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CIRCUITO RIFLESSIVO BIZZARRO Marco CASTIGLIONI Università di Milano - Bicocca.

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Presentazione sul tema: "CIRCUITO RIFLESSIVO BIZZARRO Marco CASTIGLIONI Università di Milano - Bicocca."— Transcript della presentazione:

1 CIRCUITO RIFLESSIVO BIZZARRO Marco CASTIGLIONI Università di Milano - Bicocca

2 Limiti del concetto di “doppio legame”  E’ descritto come un processo unidirezionale e sostanzialmente diadico.  È assente la dimensione storica  È stato usato per spiegare fenomeni diversi senza che siano state chiarite le differenze.  È aspecifico:  non spiega perché il paradosso diventa patogeno per un solo membro del gruppo e non per tutti.  È difficile definire quali sequenze comunicative possono essere definite paradossali.

3 LA REVISIONE COSTRUZIONISTA DI CRONEN, JOHNSON E LANNAMANN le realtà sociali sono costruite e mantenute all'interno degli scambi conversazionali in cui il soggetto è inserito. Alla concezione realista di Bateson, Cronen, Johnson e Lannamann oppongono la tesi costruzionista secondo la quale le realtà sociali sono costruite e mantenute all'interno degli scambi conversazionali in cui il soggetto è inserito.

4 LA REVISIONE COSTRUZIONISTA DI CRONEN, JOHNSON E LANNAMANN Secondo quest'ottica "la comunicazione non deve essere concepita come lo strumento per raffigurare la realtà esterna e per trasmettere immagini non distorte da una persona all'altra, bensì come il processo attraverso il quale gli individui creano le realtà sociali" (Cronen, Johnson e Lannamann, 1982, p. 93)

5 LA RIFLESSIVITA’ NELLA REVISIONE COSTRUZIONISTA All'inizio di ciascun episodio comunicativo un certo grado di "confusione" tra i partecipanti è ineliminabile perché la qualità del contesto non è già data ma deve essere costruita all'interno dell'interazione. 1) La riflessività (paradosso) in quanto tale non è una fallacia del processo comunicativo ma una sua componente normale e indispensabile.

6 2) La riflessività è intrinseca agli scambi comunicativi e non è affatto un errore ma è un elemento necessario per il cambiamento. "Contesti che non possono modificarsi in risposta a cambiamenti che avvengono ad un livello inferiore potrebbero essere un sintomo di un sistema patologico incapace di contrattazione o di crescita" (Cronen, Johnson e Lannamann, 1982, pp ).

7 3) Livelli multipli di contesto. Oltre al livello di contenuto e a quello di relazione, proposti da Bateson (1956), Cronen, Johnson e Lannamann introducono altri tre livelli di contesto. Tutti i livelli sono costruiti all'interno degli scambi comunicativi e formano un sistema gerarchico di significati. Ciò significa che ciascun livello diventa il contesto entro il quale i livelli inferiori acquistano significato.

8 Livelli multipli di contesto - Modelli culturali: ampi modelli di ordine sociale e di relazioni umane relative a quell’ordine. - Sé o biografia interna: repertorio di azioni che compongono l’immagine di sè di un individuo - La relazione fra i comunicanti - Episodi

9 Circuiti Armonici e Circuiti Bizzarri Circuiti “bizzarri” sono quelli che creano disagio e talvolta patologia. I livelli di significato coinvolti sono tra loro“intransitivi” e pertanto non è possibile che ciascuno dei due diventi il contesto dell'altro senza che questo cambi di significato.  DANNO LUOGO A PARADOSSI Circuiti "armonici" sono quelli che non sono problematici. In questo caso i livelli di significato hanno una relazione “transitivi”, vale a dire, ciascuno può diventare il contesto dell'altro senza che si modifichi il significato di nessuno dei due.  NON DANNO LUOGO A PARADOSSI

10 La transitività o intransitività fra i livelli di contesto è definita da alcune premesse di significato, definite metaregole, le quali sono il risultato di specifici modelli culturali e familiari, dalle esperienze individuali di ogni persona nonché dalla posizione che il soggetto assume all’interno del suo sistema di relazioni.  Il paradosso non è un fatto “oggettivo” esterno, ma è vissuto come tale dal soggetto in rapporto alla sua specifica posizione nell’intreccio relazionale. Cosa rende problematico un circuito riflessivo?


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