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AMBIENTE, RISORSE E SVILUPPO SOSTENIBILE Di Selenia Arigliano.

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Presentazione sul tema: "AMBIENTE, RISORSE E SVILUPPO SOSTENIBILE Di Selenia Arigliano."— Transcript della presentazione:

1 AMBIENTE, RISORSE E SVILUPPO SOSTENIBILE Di Selenia Arigliano

2 APRILE 1968 Un gruppo di trenta persone, con origine da dieci differenti paesi, si riunì sotto il coordinamento di Aurelio Peccei. Il gruppo comprendeva scienziati, insegnanti, intellettuali e industriali che volevano discutere il tema della situazione presente e futura dellumanità. Questo gruppo prese il nome di CLUB DI ROMA.

3 NASCITA DELLA QUESTIONE AMBIENTALE Ci sono 2 date significative che marcano passaggi rilevanti per concepire la questione ambientale. -La prima può essere fatta coincidere con la pubblicazione nel 1972, del RAPPORTO DEL MIT (Massachussetts institute of technology) di Boston, dal titolo I LIMITI DELLO SVILUPPO, che identifica nella scarsità ed esauribilità di risorse il limite della ulteriore crescita ed espansione, non solo economica, del sistema. Il lavoro di Meadows suscitò un enorme e generale interesse in tutto il mondo, dando vita ad un movimento culturale e di pensiero stigmatizzato come cultura del club di Roma dal nome del committente della ricerca. Questo lavoro era improntato ad un rigido determinismo scientifico, per loro il pianeta sarebbe collassato negli anni 2000, ma ebbe il merito di aver denunciato in tutto il mondo rischi e pericoli, e limiti, della crescita illimitata.

4 -La seconda data può essere fatta coincidere con la pubblicazione di un altro rapporto, quello della commissione Brundtland, dal titolo IL FUTURO DI TUTTI NOI, avvenuta nel Il passaggio di pensiero consiste nella presa di coscienza dei nuovi limiti alla crescita, non più identificati come finitezza di risorse, ma bensì nella capacità della biosfera di assorbire gli effetti dellattività umana; limiti, quindi fisici e biologici imposti dalle condizioni di stabilità dellecosistema planetario. Paradossalmente i nuovi limiti diventano sempre più consistenti proprio nel momento in cui il processo di epocale innovazione tecnologica scatenato dalluomo sembra aver creato lillusione di poter moltiplicare indefinitivamente le risorse, attraverso la loro sostituzione. Scienza e tecnologia appaiono nel momento della loro massima espansione, per la prima volta incapaci di prevenire lirreversibile processo di degrado dellambiente. Occorre arrestare la crescita e promuovere uno sviluppo che prenderà laggettivo di SOSTENIBILE.

5 IL RAPPORTO DEL MIT

6 LESAURIBILITA DELLE RISORSE Cominciava a diffondersi la sensazione che lavvento dellera tecnologica avrebbe inevitabilmente modificato i comportamenti individuali e collettivi delle società, ovvero che il dominio dello sviluppo economico e di quello tecnologico, insieme, comportasse il rischio della perdita di valori ambientali e ideali propri della società stessa. Al centro del dibattito era la questione dei limiti ambientali alla crescita e il ruolo potenzialmente esprimibile dellinnovazione tecnologica nella rimozione di tali limiti.

7 Lo spettacolare progresso della ricerca scientifica aveva, allepoca, consentito unondata di prosperità e sviluppo senza precedenti sul pianeta; questo aveva allungato letà media della vita e consentito agi e benessere prima mai goduti. Tutto questo conviveva con effetti indesiderati come la spinta di tutti i paesi a farsi concorrenza per produrre e consumare al massimo le risorse anche a costo di stravolgere i cicli naturali della vita sulla terra; la coscienza di una ingenua sicurezza riposta nella tecnologia di risolvere qualsiasi problema; la distruzione di secolari equilibri ecologici; il deterioramento dellambiente; la crisi delle istituzioni, lespansione incontrollata della città, e la ribellione della gioventù (moti del 68); il rifiuto del sistema di valori sociali da parte di un numero sempre maggiore di persone; linflazione e così via.

8 La QUESTIONE AMBIETALE si poneva nei termini di un conflitto malthusiano tra crescita economica ed esaurimento delle risorse non rinnovabili; la crescita economica implica un uso sempre maggiore di tali risorse che ve gono consumate in decine di anni, mentre la loro riproducibilità avviene in milioni di anni, da cui il termine di RISORSE NON RINNOVABILI.

9 FINITEZZA DELLE RISORSE La questione della finitezza delle risorse era rappresentata con una nota metafora che era: le condizioni economiche dellepoca sono paragonate a quelle che governano la vita di una navicella spaziale, in contrapposizione a quelle che vigevano nel far west allepoca dei primi pionieri americani. Questi ultimi non si preoccupano delluso delle risorse, né dei danni prodotti dai rifiuti, in quanto sia le risorse che lo spazio erano considerati illimitati. Al contrario dei pionieri, luomo sulla navicella spaziale sa che la sua esistenza dipende dalle possibilità di riciclare i materiali utilizzati e dalluso moderato delle risorse disponibili; Allo stato attuale, lumanità è più prossima alle condizioni del pilota della navicella spaziale che non a quella del cow-boy delle sterminate frontiere del far west. Per molti la frontiera esiste ancora, ma diventa immateriale, la nuova frontiera si chiama scienza e tecnologia, e ad essa è affidato il compito di spostare continuamente i limiti del possibile. Per altri le risorse non sono sufficienti a consentire ancora per un lungo periodo i tassi di utilizzo attuali e potenziali: occorre quindi affrontare il problema di un loro sfruttamento più razionale.

10 IL RAPPORTO DEL MIT Leccessivo ottimismo nelle capacità delluomo di riuscire a trovare soluzioni efficaci al problema dellesauribilità delle risorse non rinnovabili, da un lato, e la minaccia di un crollo del mercato mondiale per i limiti imposti alla crescita, dallaltro, costituiscono i due corni del problema tra i quali si dibatteva la questione ambientale: si trattava di accendere per mezzo di questo rapporto un grande dibattito sui dilemmi dellumanità, e di catalizzare in energie innovatrici la diffusa sensazione che, collavvento dellera tecnologica qualcosa di fondamentale deve essere cambiato nelle nostre istituzioni e nei nostri comportamenti. Emerge una più decisa presa di coscienza che urgono visioni e approcci radicalmente nuovi per affrontare la problematica intricata, sconcertante e senza precedenti che attanaglia lintera società umana, senza grandi distinzioni per il grado di sviluppo o per lorientamento politico dei suoi vari componenti.

11 Con questi frasi il rapporto apre il grande dibattito sul futuro delle generazioni umane. In sintesi, esso si propone di definire i limiti che il sistema terra pone alle dimensioni dellattività umana, ovvero i gradi di compatibilità tra questultima e le dimensioni limitate del pianeta in termini di spazio e risorse attraverso lidentificazione e lanalisi dei fattori principali che determinano il comportamento e la dinamica di tale sistema. A questo scopo viene sviluppato un modello preliminare del mondo attraverso la costruzione di un apposito modello matematico elaborato ad hoc che descrive le linee di tendenza del sistema. Il modello elaborato da Forrester tendeva a dimostrare come in un mondo finito, la crescita esponenziale di qualunque sottosistema spinga inevitabilmente questultimo a scontrarsi con i limiti dovuti alla disponibilità di risorse di base. In sostanza il problema posto era che la crescita di sottosistemi tecnologicamente stazionari di fronte ad unofferta esauribile di risorse, non poteva che essere limitata. Per gli economisti la scarsità delle risorse è un problema di poco interesse.

12 IL MODELLO MEADOWS- FORRESTER Questo modello identifica cinque variabili sintetiche ritenute fondamentali per la rappresentazione del sistema e risultanti da un insieme combinato di oltre 150 variabili semplici. Di esse ne viene analizzato il trend passato, le linee di tendenza e le reciproche relazioni. Infine, esse vengono estrapolate al futuro. Tali variabili sono: - POPOLAZIONE -AGRICOLTURA (produzione di alimenti, fertilità della terra, espansione, perdita della terra) -ECONOMIA ( prodotto industriale, prodotto dei servizi, posti di lavoro) -RISORSE NATURALI NON RINNOVABILI - INQUINAMENTO

13 I TREND DEI FATTORI CRITICI I collegamenti tra queste variabili sotto forma di una serie di circuiti di feedback positivi e negativi. Dalla figura si rileva come la popolazione, lagricoltura e lindustria sono collegate da circuiti positivi, ovvero, un aumento di una di esse fa aumentare anche il livello delle altre due. Lindustrializzazione è associata ad un calo del tasso di incremento della popolazione.

14 Laggiunta delle variabili risorse e inquinamento introduce allinterno del sistema alcuni regolatori fondamentali, che rallentano, e a volte capovolgono la crescita attraverso potenti circuiti di feedback negativi. Tutto il complesso delle relazione elementari e delle variabili semplici sono utilizzate dal modello world 3 per la costruzione della variabile sintetica risorse non rinnovabili. Tutti questi sono stati poi collegati nellambito di un programma al computer, appunto il world 3, allo scopo di proiettare le tendenze relative ai 70 anni passati, verso i 130 successivi.

15 Una caratteristica rilevante delle cinque variabili principali scelte a rappresentare il sistema mondiale consiste nella legge di crescita: tutte e cinque le variabili scelte crescono esponenzialmente con il tempo. La scelta della legge esponenziale di crescita è la causa principale delle catastrofiche previsioni a cui perviene il rapporto; essa comporta un aumento rapido delle variabili fino a raggiungere i valori critici. Lintroduzione di una legge esponenziale di crescita delle variabili, ha implicazioni rilevanti, poiché siamo abituati, a pensare linearmente e pensiamo che la crescita è un processo lineare.

16 Il rapporto del MIT non solo ipotizza una legge di crescita esponenziale per i cinque fattori considerati, ma ipotizza anche che tra essi esiste un processo sinergico di retroazione positivo; come a dire un circolo vizioso secondo il quale la crescita della popolazione incrementa il processo di industrializzazione che, a sua volta, incrementa la crescita di popolazione; entrambi i processi, a loro volta, incrementano linquinamento e così via. Si ipotizza una catena di relazioni causa- effetto così come avviene nella spirale prezzi-salari. Levoluzione del sistema è rappresentata da popolazione e da crescita produttiva

17 LA POPOLAZIONE MONDIALE Le previsioni sono allarmanti: allaumento già esponenziale della popolazione si aggiunge laumento del tasso di crescita con il risultato di una crescita iperesponenziale. Tanto più è numerosa la popolazione, tanto più nasceranno bambini ogni anno e, tanto più aumenterà la popolazione. Gli anelli positivi generano una crescita sfrenata, quelli negativi si oppongono, tendendo a contenere il sistema o a riportarlo in uno stato stabile.

18 A livello mondiale laumento lungo lanello di retroazione positivo (nascite) è diminuito soltanto di poco, mentre laumento lungo lanello di retroazione negativo (decessi) va diminuendo sensibilmente. Leffetto si traduce in una crescita iperesponenziale. Il rapporto formula ipotesi pessimiste sulla possibilità di ridurre la crescita della popolazione prima dellanno 2000, poiché la maggior parte dei futuri genitori è già nata. Esso prevede che nei successivi 30 anni ci saranno sulla terra ben 7 miliari di individui e che la popolazione mondiale dopo 60 anni sarà pari a 4 volte lattuale. Uninterpretazione dellandamento demografico mondiale ci viene dalla teoria della transizione demografica che sostiene che il processo di crescita è lento allinizio di ogni fase di industrializzazione di un paese.

19 AUMENTO DELLA POPOLAZIONE TRA IL 1971 E IL 1991 Con il miglioramento dei servizi e dellalimentazione, si abbassano i tassi di mortalità e crescono quelli di fecondità e natalità, con il risultato di una rapida crescita della popolazione. Quando il livello culturale e il benessere sociale raggiungono le modalità proprie della civiltà industrializzata, allora anche i tassi di natalità regrediscono e la crescita demografica torna a rallentare. I motivi di questo comportamento sociale non sono del tutto spiegabili; sicuramente concorrono fenomeni quali la trasformazione del ruolo della donna e il desiderio di stabilità che inducono a sposare il principio pragmatico del meno si è prima ci si arriva, meglio si starà

20 CRESCITA PRODUTTIVA MONDIALE Si parte dallosservazione che la crescita economica avviene a spese di una sempre maggiore divaricazione tra le condizioni dei paesi in via di sviluppo. Nei consensi internazionali si discute animatamente, su quale freccia sia dominante nellanello di retroazione: se sia la povertà a creare la crescita demografica o questultima a provocare la povertà. In effetti entrambe le frecce sono attive formando una trappola che mantiene povero il povero e continua a far crescere la popolazione

21 RAPPORTO SULLO SVILUPPO Laumento della popolazione genera un aumento di produttività; laumento di produttività non si realizza in maniera diffusa nei vari paesi del pianeta. Vi sono due tragedie: la prima è una tragedia umana, un successo dellagricoltura, un incremento della produzione alimentare, è stato assorbito non per dare più nutrimento a una popolazione affamata, ma per nutrire un maggior numero di persone. La seconda è una tragedia ambientale: lincremento della produzione alimentare è stato ottenuto con pesanti costi per la terra, e questo rende più difficile ogni incremento futuro.

22 Questo sviluppo genera intrinsecamente diseguaglianza e anche povertà: il ricco si fa sempre più ricco, mentre il povero fa figli. E molto probabile che continui il trend passato. Il rapporto stabilisce una crescita esponenziale dellinquinamento e ipotizza lesistenza di uno stretto legame con landamento della popolazione e della produzione.

23 I LIMITI DELLE RISORSE Gli attuali trend di sviluppo di popolazione e di industrializzazione entrano in rotta di collisione con i fattori materiali, le risorse, che costituiscono la base di ogni processo di crescita. La loro disponibilità limitata costituisce un limite superiore alla crescita della popolazione e allespansione economica. Tali risorse vengono sostanzialmente indicate in. -ALIMENTI (terra coltivabile) -MATERIE PRIME -COMBUSTIBILI FOSSILI -COMBUSTIBILI NUCLEARI Per la produzione di alimenti, lelemento essenziale è costituito dalla terra coltivabile.

24 FABBISOGNO E DISPONIBILITA DI TERRA Ogni individuo impegna una parte di superficie per la costruzione di abitazioni, infrastrutture di servizi, reti tecnologiche. Il punto di intersezione delle due curve viene definito punto di crisi. Se anche si raddoppiasse o quadruplicasse lattività agricola, leffetto risultante sarebbe solo quello di allontanare di qualche decina di anni il punto di crisi.

25 Analoghe considerazioni valgono per le materie prime. Quello della disponibilità finita delle risorse non è lunico problema affrontato dal rapporto; questultimo è in grado di assorbire i prodotti di rifiuto dellattività umana e anzi di riconvertirli in nuove risorse. Laumento della popolazione e lo sviluppo dell' economia hanno come conseguenza un aumento dei consumi energetici, il 97% dei quali proviene dai combustibili fossili. Questi consumi eccessivi producono effetti negativi sensibili, quali, laumento del tasso di anidride carbonica o laumento di scorie radioattive. Il rapporto simula anche lipotesi di sostituzione dei combustibili tradizionali con energia nucleare; tuttavia, pure in questo caso, leffetto finale non si discosta da quelli simulati senza lintroduzione del nucleare.

26 IL MODELLO MEADOWS-FORRESTER Estrapolati i trends dei cinque fattori principali scelti a rappresentare il modello del mondo, gli studiosi del MIT, elaborano il sistema di relazioni che legano questi fattori. Nessuno dei cinque fattori è infatti considerato indipendente da nessun altro; essi sono tutti collegati da una serie di mutue influenze a tal punto che non è possibile elaborare lo stato futuro di uno di essi senza contemporaneamente tener conto degli altri. Lapproccio scelto dai Meadows è quello della dinamica dei sistemi:nellanalisi delle mutue influenze, ogni modificazione di livello finisce con lesercitare uninfluenza sullelemento di partenza.

27 SCENARI FUTURI Scelti i fattori critici, il modello Meadows- Forrester fornisce la simulazioni desiderate sotto diverse ipotesi. Di seguito alcune tra la più rappresentative.

28 IPOTESI DI NESSUN MUTAMENTO DEI FATTORI CRITICI E DELLE RELAZIONI TRA I FATTORI AGLI ULTIMI CENTO ANNI Nel periodo che va dal 1900 al 2100, lesaurimento delle risorse naturali non rinnovabili provoca una catastrofe nella curva crescente delle popolazione che subisce un rapido collasso

29 IPOTESI DI DISPONIBILITA ILLIMITATA DI RISORSE NATURALI A SEGUITO DELLINTRODUZIONE DELLENERGIA NUCLEARE Viene fatta lipotesi di disponibilità illimitata di materie prime non rinnovabili per effetto di processi di sostituzione. Lesito finale non muta. Questa volta non è lesaurimento delle risorse a provocare il crollo della crescita demografica, quanto invece laumento esponenziale del tasso di inquinamento.

30 IPOTESI DI DISPONIBILITA ILLIMITATA DI RISORSE NATURALI, RADDOPPIO DELLA PRODUZIONE AGRICOLA E COMPLETO CONTROLLO DELLE NASCITE Questa ipotesi prevede il più largo ricorso alla tecnologia in tutti i settori. La produzione di energia nucleare è intensificata al massimo, si recuperano i materiali utili contenuti nei rifiuti, e contemporaneamente si estraggono minerali dai giacimenti più inaccessibili. Lemissione da agenti inquinanti viene rigorosamente controllata, il rendimento della terra attinge a valori molto alti e si attua un severo controllo delle nascite. Ciò nonostante la fine dello sviluppo viene posticipata solo di uno o più decenni; il crollo sopravviene a seguito di tre crisi simultanee: le riserve di materie prime vengono esaurite da una popolazione che gode di una relativa prosperità, la produzione di alimenti precipita a causa dellinaridimento della terra; linquinamento aumenta, diminuisce, aumenta di nuovo,provocando una riduzione della produzione

31 IPOTESI DELLO STATO STAZIONARIO In questo caso viene ipotizzata una strategia basata su sette ipotesi: 1.La popolazione viene mantenuta costante uguagliando gli indici di natalità e mortalità 2.Il consumo di materie prime per unità di prodotto industriale viene ridotto a ¼ del valore attuale 3.Viene favorita la produzione di servizi rispetto a quella di beni materiali di consumo 4.Viene ridotto linquinamento di ¼ del valore del Viene data la precedenza alle tecniche di arricchimento e di conservazione dei suoli per diminuire il processo di loro erosione 6. Ogni sforzo produttivo viene indirizzato verso la produzione di alimenti per lintera popolazione 7. Il capitale viene indirizzato verso la produzione di servizi e alimenti, verso le tecniche di riutilizzo delle materie prime già usate, verso il controllo dellinquinamento. Lipotesi dello stato stazionario corrisponde dunque alla condizione in cui la popolazione e il capitale rimangono sostanzialmente costanti

32 LE CONCLUSIONI DEL RAPPORTO Sotto qualsiasi ipotesi le simulazioni indicano una inevitabile catastrofe naturale; il rapporto in realtà fornisce alcune indicazioni generali che potrebbero scongiurare il collasso planetario, ma esse appaiono di quasi impossibile attuazione e comunque pericolosi e forse disastrosi di per se stessi. Si tratterebbe di abbassare il tasso di natalità, ridurre il consumo di materie prime per unità di prodotto, produrre meno beni materiali e più servizi, ridurre il tasso di inquinamento, aumentare la produzione di alimenti impegnando così i capitali occorrenti. Alcuni di questi obiettivi sembravano, non perseguibili concretamente, se non a costo di cambiare il modello di sviluppo economico.

33 CONCLUSIONI RISSUNTIVE Nellipotesi che lattuale linea di crescita continui inalterata nei cinque settori fondamentali, lumanità è destinata a raggiungere i limiti naturali della crescita entro i prossimi cento anni. E possibile modificare questa linea di sviluppo e determinare una condizione di stabilità ecologica ed economica in grado di protrarsi nel futuro. Se lumanità opterà per questa seconda alternativa, invece che per la prima, le probabilità di successo saranno tanto maggiori quanto più presto essa comincerà ad operare in tale direzione.

34 I LIMITI DEL RAPPORTO Molte furono la critiche fatte al modello Forrester-Meadows da parte di economisti e scienziati. Esso fu invece generalmente interpretato come una profezia del giudizio universale, anche se: la maggior parte della gente sembrava avere la sensazione che lumanità fosse troppo abile per incappare in un ciclo qualsiasi di crescita rapida e rapidi crolli e che ci saremmo fermati o avremmo cambiato il nostro comportamento prima di raggiungere il punto critico. Alcuni criticarono il sistema di relazioni che legano le variabili di base poiché avrebbero dovuto essere di tipo probabilistico anziché deterministico. Alcune critiche riguardarono luso fatto del calcolatore e dei modelli catastrofici di Forrester. Entrambi questi strumenti non possono che riproporre un futuro basato sulla estrapolazione del passato, ovvero una crescita imitativa per cui ciò che è avvenuto nel passato non può che continuare ad avvenire nel futuro. Luso dei calcolatori consente di guadagnare in precisione, ma elimina gli aspetti irrazionali del comportamento.

35 Se uno prende unestrapolazione semplicistica e lineare e le fa fare parecchi giri nel calcolatore, ne riceverà sempre unestrapolazione semplicistica e lineare di quel che sarà nel duemila il prodotto nazionale lordo delle principali potenze. I calcolatori possono giusto giusto aiutarvi a essere stupidi in modo costoso. Utilizzare il calcolatore e i modelli catastrofici del tipo stop alla crescita, significa avere una visione riduttiva e deterministica della storia e non contemplare possibilità di trasformazioni. La copertura sofisticata del calcolo su computer maschera il ritorno ad una concezione primitiva del futuro come immagine del passato. Gli economisti criticarono soprattutto la forma aggregata del modello e lassenza di varibili sociali ed economiche. Gli economisti negli ultimi trenta anni si sono fatti in quattro per convincere che solo i modelli matematici permettono di raggiungere i fini più elevati della loro scienza; con lavvento degli elaboratori luso di modelli econometrici è diventato procedura corrente.

36 Da una parte pur considerando la crescita economica come lobiettivo principale, essi non accettavano lipotesi della legge esponenziale della crescita, delle risorse, della produzione, dellinquinamento: in realtà gli economisti si trovano per la prima volta a fronteggiare gli effetti impliciti nella loro stessa ideologia delle crescita illimitata e ne rifiutavano le conseguenze. Il mercato sarebbe prima o poi intervenuto a impedire la crisi provocata dal completo esaurimento delle risorse. Lo stesso rapido aumento del tasso di inquinamento, qualora esso avesse raggiunto i valori critici indicati dal rapporto, avrebbe innescato un processo atto a contenerlo. Osserva la Bresso che lintensità delle critiche sia anche dovuta alle preoccupazioni per i fatti accaduti poco dopo la pubblicazione del rapporto. Il problema delle diverse interpretazioni sulla questione della sostituibilità delle risorse, costituiva lelemento di contrapposizione tra economisti fautori delleconomia di mercato tradizionale e autori del rapporto convinti difensori della tesi della inevitabilità del collasso. La contrapposizione tra esauribilità e non delle risorse si poneva ad un livello troppo ideologico, senza che nessuna delle parti approfondisse concretamente laspetto del processo di sostituzione.

37 Critiche differenti e più radicali riguardavano lintero impianto e la stessa significatività di un modello che aveva la presunzione scientifica di simulare il comportamento futuro del pianeta. Simon, padre dellintelligenza artificiale e premio nobel per leconomia, sottolinea la debolezza insita nella pretesa di prevedibilità che è alla base del rapporto. Il risultato secondo Simon, è che il rapporto ha : troppo perché la data del giudizio universale non è credibile e comunque non avrebbe alcuna importanza, perché non vogliamo sapere quando si verificherà la catastrofe finale, ma vogliamo sapere come evitarla. Troppo poco perché ha messo in evidenza un unico processo temporale possibile piuttosto che soffermarsi sui futuri alternativi. Il nocciolo del progetto non consiste nel prevedere ma nel creare scenari alternativi per il futuro e analizzare la plausibilità in funzione di errori nella teoria e nei dati.

38 ALCUNI IMMAGINI PER CAPIRE LESAURIBILITA DELLE RISORSE

39 LA CONFERENZA DI STOCCOLMA

40 GLIA APPROCCI NORMATIVI La conferenza dellONU sullambiente si svolge a Stoccolma nel 1972, in questa sede il suo segretario Maurice Strong, per primo lancia il termine di ecosviluppo, allora definito come una strategia di sviluppo fondata sullutilizzo giudiziario delle risorse locali e del sapere pratico dei contadini, applicabile alle zone rurali del terzo mondo. Il rapporto tra sviluppo e ambiente, tra uomo e natura, costituisce il tema centrale della conferenza dalla quale prende avvio la riflessione sullo SVILUPPO SOSTENIBILE, anche se questultimo non è nella conferenza oggetto di definizione. Uno dei risultati più rilevanti della conferenza è il documento delle ONG(organizzazioni non governative), elaborato sotto il coordinamento di Georgescu-Roegen con la collaborazione di due economisti, Boulding e Hermann Daly. Il documento, verso uneconomia umana, tenta di individuare una nuova visione dello sviluppo e una nuova strada per la ricerca di unalleanza tra economia e ambiente.

41 La conferenza è incentrata su una condivisa crisi del modello economico dominante e proiettata verso il tentativo di individuare la coerenza di un modello di crescita rispetto ai criteri di salvaguardia e sviluppo dellambiente. Si avvia il processo di valutazione delle conseguenze ambientali dei modelli tradizionali di produzione e consumo, aprendo verso nuovi orizzonti interdisciplinari rispetto ai quali il termine sviluppo assume il più ampio significato di sviluppo totale (civile,sociale,culturale,spirituale) della società, non limitandosi alla sola sfera economistica. Lanalisi sviluppata nel corso della conferenza è che levoluzione del pianeta si sta avvicinando ad un punto di crisi da cui dipende la sopravvivenza del genere umano; crisi le cui dimensioni vengono sottolineate dai tassi di espansione economica.

42 Anche in questa circonferenza è centrale il problema della finitezza delle risorse nel dibattito sul nuovo modello economico. E presente la coscienza che il nostro sistema è un sistema finito e che nessun consumo di energia è gratuito. Questa convinzione esige una riflessione sul che fare? Il nuovo modello di sviluppo deve basarsi sulluso parsimonioso delle risorse, lapplicazione delle nuove tecnologie deve essere finalizzata alla soddisfazione dei bisogni umani fondamentali (BASIC NEED), più che spandere i profitti, aumentare i consumi, produrre i rifiuti. Emergono nuovi concetti economici, etici, morali e scientifici che verranno sviluppati nel successivo ventennio.

43 BASIC NEED Con questo termine si fa riferimento a modelli alternativi di crescita elaborati localmente e basati sul soddisfacimento di bisogni umani fondamentali che oltre al benessere materiale comprendono la libertà, lautodeterminazione, la sicurezza, la qualità ambientale e lequilibrio ecologico. La questione di un altro sviluppo viene posta da Ignacy Sachs che si ispira ad unecologia dei bisogni che contiene lequilibrio ecologico.

44 SELF - RELIANCE Con questo termine si indica il carattere di autodeterminazione e auto- organizzazione del nuovo modello di sviluppo (contare sulle proprie forze). Il termine si rinvia allautonomia e alla fiducia in se stessi. Il principio del self- reliance comporta una strategia di sviluppo centrata sulla valorizzazione dei fattori locali ritenuto lunico in grado di rivalorizzare le specificità dei luoghi in senso fisico.

45 ECOSVILUPPO E uno sviluppo che privilegia la dimensione delleconomia di comunità o di villaggio: Il prefisso eco sta per ecologia, e affonda le radici in un particolare contesto sociale e naturale in cui tale sviluppo si colloca come alternativa della crescita economica, selvaggia e imitativa, di cui il prezzo in termini di sofferenza sociale e guasti economici è noto. Lecosviluppo rappresenta una nuova visione del mondo e contempla una diversa collocazione delluomo rispetto alla natura. Questo concetto emerge da una doppia polemica: contro i partigiani della crescita selvaggia, che predicano una fuga in avanti nel mal sviluppo, assumendola come mezzo per correggerne tutti i mali; ma anche degli zegisti, fautori della crescita zero, vittime dellassoluzione del criterio ecologico al punto da perdere la visione antropocentrica del mondo che è la visione di tutte le filosofie umaniste.

46 Laltro sviluppo(another development), lecosviluppo, si basa su cinque elementi fondamentali: 1. deve essere endogeno 2. deve contare sulle proprie forze (self-reliance) 3. deve prendere come punto di partenza i basic need 4. deve promuovere i processi coevoluti tra società umana e natura 5. deve restare aperto al cambiamento istituzionale i neosviluppisti delineano alcuni concetti che entreranno a far parte più autorevolmente nel rapporto Brundtland del In particolare lattenzione ricade sui bisogni primari delle popolazioni più povere, come punto di riferimento per ogni strategia di sviluppo; linterdipendenza tra sviluppo e partecipazione democratica; il ruolo attribuito alle nuove tecnologie; il concetto di generazioni future.

47 GENERAZIONI FUTURE Il concetto viene introdotto nel rapporto Brundtland nella definizione di SVILUPPO SOSTENIBILE, anche se esso appartiene alla sagezza popolare: Noi non abbiamo ereditato la terra dai nostri padri Labbiamo avuta in prestito dai nostri figli A cui la dovremo un giorno restituire E un concetto che contempla il passaggio da una società tecnocratica ad una società ecologica. Le generazioni future non sono ancora nate, ma noi abbiamo contratto un debito nei loro riguardi che consiste, nel riconsegnare loro un pianeta e un mondo in condizioni non peggiori delle attuali, così come diceva il sopracitato proverbio indiano.

48 IMMAGINI DELLA CONFERENZA

49 CON RIFERIMENTO ALLA CONFERNZA DI STOCCOLMA GIUGNO 2007

50 SVILUPPO SOSTENIBILE

51 STORIA DEL CONCETTO DI SVILUPPO SOSTENIBILE Il concetto viene lanciato nella conferenza di Stoccolma del 1972, in cui viene stabilito il principio secondo il quale sviluppo e protezione ambientale non devono essere di reciproco ostacolo. Una sua più ampia elaborazione viene fatta dalla world commission environment and development con il rapporto Brundtland nel 1987 che lo definisce come detto precedentemente. Successivamente nella conferenza dellOrganizzazione delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo, tenutasi a Rio De Janeiro nel giugno del 1992 viene indicato come uno dei comuni obiettivi da includere nei piani di azione per specifiche iniziative economiche, sociali ed ambientali in vista del XXI secolo. I governi dovrebbero adottare una strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Tale strategia dovrebbe essere predisposta utilizzando e armonizzando le politiche settoriali. Lobiettivo è quello di assicurare un sviluppo economico responsabile verso le società future proteggendo le risorse fondamentali e lambiente per un loro beneficio. Queste strategie dovrebbero prevedere la più ampia partecipazione possibile e la più compiuta valutazione della situazione e delle iniziative in corso.

52 AGENDA 21 Impegna tutti i governi di tutti i paesi firmatari ad elaborare entro il 1996 agende 21 a livello locale e ad elaborare indicatori di sostenibilità dello sviluppo. Il successo di questo concetto è dovuto oltre che allautorità delle organizzazioni che lo hanno creato, alla sua capacità di creare suggestioni e di innescare nuove esplorazioni in tutti i campi disciplinari delle scienze sociali: dalleconomia allurbanistica, alla sociologia ecc., e alla sua carica di implicata critica nei confronti del modello di sviluppo dominante. E difficile essere contrari a questo concetto che appare come qualcosa su cui tutti dovremmo pervenire. Pearce elenca 25 definizioni di sviluppo sostenibile desunte da testi e saggi diversi, che è la prova che non esiste ununica definizione che includa tutti gli obiettivi da raggiungere, ma ne servono varie, perché si ricade in molti aspetti Al concetto di sviluppo sostenibile fanno riferimento molti approcci economici che hanno in comune la ricerca di includere le variabili ambientali.

53 CRESCITA SOSTENIBILE Un approccio soft è quello che tenta di apportare modifiche qualitative attraverso lipotesi di riduzione dei consumi e delle sostanze inquinanti. Si ammette lesistenza di limiti biofisici, e di volta in volta il sistema economico dovrebbe adattarsi perché non vengano oltrepassati i limiti. Il riconoscimento non esclude lulteriore crescita degli aggregati macroeconomici. Questo approccio può essere definito come quello della crescita sostenibile., poiché basato sulla sostituibilità fra i diversi tipi di risorsa e sullinnovazione tecnologica. Le critiche sono incernierate su due aspetti: Il primo riguarda il ruolo del capitale come sostituto di risorse naturali. Secondo Daly se si ammette che una certa quantità di risorse esauribili è essenziale per la riproduzione del capitale, la crescita economica incontra un nuovo limite nel fatto che la disponibilità del sostituto dipende da ciò che va sostituto. Il secondo riguarda il ruolo delle nuove tecnologie che non sono necessariamente inquinanti e che non possono essere create semplicemente assumendo che esistono.

54 LA SCUOLA DI LONDRA La sostenibilità dello sviluppo, secondo lapproccio della scuola di Londra deve basarsi sui seguenti presupposti: -Le risorse ambientali non sono sempre sostituibili da altre risorse (è il caso dellozono) -Non sono sufficientemente note le condizioni di stabilità degli ecosistemi; domina la condizione di incertezza; -Tutti i processi di estinzione sono irreversibili (una specie estinta non è più riproducibile) -lequità intra è intergenerazionale Questo approccio presuppone un drastico cambiamento dei modelli di vita. La transizione verso uneconomia sostenibile è infatti anche una modifica degli stili di vita e della cultura. La maggior difficoltà risiede nelloperatività, perché è difficile misurare alcune risorse come lozono.

55 Aumentare o mantenere lo stesso livello di capitale naturale vuol dire aumentare la resilienza dellecosistema e quindi rafforzare lo sviluppo degli ecosistemi. In tal caso un sistema economico sarebbe sostenibile dallambiante su cui insiste, se linsieme delle pressioni e degli stock che esso produce non mina in modo sostanziale la resilienza dellecosistema, non ne riduce cioè la capacità di fornire le prestazioni e di resistere alle future pressioni e shock.

56 SOSTENIBILITA IN BIOECONOMIA Un altro approccio è quello dellanalisi energetica. I bioeconomisti partono da una visione del processo economico come circuito di materia ed energia e dallanalisi dei fenomeni economici basata sul contenuto energetico dei processi e non sul valore monetario, considerato storicamente determinato dalle caratteristiche dei mercati. Le risorse naturali costituiscono un problema perché il loro stock è non solo finito, cioè illimitato, ma anche irreversibilmente esauribile.

57 Il programma bioeconomista per lo sviluppo sostenibile si articola in sette punti: - fine della produzione di tutti i mezzi bellici - equità intragenerazionale (aiutare lo sviluppo dei paesi del terzo mondo) - controllo dello sviluppo demografico - bandire i lussi e i consumi inutili - riciclare gli oggetti ( liberazione della mania della moda) - ridurre drasticamente i consumi energetici almeno fino a quando luso diretto dellenergia solare non diventa un bene generale - rendere più durevoli i beni tramite una progettazione che consenta poi di riparali

58 SOSTENIBILITA NELLO STATO STAZIONARIO La posizione dello stato stazionario si colloca con riferimento al mantenimento del patrimonio di ricchezze naturali, per Daly lo sviluppo sostenibile è sviluppo senza crescita, ovvero un miglioramento qualitativo senza un avvento quantitativo tale da eccedere la resilienza degli ecosistemi, vale appunto a dire senza eccedere la capacità dellambiente di rigenerare inputs di materia prima e di assorbire outputs di rifiuti. La sostenibilità consiste nel rispetto dei seguenti limiti: -Per una risorsa rinnovabile il tasso sostenibile di impiego non può essere maggiore del tasso di rigenerazione -Per una risorsa non rinnovabile il tasso sostenibile di impiego non può essere maggiore di quello al quale è possibile rimpiazzarla con una risorsa rinnovabile, impiegata in modo sostenibile - Per un agente inquinante il tasso sostenibile di emissione non può essere maggiore di quello al quale lagente stesso può essere riciclato, assorbito o reso inoffensivo dallambiente.

59 SOSTENIBILITA PER I MEADOWS Gli stessi autori del rapporto MIT pubblicano nel 1992, dopo ventanni il libro BEYOND THE LIMITS, le cui conclusioni sostengono che luso delle risorse e i livelli dellinquinamento sono cresciuti oltre i limiti della sostenibilità, a dispetto dei miglioramenti delle tecnologie, della maggiore consapevolezza e delle più severe politiche ambientali. Loro ammettono che le conclusioni a cui erano pervenuti nel 72 si sono dimostrate in parte infondate, ma che le preoccupazioni di fondo rispetto ai futuri dellumanità permangono. I Meadows indicano in sei punti il PROGRAMMA DELLA SOSTENIBILITA DELLO SVILUPPO:

60 1. Migliorare i segnali. Conoscere meglio e tenere sotto osservazione sia il benessere della situazione umana sia lo stato di sorgenti e pozzi, locali e planetari. Informare con prontezza e continuità i governi e il pubblico sulle condizioni dellambiente e su quelli economiche. Includere i costi ambientali effettivi nei prezzi economici; riformulare gli indicatori economici.

61 2. Rendere più rapidi i tempi di risposta. Cercare con attenzione i segnali indicanti che lambiente è sotto sforzo. Decidere in anticipo che cosa fare se si presenta qualche problema e apprestare le disposizioni istituzionali e tecniche per agire con efficacia. Istruire alla flessibilità e alla creatività, al pensiero critico e alla capacità di riprogettare tanto i sistemi fisici tanto quelli sociali. In questo stadio potrebbe essere utile elaborare modelli per calcolatore; ma è ancora più utile imparare a pensare in termini sistemici.

62 3.Minimizzare limpiego di risorse non rinnovabili. Combustibili fossili, acque sotterranee e risorse minerarie dovrebbero essere usate solo con lefficienza massima, riciclati sempre, quando possibile e consumati solo nel quadro di una deliberata transizione alla risorse rinnovabili.

63 4. Prevenire lerosione delle risorse non rinnovabili. Bisognerebbe tutelare e, fin dove possibile, restaurare ed esaltare la produttività dei suoli, delle acque di superficie, delle acque sotterranee alimentate e di tutti i sistemi viventi, inclusi pesci, selvaggina, foreste. Tutte queste risorse dovrebbero essere sfruttate solo al tasso che consente loro di riprodursi, e che andrebbe quindi studiato caso per caso. Energiche sanzioni economiche o sociali dovrebbero colpire lo sfruttamento eccessivo.

64 5. Usare tutte le risorse con lefficienza massima. Quanto maggiore il benessere che si può conseguire minimizzando i flussi materiali, tanto migliore potrà essere la qualità della vita, pur tenendosi al di sotto dei limiti. Forti incrementi di efficienza sono possibili dal punto di vista tecnico e convenienti dal punto di vista economico. Questo aspetto è essenziale, se si vuole sostenere la popolazione mondiale di oggi e quella di domani senza provocare un collasso.

65 6. Rallentare e alla fine fermare la crescita della popolazione e del capitale fisico. I primi cinque punti di questo elenco possono essere perseguiti solo fino a certi limiti. Tanto più, allora, diventa essenziale questo punto. Esso implica cambiamenti istituzionali e di pensiero, e profonde innovazioni sociali. Occorre, per questo, definire livelli di popolazione e di prodotto industriale che siano desiderabili e sostenibili; occorre fissare obiettivi centrati sullidea di sviluppo anziché di crescita. Si richiede, semplicemente, ma intensamente, una concezione dei fini dellumana esistenza che non richieda unespansione materiale continua.

66 ALCUNE IMMAGINI


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