La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

26/01/2014 Perchè studiare i media? Pagina 1 Etnografia delle audience Prof. Romana Andò Teoria e analisi delle audience.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "26/01/2014 Perchè studiare i media? Pagina 1 Etnografia delle audience Prof. Romana Andò Teoria e analisi delle audience."— Transcript della presentazione:

1 26/01/2014 Perchè studiare i media? Pagina 1 Etnografia delle audience Prof. Romana Andò Teoria e analisi delle audience

2 Letnografia come studio del normale Letnografia va a vedere fenomeni e pratiche sociali nelle loro apparenze normali, smontando la normalità di tali apparenze. Letnografia, come letnometodologia, tratta quello che è ovvio e dato per scontato (il mondo del senso comune) come strano e problematico e viceversa.

3 Il senso comune La fitta e complessa trama delle conoscenze condivise e largamente interiorizzate a livello sociale costituisce il senso comune. Il senso comune può essere considerato come linsieme delle certezze tacite e indubitabili che ciascun componente di un gruppo condivide con i suoi simili. I contenuti e le assunzioni sulle quali si basa sono ritenute auto-evidenti; le domande che lo mettono in discussione sono prive di senso; le persone che se ne discostano sono dissennate.

4 Il senso comune Il senso comune è quellinsieme di conoscenze che la vita quotidiana mette a disposizione di ognuno: tipizzazioni preinterpretate intersoggettivamente nelle quali si riproduce la costruzione sociale della realtà (Schutz). Il senso comune emerge da tutte quelle pratiche, rappresentazioni, simbolizzazioni per mezzo delle quali il soggetto si organizza e contratta incessantemente il suo rapporto con la società, con la cultura, con gli eventi(Jedlowski)

5 Etnografia come rottura del senso comune Letnometodologia è lo studio (-logia) dei metodi (-metodo-) utilizzati dagli individui (etno-) per rendere spiegabile e intelligibile (accountable) la realtà che li circonda. Letnografo analizza le spiegazione e i racconti (accounts) forniti dagli stessi attori sociali, i quali a loro volta li impiegano nella vita quotidiana, attingendoli dalla conoscenza di senso comune.

6 Scontrarsi con il senso comune By the end of my first full day with Dorothy Evans and her customers, I had come to realize that although the Smithton women are not accustomed to thinking about what it is in the romance that gives them so much pleasure, they know perfectly well why they like to read. I understood this only when their remarkably consistent comments forced me to relinquish my inadvertent but continuing preoccupation with the text (J. Radway, Reading the Romance, 1991)

7 Una cassetta degli attrezzi per costruire racconti… Letnografia è una cassetta degli attrezzi, cioè una modalità con cui ci si può avvicinare ai fenomeni sociali osservando le pratiche degli attori sociali in determinati contesti, con laiuto di una varietà di tecniche (Clifford, Marcus 1986). Questo significa anche pensare alletnografia come ad una costruzione ad opera dellosservatore: il racconto autobiografico è necessariamente una fiction, nel senso che è qualcosa di fatto [o] fabbricato – secondo il significato originale di fictio – non che sia falso (Geertz 1973).

8 Etnografia come fiction: interpretazione di interpretazioni Leggere linterpretazione dei testi fornita dagli intervistati vuol dire interpretare testi che, a loro volta, sono resoconti del comportamento di fruizione mediale degli intervistati stessi. Il ricercatore qualitativo deve affrontare la difficoltà di raccontare storie sulle storie che gli intervistati hanno scelto di raccontargli.

9 Parole da interpretare Scrive unintervistata: Il fatto che le mie parole potessero essere poi il punto di partenza per una interpretazione, questo mi dava un po dei problemi … Toccava a lei tirare le somme e dire quale è la giusta immagine o che cosa cè di vero in una immagine o che cosa cè di vero nellaltro. (Siebert, E femmina però è bella, 1991)

10 Tra etnografia e autobiografia Nellinterpretazione etnografica entra sempre, in modo trasparente, la dimensione autobiografica del ricercatore. Nel suo racconto, il ricercatore si riferisce in maniera oggettiva ed accademica alloggetto osservato: ma il resoconto, legittimato, scientificamente è comunque una forzatura rispetto alla dimensione dialogica dellosservazione e della raccolta dei dati.

11 L orientalismo etnografico Quando il ricercatore racconta, anche autobiograficamente, delloggetto studiato, emergono: una serie di costruzioni discorsive che definiscono unalterità del tutto inventata e fittizia, esotica e affascinante, portatrice di stereotipi e di senso comune. Un orientalismo (Said) che vive di senso comune e che legge il mondo attraverso il senso comune.

12 Alcuni esempi di orientalismo mediale Laudience è attiva Audience critica=audience resistente Ipersemplificazione delle letture del rapporto media-minori (modelli causa- effetto) La lettura è attiva, la visione di tv passiva. Cultura popolare=cultura bassa Fan=sogetto passivo e fanatico I media (nuovi-potenti) hanno effetti negativi sul pubblico.

13 I tratti dello stile etnografico 1.Privilegiare losservazione e la descrizione delle pratiche sociali sullanalisi semantico-strutturale 2.Abbandonare ogni pretesa di oggettività a favore dellillustrazione originale e per forza parziale di aspetti, mondi o dimensioni della vita sociale 3.Adottare uno sguardo non ingenuo, scettico anche sui propri risultati 4.Utilizzare una pluralità di metodi 5.Mettere in correlazione le descrizioni con lo stile adottato dallosservatore (narratore di un racconto).

14 non si dovrebbe essere etnografi da tavolino Letnografia, quindi, si caratterizza per laderenza a ciò che studia per il fatto che si tratta di una metodologia capace di collocare chi la usa, almeno inizialmente, nel mondo sociale analizzato e descritto(Dal Lago, De Biasi 2002).

15 Il compito del ricercatore 1) osservare e rilevare il comportamento di routine di tutti i tipi caratteristici di soggetti che si stanno studiando, 2) fare questo allinterno degli scenari naturali ove il comportamento accade e 3) trarre inferenze accuratamente dopo aver considerato i particolari del comportamento comunicativo, con particolare attenzione posta ai modi spesso sottili, sebbene rivelatori, in cui differenti aspetti del contesto si informano luno con laltro (Lull, 1987)

16 Uno stile di ricerca riflessivo la caratteristica principale delletnografia [è] il fatto di sgorgare dallesperienza del mondo sociale.(Dal Lago, De Biase). Questo vuol dire che non esiste un modus operandi ortodosso delletnografia: essa è inseparabile dai contesti cui viene applicata ed è un approccio che mantiene sempre una posizione riflessiva verso i metodi che adotta. letnografia è una pratica che va vissuta, uno stile di ricerca e di analisi e non […] metodologia chiusa o rigidamente definita (ibidem)

17 I tratti distintivi delle etnografie del consumo Morley e Silverstone (1991) individuano tre tratti nelle etnografie del consumo: 1.lattenzione al contesto; 2.luso di strumenti qualitativi di indagine; 3.Il ricorso alla triangolazione (di fonti diverse; di metodi diversi; di gruppi di ricerca/ricercatori diversi).

18 Il mondo vitale delle audience I processi comunicativi devono essere studiati nello spazio e nel tempo reali per esaminare le dinamiche dellazione e le limitazioni nelle attività quotidiane e nelle pratiche degli individui e dei gruppi impegnati nella produzione socialmente situata e nel consumo di significati. Le istanze individuali della comunicazione non hanno senso, prima di essere state interpretate nel contesto complessivo del mondo vitale dellaudience.

19 Le audience nel contesto lesperienza dellaudience di un medium specifico e del suo contenuto non possono essere separati da come esso viene usato (…) se dobbiamo capire la realtà vissuta, dietro le misurazioni, abbiamo bisogno di rivolgerci al contesto duso, alla struttura fisica dove la ricezione ha luogo, e chiederci, qual è il senso del guardare la tv per laudience (Jensen, 1987) Il contesto sociale fornisce un laboratorio per lanalisi naturalistica del consumo e della produzione di significato.

20 Che cosa intendiamo per contesto Possiamo definire il contesto come un insieme di micro-setting quotidiani, cioè di ambienti fisici (casa) e relazionali (famiglia, amici) che abitualmente ospitano le pratiche di ricezione (Moores 1993). Questi setting locali sono incorporati in ampie strutture sociali (macro-contesto) e intrecciati con esse. La ricerca etnografica più spesso si concentra sui micro-setting locali (nucleo domestico).(Casetti, Di Chio 1998)

21 Losservazione partecipante Con osservazione partecipante si intende quel metodo nel quale losservatore partecipa alla vita quotidiana delle persone sotto studio, o apertamente nel ruolo di ricercatore o mascherato in altri ruoli, osserva ciò che accade, ascolta ciò che viene detto e interroga le persone in un periodo di tempo esteso(Becker, Geer).

22 Il ruolo del ricercatore 1.Partecipante interno: il ricercatore fa parte del fenomeno osservato ma i membri del gruppo sociale non sanno che sta svolgendo una ricerca su di loro. 2.Partecipante/osservatore: il ricercatore entra nel contesto adottando il punto di vista dei partecipanti e cercando di farsi accettare dal gruppo. 3.Osservatore partecipante: il ricercatore osserva il suo oggetto di studio, anche interagendo con i soggetti partecipanti; 4.Osservatore esterno: il ricercatore osserva senza essere osservato e senza prendere parte al contesto di partecipazione del gruppo. De Blasio, Gili, Hibberd,Sorice 2007)

23 Alcune regole per losservazione partecipante Stabilire una soglia di durata minima o massima per losservazione (per il consumo tv da 3 a 7 giorni) Curare la fase di ingresso e di accettazione (fiducia) nel contesto/gruppo: la presentazione può essere mediata (istituzioni religiose e ricreative) e accompagnata da doni. Lesplicitazione degli obiettivi di ricerca: svelarli può essere una risposta alla fiducia riposta dal gruppo, ma svelarli troppo può minare lobiettività dei risultati raccolti. (Casetti, Di Chio, 1998) La rilevazione dei dati è affidata alla memoria del ricercatore e ai suoi appunti: luso di registrazioni audio e video dipende dai contesti e dalloggetto di studio.

24 Le domande da porsi per losservazione partecipante 1.Chi sono gli attori nella scena 2.Come è organizzata la scena 3.Come nascono e si sviluppano le forme di interazione fra soggetti 4.Quali sono gli eventi significativi per il gruppo. (De Blasio, Gili, Hibberd,Sorice 2007)

25 Strategie retoriche nel resoconto etnografico Documentario (racconto del logos): losservatore descrive laudience in maniera distaccata; Confessione (racconto del pathos): resoconto in prima persona, in cui loggetto stesso della ricerca è il ricercatore; Etnografia realistica (racconto dellethos); Etnografia del collage (racconto polifonico): dialoghi, verbalizzazioni, trascrizioni presentate insieme dal ricercatore. (ScrØder, Drotner, Kline, Murray 2003 in De Blasio, Gili, Hibberd,Sorice 2007)

26 Le fasi dellosservazione partecipante 1° fase: nei primi due giorni vengono registrati appunti sulla storia della famiglia/gruppo, sulle biografie dei membri e sullo spazio fisico in cui si realizza la fruizione; 2° fase: acclimatamento del ricercatore con la famiglia o gruppo studiato (losservatore viene inserito nelle attività quotidiane) 3° fase: alla fine dellosservazione, il ricercatore effettua interviste in profondità con i membri della famiglia o del gruppo (Lull 1990 in Boni)

27 Family television il marito e la moglie si toccarono a vicenda solo due volte in una settimana. La prima volta lui afferrò giocosamente la moglie e la mise a sedere sulle sue gambe mentre la figlia raccontava una storia divertente su qualcosa che era accaduto a scuola quel giorno. Laltra occasione di contatto fisico nella stessa settimana avvenne una sera mentre la coppia guardava la televisione […] (Lull, 1980, 203)

28 La natura sociale delle audience nellintervista Considerare le audience come individui che nelle pratiche di consumo portano le proprie esperienze e conoscenze maturate nel processo di socializzazione, e considerare che, nel momento del consumo, le audience si riferiscono a significati sociali, socialmente negoziati, ci consente di utilizzare come metodo etnografico anche le interviste individuali, perché lintervistato farà comunque riferimento alle sue esperienze sociali e ai significati sociali dellatto di consumo e ricezione.

29 I media partecipano alla vita sociale e culturale Si tratta dunque di esaminare i media come processo, come agenti e come oggetti dati, a tutti i livelli, ovunque gli esseri umani si aggreghino in uno spazio reale o virtuale, comunichino, tentino di persuadere, informare, divertire, educare; ovunque tentino, in una molteplicità di modi e con diversi gradi di successo, di connettersi luno allaltro (Silverstone 2002, pag. 21)

30 Lintervista in profondità Lintervista in profondità è un metodo che si pone a metà strada tra colloquio clinico e intervista direttiva. Rispetto al primo, ha una traccia più strutturata e una vocazione più operativa; loggetto di indagine è stabilito dal ricercatore, che indaga attraverso le domande la relazione tra il soggetto e loggetto di indagine. Rispetto alla seconda è meno rigida e la traccia meno stretta.

31 Difendere le interviste Il metodo dellintervista deve essere difeso non solo per laccesso alle opinioni e alle dichiarazioni consapevoli che esso offre alla ricerca, ma anche per laccesso che fornisce ai termini e alle categorie linguistiche con cui gli intervistati costruiscono le loro parole e la loro comprensione delle proprie attività (Morley). Latto di fruizione mediale resta comunque opaco allosservatore che lo osserva solo come comportamento e non come racconto.

32 con il telecomando accanto... è irritante, perché magari sto guardando qualcosa ed ecco che tutto ad un tratto lui cambia canale per vedere i risultati delle partite di football. Non ho molta scelta, perché lui se ne sta là con il telecomando accanto ed ecco tutto […] Io mi infastidisco perché magari sto guardando un programma ed ecco che lui si mette a cambiare canale per vedere se su un altro canale è finito un certo programma così lui si può registrare qualcosa […] Il telecomando sta sempre vicino alla sedia di papà. Non se ne allontana finché cè papà. Se ne sta proprio lì (Morley, Family television, 1986)

33 and I think my body is in the room but the rest of me is not (when I am reading) I think men cannot do that unless they themselves are readers. I dontt think men are ever a part of anything even if its television They are never really out of their body either I dont care if its a football game: I think they are always consciously aware of where they are but I think a woman in a book isntt (J. Radway, Reading the Romance, 1990)

34 That gets on your nerves DH: Which characters do you particularly like or dislike? L: Well, I dislike Arthur Brownlow, I cant stand him. DH:And why dontyou like him? L: Because if he was my husband I would have kicked him out years ago – but that is obviously the character, not him. And his wife gets on your nerves […] Every time you see their living-room you know there is something on the table. That gets on your nerves (D. Hobson, Crossroads: the Drama of a Soap Opera, 1982)

35 Il focus group Il focus group è … … un metodo qualitativo, una tecnica di ricerca qualitativa o per la raccolta di dati qualitativi Il focus group è … una tecnica intermedia: tra lintervista e losservazione (Corrao, 2000)

36 Una discussione di gruppo Il focus group non è … … unintervista di gruppo.. ma è una discussione di gruppo. La rilevazione non è basata sulle risposte dei singoli partecipanti alle domande del mediatore, bensì sulla loro interazione (Corrao, 2000)

37 Estraneità dei partecipanti tra loro e con il moderatore vs precedente conoscenza dei partecipanti Omogeneità interna del gruppo vs eterogeneità interna del gruppo Mini group vs Full Group A uno stadio vs A più stadi La composizione dei gruppi

38 Gruppi autogestiti Focus group con guida dintervista contenente i punti da trattare Focus group semistrutturati Focus group con tecniche, anche standardizzate per stimolare il dibattito o raccogliere informazioni supplementari Il grado di strutturazione

39 Molto marginale. Il moderatore propone il tema e le regole di interazione, lasciando che i partecipanti discutano tra loro. Limitato. Il moderatore interviene per agevolare landamento della discussione o contrastare deviazioni dal tema e per equilibrare gli interventi. Ampio. Notevole controllo sul contenuto della discussione e sulle dinamiche di gruppo Il ruolo del moderatore

40 La numerosità del campione non può essere predeterminata rigidamente in fase di progettazione. Per individuare i soggetti si ricorre a campionamenti non probabilistici, detti a scelta ragionata. Si può anche ricorrere al ruolo di un mediatore Il campionamento

41 Il materiale informativo emerso dai focus può essere trattato: come semplice descrizione narrativa basata sulle note prese durante la discussione di gruppo; come trascizione verbatim delle registrazioni. Il materiale viene sottoposto ad una griglia di lettura guidata dagli obiettivi e dalle domande di ricerca Lelaborazione dei dati

42 il maschio il calcio, la femmina le telenovelas I: Facciamo un gioco. Provate ad associarvi ad una trasmissione televisiva. Se voi doveste associare la vostra personalità a un programma televisivo a quale pensereste? Simonetta: Il Maurizio Costanzo Show. Elsa: Medicina, Informazione come Check-up. I: Non quale trasmissione vi piace. Quale vi assomiglia. Signora A: Il Costanzo lo seguo volentieri. Anna: Non saprei. Mauro: Porta a Porta. Mi piace la polemica, la politica. Se non mi piace una cosa non è che sto zitto. I: fate questo gioco con i vostri figli. Associate la personalità di vostro figlio a una trasmissione. Giosuel: Quelli che il calcio. Elsa: Il maschio sì, il calcio sicuramente. Anna: Il maschio il calcio, la femmina le telenovelas. Mauro: A mio figlio piace il divertimento pure i professori lo dicono che non sazzitta mai. Gli piace ridere e scherzare, giocare. Quindi una trasmissione allegra, musicale. (Tirocchi, Andò, Antenore, Giovani a parole, 2002)

43 Le storie di vita Le storie di vita sono interviste particolari in cui si chiede ad un soggetto di raccontare la propria esistenza, per es. in relazione al consumo dei media. Rispetto allosservazione e allintervista in profondità, consentono una presa diacronica o storica sul fenomeno (come sono cambiati i consumi e le abitudini di consumo negli anni); danno conto delle dimensioni micro e macro sociali del consumo, superando i limiti degli altri metodi e arricchiscono lapproccio etnografico di una capacità previsionale che altri metodi non possiedono. (Casetti, Di Chio, 1998)

44 Storie di vita una metodologia di ricerca che comprende la storia degli eventi, la storia della memoria degli eventi, la revisione degli eventi attraverso la memoria (Molinari 2002) Non importa che la storia di vita rappresenti fedelmente comportamenti effettivi, ma che questi fossero i particolari accounts che gli spettatori si sentivano di dare del proprio comportamento rimane un fatto sociale di interesse considerevole.(Morley 1986)

45 la televisione era… La televisione era una rappresentazione di uno status sociale: se io avevo la televisione è perché me la poteva pure permettere, come il telefono La televisione è stata una mamma, per tutti, visto che labbiamo vissuta in prima persona i primi anni 50. Abbiamo visto le prime televisione in bianco e nero, un canale, poi due, poi tre, poi cè stato il pluralismo, cè stata la tv privata che finalmente ha preso piede Credo che [la televisione n.d.c.] avesse una funzione culturale come laveva avuta la radio prima: io lo ricordo anche quando si ascoltava la radio, quando non si aveva la televisione e cera tutta una serie di sceneggiati (Fanchi, Identità mediatiche, 2002, 78-79)

46 I racconti orali ci informano non solo sui fatti, ma su quello che essi hanno voluto dire per chi li ha vissuti e li racconta; non solo su quello che le persone hanno fatto, ma su quello che volevano fare, che credevano di fare, che credono di aver fatto; sulle motivazioni, sui ripensamenti, sui giudizi e le razionalizzazioni.[…] Linteresse della testimonianza orale non consiste solamente nella sua aderenza ai fatti, ma nella sua divaricazione da essi; perché in questo scarto si insinua limmaginario, il simbolico, il desiderio (Portelli 1999)

47 Lintervista narrativa Generalmente il ricercatore lascia parlare il testimone senza interromperlo, mostrando interesse per quello che dice. Solo alla fine, può tornare sulla traccia e sui punti eventualmente non considerati. In unintervista aperta, anche lordine con cui il testimone costruisce il racconto è uninformazione importante per conoscere le sue priorità e i suoi interessi (Morley, 1980)

48 Il retellling Il metodo del retelling si basa sul racconto del ricordo. Il racconto seriale di una storia fa emergere come il materiale narrativo viene selezionato, strutturato e organizzato secondo le regole della memoria (o della percezione). Lo spettatore attinge dal solido serbatoio di ricordi per interpretare una linea narrativa attuale, per trarre inferenze con cui collegare le esperienze di fruizione pregresse con quelle in corso. Il modo in cui lo spettatore ri-racconta una storia fruita, evidenzia la struttura dei suoi processi interpretativi.

49 non è accaduto granché Per quel che riguarda la relazione fra Ken e Sally, non è accaduto granché. Per settimane abbiamo visto Ken preoccuparsi del cambiamento dei suoi sentimenti verso Sally, passando dal comportamento di capoufficio a quello di innamorato, e il tutto è culminato nel bacio in ufficio.[…] Credo che Ken avesse paura di farsi coinvolgere troppo e che Sally non fosse poi così interessata a lui. Credo anche che Ken non avesse intenzione di rompere con Deirdre, di mandare a monte un altro matrimonio e di dover anche affrontare tutti i pettegolezzi che ne sarebbero nati.[…] La puntata finì e noi rimanemmo con il fiato sospeso fino al lunedì dopo per vedere cosa succedeva. Per la stampa popolare quello fu un gran giorno (Livingstone, 1990 studio su Coronation Street)

50 Dalla propria stanza alla rete: verso unetnografia on line dellaudience … … o verso unetnografia delle audience on line?

51 Le audience nelle comunità on line Il consumo mediale e il lavoro interpretativo dei testi si sposta dallo spazio fisico privato della casa e della propria camera, a luoghi fisici preposti alla condivisione con altri della propria condizione di audience/fan (parchi a tema, stadi), fino ai «mondi virtuali delle narrazioni dei fan, che non includono luoghi in senso fisico» (Sandvoss 2005), ma stanze virtuali abitate da comunità on line.

52 Etnografia delle comunità on line Molti approcci alla cyberspace ethnography appaiono ancora troppo concentrati sulla Rete come luogo in cui si possono registrare ed osservare interazioni naturali. Nancy Baym, per esempio, si sofferma a lungo sulla opportunità di utilizzare i newsgroup per studiare il fenomeno del fandom, sottolineando che, dal momento che le discussioni on line, registrate elettronicamente, possono essere raccolte, esse consentono di esaminare un ampio range di interazioni naturali che si svolgono anche per estesi periodi di tempo (Baym 2000)

53 Naturale vs virtuale? Quelle on line, sono interazioni naturali? Se partiamo dalle più recenti riflessioni sul networked individualism (si pensi a Wellman, Castells, Rheingold), la distinzione tra on line e off line cade a favore di tratti di continuità tra le esperienze che i soggetti fanno in Rete e quelle vissute nel mondo fisico. Nelle pratiche sociali ci troviamo davanti a «differenti modulazioni, […] diverse declinazioni delle possibilità di articolare la propria rete personale, di volta in volta attualizzandone selettivamente alcune porzioni, attraverso le diverse modalità di connessione disponibili (mediate o non mediate)» (Comunello, 2006)

54 Fare analisi etnografica con la rete Il problema lavorando con la rete non è come attrarre sufficienti risposte per unanalisi adeguata ma come selezionare e processare i materiali dal flusso senza fine di informazioni e commenti. Quello che ci affascina così tanto è che la discussione sulla rete tende a incentrarsi sulle questioni maggiormente interessanti per i ricercatori dei media; … tentativi di sviluppare criteri estetici per la valutazione della televisione e di altri testi popolari; congetture sulle paternità dei prodotti mediali; critiche dellideologia; e una auto-analisi del coinvolgimento di chi usa la Rete con i materiali in onda in televisione... (Jenkins)

55 Osservare le comunità on line i net group di computer ci permettono di osservare una comunità auto-definita e che progredisce a livello interpretativo.. [le cui] discussioni prendono forma senza un controllo diretto o un intervento da parte del ricercatore, ma sono disponibili in una forma legittimamente aperta al pubblico scrutinio e allanalisi (Jenkins)

56 Il ricercatore come lurker È come se il desiderio delletnografo del cyberspazio di acquisire la posizione di lurker – invisibile e che si suppone in grado di vedere tutto - sopravanzi o dislochi qualsiasi interesse rispetto ai processi tecnologici, sociali e storici attraverso cui questa invisibilità è stata essa stessa costruita come uno specifico punto nodale allinterno di una mediazione:

57 Il lurker nelle comunità on line I lurker.. sono visti come partecipanti legittimi. Le uniche persone ostracizzate sono coloro che attaccano la legittimità del fandom della soap opera. Questi invasori, ma non i lurker, potrebbero essere considerati impuniti. Tuttavia la natura del network è tale da far avere ai ficcanaso gli stessi livelli di accesso che hanno gli utenti più esperti, e chi scrive (post) è consapevole di ciò. Le possibilità relazionali tra poster e lurker devono ancora essere esaminate sistematicamente (Baym 1995b)

58 Ripensare letnografia del cyberspazio Lavvento della etnografia del cyberspazio (Bernardi 1998: 155) dovrebbe portare ad una riconsiderazione delle pratiche etnografiche: non possiamo andare avanti come se nulla fosse successo, o come se Usenet avesse semplicemente risolto tutti i precedenti problemi di acquisizione dei dati. L imbarazzo delle ricchezze affermato entusiasticamente da Jenkins non può essere trasformato in unabbondanza aproblematica di dati testuali senza che questo imbarazzo venga realmente ponderato. Il newsgroup è, evidentemente, imbarazzante in molti modi per i processi delletnografia (Hills).

59 Laudience come prodotto, laudience come performance Letnografia del cyberspazio diviene un processo più accurato attraverso cui laudience può essere vista come un prodotto mediato o una stessa performance, e attraverso cui le barriere tra performance e audience sono minuziosamente riconfigurate

60 La serializzazione delle audience Laudience online non può semplicemente offrire uno scorcio sul fandom offline, socialmente atomizzato, del programma; dovrebbe, invece, interpretare la sua fan audiencehood, sapendo che gli altri fan si comporteranno come dei lettori nei confronti di congetture, osservazioni e commenti. Questa auto-rappresentazione e auto-performance dellaudience in quanto testo crea dunque un processo di secondo ordine, o di implicita trasformazione di un contenuto mediale in oggetto di consumo, nella misura in cui le fan audience online consumano una costruzione testuale di sé stesse insieme all originale testo-da- consumare, con le novità valorizzate del secondo che si intrecciano con le speculazioni, riscritture e frammentazioni egualmente nuove e similmente valutate del primo.


Scaricare ppt "26/01/2014 Perchè studiare i media? Pagina 1 Etnografia delle audience Prof. Romana Andò Teoria e analisi delle audience."

Presentazioni simili


Annunci Google