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SISTEMA ELETTORALE DEL REGNO UNITO (Maggioritario uninominale a turno unico)

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Presentazione sul tema: "SISTEMA ELETTORALE DEL REGNO UNITO (Maggioritario uninominale a turno unico)"— Transcript della presentazione:

1 SISTEMA ELETTORALE DEL REGNO UNITO (Maggioritario uninominale a turno unico)

2 Cosè un sistema elettorale ? Per sistema elettorale si intende quel complesso di regole finalizzate a disciplinare il meccanismo della rappresentanza politica, a tradurre cioè in seggi i voti degli elettori I sistemi elettorali si dividono in tre famiglie: sistemi elettorali proporzionali, sistemi elettorali maggioritari e i sistemi misti

3 Introduzione Il parlamento britannico è costituito dalla Camera dei Comuni (House of Commons) e dalla Camera Alta o dei Lords (House of Lords). Le due Camere non dispongono di pari poteri: lapprovazione delle leggi avviene con un meccanismo di doppia lettura in un contesto di bicameralismo imperfetto. La prassi prevede infatti che la Camera Alta non possa bloccare indefinitamente lapprovazione di una legge, ma solo ritardarla

4 Metodo elettorale Camera dei Comuni (1) Il territorio nazionale è ripartito in 659 circoscrizioni elettorali (constituencies), sottoposte a frequente revisione per garantire la più omogenea distribuzione dei seggi in rapporto alla consistenza demografica e ciascuna di esse elegge un solo membro della Camera dei Comuni Attraverso la formula elettorale del maggioritario puro (plurality o first past the post), così è sufficiente la maggioranza semplice dei voti nellambito del singolo collegio uninominale.

5 Metodo elettorale Camera dei Comuni (2) La House of Commons è formata da 659 membri eletti per un mandato a suffragio universale diretto a turno unico dai cittadini britannici (anche residenti allestero limitatamente a un periodo di ventanni) e da quelli degli Stati membri del Commonwealth e della Repubblica di Irlanda che abbiano la residenza nel regno Unito. Sono eleggibili i cittadini britannici Che abbiano compiuto 21 anni e godano dei diritti politici.

6 Metodo elettorale Camera dei Lords (1) La House of Lords, fino alla recente riforma del 1999, era composta esclusivamente da membri nominati dal sovrano o che ereditavano la carica. In numero variabile (al 2004 erano 689), è formata da: Pari Spirituali (25 vescovi anglicani) Pari temporali, a loro volta suddivisi in Pari per nascita (Lord della famiglia reale e Lord ereditari per un totale di 92), Pari nominati dalla Corona su indicazione del Primo Ministro (545 Lord vitalizi, dal 1958) Pari che esercitano soltanto funzione Giurisdizionale della Camera Alta (27 Pari giudiziari nominati a vita)

7 Metodo elettorale Camera dei Lords (2) La riforma porterà dapprima allabolizione dei Pari per diritto ereditario e, in una seconda fase, a rendere in tutto o in parte elettiva la Camera Alta. Nel Luglio 2002 ha iniziato i lavori una Commissione bicamerale per redigere il progetto definitivo sul ruolo, la composizione e il metodo di elezione della seconda Camera britannica

8 Elezioni 2001 e 2005 Le ultime due elezioni hanno visto vincere il partito Laburista. Nel 2001 con il 40,7% dei voti ottengono il 63% dei seggi, mentre nel 2005 con SOLO il 35% dei voti ottengono la Maggioranza con il 55% dei seggi. Partiti più piccoli, invece, con lo 1,8% dei voti ottengono 5 seggi mentre altri con meno della metà dei voti precedenti 0,8% ottengono risultati migliori 6 seggi.

9 Pregi e Difetti Il collegio uninominale con metodo maggioritario tipo plurality riduce il numero di partiti presenti in parlamento e rende perciò più stabile la vita dei Governi I gruppi politici piccoli rimangono senza rappresentanza Il sistema elettorale vigente favorisce i grandi partiti e i partiti piccoli con consensi geograficamente concentrati

10 il NEPseggi nel corso dei 60 anni presi in considerazione mostra un trend piuttosto costante fino al 1970 per poi presentare un andamento tendenzialmente crescente e sopra media nei successivi periodi sembra comunque inversamente proporzionale la relazione tra NEP e G (vedi dettaglio successivo) A partire dagli anni che vanno dal 1974 al 1979, con l'emergere di forze politiche alternative che portavano via voti ai DUE grandi partiti ( fine del bipartitismo ), le distorsioni del sistema elettorale si fecero sentire in modo maggiore rispetto agli altri anni presi in considerazione. Nei grafici proposti lo notiamo dallaumento repentino dell'indice di Gallagher proprio in questi anni. Nonostante il voto venga frammentato su più attori politici (primi fra tutti i liberali) i seggi in parlamento, proprio per la peculiarità del sistema maggioritario, vengono assegnati ai 2 partiti maggiori, per questo motivo lindice NEP calcolato sui seggi aumenta mediamente ma non in maniera significativa. Trend 1945 – 2005

11 Trend 1987 – 2005 Il dettaglio evidenzia l'andamento inversamente proporzionale tra NEP e G nel periodo Andamento degli altri indici di disproporzionalità D e LD rispetto a G

12 Trend (LAB-CONS-LD) 1987 – 2005: voti ricevuti / seggi assegnati Le ultime elezioni nel 2005 hanno visto una diminuzione delle preferenze nei confronti dei Laburisti che ottengono comunque la maggioranza ma con un numero di seggi inferiore a quelli delle elezioni precedenti. Questo fenomeno lo si può intuire osservando landamento sia del NEP seggi che di G e cioè aumentando il livello di omogeneità nella distribuzione dei seggi aumenta anche il livello della Rappresentatività degli altri partiti e diminuisce quindi il livello di disproporzionalità elettorale G.

13 Conclusioni Il sistema maggioritario plurality system ( a maggioranza semplice) è un sistema pensato per fabbricare maggioranze, più che essere pensato per la rappresentanza è finalizzato a garantire la governabilità. Per questo motivo nel Regno Unito si trovano valori alti dellindice di disproporzionalità G che presenta valori più alti a partire dal 1974 in coincidenza della fine del bipartitismo. Dunque ci ritroviamo con i maggiori partiti che diminuiscono la loro percentuale di voto ma mantengono immutata la loro rappresentatività nel parlamento; dalla parte opposta abbiamo nuovi attori che si affacciano alla vita politica in maniera sostanziale ma non hanno rappresentanza in numero di seggi.


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