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L’ISLAM Vito Lucera. LA PENISOLA ARABICA PRIMA DI MAOMETTO La penisola arabica è una regione povera e culturalmente arretrata; la situazione socio-politica.

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Presentazione sul tema: "L’ISLAM Vito Lucera. LA PENISOLA ARABICA PRIMA DI MAOMETTO La penisola arabica è una regione povera e culturalmente arretrata; la situazione socio-politica."— Transcript della presentazione:

1 L’ISLAM Vito Lucera

2 LA PENISOLA ARABICA PRIMA DI MAOMETTO La penisola arabica è una regione povera e culturalmente arretrata; la situazione socio-politica è confusa: ciò è dovuto alla presenza di varie tribù nomadi, che non hanno un’organizzazione statale uniforme ma solo un tenue vincolo religioso comune a La Mecca, dove si venerano: - la pietra nera; - vari idoli. Credenze religiose degli Arabi: - le tribù sono dedite per lo più all’idolatria; - alcune tribù orientali, vicine alla Persia, praticano il culto di Zoroastro (o Zarathustra), religione della Persia dall’età achemenide (VI sec. a.C ) alla conquista araba (VII sec.); - alcune tribù vicine a Costantinopoli praticano il culto cristiano monofisita

3 ELEMENTI FONDAMENTALI DELL’ISLAM Il termine «musulmano» significa «che riguarda l’Islam», e viene dal persiano muslimān, plurale di muslin, «appartenente all’Islam» Islam: unisce in sé - elementi giudaici; -elementi cristiani; il Corano (letteralmente "Recitazione"), è il libro sacro dell’Islam: è considerato dai musulmani espresso parola per parola da Dio (Allah). I musulmani ritengono che Maometto abbia ricevuto il Corano da Dio attraverso l'Arcangelo Gabriele, che glielo avrebbe rivelato in lingua araba. È per questo che i fondamentali atti liturgici islamici sono recitati in tale idioma in tutto il mondo musulmano. Dopo la Rivelazione ricevuta da Maometto l'Islam crede, per dogma, che nessun altro profeta sarà più identificato da Dio fra gli uomini. Secondo i fedeli, il Corano non venne messo immediatamente per iscritto: Maometto sarebbe stato analfabeta e il Corano sarebbe stato perfettamente assimilato da lui per grazia divina, sì da poterlo recitare senza esitazioni e impacci ai suoi seguaci che, sovente, lo memorizzarono a loro volta. Solo più tardi (sotto il califfo Uthman) fu messo per iscritto (dai kuttāb) e sistemato con una serie di accorgimenti grafici, all'epoca del governatorato dell'omayyade al-Ḥajjāj b. Yūsuf, verso tra fine VII e inizio VIII secolo, epoca dopo la quale il testo sacro è rimasto assolutamente immutato. ● Denominatori della religione: - monoteismo: Allah = Iddio - sottomissione del credente ad Allah Islàm (con accento sull'ultima sillaba, in arabo: إسلام, Islām) significa: «sottomissione (a Dio)» - Obbligo per il credente di propagare la propria fede. Ciò può essere fatto attraverso la Jihād (in arabo جهاد, è una parola che ha un ampio spettro di significati, dalla lotta interiore spirituale per attingere una perfetta fede fino alla guerra santa). Il fondamento coranico della Jihād è dato dal versetto 123 della sura IX: «voi che credete combattete gli infedeli che s’avvicinano». Essa garantisce il paradiso a chi muore nella sua realizzazione. A differenza degli altri doveri dell’Islam non grava sul singolo ma sulla comunità.

4 I CINQUE PILASTRI La testimonianza di fede: secondo il Corano: "Non esiste divinità all'infuori di Dio e Maometto è il Suo profeta". Questa dichiarazione di fede viene pronunciata giornalmente. Le preghiere rituali: al mattino, a mezzogiorno, a metà pomeriggio, al tramonto, un'ora e mezza dopo il tramonto; L'elemosina; Il digiuno durante il mese di Ramadan (il nono mese dell’anno): l'osservanza include l'astinenza dal mangiare, dal bere, dal fumare, dai rapporti sessuali. Il digiuno è ordinato dal Corano, e viene osservato dai musulmani devoti puberi, durante tutto l'arco del dì, fino al calar del sole, per i 29 o 30 giorni del mese lunare di Ramadan. Ne sono esentati gli impuberi, i malati e le donne incinte, mestruate o in allattamento. Il pellegrinaggio a La Mecca almeno una volta nella vita per tutti quelli che siano in grado di affrontarlo

5 LA PREDICAZIONE DI MAOMETTO Maometto sposa una donna ricca e grazie a ciò diventa un ricco commerciante. Comincia a predicare a La Mecca 622 d. C. i sacerdoti di La Mecca gli si oppongono, Maometto è scacciato, si rifugia a Medina. E’ la fuga, in arabo egìra ( هجرة ). Quest’anno costituisce per il calendario islamico l’inizio della nuova era musulmana. 630 d.C. Maometto rientra a La Mecca, da ora in poi converte rapidamente i popoli arabi, non sempre pacificamente; 632 d.C. Maometto muore. La sua eredità viene raccolta da una serie di califfi (in arabo (in arabo: خليفة khalīfa, «vicàri» o «successori» del profeta). Sono la guida politica e religiosa del popolo islamico, si crede che in loro sopravviva lo spirito del profeta Maometto.

6 IL CALENDARIO MUSULMANO 16 luglio 622 d.C. inizio dell’era musulmana; L’anno è composto da 12 mesi di 29 o 30 giorni; Esso dura alternativamente 354 o 355 giorni, quindi comincia ogni anno con 10 o 11 giorni di anticipo sul calendario gregoriano; Esso non ha per base l’anno solare ma il mese lunare; Il primo giorno della settimana è la domenica; Il giorno inizia al calare del sole del giorno precedente

7 IL CALIFFATO 750 d.C. Gli ultimi esponenti della dinastia Omayyade si trasferiscono in Spagna, danno vita all’emirato (in arabo: أمير amīr, significa letteralmente "comandante«) di Cordova, che nel 929 si costituisce come califfato. Inizia così lo sfaldamento politico dell’impero islamico in diversi califfati ed emirati indipendenti, aggravato dalle lotte tra sette interne all’Islam. ELETTIVO d.C. I califfi vengono eletti dalla comunità dei fedeli. EREDITARIO d.C. dinastia degli Omayyadi Ha per capitale Damasco (oggi capitale della Siria), prevale l’elemento arabo; la dinastia è deposta da un colpo di stato; d.C. dinastia degli Abbasidi Sposta la capitale a Baghdad (oggi capitale dell’Iraq), prevale l’elemento etnico persiano; la dinastia è deposta dall’invasione dei Mongoli

8 L’ESPANSIONE DELL’ISLAM Tra VII e VIII secolo fortissima espansione dell’Islam sia a Oriente che a Occidente sull’onda di: - guerra santa; - promessa a derelitti e conculcati dei popoli sottomessi che, se si convertiranno, potranno liberarsi dai soprusi e impossessarsi di gran parte della ricchezza dei loro conculcatori; Ai danni di: Impero di Persia, viene cancellato dalla conquista araba; Impero romano d’Oriente, perde Siria, Palestina, Egitto, parte dell’Armenia, parte dell’Asia minore, nord Africa; d.C. Costantinopoli viene assediata ma non conquistata; 711 d.C. il regno Visigoto di Spagna è abbattuto dagli Arabi; 732 d.C. battaglia di Poitiers, nel centro della Francia: i Franchi guidati da Carlo Martello, bloccano l’avanzata araba. In seguito a ciò i confini del mondo islamico sono stabiliti sui Pirenei d.C. conflitto tra Arabi e Bizantini per il controllo della Sicilia, si conclude con la vittoria araba. Gli Arabi domineranno la Sicilia per quasi due secoli (dal 1060 al 1091 si realizza la conquista normanna della Sicilia con Ruggeri I d’Altavilla e Roberto il Guiscardo) 846 d.C. gli Arabi saccheggiano i dintorni di Roma. L’unità politica mediterranea viene rotta; le navi arabe fanno scorrerie nel Mediterraneo Ciò provoca difficoltà nei traffici, l’isolamento commerciale dell’Europa, una profonda e lunga crisi economica. Si costituiscono anche califfati rivali (es. Spagna ed Egitto) Vita e cultura dei popoli sottomessi vengono travolte; Le lingue locali sono spazzate via dall’affermazione dell’arabo; I popoli vinti devono pagare un forte tributo, ne sono esentati solo se si convertono all’Islam

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10 LE SETTE DELL’ISLAM Sciiti: (dall'arabo shi‛a «partito, fazione», sottinteso «di ‛Ali e dei suoi discendenti») ritengono che la comunità debba essere retta da una guida (imam) discendente dal profeta Maometto attraverso sua figlia Fāṭima bint Muhammad e suo cugino ʿAlī. Alì Ibn Abi Talib fu l’ultimo califfo elettivo, venne ucciso in battaglia dal fondatore della dinastia degli Omayyadi. Tuttavia le varie correnti interne degli Sciiti non hanno mai raggiunto l’accordo sul criterio di individuazione del successore di Alì. Gli Sciiti non riconobbero mai come califfi né i primi tre, precedenti Alì, né gli Omayyadi né gli Abbasidi Gli Sciiti costituiscono il 10% circa della comunità islamica, sono concentrati in Iran. Sunniti: (dall’arabo sunna, «consuetudine», è costituita dall’insieme degli hadith, i racconti sul profeta) riconoscono legittimi i primi quattro califfi elettivi, non gli Omayyadi né gli Abbasidi, ritengono che la comunità possa essere retta da qualunque musulmano adulto, di buona moralità, di sufficiente dottrina e sano di corpo e di mente. I Sunniti costituiscono il 90% circa della comunità islamica, sono concentrati in tutto il mondo islamico ma sono minoranza in Iran.

11 Wahabismo Salafismo movimento riformatore sunnita sviluppatosi in seno alla comunità islamica, fondato da Muhammad ibn ʿAbd al- Wahhāb ( ). movimento fondamentalista, caratterizzato da un grande rigorismo morale e che si propone di riportare l'Islam alla purezza originaria, abolendo l'adorazione di santi e martiri. Per gli wahabiti, quindi, le uniche regole per una vita religiosa sono contenute nel Corano e nella Sunnah. Ogni altra regola non è valida. Le moschee wahabite sono semplici e senza minareto. Wahabiti sono gli attuali regnanti dell'Arabia Saudita. Wahabita è stato Osama Bin Laden, come pure il leader dei guerriglieri ceceni Shamil Basaev. Gli Wahabiti sottolineano più delle altre correnti la necessità della Jihad. Alawismo gruppo religioso vicino-orientale, diffuso principalmente in Siria. Fa parte dello sciismo. Alauita è Baššār al-Asad, presidente siriano dal 2000, così come, prima di lui, suo padre Hafiz al-Asad. (da salafiyya, in arabo: ﺳﻠﻔﻴـة ) è una scuola di pensiero sunnita che prende il nome dal termine arabo salaf al-ṣaliḥīn ("i pii antenati") che identifica le prime tre generazioni di musulmani (VII-VIII secolo): i Ṣaḥābi (i "Compagni" di Maometto), i Tābiʿūn (i "Seguaci", la generazione successiva a quella del Profeta) e i Tābiʿ al-Tābiʿiyyīn ("Coloro che vengono dopo i seguaci", la terza generazione), che vengono tutti considerati dai salafiti dei modelli esemplari di virtù religiosa.[1] Punti di riferimento nella storia dei movimenti salafiti sono tre autori e studiosi della Sunna a cui è comunemente associato il titolo onorifico di "Shaykh al-Islam": Ahmad ibn Hanbal ( ), Ibn Taymiyya (1263–1328) e Muhammad ibn Abd al-Wahhab Wahabismo e Salafismo tendono a sovrapporsi, tanto che i due termini che li indicano sono spesso usati come sinonimi Ibadismo Gli Ibaditi ( الاباﺿﻴﻮﻥ in arabo) costituiscono l'unico ramo oggi esistente dei kharigiti, quella corrente religiosa islamica che costituisce una "terza via" tra sunniti e sciiti, le cui origini risalgono ai primi tempi dell'Islam; ritengono che il comando della comunità non spetti necessariamente ad un discendente del Profeta, ma solo al più degno dal punto di vista religioso, indipendentemente dalla sua parentela, dalla sua appartenenza etnica e dal colore della sua pelle.

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13 GOVERNO TEOCRATICO E UMMA I califfi organizzano un impero accentrato con una vasta rete di funzionari (sul modello bizantino); Il centro è Damasco, gli Emiri rappresentano il califfo nelle province; Si tratta di un governo teocratico: il califfo è insieme autorità politica e religiosa; Già tra VIII e IX secolo l’unità politica si disgrega in diversi principati islamici, retti da califfi o emiri; Il termine umma indica la comunità dei fedeli dal punto di vista solo religioso e non politico: i seguaci dell’Islam, qualunque sia lo stato territoriale in cui si trovano a vivere, hanno la coscienza di costituire un’unica umma.

14 LA SHARI’AH Shariʿah (in arabo: شريعة, sharīʿa) è un termine arabo dal senso generale di "legge" (letteralmente "strada battuta") e indica la legge di Dio; Fonti della Shariʿah sono generalmente considerate il Corano, la Sunna (cioè gli hadith, i racconti sul Profeta), il consenso dei dotti (ijmāʿ) e l'analogia giuridica (qiyās); Secondo alcune interpretazioni è solo un codice di comportamento morale di carattere non coercitivo, secondo altre deve essere fonte del diritto positivo. Secondo alcuni esperti essa prevede la pena di morte in quattro casi: omicidio ingiusto di un musulmano, adulterio, bestemmia contro Allah (da parte di persone di qualunque fede) e apostasia dell’Islam. La pena di morte per omosessualità, prevista in alcuni stati, non rientrerebbe nella Shari’ah.

15 Paesi in cui la Shari'ah costituisce fonte di diritto pubblico e civile, a seconda della sua pratica a livello solo familiare, regionale o statale.


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