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SERVIZIO ISTRUZIONE FORMAZIONE PROFESSIONALE E CULTURA PROVINCIA DI PISTOIA E ISTITUTO PROFESSIONALE PER L'AGRICOLTURA E L'AMBIENTE "B. C. DE FRANCESCHI.

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Presentazione sul tema: "SERVIZIO ISTRUZIONE FORMAZIONE PROFESSIONALE E CULTURA PROVINCIA DI PISTOIA E ISTITUTO PROFESSIONALE PER L'AGRICOLTURA E L'AMBIENTE "B. C. DE FRANCESCHI."— Transcript della presentazione:

1 SERVIZIO ISTRUZIONE FORMAZIONE PROFESSIONALE E CULTURA PROVINCIA DI PISTOIA E ISTITUTO PROFESSIONALE PER L'AGRICOLTURA E L'AMBIENTE "B. C. DE FRANCESCHI PISTOIA PROGETTO A SOSTEGNO DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI 15 Febbraio 2011 Sala dei Grandi Palazzo della Provincia Arezzo Relatrice e Coordinatrice del Progetto Triennale Prof.ssa Costantina Sabella IPSAA De Franceschi Pistoia PROPOSTA DI ATTIVITA PER STATI GENERALI SULLA SCUOLA REGIONE TOSCANA

2 Le criticit à Dal confronto con le insegnanti di sostegno referenti delle Scuole Medie Superiori della Provincia di Pistoia presenti agli incontri tenuti presso la sede della Provincia di Pistoia, Via Tripoli, Ufficio Servizio Istruzione, Formazione e Cultura, è emersa una situazione di incertezza circa la generalizzazione di un "modello" da seguire relativo alle modalità di inserimento e integrazione degli alunni disabili negli istituti secondari. Le criticità specifiche esaminate dal gruppo presente agli incontri possono essere sintetizzate come segue:

3 variabilità di prassi in ordine al percorso seguito (A e B) e difficoltà di adattamento in relazione alla loro trasferibilità e alla tipologia degli indirizzi seguiti nei diversi istituti scolastici ; azioni assai diversificate e piuttosto routinarie rispetto al processo di erogazione, in particolare per ciò che attiene alla personalizzazione dei percorsi; mancanza di pianificazione e controllo del processo di promozione, comunicazione e diffusione dellinformazione sulle prassi da seguire per la realizzazione del modello soprattutto tra gli operatori stessi. mancanza di una capitalizzazione delle esperienze delle singole scuole in merito a procedure, strategie didattiche e metodologie ; mancanza di testi e sussidi con schede didattiche adatti per la fascia di età delle scuole superiori.

4 Finalità generali Tenuto conto di questa analisi, un gruppo di insegnanti di sostegno e insegnanti curricolari, accoglie come finalità generali per la realizzazione del progetto in questione l'individuazione di un sistema di gestione omogeneo che permetta la condivisione delloperatività svolta e nello specifico: dei processi e degli strumenti idonei alla loro realizzazione dei percorsi didattici degli ausili didattici ed informatici.

5 ATTRAVERSO FORMAZIONE DEI DOCENTI

6 IN CLASSE: QUALE INSERIMENTO? PERCORSI DIDATTICI NELLA SCUOLA SUPERIORE

7 DSA SINDROME DI DOWN

8

9 ALUNNI INSERITI PER TIPOLOGIA DI SCUOLA

10 Disabilità Cognitiva 78% Disabilità Cognitiva 67% A.S al A.S al

11 RM DSA : Dislessia A.S PROVINCIA DI PISTOIA E IPSAA DE FRANCESCHI DICEMBRE 2006

12 Pietro Classe II percorso B Pietro Classe II percorso personalizzato

13 In ambito pratico Non gli piacciono le discipline di sala e ricevimento, materie nelle quali è previsto un rapporto con il cliente. Gli piace cucina e riesce anche abbastanza bene.

14 Per scegliere obiettivi e contenuti si parte dagli interessi Pensiamo a quello che di matematica e di italiano gli è utile nella professione

15 Matematica in cucina Il tempo (ore minuti, un quarto dora, mezzora.., il tempo e il corpo, tempi di cottura) Udm (g, hg, Kg interconversioni, attività pratiche con la bilancia I gradi ed il forno Le date di scadenza (è scaduto, quale scade fra meno tempo….) Frazioni (dividere in porzioni, i cocktail e le frazioni in decimi e in terzi..) Proporzioni (trasformazione di una ricetta per tre persone a x persone, problemi del tre semplice diretto) (conti, resti, ……………)

16

17 Quale dei seguenti prodotti è scaduto: Da consumarsi entro il Da consumarsi entro il Da consumarsi entro il Da consumarsi entro il

18 MICHELE DISLESSIA ISTITUTO PROFESSIONALE PER L'AGRICOLTURA E L'AMBIENTE "B. C. DE FRANCESCHI PISTOIA

19 CARATTERISTICHE SCRIVE SOLO IN STAMPATELLO LA PAURA ECCESSIVA NELLAFFRONTARE I COMPITI SCRITTI, AI QUALI RISULTA ASSENTE IN MANIERA QUASI SISTEMATICA, SI MANIFESTA NEL DISAGIO ED IMBARAZZO, MASCHERATI DAL DISINTERESSE

20 METODOLOGIA USATA evitare di farlo leggere a voce alta davanti agli altri scrivere sempre in stampatello utilizzare sempre la calcolatrice infondere sicurezza non sottolineare gli errori nella scrittura riferirsi al quotidiano per facilitare la memorizza- zione esporre i concetti il più possibile oralmente

21 ESEMPIO DI SCRITTURA

22 IN MATEMATICA LA CALCOLATRICE DUNQUE È UN AUSILIO EFFETTIVAMENTE COMPENSANTE.

23 A.S Disturbi del Comportamento, della Relazione e della comunicazione: AUTISMO DISABILITA VISIVA PROVINCIA DI PISTOIA E IPSAA DE FRANCESCHI DICEMBRE 2007

24 AUTISMO Le storie sociali ISTITUTO PROFESSIONALE PER L'AGRICOLTURA E L'AMBIENTE "B. C. DE FRANCESCHI PISTOIA

25 Perché scrivere una storia sociale? Fornire chiare aspettative sulla situazione Fornire esempi di comportamenti o risposte positive utilizzabili dallo studente Sono flessibili Per accrescere il livello di tranquillità nel ragazzo

26 Come si scrive una storia sociale?

27 3 tipi di frasi: frasi descrittive frasi soggettive frasi di controllo …………

28 DISABILITA VISIVA

29 LICEO CLASSICO E PEDAGOGICO FORTEGUERRI Pistoia La ragazza (che chiameremo S) frequenta il III anno del Liceo Pedagogico. E affetta da cecità totale dalla nascita.

30 1.1. Il concetto di frazione Il problema: Come immagina una frazione S? Non la immagina, per lei sono due numeri, ma non riesce a visualizzare una quantità, a dargli un valore pratico (come possiamo fare noi per esempio con la classica torta). Inoltre per lei questi due numeri sono uno a destra e laltro a sinistra, non uno in alto e laltro in basso. Comunque S dà un significato concettualmente corretto di numeratore e denominatore. Lo scopo di questa prima parte del lavoro è di dare alla frazione un significato tattile, pratico, di fargliela maneggiare. La possibile soluzione: Per questo scopo abbiamo usato il GEOMAG. Abbiamo preso pezzi della stessa lunghezza, ma di due spessori diversi (spessi e sottili). Il numero di pezzi complessivi rappresenta il denominatore (le parti in cui divido lintero, tutte di uguale lunghezza), il numero di pezzi sottili rappresenta il numeratore (il numero di parti che prendo). sottilespesso

31 Gli esercizi: Regola operativa: S sa che prima deve contare il totale dei pezzi per conoscere il denominatore e poi i pezzi sottili per conoscere il numeratore. 1° esercizio: io costruisco una frazione col geomag e S, toccandola, deve dire quale frazione è. 2° esercizio: io dico a S una frazione e lei deve costruirla col geomag. 3° esercizio: S costruisce col geomag una frazione a sua scelta e poi mi dice il valore. 1/2 2/5 3/4 5/5

32 1.3. La scomposizione in fattori di un numero Il problema: Per quanto riguarda la scomposizione in fattori, si ripresenta il problema delle diverse rappresentazioni spaziali. I vedenti costruiscono due colonne parallele di numeri, mentre i non vedenti devono riuscire a riportare tutto su ununica riga. La possibile soluzione: In questo caso abbiamo giocato sul fatto che, ai fini del calcolo, nella scomposizione è importante la colonna destra (che riporta i fattori) e non quella di sinistra (che riporta i risultati della divisione). Esempio di scomposizione per un vedente: =3*3*3*3=3^4

33 Una volta comprese le relazioni spaziali tra i due modelli, S può memorizzare le posizioni tra le quali è possibile effettuare le semplificazioni (1-4 e 2-3), cercando di interiorizzare lo scheletro dentro il quale inserirà, di volta in volta, espressioni matematiche diverse. Anche in questo caso abbiamo elaborato una Scheda Operativa (3). In particolare, abbiamo notato che, mentre quando abbiamo a che fare con espressioni numeriche è meglio eseguire prima le semplificazioni e poi le moltiplicazioni, quando lavoriamo con espressioni letterali è meglio eseguire prima le moltiplicazioni e poi semplificare

34 A.S DISABILITA' E FORMAZIONE NELLA SCUOLA SUPERIORE: PERCORSI DI PREPARAZIONE AL LAVORO MONITORAGGIO E COLLOCAMENTO" PROVINCIA DI PISTOIA E IPSAA DE FRANCESCHI MARZO – DICEMBRE 2008

35 Premessa Finalità del Progetto ST.A.R.T.: innalzamento delloccupabilità e delloccupazione per le persone disabili

36 Perseguire tale finalità significa mettere in atto interventi volti a ridurre le disabilità e gli svantaggi sociali da esse derivanti, sviluppando le risorse e le potenzialità presenti…

37 dalla valutazione delle abilità e delle competenze, dei punti di forza, degli interessi e delle attitudini

38 SCUOLA E LAVORO L. 104/92 legge quadro per lintegrazione L. 53/03 art. 4 e DM. 77/05 alternanza scuola lavoro Legge 482 del 1968 Legge 482 del 1968 Legge 68/1999 Legge 68/1999 Decreto Legislativo n° 216/2003 Decreto Legislativo n° 216/2003

39 PERCHE Istruzione e Formazione LALUNNO comincia ad intrecciare, a scambiare informazioni, ad orientarsi deve avere una mappa delle strade possibili

40 LA PROGETTUALITA NELLA SCUOLA

41 il gruppo di lavoro ha lavorato per proporre percorsi e strategie di intervento educativo tenendo conto di mettere in luce le aree di potenzialità, orientare lintervento individualizzato suggerire modalità e tecniche specifiche di intervento valutare lesito degli interventi. I Docenti hanno svolto attività di ricerca e analisi come premessa alla costruzione e attivazione del progetto: diverse tipologie di autismo, contesti applicativi diversi, ricerca analitica delle tecnologie esistenti e aggiornamento. In sintesi il Progetto ha previsto 1. attivazione di percorsi di integrazione nella scuola media superiore con il coinvolgimento delle famiglie e degli operatori educativi e sociali. 2. Coordinamento e monitoraggio delliniziativa 3. Raccolta dei materiali di osservazione e di lavoro per la produzione della documentazione dei percorsi attuati.

42 , e DISLESSIA:NORMATIVA E PDP AUTISMO: TAVOLO PERMANENTE DI LAVORO MAPPATURA DEI CASI A LIVELLO SCOLASTICO PROVINCIALE E GRUPPI DI LAVORO E FORMAZIONE CON I DOCENTI

43 DISABILITÀ

44 GRAZIE DELLATTENZIONE Provincia di Pistoia - IPSAA De Franceschi Pistoia Prof.ssa Costantina Sabella


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