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Siamo tutti stranieri nessuna terra è nostra LA PRESA IN CARICO IN AMBITO SANITARIO DEL BAMBINO IMMIGRATO E DELLA SUA FAMIGLIA Ferrara 10 maggio 2014 Infermiere.

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1 Siamo tutti stranieri nessuna terra è nostra LA PRESA IN CARICO IN AMBITO SANITARIO DEL BAMBINO IMMIGRATO E DELLA SUA FAMIGLIA Ferrara 10 maggio 2014 Infermiere di Pronto soccorso pediatrico Morena Cavaliere

2 IL BAMBINO E’…….. NON E’ UN «UOMO» PICCOLO HA UNA SUA INDIVIDUALITA’ E UNA PERSONALITA’ DIFFERENZE SOSTANZIALI NELLA ASSISTENZA TRA GLI ADULTI E I BAMBINI :  ETA’ E GRADO DI SVILUPPO  I MODI E LE REAZIONI  CAPACITA’ COGNITIVE NON E’ UN SOGGETTO PASSIVO

3 IL BAMBINO IMMIGRATO NON CI PUO’ ESSERE INCONTRO SE NON SI RICONOSCE LA DIFFERENZA

4 BAMBINO IMMIGRATO UNA VERA E PROPRIA «SFIDA» PER L’INFERMIERE DI PEDIATRIA SI DEFINISCE BAMBINO IMMIGRATO «OGNI SOGGETTO IN ETA’ PEDIATRICA LA CUI PRESENZA NEL NOSTRO PAESE SIA, A QUALSIASI TITOLO, IN RELAZIONE CON UN MOVIMENTO MIGRATORIO»

5 I BAMBINI IMMIGRATI SONO SEMPRE PIU’ NUMEROSI E SI DISTINGUONO IN 3 GRUPPI  IL BAMBINO NATO E’ CRESCIUTO IN ITALIA (CHE NON RAPPRESENTA RISCHI INFETTIVOLOGICI DIVERSI DA QUELLI DELLA NOSTRA POPOLAZIONE  BAMBINO ADOTTATO  IL BAMBINO NATO NEL PAESE STRANIERO CHE SOMMA I RISCHI DELLE PATOLOGIE INFETTIVE PROPRIE DEL PAESE DI PROVENIENZA QUELLE A CUI LO ESPORRANNO LE PRECARIE CONDIZIONI DI VITA CONNESSE ALLA CONDIZIONE DI IMMMIGRATO RECENTE

6 QUANTI SONO?!?! I DATI ATTUALI : CIRCA IL 10% DEGLI IMMIGRATI SONO BAMBINI - SIAMO PASSATI DAL 1996 CON MINORI - AL AL ALBANESI - MAROCCHINI - RUMENI - CINESE - UCRANIA - ROM E SINTI - ASIA

7 PREGIUDIZI…… O PORTATORI DI MALATTIE CONTAGIOSE E PERICOLOSE PER LA COMUNITA’ O IL 99% DEGLI IMMIGRATI ARRIVA SANO E SI AMMALA DOPO 6 MESI O 1 ANNO DI PERMANENZA NEL NOSTRO Paese. O Parassitosi, leishmaniosi e malaria O Tbc ed epatiti

8 BAMBINI IMMIGRATI: BISOGNI NON SODDISFATTI E UNA MIRIADE DI PROBLEMI ASSISTENZIALI IL RISCHIO DI SALUTE DI QUESTI BAMBINI E’ LEGATO: a) DIFFICOLTA’ DEI GENITORI NEL COMPRENDERE IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI b) DIFFERENZE CULTURALI c) DIFFICOLTA’ NELL’USO DELLA LINGUA d) POVERTA’ e) SOVRAFFOLAMENTO NELL’ABITAZIONE IN CUI VIVE IL BAMBINO f) POSIZIONE GIURIDICA –LEGALE DEI GENITORI g) UTILIZZO DI MEDICINE COMPLEMENTARI O ALTERNATIVE

9 PERCHE’ VENGONO IN PRONTO SOCCORSO? O FLOGOSI ALTE VIE RESPIRATORIE O PATOLOGIE GASTROENTERICHE O PATOLOGIE POLMONARI O SCABBIA O STIPSI O ASCESSI E CARIE DENTARIE O TRAUMI O CONTROLLO NEONATI O USTIONI SINO AL II° GRADO O DISIDRATAZIONE O MICOSI O DERMATITI O PUNTURE DI INSETTO

10 USO INADEGUATO DEL PRONTO SOCCORSO O ACCESSO CONTENPORANEO DI FRATELLI O FREQUENTI «RITORNI»

11 DA RICERCARSI……. O DIFFERENTE PERCEZIONE DELLA MALATTIA E QUINDI ALLARMISMO RISPETTO A PATOLOGIE ASSOLUTAMENTE CURABILI O MANCATA COMPRENSIONE DEL SISTEMA DEI SERVIZI SANITARI PRESENTI SUL TERRITORIO O PROBABILE «ABITUDINE» ACQUISITA NEL PAESE DI ORIGINE, DOVE I LUOGHI DI PRIMO SOCCORSO RAPPRESENTANO A VOLTE L’UNICA STRUTTURRA O MAGGIORE FIDUCIA NELLA STRUTTURA OSPEDALIERA O DIFFICOLTA’ NEL MANTENERE CONTINUITA’ CON IL PEDIATRA DA PARTE DEI GENITORI (ORARI E GIORNI PREVISTI) O APERTO 24 ORE MAGGIORE INCIDENZA ORE NOTTURNE

12 o PRESENZA DI UNA QUOTA DI MINORI STRANIERI IRREGOLARI, NON INSERITI ALL’INTERNO DEL S.S.N, CUI NON E’ CONCESSO L’ACCESSO AI SERVIZI TERRITORIALI, MA SOLO AI PRESIDI D’URGENZA o TENDENZA AD AMMALARSI, PER VIA DELLO SPESSO PRECARIE CONDIZIONI DI VITA o SI PRESENTANO AI SERVIZI IN ORARI COMPATIBILI CON LE ESIGENZE FAMILIARI (ORARI DI LAVORO, MEZZI DI TRASPORTO). NE CONSEGUE IL RICORSO A VISITE «URGENTI» O COMUNQUE IN LUOGHI E TEMPI INAPPROPRIATI IL RICORSO AL PEDIATRA E ALLE VISITE AMBULATORIALI RAPPRESENTA IL SIGNIFICATIVO INDICATORE DI INTEGRAZIONE, SONO ANCORA SCARSI L’AFFIDAMENTO E L’ATTENZIONE ALLA MEDICINA PREVENTIVA E GENERICA.

13 L’INFERMIERE TRANSCULTURALE NELL’AMBITO DELL’ASSISTENZA SANITARIA, IL RAPPORTARSI CON CLIENTI DI DIVERSE CULTURE ED ETNIE RAPPRESENTA UN’IMPORTANTE SFIDA PER I PROFESSIONISTI INFERMIERI, I QUALI SONO CHIAMATI A DIMOSTRARE COMPETENZE PROFESSIONALI- RELAZIONALI IN OGNI CIRCOSTANZA ED ATRAVVERSO OGNI CULTURA.

14 NURSING TRANSCULTURALE NECESSITA’ PRIMARIA PER IL CONTINUO CONFRONTO CON PERSONE DI CULTURE, STORIE, ASPETTATVE, ESPRESSIONI E PERCEZIONE DEI BISOGNI DIVERSI DAI NOSTRI PORTA UNA CONTINUA TRASFORMAZIONE NEI COMPORTAMENTI, ATTEGGIAMENTI, LINGUAGGIO……..MA ANCHE NELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA

15 CONFRONTO CON LA MULTICULTURALITA’ SI RENDE NECESSARIO UNA GRANDE ATTENZIONE A QUESTE «ALTRE REALTA’», PRENDENDO IN CONSIDERAZIONE NON SOLO DIVERSITA’ LINGUISTICHE MA ANCHE QUELLE CULTURALI, RELIGIOSE, ECONOMICHE, SPIRITUALI…..

16 NURSING TRANSULTURALE SI TRATTA DI UNA DISCIPLINA PRATICA CHE SI PREFIGGE DI RISPONDERE AL BISOGNO DI ASSISTENZA DEL PAZIENTE, MA NON DEVE PRESCINDERER DALLO STUDIO E DALLA CONOSCENZA DELLA PERSONA ASSISTITA, CON LA SUA STORIA, LA SUA CULTURA, MA ANCHE CON LE SUE ASPETTATIVE, PER RISPONDERE AI SUOI BISOGNI ASSISTENZIALI CON EFFICACIA, EFFICIENZA, ADEGUTEZZA E RISPETTOSITA’

17 NURSING TRANSCULTURALE E’ NECESSARIO UN APPROCCIO TRANSCULTURALE ALLA MALATTIA DELL’IMMIGRATO, CHE TENGA CONTO DEL DIVERSO MODO DI CONCEPIRE LO STATO DI MALATTIA IN CULTURE PROFONDAMENTE DIVERSE DALLE NOSTRE.

18 L’ASSISTENZA INFERMIERISTICA TRANSUCLTURALE O CAPIRE COME IL CONTESTO DI VITA POSSA INFLUIRE SULLE MODALITA’ DI CURA O LE POSSIBILITA’ ECONOMICHE O DOMANDARE IN CHJE MODO NEL PAESE DI ORIGINE SI RISOLVEREBBE IL PROBLEMA O SPIEGARE L’IMPORRTANZA DI FARE CERTI ESAMI E DOVE

19 COSA DOBBIAMO CAPIRE O DISPONIBILIA’ ECONOMICHE LIMITATE O MANCANZA DI UNA RETE FAMILIARE: NON C’E’ NESSUNA PERSONA CONOSCIUTA E STIMATA A CUI AFFIDARE LE PRIORIE CURE, ES. LA MADRE O MANCANZA O PRECARIETA’ ALLOGGIATIVA CHE PUO’ CAUSARE PROBLEMI DI SALUTE, MA CHE A VOLTE DIVENTANO PROBLEMI VISSUTI PIU’ IMPORTANTI DELLA SALUTE STESSA O UTILIZZO DIVERSO E/O INAPPROPRIATO DI FARMACI E DI ALTRE SOSTANZE O INSICUREZZA EMOTIVA CHE PROCURA PREOCCUPAZIONE ED ANSIA SPORPRORZIONATA ANCHE PER LA RISOLUZIONE DI PICCOLI PROBLEMI O AL CONTRARIO, NEGAZIONE COMPLETA DELLA MALATTIA

20 COMPETENZE INTERCULTURALI NEGLI OPERATORI SANITARI O GARANTISCE LA QUALITA’ DEL TRATTAMENTO PER LA POPOLAZIONE MIGRANTE IN TERMINI DI PARI OPPORTUNITA’ E NON DI DISCRIMINAZIONE O RIDUZIONE DEI COMPORTAMENTI SBAGLIATI O SAPERE INTERAGIRE CON PERSONALE CHE CI AIUTI NELLA COMPRENSIONE DEGLI ALTRI POPOLI : MEDIATORE CULTURALE (FIGURA INDISPENSABILE PERCHE’ NON INSORGANO ERRORI CLINICI)

21 MEDIATORE CULTURALE PUO’ AIUTARE L’OPERATORE SANITARIO A COMPRENDERE IL SIGNIFICATO DI ABITUDINI E TRADIZIONI LONTANE DALLA NOSTRA CONSEUTUDINE, MA CHE DOVREBBERO ESSERE RISPETTATE PER RIUSCIRE A CREARE UNA «ALLENZA TERAPEUTICA», PIU’ CHE MAI NECESSARIA QUANDO IL PAZIENTE E’ UN BAMBINO E LA PATOLOGIA E’ IMPORTANETE O NON GUARIBILE

22 PERCHE’ LA MEDIAZIONE CULTURALE  AUMENTO DELLE PERSONE STRANIERE  DIFFICOLTA’ NELLA COMUNICAZIONE E NELLA CONVIVENZA  DIFFICOLTA’ NELL’ACCESSO E NEL’USO DEI SERVIZI  PREGIUDIZI, STEREOTIPI  SITUAZIONI DI IRREGOLARITA’  DISUGUAGLIANZE  NON CONOSCENZA DEL FUNZIONAMENTO DELLA SOCIETA’ DI ACCOGLIENZA  SCARSA CONOSCENZA DEL CONCETTO DI MALATTIA CRONICA

23 IL MEDIATORE - AIUTA GLI OPERATORI A COMPRENDERE IL MONDO DELL’IMMIGRATO - AIUTA L’IMMIGRATO A CAPIRE QUELLO CHE PUO’ CHIEDERE E TROVARE IN QUEL SERVIZIO

24 TRIANGOLO TERAPEUTICO LA MEDIAZIONE LINGUISTICO-CULTURALE SI PRESENTA COME UN PARTICOLARE TIPO DI COMUNICAZIONE IL MEDIATORE SI COLLOCA COME TERZO ELEMENTO ALL’INTERNO DELLA RELAZIONE INFERMIERE-PAZIENTE STRANIERO. BARRIERE CHE IMPEDISCONO LA COMUNICAZIONE INSERIMENTO DEL MEDIATORE DEVE AIUTARE A SPEZZARE QUESTA BARRIERA.

25 INTERPRETI INFORMALI  NECESSITA’ DA PARTE DEGLI OPERATORI DI RICORRERE AD INTERPRETI INFORMALI (MINORI- FRATELLI, CUGINI, ECC)  SIGNIFICA ESPORLI A RESPONSABILITA’ TROPPO GRANDI E AVERE EFETTO NEGATIVO SUL LORO BENESSERE I BAMBINI VENGONO A SAPERE COSE PRIMA DEL TEMPO…….

26 USO DEL LINGUAGGIO INTEGRAZIONE TRA LA NOSTRA MEDICINA E QUELLA TRADIZIONALE TIPICA DELLA CULTURA DEL PAESE DELL’IMMIGRATO DIFFICOLTA’ A CAPIRE CIO’ CHE LO STRANIERO VUOLE COMUNICARE COMPRENDERE QUALE E’ IL BISOGNO CHE SPINGE L’UTENTE A RIVOLGERSI

27 PER GLI OPERATORI SANITARI IL CORPO DEL BAMBINO HA UN VALORE STRETTAMENTE BIOLOGICO E NON TIENE CONTO DEL CONTESTO CULTURALE DI PROVENIENZA. PER QUESTO LA MEDICINA INTERCULTURALE, PRIMA DI CURARE, CERCA DI CAPIRE CHE COSA INTENDE DAVVERO IL PAZIENTE QUANDO DICE DI STARE MALE….. ANNI FA FU LANCIATA UNA CAMPAGNA CONTRO L’AIDS FRA IMMIGRATI AFRICANI CHE EQUIPARAVA QUESTA MALATTIA AL CANCRO, MA FU UN FALLIMENTO PERCHE’ NELLA LORO SOCIETA’ IL CANCRO SPAVENTA MOLTO MENO DELLA MALARIA O DELLA DIARREA INFANTILE.

28 INFERMIERE PEDIATRICO DEVE USARE UN LINGUAGGIO IL PIU’ SEMPLICE POSSIBILE CON LA CONTINUA VERIFICA DELLA COMPRENSIONE, OCCORRE TENERE CONTO OLTRE CHE DEL SIGNIFICATO SEMANTICO DELLE PAROLE CHE USIAMO AMCHE DELLA RISONANZA CHE CERTE ESPRESSIONI POSSONO AVERE PER LE FAMIGLIE CHE CI STANNO DI FRONTE…..

29 LA PRIMA MEDIAZIONE E’ L’ASCOLTO COME IN OGNI PROCESSO COMUNICATIVO LA PRIMA COSA DA FARE E’ PORSI IN UNA POSIZIONE DI ASCOLTO MA DI UN ASCOLTO ATTIVO CHE PERMETTA LA COMPRENSIONE DELLA RICHIESTA ….

30 SOSPENSIONE DI OGNI GIUDIZIO O PREGIUDIZIO…. NON DIMENTICHIAMO CHE L’IMMIGRATO HA DIFFICOLTA’ DI TIPO LINGUISTICO, CI OSSERVA, LEGGE NEL NOSTRO SGUARDO, TENTA DI CAPIRE COSA C’E’ DIETRO CI PUO’ LEGGERE IL PREGIUDIZIO O LA CHIUSURA OPPURE LA DISPONIBILITA’ E LO SFORZO DI COMPRENDERE…. L’OPERATORE DVE INTERROGRASI SULL’IMMAGINE CHE HA DELL’IMMIGRATO E DEL SUO COMPORTAMENTO PER SUPERARE OGNI ATTEGGIAMENTO PREVENUTO O CHIUSO

31 LA COMUNICAZIONE NON VERBALE NELLE VARIE CULTURE NON TUTTE LE CULTURE UTILIZZANO CON LA STESSA FREQUENZA LA COMUNICAZIONE NON VERBALE, SEMBRA DIPESO DALLE DIVERSE CONDIZIONI STORICHE, GEOGRAFICHE E SOCIALI. - I POPOLI DELL’EUROPA MERIDIONALE E QUELLI ARABI E MEDIORIENTALI, A DIFFERENZA DEI POPOLI NORDICI, UTILIZZANO FREQUENTI GESTI DELLE MANI E DEL VISO MENTRE PARLANO.

32 LIVELLI D’INCOMPRENSIONE INFERMIERE BAMBINO-GENITORE LIVELLO PRELINGUISTICO: DIFFICOLTA’ A COMUNICARE IL PROPRIO VISSUTO INTERIORE LIVELLO LINGUISTICO: PROBLEMI LESSICALI E SEMANTICI LIVELLO METALINGUISTICO: DIFFERENTE SIGNIFICATO SIMBOLICO NELLE DIVERSE LINGUE LIVELLO CULTURALE: CULTURA = IMPRINTING CON CUI UNA PERSONA HA DEFINITO LA PROPRIA IDENTITA’ LIVELLO METACULTURALE: CONSEGUENZA DEL PRECEDENTE- ESASPERAZIONE

33 DIAOLOGO OPERATORE SANITARIO-PAZIENTE I° FASE INFERMIEREGENITORE ESOTISMOS. DI SALGARIS.GENRAL H II° FASE SCETTICISMO QUESTO NON HA NIENTEMI CURANO MALE MI FA PERDERE DEL TEMPOperché SONO STRANIERO III° FASE CRITICISMO SUPERARE I GIUDIZIACCETTARE I LIMITI DELLA MEDICINA E COMPRENDERE COSA È realisticamente possibile avere

34 Stress da transculturazione da parte degli operatori sanitari I ° fase ARROCCAMENTO : cosa vuole questo, le cose stanno come le conosco io!!!! II° fase IPERADATTAMENTO: se voglio essere efficace devo adattarmi del tutto a lui…. III° fase RIFORMULAZIONE E MOLTIPLICAZIONE DELLA PROPRIA IDENTITA’: quali possono essere i miei nuovi modi di essere professionista con gli stranieri…… Utilizzo di maggiori informazioni e quindi CRESCITA’ DELL’IDENTITA’

35 LETTERA DI UNA BAMBINA ALBANESE: IO DICO SEMPRE ALLA MIA MAMMA E A MIO PADRE DI IMPARARE UN PO’ MEGLIO L’ITALIANO PER NON FARMI FARE BRUTTE FIGURE, MA LORO LAVORANO SEMPRE E NON IMPARANO MAI A PARLARE BENE, PER QUESTO IO DELLE VOLTE MI VERGOGNO AD ANDARE IN GIRO CON LORO….. IERIOGGI

36 LA CURA MIGLIORE PER IL RAZZISMO E’ TROVARTI DI FRONTE A QUALCUNO CHE TI SPARA ADDOSSO. NON IMPORTA IL COLORE DELLA PELLE DI CHI VIENE A SALVARE LA TUA….BIANCO O NERO, SEI DISPOSTO AD ABBRACCIARLO…….

37 GRAZIE PER L’ATTENZIONE


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