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L’Egitto Il paese delle due terre. Gli egizi La valle del Nilo era abitata da alcune popolazioni le quali avevano una struttura socio-politica simile.

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Presentazione sul tema: "L’Egitto Il paese delle due terre. Gli egizi La valle del Nilo era abitata da alcune popolazioni le quali avevano una struttura socio-politica simile."— Transcript della presentazione:

1 L’Egitto Il paese delle due terre

2 Gli egizi La valle del Nilo era abitata da alcune popolazioni le quali avevano una struttura socio-politica simile. In seguito nel IV millennio a.C. si formarono due regni: Alto e Basso Egitto, in seguito unificati da Narmer, il primo faraone egizio, il quale diede origine alla dinastia dei faraoni. La storia egizia si divide in 4 periodi principali: Antico regno, Medio regno, Nuovo regno e Decadenza La storia egiziana termina quando l’Egitto, dopo essere stato provincia dell’impero di Alessandro Magno tre secoli prima, divenne provincia dell’impero romano. Gli egizi si distinsero per la struttura societaria detta “piramidale” e per i grandi progressi in campo tecnico e scientifico

3 Le piramidi Le piramidi egizie sono delle strutture architettoniche realizzate dalla civiltà egizia. In Egitto ci sono più di 90 piramidi le quali sono le tombe dei faraoni. La prima piramide non a gradoniad essere costruita fu quella del faraone Cheope. Cheope chiamò il sacerdote e gli scultori che studiarono a lungo la grandiosa impresa. All'inizio vennero messe le corde sacre per delimitare il terreno e poi il faraone, per segnare l'inizio della costruzione, pose la prima pietra. Alla fine della costruzione il corpo del faraone morto veniva chiuso in un sarcofago e messo all'interno dell'enorme costruzione. Tutte le sue ricchezze venivano poste all'interno della piramide: sedie, tavoli, carri, oggetti d'oro e d'argento e, cosa molto importante, il suo trono. Si pensava che servissero al faraone nella sua vita nell'aldilà. L'accesso alla camera del faraone era introvabile perché c'erano trappole e tunnel. Il popolo, a seguito di queste grandi opere alle quali dovette dedicarsi, ne rimase però molto impoverito.

4 Le Piramidi della III dinastia La prima piramide fu quella, a gradoni, costruita a Saqqara per Djoser, secondo sovrano della III dinastia. Si tratta probabilmente del primo monumento costruito interamente in pietra. Il suo progettista, Imhotep, ne ebbe tanta fama da essere ricordato nei secoli e divinizzato. Le altre piramidi a gradoni Oltre a quello di Djoser, si conoscono altri complessi funerari con piramide a gradoni della III dinastia come quello di Sekhemkhet. La piramide di quest’ultimo complesso, detta piramide a strati (Layer Pyramid), è una piramide a gradoni formata da strati indipendenti appoggiati uno all’altro. La piramide di Meidum L'ultimo sovrano della III dinastia, Huni, si fece costruire a Meidium l'ultima e la più grande delle piramidi a gradoni. Durante il regno di Snefru, il fondatore della IV dinastia, si decise di trasformare la piramide di Huni in una piramide regolare, la prima di questo tipo, colmando gli spazi tra i gradoni e aggiungendo un rivestimento.

5 Le piramidi della IV dinastia Le piramidi di Snefru Per motivi che ci sfuggono Snefru ha lasciato due piramidi: la Piramide romboidale, detta anche piramide a doppia pendenza, e la Piramide Rossa, entrambe a Dahshur. Le piramidi di Snefru, e i complessi funerari in cui sono inserite, differiscono notevolmente da quelle della III dinastia. Le piramidi di Giza I successori di Snofru, facendo tesoro dell'esperienza accumulata nei due secoli precedenti, eressero sull’altopiano di Giza le piramidi più grandi e famose della storia. Il successore di Cheope, Djedefra, non fece costruire la sua piramide a Giza, ma 8 km più a nord. I sovrani successivi, Chefren e Menkaura, tornarono a scegliere Giza per le loro piramidi.

6 Le piramidi della V dinastia Con la V dinastia si riprese la tradizione della costruzione di piramidi, che però non raggiunsero mai più le dimensioni gigantesche del periodo precedente. Il primo sovrano della dinastia, Userkaf, fece costruire la sua piramide a Saqqara, accanto a quella di Djoser. Con il successore di Userkaf, Sahura, i complessi sepolcrali cambiano ubicazione, anche se non di molto. La piramide dell'ultimo esponente della dinastia, Unis, è di grande importanza perché è il primo che contiene i famosi Testi delle piramidi.

7 07/04/2015 Le piramidi della VI dinastia Durante la VI dinastia tutte le piramidi, di tipo canonico, hanno con buona approssimazione le stesse dimensioni.Ci sono giunte praticamente in rovina e sorgono quasi tutte a Saqqara sull'altopiano che dominava l'antica capitale egizia di Menfi nelle vicinanze della Piramide di Djoser. Tra le piramidi della VI dinastia annoveriamo quelle dei sovrani: Teti Pepi I Merenra II Pepi II Kakara Ibi Khui

8 La XII dinastia e le ultime piramidi I faraoni della XII dinastia ripresero l’usanza di farsi seppellire in tombe a forma di piramide. Le loro piramidi erano rivestite di calcare pregiato ma, ad eccezione di quella di Amenemhat I, il materiale usato non era più la pietra, ma i mattoni. Viene di nuovo scelto il sito di Dahshur, già usato da Djoser.

9 07/04/2015 I Testi delle piramidi I Testi delle piramidi sono un insieme di formule rituali aventi lo scopo di assicurare l'immortalità e l'ascesa al cielo ai sovrani dell'antico Egitto. I Testi compaiono per la prima volta nel monumento funebre di Unis (V dinastia) durante il periodo storico detto antico regno. Si ritiene che prima di allora le formule venissero recitate durante la cerimonia funebre. Trattandosi di formule rituali scritte in un linguaggio arcaico, e talvolta oscuro, non sempre è possibile comprendere pienamente il loro significato anche perché i Testi non formano un corpus organico. Le formule avevano lo scopo di garantire al sovrano l'ascesa tra gli dei e la sua riunificazione con il dio-sole Ra. Nei Testi compare anche la descrizione della Duat, l'oltretomba della religione egizia, formato dai Campi Hotep e dai Campi di Giunchi (detti anche Campi Iaru) la cui descrizione compare però solamente con i più tardi Testi dei sarcofagi.

10 Il Nilo Il Nilo è un fiume africano,tradizionalmente considerato il fiume più lungo del mondo, contende il primato della lunghezza al Rio delle Amazzoni. Il Nilo possiede due grandi affluenti, il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro. La sezione settentrionale del fiume scorre quasi interamente attraverso il deserto del Sahara, dal Sudan all'Egitto, un paese la cui civiltà è dipesa dal fiume fin dai tempi antichi e più remoti. Alla fine il Nilo si dirama in un grande delta e sfocia nel Mar Mediterraneo. Dalle sorgenti al delta il Nilo attraversa sette paesi africani: Burundi, Ruanda, Tanzania, Uganda, Sudan del Sud, Sudan ed Egitto, ma il suo bacino idrografico include porzioni della Repubblica Democratica del Congo, Kenia, Etiopia ed Eritrea.

11 Storia Il Nilo è strettamente legato allo sviluppo dell‘antica civiltà egiziana, con la maggior parte della popolazione e delle città situate nella valle a nord di Assuan. Il Nilo è stato vitale per la cultura egiziana sin dall’età della pietra. Il cambiamento climatico e il progressivo inaridirsi dei pascoli e di quelle terre d'Egitto che hanno dato vita al Sahara, già nel 8000 a.C. presumibilmente hanno spinto gli abitanti a migrare verso il fiume, dove poi hanno sviluppato un'agricoltura sedentaria e una società più centralizzata.

12 L'Eonilo Il Nilo è almeno il quinto fiume che nei milioni di anni è disceso dagli altipiani etiopi attraversando questa immensa regione. Immagini satellitari sono state utilizzate per identificare antichi letti fluviali nel deserto ad ovest dell'odierno corso del Nilo. Un canyon oggi totalmente ricoperto rappresenta il corso di un ancestrale Nilo chiamato Eonilo che scorreva nel tardo corso del Miocene. Il Lago Tanganica gettò le sue acque nel bacino idrografico del Nilo fino a quando i vulcani del Virunga non ne ostruirono il corso in Ruanda. All'epoca quindi le sorgenti si dovevano spingere fin nel nord dello Zambia.

13 La formazione del Nilo Ci sono due teorie in relazione all'età di formazione dell'attuale Nilo. La prima è che la formazione dell'attuale bacino idrico del Nilo sia di età relativamente giovane, che il bacino del Nilo fosse precedentemente suddiviso in una serie di sotto- bacini separati e che solo il più settentrionale di questi bacini (il bacino del Proto Nilo) in seguito formò l'attuale corso del Nilo in Egitto e nel nord del Sudan. L'altra teoria è che le acque provenienti dall'Etiopia attraverso fiumi equivalenti agli attuali Nilo azzurro, Atbara e Tacazzè scorressero verso il Mediterraneo attraverso la regione egiziana del Nilo ben prima del Terziario.

14 Ruolo nella fondazione della civiltà egiziana Il Nilo giocò un ruolo cruciale nella fondazione della civiltà egiziana. Il Nilo fu (e lo è tuttora) un' incessante fonte di sostentamento per le popolazioni lungo le sue sponde. Il Nilo rendeva il terreno circostante estremamente fertile dopo le annuali inondazioni. Gli egiziani furono pertanto in grado di coltivare grano e altre colture, ricavandone cibo per supportare le esigenze alimentari della popolazione. Inoltre l'introduzione ad opera dei Persiani dei bufali nel VII secolo a.C. che ricercavano ambienti umidi e con presenza di acqua, in aggiunta ai cammelli, rappresentò un'eccellente fonte di carne. L'acqua fu pertanto di vitale importanza sia per le persone, che per il bestiame. Il Nilo permise inoltre un efficiente sistema di trasporto. La società egiziana fu una delle più stabili nella sua storia. Questa stabilità fu una conseguenza diretta della fertilità del Nilo. Il Nilo forniva il prezioso limo in seguito alle sue inondazioni. Il grano fu una produzione cruciale nelle colture del Medio Oriente, dove la fame fu molto comune. Il Nilo svolse un ruolo importante nella vita politica, sociale e spirituale. Il Nilo fu così significativo per la vita degli egiziani che essi crearono un dio dedicato al controllo delle inondazioni annuali. Il nome del dio fu Hapy. Lo storico greco Erodoto scrisse che 'l’Egitto fu il dono del Nilo', e in un certo senso può essere vero. Senza le acque del fiume Nilo per l'irrigazione la civiltà egiziana sarebbe stata probabilmente di breve durata. Il fiume fornì gli elementi per rendere vigorosa una civiltà, e ha contribuito molto alla sua durata che si snodò per anni.

15 I faraoni Faraone è il termine con cui di solito vengono indicati i sovrani dell'antico Egitto. Etimologia Il termine deriva dal greco φαραώ pharaò che a sua volta discende dall'egizio Questo titolo non ha fatto parte della titolatura ufficiale dei sovrani egizi fino alla XXI dinastia(iscrizione dell'anno 17 di Siamon) mentre in precedenza venne usato per indicare la funzione regia (dalla XVIII dinastia) e prima ancora venne usato solamente per indicare la residenza del sovrano. Uso comune Il suo uso è divenuto comune per indicare i sovrani egizi attraverso le opere di Erodoto ed altri storici greci, che, prima della riscoperta archeologica, erano le sole a conservare la memoria di quella civiltà, assieme a molti riferimenti della Bibbia, a cominciare dai libri della Genesi e dell'Esodo. Va comunque ricordato che, sia nella Bibbia, sia nel Corano, Faraone è nome proprio di persona del sovrano egizio che opprime il popolo d'Israele, fino al suo ritorno in patria dall'esilio, guidato da Mosè. Nella tradizione egizia il sovrano possedeva natura divina; infatti egli era l'Horo vivente, figlio del dio Ra.

16 Narmer Narmer è stato un faraone appartenente alla I dinastia egizia. A Narmer è attribuita, per tradizione, l'unificazione del Basso Egitto con l'Alto Egitto, in una data intorno al 3000 a.C. Questa tradizione risale al Nuovo Regno e non esistono prove documentali che possano ulteriormente confermarla o smentirla. L'esistenza di questo sovrano è attestata da una paletta per trucco, scoperta a Hierakompolis nel 1898, su cui compare il Serekht con i glifi nˁr mr, e da numerosi altri reperti. La stessa paletta sembrerebbe anche confermare che il sovrano in questione regnò su tutto l'Egitto, essendo questi rappresentato con in capo da un lato la corona del Basso Egitto, e dall'altro quella dell'Alto Egitto. Regina principale di Narmer potrebbe essere stata una principessa, identificata come Neithotep, il cui nome compare nelle tombe dei successori del sovrano. Anche questa identificazione rimane incerta, in quanto Neithotep potrebbe anche essere stata la regina principale del successore di Narmer. Alcune scoperte recenti, delle liste reali rinvenute nelle tombe di Den e Qa'a, hanno messo in dubbio l'identificazione di Menes con Narmer. In queste liste il nome Menes non compare, mentre viene confermato Narmer come fondatore della dinastia. Nel 1994 il Serekht di questo sovrano è stato riconosciuto sui resti di un contenitore per vino rinvenuto in uno scavo archeologico nel sud di Israele. La tomba di Narmer è stata rinvenuta nella necropoli di Umm el- Qa'ab presso Abydos, e consiste di due camere sotterranee collegate tra loro.

17 Cheope Cheope è stato un faraone appartente IV dinastia egizia. Cheope è la forma latinizzata del nome greco Cheops a sua volta deformazione del nome egizio Khufu. Figlio di Nebmaat e della regina Hetep-heres, il suo nome è legato al più famoso dei monumenti rimastici dell'Antico Egitto: la Grande Piramide o Piramide di Cheope che si trova nella vasta necropoli di Giza. La Pietra di Palermo riporta che durante il suo regno venne eretta una statua alta sette metri e venne realizzata un'altra statua interamente in oro. Nel Papiro Westcar Cheope è descritto come un sovrano benevolo a differenza di quanto riporta lo storico greco Erodoto, che - scrivendo più di duemila anni dopo rispetto ai fatti storici narrati - lo descrive come un tiranno che avrebbe schiavizzato il popolo allo scopo di erigere il proprio monumento funebre (la piramide). Un'incisione con il suo nome si trova presso lo Uadi Maghara nella penisola del Sinai ed una stele in una cava della Nubia ne attesta l'operato. Alla morte di Cheope è possibile che vi siano stati problemi di successione essendo scomparso prematuramente Kauf, erede designato. Oltre a Kheper ed Userib, figli del sovrano scomparso, e giunti al trono uno dopo l'altro, vi sono anche tracce del possibile regno di un altro figlio: Djedefhor.

18 Chefren Chefren è stato un faraone appartenente alla IV dinastia egizia. Il nome Chefren (o Khefren) è la deformazione in greco del nome egizio Khafra È probabile che Chefren fosse figlio di Cheope e fratellastro quindi di Kheper. Una possibile ricostruzione dei fatti legati alla successione di Cheope è la seguente: essendo già morto Kuaf, primogenito e successore predestinato, secondo una versione dei fatti ucciso da Kheper, la lotta per la successione si svolse appunto tra Kheper e Chefren (un altro figlio di Medjedu, Hardedef, ricordato ancora nel Nuovo Regno come sapiente, non entrò in lizza). Kheper riuscì a salire al trono ma vi rimase per pochi anni, come dimostra l'incompletezza della sua piramide. Alla morte di Kheper, Chefren, con l'appoggio degli altri fratelli e della madre, ricondusse allora il trono nella linea di discendenza principale escludendo da questa i figli del predecessore. Tra i figli di Chefren, oltre al futuro re Micerino annoveriamo anche Iunmin che ricoprì il ruolo di visir verso la fine della dinastia, forse durante il regno del fratello Micerino., è secondo per grandezza solo alla piramide di Medjedu (Cheope). A Chefren era anche attribuita la costruzione della Sfinge di Giza, attualmente interpretata come una imponente raffigurazione del padre in forma di leone accovacciato con testa umana. Il monumento, che si trova a fianco del viale che conduce dal tempio a valle alla piramide, venne probabilmente ricavato da un affioramento di roccia proprio nella zona delle cave delle pietre usate per la costruzione della piramide stessa.

19 Menkaure Menkaure è stato un faraone appartenente alla IV dinastia egizia e figlio di Chefren. Menkaure è più noto, in Italia, col nome di Micerino (forma italianizzata del greco Mykerinos, forma in cui il nome compare nelle opere dello storico greco Erodoto) Il complesso funebre di Menkaure di trova a Giza; la piramide, detta Menkaure è divino, più piccola di quella dei suoi predecessori, rimase incompleta nel rivestimento, che avrebbe dovuto essere interamente di granito rosso di Assuan, probabilmente a causa della prematura morte del sovrano.

20 Le divinità Gli egizi veneravano molte divinità,infatti essi credevano che gli dei guidassero ogni momento della vita dell’uomo. Ciascuna professione aveva un protettore. Amon - dio dell'aria, suprema divinità dell'Egitto dal medio regno quando la capitale venne spostata a Tebe, centro del culto Hapy - dio del Nilo e della fertilità Horus - il dio dalla testa di falco Osiride - dio degli inferi, della fertilità e dell'agricoltura Ptah - una divinità creatrice Ra - il sole Sekhmet - dea della guerra Thot - dio della luna del disegno, della scrittura, della geometria, della sapienza, della medicina, della musica, dell'astronomia e della magia Il più popolare era Osiride,dio della vegetazione e dell’oltretomba.Le divinità erano rappresentate con corpo da umano e testa di animale(zoomorfismo)e ogni animale aveva un determinato significato(il coccodrillo rappresentava la fertilità).

21 Fine Lavoro svolto da: Lorenzo Pane Alessandro Scala Bianca Visocchi Lorenzo Ferraro detto il “Fer” Federico Caia Fabiana Majello MariaChiara Chef


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