonee misure di prevenzione e protezione inerenti i rischi della propria attività; che rimane a carico della ditta appaltatrice il trasferimento di quanto stabilito nel presente atto agli eventuali subappaltatori, oltre che la gestione operativa degli stessi; a tale riguardo, riconoscerà in ogni caso, sotto il profilo operativo, solo ed esclusivamente la Ditta indicata nel presente Coordinamento. In corso d’opera, se dovessero venirsi a modificare le condizioni sopra esposte, sarà cura dei Datori di lavoro promuovere una nuova iniziativa di Coordinamento e Cooperazione. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

83 5. COMPITI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (SPP)
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84 COMPITI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (SPP)
Il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) dai Rischi provvede: a) all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro; b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive previste dall’art. 28, comma 2, del T.U. n. 81/2008, e i sistemi di controllo di tali misure; c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività svolte nell’istituzione scolastica; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

85 COMPITI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (SPP)
d) proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica di cui all’art. 35 del T.U.; f) fornire le informazioni di cui all’art. 36 del T.U. Il Servizio di Prevenzione e Protezione è utilizzato dal Dirigente scolastico/datore di lavoro. L’obbligo di comunicazione all’Ispettorato del lavoro o all’ASL del nominativo del RSPP è stato abrogato. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

86 6. OBBLIGHI DEL MEDICO COMPETENTE ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
(Art. 25, D.Lgs. 81/2008) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

87 OBBLIGHI DEL MEDICO COMPETENTE
Si premette che il Medico Competente deve essere incaricato dal Dirigente scolastico/datore di lavoro solo in presenza di rischi che richiedono la Sorveglianza sanitaria. Tale situazione emerge dal Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.) per il personale (tutto o in parte) impegnato nelle attività realizzate nella scuola. Il D.M. n. 382/98 (Regolamento …), all’art. 4 riporta che la Sorveglianza Sanitaria è finalizzata a realizzare specifici controlli nelle istituzioni scolastiche ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

88 OBBLIGHI DEL MEDICO COMPETENTE
nelle quali la valutazione dei rischi, effettuata dal datore di lavoro, abbia evidenziato concrete situazioni di esposizione a rischi per la salute dei lavoratori tali da rendere obbligatoria la sorveglianza sanitaria. Accertato tale presupposto,il Dirigente scolastico/datore di lavoro procede alla nomina del Medico Competente. Lo stesso D.M. 382/98 indica che l’individuazione del Medico Competente è concordata preferibilmente con le A.S.L. o con una struttura pubblica (es. INAIL) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

89 OBBLIGHI DEL MEDICO COMPETENTE
con le quali la scuola dovrà stipulare una convenzione. Gli obblighi del Medico Competente, riportati nell’art. 25 del D.Lgs. N. 81/2008, sono gli stessi già indicati dal D.Lgs. 626/94, con la novità di seguito specificata. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

90 NOVITA’ TRA GLI OBBLIGHI DEL MEDICO COMPETENTE (Art. 25, T.U.S.)
(Il Medico Competente , nominato nei casi previsti dal D.Lgs. n. 81/2008): (…) Istituisce, anche tramite l’accesso alle cartelle sanitarie e di rischio, di cui alla lettera f) (v.art. 25), aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il medico competente concorda con il datore di lavoro il luogo di custodia (novità: prima del T.U.S. si doveva custodire solo presso il datore di lavoro). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

91 7. STRUTTURA DELLA DOCUMENTAZIONE PREVISTA DAL T.U.S.
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92 DOCUMENTAZIONE OBBLIGATORIA GENERALE
A) di pertinenza dell’istituto scolastico DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DI TUTTI I RISCHI DESIGNAZIONE DEL RESPONSABILE S.P.P. DESIGNAZIONE DEGLI ADDETTI S.P.P. DESIGNAZIONE ADDETTI EMERGENZA (Addetti Antincendio e Addetti al Primo Soccorso) REGISTRO VERBALI RIUNIONE PERIODICA Lettere di RICHIESTA di INTERVENTO al Proprietario dell’edificio PIANO DI EMERGENZA REGISTRO INFORTUNI (novità: l’obbligo sarà abrogato dopo 6 mesi dall’emanazione del D.I. – realizzazione del S.I.N.P.- artt. 8 e 53, c.6 T.U.S.) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

93 DOCUMENTAZIONE OBBLIGATORIA GENERALE
B) di pertinenza del Proprietario dell’edificio Certificato di agibilità Certificato Prevenzione Incendi (C.P.I.) Progetto e dichiarazione di conformità degli impianti elettrici, di messa a terra,, ecc. Verbale di verifica periodica dell’impianto di messa a terra Verbale di verifica periodica dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche Progetto omologazione ISPEL di conformità relativi agli impianti di riscaldamento centralizzato con potenzialità superiore a 35 KW Verbale di verifica periodica all’impianto di riscaldamento ad acqua se di potenzialità superiore a 116 KW ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

94 DOCUMENTAZIONE OBBLIGATORIA GENERALE
C) di pertinenza dei Lavoratori Verbale e comunicazione elezione/designazione R.L.S. “Il Rappresentante dei Lavoratori per Sicurezza è eletto nei modi previsti dall’Accordo quadro e dall’art. 58 del CCNI Qualora non possa essere individuato, la RSU designa altro soggetto disponibile tra i lavoratori della scuola”. (art. 73, c. 1, CCNL ). Nel caso in cui nessun operatore scolastico accettasse la designazione di RLS, verrà designato dall’esterno un RLST (v. art.. 48 e 49). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

95 DOCUMENTAZIONE OBBLIGATORIA SPECIFICA
di pertinenza dell’istituto scolastico Libretti apparecchi sollevamento con portata > 200 Kg Libretti di altre apparecchiature soggette ad omologazione Istruzioni per l’uso macchine marcate CE Documento di valutazione rumore (art. 190, D.Lgs. N.81/08) Incarico Medico Competente (ove previsto) Elenco lavoratori soggetti ad Accertamento Sanitario/protocollo sanitario/elenco idoneità/ relazione sanitaria annuale Prescrizioni e/o disposizioni Organi di Vigilanza Patentini per acquisto-uso fitosanitari Documentazione di denuncia emissioni in atmosfera Documentazione smaltimento rifiuti speciali ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

96 DOCUMENTAZIONE OBBLIGATORIA SPECIFICA
B) di pertinenza del Proprietario dell’edificio Verbale di omologazione o di verifica periodica degli impianti elettrici installati in luoghi con pericolo di esplosione Documento comprovante l’accettazione d’incarico, rilasciato dall’A.S.L. o da altro organismo notificato, per l’espletamento delle verifiche periodiche biennali sugli ascensori o montacarichi Prescrizioni e/o Disposizioni Organi di Vigilanza ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

97 8. DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
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98 DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
di pertinenza dell’ istituto scolastico Organizzazione del Sistema Prevenzione (Modello di Organizzazione e di Gestione – art. 30, D.Lgs. N. 81/2008) Orario scolastico – Elenco del personale e degli allievi Planimetria della scuola con destinazione d’uso dei locali Lay-out dei locali adibiti ad attività di laboratorio Documentazione attività Formativa – Informativa – Addestramento Elenco procedure e istruzioni operative Elenco e caratteristiche D.P.I. (+ modello di consegna) Elenco dei presidi sanitari, loro ubicazione e contenuto ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

99 DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
9. Elenco esposti con obbligo di sorveglianza sanitaria 10. Elenco dei presidi antincendio e loro ubicazione 11. Elenco delle sostanze pericolose utilizzate nei laboratori e in altre lavorazioni 12. Elenco dei materiali utilizzati per le pulizie e loro classificazione 13. Elenco delle macchine/attrezzature e VDT 14. Dichiarazione “Modalità di lavoro ai videoterminali” 15. Valutazione del Rischio Chimico 16. Caratteristiche degli impianti di ventilazione generale, localizzata e di condizionamento ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

100 DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
17. Registro carico e scarico dei prodotti chimici 18. Documentazione dei verbali delle esercitazioni (evacuazioni ecc.) 19. Presenze giornaliere nel plesso scolastico (media/potenziale) 20. Registro antincendio e registro controlli. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

101 DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
B) di pertinenza del Proprietario dell’edificio Planimetria della scuola con destinazione d’uso dei locali Elenco dei presidi antincendio e loro ubicazione Caratteristiche degli impianti di ventilazione generale, localizzata e di condizionamento Registro antincendio e registro controlli ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

102 9. STRUTTURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
SECONDO IL T.U.S. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

103 STRUTTURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
La VALUTAZIONE DEI RISCHI, anche: - nella scelta di ATTREZZATURE DI LAVORO, - nella scelta delle SOSTANZE O DEI PREPARATI CHIMICI IMPIEGATI - nonché nella SISTEMAZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO, DEVE riguardare TUTTI i RISCHI per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui quelli collegati ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

104 STRUTTURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
allo stress lavoro – correlato, secondo i contenuti dell’Accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro (Art. 28, c. 1, T.U.S.). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

105 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO - CORRELATO
Comma 1-bis, art. 28. “La valutazione dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1 è effettuato nel rispetto delle indicazioni di cui all’art. 6, comma 8, lett. m-quater, e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a far data dal 1° agosto 2010”. Il DVR può essere tenuto su supporto informatico e deve essere munito, anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici di cui all’art. 53, di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del RSPP, del RLS o RLST e M.C., ove nominato. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

106 MODALITA’ DI EFFETTUAZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI
La scelta dei CRITERI di redazione del DVR è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione (art. 28, c. 2, lett. a). Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il DVR in collaborazione con il RSPP e il Medico Competente (ove nominato). Le predette attività sono realizzate PREVIA CONSULTAZIONE DEL RLS. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

107 MODALITA’ DI EFFETTUAZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI
La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui sopra il DVR deve essere rielaborato nel termine di 30 giorni dalle rispettive causali. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

108 RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATO
CHE COSA SONO I RISCHI PSICOSOCIALI? L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (1986) ha definito i Rischi psicosociali in termini di interazione tra contenuto del lavoro, gestione ed organizzazione del lavoro, condizioni ambientali e organizzativi da un lato, competenze ed esigenze dei lavoratori dipendenti dall’altro. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

109 RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATO
I Rischi PSICOSOCIALI possono essere definiti come “quegli aspetti di progettazione del lavoro e di organizzazione e gestione del lavoro, nonché i rispettivi contesti ambientali e sociali, che possono arrecare danni fisici o psicologici “ (Cox & Griffiths, 1995). I rischi psicosociali possono incidere sia sulla salute fisica che psichica in modo diretto ed indiretto, attraverso l’esperienza di stress. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

110 RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATO
Infatti, gli effetti dei rischi psicosociali possono essere identificati comunemente nelle seguenti situazioni: stress, burn-out, mobbing. Burn-out e mobbing hanno caratteristiche specifiche e peculiari, ma riconoscono come matrice comune la presenza dello stress. Cosa è lo stress? “Lo stress è la reazione adattiva generale di un organismo, attivato da stimoli esterni di svariata natura”. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

111 RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATO
Nel caso del RISCHIO STRESS LAVORO - CORRELATO, VALUTARE, FARE PREVENZIONE, CORREGGERE LE DISFUNZIONI ORGANIZZATIVE E POTENZIARE LE CAPACITA’ DEGLI INDIVIDUI SONO TUTTE ATTIVITA’ STRETTAMENTE INTERRELATE. Uno degli assunti dell’intervento psicosociale nelle organizzazioni dice: “Se vuoi capire un’organizzazione, cerca di cambiarla; se vuoi cambiare un’organizzazione, cerca di capirla”. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

112 STRUTTURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
All’esito della VALUTAZIONE DEI RISCHI, il Dirigente scolastico/datore di lavoro redige il DOCUMENTO di VALUTAZIONE dei RISCHI (D.V.R.), che deve essere munito di DATA CERTA o ATTESTATA dalla sottoscrizione da parte del datore di lavoro nonché, ai soli fini della prova della data, del RSPP, del RLS o RLST, del M.C (ove nominato) e contenere: una RELAZIONE sulla Valutazione di TUTTI i Rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

113 STRUTTURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
l’indicazione delle Misure di Prevenzione e di Protezione attuate e dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.); c) il programma delle MISURE ritenute più opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

114 STRUTTURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
d) l’individuazione delle PROCEDURE per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione interna che vi debbono provvedere, a cui sono assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l’indicazione del nominativo del R.S.P.P., del R.L.S. e del Medico Competente (nel caso in cui sia necessaria la nomina) che ha partecipato alla valutazione del rischio. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

115 STRUTTURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
f) l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a Rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

116 STRUTTURA E REQUISITI FORMALI DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
La struttura, i requisiti formali e tecnici necessari per la redazione del D.V.R. possono essere così sintetizzati: Denominazione Istituto Nominativo Dirigente scolastico Sede scolastica interessata Caratteristiche generali dell’edificio Numero dipendenti (suddiviso per mansioni) Totale n. allievi Orari di servizio ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

117 STRUTTURA E REQUISITI FORMALI DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
Nominativo: RSPP e Addetti SPP, RLS, Medico Competente (ove previsto), Addetti Antincendio, Addetti al Primo Soccorso Documentazione obbligatoria generale, specifica, necessaria per la valutazione Criteri di valutazione utilizzati – standard di riferimento: a) Identificazione fattori di rischio b) Identificazione lavoratori esposti c) Quantificazione dei rischi d) Definizione, programmazione messa in atto delle misure ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

118 STRUTTURA E REQUISITI FORMALI DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
Lista di controllo (Check List) VALUTAZIONE: - periodo di effettuazione - autore - consultazione del R.L.S. - modalità di individuazione dei pericoli (planimetrie, sopralluoghi, registro infortuni) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

119 STRUTTURA E REQUISITI FORMALI DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
PROGRAMMA DI ATTUAZIONE DELLE MISURE DI RIDUZIONE DEL RISCHIO: - criteri di individuazione dei provvedimenti per eliminare o, ove ciò non è possibile, per ridurre i rischi; - criteri di programmazione degli interventi; - aggiornamenti programmati del D.V.R. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

120 STRUTTURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
MODALITA’ DI EFFETTUAZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI Il Dirigente scolastico/datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il D.V.R. in collaborazione con il RSPP e il medico competente (ove previsto) Le predette attività sono realizzate previa consultazione del R.L.S. (art. 29) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

121 STRUTTURA DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
Il D.V.R e, quando necessario, il D.U.V.R.I., DEVONO ESSERE CUSTODITI PRESSO IL PLESSO SCOLASTICO AL QUALE SI RIFERISCE LA VALUTAZIONE DEI RISCHI (art. 29, c. 4, T.U.S.) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

122 10. I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO PER
CATEGORIE DI LAVORATORI NELLA SCUOLA ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

123 FATTORI DI RISCHIO PER CATEGORIE DI LAVORATORI NELLA SCUOLA
1. RISCHI CONNESSI ALL’ATTIVITA’ SCOLASTICA: - RISCHI SPECIFICI (V. AVANTI) - RISCHIO ELETTRICO - RISCHIO CHIMICO - USO DEI VIDEOTERMINALI - MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI - RISCHIO BIOLOGICO - RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATO ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

124 FATTORI DI RISCHIO PER CATEGORIE DI LAVORATORI NELLA SCUOLA
2. RISCHI CONNESSI ALL’ATTIVITA’ INTERNA: INCENDI ESPLOSIONI INFORTUNI MALFUNZIONAMENTO TECNICO DI IMPIANTI ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

125 FATTORI DI RISCHIO PER CATEGORIE DI LAVORATORI NELLA SCUOLA
3. RISCHI CONNESSI AD EVENTI ESTERNI: TERREMOTO, CROLLI FRANE, SMOTTAMENTI CONDIZIONI METEOROLOGICHE: TROMBA D’ARIA INQUINAMENTO AMBIENTALE INCIDENTI (AEREI, FERROVIARI) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

126 FATTORI DI RISCHIO PER CATEGORIE DI LAVORATORI NELLA SCUOLA
ASPETTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI: Organizzazione del lavoro Compiti, funzioni e responsabilità Analisi, pianificazione e controllo Informazione e formazione Partecipazione Norme e procedimenti di lavoro ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

127 FATTORI DI RISCHIO PER CATEGORIE DI LAVORATORI NELLA SCUOLA
7. Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) 8. Emergenza e Primo Soccorso 9. Sorveglianza sanitaria/vaccinazioni (Lavoratrici madri) 10. Lavori in appalto ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

128 FATTORI DI RISCHIO PER CATEGORIE DI LAVORATORI NELLA SCUOLA
SALUTE E SICUREZZA DI LAVORATORI E STUDENTI Impianto elettrico Antincendio/Vie ed uscite i Emergenza Rumore e comfort acustico Rischio chimico Carico di lavoro fisico e mentale (Rischio stress) Microclima Illuminazione Arredi Attrezzature ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

129 FATTORI DI RISCHIO PER CATEGORIE DI LAVORATORI NELLA SCUOLA
Aule normali Aule speciali/Laboratori Aula Magna/Auditorio Uffici (Direzione e Amministrazione) Biblioteca Refettori (Distribuzione alimenti) Attività sportive (Palestra e spazi esterni attrezzati) Servizi e Spogliatoi Barriere architettoniche Giochi ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

130 RISCHI SPECIFICI PER GLI OPERATORI SCOLASTICI
connessi All’ATTIVITA’ SCOLASTICA LAVORATORI ESPOSTI Carenza di manutenzione ordinaria e strutturale degli edifici (pavimenti, scale, ecc.) scivolamento o inciampo sul piano di calpestio rottura di superfici vetrate Tutti gli Operatori scolastici (Docenti, Pers. ATA, Studenti) Carenza delle condizioni illuminotecniche Carenze nelle procedure per il ricambio dell’aria nelle aule ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

131 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Carenze di trattamento antirumore di zone e locali Inadeguatezza dell’impianto elettrico Impianto termico non a norma Rischi connessi alle procedure di evacuazione Inadeguatezza del Sistema di Sicurezza antincendio: via di fuga, uscite di sicurezza, attrezzature di spegnimento ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

132 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Inadeguatezza del Sistema di Prevenzione Incendi: Piano di Evacuazione, simulazione ed esercitazioni pratiche, addestramento Inidoneità dei laboratori didattici (VDT, attrezzature ed apparecchiature non a norma) Inadeguatezza degli arredi e delle attrezzature (spigoli vivi, lastre vetrate non di sicurezza e/o senza antisoleggiamento, tavoli e sedili non ergonomici Sforzi vocali Docenti ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

133 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Stress lavoro – correlato (V. Accordo Europeo ) Tutti gli operatori scolastici Danni derivanti da posture scorrette Docenti e studenti Rischio di contrarre infezioni in condizioni di morbilità ambientale (per la tutela delle lavoratrici durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio: V. artt. 6 e 7 D.Lgs. 26 Marzo 2001, n. 251) (Docenti, Pers. ATA, Studenti) Allergie respiratorie Rischi connessi all’utilizzo di piccole attrezzatura quali cutter, taglierine, ecc. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

134 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Rischio di inalazione e contatto con sostanze chimiche Rischio di infortuni per uso di impianti, macchine ed attrezzature Rischio elettrico Allergie cutanee e respiratorie ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

135 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
RISCHI connessi all’ATTIVITA’ DI PULIZIA DEI LOCALI LAVORATORI ESPOSTI Cadute a livello per presenza di superfici scivolose Collaboratori scolastici Cadute dall’alto derivanti dall’utilizzo di scale manuali portatili non a norma o conseguenti all’uso improprio delle stesse Contatto con sostanze corrosive, irritanti e potenzialmente allergizzanti ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

136 Collaboratori scolastici ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
RISCHI connessi all’ATTIVITA’ DI PULIZIA DEI LOCALI LAVORATORI ESPOSTI Inalazione di polveri e sostanze irritanti Collaboratori scolastici Posture incongrue dovute alla dotazione di sedili e arredi non ergonomici Rischio connesso allo spostamento manuale dei carichi ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

137 11. BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
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138 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
Il processo di Valutazione del Rischio (di infortunio, di incendio, malattie professionali), com’è noto,costituisce efficace strumento: sia per ridurre la probabilità che possa accadere un infortunio o insorgere un incendio, sia per limitare le conseguenze dell’evento dannoso adottando adeguate misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuale. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

139 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
Quindi, all’esito della Valutazione del RISCHIO INCENDIO deve essere predisposto e tenuto aggiornato un “PIANO DI EMERGENZA” per il luogo di lavoro, che deve contenere, tra l’altro, nei dettagli: a) le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; b) le procedure per l’evacuazione dal luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e da altre persone presenti; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

140 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
c) le disposizioni per chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco (e, se del caso, il “118”) e per informarli al loro arrivo. Il PIANO DI EMERGENZA, oltre ad identificare un adeguato numero di persone incaricate di sovrintendere e controllare l’attuazione delle procedure previste, è basato su chiare istruzioni che includono: ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

141 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
a) i doveri del personale di servizio incaricato di svolgere specifiche mansioni con riferimento alla sicurezza antincendio; b) i doveri del personale cui sono affidati particolari responsabilità in caso di incendio: Addetti alla Squadra Antincendio, Addetti alla Squadra di Primo Soccorso; Addetti alla Squadra di Evacuazione; c) i provvedimenti per assicurare che tutto il personale sia informato e addestrato sulle procedure da attuare; d) le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

142 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
e) specifiche misure per le aree a elevato rischio di incendio; f) procedura di chiamata dei Vigili del Fuoco e di informazione al loro arrivo e di assistenza durante l’intervento; g) planimetrie di ciascun piano dell’edificio scolastico, con l’ubicazione degli allarmi, dell’interruttore generale dell’alimentazione elettrica, delle valvole di intercettazione di gas, fluidi combustibili, acqua. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

143 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
Pertanto, a fronte di uno specifico caso di EMERGENZA INCENDIO, una idonea Valutazione dei Rischi effettuata a monte e la conseguente redazione del PIANO DI EMERGENZA consentono di attuare l’evacuazione in condizioni di sicurezza e garantiscono l’intervento dei soccorritori, mediante l’attuazione, il controllo e il miglioramento delle seguenti principali misure: ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

144 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
a) predisporre vie di esodo sicure, chiaramente segnalate e libere da ogni ostacolo; b) assicurare la stabilità dell’edificio in caso di incendio, almeno per il tempo necessario per evacuare le persone presenti e consentire l’intervento dei soccorritori; c) prevedere un’adeguata compartimentazione degli ambienti di lavoro in relazione ai fattori di rischio; d) limitare la presenza o l’uso di sostanze altamente infiammabili; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

145 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
e) realizzare a regola d’arte gli impianti tecnici, curandone la periodica manutenzione; f) installare apparecchiature di lavoro tecnologicamente sicure; g) installare e assicurare la funzionalità di adeguati sistemi di rivelazione e di allarme in caso di incendio; h) installare e assicurare il funzionamento di apparecchiature e impianti di spegnimento; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

146 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
i) affiggere negli ambienti di lavoro le istruzioni e la segnaletica di sicurezza ai fini antincendio; j) predisporre un Piano sulle procedure (Piano di Evacuazione) da adottare in caso di incendio (o di altra emergenza, per es. terremoto, ecc.), verificandone periodicamente la sua attuazione; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

147 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
k) assicurare una corretta tenuta degli ambienti di lavoro, attraverso un costante controllo degli stessi, al fine di prevenire l’insorgenza di incendi; l) assicurare una adeguata informazione del personale sui rischi di incendi, sulle misure predisposte per prevenirli e sulle procedure in caso di insorgenza di incendi. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

148 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
In definitiva, che cosa si intende, per PIANO DI EMERGENZA? è inteso come l’insieme delle misure straordinarie, delle procedure e delle azioni che è necessario attuare per fronteggiare e ridurre i danni derivanti da eventi non completamente evitabili con interventi preventivi. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

149 BINOMIO VALUTAZIONE RISCHI INCENDIO – REDAZIONE PIANO DI EMERGENZA
Per favorire, quindi, la PREVENZIONE, fronteggiare e ridurre i DANNI in caso di EMERGENZA nei luoghi di lavoro delle istituzioni scolastiche (e in ogni altra azienda) è indispensabile: progettare ed assicurare una efficiente ed efficace GESTIONE DELLE EMERGENZE con l’adozione di un idoneo PIANO DI EMERGENZA ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

150 GESTIONE DELLE EMERGENZE
CHE COSA SI INTENDE PER EMERGENZA? Per Emergenza s’intende tutto ciò che appare condizione insolita e pericolosa che può presentarsi in modi e tempi non completamente prevedibili. Pertanto si può affermare che l’EMERGENZA è un fenomeno non interamente codificabile, che può evolvere con rischi a persone o cose e richiede quindi un intervento immediato. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

151 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
CHE COSA SIGNIFICA GESTIRE LE EMERGENZE? Significa definire e adottare le necessarie misure organizzative e procedurali allo scopo di: Attivare tempestivamente le “Squadre Antincendio” e di “Primo Soccorso” (Squadre di Emergenza); ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

152 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Utilizzare correttamente le attrezzature disponibili per le operazioni di primo intervento; Richiedere telefonicamente gli interventi dei Soccorsi esterni (“115” e “118”); Attivare l’evacuazione dei presenti nell’edificio. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

153 12. INFORMAZIONE DEI LAVORATORI 13. FORMAZIONE DEI LAVORATORI
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154 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
<< formazione>>: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi. La FORMAZIONE è, pertanto, un essenziale strumento di Prevenzione e Tutela della Salute e della Sicurezza. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

155 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
<< informazione>>: complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro; <<addestramento>>: complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

156 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
Le vigenti disposizioni in materia di Sicurezza ritengono indispensabile coinvolgere il lavoratore su questi temi e il datore di lavoro deve preoccuparsi che i propri dipendenti siano INFORMATI e FORMATI sui possibili RISCHI nelle esecuzione della loro attività lavorativa, in modo che POSSANO EVITARLI O RIDURNE GLI EFFETTI. NOVITA’: i lavoratori HANNO L’OBBLIGO di partecipare ai programmi di formazione e addestramento organizzati dal datore di lavoro (art. 20, c. 2, lett. h, D.Lgs. 81/2008). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

157 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
Gli OBBLIGHI di Formazione e Informazione a carico del Datore di lavoro non sono limitati ad un aspetto puramente formale, ma esigono che vi sia una positiva azione del Datore di lavoro stesso e dei suoi Collaboratori più stretti volta ad assicurare che le regole vengano fatte proprie dai lavoratori e che vengano poi effettivamente rispettate nella quotidianità del lavoro. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

158 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
Quando il datore di lavoro, pur essendo al corrente del fatto che le condizioni dell’azienda non sono a norma, non fa nulla per porvi rimedio, agisce non solo per negligenza o incompetenza, ma anche con dolo: in pratica espone consapevolmente a rischio i propri dipendenti. In questi casi viene violato l’art. 437 del Codice Penale: si rischiano fino a 5 anni di carcere e nei casi più gravi, quelli con infortuni, fino a 10 anni. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

159 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
La Giurisprudenza ha affermato più volte il Principio dell’effettività dell’Informazione e Formazione attraverso numerose sentenze intervenute negli anni. Ne citiamo una: Sentenza della Corte di Cassazione – Sez. IV n del , in cui si afferma che il Datore di lavoro deve “avere la cultura”, la “forma mentis del garante di un bene prezioso quale è sicuramente l’integrità del lavoratore” ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

160 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
e deve quindi “accuratamente illustrare ai dipendenti i pericoli cui vanno incontro”, deve “pretendere che la superficialità venga bandita”, deve “educare e costringere i lavoratori a tenere a portata di mano” ed utilizzare i Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.), ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

161 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
deve “insegnare e ribadire” natura, rischi e condizioni delle operazioni lavorative da eseguire, affinché i lavoratori si pongano, opportunamente muniti dei necessari mezzi personali di protezione, “nelle condizioni di non nuocere a se stessi” e alle altre persone presenti sul posto di lavoro. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

162 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
L'attività di "informazione-formazione" si prefigge di far acquisire al personale della scuola i seguenti obiettivi:   Acquisire la "cultura della sicurezza e della prevenzione", propria dell'Istituto ma trasferibile in ogni ambiente di vita e di lavoro; essere in grado di identificare i fattori di rischio in ambito scolastico; in particolare, i rischi specifici cui il lavoratore è esposto in relazione all'attività svolta e le relative misure di protezione e prevenzione da adottare; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

163 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
conoscere le "procedure" che riguardano l'"organizzazione e la gestione dell'emergenza: il pronto soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei lavoratori";   conoscere la segnaletica di sicurezza; conoscere le nozioni relative ai diritti e doveri dei lavoratori in materia di sicurezza e salute sul posto di lavoro; conoscere i fondamenti essenziali della normativa della sicurezza negli ambienti di lavoro, con particolare riguardo al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

164 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
far considerare la SICUREZZA non solo come insieme di norme che inducono ad una protezione coercitiva, ma come valore fondante del benessere lavorativo. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

165 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
Si ricorda che le così dette "figure sensibili", cioè i lavoratori incaricati della prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio (Addetti alla lotta antincendio), e di Primo Soccorso (Addetti al Primo Soccorso), e comunque di gestione dell’Emergenza (art. 43, T.U.) DEVONO ricevere un’adeguata e specifica FORMAZIONE e un AGGIORNAMENTO PERIODICO ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

166 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
Anche per il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.), per il datore di lavoro autonominato Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.), per il RSPP esterno e per gli ASPP, nonché per il Preposto (art. 37, c. 7, T.U.), sono previsti Corsi di Formazione specifici. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

167 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
Il Dirigente scolastico/datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore (Docenti, D.S.G.A., Assistenti Amministrativi, Assistenti tecnici, Collaboratori scolastici, Studenti, ecc.) riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, con particolare riferimento a: a) concetti di Rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione e protezione, diritti e doveri dei vari soggetti scolastici, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) Rischi riferiti alle mansioni, e ai possibili danni e alle conseguenti misure di prevenzione e protezione caratteristici dell’ambiente scolastico. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

168 FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO IPOTESI DI CORSI DI FORMAZIONE
DESTINATARI MODULI Formativi: Contenuti DURATA - ORE Insegnanti d’aula Insegnanti di palestra T.U.S./1Base (Concetti generali: rischio, danno, prevenzione, protezione, assetto sistema prevenzionistico; valutazione dei rischi; Piano di Emergenza dell’istituto + T.U.S./2 Rischi specifici 4 + 4 = 8 Insegnanti di Laboratorio Insegnanti Tecnico pratici Assistenti Tecnici T.U.S./1 Base + T.U.S./2 Rischi specifici + Laboratorio: gestione della didattica, uso attrezzature, gestione emergenze specifiche 4+4+4=12 Direttore SGA Assist. Amm.vi T.U.S./1 Base Uso dei Videoterminali e organizzazione uffici ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

169 INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI
La durata dei Corsi di formazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.) è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti nell’istituzione scolastica e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

170 INFORMAZIONE AGLI STUDENTI
Destinatari Frequenza Contenuti Generali Contenuti specifici Studenti All’inizio di ogni anno scolastico. Periodica Concetti generali D.Lgs. N. 81/2008 Diritti e Doveri Assetto Servizio prevenzionistico Valutazione Rischi Norme generali di Emergenza dell’Istituto Barriere architettoniche Handicap Pericoli connessi all’uso di sostanze nella didattica Piano di Evacuazione ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

171 FORMAZIONE AGLI STUDENTI
STUDENTI EQUIPARATI AI LAVORATORI. Art. 2 D.Lgs. N. 81/2008 <<lavoratore>>.: (…) “allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazione o ai laboratori in questione”. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

172 FORMAZIONE AGLI STUDENTI
Ordine di scuola Equiparazione degli allievi a lavoratori Obblighi derivanti dalle norme di sicurezza Note Asili Nido NO Prove di Evacuazione Le norme vigenti (D.M. n. 382/98) prevedono le prove di evacuazione per le scuole di ogni ordine e grado Scuole Infanzia Come sopra Scuola Primaria SI nei laboratori:alfabetizzazione informatica, lingua straniera, scienze motorie e sportive (Circ. INAIL n. 79/2004 e n. 19 del 4 Aprile 2006) Formazione sulla gestione delle Emergenze e sull’utilizzo della struttura. Prove di Evacuazione Solo se l’uso dei laboratori è presente in modo specifico nei programmi, come indicato dall’art. 2 D.M. 382/98 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

173 FORMAZIONE AGLI STUDENTI
Ordine di scuola Equiparazione degli allievi a lavoratori Obblighi derivanti dalle norme di sicurezza Note Istituto Secondario di 1° Grado SI nei laboratori: alfabetizzazione informatica, lingua straniera, scienze motorie e sportive (Circ. INAIL n. 79/2004 e n. 19 del 4 Aprile 2006) Formazione sulla gestione delle Emergenze e sull’utilizzo della struttura. Prove di Evacuazione Solo se l’uso dei laboratori è presente in modo specifico nei programmi, come indicato dall’art. 2 D.M. 382/98 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

174 FORMAZIONE AGLI STUDENTI
Ordine di scuola Equiparazione degli allievi a lavoratori Obblighi derivanti dalle norme di sicurezza Note Istituto Secondario di 2° Grado SI nei laboratori Formazione sulla gestione delle Emergenze e sull’utilizzo della struttura. Prove di Evacuazione. Formazione sul Sistema prevenzionistico. Formazione spcifica Laboratori. Formazione specifica alternanza Scuola - Lavoro L’equiparazione degli studenti ai lavoratori estende gli obblighi derivanti dagli articoli 36 e 37 del D.Lgs. 81/2008 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

175 IPOTESI DI MODULI FORMATIVI PER GLI STUDENTI
DESTINATARI MODULI Formativi: Contenuti DURATA – ORE STUDENTI Sistema prevenzionistico D.Lgs. N. 81/2008 (calibrato all’età) Gestione Emergenze e Prove di Evacuazione (sino a 4 ore). Studenti equiparati ai lavoratori: Sistema prevenzionistico D.Lgs. 81/08. Formazione Sicurezza nei Laboratori. Gestione Emergenze e Prove di Evacuazione. Formazione per Alternanza Scuola-Lavoro Da 2 ore per le scuole dell’infanzia sino a 12 ore per gli Istituti Tecnici e Professionali + Modulo preparatorio alle esperienze di alternanza Scuola-Lavoro ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

176 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
INFORMAZIONE – FORMAZIONE DEI LAVORATORI (LIBRETTO FORMATIVO DEL CITTADINO) Le competenze acquisite da CIASCUN LAVORATORE a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui all’art. 37, D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81 (T.U.), sono REGISTRATE nel “Libretto formativo del cittadino” di cui all’articolo 2, comma 1, lett. i), del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, se concretamente disponibile in quanto attivato nel rispetto delle vigenti disposizioni. Il contenuto del libretto formativo è considerato dal dirigente scolastico ai fini della programmazione della formazione e di esso gli Organi di Vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui allo stesso D.Lgs. N. 81/2008. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

177 14. FORMAZIONE OBBLIGATORIA DI BASE PER AFFRONTARE GLI STAGE
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178 FORMAZIONE DI BASE PER AFFRONTARE GLI STAGE
A proposito degli studenti stagisti, nell’ambito dell’Alternanza Scuola – Lavoro si premette che: << … l’azienda ospitante … deve garantire l’osservanza di tutti gli obblighi previsti dalla normativa in materia di sicurezza anche nei confronti degli stagisti fornendo loro: Adeguata Informazione e Formazione Dispositivi di Protezione individuali (D.P.I.) necessari La sorveglianza sanitaria laddove prevista dalla legge …>> ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

179 FORMAZIONE DI BASE PER AFFRONTARE GLI STAGE
Ciò premesso, in considerazione del fatto che i curricola scolastici non trattano (ancora) in modo specifico l’argomento della sicurezza e dell’igiene del lavoro, nel momento in cui gli studenti diventano lavoratori a tutti gli effetti e quindi creditori di formazione sui temi indicati sia in termini generali che specifici, è indispensabile che il Dirigente scolastico realizzi, preliminarmente all’invio degli studenti agli stage, un Corso di Formazione (Modulo preparatorio) per gli stessi in relazione alle esperienze Alternanza Scuola Lavoro, così strutturato: ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

180 FORMAZIONE DI BASE PER AFFRONTARE GLI STAGE
Destinatari: Studenti destinati all’esperienza di alternanza Scuola – Lavoro Bisogni Formativi: prima di inviare gli studenti agli stage l’Istituto scolastico attiva un Corso di Formazione sulla parte generale riguardante gli aspetti della Sicurezza, mentre quella specifica dovrà necessariamente essere trattata nell’azienda in cui essi svolgeranno la propria attività; Competenze: essere in grado di identificare comportamenti rispettosi delle condizioni di sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro, ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

181 FORMAZIONE DI BASE PER AFFRONTARE GLI STAGE
nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa vigente con particolare riferimento al D.Lgs. N. 81/2008 (T.U.S.); Obiettivo Generale: garantire agli studenti destinati all’esperienza di alternanza Scuola – lavoro, la conoscenza degli elementi essenziali di igiene e sicurezza e dei diritti e dei doveri dei lavoratori derivanti dagli obblighi legislativi; Obiettivi Specifici: conoscere la parte generale del D.Lgs. N. 81/2008; conoscere i principali RISCHI LAVORATIVI e le principali misure di tutela della sicurezza e salute dei lavoratori; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

182 FORMAZIONE DI BASE PER AFFRONTARE GLI STAGE
Contenuti: Quadro normativo in materia di igiene e sicurezza, in riferimento al Titolo I del D.Lgs. 81/2008; Obblighi e responsabilità del Datore di lavoro e dei lavoratori; Organizzazione del Sistema Prevenzionistico aziendale – Valutazione dei Rischi e misure di prevenzione e protezione. 2. Concetti generali di Rischio, Danno, Prevenzione, Protezione, negli ambienti di lavoro: ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

183 FORMAZIONE DI BASE PER AFFRONTARE GLI STAGE
Rischi chimici, fisici, biologici, infortuni, organizzazione del lavoro; Infortuni e malattie professionali Misure di prevenzione collettiva Misure di protezione individuale – D.P.I. Norme generali – Segnaletica di sicurezza. Durata: il corso si può articolare su due lezioni da due ore ciascuna (indicazione minima). Valutazione: valutazione documentata, con test di apprendimento Attestati rilasciati: Attestato di avvenuta formazione rilasciata dalla Scuola agli studenti (Frequenza delle ore previste) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

184 15. SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA – SGSL
(SECONDO LE LINEE GUIDA UNI – INAIL) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

185 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO – SGSL
Per la realizzazione degli obiettivi di salute e sicurezza nelle aziende, l’art. 30 del D.Lgs. 81/2008, prevede per il datore di lavoro l’adozione e l’attuazione efficace di un “Modello di organizzazione e di gestione” della salute e sicurezza sul lavoro. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

186 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Detto “MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE”, idoneo ad avere efficacia esimente della RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica (art. 30, c. 1, D.Lgs. 81/08), oltre che essere adottato ed efficacemente attuato, DEVE assicurare un “Sistema aziendale” per l’adempimento di tutti gli OBBLIGHI GIURIDICI relativi: ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

187 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
a) al rispetto degli standard tecnici-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e di protezione conseguenti; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

188 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
c) alle attività di natura organizzativa, quali Emergenza ( Incendio, Terremoto, ecc), Primo Soccorso, Riunioni periodiche di sicurezza, consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS); d) alle attività di Sorveglianza Sanitaria (se prevista nel D.V.R.) e) alle attività di Informazione e Formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

189 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; alle periodiche verifiche dell’applicazione e dell’efficacia delle procedure adottate. Il predetto “modello organizzativo e gestionale” DEVE prevedere idonei sistemi di Registrazione dell’avvenuta effettuazione delle attività (occorrerà pertanto attivare un apposito REGISTRO su cui annotare tutte le azioni poste in essere). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

190 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Lo stesso modello organizzativo e gestionale deve in ogni caso prevedere un’articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del Rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

191 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull’attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

192 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
I “Modelli di organizzazione aziendale”, definiti conformemente alle Linee Guida UNI – INAIL per un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OFSAS 18001:2007, sono considerati, in prima applicazione, conformi ai requisiti di cui all’art. 30, D.Lgs. N. 81/2008. Nella fattispecie, si riportano i punti essenziali di un SGSL conforme alle LINEE GUIDA UNI – INAIL. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

193 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Secondo le Linee Guida UNI – INAIL, com’è strutturato un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL)? Per l’implementazione del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro mantenendo le Linee Guida UNI – INAIL a riferimento unico, viene indicato un metodo operativo che prevede la trattazione dei seguenti punti essenziali. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

194 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
ELEMENTI ESSENZIALI DEL SGSL: A. Finalità B. Sequenza ciclica di un SGSL C. La Politica per la sicurezza e la salute sul lavoro D. Pianificazione: - Pianificazione degli Obiettivi finalizzati al mantenimento e/o al miglioramento del Sistema, ecc. (V. requisiti chiave del processo di pianificazione – Linee Guida UNI – INAIL, edizione Sett. 2001); Struttura e organizzazione del Sistema: - Organigramma aziendale della Sicurezza - Coinvolgimento del Personale ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

195 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
- Flussi comunicativi, formativi, relazionali - Strumenti dell’informazione - Progettazione delle attività formative - Scheda per informazione/mansione dei lavoratori - Programma di formazione ed informazione - Richiesta/proposta acquisto sicurezza - Gestione della Documentazione - Gestione degli infortuni, degli incidenti, dei comportamenti pericolosi (rilevazione infortuni, incidenti, ecc.) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

196 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
F. Rilevamento e analisi dei risultati e conseguente miglioramento del Sistema: - Controlli e verifiche del Sistema - Pianificazione monitoraggio - Verbali di monitoraggio - Monitoraggio in autocontrollo a cura del lavoratore - Piano di attuazione degli interventi - Riesame e miglioramento del Sistema SGSL ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

197 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
FINALITA’ DEL SGSL: Un SGSL è finalizzato a garantire il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza sul lavoro che l’Azienda-Scuola si è data. Tale Sistema, infatti, si propone di: ridurre progressivamente il numero di incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro, minimizzando i rischi cui possono essere esposti gli operatori scolastici, gli studenti o i terzi (genitori, fornitori, visitatori occasionali, ecc.) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

198 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Per assicurare il conseguimento di tali obiettivi, si rende indispensabile, come già detto , attivare un idoneo SGSL , al cui interno siano individuate responsabilità, risorse e procedure. Esso è costituito da tutte le figure scolastiche alle quali sono attribuite responsabilità e compiti rispetto alle attività di sicurezza. Ruoli (riportati nell’Organigramma del Sistema di Sicurezza) e responsabilità devono essere poi comunicati a tutti i livelli aziendali. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

199 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Il primo obiettivo, in ambito “Sicurezza”, come detto in precedenza, è la Valutazione dei Rischi. E’ il primo traguardo di un processo volto a mantenere nel tempo il livello di sicurezza conseguito e a migliorare continuamente le condizioni che favoriscono lo stato di salute e sicurezza dei lavoratori. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

200 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Il Sistema di Gestione della SALUTE e Sicurezza mira a presidiare, quindi,i sotto riportati aspetti essenziali: 1. Struttura e organizzazione dello stesso Modello di Gestione della Sicurezza; 2. Documentazione Tecnico Amministrativa (D.V.R., incarichi vari, ecc.) 3. Infortuni e malattie professionali 4. Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

201 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
5. Attrezzature di lavoro e macchine 6. Agenti chimici, fisici e biologici 7. Organizzazione del lavoro 8. Gestione delle Emergenze (Piano di Emergenza, Piano di Evacuazione, Piano di Primo Soccorso) 9. Sorveglianza sanitaria (se prevista) 10. Presenza di lavori, servizi e forniture a scuola ( lavori in appalto) 11. Informazione, Formazione e Comunicazione. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

202 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Le Linee Guida UNI – INAIL forniscono un metodo operativo per l’implementazione del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro (SGSL), sulla base della sequenza ciclica delle FASI di: - Pianificazione - Attuazione, - Monitoraggio - Riesame del Sistema ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

203 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Le sequenze esemplificative e generalmente applicabili delle FASI, quando il SGSL è a regime, sono: 1. stabilire una Politica della salute e sicurezza sul lavoro, che definisca gli impegni generali per la prevenzione dei rischi ed il miglioramento progressivo della salute e sicurezza; 2. identificare le prescrizioni delle Leggi e dei Regolamenti applicabili; 3. identificare TUTTI i pericoli e valutare i relativi RISCHI per tutti i lavoratori, ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

204 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
compresi i casi particolari (i disabili, le lavoratrici in gravidanza, puerperio o allattamento, ecc.), associati con le attività operative ed organizzative, le sostanze e i preparati pericolosi, ecc. 4. identificare gli altri soggetti potenzialmente esposti (genitori, visitatori occasionali, fornitori, ecc.); 5. fissare specifici obiettivi appropriati, raggiungibili e congruenti con gli impegni generali definiti nella politica per la sicurezza e la salute; 6. elaborare programmi per il raggiungimento di tali obiettivi, ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

205 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
definendo priorità, tempi e responsabilità ed assegnando le necessarie risorse; 7. stabilire le modalità più appropriate, in termini di procedure e prassi, per gestire i programmi; 8. sensibilizzare il personale scolastico per il raggiungimento degli obiettivi prefissati; 9. attuare adeguate attività di monitoraggio, verifica e controllo, per assicurarsi che il Sistema SGSL funzioni; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

206 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
10. avviare le opportune azioni correttive e preventive in funzione degli esiti del monitoraggio; 11. effettuare un periodico riesame per valutare l’efficacia e l’efficienza del Sistema SGSL nel raggiungere gli obiettivi fissati dalla politica della salute e sicurezza , nonché per valutarne l’adeguatezza rispetto sia alla specifica realtà scolastica che ai cambiamenti interni/esterni modificando, se necessario, politica ed obiettivi della salute e sicurezza, tenendo conto dell’impegno al miglioramento continuo. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

207 STRUTTURA DI UN SGSL 1. ESAME INIZIALE 6.RIESAME E MIGLIORAMENTO
2. POLITICA 3. PIANIFICAZIONE E ORGANIZZAZIONE 5.MONITORAGGIO 4. SENSIBILIZZAZIONE AZIONE ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

208 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
E’ evidente che il fatto di implementare un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza NON LIBERA in alcun modo il Dirigente scolastico/datore di lavoro dalle sue responsabilità conferite per legge, tuttavia può essere di grande aiuto nel dimostrare di aver fatto quanto possibile per garantire un alto livello di sicurezza. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

209 SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO (SGSL)
Pertanto, l’adozione all’interno dell’istituzione scolastica di un Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (S.G.S.L.) potrà rappresentare, anche se non perfettamente rispondente a tutti i punti suggeriti dalle Linee Guida, di fronte ad un Giudice, una dimostrazione dell’impegno profuso dalla Scuola per garantire la sicurezza stessa. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

210 16.DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
IN MATERIA DI SICUREZZA ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

211 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
I Lavoratori hanno diritto: alla tutela della Salute e della Sicurezza nell’ambiente di lavoro; di controllare l’applicazione delle norme per la Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali (R.L.S.); di essere INFORMATI: a) sui RISCHI per la salute e la sicurezza sul lavoro connessi all’attività in generale dell’istituzione scolastica ; b) sulle procedure che riguardano il Primo Soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

212 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
di essere FORMATI : ciascun lavoratore deve ricevere una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza, con particolare riferimento a: a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

213 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
di essere ADDESTRATI al fine di apprendere l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro; di essere sottoposti alla Sorveglianza Sanitaria (se prevista dal D.V.R.); di essere forniti dei necessari Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.); di avere a disposizione mezzi adeguati per la movimentazione dei carichi, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale dei carichi; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

214 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
ad una interruzione della loro attività al Videoterminale mediante pause ovvero cambiamenti di attività; il lavoratore videoterminalista comunque ha diritto ad una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continua al videoterminale; lo stesso lavoratore ha diritto ad avere un posto di lavoro, di cui all’art. 73, D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81, in conformità ai requisiti minimi di cui all’Allegato XXXIV (allo stesso D.Lgs. 81/2008); ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

215 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
B) DOVERI: ogni lavoratore DEVE prendersi cura della propria salute e sicurezza e quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

216 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro; b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva e individuale; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

217 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza; d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

218 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

219 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

220 DIRITTI E DOVERI DEI LAVORATORI
h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro; (NOVITA’: prima del T.U.S. non rientrava tra i loro obblighi; vi era solo l’obbligo del datore di lavoro di assicurare la formazione …); Sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente. (art. 20, comma 1, D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

221 17. ORGANI DI VIGILANZA – ASSISTENZA - CONTROLLO
ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

222 ORGANI DI VIGILANZA – ASSISTENZA - CONTROLLO
La VIGILANZA sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta dall’A.S.L. competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. L’ISPESL e l’INAIL sono enti pubblici nazionali che svolgono, oltre a numerose altre funzioni, anche l’attività di consulenza alle aziende. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

223 ORGANI DI VIGILANZA – ASSISTENZA - CONTROLLO
La stessa attività di consulenza/assistenza non può essere svolta dai funzionari degli istituti che svolgono attività di CONTROLLO e VERIFICA degli OBBLIGHI nelle materie di competenza degli istituti medesimi (art. 13, comma 5, D.Lgs. n. 81/2008). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

224 18. LE ATTIVITÀ ISPETTIVE IMPREVISTE - MODALITÀ DI COMPORTAMENTO-
SANZIONI ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

225 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini lancia un monito a rafforzare i controlli per prevenire gli incidenti sul lavoro 5 febbraio 2009 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 225

226 Gli istituti che possono intervenire sono: INAIL, NAS, ASL, VVF, DPL
ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 226

227 Iter procedurale per la sanzione
Accertamento violazione Prescrizione obbligatoria con tempo per l’effettuazione dell’adeguamento Pagamento della sanzione amministrativa in misura ridotta entro 30 giorni dall’accertamento positivoo Comunicazione al pubblico ministero dell’assolvimento della prescrizione entro 120 giorni Entro 60 giorni verifica assolvimento prescrizioni archiviazione ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 227

228 Iter procedurale per la sanzione
Accertamento violazione Prescrizione obbligatoria con tempo per l’effettuazione dell’adeguamento Verifica assolvimento negativa Comunicazione al pubblico ministero del mancato assolvimento delle prescrizioni entro 90 giorni dal termine Entro 60 giorni verifica assolvimento prescrizioni Avvio del procedimento penale ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 228

229 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Protocollo ispettivo Enti Documento valutazione dei rischi (D.V.R.) incendio interferenze (D.U.V.R.I.) piano programmatico degli interventi Verbali delle riunioni periodiche della sicurezza Designazione rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: formazione Nomina responsabile servizio prevenzione protezione: requisiti e formazione Nomina medico competente (ove previsto): requisiti Attività di formazione informazione dei lavoratori: verbali delle riunioni di informazione e formazione, strutturazione del libretto formativo del cittadino Formazione di figure sensibili: addetti alla prevenzione incendi primo soccorso, verifica delle nomine e verbali delle riunioni ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 229

230 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
SANZIONI PER IL DATORE DI LAVORO - Art. 55- D.Lgs. 81/2008, modificato dal D.Lgs. N. 106 del 3 Agosto 2009 Violazione Articolo 17 , comma 1, lett. a), D.Lgs. N. 81/2008: Valutazione dei rischi non delegabile da parte del datore di lavoro Ammenda da a euro, in assenza degli elementi di cui all’art. 28, comma 2, letter b), c) o d) o senza le modalità di cui all’art. 29, commi 2 e 3. Ammenda da a 2000 euro, in assenza degli elementi di cui all’art. 28, comma 2, lett. a) primo periodo, ed f). Il documento di valutazione dei rischi (DVR) deve essere compilato da parte del datore di lavoro in collaborazione con il medico competente (ove previsto) e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e altri consulenti. Deve essere munito di data certa o attestata dalla sottoscrizione del medesimo da parte del DDL, dal RSPP, dal RLS o RLST, dal M.C. (ove esiste). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 230

231 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Articolo 18: nomina del medico competente per la sorveglianza sanitaria (ove prevista) Arresto da due a quattro mesi o ammenda da a € 6.000 Modello di nomina con l’indicazione delle competenze specifiche del medico ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 231

232 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Articolo 17: designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione dai rischi (RSPP) Arresto da tre a sei mesi o ammenda da a € 6.400 Il datore di lavoro designa responsabile verificandone i requisiti assolti secondo il decreto legislativo 195 del 2003; deve essere indicato il nominativo all’interno del documento di valutazione del rischio deve essere presente modello di nomina. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 232

233 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Articolo 43, comma 1, lett. b): designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi , di primo soccorso e di gestione dell’emergenza Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a euro Devono essere indicati i lavoratori incaricati nelle figure sensibili nella misura minima e sufficiente a coprire i turni di servizio all’interno della scuola (garantire in ogni turno antimeridiano, pomeridiano e serale la presenza di Addetti Antincendio e Addetti al Primo Soccorso). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 233

234 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Forniture lavoratori dei Dispositivi di Protezione Individuali (D.P.I.) sentito il responsabile del servizio di prevenzione protezione e il medico competente (ove necessario) Arresto da tre a sei mesi o ammenda da euro a euro 5.000 Disporre apposito documento di consegna e di scelta di dispositivi di protezione individuale sottoscritto dal responsabile servizio di prevenzione protezione e dal medico competente quando necessario ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 234

235 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino al posto di lavoro o la zona pericolosa Arresto da tre a sei mesi o ammenda da a € Procedere con la formazione dei lavoratori in merito al Piano di Emergenza definendo un protocollo formativo sottoscritto dai singoli lavoratori ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 235

236 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e che le disposizioni preso da prendere in materia di protezione Arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a euro Definire un protocollo formativo relativamente ai rischi residui presenti all’interno della scuola e dare informazioni ai lavoratori sullo stato di rischio grave e immediato ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 236

237 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Adempimento degli obblighi di formazione, informazione, addestramento di cui agli articoli 36 e 37 Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da a € È necessario produrre un protocollo informativo e formativo dei lavoratori della scuola sottoscritto dal medico competente (ove previsto), dal responsabile del servizio di prevenzione protezione e dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 237

238 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Consentire ai lavoratori di verificare mediante rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute Ammenda da a euro Definire un protocollo di comunicazione tra i lavoratori rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza anche attraverso, ad esempio, la pianificazione annuale dell’attività di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 238

239 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori della sicurezza, su richiesta di questi per l’espletamento del suo funzione, copia del documento di valutazione del rischio, nonché consentire al medesimo di accedere ai dati relativi infortuni sul lavoro. Il DVR è consultato esclusivamente in azienda. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 750 a euro È necessario consegnare ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza copia del documento di valutazione del rischio predisponendo un modulo di firma della consegna del documento anche all’interno dello stesso documento di valutazione. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 239

240 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Nelle unità produttive con più di 15 lavoratori convocare la riunione periodica di cui all’articolo 35 Ammenda da a € Occorre definire un protocollo per la convocazione e l’espletamento della riunione periodica tramite la compilazione del la circolare di convocazione. Occorre anche definire il verbale della riunione periodica provvedendo anche alla firma dei presenti: datore di lavoro, medico competente (ove previsto), rappresentante dell’ente proprietario, responsabile del servizio di prevenzione protezione. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 240

241 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute sicurezza del lavoro, in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione della protezione Arresto da due a quattro mesi o ammenda da a euro Aggiornamento periodico del documento di valutazione dei rischi, della modulistica collegata in rapporto alle variazioni delle condizioni di rischio della struttura scolastica o di altri fattori che ne modificano lo stato di rischio (adeguamento delle norme di prevenzione incendi) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 241

242 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Obblighi del datore di lavoro di fornire varie informazioni al servizio di prevenzione protezione e al medico competente (ove previsto) Arresto da due a quattro mesi o ammenda da a € Occorre definire e verbalizzare la riunione di inizio anno con il servizio di prevenzione protezione e i preposti per fissare gli obiettivi delle attività dell’anno scolastico relativamente alla sicurezza sul lavoro dei vari plessi ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 242

243 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Il datore di lavoro deve consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Sanzione da a euro Ogni scelta e ogni documentazione significativa deve essere sottoscritta da parte dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza riportando sempre la dicitura “ per avvenuta consultazione” ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 243

244 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
il datore di lavoro deve comunicare all’INAIL, in caso di nuova elezione o designazione, il nominativo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a € 300 Modello di avvenuta comunicazione del nominativo all’INAIL ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 244

245 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Vigilanza affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità Sanzione da a € 4.500 Definizione verbalizzata del giudizio di idoneità da parte del medico competente o dall’ente medico territorialmente competente sul giudizio di idoneità e definizione di apposita procedura per i lavoratori esposti ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 245

246 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
I Preposti devono sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori e dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e salute sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei DPI e, in caso di persistente nella inosservanza, informare i loro superiori diretti A carico dei preposti: arresto fino a due mesi o con l’ammenda da 400 a euro per la violazione dell’art. 19, comma 1, lettere a), c), e) ed f). Arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 800 euro, per la violazione dell’art. 19, comma 1, lettere b), d) e g). Deve essere definito apposito documento mansionario dei preposti alla direttiva che deve essere impartita ai lavoratori a loro assoggettati. Occorre predisporre anche un apposito modulo di richiamo dei lavoratori quando sono inosservanti delle norme sulla sicurezza loro impartite ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 246

247 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
I preposti debbono astenersi da richiedere i lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato, devono segnalare tempestivamente le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro o dei dispositivi di protezione individuale (DPI) A carico dei preposti: arresto fino a due mesi o con l’ammenda da 400 a euro La valutazione da parte dell’ente ispettivo è definita dall’eventuale esposto denuncia del lavoratore sottoposto a ordini di servizio in violazione con le norme sulla sicurezza ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 247

248 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
I preposti devono frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37. A carico dei preposti: arresto fino a un mese o ammenda da 200 € 800 Deve risultare traccia dell’avvenuta formazione in apposita relazione firmata anche dal preposto ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 248

249 Registro dei controlli periodici
Il Registro dei controlli periodici deve essere istituito per ogni edificio scolastico, compilato a cura del responsabile antincendio della struttura, deve contenere tutte le indicazioni di verifica controllo collaudo periodico degli impianti antincendio installati all’interno dello stesso edificio. Attualmente contribuiscono alla compilazione del registro anche le ditte esterne laddove sia difficoltoso operare controlli con normali mezzi e strumenti. Anche in caso di mancanza del C.P.I. deve essere predisposto al fine di ottemperare alla giusta gestione dell’emergenza. Il registro deve essere quindi compilato e depositato all’interno di ogni edificio scolastico, firmato dal responsabile antincendio della struttura (dirigente scolastico) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 249

250 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Protocollo ispettivo VVF Piano di Emergenza dell’edificio scolastico con l’indicazione dei compiti e delle funzioni, e la definizione del quadro orario delle squadre antincendio e di gestione dell’emergenza Registro dei controlli periodici Attività di informazione formazione degli Addetti al primo soccorso e della gestione dell’emergenza. Valutazione del rischio incendio e stima del livello di rischio In generale quanto previsto dall’ art. 5 del D.P.R n. 37 e DM 26/08/1992 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 250

251 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
Attività di formazione informazione degli Addetti all’emergenza della prevenzione incendi La formazione degli Addetti alla prevenzione incendi è disciplinata da apposito decreto ministeriale del 1998 ( ) relativamente alla stima di rischio del singolo edificio scolastico. La modulistica di avvenuta formazione , quando obbligatorio l’attestazione da parte del comando provinciale dei vigili del fuoco , deve essere allegata al piano d’emergenza e inserita all’interno del libretto formativo del cittadino del singolo lavoratore. Attualmente non è prevista una periodicità di aggiornamento ma sarà riportata nel decreto attuativo di cui all’art. 3, comma 2, D.Lgs. 81/2008.. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 251

252 Piano di Emergenza dell’edificio scolastico
Deve essere predisposto per l’emergenza con particolare attenzione alla composizione delle squadre di emergenza, alla loro presenza in qualsiasi condizione l’esercizio, alle procedure di emergenza, d’evacuazione anche per i disabili. Il Piano di Emergenza è quindi un manuale che deve trovarsi depositato all’interno del singolo edificio scolastico ed apposto all’albo per l’informazione tutti lavoratori. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 252

253 Valutazione del rischio incendio e stima del livello di rischio
Occorre valutare il Rischio incendio della struttura scolastica e di finire quindi il conseguente livello di rischio. Tale valutazione deve essere inserita nel Documento di Valutazione dei Rischi più generale o allegata in apposito modello di valutazione. Deve essere definito per ogni edificio scolastico e trovarsi depositato all’interno dello stesso edificio. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 253

254 Modalità comportamentali
Durante la fase ispettiva deve essere sempre garantita l’accessibilità, senza remore, a tutti i documenti e a tutti gli ambienti dell’edificio. All’atto dell’attività ispettiva deve essere presente all’interno dell’edificio sempre un addetto alla sicurezza competente sulle pratiche, procedure e deposito della documentazione del singolo edificio scolastico Per attività ispettive particolari è necessario concordare il sopralluogo presso la struttura in accordo con l’ente ispettivo e l’ente proprietario (se trattasi di ispezione riguardante l’edilizia scolastica ) Occorre sempre ed esclusivamente consegnare la documentazione che viene richiesta. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 254

255 È possibile la sanzione al Dirigente scolastico/datore di lavoro?
Certamente, molti sono i casi di sanzione e la giurisprudenza ne riporta in abbondanza. Sono sicuramente giuste le sanzioni quando risulta palese l’inosservanza da parte del datore di lavoro. A parità di inadempienza l’ente ispettivo valuta con due pesi e due misure l’istituto scolastico: ove è presente un sistema di gestione della sicurezza, a dimostrazione dell’impegno profuso per assicurare la sicurezza, non viene applicato il massimo della sanzione; è applicato il massimo, invece, contro l’istituto in cui non esistono modelli organizzativi o, al peggio, non viene valutato in alcun modo il rischio residuo. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi 255

256 COME AFFRONTARE UN’ISPEZIONE DEI VV. F. o DELL’A.S.L.
A) ISPEZIONE DEI VV.F: VISITA ISPETTIVA DEI VV.F IN UN PLESSO SCOLASTICO (Esempi di RICHIESTE effettuate): a) Richiesta di visione del D.V.R., del Piano di Emergenza (con relativo Piano di Evacuazione): i documenti richiesti non erano presenti nel plesso, ma solo in Segreteria nella Sede centrale; b) percorrenza delle vie d’esodo partendo da un’aula fino al Punto di Raccolta: la penultima porta con maniglione antipanico si è aperta solo di due dita, perché? Dietro c’era un armadio. ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

257 COME AFFRONTARE UN’ISPEZIONE DEI VV. F O DELL’A.S.L.
c) l’altezza delle ringhiere delle scale era inferiore ai previsti 110 cm: verifica se è stata richiesta dal titolare dell’attività ( D.S.) la messa a norma di sicurezza all’Ente proprietario dell’edificio scolastico; d) Verifica della presenza del C.P.I. o del N.O.P. e) Verifica degli incarichi agli Addetti Antincendio e dei relativi Attestati ai Corsi di Formazione; f) Controllo del Registro delle Prove di evacuazione (assenza di Prove di evacuazione da 3 anni) ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

258 COME AFFRONTARE UN’ISPEZIONE DEI VV. F O DELL’A.S.L.
B) ISPEZIONI DELL’ASL: VISITA ISPETTIVA DELL’A.S.L. IN UNA SEDE SCOLASTICA (Esempi di Richieste effettuate): Mancata dotazione dei D.P.I., in particolare delle scarpe antinfortunistiche e dei guanti da lavoro ai collaboratori scolastici; Controllo delle condizioni di sicurezza della taglierina nella Sala Stampa (risultata senza carter protettivo); Assenza di alcuni segnali di sicurezza (è necessario affiggerli comunque, anche se sono stati “fatti in casa”, col Computer). ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

259 GRAZIE DELL’ATTENZIONE ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
AUGURI A TUTTI ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

260 19. INDICE DEGLI ARGOMENTI ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
DIAPOSITIVA Quadro normativo generale modificato dal D.Lgs. N. 81/2008 – T.U.S. 4 2. Quadro normativo specifico della Scuola integrato dal T.U.S. 18 3. Obblighi del Dirigente scolastico/datore di lavoro Obblighi del Preposto 31 55 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

261 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
4. Obblighi dell’Ente locale proprietario dell’edificio scolastico. Redazione del DUVRI nel caso in cui: Il Committente è l’Ente locale proprietario Il Committente è il Dirigente scolastico 67 5. Compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) 79 6. Obblighi del Medico Competente 82 7. Struttura della Documentazione prevista dal T.U.S. 87 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

262 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
8. Documentazione necessaria per la Valutazione dei Rischi 93 9. Struttura del Documentazione di Valutazione dei Rischi 98 10. I principali fattori di rischio per categoria di lavoratori nella scuola 118 11. Binomio Valutazione dei Rischi – Redazione del Piano di Emergenza 133 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

263 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
12. Informazione ai lavoratori 149 13. Formazione dei lavoratori 14. Formazione obbligatoria di base per affrontare gli stage 15. Sistema di gestione della Sicurezza – SGSL, secondo le Linee Guida UNI – INAIL 173 180 16. Diritti e Doveri dei lavoratori 206 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi

264 ______________________________ ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi
17. Organi di vigilanza- Assistenza – Controllo _______________________________________________________________________________________ 217 ______________________________ 18. Come affrontare un’ispezione - Protocolli ispettivi VV.F e A.S.L – Apparato sanzionatorio 220 19 Indice degli argomenti 256 ITALIASCUOLA.IT Andrea Bighi


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