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Pensiero politico filosofico fino al 1700. Menù principale Tommaso Moro (1478-1535) Tommaso Moro (1478-1535) Bacone (1561- 1626) Bacone (1561- 1626) Campanella.

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1 Pensiero politico filosofico fino al 1700

2 Menù principale Tommaso Moro ( ) Tommaso Moro ( ) Bacone ( ) Bacone ( ) Campanella ( ) Campanella ( ) Jhon LockeJhon Locke ( ) ( ) Jhon Locke( ) Immanuel Kant (1724 – 1804) Immanuel Kant (1724 – 1804) Macchiavelli ( Macchiavelli ( ) Baruch Spinoza (1632 – 1677) Baruch Spinoza (1632 – 1677) Jean-Jacques Rousseau ( ) Jean-Jacques Rousseau ( )

3 Fate clic per aggiungere testo Bacone e la politica L’opera che segna il pensiero politico di Bacone fu senz’altro “La nuova Atlantide”. “La nuova Atlantide”.La nuova AtlantideLa nuova Atlantide Fu pubblicata a circa due anni dalla sua morte, avvenuta nel Nel libro si nota sicuramente l’influenza dalle opere di: CampanellaCampanella (“La città del sole”) Campanella Platone (“Crizia”) Platone (“Crizia”) Tommaso Moro (Utopia) Il testo è chiaramente una chiave utopistica.

4 Contenuto dell’opera Bacone ci racconta di ben 60 viaggiatori i quali, essendo partiti dal lontano Perù per andare in Asia, naufragano nell'isola detta Bensalem, presso i mari del Sud (sovrapposizione dei nomi di Betlemme e Gerusalemme). Bacone ci racconta di ben 60 viaggiatori i quali, essendo partiti dal lontano Perù per andare in Asia, naufragano nell'isola detta Bensalem, presso i mari del Sud (sovrapposizione dei nomi di Betlemme e Gerusalemme). Attraverso il racconto in prima persona di uno dei naufraghi, si conosce la cultura e la vita del popolo dell'isola. Attraverso il racconto in prima persona di uno dei naufraghi, si conosce la cultura e la vita del popolo dell'isola.EconomiaAutosufficiente ReligioneCristiana Governo Casa di Salomone CapiScienziati Aspirazione della ragione a dominare la natura per realizzare uno Stato ideale Torna al menù utopistico > Torna al menù utopistico > Torna al menù utopistico > Torna al menù utopistico > Approfondimenti su Bacone > Approfondimenti su Bacone > Approfondimenti su Bacone > Approfondimenti su Bacone >

5 Campanella e la Politica La città del Sole è senz’altro l’opera filosofica che ci ha tramandato il pensiero politico di Campanella La città del Sole è senz’altro l’opera filosofica che ci ha tramandato il pensiero politico di Campanella La città del Sole La città del Sole Dialogo tra un cavaliere di Malta e un ammiraglio genovese in cui l'ammiraglio racconta al cavaliere la storia della città. Modelli de la Repubblica di Platone e dell'Utopia di Tommaso Moro e illustra una forma di governo ideale secondo Campanella.

6 Struttura della città Potere assoluto Sacerdote Sole Pon (potenza) Ministro della guerra Sin (sapienza) Ministro dell’istruzione Mor (Amore) Ministro della generazione e salute Economia Comunione dei beni, abolizione della proprietà privata

7 L’educazione inizia a tre anni e dura tutta la vita Attività giornaliere di un solare: Lavoro di 4 ore al giornoApprendimento o preghiera L’agricoltura Gli abitanti imparano: L’arte militare La pastorizia Vietata alle donne prima dei 19 anni Generazione Vietata agli uomini prima dei 21 anni Funzionari combinano gli accoppiamenti al fine di migliorare la razza

8 Politica I solari con più di 20 anni partecipano alle assemblee e possono esprimere le loro pretese Leggi brevi e chiare Punizioni tramite legge del taglione Religione Onorano l’universo in quanto testimonianza di Dio Credono nell’immortalità dell’anima Torna al menù utopistico > Approfondimenti su Campanella >

9 Moro e la politica L'Utopìa è un libro di Tommaso Moro, pubblicato in latino aulico nel 1516, in cui è descritto il viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo in una fittizia isola-regno, abitata da una società ideale. L'Utopìa è un libro di Tommaso Moro, pubblicato in latino aulico nel 1516, in cui è descritto il viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo in una fittizia isola-regno, abitata da una società ideale. L'Utopìa Utopia esprime il sogno rinascimentale di una società pacifica dove sia la cultura a dominare e a regolare la vita degli uomini. Moro rimase influenzato dagli scritti di Luciano che egli operò congiuntamente con Erasmo da Rotterdam

10 L’Utopia Moro presenta l'Inghilterra del XV secolo elencandone i difetti, le contraddizion i, soprattutto sociali ed economiche Moro presenta l'Inghilterra del XV secolo elencandone i difetti, le contraddizion i, soprattutto sociali ed economiche Prima parte Narrazione del viaggio che Raffaele Itlodeo, viaggiatore-filosofo, compie per primo nell'isola di Utopia, una societas perfecta, creata dal suo primo re, Utopo, che con un'opera titanica tagliò l'istmo che la congiungeva con il continente. Seconda parte

11 Utopia Divisa in 54 città Ha saputo risolvere i suoi contrasti sociali, grazie ad un innovativo sistema di organizzazione politica La proprietà privata è stata abolita Il commercio è pressoché inutile, tutto il popolo inoltre è impegnato a lavorare la terra circa sei ore al giorno Il resto del tempo deve essere dedicato allo studio e al riposo Gli abitanti lavorano 6 ore al giorno

12 Governo Il re coordina le istituzioni Il governo è affidato a dei magistrati eletti dai rappresentanti di ogni famiglia Tolleranza religiosa Il re coordina le istituzioni Agli atei sono precluse le cariche pubbliche Libertà di parola e di pensiero

13 L'isola si basa su una struttura agricola ed è proprio l'agricoltura a fornire i beni utili per industrie, artigianato Esiste la schiavitù per chi commette dei reati I figli sono accuditi e allevati in sale comuni e sono le stesse madri ad occuparsene. Si produce solo per il consumo e non per il mercato. Economia Oro e argento sono considerati privi di valore e i cittadini non possiedono denaro ma si servono dei magazzini generali secondo le necessità. Torna al menù utopistico > Approfondimento su More >

14 Lo “stato di natura” Per Locke, come per Hobbes, esiste uno «stato di natura» (la ragione) che può determinare aprioristicamente il comportamento degli uomini in assenza di vincoli civili e politici. Se la ragione viene consultata, ascoltata, allora l'uomo vive nel suo stato naturale. In natura l'uomo non è dunque lupo per gli altri uomini (come sosteneva Hobbes), in natura ogni individuo è «uguale e indipendente», per cui «nessuno deve danneggiare l'altro» in ragione di questa parità di valore.

15 Lo Stato E’ la ragione che conduce gli uomini alla formazione di una società civile che garantisce non tanto la forza necessaria per sopprimere le tendenze anarchiche dei bassi istinti umani (come è nello stato assolutista teorizzato da Hobbes), ma la garanzia della tutela dei diritti ugualitari di ciascun cittadino L'uomo, nel suo stato di natura, non tende quindi alla reciproca sopraffazione, ma alla naturale aggregazione sociale in vista di una reciproca collaborazione volta a garantire i suoi diritti civili: la vita, la libertà, l'integrità del corpo, l'assenza del dolore e la proprietà privata dei beni. Un tipo di governo che non si erge al di sopra dei diritti dei singoli individui (il governo autoritario), ma è garanzia e sicurezza stessa del diritto di ciascun individuo. Lo stato teorizzato da Locke è un'istituzione di garanzia liberale cui spetta il compito di vigilare sul rispetto del principio paritario che vige, secondo ragione, tra gli uomini.

16 Lo Stato liberale e democratico Lo Stato che nasce dall'aggregazione degli individui è naturalmente liberale e democratico, poiché nasce sulla spinta di un principio egualitario. E’ quindi garante di se stesso, nel senso che gli stessi legislatori sono sottoposto alle leggi (non così in uno Stato assoluto). Ogni potere - quello legislativo, esecutivo e giudiziario - è autonomo, separato dagli altri e in grado di vigilare sul reciproco operato. Qualora lo stato liberale e democratico venisse meno ai suoi principi, i cittadini sarebbero giustificati a ribellarsi, spezzando il legame di obbedienza che li lega alle istituzioni ormai corrotte. Torna al menù principale >

17 Kant e la politica Kant non ignora affatto le tesi Lockiane sul liberalismo, perché anche lui afferma che lo Stato mira a garantire la libertà di ogni persona contro chiunque altro. Lo "Stato repubblicano" che delinea si basa su "Tre principi della ragione": Kant non ignora affatto le tesi Lockiane sul liberalismo, perché anche lui afferma che lo Stato mira a garantire la libertà di ogni persona contro chiunque altro. Lo "Stato repubblicano" che delinea si basa su "Tre principi della ragione": liberalismo La Libertà (in quanto uomo). L'Uguaglianza di tutti quanti di fronte alla legge di tutti quanti di fronte alla legge (in quanto sudditi). (in quanto sudditi). L'Indipendenza dell'individuo (in quanto cittadino). (in quanto cittadino).

18 Stato = “Organizzazione del Diritto esterno” Permette di regolare i rapporti tra gli uomini in modo stabile e sicuro

19 Compito dello STATO E’ Sorvegliare la “naturalità” 1650 Hobbes : “Homo homini lupus” Kant : l’uomo è naturalmente incline al male Lutero :L’uomo è gravato dal peccato originale

20 Situazione naturale = VIOLENZA EGOISMO Nascita dello Stato Forza coattiva superiore Costringe gli uomini a rispettarsi

21 STATO = Contratto tra gli uomini che mediante la RAGIONE ne comprendono i reciproci vantaggi e convenienze

22 ACCORDO TRA CITTADINI = STATO PACE ACCORDO TRA STATI = FEDERAZIONE PERPETUA

23 Kant : “La socievole insocievolezza degli uomini” Ogni uomo è lupo per l’altro uomo Ma se si uniscono e si regolano gli egoismi È possibile progredire e svilupparsi

24 In una Società ORDINATA anche le passioni negative portano a un effetto positivo Alberi nella foresta Concorrenza reciproca Alti ed Eretti Alberi isolatiCurvi e Contorti

25 Lo STATO deve essere una Potenza”irresistibile” Cioè una costituzione sociale perfettamente giusta regolata dalla Legge

26 Questa visione dello Stato va in conflitto con un qualsiasi dispotismo presente all’epoca di Kant. Contrariamente all'ammirazione dei filosofi a lui contemporanei per i cosiddetti sovrani illuminati Kant diffida della politica che ha come guida l'uso della forza: Questa visione dello Stato va in conflitto con un qualsiasi dispotismo presente all’epoca di Kant. Contrariamente all'ammirazione dei filosofi a lui contemporanei per i cosiddetti sovrani illuminati Kant diffida della politica che ha come guida l'uso della forza: > > Torna al menù principale >

27 Nicolò Machiavelli "Il Principe" (Firenze, )

28 Politica Indipendente dalla ragione e dalla morale Principe deve agire per garantire la stabilità e la sicurezza dello stato Qualità di un principe: Determinazione Intelligenza: capacità di valutazione, prontezza nell'intervenire Razionalità LA POLITICA NON E' AFFIDATA ALLE ISTITUZIONI, MA ALLE CAPACITA' INDIVIDUALI DI CHI DETIENE IL POTERE.

29 Il limite che incontra la virtù umana in cui è solo l'uomo a misurarsi con gli eventi e non c'è un intervento di Dio. FORTUNA L'uomo può fronteggiare vittoriosamente la fortuna. Essa è arbitra solo della metà delle cose umane, e lascia regolare l'altra metà agli uomini.

30 Baruch Spinoza (1632 – 1677) Non essendoci alcun primato della rivelazione sulla conoscenza naturale fondata sulla ragione, non vi è neppure un primato dell’autorità religiosa sull’autorità politica. L’autorità religiosa non ha il potere di giudicare una libera indagine razionale, e non può intromettersi negli affari dello Stato

31 Lo Stato è “sovrano”e, proprio per questo, non può essere subordinato ad alcuna autorità politica. Lo stato può prendere provvedimenti in materia religiosa con l’unico scopo di ostacolare il potere o lo strapotere di una Chiesa per tutelare la stabilità dello stato stesso La sovranità dello stato non è arbitraria, ma legittima Gli individui delegano il diritto illimitato con un “patto” allo Stato (Potere delegato) Scopo dello stato è garantire a tutti la libertà della paura e di pensiero

32 L’obbedienza allo stato è SACRA La delega è finalizzata alla libertà e alla sicurezza di tutti La libertà dei cittadini che lo stato ha il compito di tutelare è sacra Tutti i cittadini rimangono liberi e uguali godendo gli stessi diritti le leggi per libero consenso Forma DEMOCRATICA

33 Jean-Jacques Rousseau ( ) « L'uomo è nato libero, ma ovunque è in catene » L'opera più importante di Rousseau è il Contratto sociale Contratto sociale L'opera si apre con questa espressione attraverso cui egli afferma che l'uomo in qualsiasi luogo è infelice, perché vittima di un ordinamento sociale basato sulla disuguaglianza.

34 Contratto sociale Contratto sociale Da quest’opera possono essere tratte quattro conclusioni fondamentali: Da quest’opera possono essere tratte quattro conclusioni fondamentali: NESSUN UOMO HA DIRITTO DI AUTORITÀ SU UN SUO SIMILE, quindi la libertà e l’uguaglianza sono principi fondamentali che devono essere sempre rispettati; LA SOVRANITÀ RISIEDE NEL POPOLO ed è inalienabile, quindi il suo esercizio non può essere affidato a nessun altro; IL GOVERNO È SUBORDINATO AL POTERE SOVRANO e quando cerca sostituire la sua volontà con quella del popolo, allora il patto sociale s’infrange e lo Stato si disgrega e i cittadini sono sciolti dall’obbligo di obbedire, ma vi sono forzati. LA VOLONTÀ GENERALE È IL PRINCIPIO FONDAMENTALE SU CUI SI BASA TUTTO IL PATTO SOCIALE e senza la quale la società non potrebbe esistere se non fondata sul disordine, i contrasti e la disuguaglianza.


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