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Comunicazione interpersonale 3 I 7 paradigmi della comunicazione interpersonale 1. Non si può non comunicare 2. Non si può non apprendere 3. Tutto è

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Presentazione sul tema: "Comunicazione interpersonale 3 I 7 paradigmi della comunicazione interpersonale 1. Non si può non comunicare 2. Non si può non apprendere 3. Tutto è"— Transcript della presentazione:

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2 Comunicazione interpersonale

3 3 I 7 paradigmi della comunicazione interpersonale 1. Non si può non comunicare 2. Non si può non apprendere 3. Tutto è comunicazione 4. Quel che abbiamo comunicato è quel che laltro ha capito 5. Non esiste un dizionario universale di significati univoci 6. La comunicazione è un processo circolare e irreversibile 7. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione

4 4 Il significato della comunicazione cambia …. …con il cambiare della relazione! Ogni processo di comunicazione ha un aspetto di CONTENUTO e uno di RELAZIONE Comunicando si trasmettono informazioni e allo stesso tempo si propongono comportamenti e atteggiamenti La parola buongiorno, a seconda dei contesti e modi in cui viene detta assume diversi significati, produce diverse reazioni…

5 5 Il significato della comunicazione cambia …. … con il cambiare del contesto! Ogni atto comunicativo avviene in uno SPAZIO: La comunicazione cambia se avviene in ufficio, in strada, al bar, in casa, ecc. Ogni spazio ha consolidato vissuti e caratteristiche che determinano vari aspetti del comportamento comunicativo Ogni atto comunicativo avviene in un TEMPO: Il periodo, la stagione, il mese, il giorno, lora in cui avviene il processo comunicazionale influisce sul comportamento comunicativo Ogni atto comunicativo avviene in un SISTEMA SOCIALE: Ogni contesto sociale (famiglia, amici, ufficio) ha regole, comportamenti, codici che influenzano e modificano gli scambi comunicativi

6 6 Comunichiamo solo a parole? Solo una parte molto limitata delle impressioni che riceviamo nella relazione con gli altri deriva dalla comunicazione verbale. Noi comunichiamo: 7% con le parole 38% con il modo di dirle 55% con le espressioni del volto e del corpo La comunicazione non verbale detta anche analogica, è uno scambio intenso, apparentemente silenzioso che prevale sulle parole e il loro significato

7 7 Comunicazione analogica Comunicazione non verbaleComunicazione paraverbale Prossemica Postura Movimenti e gesti Espressioni del viso Movimenti degli occhi etc Prosodia Tono di voce Volume Timbro della voce Ritmo del parlare etc La prossemica è la disciplina che studia lo spazio e le distanze all'interno di una comunicazione, sia verbale che non verbalecomunicazione La prosodia è la parte della linguistica che studia l'intonazione, il ritmo, la durata e l'accento nel linguaggio parlato.linguisticaintonazioneritmodurataaccento

8 8 I 7 ostacoli della comunicazione 1. Preoccupazione 2. Blocco emozionale 3. Ostilità 4. Carisma o status 5. Linguaggio 6. Stereotipi 7. Ambiente fisico

9 9 Per migliorare la comunicazione Essere disposti/predisposti ad ascoltare Capire il contesto e le circostanze Conoscere bene ciò che si vuol dire Esprimere autorevolezza e assertività Conoscere a fondo il destinatario Creare le condizioni perché laltro voglia ascoltare Verificare la comprensione del proprio messaggio Ottenere un ricordo positivo

10 10 Le competenze del comunicatore 1. Intrapsichica - Conoscere se stessi e governare le proprie reazioni 2. Interpersonale - Comprendere laltra persona 3. Socio-culturale - Conoscere codici, regole, norme del gruppo sociale con cui si interagisce 4. Contenutistica - Essere preparati sul tema-argomento da esporre 5. Conversazionale - Rispettare le regole di cortesia e cooperazione conversazionale 6. Linguistica - Disporre di un lessico ampio e aggiornato 7. Analogica - Curare e saper interpretare la congruenza e larmonia dei movimenti del corpo e la flessibilità della voce 8. Contestuale e situazionale - Conoscere e rispettare le regole del luogo. Rispettare la dimensione cronologica del tempo (Cronos) e quella dellopportunità (Kairòs) 9. Pragmatica/sistemica/strategica - Badare agli effetti, allinfluenza reciproca e scegliere le strategie più efficaci

11 11 Poeta si nasce oratori si diventa (Cicerone)

12 Comunicazione organizzativa

13 13 LA TRASFORMAZIONE IN ATTO Nel corso degli ultimi anni la vita dellazienda è stata caratterizzata e influenzata in maniera prevalente da alcune funzioni Produzione Anni Marketing Anni Organizzazione e informatica Anni 80 Comunicazione interna ed esterna Anni 90 ProdurreVendereEssere efficientiTutelare e promuovere limmagine E oggi è ancora così?

14 14 COSA STA CAMBIANDO Comportamenti socialmente responsabiliPromozione di valori etici Valore delle competenzeValore della conoscenza Cause Related MarketingSponsorizzazioni Comunicazione come strumento di legittimazione nel territorio Comunicazione come strumento di affermazione nel territorio Comunicare asset intangibili (fiducia, reputazione, cultura, etc) Comunicare asset tangibili Consolidamento e sviluppo della reputazioneSviluppo dellimmagine aziendale Relazione conComunicare a Comunicazione trasversaleComunicazione top down o bottom up Comunicazione organizzativaComunicazione interna ed esterna ADa

15 15 La comunicazione dimpresa Tradizionalmente si parla di comunicazione dimpresa suddivisa in COMUNICAZIONE INTERNA COMUNICAZIONE DI PRODOTTO COMUNICAZIONE ESTERNA

16 16 I referenti della comunicazione dimpresa COMUNICAZIONE INTERNA Azionisti Soci Management Collaboratori/dipendenti Organizzazioni interne RSU Agenzie di servizi Fornitori Clienti Istituzioni e Autorità Media Centri di ricerca, Università Associazioni di categoria Sindacati Movimenti e partiti Collettività e territorio in genere COMUNICAZIONE ESTERNA PUBBLICI

17 17 IL NUOVO PARADIGMA DELLA comunicazione dimpresa C_scrittaC_interpersonale Comunicazione organizzativa Comunicazione interna C_scritta C_interpersonale Comunicazione esterna Meeting, colloqui, telefonate, relazioni in eventi interni, incontri informali, etc Circolari, mail, lettere, intranet, codice etico, house organ, bacheca, messaggistica, bilancio sociale Mail, lettere, internet, comunicati stampa, cataloghi, presentazioni aziendali, house organ, bilancio sociale, etc Riunioni, telefonate, relazioni in eventi esterni, ufficio stampa, interviste, incontri informali, etc Comunicazione di prodotto C_scrittaC_interpersonale Meeting, colloqui, telefonate, relazioni in eventi interni, incontri informali, etc Circolari, mail, lettere, intranet, listini, cataloghi, comunicati stampa, schede tecniche

18 18 Comunicazione organizzativa La tradizionale distinzione tra comunicazione interna, comunicazione esterna e comunicazione di prodotto è superata da una più funzionale concezione di COMUNICAZIONE ORGANIZZATIVA, intesa come Insieme dei processi strategici e operativi, di creazione, di scambio e di condivisione di messaggi informativi e valoriali all interno delle diverse reti di relazioni che costituiscono l essenza dell organizzazione e della sua collocazione nell ambiente (Emanuele Invernizzi, 1996 Professore ordinario di Economia e tecnica della comunicazione IULM)

19 19 Il paradigma della comunicazione organizzativa 4 tipologie 3 tipologie di obiettivi 5 prassi operative 1 fine ultimo Diversi interlocutori

20 20 4 tipologie 1. Comunicazione funzionale 2. Comunicazione strategica 3. Comunicazione formativa 4. Comunicazione creativa

21 21 Obiettivi e contenuti Si usa per gestire e supportare i diversi processi produttivi e decisionali interni e quelli di cooperazione produttiva esterni (forniture, vendite, accordi commerciali, etc.,) Tratta informazioni di diverso tipo legate ai processi operativi, gestionali e relazionali di base. Chi la utilizza Tutte le persone dellorganizzazione quando scambiano/trasmettono informazioni funzionali allo svolgimento del proprio compito o di quello altrui A chi si rivolge Tutti i pubblici tradizionali della comunicazione interna Strumenti Colloqui, riunioni, regolamenti, procedure, istruzioni, circolari e/o comunicazioni interpersonali 4 tipologie FUNZIONALE

22 22 Obiettivi e contenuti Si usa per far conoscere, dare visibilità e governare la reputazione di unimpresa Comprende tutte le informazioni necessarie a far conoscere missione, valori, prodotti, strategie e politiche Chi la utilizza Soprattutto la funzione responsabile e specializzata presente nellorganizzazione A chi si rivolge A tutti i pubblici interni ed esterni Strumenti Bilanci, annual report, bilanci sociali, comunicati stampa, brochure, articoli redazionali, pubblicità, sponsorizzazioni, convegni, riviste aziendali, sito internet, etc. 4 tipologie STRATEGICA

23 23 Obiettivi e contenuti Risponde alla finalità di sviluppare le competenze attraverso lapprendimento di contenuti e metodi di lavoro Rafforza il senso di appartenenza e incentiva la disponibilità alla collaborazione Riguarda lattività formativa vera e propria di tipo interpersonale e mediata, effettuata sia in contesti formativi specialistici sia sul luogo di lavoro Chi la utilizza Professionisti, manager e professionsti del mondo della formazione A chi si rivolge A tutti i pubblici interni e occasionalmente anche a quelli esterni Strumenti Lezioni, seminari, role playing e comunicazioni interpersonali nel caso del training on the job. 4 tipologie FORMATIVA

24 24 Obiettivi e contenuti Risponde alla necessità di progettare il futuro immaginando nuovi e possibili scenari Si attua in tutte le situazioni di scambio e di dialogo sia verticale che orizzontale in cui si ricercano nuove soluzioni e strategie È un fattore determinate per la crescita delleconomia della conoscenza Chi la utilizza Gruppi organizzativi di diversi livelli A chi si rivolge Allintera organizzazione Strumenti Prevalentemente di tipo interpersonale come conversazioni, riunioni, brainstorming, etc 4 tipologie CREATIVA

25 25 La comunicazione organizzativa risponde a tre tipologie di obiettivi Obiettivi operativi Sono orientati al supporto dei processi di produzione e di erogazione dei servizi Si raggiungono attraverso la comunicazione funzionale Obiettivi gestionali Sono orientati a supportare i cambiamenti organizzativi e gestionali Si raggiungono attraverso la comunicazione funzionale e formativa Obiettivi strategici Servono per ri-orientare lorganizzazione attraverso la definizione e la diffusione di valori guida e attraverso la valorizzazione del capitale umano Si raggiungono attraverso la comunicazione strategica e creativa. 3 TIPOLOGIE DI OBIETTIVI

26 26 5 PRASSI OPERATIVE Sono 5 prassi operative con le quali concretizzare lapplicazione della COMUNICAZIONE ORGANIZZATIVA

27 27 1° PRASSI OPERATIVA Le iniziative di comunicazione vanno riferite a valori guida organizzativi specifici, eticamente fondati ed esplicitati con modalità tali che tutti possano conoscerli e quindi condividerli

28 28 2° PRASSI OPERATIVA E necessario realizzare coerenza e sinergia tra gli atti di comunicazione rivolti allesterno e allinterno dellorganizzazione.

29 29 3° PRASSI OPERATIVA I processi di innovazione organizzativa e di sviluppo gestionale e più in generale ogni cambiamento rilevante devono essere supportati con piani di comunicazione adeguati e condivisi da tutti.

30 30 4° PRASSI OPERATIVA Le competenze di comunicazione interpersonale vanno diffuse tra tutti, dallalta dirigenza agli operatori e vanno nel contempo sviluppate, incentivate e valorizzate

31 31 5° PRASSI OPERATIVA Il presidio strategico della comunicazione va attuato dallalta dirigenza e il presidio operativo dalla struttura predisposta formata da persone con competenze apposite strutturate. Vanno inoltre adottate tecniche manageriali adeguate per mettere in atto i piani di comunicazione

32 32 DIVERSI INTERLOCUTORI INTEGRATI… IN UN UNICO SISTEMA DI RELAZIONE Clienti Azionisti Soci Management Collaboratori/dipendenti Organizzazioni interne RSU Agenzie di servizi Fornitori Istituzioni Media Centri di ricerca, Università Associazioni di categoria Sindacati Movimenti e partiti Autorità Collettività e territorio in genere

33 33 1 FINE ULTIMO La comunicazione organizzativa ha il fine ultimo di sviluppare e governare la REPUTAZIONE dellorganizzazione rendendone espliciti e comprensibili verso i pubblici interni ed esterni criteri organizzativi, gestionali e produttivi, cultura di riferimento, caratteristiche dei prodotti, modelli di relazione, mission, strategie, valori guida e principi etici.

34 34 Immagine e reputazione Che differenza cè?

35 35 IMMAGINE REPUTAZIONE SECONDO VOI COINCIDE?

36 36 Immagine (dimpresa) Indica la forma esteriore degli oggetti percepibile alla vista E legata alla capacità dellimpresa di gestire nel breve termine le impressioni dei suoi interlocutori E fondata su aspetti esteriori e di superficie E un elemento modificabile con interventi propaganda o di spin doctoring tesi a dare una rappresentazione diversa dalla realtà

37 37 Reputazione (dimpresa) Indica la considerazione altrui come misura della qualità e della moralità delle azioni E radicata in aspetti consistenti, profondi e consolidati con particolare riferimento ai comportamenti adottati E legata a ciò che gli interlocutori interni ed esterni si aspettano dallimpresa E la percezione di affidabilità che unimpresa si è creata e si mantiene solo con il persistere nel tempo di comportamenti etici

38 38 PER RIASSUMERE: La reputazione si forma solo con il passare del tempo, la si può perdere velocemente, ma non la si può migliorare rapidamente La reputazione si fonda sui comportamenti e sulle azioni compiute dallorganizzazione e quindi sulla sua storia reale La reputazione genera fiducia, che a sua volta rappresenta la risorsa principale per la gestione di relazioni collaborative e costruttive con gli stakeholder

39 39 Riflettendo …. La finalità della comunicazione organizzativa è passata dalla CREAZIONE O TUTELA DELLIMMAGINE al GOVERNO E SVILUPPO DELLA REPUTAZIONE

40 40 Cosa ha innestato questo passaggio? Un fattore di cui si parla molto e cioè: RESPONSABILITÀ SOCIALE DIMPRESA

41 41 Cosa significa? Ieri si attribuiva allimpresa solo la responsabilità di produrre valore economico Oggi si attribuisce allimpresa il dovere di essere responsabile verso la società di cui è parte integrante

42 42 Conseguenze… Le aziende sono giudicate per i loro comportamenti etici, sociali e ambientali oltre che economici. La sopravvivenza delle imprese è sempre più legata alla capacità di superare i paradossi dello sviluppo…

43 43 Essere socialmente responsabili… Unimpresa è socialmente responsabile quando, consapevole dellinfluenza che esercita nella società, se ne fa carico concretamente e adotta comportamenti che rispondono alle aspettative di rispetto dellambiente, di sicurezza e miglior qualità di vita dei lavoratori, dei consumatori e e della società.

44 Comunicare la responsabilità sociale dimpresa

45 45 Come e cosa cambia nella comunicazione con la responsabilità sociale dimpresa? Entrano in gioco nuove parole che caratterizzano e orientano il paradigma della comunicazione organizzativa Identità Dialogo Relazione Reputazione Legittimazione

46 46 Limportanza dei valori… Intesi come regole di vita e di lavoro principi condivisi da tutta lorganizzazione fonte di identificazione allinterno fonte di legittimazione allesterno Collante e riferimento comune per ogni azione o strategia di comunicazione interna ed esterna

47 47 La gestione del processo di comunicazione…. comunicazione a due vie La comunicazione di CSR è sempre e solamente una comunicazione a due vie E un dialogo costante tra limpresa e i suoi stakeholder E una comunicazione fortemente centrata sullascolto continuo delle attese degli stakeholder

48 Il concetto di target inteso come gruppo di individui definito secondo criteri economici, sociali e demografici viene abbandonato e sostituito con quello di stakeholder inteso come: Soggetto le cui opinioni e decisioni, i cui atteggiamenti e comportamenti possono favorire o ostacolare il raggiungimento di uno specifico obiettivo dellorganizzazione. 48 Dal target agli stakeholder

49 49 Dalle promesse… ai comportamenti concreti Comunicare la responsabilità sociale non significa fare dichiarazione velleitarie né creare false aspettative Significa invece divulgare i comportamenti reali messi in atto dallimpresa a vantaggio dei propri stakeholder, della società e dellambiente In sintesi bisogna sostituire LE DICHIARAZIONI CON I COMPORTAMENTI Dall OUTPUT … all OUTCOME Nel paradigma classico della comunicazione la misurazione dei risultati è legata principalmente al concetto di OUTPUT, di quantità del risultato Nel comunicare la responsabilità sociale è invece necessario valutare soprattutto l OUTCOME, cioè gli effetti indiretti della comunicazione, limpatto qualitativo in termini di efficacia e utilità

50 50 E gli strumenti? Cambiano o meglio se ne aggiungono di nuovi…. Codice Etico Audit degli stakeholder Bilancio Sociale Bilancio di sostenibilità Bilancio Ambientale Bilancio dellintangibile (reputazione, relazioni, capitale intellettuale, etc) Certificazioni etiche Donazioni o corporate giving

51 Governare la comunicazione

52 52 Il processo per gestire le attività di comunicazione Le attività di comunicazione dimpresa devono essere PROGETTATE, PIANIFICATE, GESTITE e MONITORATE usando metodi consolidati di tipo manageriale.

53 53 Il metodo APICE Ha lobiettivo di rendere gli interventi di comunicazione coerenti fra loro e di massimizzare lefficacia di ogni singola iniziativa e strumento di comunicazione APICE è lacronimo per: A udit e monitoraggio per Pianificare le I niziative e gli interventi di C omunicazione E di sviluppo gestionale e organizzativo Il metodo APICE deve essere applicato anche se si vuole attivare una sola attività o strumento di comunicazione: anche una singola iniziativa di comunicazione deve essere intesa sempre come un PROCESSO di cui vanno attuate tutte le fasi

54 54 Le fasi del metodo APICE Obiettivi strategici AuditMonitoraggio Attuazione e controllo operativo Progettazione e pianificazione Committenti Cliente/destinatario

55 55 Descrizione delle fasi 1. Definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere attraverso la realizzazione di una o più iniziative di comunicazione 2. Laudit dei bisogni di comunicazione esistenti e delle iniziative di comunicazione già in atto 3. La progettazione e la pianificazione delle iniziative di comunicazione da attivare, in modo da sviluppare sinergie e un adeguato livello di coerenza con gli obiettivi strategici della comunicazione 4. Il monitoraggio dei risultati delle iniziative e delle attività svolte per valutare in che misura gli obiettivi sono stati raggiunti

56 56 Finalità dellaudit e del monitoraggio Tre categorie: 1. Valutare lefficienza e lefficacia di ogni singolo strumento e iniziativa di comunicazione 2. Esplicitare le necessità di comunicazione e analizzare i flussi e i risultati dei processi comunicazionali 3. Valutare il supporto che la comunicazione è in grado di fornire ai processi aziendali strategici e gestionali

57 57 Audit e monitoraggio STRUMENTI Cioè gli utensili multiuso che costituiscono la casetta degli attrezzi del professionista della comunicazione come ad esempio: INTERVISTE ANALISI DEL CONTENUTO OSSERVAZIONE PARTECIPANTE LINDAGINE SU CAMPIONE [SURVEY]

58 58 Audit e monitoraggio METODI Le strumentazioni più complesse in generale costituite da uninsieme di diversi strumenti di base Ad esempio: FOCUS GROUP READERSHIP SURVEY NETWORK ANALISYS INDAGINE DI CLIMA REGOLE DI COMUNICAZIONE

59 59 I punti fermi della comunicazione interna oggi Mandato coerente e funzionale alla strategia dimpresa Una specifica collocazione organizzativa Struttura di governance condivisa Presidio di specifiche aree di impatto/contenuti Segmentazione di destinatari Gamma differenziata di strumenti Attività e compiti operativi definiti

60 60 Funzione Strategico/valoriale Funzione informativa Funzione operativa Funzione sociale e di people caring Temi Fondamenti strategici (Mission, Vision, Principi guida) Macro obiettivi aziendali Campagne etiche e sociali Scenari Mercato Prodotti/servizi Concorrenza Risultati raggiunti Policies interne Novità del personale Novità sugli ambienti di lavoro Novità sugli strumenti di lavoro Nuovi progetti Avanzamento progetti in corso Meccanismi operativi Programmi di lavoro Ruoli e responsabilità Processi di lavoro Coordinamento operativo Criteri di valutazione della performance Patrimonio delle competenze Temi formativi Offerta formativa Monitoraggio del clima Benefit Opportunità di flessibilità contrattuale Programmi di qualità ambientale Convenzioni esterne Servizi al personale Trasferimenti casa lavoro sostegno alle diverse famiglie sociali interne sostegno al sociale esterno di riferimento Strumenti Face to Face Convention Workshop di vertice Riunioni informative Riunioni di team Colloqui capo-collab Affiancamento, tutoring, counceling, mentoring Focus group Interviste individuali Cartacei Carta dei principi Booklet Bilanci socio/ambientali House organ Newsletter Bacheche Manuali procedure Ordini di servizio Circolari Catalogazione competenze Surveys Carta dei servizi interni Elettronici CD Rom Video Web TV Business TV Intranet - letter Applicazioni informatiche Censimento competenze Mappatura conoscenze Osservatori telematici sul benessere in azienda

61 61 Aspettative verso la comunicazione interna ASPETTATIVE DELLE PERSONEASPETTATIVE DELLAZIENDA Partecipazione personale Personalizzazione rapporti Relazioni e legami a rete Strategie e aggiornamenti chiari RiconoscimentiPersone come testimoni credibili Riduzione complessità nelle infoAccesso razionale e no ridondanze Attenzione alle diversitàIntegrazione culturale TrasparenzaOggettività informativa Supporto alla managerialità e responsabilità individuale Valorizzare il business dando spazio alle competenze delle persone

62 62 (rielaborazione p. 19 Pastore-Vernuccio) Limmagine è una realtà. Essa è il risultato delle nostre azioni. Se limmagine non è favorevole ma le nostre prestazioni sono buone allora abbiamo generato unimmagine falsa ed è colpa nostra perché siamo cattivi comunicatori. Se limmagine non è favorevole e riflette le nostre cattive prestazioni si tratta di unimmagine veritiera, ma è ancora colpa nostra perché siamo cattivi manager. E indispensabile conoscere la nostra immagine per pianificare una corretta gestione e una corretta comunicazione. (Bernstein, 1988)

63 63 Cè il boom della comunicazione: tutti a comunicare che stanno comunicando (Altan)

64 64 Aspettative verso la comunicazione interna ASPETTATIVE DELLE PERSONEASPETTATIVE DELLAZIENDA Partecipazione personale Personalizzazione rapporti Relazioni e legami a rete Strategie e aggiornamenti chiari RiconoscimentiPersone come testimoni credibili Riduzione complessità nelle infoAccesso razionale e no ridondanze Attenzione alle diversitàIntegrazione culturale TrasparenzaOggettività informativa Supporto alla managerialità e responsabilità individuale Valorizzare il business dando spazio alle competenze delle persone

65 65 A che punto è la Comunicazione interna oggi. Disciplina matura o modello in evoluzione?

66 66 Evoluzione della CI Periodo storicoOrganizzazione aziendaleComunicazione interna Reindustrializzazione (anni 50) Standardizzazione della produzione Efficienza da intensità di lavoro Gerarchia, job description Orientamento al ruolo Normativa e di comando Feedback sgradito NORMATIVA Espansione (anni 60-70) Espansione dei volumi e delle strutture Fattore umano Uomo giusto al posto giusto Orientamento paternalistico Premio, motivazione Feedback: controllo dellaccettazione COINVOLGENTE Crisi e ristrutturazioni (anni 70-80) Inadeguatezza strutturale Prevalere dei fattori hard Diminuzione del potere gerarchico Prerogativa dei vertici Lo stretto necessario Feedback poco rilevante VINCOLATA Integrazione socio-tecnica (anni 80-90) Sviluppo interazione tra uomo e tecnologia Identificazione di responsabilità-risultati Gestione professionale dei collaboratori Orientamento allindividuo Compito/obiettivi, risultati, vantaggi Feedback: interattività gradita INTEGRATIVA NEL LAVORO Integrazione organica (anni 90) Organizzazione per processi Enfasi sulla qualità dei risultati, metodi diffusi Delega, autocontrollo Orientamento alla cultura, valori, gruppi Compiti, politiche e obiettivi per linterfunzionalità Organizata e premiata linterattività INTEGRATIVA NEL SISTEMA

67 67 I punti fermi della comunicazione interna oggi Mandato coerente e funzionale alla strategia dimpresa Una specifica collocazione organizzativa Struttura di governance condivisa Presidio di specifiche aree di impatto/contenuti Segmentazione di destinatari Gamma differenziata di strumenti Attività e compiti operativi definiti

68 68 Attività e compiti operativi definiti Funzione di ascolto e monitoraggio Funzione tecnico-specialistica Funzione consulenziale

69 69 Strumenti a maggior impatto nelle nuove dimensioni del vivere organizzativo Network relazionali, comunicazione e change management Clima, cultura Storytelling Loyalty interna e loyalty esterna La cittadinanza elettronica Schermi e palcoscenici di comunicazione La parola fisica Ambiente e people caring


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