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Formia, 25 febbraio 2011. Non ci si lega per privarsi reciprocamente della libertà, perché la propria vita sia stretta a quella dellaltro. La corda della.

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Presentazione sul tema: "Formia, 25 febbraio 2011. Non ci si lega per privarsi reciprocamente della libertà, perché la propria vita sia stretta a quella dellaltro. La corda della."— Transcript della presentazione:

1 Formia, 25 febbraio 2011

2 Non ci si lega per privarsi reciprocamente della libertà, perché la propria vita sia stretta a quella dellaltro. La corda della tua salita e della tua vita è affidata a me, come la corda della mia salita e della mia vita è nelle tue mani.

3 crescita verifica condivisione scambio di idee incoraggiamento corresponsabilità correzione fraterna allegria passione programmazione

4 Educatori con esperienza illustrare con chiarezza il percorso e le relative tappe; illustrare il metodo di lavoro e lorganizzazione interna; essere testimoni credibili, in Oratorio, nella comunità parrocchiale e nella vita quotidiana;

5 creare un clima di rispetto reciproco, di condivisione, di comunione e di correzione fraterna tra i nuovi educatori, tra nuovi e vecchi educatori, e allinterno del gruppo educatori dellOratorio; mostrare fiducia e trasmettere entusiasmo; essere coinvolgenti;

6 graduali coinvolgimento e responsabilizzazione dei nuovi educatori nella preparazione delle attività e nella gestione del gruppo; coltivare nei nuovi educatori la passione educativa; rispettare i tempi di maturazione, umana ed educativa, dei nuovi educatori;

7 rispettare i ruoli; condividere problematiche e progressi dei nuovi educatori allinterno dellequipè educativa, in comunione con il Responsabile della Formazione.

8 Educatori nuovi umiltà e disponibilità nel servizio educativo, in particolare nella fase di graduale coinvolgimento nella preparazione delle attività e nella gestione del gruppo; dialogo continuo, aperto e sincero con gli educatori di maggiore esperienza che li affiancano; mostrare fiducia e trasmettere entusiasmo;

9 essere consapevoli del proprio ruolo educativo in Oratorio, nella comunità parrocchiale e nella vita quotidiana; essere perseveranti e pazienti nel servizio educativo; non arrendersi alle prime difficoltà; rispettare i ruoli; partecipazione ai momenti di respiro comunitario su indicazione del Consiglio Oratoriale.

10 Gli altri, genitori ma soprattutto i ragazzi devono percepire che gli educatori sono una squadra, hanno una linea comune per il raggiungimento di obiettivi comuni perciò è necessario: non contraddirsi fra educatori davanti ai ragazzi (e se capita … perchè?) essere certi di aver capito bene il da farsi, per non rischiare che ogni educatore proponga cose diverse partecipare attivamente, completamente e secondo le proprie attitudini a tutto: bans, giochi, ascolto, preghiera... avere sempre presenti gli obiettivi per favorirne il raggiungimento nei ragazzi.

11 Esistono varie forme di relazione, di comunione…

12 1."Essere tra" gli altri Questa è la modalità più povera della relazione umana, perché prevede di essere in mezzo alle persone, alle cose e agli oggetti senza interazione o reciprocità. Si sta in mezzo alle persone come se fossero cose, con una distanza emotiva tale per cui ignoro le altre persone che stanno intorno a me. Non voglio male alle persone, semplicemente le ignoro, passo accanto senza fermarmi, nessuna relazione mi tocca.

13 2."Essere con" gli altri Qui entra la dimensione relazionale affettiva. In questa dimensione quando ci si incontra ci si riconosce e si è contenti di incontrare l'altra persona. Si fa esperienza dell'altro come essere diverso da noi, con le sue doti e i suoi difetti per cui anche il conflitto non è mai insanabile perché diventa la scoperta delle diversità dell'altro. Per essere con gli altri è necessario entrare "in intimità" con loro, un'intimità fatta di attenzione, ascolto, tenerezza, silenzio, capace di cogliere la profondità dell' essere dell' altro

14 3. "Essere per" gli altri Questo non significa rinunciare alla propria individualità, ma sentire che non si può essere felici da soli. E' il superamento dell'egoismo, significa collocare il proprio baricentro fuori di se stessi, nell'incontro con l'altro. In fondo, la maniera migliore per dimenticare le nostre preoccupazioni consiste nel darsi agli altri. La forma più sicura per ottenere la gioia e la pace è quella di fare qualcosa per gli altri. E questo può deciderlo solo il singolo. L'uomo è libero di costruire il proprio futuro. Sta a lui arricchirlo o deformarlo".

15 E io in che relazione sono con gli altri educatori???

16 Il mio volto camminerà con il tuo Essere nellaltro… Il mio volto camminerà con voi

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