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Progettazione come strumento educativo Simona Rotondi.

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Presentazione sul tema: "Progettazione come strumento educativo Simona Rotondi."— Transcript della presentazione:

1 Progettazione come strumento educativo Simona Rotondi

2 “ Lasciamo che i villaggi del futuro vivano nella nostra immaginazione, cosicche ’ si possa un giorno giungere ad abitarci. ” [Mahatma Gandhi]

3 “Come un seme piantato oggi, sarà un albero cresciuto domani, così una singola giusta idea, condivisa da molti, sarà una risorsa per il futuro."

4 IL CONTESTO DELLA SCUOLA Il nuovo ruolo che le Scuole sono chiamate ad interpretare nel processo di definizione e ridefinizione delle strategie territoriali, consiste nell’affiancare gli attori privati locali e territoriali, dalle associazioni di categoria al mondo imprenditoriale in generale, al sistema sociale, nella promozione del territorio e nello sviluppo delle competenze.

5 La Scuola dell’autonomia ha inizio con la Legge 15 marzo 1997, n.59 art.21, Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa. Questa legge ha cambiato radicalmente la realtà delle scuole. Ha riconosciuto alle singole unità scolastiche il diritto/dovere di decidere, per integrare le linee formative valide per il territorio nazionale, con una progettualità propria, capace di cogliere le specifiche istanze locali. Ciò ha implicato e implica l’assunzione, da parte di ogni istituzione scolastica, di una consapevolezza:che la realtà socio territoriale è diventata troppo variegata, dinamica, attenta alle proprie esigenze per poter essere governata con il tradizionale impianto centralistico; che bisogna imparare a PROGETTARE in un’ottica strategica e in coerenza con il proprio Territorio.

6 Le scuole devono programmare, governare, valorizzare e promuovere il processo di sviluppo di un Territorio.

7 Il presupposto indispensabile per non perdere questa sfida consiste nel conoscere, saper leggere e programmare lo sviluppo del territorio, svolgendo responsabilmente un ruolo attivo nel processo di promozione e gestione del territorio. Per far questo è indispensabile saper PROGETTARE, e di conseguenza REPERIRE FONDI per realizzare interventi ed attività.

8 QUINDI.. E, DI CONSEGUENZA, RACCOGLIERE FONDI DEVONO SAPER PROGETTARE PER PROMUOVERE E GESTIRE IL TERRITORIO Le scuole

9 Come si promuove lo Sviluppo delle competenze e di conseguenza quello territoriale? Tramite la progettazione Progettare = GETTARE PRO, gettare in avanti PROGETTAZIONE COME..  lavoro d’insieme che coinvolge soggetti diversi a seconda delle tematiche e problematiche da affrontare  attività organizzata che tiene conto di persone, risorse, tempi, per la pianificazione di azioni  azione creativa per ideare e intraprendere strade alternative per essere promotori di cambiamento

10 Progettando, le SCUOLE creano Sviluppo Creare sviluppo significa:Raccogliere le istanze del territorioTrasformare le istanze in progetti finanziabiliIndividuare le fonti di finanziamento

11 LA PROGETTAZIONE PER LE SCUOLE E’ UNO STRUMENTO DI TRASFORMAZIONE TERRITORIALE, PROMUOVE LO SVILUPPO LOCALE. TRAMITE LA PROGETTAZIONE SI HA LA VISIONE PROFETICA DI CIO’ CHE SI VUOLE REALIZZARE, E’ NECESSARIO AVERE OTTICA LUNGIMIRANTE E PROSPETTIVA A LUNGO TERMINE. PROGETTARE SIGNIFICA STRATEGIA

12 Con i termini progettazione e programmazione si sostiene che nel proprio lavoro : è stata introdotto un pensiero che garantisce razionalità e riduzione dell’incertezza si cerca di perseguire degli scopi e delle finalità secondo un metodo. si tende a garantire che l’acquisizione dei risultati sia valutabile. Il progetto rappresenta l’essenza del pensiero che viene investita in quel determinato settore o campo di intervento; La progettazione : guarda a monte, ai processi normativi, alle finalità istituzionali, ai principi, cerca di essere fedele al contesto e alle sue norme, si ispira d una idea centrale, individua un oggetto di intervento. ha il compito di definire dei confini, di garantire, attraverso questi confini, l’efficacia dei risultati. In questo definisce finalità, obiettivi, risultati auspicabili, metodologie, soggetti, prestazioni da svolgere, modalità operative, ruoli e funzioni, status economici e di posizione. Essa quindi limita la complessità del campo oggetto di intervento e riduce potenzialmente la conflittualità riducendo la discrezionalità e la aleatorietà.

13 Le scuole non sempre coltivano la memoria della loro progettualità, non ne costruiscono le «tracce» necessarie per dare spessore storico e culturale ad un patrimonio che rischia di andare disperso per mancanza di documentazione; producono una notevole quantità di materiali, anche interessanti, che sono poco conosciuti e quasi mai utilizzati da altri; stentano a valutare i processi che attivano con il loro operato. Questo rende difficile trasferire le «buone prassi» e favorire la «contaminazione» tra scuole.

14 COME SI “DISEGNA” UN PROGETTO? SI COMINCIA e poi ci si pongono delle domande a cui si devono dare le risposte!

15 COSA COSA si vuol fare? ( natura del progetto ) PERCHE’ (causale) si vuol fare? (giustificazione)

16 PERCHE’ (finale) si vuol fare? (obiettivi) PERCHE’ (finale) si vuol fare? (obiettivi) QUANTO QUANTO si vuol fare? (mete)

17 DOVE si vuol fare? (localizzazione) DOVE si vuol fare? (localizzazione) COME COME si vuol fare? () ( metodologia e attivit à ) COME si vuol fare? ( ( metodologia e ) attivit à )

18 QUANDO si vuol fare? (cronogramma) A CHI èdiretto? (beneficiari intermedi e finali)

19 CHI lo fa? (risorse umane) C CC CHI lo fa? (risorse umane) CON COSA CON COSA si fa? (risorse materiali e finanziarie) CON COSA si fa? (risorse materiali e finanziarie)

20 A QUALI CONDIZIONI SI PUO’ FARE? A AA A QUALI CONDIZIONI SI PUO’ FARE? QUALI RISCHI PUO ’ GENERARE? QUALI RISCHI PUO ’ GENERARE? (e come è possibile prevenirli?) QUALI RISCHI PUO’ GENERARE? (e come è possibile prevenirli?)

21 DA COSA VEDRO ’ SE HO RAGGIUNTO GLI OBIETTIVI OPPURE NO? DA COSA VEDRO ’ SE HO RAGGIUNTO GLI OBIETTIVI OPPURE NO? (indicatori e valutazione) DA COSA VEDRO’ SE HO RAGGIUNTO GLI OBIETTIVI OPPURE NO? (indicatori e valutazione)

22 della progettazione sociale  finalizza l’azione, dirigendola in modo razionale ed ordinato verso uno scopo  trasforma un problema in un obiettivo  distingue tra speranze e utopie  organizza l’impegno trasformativo e l’innovazione  aiuta a definire le responsabilità dei diversi attori sociali  contribuisce a creare una mentalità pro-attiva, superando il mero approccio re-attivo  favorisce la concertazione e la collaborazione (programmazione come comunicazione)

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24 E’ di qualità se….. la progettazione è locale: ciò significa che deve essere identificabile e raggiungibile il target del programma, gli attori coinvolti, il territorio in cui si svolge; la progettazione si attiva sul disagio non sul sintomo; si tendono a ricostruire i processi causali e non quelli casuali, cercando di capire realmente il perché dell’esistenza di un certo fenomeno. il tempo della progettazione è il quotidiano; la vita, gli scambi, le relazioni, i simboli, le ritualità contano (mangiare, spostarsi, attese). I progetti devono respirare la dimensione temporale del quotidiano. Ascoltate la vita quotidiana e partite da essa!! la progettazione presuppone una competenza previsionale e valutativa; la progettazione deve sapere da dove parte e soprattutto dove vuole arrivare, partendo da indicatori statistici, sociometrici, qualitativi. Occorre avere un lungo respiro e una lunga visione!!

25 la progettazione deve essere sperimentale; il codice genetico è la sperimentabilità la progettazione deve essere parziale, aperta cioè a tutte le variabili, alla modificazione determinata dall’impatto con il territorio, con i target, con gli agenti di cambiamento sociale; è importante fare progetti chiari e distinti, dire cose che sono parziali nel senso passibili di modificazione in itinere qualora si ritenga necessario. la progettazione deve essere armonica. la progettazione deve essere trasferibile, ma non clonabile;la trasferibilità è un indicatore di validità, può essere trasferito in altri territori anche molto diversi.

26 la progettazione deve essere sostenibile (rispetto alla tipologia dell’intervento, sia all’organizzazione che lo gestisce, sia infine al finanziamento); Rispetto al territorio, è fondamentale chiedersi se ha senso e se si può fare quel progetto in quel territorio. la progettazione deve essere cantierabile rispetto alla logistica (DOVE), sia rispetto alle risorse umane (CAPACITA’ E COMPETENZE), sia rispetto ai beneficiari (ESISTONO? SONO REALMENTE INTERESSATI), sia infine alla integrazione reticolare; la progettazione deve avere il carattere della innovatività per fenomeni la progettazione deve contenere la partecipazione dal basso (approccio bottom up); partecipazione dal basso verso l’alto. la progettazione deve avere una attenta analisi dei costi.: personale, spese di gestione, prodotti finali, costi di disseminazione, vitto e alloggio, spese partecipanti etc…esistono degli indicatori di costo ufficiali che permettono una comparazione.

27 Riepiloghiamo… Progettazione CantierabileArmonicaInnovativaTrasferibileSostenibile Partire dal basso Attenta ai costi locale Attenta alla vita quotidiana Parziale Partire dal disagio Visione previsionale

28 Gli obiettivi specifici devono essere SMART Specific: leggendo il progetto chiunque deve avere un’idea chiara di ciò che si intende realizzare Measurable: gli obiettivi devono essere tali da poter valutare il loro raggiungimento Achievable: gli obiettivi devono essere realizzabili con le risorse a disposizione del progetto Realistic: gli obiettivi del progetto devono riferirsi al contesto in cui sarà realizzato il progetto Timed: gli obiettivi devono essere raggiunti entro un periodo di tempo prestabilito.

29 Analisi dei problemi problema Un problema è una situazione attuale negativa obiettivo Un obiettivo è una situazione positiva futura

30 Definizione ed analisi del problema Qual è il problema Qual è la definizione del problema Come si manifesta il problema Quali sono le cause del problema Per chi e perchè è rilevante Perchè si ritiene importante intervenire Quali altri problemi genera Chi nella comunità si sta gia occupando di questo problema Quale è la sua entità (incidenza, rilevanza) e le dinamiche in atto Chi (servizi, organizzazioni, persone) nella comunità si sta già occupando di quel problema o del settore che include il problema. Domande da porsi:

31 RICORDATI!! Più fonti di dati si consultano, più dettagliata risulta la definizione quantitativa e qualitativa dei problemi eventualmente presenti all’interno della realtà locale e quindi migliore sarà la progettazione dell’intervento.

32 obiettivi generali cosa si intende cambiare. Un progetto sociale è sempre un tentativo di ridurre la discrepanza fra una situazione desiderata e ciò che esiste attualmente. Innanzitutto vengono fissati gli obiettivi generali che sono una dichiarazione di intenti, desideri, formulati in modo abbastanza ampio e vago. Infatti porre gli obiettivi generali significa esplicitare cosa si intende cambiare.

33 I beneficiari sono rappresentati dalla popolazione sulla quale sono attesi i cambiamenti desiderati. Sarà importante conoscere le loro principali caratteristiche socio demografiche, come pure i valori, le credenze e le abitudini che li contraddistinguono, con particolare riguardo a quegli aspetti valoriali e comportamentali maggiormente collegati alla problematica affrontata.

34 A tal fine, l’individuazione della popolazione obiettivo dovrà essere segmentata su due livelli distinti:  destinatari diretti  destinatari diretti, vale a dire quelli su cui l’intervento va ad incidere in maniera esplicita e mirata;  destinatari indiretti  destinatari indiretti, quelli la cui situazione di partenza subisce modifiche ed evoluzioni, anche non necessariamente desiderate, per effetto indiretto del progetto.

35 Modello di intervento e attività Stabiliti gli obiettivi bisogna decidere cosa dovrà essere fatto per ottenere i cambiamenti desiderati nella popolazione target. Bisogna stabilire quali sono le attività Bisogna stabilire quali sono le attività.

36 Elaborazione delle attività “cosa fare” e “come”. Questa fase del lavoro di progettazione mira a rispondere a due questioni fondamentali del lavoro: “cosa fare” e “come”. sviluppare un’attività creativa e, allo stesso tempo, razionale, utile alla pianificazione. Acquisite informazioni esaustive in merito al contesto di riferimento, fissati gli obiettivi ed identificati i destinatari, occorre infatti sviluppare un’attività creativa e, allo stesso tempo, razionale, utile alla pianificazione.

37 Uno degli approcci più diffusi, nella gestione delle iniziative, è quello del Quadro Logico (spesso richiesto in innumerevoli bandi della Comunità Europea). Questo strumento è stato sviluppato a partire dagli anni ’70 per rispondere ad esigenze emerse nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale, in particolare rivolti ai paesi in via di sviluppo.

38 Logica d’intervento Definizione (che cos’è) Significato (a che domanda risponde?) Obiettivi generali I benefici sociali ed economici di medio e lungo termine ai quali il progetto contribuirà Perché il progetto è importante per la società? Obiettivo specifico o scopo del progetto Il beneficio tangibile per i beneficiari (il miglioramento di una condizione di vita dei beneficiari o di un aspetto importante di una organizzazione) Perché i beneficiari ne hanno bisogno? Risultati (sottobiettivi) I servizi che i beneficiari ricaveranno dal progetto; ciò che resta sul campo Che cosa i beneficiari saranno in grado di fare, di sapere o di saper fare grazie alle attività del progetto? Attività Ciò che sarà fatto durante il progetto per garantire la fornitura di servizi Cosa sarà fatto per fornire i servizi?

39 Tempistica del diagramma di Gantt Un metodo molto comune ed efficace che consente di visualizzare contemporaneamente la sequenza e la tempistica delle attività è quella del diagramma di Gantt (dal nome del suo inventore H.L. Gantt che lo introdusse all’inizio dello scorso secolo), in cui vengono rappresentate sull’asse verticale le attività, mentre sull’asse orizzontale, in alto, viene riportata la scala temporale. I tempi stimati per ciascuna attività vengono rappresentati come barre orizzontali in prossimità delle attività che vanno ad incontrare l’asse dei tempi. Esempio:

40 Cronoprogramma Attivitàmese ATTIVITA’ 1 ATTIVITA’ 2 ATTIVITA’ 3 ATTIVITA’ 4 ATTIVITA’ 5

41 Arrivederci! Simona Rotondi Tel Fax


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