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Specializzando Dott. Palmo Michele COTUGNO UNIVERSITA DEGLI STUDI G. dANNUNZIO CHIETI-PESCARA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA.

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Presentazione sul tema: "Specializzando Dott. Palmo Michele COTUGNO UNIVERSITA DEGLI STUDI G. dANNUNZIO CHIETI-PESCARA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA."— Transcript della presentazione:

1 Specializzando Dott. Palmo Michele COTUGNO UNIVERSITA DEGLI STUDI G. dANNUNZIO CHIETI-PESCARA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Direttore: Prof. Ferdinando Romano Relatore Prof. Enzo BALLONE Anno Accademico LA PREVENZIONE DELLHANDICAP: CONSIDERAZIONI SULLATTIVITÀ DELLA ÉQUIPE MULTIDISCIPLINARE PER LINTEGRAZIONE DEI MINORI PORTATORI DI HANDICAP PRESSO IL SERVIZIO DI MEDICINA DELLE COMUNITÁ DELLA ASL DI CHIETI

2 Terminologia: - Danno -Menomazione -Handicap Obiettivo del lavoro: analisi e considerazioni relative alle attività dellUMD durante il periodo 96/97-02/03 Dinamicità di ogni situazione di Handicap Percorso Storico Culturale Fenomeno Carità compassionevole Assistenza Integrazione Diritti Influenze Caratteristiche strutturali del sistema economico Paradigmi culturali Legislazione sanitaria e socio-sanitaria Risorse disponibili Altre

3 Costituzione (Tutti hanno diritto allistruzione, alleducazione e alla formazione professionale, art. 34 e 38) L 118/71 (Assistenza, mobilità e inserimento scolastico; Centri Medico- Psico-Pedagodici: Scuole speciali, Classi differenziali, Classi di aggiornamento) L 517/77 (Abolizione di scuole speciali e classi differenziali, percorsi individualizzati nelle classi ordinarie delle scuole comuni, servizi di sostegno) L 833/78 (…… favorire con ogni mezzo lintegrazioni dei soggetti handicappati) L 104/92 (Legge quadro per lassistenza, lintegrazione e i diritti delle persone handicappate; importanza della prevenzione; integrazione sanitario-sociale; valorizzazione delle capacità residue) DPR del 24/2/94 (Atti di indirizzo per lapplicazione della L104/92; le UMD) DPR 617/77 (assistenza scolastica); CM 119/79 (forme particolari di sostegno); L 270/82 (integrazione Scuola Materna); CM 258/83 (intesa tra Scuola ed Enti Locali); CM 50/85 (intesa tra Scuola ed Enti Locali); Sentenza Corte Costituzionale 215/87 (integrazione Scuola Superiore); CM 1/88 (continuità educativa); CM 262/88 (applicazione sentenza Corte Costituzionale 215/87) Legislazione in materia di handicap

4 Unità Multidisciplinare (UMD) ASL di Chieti (1/3) Istituzione con delibera ASL 1860/94 (ai sensi di L 104/92 e DPR del 24/2/94) Inizio attività il 01/03/1995 Figure: Neuropsichiatra Infantile (figura medica di riferimento) Psicologo (bambino e famiglia) Assistente Sociale (indagine sociale, informazione, assistenza) Terapista delle Riabilitazione (attualmente non in organico) Consulenti Diversi (a seconda del caso specifico)

5 Unità Multidisciplinare (UMD) ASL di Chieti (2/3) Obiettivo: Collocazione nellorganigramma ASL di Chieti: Aiutare i minori con handicap (in termini biologici, psicologici, relazionali e sociali) Contribuire a rendere concreta la loro integrazione (prima di tutto nella scuola)

6 Unità Multidisciplinare (UMD) ASL di Chieti (3/3) Compiti Individuazione del minore come persona in situazione di handicap. Collocazione nellambiente di vita del bambino. Il problema della sovravalutazione e della sottovalutazione Diagnosi Clinica Diagnosi Funzionale Descrizione analitica della compromissione delle diverse aree funzionali Punto di partenza per programmare interventi e punto di riferimento per le verifiche future Profilo dinamico funzionale Prevedibile livello di sviluppo a breve e a lungo termine In collaborazione con scuola e famiglia Piano educativo individualizzato Ai fini della integrazione In collaborazione con scuola e famiglia Verifiche ordinarie e straordinarie (rispettivamente a conclusione dei diversi cicli scolastici e quando necessario) Partecipazioni programmate e straordinarie a gruppi di lavoro ASL - Scuola - Enti Locali – Famiglie – Associazioni Indicazioni per i programmi di riabilitazione Collaborazione con altri Servizi e Strutture (ASL e non-ASL)

7 La Prevenzione dellHandicap (1/3) Confini non assoluti tra prevenzione, terapia, e riabilitazione Prevenzione primaria, secondaria e terziaria La consapevolezza sanitaria diffusa come elemento fondamentale piuttosto che estese e rigide misure coercitive Leducazione alla prevenzione. Leducazione sanitaria La logica preventive in Coloro che gestiscono le risorse. Quanto è importante la prevenzione? La paura del diverso La valorizzazione delle diversità piuttosto che una esasperata ugualizzazione (che non è uguaglianza)

8 La Prevenzione dellHandicap (2/3): le modalità e le strutture Leducazione sanitaria (sempre, dovunque, che sia comprensibile) Le attività di prevenzione (vaccinazioni, ecc.) Gli screening mirati (sui genitori, sul feto, sul bambino) Le misure politiche e sociali (ambiente di vita sano, decorosa situazione economica, ecc.) Distretti sanitari di Base FamigliaMedicina Scolastica Dipartimento Materno-Infantile Scuola U.O. Igiene e Sanità Pubblica Centri di riabilitazioneEnti LocaliOrgani Centrali

9 La Prevenzione dellHandicap (3/3): i tempi Pre-concepimento: –A: consanguineità, età avanzata, familiarità per encefalopatia a patogenesi dismetabolica, ecc. consulenza genetica –B: vaccinazione antirubeolica, no comportamenti a rischio, consapevolezza della genitorialità, ecc. Gestazione: –A: studio del cariotipo fetale (se indicato), ecc. –B: farmaci potenzialmente embriotossici, radiazioni, ecc. Parto : –A: struttura adeguata se situazione a rischio –B: igiene, assistenza, ecc. Dopo la nascita: –A: non raggiungimento di tappe di sviluppo previste, segni spia, ecc. –B: esame precoce di vista e udito, screening per cretinismo congenito, profilassi vaccinale, ecc. A: Rischio Aumentato B: Rischio di Base

10 La Gestione dellHandicap (1/2): aspetti di prassi operativa Si nota che il bambino ha dei problemi Genitori, medico/pediatra di base, insegnanti Difficoltà e fraintendimenti Segnalazione alla struttura territoriale opportuna (UMD) Le latenze Valutazione della situazione del bambino Sottosegnalazione e di sovrasegnalazione Compromissione globale medico-psicologico-sociale Attivazione degli interventi Simultaneità, multidisciplinarietà, multiprofessionalità Aggiornamenti ordinari e straordinari Riprogrammazioni dopo verifiche programmate e/o dopo contingenze significative

11 La Gestione dellHandicap (2/2) : aspetti di prassi operativa Scuola Programmi e strumenti didattici specifici ed individualizzati Disposizioni specifiche per gli esami Insegnante di sostegno Gruppi di studio e di lavoro per progettazione, gestione e verifica Comune Trasporto in veicoli appositamente equipaggiati Rimozione di barriere nelle scuole di competenza Parcheggi riservati Centri ricreativi Provincia Supporto educativo domiciliare (scuole superiori) Rimozione di barriere nelle scuole di competenza Regione Corsi professionali opportuni dopo la scuola dellobbligo Associazioni –volontari, genitori, sportive, ecc.

12 Il Territorio e le Sue Risorse 28 Comuni: diversi per numero di abitanti, storia, economia, geografia, vocazione 3 Ospedali con U.O. di Ostetricia-Genecologia e di Pediatria (la Neonatologia esiste solo a Chieti) La sanità privata non dispone di punti nascita 10 Consultori Familiari (oltre quelli privati) La Medicina Scolastica Medici e Pediatri di base Unità di Igiene e Sanità Pubblica Profilassi vaccinale tra gli altri compiti 9 Distretti Sanitari di Base Unificazione dei servizi sanitari e sociali al livello locale Centri di Riabilitazione (5 a Chieti e 1 a Francavilla) Prestazioni a ciclo diurno o a ciclo continuo; ambulatoriali, extramurali e domiciliari 85 plessi di Scuola Materna 62 plessi di Scuola Elementare 34 plessi di Scuola Media Inferiore 27 plessi di Scuola Media Superiore 1 Università La frequenza da parte dei bambini con Handicap è direttamente proporzionale alla distribuzione delle strutture scolastiche

13 Comuni e relativi abitanti Comuni in ordine alfabetico Abitanti al 2002 Comuni in ordine di ampiezza demografica Abitanti al 2002 ARI1.338PENNAPIEDIMONTE560 ARIELLI1.227POGGIOFIORITO953 BUCCHIANICO4.913S.MARTINO S.M.987 CANOSA SANNITA1.529PRETORO1.148 CASACANDITELLA1.462FILETTO1.168 CASALINCONTRADA2.940ARIELLI1.227 CHIETI56.633GIULIANO T CRECCHIO3.143ARI1.338 FARA F.P.1.960CASACANDITELLA1.462 FILETTO1.168RAPINO1.474 FRANCAVILLA24.717CANOSA S GIULIANO T.1.332VACRI1.766 GUARDIAGRELE9.825FARA F.P MIGLIANICO4.555ROCCAMONTEPIANO1.969 ORSOGNA4.020VILLAMAGNA2.454 ORTONA23.525CASALINCONTRADA2.940 PENNAPIEDIMONTE560CRECCHIO3.143 POGGIOFIORITO953TORREVECCHIA T PRETORO1.148RIPA T RAPINO1.474ORSOGNA4.020 RIPA T.3.863TOLLO4.169 ROCCAMONTEPIANO1.969MIGLIANICO4.555 S. GIOVANNI T BUCCHIANICO4.913 S. MARTINO S.M.987GUARDIAGRELE9.825 TOLLO4.169S.GIOVANNI T TORREVECCHIA T.3.716ORTONA VACRI1.766FRANCAVILLA VILLAMAGNA2.454CHIETI TOTALE TOTALE I comuni in grassetto sono sedi di DSB

14 Ritardo mentale e funzionamento intellettivo limite Disturbi dellapprendimento (globale o di singole aree) Disturbi della motricità (neurogena o ortopedico-fisiatrica) Disturbi del linguaggio (produzione, comprensione, uso comunicativo) Disturbi della condotta (aggressività, ecc.) Disturbi della alimentazione (anoressia, ecc.) Disturbi di ansia (fragilità emotiva, somatizzazioni, ecc.) Disturbi dellumore (equivalenti depressivi, ecc.) Psicosi e disturbi pervasivi dello sviluppo (situazioni in genere gravi) S. da danno cromosomico (problemi multipli, situazioni spesso gravi) S. malformative congenite (gravità anche molto diversa) S. dismetaboliche congenite (in particolare con encefalopatia) Ipoacusia marcata Ipovisione marcata Epilessia Analisi dei dati (1/10): Le categorie diagnostiche

15 Pochi i casi riferibili ad una causa specifica, ma molte le situazioni potenzialmente dannose I danni incompatibili con la vita (natimortalità) e le patologie pregresse non riferite perchè subcliniche Periodo preconcenzionale: tare ereditarie, consanguineità, ecc. Periodo pre-natale: minacce daborto, alcool, farmaci, ecc. Periodo peri-natale: parto prematuro, danno ipossico- ischemico, ecc. Periodo post-natale: traumi, malattie gravi, ecc. Analisi dei dati (2/10): I fattori eziologici

16 Analisi dei dati (3/10): Le diagnosi funzionali: aree e sub-aree compromesse area cognitiva: 1) livello di sviluppo raggiunto 2) integrazione delle competenze area affettivo-relazionale: 1) livello di autostima 2) rapporto con gli altri area linguistica: 1) comprensione 2) produzione 3) linguaggi alternativi area sensoriale: 1) vista 2) udito 3) tatto area motorio-prassica: 1) motricità globale 2) motricità fine area neuropsicologica: 1) memoria 2) attenzione 3) organizzazione spazio-temporale area dell'autonomia: 1) personale 2) sociale

17 Analisi dei dati (4/10): Numero di aree prevalentemente compromesse

18 Analisi dei dati (5/10): Le compromissioni più significative Non capacità di integrare le competenze possedute Disarmonia nel rapportarsi con sè stessi e con gli altri Compromissione dellautonomia sociale Sono le compromissioni più frequenti Sono lo sfondo di ogni situazione di handicap Sono spesso sproporzionati in eccesso rispetto a quanto ci aspetteremmo Non sono quantificabili direttamente Non sono aggredibili direttamente Sono però fondamentali per una riabilitazione globale

19 Analisi dei dati (6/10): Attività svolta dal servizio negli anni scolastici 96/97 fino al 02/03 Anno scolastico Nuove segnalazioni Aggiornamenti delle diagnosi Alunni territorio ASL di Chieti Popolazione territorio ASL di Chieti 96/ / / / / / /

20 Analisi dei dati (7/10): Tassi per 1000 alunni e abitanti delle ASL di Chieti AS (nuove segnalazioni/alunni) *1000 al. (nuove segnalazioni/popolazione) *10000 ab. (aggiornamenti/alunni) *1000 al. (aggiornamenti/popolazione) *10000 ab. 96/974,67,55,18,5 97/984,67,49,916,1 98/993,96,36,09,6 99/004,56,86,49,7 00/014,77,06,910,3 01/025,37,95,58,2 02/035,17,46,29,1

21 Analisi dei dati (8/10): Diagramma delle visite per nuove segnalazioni e di controllo. AUSL CH anni 96/97-02/03

22 Analisi dei dati (9/10): Tassi di attività per 1000 alunni o per abitanti Nuove segnalazioni AUSL CH anni 96/97-02/03

23 Analisi dei dati (10/10): Tassi di attività per 1000 alunni o per abitanti Aggiornamento diagnosi funzionali AUSL CH anni 96/97-02/03

24 Considerazioni conclusive La possibilità di trovarsi di fronte ad un danno fisico e/o psichico potenzialmente causa di handicap non può, ad oggi, essere azzerata con misure di prevenzione primaria Non sempre si riesce, nemmeno con corrette misure di prevenzione secondaria e terziaria e di assistenza, ad evitare la sequela dannodisabilitàhandicap Limpegno necessario a gestire ogni situazione di handicap è notevole, a volte veramente pesante, per aspetti tecnici, di fattibilità pratica, economici, emozionali I risultati sono qualche volta eccezionali, molto spesso sufficienti a garantire unesistenza più che accettabile, in rari casi purtroppo molto scarsi È difficile prevedere a priori quale sarà levoluzione del singolo caso Tuttavia, le misure messe in atto, a cominciare da quelle preventive, riducono il peso qualitativo e quantitativo di ogni situazione Per quanto detto e perché il bambino e/o la sua famiglia non si sentano abbandonati oltre che diversi, è giustificato il massimo impegno in ogni situazione La famiglia non può farcela se non costantemente ed intensamente supportata Quale tipo di società vogliamo?


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