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Perché costruire la relazione è fondamentale per una efficace osservazione?

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Presentazione sul tema: "Perché costruire la relazione è fondamentale per una efficace osservazione?"— Transcript della presentazione:

1 Perché costruire la relazione è fondamentale per una efficace osservazione?

2 Costruire la relazione Chi sto ascoltando?

3 La relazione … con l’altro… … non con sé stessi.

4 La relazione: una scomposizione Osservare (i fatti) Comprendere (il semaforo) Gestire (le nostre abilità)

5 Un esempio Provate a descrivere il comportamento di questo vostro collega/marito/amico:

6 Il comportamento n Il comportamento dell’altro è soltanto ciò che noi possiamo osservare, vedere, udire, odorare e gustare, sentire direttamente. n E’ qualcosa che possiamo esperire solo attraverso i cinque sensi (tatto, gusto, udito, olfatto, vista)

7 n I sentimenti, gli stati d’animo e i pensieri dell’altro non sono comportamenti perché non si possono osservare direttamente. n Non possiamo quindi farne esperienza diretta ma solo mediata

8 n A volte ci rendiamo conto di quanta insensatezza ci sia nella maggior parte delle nostre supposizioni sui pensieri e sui sentimenti intimi degli altri.

9 Osservazione Valutazioni, Sintesi, Giudizi, Interpretazioni, Ipotesi Fatti, Azioni, Parole, Osservazioni, Gesti PensieriSensi I bambini cinesi sono chiusi Sono in classe da due settimane e non hanno detto nulla I bambini “di colore” sono falsi Guardano in basso quando li richiamo Le famiglie straniere non sono interessate alle riunioni Non sono presenti agli incontro

10 Il legame I nostri pensieri, le ipotesi che facciamo, nascono molte volte da alcuni fatti… …e soprattutto dal significato che attribuiamo a questi fatti

11 Fatti e Risposte Molte volte, a partire non dai fatti, ma dal significato che noi attribuiamo loro, operiamo alcune risposte Ma senza assicurarci che agli stessi fatti, gli altri diano lo stesso significato Dottore, scusi, dobbiamo proseguire con questo farmaco e con questi dosaggi ? Ma che domande sciocche si mette a fare…!!? Certo che sì !!! Il motivo è che stiamo terminando le scorte

12 Per quanto tempo ? Ma per quanto tempo le dovrò prendere ? Per tanto ?! Quali i vostri pensieri ?

13 Per quanto tempo ? Ma per quanto tempo le dovrò prendere ? Per tanto ?! Pensieri possibili: 1.E’ una persona razionale 2.E’ preoccupato 3.E’ una persona che fa una domanda 4.E’ un paziente ansioso 5.E’ il solito rompiscatole 6.Non si fida di me Risposte conseguenti: … … … I nostri pensieri…

14 I fatti Secondo voi c’è un vantaggio nel riconoscere, separare i fatti e costruire una relazione a partire da questi ?

15 Il vantaggio dei fatti n Maggiore chiarezza n Minore ambiguità e possibilità di interpretazione n Risparmio di tempo ed energie n Diminuisce la minaccia alla stima n Si rimane sul piano oggettivo n Si può avere un codice comune su cui comunicare n Aiuta a riconoscere e gestire le emozioni

16 Cercare un punto di equilibrio n Due domande e due azioni che possono aiutare a trovarlo:

17 Domande 1. Come mi comporterei con questa persona se fosse come me? 2. Cosa si sta ripetendo più volte nella nostra relazione? Cosa continua a dire/fare che a me non sembra rilevante … ma a lui/lei evidentemente sì?

18 Distinguere tra descrizione e valutazione Qui c’è il percorso di gestione dei problemi

19 Poi posso impostare il contesto entro cui si sviluppa la relazione Qui c’è il percorso di impostazione delle regole

20 Due azioni che possono aiutare n Creare spazi/luoghi dove ci si passano le informazioni, dove ci si racconta, dove “costruire” la relazione n Costruire le regole Senza rispetto delle regole non c’è sicurezza della relazione e non si raggiunge una finalità

21 Quale finestra apriamo? Cosa accade quando le persone entrano in relazione tra loro. n Si instaurano processi di comunicazione interpersonale n Tale comunicazione si basa essenzialmente su complessi flussi di comunicazione di informazioni che le persone si scambiano n La QUALITA’ e la QUANTITA’ di queste informazioni caratterizzano la relazione e ne determinano l’esito. n Tali informazioni hanno ricadute sulla vissuto soggettivo e sul modo di essere delle persone coinvolte

22 Quindi ? n È importante gestire efficacemente le comunicazioni interpersonali per facilitare scambi che permettono la crescita (in termini di arricchimento) delle persone invece che ostacolarla.

23 Di cosa abbiamo bisogno? n Di conoscere cosa accade in conseguenza alla comunicazione tra due o più persone n Di acquisire strumenti operativi per stabilire comunicazioni interpersonali efficaci

24 La finestra di Johary n La finestra di Johary (nome JOHARI deriva dalle iniziali dei nomi dei due psicologi americani che la hanno ideata nel 1955 Joseph Luft e Harry Ingham) n rappresenta uno strumento in grado di soddisfare alcune di queste esigenze informative e operative n Il suo carattere distintivo è coniugare semplicità, essenzialità e utilità

25 Obiettivo della finestra ? n Individuare uno strumento in grado di mettere a fuoco e di spiegare i fenomeni interattivi principali che si verificano quando le persone entrano in relazione e gli effetti che questi hanno in termini di cambiamento o di ostacolo al cambiamento. n La finestra di Johari è un modello grafico di consapevolezza del comportamento interpersonale

26 Ecco la nostra finestra!

27 Area pubblica n Si trovano le informazioni, i dati e le esperienze di cui sono a conoscenza sia la persona che quanti la circondano. n Ci sono informazioni di carattere più esterno e superficiale (aspetto fisico, modo di vestirsi, modo di parlare); meno superficiali (età. Hobby, status sociale); più interne (gusti interessi); ed intime (modi di pensare, atteggiamenti, valori, speranze, timori) n L’area pubblica aumenta di dimensioni nella misura in cui aumenta il livello di fiducia tra i partecipanti, o tra il partecipante e il suo gruppo

28 Area Cieca n Contiene informazioni relative al nostro IO che noi ignoriamo, ma che gli altri conoscono n Fin dal primo impatto con gli altri comunichiamo una serie di informazioni di cui non siamo consapevoli, ma che gli altri notano n Sulla base di poche informazioni si possono attribuire alla persona caratteristiche che risentono dei modi di pensare, di vedere, delle speranze e dei timori di coloro con cui la persona entra in relazione n Queste prime impressioni vanno quindi verificate nel tempo, conoscendo la persona, per capire quanto tali impressioni sono realistiche e quanto sono da attribuire a processi proiettivi n A volte gli altri sono portati a tenere per sé tali informazioni perché temono di ferire n C’è la possibilità che tali informazioni diventino oggetto di pettegolezzo, o vengano rovesciate nude e crude sulla persona in occasione di liti n Si tratta quindi di materiale molto delicato; infatti dal modo in cui vengono gestite le informazioni in quest’area ne può derivare la possibilità di rafforzare il rapporto oppure di metterlo in crisi

29 Area Privata n Contiene informazioni che la persona conosce di sé ma che gli altri non conoscono, ciò che di sè stessa nasconde intenzionalmente agli altri n I motivi di tale nascondimento risiedono o in esigenze difensive (rischio di critica, rimprovero, rifiuto, disapprovazione) o in esigenze di controllo, protezione o manipolazione degli altri (motivi di carattere strategico)

30 Area Buia n E’ l’area dei nostri aspetti sconosciuti (motivazioni inconsce, esperienze dimenticate, aspetti inesplorati) n Può contenere anche aspetti di noi in evoluzione (autonomia, cambiamento, bisogni di livello superiore) che ancora non è possibile cogliere né da parte della persona né da parte degli altri n Quest’area si manifesta classicamente attraverso modalità indirette n I contenuti dell’area buia possono con l’esperienza, la maturazione e le condizioni relazionali adatte passare a livello di coscienza; è quello che viene definito processo di insight

31 Presupposto del modello n La dinamicità: la dimensione delle diverse aree non è fissa e immodificabile, ma soggetta a cambiamenti e a continue variazioni

32 I principi che regolano i cambiamenti La finestra è un sistema: il cambiamento di una parte si ripercuote sul tutto 2. Ci vuole più energia per nascondere aspetti personali piuttosto che manifestarli apertamente 3. Il senso di minaccia fa diminuire la consapevolezza; la fiducia la fa aumentare 4. Forzare una persona a rivelare aspetti di sé non è efficace, anzi spesso controproducente 5. Un apprendistato interpersonale crea le condizioni che favoriscono l’ampliamento dell’area pubblica 6. L’aumento dell’area pubblica favorisce la creazione di un clima di collaborazione 7. Un’area pubblica ridotta comporta un impoverimento della comunicazione

33 La RELAZIONE con sé e con l’altro dunque è «premessa» per una efficace osservazione. La mia finestra spesso si incontra, altre volte si scontra con la finestra dell’altro. La capacità di osservare è direttamente proporzionale alla comprensione che possiedo di me e dell’altro. Il tutto prima parte da sé, e solo una volta compreso posso arrivare all’altro.

34 Siamo Insegnanti. n Abbiamo il compito di lasciare un segno ma anche di individuare i segnali dei nostri allievi. n Osservare il nostro allievo con occhi autentici anche se spesso i nostri occhi guardano solo ciò che vogliamo vedere.

35 Come posso osservare efficacemente? n Costruendo una relazione autentica con ogni mio allievo. n Combattendo contro le interpretazioni. n Lottando con le opinioni. n Rimanendo fedele ai FATTI.

36 OSSERVO TUTTI ALLO STESSO MODO? n SI. n Anche se il nostro incontro ha quale oggetto la disabilità. La capacità di osservare i «fatti» si applica a tutti. Proprio perché sono i fatti ad indicarci la strada.

37 E quando siamo di fronte ad una disabilità? n Il nostro compito sarà quello di: n costruita una relazione efficace (autentica e non viziata da interpretazioni o opinioni frutto di costrutti personali): possedere «strumenti» in grado di comprendere i fatti e saperli comunicare all’esperto (pedagogista, insegnante di sostegno), al fine collaborare allo sviluppo pieno del nostro allievo.

38 Gli strumenti che apprenderemo sul campo: n La LENTE n IL PROGETTO DI OSSERVAZIONE EDUCATIVA.

39 CONTATTI n Flavio Saturno Formatore autorizzato Metodo Gordon (Gordon Training International): Genitori Efficaci (PET), Insegnanti Efficaci (TET), Persone Efficaci (ET). In Ita­lia i corsi sono te­nuti esclu­si­va­mente da for­ma­tori dello IACP (Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona) au­to­riz­zati da Gor­ don Trai­ning In­ter­na­tio­nal e cer­ti­fi­cati dall’Istituto dell’Approccio Cen­trato sulla Per­sona che ha l’esclusiva del metodo. Tel Mail https://www.linkedin.com/in/flaviosaturno


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