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Che cosè lAIDS ? S Sindrome (da): insieme di segni e sintomi di malattia ID ImmunoDeficienza: danno al sistema immunitario, che diventa incapace di difendersi.

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Presentazione sul tema: "Che cosè lAIDS ? S Sindrome (da): insieme di segni e sintomi di malattia ID ImmunoDeficienza: danno al sistema immunitario, che diventa incapace di difendersi."— Transcript della presentazione:

1 Che cosè lAIDS ? S Sindrome (da): insieme di segni e sintomi di malattia ID ImmunoDeficienza: danno al sistema immunitario, che diventa incapace di difendersi dalle infezioni A Acquisita: per distinguerla dalle I.D. congenite È uno stato patologico in cui si ha la riduzione delle funzioni del sistema immunitario la cui causa non è congenita ma dipende da cause esterne. Il virus H.I.V. è la causa dellimmunodeficienza acquisita Danno al SistemaImmunitario Immunodeficienza Comparsa di gravi Infezioni A.I.D.S.

2 Le origini dellHIV È stato ormai stabilito con certezza che l'HIV è originato da un processo di evoluzione naturale, mediante mutazioni genetiche di un virus, il SIV, che colpisce alcune specie di primati africani, e che sarebbe passato dal serbatoio animale a quello umano tramite contatti tra l'uomo ed il sangue degli animali. Analisi molecolari di ceppi virali isolati da persone decedute molti anni fa hanno portato a ritenere che l'origine dell'HIV sia avvenuta all'incirca verso la fine degli anni 30.

3 DIFFUSIONE Da un Virus delle scimmie (SIV), originario dellAfrica, potrebbe essersi evoluto recentemente lHIV-2, (virus capace di infettare sia luomo che le scimmie). DallHIV-2 si è passati alla forma HIV-1 più virulenta, che si è diffusa in Europa e negli USA.

4 Le origini dellHIV Esposizione a sangue di primati durante la macellazione Vendita carne di primati nell Africa centro occidentale

5 A chi va il merito della scoperta ? Si riscontrano rare forme tumorali e polmoniti associate a immunodeficienza in omosessuali Luc Montagnier isola il virus dai linfonodi di un malato e lo chiama LAV Robert Gallo isola lo stesso virus che verrà poi chiamato HIV Viene dimostrato che il virus HIV si trasmette per via sessuale oltre che con il sangue.

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11 UNAIDS

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14 HIV Struttura NUCLEOCAPSIDE: Core: RNA a singola elica + enzimi (integrasi, transcrittasi inversa) Capside: involucro proteico PERICAPSIDE: rivestimento membranoso + antigeni (gp41, gp120)

15 Cellule bersaglio Cellule con recettori CD4 Linfociti T Macrofagi Cellule nervose

16 Modalità di trasmissione dellHIV L'HIV è stato isolato in tutti i tessuti ed i liquidi biologici di un soggetto sieropositivo.L'HIV è stato isolato in tutti i tessuti ed i liquidi biologici di un soggetto sieropositivo. Tuttavia la semplice presenza del virus non significa che il contatto con il materiale rappresenti un evento efficace per la trasmissioneTuttavia la semplice presenza del virus non significa che il contatto con il materiale rappresenti un evento efficace per la trasmissione Perchè ciò avvenga è importante soprattutto la quantità di virus presente.Perchè ciò avvenga è importante soprattutto la quantità di virus presente. UrineNo LacrimeNo SalivaNo SudoreNo FeciNo Presenza di HIVTrasmissione accertata Presenza di HIV Trasmissione accertata SangueSi Liquido seminaleSi Secreto vaginaleSi Latte maternoSi

17 Concentrazione dellHIV in diversi liquidi biologici Sangue 100 % Liquido seminale 75 % Secreto vaginale 50 % SalivaUrineSudoreLacrime < 1 %

18 Fattori necessari per la trasmissione dell'HIV

19 Trasmissione sessuale dellHIV La trasmissione è più facile da uomo a donna. Complessivamente il rischio di contagio uomo donna è 8 volte superiore al rischio di contagio donna uomo Coppie con uomo HIV+ 19% di contagio della partner sana Coppie con donne HIV+ 2,4% di contagio del partner sano

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21 La gravidanza

22 Trasmissione verticale L'HIV può essere trasmesso dalla madre al figlio. Questo può avvenire essenzialmente tramite tre modalità: durante la gravidanza attraverso la placenta (20-40%) durante il parto (40-70%) tramite l'allattamento (15-20%)

23 La trasfusione di sangue

24 I tatuaggi Il piercing

25 I comuni contatti sociali NON sono idonei alla trasmissione del virus; se così fosse le caratteristiche epidemiologiche dell'infezione sarebbero completamente diverse da quelle attuali. Un semplice bacio NON è a rischio per la trasmissione dell'HIV. L'unico ipotetico rischio è riferito al bacio profondo in presenza di lesioni sanguinanti del cavo orale. Una persona sieropositiva che ha dei colpi di tosse o degli starnuti NON è in grado di trasmettere l'infezione. Gli oggetti casalinghi quali le stoviglie NON sono idonei alla trasmissione del virus. NON c'è rischio di contrarre l'infezione frequentando piscine o bagni comuni. Il cloro uccide l'HIV, e la diluizione rende estremamente bassa la concentrazione del virus. Gli animali domestici NON trasmettono l'HIV; questo infatti è un virus che colpisce solo la specie umana. Le zanzare NON possono trasmettere il virus; se così fosse l'andamento dell'epidemia sarebbe stato molto diverso. L'HIV non è in poi grado di sopravvivere all'interno dell'insetto, ed inoltre la zanzare succhia il sangue, non lo inietta. HIV: come NON si trasmette

26 Dopo quanto tempo si sviluppa lAIDS In assenza di terapia antivirale

27 Tipico decorso della malattia in un soggetto con infezione da HIV. (Da: Fauci et al.)

28 Patologie nella fase di AIDS conclamato INFEZIONI OPPORTUNISTICHE Infezioni fungine (Candidosi) Infezioni virali (Citomegalovirus, Herpes) Infezioni da Protozoi (Toxoplasmosi cerebrale) Infezioni batteriche (Polmoniti, Tubercolosi) Neoplasie: Sarcoma di Kaposi, Linfomi Non- Hodgkin, Carcinoma della cervice uterina Patologie specifiche: AIDS - dementia complex

29 TEST DI LABORATORIO TEST DI LABORATORIO PER LA DIAGNOSI Ricerca anticorpi (ELISA)Ricerca anticorpi (ELISA) Se positivo: conferma presenza anticorpale con Western Blotting (periodo finestra: 3- 6mm)Se positivo: conferma presenza anticorpale con Western Blotting (periodo finestra: 3- 6mm) RNA qualitativo (PCR): nei bambini di madri HIV+, nel sospetto di infezione primariaRNA qualitativo (PCR): nei bambini di madri HIV+, nel sospetto di infezione primaria PER LA VALUTAZIONE PROGNOSTICA RNA quantitativoRNA quantitativo Conta CD4Conta CD4

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33 Età mediana alla diagnosi di AIDS

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35 Percentuale nuove diagnosi HIV per categoria di esposizione e per anno

36 Nuove diagnosi di HIV per genere e anno

37 Casi di AIDS per nazionalità e periodo di diagnosi

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39 TERAPIA

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43 SCELTA DELLE COMBINAZIONI La terapia antiretrovirale in Italia si avvale di dodici farmaci che appartengono a diverse classi: inibitori nucleosidici della transcriptasi inibitori non nucleosidici della transcriptasi inversa inibitori della proteasi

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45 PREVENZIONE Trasmissione orizzontale: - comportamenti sessuali sicuri -sangue ed emoderivati controllati -Trattamento delle altre MST -Siringhe monouso nei tossicodipendenti -Utilizzo di strumenti sterili: piercing, tatuaggi, ecc. -Test HIV Trasmissione verticale: - trattamento gravide sieropositive - trattamento del bambino alla nascita - Allattamento artificiale

46 Flusso dei dati del sistema di sorveglianza HIV

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48 (COA – Dicembre 2005)

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50 Disponibilità di un VACCINO sicuro ed efficace IL FUTURO

51 News! 27 Marzo 2008 Microbiologia Università degli Studi di Brescia AT20: un nuovo vaccino terapeutico anti-aids

52 POTENZIALI APPLICAZIONI DI UN VACCINO ANTI HIV Possibile impiego del vaccino Popolazione bersaglio Obiettivo della prevenzione: evitare la PREVENTIVOPersone non infetteMalattia PERINATALEDonne gravide o che allattano HIV+ Trasmissione ai nuovi nati e ai bambini POSTINFEZIONEIndividui infettati con HIV Progressione della malattia


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